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La scolastica Nel medioevo la filosofia scolastica attua una grandiosa opera di assimilazione dellaristotelismo alla tradizione cristiano-romana Protagonisti.

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Presentazione sul tema: "La scolastica Nel medioevo la filosofia scolastica attua una grandiosa opera di assimilazione dellaristotelismo alla tradizione cristiano-romana Protagonisti."— Transcript della presentazione:

1 La scolastica Nel medioevo la filosofia scolastica attua una grandiosa opera di assimilazione dellaristotelismo alla tradizione cristiano-romana Protagonisti di tale operazione intellettuale furono Alberto Magno e il suo allievo Tommaso dAquino ( ) giusto prezzo e valore dei beni (valore intrinseco e valore impositus) valore della moneta luso del denaro (condanna del prestito ad intere sse)

2 , Nella visione aristotelico-scolastica: LEconomia è governo della casa e riguarda la sfera dei comportamenti individuali (Etica) e non quelli collettivi (Politica) Nellambito delle speculazioni sul comportamento individuale, le questioni economiche vengono sollevate allorché riguardano valutazioni etico-morali Pertanto leconomia non viene trattata come disciplina indipendente, ma solamente nellambito dellEtica

3 . Secondo la visione tomistica, lintelligenza umana può raggiungere la verità attraverso il metodo speculativo, indirizzandosi a scoprire le tre grandi verità – la legge divina, – il diritto naturale, – il diritto positivo, risultante dalle scelte e dalle convenzioni umane, comune a tutti i popoli (jus gentium) o specifico dei singoli Stati (jus civilis) Le questioni economiche sono trattate in gran parte nellambito dello jus gentium e in qualche caso nello jus naturalis

4 , La tematica aristotelica del giusto prezzo dei beni viene risolta nella communis aestimatio, una sorta di valore ordinario di stima dei beni, ottenuta in assenza di monopolio: … quel prezzo che prevale in un momento dato, secondo la stima del mercato, cioè il prezzo corrente al quale si vendono i beni in un luogo specifico (S.Bernardino da Siena, 1431)

5 . Il giusto prezzo è dunque il prezzo di mercato fissato in assenza di posizioni dominanti Il giusto prezzo è una proprietà intrinseca dei beni (bonitas intrinseca), che garantisce la giustizia commutativa, cioè lo scambio equivalente dei beni Il giusto prezzo è collegato al principio della giustizia distributiva, in base alla quale al termine dello scambio nessun individuo o ceto sociale si arricchisce o si impoverisce

6 . La tesi del giusto prezzo si estende a quella del giusto salario, che è il salario che secondo la communis aestimatio garantisce al lavoratore un livello di vita adeguato al suo status Nella stessa ottica si ammette un profitto equo per i commercianti, quale compenso del servizio da loro prestato Da tutto ciò, è stato dedotto erroneamente labbozzo di una teoria che riconduce il valore dei beni al loro costo di produzione sulla base del principio dello scambio equivalente In realtà gli scolastici vedevano il valore dei beni correlato a tre principali caratteristiche (Piero di Giovanni Olivi, ): – utilità oggettiva o valore duso oggettivo (virtuositas) – rarità o scarsità (raritas) – utilità soggettiva del consumatore (complacibilitas)

7 . La moneta, invece, non ha un valore intrinseco, ma solo un valore convenzionale imposto dal principe (impositus): la moneta non è considerata un bene capitale durevole quindi non può dar luogo a diritti duso (pecunia pecuniam non parit): da ciò la condanna dellusura

8 . Con lo sviluppo dei commerci, nel basso medioevo i sistemi di pagamento e di concessione dei prestiti si fecero più complessi, tanto da rendere sempre meno chiara o meno individuabile la situazione di prestito a interesse Con lo sviluppo dei commerci, nel basso medioevo i sistemi di pagamento e di concessione dei prestiti si fecero più complessi, tanto da rendere sempre meno chiara o meno individuabile la situazione di prestito a interesse Inoltre, con la crescita delle attività economiche, il prestito divenne non solo prestito al consumo ma anche prestito alla produzione Inoltre, con la crescita delle attività economiche, il prestito divenne non solo prestito al consumo ma anche prestito alla produzione

9 La Chiesa Romana e gli scolastici iniziarono a giustificare forme di prestito ad interesse, sviluppando una complessa casistica di particolari situazioni ammissibili: La Chiesa Romana e gli scolastici iniziarono a giustificare forme di prestito ad interesse, sviluppando una complessa casistica di particolari situazioni ammissibili: 1) Damnum emergens: linteresse come compenso per una perdita accertata (ad es. in in caso di mora del mutuatario) 1) Damnum emergens: linteresse come compenso per una perdita accertata (ad es. in in caso di mora del mutuatario) 2) Periculum sortis: linteresse come compenso del rischio derivante dallesercizio di attività produttive e commerciali (la moneta investita in capitali produttivi può generare un profitto e al mutuante si concede di rivendicare un interesse per eventuali perdite che ritiene di aver subito per aver concesso un prestito (S.Antonino da Firenze-XV Sec.) 2) Periculum sortis: linteresse come compenso del rischio derivante dallesercizio di attività produttive e commerciali (la moneta investita in capitali produttivi può generare un profitto e al mutuante si concede di rivendicare un interesse per eventuali perdite che ritiene di aver subito per aver concesso un prestito (S.Antonino da Firenze-XV Sec.) 3) Lucrum cessans: linteresse come compenso del mancato guadagno derivante da possibili investimenti alternativi (costo opportunità) C. Dumoulin-XVI Sec.) 3) Lucrum cessans: linteresse come compenso del mancato guadagno derivante da possibili investimenti alternativi (costo opportunità) C. Dumoulin-XVI Sec.)

10 - La scuola occamista produce alla fine del medioevo riflessioni scientifiche di rilievo sulleconomia: Jean Buridan ( ): tenta di spiegare il valore delle merci non sulla base della loro sostanza, ma in quanto fenomeni relazionali ed espressione dei bisogni umani (il pane vale più per il povero che per il ricco) Nicolas dOresme ( ): si distacca dallidea di valore convenzionale della moneta, attribuendole un valore reale basato sul suo contenuto in metalli preziosi e arrivando a intuire la cosiddetta legge di Gresham secondo cui la moneta cattiva scaccia quella buona

11 . Dopo Occam: Dopo Occam: – la teologia perde centralità nel sapere: emerge lUmanesimo; la politica si svincola dalla morale (Machiavelli, 1516); la fede pone in discussione lautorità costituita (Riforma Protestante, 1517) – la vita culturale rinasce in rinnovate università dove lo Stato subentra alla Chiesa nel controllo dellattività intellettuale – rifioriscono gli studi filosofici e con essi ebbero grande impulso quelli scientifici – un unico filo unisce lUmanesimo civile alla rivoluzione scientifica delletà moderna

12 . Alla base di tale rivoluzione culturale vi è lemergere dellUmanesimo civile: luomo il principale oggetto di attenzione culturale/rivalutazione della dimensione terrena e relazionale

13 Scienza economica e pensiero moderno LEconomia si definisce Politica, quindi relativa alla sfera pubblica-collettiva-nazionale LEconomia si definisce Politica, quindi relativa alla sfera pubblica-collettiva-nazionale LEconomia Politica si distingue dalla Politica propriamente detta: LEconomia Politica si distingue dalla Politica propriamente detta: La Politica ora riguarda laccumulazione e la gestione del potere (perde le finalità etico-morali) La Politica ora riguarda laccumulazione e la gestione del potere (perde le finalità etico-morali) LEconomia Politica riguarda laccumulazione e la gestione della ricchezza LEconomia Politica riguarda laccumulazione e la gestione della ricchezza

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