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LA TRATTATIVA REGIONALE SERGIO BRUNATI Sindacato Endoscopisti Digestivi Italiani.

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Presentazione sul tema: "LA TRATTATIVA REGIONALE SERGIO BRUNATI Sindacato Endoscopisti Digestivi Italiani."— Transcript della presentazione:

1 LA TRATTATIVA REGIONALE SERGIO BRUNATI Sindacato Endoscopisti Digestivi Italiani

2 COORDINAMENTO REGIONALE Art. 9 (CCNL ) 1 … le Regioni, entro 120 giorni…, previo confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie, possono emanare linee generali di indirizzo nelle seguenti materie… Nellipotesi in cui unAzienda verifichi limpossibilità di applicare il CCNL mantenendo lequilibrio finanziario di spesa incrementale del 5.66% e dello 0.32% Monte Salari 2001 la Stessa deve procedere alla stesura di un Piano di rientro che individui le economie sui costi generali in compensazione.

3 COORDINAMENTO REGIONALE Art. 9 2 a)utilizzo delle risorse regionali di cui allart. 57 b)realizzazione della formazione manageriale e formazione continua, comprendente laggiornamento professionale e la formazione permanente; c)alle metodologie di utilizzo da parte delle aziende ed enti di una quota dei minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale c)alle metodologie di utilizzo da parte delle aziende ed enti di una quota dei minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale

4 COORDINAMENTO REGIONALE Art. 9 3 d) alla modalità di incremento dei fondi in caso di aumento della dotazione organica del personale o dei servizi anche ad invarianza del numero complessivo di essa e) ai criteri generali dei sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti che devono essere adottati preventivamente dalle aziende f) ai criteri generali per sviluppare a livello aziendale un sistema di standard finalizzati allindividuazione dei volumi prestazionali riferiti allimpegno, anche temporale, richiesto nonché di monitoraggio delle prestazioni concordate e correlate al raggiungimento degli obiettivi,

5 COORDINAMENTO REGIONALE Art. 9 4 g)ai criteri generali per la razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività connesse alla continuità assistenziale ed urgenza/emergenza al fine di favorire la loro valorizzazione economica secondo la disciplina del presente contratto h)allapplicazione dellart. 17 del CCNL 10 febbraio 2004, diretto a regolare la mobilità in caso di eccedenza dei dirigenti nei processi di ristrutturazione aziendale i)ai criteri generali per linserimento, nei regolamenti aziendali sulla libera professione di norme idonee a garantire che lesercizio della libera professione sia modulato in modo coerente allandamento delle liste di attesa

6 Risorse regionali di cui allart. 57 … allutilizzo delle risorse regionali di cui allart. 57; Art 57 …al fine di dare attuazione allart. 55 …le Regioni mettono a disposizione, a livello nazionale, complessivamente risorse economiche pari allo 0,32% calcolato sul monte salari 2001 da destinare al trattamento economico accessorio Art 55…. A decorrere dal 1 gennaio 2003, il fondo del comma 1 art 51 CCNL 8/6/2000, (fondo per la corresponsione degli emolumenti connessi a determinate condizioni lavorative) è incrementato per ogni dirigente in servizio al 31 dicembre 2001, complessivamente di 16,44 mensili per dodici mesi al netto degli oneri riflessi. Il predetto importo è utilizzato come segue

7 risorse regionali di cui allart ,54 mensili (art. 51 del presente CCNL) = notturno 2. 4,42 mensili ( art. 52 del presente CCNL) = ufficiale di polizia giudiziaria; 3. 7,48 mensili da destinare al fondo per il lavoro straordinario. Suggerimenti - Allinterno di una AO possono essere suggerite compensazioni allinterno dellarticolo 57 e limitatamente agli incrementi (ma è opportuno un indirizzo regionale specifico?) -In caso di residui, a quale istituto contrattuale andranno destinati?

8 Formazione manageriale e formazione continua alla realizzazione della formazione manageriale e formazione continua, comprendente laggiornamento professionale e la formazione permanente Commento Per quanto riguarda le Aziende Sanitarie, il loro ruolo nel sistema della formazione continua, è quello di attestare il connubio sapere – sapere applicato 1. ABILITAZIONE La costruzione del Piano di Formazione aziendale deve essere basata sul concetto di competenza, ovvero sulle conoscenze e sulle capacità richieste per esercitare ogni incarico-posizione di lavoro gestionale e/o professionale nellAzienda.

9 Formazione manageriale e formazione continua Una maggior conoscenza del concetto di competenza permette al dirigente di struttura complessa, a partire dai Dipartimenti e dai Distretti ove esistenti, di esercitare meglio il proprio ruolo, ovvero: definire liter di sviluppo professionale a cui correlare ogni tipologia di incarico, definire liter di sviluppo professionale a cui correlare ogni tipologia di incarico, mappare la professionalità dei propri dirigenti professional, mappare la professionalità dei propri dirigenti professional, collocare ogni dirigente nellambito delle tipologie identificate, e confrontarne le performance rispetto a standard professionali prodotti dalla letteratura e dalle società scientifiche di riferimento collocare ogni dirigente nellambito delle tipologie identificate, e confrontarne le performance rispetto a standard professionali prodotti dalla letteratura e dalle società scientifiche di riferimento

10 Formazione manageriale e formazione continua La formazione non rappresenta solo un costo ma un investimento importante sul proprio capitale umano. In tal senso la quota da destinare allattività formativa è da intendersi nella percentuale dell1% del monte salari, comprensiva dei costi diretti e dei costi di organizzazione e funzionamento sostenuti dallazienda sanitaria, con esclusione del costo orario di chi sta frequentando liniziativa formativa

11 Formazione manageriale e formazione continua Suggerimento - -evidenziare che listituto può avere un finanziamento aggiuntivo aziendale - -Precisare che la formazione continua e laggiornamento è un dovere- diritto del medico e un dovere per lazienda, che deve creare (anche in associazione con altre aziende e con la regione) le condizioni organizzative ed economiche per permettere lacquisizione da parte dei dirigenti dei crediti formativi necessari per ciascun anno - -Listituto deve riguardare sia gli aspetti manageriali che quelli specifici professionali

12 Utilizzo quota dei minori oneri da riduzione del personale Alle metodologie di utilizzo da parte delle aziende ed enti di una quota dei minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale (art. 50, comma 2, lett. a) del CCNL 8 giugno 2000 ora art. 54, comma 2, prima linea del presente contratto); Art. 54, comma 2, prima linea Sono di seguito indicati i commi tuttora vigenti dellart. 50 Art. 50, comma 2, lett. a Il fondo (per indennità di specificità medica, retribuzione di posizione, equiparazione,specifico trattamento per struttura complessa) è integrato con le seguenti risorse: a)…da una quota degli eventuali minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica del personale, concordata in contrattazione integrativa, nel rispetto dei risparmi aziendali prestabiliti..nella definizione del bilancio

13 Utilizzo quota dei minori oneri da riduzione del personale Commento -Le somme derivanti devono implementare tale fondo. Possono essere destinate temporaneamente ad altri fondi contrattuali nellanno di competenza, previo accordo a livello aziendale. E comunque ritornare nella disponibilità del fondo lanno successivo - per oneri si intendono nel stipendio tabellare e contingenza. Dal 2004 solo nuovo stipendio tabellare - - la riduzione stabile della dotazione organica è misurata dal dato numerico quantitativo del decremento del personale medico dipendente rispetto allanno precedente Suggerimento Non legare questa quota ad obiettivi di produttività. Deve servire per la posizione e non come risultato mascherato!

14 Modalità di incremento dei fondi in caso di aumento della dotazione organica Modalità di incremento dei fondi in caso di aumento della dotazione organica del personale o dei servizi anche ad invarianza del numero complessivo di essa ai sensi dellart. 53 del CCNL 8 giugno 2000 Art. 53:Le aziende che rideterminano con atto formale la dotazione organica …in numero superiore a quello preso a base di calcolo per la formazione dei fondi (art ), dovranna incrementare i relativi fondi…..Analogamente si procede in caso di attivazione di nuovi servizi, anche ad invarianza della dotazione organica, con riferimento al trattamento accessorio

15 Modalità di incremento dei fondi in caso di aumento della dotazione organica Commento Per servizi si intendo i servizi di continuità assistenziale, di guardia medica divisionale e di pronto soccorso, di pronta disponibilità, di polizia giudiziaria Suggerimento - la decurtazione del fondo non è possibile in caso di decremento dei servizi in oggetto, evidenziato dal raffronto con lattività precedente in quanto non previsto dal contratto

16 sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti C riteri generali dei sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti che devono essere adottati preventivamente dalle aziende, ai sensi dellart. 25 comma 5 art. 25 comma 5:Le aziende adottano preventivamente i criteri generali che informano i sistemi di valutazione delle attività professionali, delle prestazioni e delle competenze organizzative dei dirigenti nonché dei relativi risultati di gestione nellambito dei meccanismi e sistemi di cui al comma 2.Tali criteri prima della definitiva adozione sono oggetto di concertazione con i soggetti di cui allart. 10, comma 2, del CCNL 8 giugno 2000 art. 25 comma 2: Le aziende …definiscono meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati e…, anche dellattività professionale svolta dai dirigenti, in relazione ai programmi e obiettivi da perseguire correlati alle risorse umane, finanziarie e strumentali effettivamente disponibili, stabilendo le modalità con le quali i processi di valutazione– affidati al Collegio tecnico ed al Nucleo di valutazione - si articolano e garantendo, in ogni caso, una seconda istanza di valutazione.

17 sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti Commento Si tratta di un processo periodico di determinazione di fatti (prestazioni qualitative e quantitative, comportamento) e di caratteristiche soggettive (capacità e attitudini) svolto in modo sistematico sulla base di criteri uniformi e di una procedura determinata. Si ricordano alcuni principi che devono essere presenti nei sistemi di valutazione delle aziende: 1) la conoscenza e consapevolezza chiara da parte di valutati e valutatori dei criteri e delle regole che disciplinano i sistemi di valutazione adottati; 2) lidentificazione dei parametri di valutazione ai quali rapportare i risultati e/o giudizi espressi: Che cosa valutare deve essere definito in via preliminare ed in modo inequivocabile

18 sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti 3) la preventiva definizione dei valutatori, con particolare attenzione alla catena gerarchico-funzionale e alla conoscenza diretta dellattività del valutato da parte del valutatore; 4) la trasparenza delle procedure e dei meccanismi di valutazione e la loro applicazione puntuale e oggettiva; 5) la definizione iniziale e presentazione formale a tutto il personale degli obiettivi regionali, aziendali e di articolazione organizzativa da raggiungere; 6) il monitoraggio di tutti gli obiettivi assegnati mediante report quantitativi e qualitativi da diffondere periodicamente a tutti i livelli 7) ladeguata formazione dei valutatori, in modo da realizzare comprensione delle metodologie di valutazione e garantirne lomogeneità

19 sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti La valutazione nelle aziende deve avere come contenuto 1) la valutazione degli obiettivi individuali gestionali e di attività che devono essere affidati ad ogni dirigente sul principio della declinazione a cascata degli obiettivi:aziendali aziendali, dipartimentali, di UC e US, di individuo, frutto del processo di budget 2) I comportamenti proattivi al buon funzionamento dellunità operativa, dipartimento o azienda. 3) La valutazione professionale, ovvero quella valutazione che deve attestare la crescita professionale di ogni dirigente in relazione alla responsabilità affidatagli. Riguarda gli incarichi di natura gestionale, per i quali deve essere indagata la capacità del manager di gestire correttamente la propria struttura coinvolgendo i propri collaboratori del raggiungimento degli obiettivi di budget, 4) Per gli incarichi di natura professionale identificati in ogni branca specialistica, occorre preventivamente mappare il livello di professionalità di ogni dirigente in azienda, compararlo ai livelli previsti dagli stadi di maturità professionale indicati dalle Linee Guida Internazionali o dalle Società Scientifiche e formulare indicatori tecnici, espressione della buona resa del professionista sul campo

20 sistemi e meccanismi di valutazione dei dirigenti Suggerimento Il valutatore di prima istanza deve essere il titolare della struttura direttamente sovraordinata Il collegio tecnico giudicante deve essere formato solamente da dirigenti medici del SSN in possesso dei requisiti minimi stabiliti dalla normativa Valutare se utile identificare a livello regionale la composizione numerica, i criteri di scelta del collegio tecnico e chi deve individuare e nominare i componenti Valutare se utile identificare quali figure devono effettuare la valutazione di 2 istanza nei riguardi dei Direttori di struttura complessa e di dipartimento Valutare se Introdurre altre incompatibilità olter a quelle dellallegato 5 Valutazione concettuale o quantitativa mediante voto Quanto far incidere la valutazione annua sul risultato complessivo della valutazione periodica?

21 Volumi prestazionali e prestazioni concordate ai criteri generali per sviluppare a livello aziendale un sistema di standard finalizzati allindividuazione dei volumi prestazionali riferiti allimpegno, anche temporale, richiesto nonché di monitoraggio delle prestazioni concordate e correlate al raggiungimento degli obiettivi, nel rispetto delle disposizioni del d.lgs 196 del 2003 in materia di protezione dei dati personali; ai criteri generali per sviluppare a livello aziendale un sistema di standard finalizzati allindividuazione dei volumi prestazionali riferiti allimpegno, anche temporale, richiesto nonché di monitoraggio delle prestazioni concordate e correlate al raggiungimento degli obiettivi, nel rispetto delle disposizioni del d.lgs 196 del 2003 in materia di protezione dei dati personali; Commento Le Aziende dovranno sviluppare il lavoro per obiettivi e gli strumenti del controllo di gestione; il meccanismo del budget dovrà essere implementato a livello dipartimentale o distrettuale (ove esistenti) e dovrà essere definita, a tal scopo, una apposita procedura comprovante il coinvolgimento delle strutture afferenti ai dipartimenti stessi, Suggerimento Strategico: lunica occasione di confronto in cui concordare i volumi prestazionali, in quanto non contrattabili a livello aziendale. A livello nazionale o regionale non esiste una definizione certa del tempo medio di esecuzione delle prestazioni assistenziali. Può essere importante proporre criteri metodologici oggettivi per individuare i volumi prestazionali, utilizzabili in tutti i casi e per tutte le UO. Strategico: lunica occasione di confronto in cui concordare i volumi prestazionali, in quanto non contrattabili a livello aziendale. A livello nazionale o regionale non esiste una definizione certa del tempo medio di esecuzione delle prestazioni assistenziali. Può essere importante proporre criteri metodologici oggettivi per individuare i volumi prestazionali, utilizzabili in tutti i casi e per tutte le UO.

22 Volumi prestazionali e prestazioni concordate Precisare nellatto di indirizzo orario di lavoro settimanale complessivo e quello da utilizzare per assistenza,settimanale e annuo (al netto di ferie, aggiornamento, riposi, rischio radiologico e anestesiologico) Valutare se nel monitoraggio dei volumi prestazionalisi deve richiedere che latto di indirizzo suggerisca alle AO criteri solo quantitativi o anche qualitativi e organizzativi La metodologia dovrebbe tenere conto della tipologia delle prestazioni, limpegno professionale e tecnologico richiesto, il livello tecnologico esistente, i volumi prestazionali dellanno precedente, gli eventuali tempari di prestazioni proposti dalle società scientifiche

23 Razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività ai criteri generali per la razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività connesse alla continuità assistenziale ed urgenza/emergenza al fine di favorire la loro valorizzazione economica secondo la disciplina del presente contratto, tenuto anche conto dellart. 55, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000 relativo alle tipologie di attività professionali ed ai suoi presupposti e condizioni; art. 55, (Tipologia di attività libero professionali) comma 2: Si considerano prestazioni erogate nel regime di cui alla lettera d - (d,comma 1: partecipazioni ai pagamenti di attività professionali, a pagamento, richieste da terziallazienda anche al fine di consentire la riduzione dei tempi di ayttesa, secondo programmi predisposti dallazienda stessa, dintesa …con i servizi interessati)-anche le prestazioni richieste in via eccezionale e temporanea, ad integrazione dellattività istituzionale,dalle az. Ai propri dirigenti, allo scopo di ridurre le liete di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in …carenza di organico……, in accordo con le equipes interessate e nel rispetto delle direttive regionali in materia

24 Razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività Art 14 comma 6 Ove per il raggiungimento degli obiettivi prestazionali eccedenti quelli negoziati, sia necessario un impegno aggiuntivo, lazienda, sulla base delle linee di indirizzo regionali, di cui allart. 9, comma 1, lettera g) ed ove ne ricorrano i requisiti e le condizioni, può concordare con lequipe interessata lapplicazione dellistituto previsto dallart. 55, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000 in base al regolamento adottato con le procedure dellart. 4, comma 2, lett. G. La misura della tariffa oraria da erogare per tali prestazioni è di 60,00 lordi. Nellindividuazione dei criteri generali per ladozione di tale atto dovrà essere indicato che lesercizio dellattività libero professionale di cui allart. 55 comma 2 è possibile solo dopo aver garantito gli obiettivi prestazionali negoziati. Commento Le prestazioni critiche in termini di appropriatezza, qualità e/o tempi di erogazione potranno essere remunerate quale lavoro aggiuntivo tramite la retribuzione di risultato e, per le prestazioni ulteriormente eccedenti, applicando la tariffa oraria di 60, nellambito delle compatibilità economiche delle Aziende

25 Razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività lapplicazione delle tariffe libero professionali per leffettuazione di turni di guardia notturna, eccedenti gli obiettivi prestazionali di cui allart.14 comma 6, concordati nellambito dei budget, non deve essere considerata una modalità ordinaria in quanto devono essere prioritariamente soddisfatte le seguenti condizioni previste dal contratto: 1) Occorre che in rapporto ai turni di guardia per i reparti di degenza, si ottimizzino le attività connesse alla continuità assistenziale, attraverso un confronto con le OO.SS.. 2) Le AO dovranno procedere ad una verifica dei turni di guardia notturna, prevedendo soluzioni organizzative, in una logica dipartimentale e per discipline affini, finalizzate ad evitare ridondanze e duplicazioni di servizi con conseguenti sprechi e inefficienze. 3)La richiesta di applicazione della tariffa libero-professionale deve partire dalle Aziende. 4) Il ricorso a tale istituto non può essere > 12% delle guardie notturne complessivamente svolte in azienda; tale remunerazione deve essere attinta dalle risorse dei bilanci aziendali. 5)Le prestazioni di guardia notturna rese in regime di libera professione la relativa tariffa resta fissata in 480 euro lordi per turno.

26 Razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività Nel caso in cui, a parità di condizioni organizzative, di personale e di domanda di prestazioni specialistiche, si verifichi, per più di due rilevazioni mensili consecutive, un superamento dei limiti regionali deliberati come tempi massimi per lerogazione delle stesse in attività istituzionale, la libera professione intramuraria riferita a quelle prestazioni critiche potrà essere temporaneamente sospesa fino al ripristino delle condizioni conformi ai tempi deliberati. Suggerimento Anche questo è argomento strategico. Latto di indirizzo ha una forte valenza organizzativa e programmatoria per le AO e anche per la regione stessa In presenza di regioni che vogliono ridurre le attività per ridurre I costi è importante si tentare una corretta ottimizzazione dellattività ma anche introdurre dei paletti vincolanti la qualità Ricordare che le guardie mediche tra più UO (interdivisionale)devono riguardare reparti appartenenti alla stessa area funzionale omogenea e devono insistere sulla stessa sede

27 Razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività Il servizio di guardia è svolto allinterno del normale orario di lavoro. Le guardie espletate fuori dallorario di servizio possono essere assicurate con lavoro straordinario, con recupero orario che non vada a penalizzare lattività ordinaria,il ricorso alla libera professione del medico Valutare se richiedere la definizione di criteri per le guardie interdivisionali e/o per le pronte disponibilità integrative Valutare se richiedere la definizione di criteri per il superamento delle pronte disponibilità sostitutive in ossequio alle indicazioni fornite dal CCNL Richiedere lidentificazione di un tempo massimo per la riorganizzazione aziendale delle guardie

28 Mobilità Applicazione dellart. 17 del CCNL 10 febbraio 2004, diretto a regolare la mobilità in caso di eccedenza dei dirigenti nei processi di ristrutturazione aziendale attuati ai sensi del comma 4

29 Libera professione Criteri generali per linserimento, nei regolamenti aziendali sulla libera professione di cui allart. 4, comma 2 lett. G, di norme idonee a garantire che lesercizio della libera professione sia modulato in modo coerente allandamento delle liste di attesa. Criteri generali per linserimento, nei regolamenti aziendali sulla libera professione di cui allart. 4, comma 2 lett. G, di norme idonee a garantire che lesercizio della libera professione sia modulato in modo coerente allandamento delle liste di attesa.Commento Nel caso in cui, a parità di condizioni organizzative, di personale e di domanda di prestazioni specialistiche, si verifichi, per più di due rilevazioni mensili consecutive, un superamento dei limiti regionali deliberati come tempi massimi per lerogazione delle stesse in attività istituzionale, la libera professione intramuraria riferita a quelle prestazioni critiche potrà essere temporaneamente sospesa fino al ripristino delle condizioni conformi ai tempi deliberati.

30 Libera professione Suggerimento Utile nellatto aziendale introdurre che landamento delle liste di attesa è conseguente a cause esterne alla volontà e alloperato dei medici dipendenti Leventuale responsabilità medica, prima di essere sanzionata, deve essere dimostrata in modo oggettivo


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