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NOVITA FISCALI 2013 di Sandro Cerato. NOVITÀ IVA FATTURAZIONE (art. 1, co. da 325 a 335 Legge Stabilità 2013)

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Presentazione sul tema: "NOVITA FISCALI 2013 di Sandro Cerato. NOVITÀ IVA FATTURAZIONE (art. 1, co. da 325 a 335 Legge Stabilità 2013)"— Transcript della presentazione:

1 NOVITA FISCALI 2013 di Sandro Cerato

2 NOVITÀ IVA FATTURAZIONE (art. 1, co. da 325 a 335 Legge Stabilità 2013)

3 NOVITÀ IVA FATTURAZIONE 3 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/1972 soggetti passivi (art. 17, co. 2 e 5); volume daffari (art. 20, co. 1); fatturazione delle operazioni (art. 21, co. 1-6, 6-bis e 6-ter); fattura semplificata (art. 21-bis); tenuta e conservazione dei registri e dei documenti (art. 39, co. 3).

4 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ SOGGETTI PASSIVI (ART. 17, CO. 2) Nel caso di cessioni di beni (art. 7-bis) e prestazioni di servizi (artt. 7-ter e seguenti) effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dellUnione Europea, il cessionario o committente è tenuto ad adempiere gli obblighi di fatturazione e registrazione di cui agli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/1993. Cosa cambia: lintegrazione era circoscritta soltanto alle prestazioni di servizi di cui allart. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 (art. 8, co. 2, lett. g), della Legge n. 217/2011).

5 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ SOGGETTI PASSIVI (ART. 17, CO. 5) È stato introdotto lobbligo di indicazione, nella fattura emessa dal cedente senza addebito dellimposta (operazioni in reverse charge), dellannotazione inversione contabile, Cosa cambia: diventa meramente eventuale lesposizione del riferimento normativo, che aveva, invece, sinora costituito un necessario adempimento.

6 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ VOLUME DAFFARI (ART. 20, CO. 1) È precisata la nozione di beni ammortizzabili, la cui cessione non concorre alla formazione del volume daffari, richiamando le voci B.I.3) e B.I.4) dello stato patrimoniale attivo di cui allart c.c. (diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere dellingegno, concessioni, licenze, marchi e diritti simili). Cosa cambia: il riferimento normativo non è più lart. 2425, n. 3).

7 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ VOLUME DAFFARI (ART. 20, CO. 1) È stata, inoltre, soppressa lesclusione – originariamente inserita dallart. 1, co. 1, del D.Lgs. n. 18/2010 – delle prestazioni di servizi rese a soggetti stabiliti in un altro Stato membro della Comunità, non soggette ad Iva ai sensi dellart. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972. Tali operazioni non rilevano, tuttavia, ai fini dellacquisizione dello status di esportatore abituale, in virtù della modifica allart. 1, co. 1, lett. a), del D.L. n. 746/1983, operata dallart. 1, co. 329, della Legge n. 228/2012 (c.d. Legge di Stabilità 2013).

8 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ VOLUME DAFFARI (ART. 20, CO. 1) Pertanto, dal 1°gennaio 2013: - Cessioni di beni e prestazioni di servizi fuori campo Iva per carenza del presupposto territoriale, concorrono alla formazione del volume daffari, in quanto operazioni soggette allobbligo di fatturazione (operazioni di cui allart. 21, co. 6-bis) - Nel calcolo del plafond di esportatore abituale, il volume daffari (denominatore del rapporto) deve essere depurato delle suddette operazioni

9 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURAZIONE OBBLIGATORIA (ART. 21, CO. 6-BIS) È stata introdotta una nuova disposizione, che stabilisce – in ossequio allart. 219-bis della Direttiva 2006/112/CE – lobbligo, in capo ai soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, di emettere la fattura quando pongono in essere alcune operazioni non soggette a Iva per carenza del requisito territoriale (artt. da 7 a 7-sepites del D.P.R. n. 633/1972): cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate al di fuori dellUnione Europea, riportando lannotazione operazione non soggetta, ed eventualmente la fonte normativa;

10 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURAZIONE OBBLIGATORIA (ART. 21, CO. 6-BIS) cessioni di beni e prestazioni di servizi – diverse da quelle finanziarie esenti di cui allart. 10, nn. 1)-4) e 9), del D.P.R. n. 633/1972 – effettuate nei confronti di un soggetto passivo debitore dellimposta in un altro Stato comunitario, in conformità con quanto previsto dagli artt. 220, par. 2, e 221, per. 2, della Direttiva 2006/112/CE. Al ricorrere di tale ipotesi, nella fattura – in luogo dellammontare dellIva – deve essere apposta la dicitura inversione contabile, con leventuale specificazione della disposizione di riferimento.

11 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURAZIONE OBBLIGATORIA (ART. 21, CO. 6-BIS) Nota bene - Controparte soggetto Ue (lett. a): si richiede la qualifica di soggetto passivo debitore dellimposta in un altro Stato membro - Operazioni effettuate fuori Ue (lett. b): trattasi di operazioni per le quali il presupposto territoriale si verifica al di fuori della Ue

12 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ EMISSIONE DELLA FATTURA (ART. 21, CO. 4) A recepimento dellart. 223 della Direttiva 2006/112/CE, sono state introdotte alcune deroghe allobbligo di emissione della fattura in base al momento di effettuazione delloperazione (art. 21, co. 4, lett. da a) a d): cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo, per il tramite del proprio cedente (triangolare interna) – lett. b): la fattura è emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni (conferma rispetto alla previgente disciplina);

13 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ EMISSIONE DELLA FATTURA (ART. 21, CO. 4) prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti in un altro Stato comunitario (lett. c), non soggette allimposta si sensi dellart. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972: la fattura è emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delloperazione (coincidente con lultimazione della prestazione); prestazioni di servizi di cui allart. 6, co. 6, primo periodo, del D.P.R. n. 633/1972 (lett. d), rese a o ricevute da un soggetto passivo stabilito al di fuori dellUnione Europea: la fattura è emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delloperazione (trattasi dei servizi 7-ter)

14 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ EMISSIONE DELLA FATTURA (ART. 21, CO. 4) Cessioni di beni la cui consegna risulti da Ddt, nonché le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura (differita), entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle stesse operazioni

15 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ CONTENUTO DELLA FATTURA (ART. 21, CO. 2) Sono state aggiunte alcune ulteriori informazioni obbligatorie: numero progressivo di univoca identificazione della fattura; numero di partita Iva anche del cessionario o committente (prima prevista per il solo cedente o prestatore), oppure – in caso di soggetto stabilito in un altro Paese dellUnione Europea – numero di identificazione Iva attribuito nello Stato estero. Se il cessionario o committente, residente o domiciliato in Italia, agisce come privato deve essere indicato il codice fiscale.

16 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ ANNOTAZIONE IN FATTURA (ART. 21, CO. 6) Obbligatoria indicazione della dicitura: operazione non soggetta, per le cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi sottoposti a vigilanza doganale, escluse dallapplicazione dellIva, a norma dellart. 7-bis, co. 1, del D.P.R. n. 633/1972; operazione non imponibile, per le esportazioni e fattispecie assimilate, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, cessioni a soggetti residenti o domiciliati al di fuori del territorio comunitario (artt. 8, 8-bis, 9 e 38-quater, del Decreto Iva);

17 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ ANNOTAZIONE IN FATTURA (ART. 21, CO. 6) Obbligatoria indicazione della dicitura: operazione esente, con riferimento a quelle di cui allart. 10 del D.P.R. n. 633/1972, ad eccezione di quelle indicate al n. 6) della medesima disposizione; regime del margine – beni usati, regime del margine – oggetti darte, regime del margine – oggetti di antiquariato o collezione, a seconda dei casi di cui al D.L. n. 41/1995; regime del margine – agenzie di viaggio, per le operazioni soggette alla disciplina di cui allart. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972.

18 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ ANNOTAZIONE IN FATTURA (ART. 21, CO. 6-TER) Analogamente, le fatture emesse dal cessionario o committente, in virtù di un obbligo proprio, devono riportare lannotazione autofatturazione.

19 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA ELETTRONICA (ART. 21, CO. 1) È stata introdotta la definizione di fattura elettronica, stabilendo che è così qualificabile quella emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico, accettata da parte del destinatario. È stato, inoltre, stabilito che la fattura, cartacea od elettronica, si considera emessa – oltre che nei casi di consegna, spedizione o trasmissione – allatto della messa a disposizione del cessionario o committente.

20 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA ELETTRONICA (ART. 21, CO. 3) Il soggetto passivo emittente deve assicurare lautenticità dellorigine, lintegrità del contenuto e la leggibilità della fattura, dal momento della propria emissione, sino al termine del suo periodo di conservazione. Lautenticità dellorigine e lintegrità del documento possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione dei beni o la prestazione dei servizi ad essa riferibile, oppure tramite lapposizione della firma elettronica qualificata o digitale dellemittente, o attraverso sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati o altre tecnologie in grado di garantire lautenticità dellorigine e lintegrità dei dati.

21 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA SEMPLIFICATA (ART. 21-BIS) È stata introdotta una nuova disposizione, che riconosce – fermo restando quanto stabilito dallart. 21 del Decreto Iva – la facoltà di emettere la fattura in forma semplificata, a condizione che sia di ammontare complessivo non superiore ad euro 100, oppure si tratti di una nota di variazione di cui al successivo art. 26

22 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA SEMPLIFICATA (ART. 21-BIS) È, tuttavia, attribuito al Ministro delleconomia e delle finanze – a norma del co. 3 della nuova disposizione – il potere di ampliare lambito di operatività della facoltà di emissione della fattura semplificata, secondo due modalità distinte: laumento del limite massimo del corrispettivo complessivo, da euro 100 ad euro 400; lesclusione di qualsiasi soglia, per le operazioni effettuate nellambito di specifici settori di attività, o da peculiari tipologie di soggetti, per i quali le pratiche commerciali od amministrative o le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli obblighi di cui agli artt. 13, co. 4, e 21, co. 2, del D.P.R. n. 633/1972.

23 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA SEMPLIFICATA (ART. 21-BIS) In ogni caso, lemissione della fattura semplificata non è ammessa con riferimento alle seguenti tipologie di operazioni: cessioni intracomunitarie (art. 41 del D.L. n. 331/1993); operazioni disciplinate dallart. 21, co. 6-bis, lett. a), del D.P.R. n. 633/1972 (operazioni fuori campo Iva per carenza del presupposto territoriale, effettuate nei confronti di soggetti passivi Ue)

24 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ FATTURA SEMPLIFICATA (ART. 21-BIS) Diversamente, se sussistono i predetti presupposti oggettivi, è possibile emettere la fattura semplificata indicando, in luogo dei dati identificativi del cessionario o committente stabilito in Italia, soltanto il codice fiscale o il numero di partita Iva dello stesso: qualora costui sia, invece, stabilito in un altro Stato comunitario, è possibile riportare il numero di identificazione Iva attribuito da tale Paese estero. È altresì previsto che nella fattura semplificata non è necessario indicare la base imponibile Iva, essendo sufficiente lesposizione del corrispettivo complessivo e dellimposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla: in altri termini, è possibile indicare soltanto il prezzo totale (Iva inclusa) e laliquota dimposta applicata.

25 MODIFICHE AL D.P.R. N. 633/ CONSERVAZIONE (ART. 39, CO. 3) La nuova formulazione della disposizione stabilisce che le fatture elettroniche devono essere conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del Decreto Ministeriale emanato ai sensi dellart. 21, co. 5, del D.Lgs. n. 82/2005. È, inoltre, stabilito che possono essere conservate elettronicamente le fatture create in formato cartaceo ed elettronico, comprese quelle generate in formato elettronico, ma che non possono definirsi fatture elettroniche a causa della mancata accettazione da parte del destinatario.

26 NOVITÀ IVA FATTURAZIONE 26 MODIFICHE AL D.L. n. 331/1993 momento di effettuazione (art. 39, co. 1, 2 e 3); fatturazione (art. 46, co. 1, 2 e 5); registrazione (art. 47, co. 1 e 4).

27 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ MOMENTO DI EFFETTUAZIONE (ART. 39, CO. 1) La disposizione è stata riformulata al fine di rispettare le disposizioni europee secondo cui lacquisto intracomunitario di beni si considera effettuato nel momento in cui si ritiene eseguita unanaloga cessione di beni interna: conseguentemente, la predetta disposizione stabilisce, al primo periodo del co. 1, che il momento di effettuazione sia della cessione che dellacquisto intracomunitario di beni coincide con la data di consegna o spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza.

28 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ MOMENTO DI EFFETTUAZIONE (ART. 39, CO. 1) Cosa cambia: - Fino al le cessioni seguivano le regole ordinarie di effettuazione di cui allart. 6 del DPR 633/72 (consegna o spedizione), mentre gli acquisti si consideravano effettuati nel momento della consegna nel territorio dello Stato al cessionario o a terzi per suo conto, ovvero, in caso di trasporto con mezzi del cessionario, nel momento di arrivo nel luogo di destinazione nel territorio stesso.

29 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ MOMENTO DI EFFETTUAZIONE (ART. 39, CO. 2) La disposizione è stata modificata per tenere conto dellabrogazione – operata dalla Direttiva 2010/45/UE – dellobbligo di emissione della fattura per gli acconti incassati con riferimento alle operazioni intracomunitarie: se anteriormente al verificarsi dellevento indicato nel comma 1 è stata emessa la fattura relativa ad unoperazione intracomunitaria la medesima si considera effettuata, limitatamente allimporto fatturato, alla data della fattura.

30 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ FATTURAZIONE (ART. 46, CO. 1) È stata modificata, da obbligo a facoltà, lindicazione in fattura della norma di riferimento (nazionale o comunitaria) dellacquisto intracomunitario senza pagamento dellimposta, o non imponibile o esente.

31 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ FATTURAZIONE (ART. 46, CO. 2) Coerentemente con la Direttiva 2010/45/UE, che ha imposto agli Stati membri di consentire – con riferimento alle cessioni di beni e prestazioni di servizi intracomunitarie – lemissione della fattura entro il 15 del mese successivo, è stato altresì modificato, per le cessioni intracomunitarie di beni, lart. 46, co. 2, secondo periodo, del D.L. n. 331/1993, analogamente a quanto stabilito dalla disciplina interna per le prestazioni di servizi intracomunitarie (art. 21, co. 4, lett. c), del D.P.R. n. 633/1972): la fattura deve, inoltre, riportare lannotazione che si tratta di operazione non imponibile e con leventuale specificazione della relativa norma comunitaria o nazionale.

32 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ FATTURAZIONE (ART. 46, CO. 5) Il cessionario di un acquisto intracomunitario di cui al precedente art. 38, co. 2 e 3, lett. b), del D.L. n. 331/1993 che non ha ricevuto la relativa fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione delloperazione, deve procedere allemissione della stessa – in un unico esemplare – non oltre il 15 del terzo mese successivo a quello del predetto momento di effettuazione delloperazione. Diversamente, qualora la fattura sia stata effettivamente ricevuta, ma risulta emessa per un corrispettivo inferiore a quello reale, il cessionario deve emettere una fattura integrativa entro il 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria.

33 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ REGISTRAZIONE (ART. 47, CO. 1) Il riferimento al giorno 15 del mese successivo è stato inserito anche nel co. 1 dellart. 47 del D.L. n. 331/1993, per la distinta annotazione – rispetto alla data di ricezione, e con riguardo al mese precedente, nel registro dei documenti emessi (art. 23 del D.P.R. n. 633/1972) – delle fatture relative agli acquisti intracomunitari di cui al precedente art. 38, co. 2 e 3, lett. b), previa integrazione, a norma dellart. 46, co. 1. Ai fini della detrazione, le fatture sono annotate distintamente anche nel registro di cui allart. 25 del DPR 633/72

34 MODIFICHE AL D.L. N. 331/ REGISTRAZIONE (ART. 47, CO. 4) La nuova formulazione della disposizione stabilisce che le fatture relative alle cessioni intracomunitarie sono annotate distintamente nel registro delle fatture emesse, secondo lordine della numerazione ed entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione delloperazione.

35 IRAP

36 Novita Irap 2012 Art. 2 D.L. 201/2012 –deduzione dal reddito dimpresa o di lavoro autonomo dellIrap riferita al costo del lavoro –modifiche deduzione 10% Irap (presenza di interessi passivi) –rimborso maggiori imposte Ires/Irpef anni pregressi (Provv. AdE ) –incremento deduzioni per impiego lavoratori di sesso femminile

37 Irap Novità (con decorrenza 2012): Deduzione integrale (dal reddito dimpresa o di lavoro autonomo) dellIrap riferita al costo del personale dipendente ed assimilato, al netto delle deduzioni spettanti Incremento delle deduzioni per cuneo fiscale Modifica alla deduzione forfetaria del 10% ex art. 6 del D.L. n. 185/2008 Art. 2 D.L. 201/

38 Irap Deduzione Irap costo del lavoro I soggetti interessati sono i seguenti: Imprese individuali, snc, sas e società assimilate Società di capitali ed enti commerciali Banche e altri enti finanziari Imprese di assicurazione Persone fisiche, associazioni professionali e società semplici che svolgono attività di lavoro autonomo Restano esclusi i soggetti che determinano la base imponibile Irap con il metodo retributivo (enti non commerciali, pubbliche amministrazioni, ecc.) Art. 2 D.L. 201/

39 Irap Deduzione Irap costo del lavoro La deduzione è pari allIrap riferibile al costo del lavoro ed assimilato indeducibile La deduzione avviene per cassa C.M. 16/E/2009: lIrap deducibile è quella versata a saldo per lanno precedente, più gli acconti dellanno stesso, nei limiti dellimposta dovuta La deduzione spetta a condizione che nella base imponibile Irap vi sia costo del personale dipendente ed assimilato indeducibile Art. 2 D.L. 201/

40 Irap Rapporti con deduzione forfetaria 10% La deduzione forfetaria del 10%, dal 2012, spetta se nella base imponibile Irap confluiscono oneri finanziari indeducibili soggetti sia con costi del lavoro dipendente ed assimilato, sia con oneri finanziari indeducibili ai fini Irap: a tali soggetti spetta la deduzione integrale dellIrap riferita al costo del lavoro, di cui allart. 2 del D.L. 201/2011, nonché quella forfetaria del 10%, di cui allart. 6 del D.L. 185/2008 soggetti con solo costi del lavoro dipendente ed assimilato indeducibili ai fini Irap: a tali soggetti spetta solamente la deduzione integrale della quota di Irap riferita al costo del lavoro indeducibile ai fini del tributo regionale. soggetti senza costi del lavoro dipendente ed assimilato indeducibili ai fini Irap, né oneri finanziari: a tali soggetti non spetta alcuna deduzione, Art. 2 D.L. 201/

41 Irap Incremento deduzioni cuneo fiscale Le modifiche introdotte riguardano (con decorrenza 2012): la deduzione forfetaria di euro 4.600, di cui allart. 11, co. 1, lett. a), n. 2), del D.Lgs. n. 446/97, che viene portata ad euro per ciascun lavoratore di sesso femminile, ovvero under 35, impiegato a tempo indeterminato nel periodo dimposta; la deduzione forfetaria di euro 9.200, di cui allart. 11, co. 1, lett. a), n. 2), del D.Lgs. n. 446/97, che viene portata ad euro per ciascun lavoratore di sesso femminile, ovvero under 35, impiegato a tempo indeterminato nel periodo dimposta nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Art. 2 D.L. 201/

42 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi -Presupposto identico alla deducibilità a regime: presenza di costi relativi al personale dipendente o assimilato, indeducibile ai fini Irap -Maggiori imposte rimborsabili: versamenti Ires/Irpef per i quali alla data del 28 dicembre 2011 era ancora pendente il termine di 48 mesi per la richiesta di rimborso, e quindi per i versamenti effettuati dal 28 dicembre 2007, tenendo conto che il termine di 48 mesi decorre dalla data di versamento del saldo (R.M. 459/E/2008). Rientrano, quindi, anche gli acconti 2007 Art. 2 D.L. 201/

43 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi - Base di calcolo Irap deducibile: Irap versata nel periodo dimposta (criterio di cassa), tenendo conto tuttavia che: -per lIrap a saldo va computato lintero importo versato -per gli acconti, invece, si deve tener conto del limite massimo dellIrap di competenza del periodo dimposta -Incidenza del costo del lavoro: calcolo della percentuale di incidenza del costo del lavoro indeducibile (al netto delle deduzioni) rispetto alla base imponibile Irap (anchessa al netto delle deduzioni). Tale percentuale va applicata al saldo ed agli acconti versati, tenendo conto dei due diversi periodi dimposta (calcolo di due percentuali di incidenza) Art. 2 D.L. 201/

44 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi -Rapporto con deduzione 10%: le istruzioni allistanza stabiliscono la cumulabilità delle due deduzioni nelle ipotesi in cui: -la deduzione del 10% sia stata applicata a fronte del sostenimento di soli interessi passivi -la deduzione del 10% sia stata applicata a fronte del sostenimento di interessi passivi e costi per il personale -Solamente nel caso in cui la deduzione del 10% sia stata applicata a fronte del solo sostenimento di costi del personale, le due deduzioni non sono cumulabili, ragion per cui la quota di Irap deducibile deve essere determinata al netto dellIrap 10% già dedotta Art. 2 D.L. 201/

45 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi -Calcolo imposte rimborsabili: lIrap deducibile (in base alla percentuale dincidenza del costo del lavoro) va sottratta al reddito imponibile dellanno, con conseguente ricalcolo dellimposta. La differenza tra imposta originaria e imposta ricalcolata costituisce limporto rimborsabile (minor debito o maggior credito) Art. 2 D.L. 201/

46 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi -Perdite: in presenza di perdite, è necessario distinguere: -Incremento della perdita (senza compensazione): si deve segnalare solo la maggior perdita riportabile (rigo RI4) -Incremento della perdita (che non trova capienza nellintero reddito): si deve segnalare solo la maggior perdita nel rigo RI4 (esempio: reddito 2009 euro , compensato da una perdita pregressa di , con riporto di euro Se dalla richiesta di rimborso, la perdita si incrementa di euro 3.000, va indicato solo tale importo) -Incremento della perdita (che ha trovato capienza nel reddito): in tal caso si ha diritto al rimborso della maggiore imposta versata Art. 2 D.L. 201/

47 Irap Rimborso Ires/Irpef anni pregressi -rientrano le somme versate in sede di acconto dal 2007 (i 48 mesi decorrono dal termine del saldo 2007, avvenuto a giugno/luglio 2008) al il versamento del saldo 2011, avvenuto in giugno/luglio 2012, rientra nella deduzione a regime in sede di modello Unico 2013 per il periodo dimposta 2012 Art. 2 D.L. 201/

48 Tempistica istanze

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53 Novita Irap 2014 Art. 1, co. 484 e 485, Legge , n. 228 (Legge di stabilità 2013) –incremento deduzioni per imprese con dipendenti a tempo indeterminato –emanazione di un futuro provvedimento per stabilire lesenzione Irap per le piccole imprese o professionisti senza autonoma organizzazione

54 Le deduzioni per personale dipendente a tempo indeterminato previste dallart. 11, co. 1, lett. a, n. 2 e 3 saranno dei seguenti importi: Deduzioni IRAP Art. 1, co. 484 e 485, L. 228/2012 Art. 11, D.Lgs. 446/1997 Fino al 2013 Dal 2014 Deduzione ordinaria Deduzione ordinaria donne e under Deduzione ordinaria nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia Deduzione ordinaria nelle regioni sopra esposte per le donne e under

55 Le deduzioni rapportate alla base imponibile previste dallart. 11, co. 4/bis saranno: Deduzioni IRAP Art. 1, co. 484 e 485, L. 228/2012 Art. 11, D.Lgs. 446/1997 BASE IMPONIBILE DEDUZIONE SPETTANTE SOGGETTI IRES Fino 2013 Dal 2014 INFERIORE A , TRA ,91 E , TRA ,91 E , TRA ,91 E , BASE IMPONIBILE DEDUZIONE SPETTANTE SOGGETTI IRPEF Fino 2013 Dal 2014 INFERIORE A , TRA ,91 E , TRA ,91 E , TRA ,91 E ,

56 Irap e autonoma organizzazione Dal 2014 verrà istituito un fondo destinato coprire i mancati introiti regionali per lesclusione da IRAP: –delle persone fisiche che svolgono un'attività d'impresa –dei professionisti che: non si avvalgono di lavoratori dipendenti e assimilati e sono dotati di limitati beni strumentali il cui ammontare sarà determinato da apposito DM. Art. 1, co. 515, L. 228/2012

57 Rivalutazione terreni e partecipazioni Art. 1 – co. 473 L. 228/2012 Art. 2, co. 2, DL 282/2002

58 58 Ambito oggettivo Terreni: –Terreni lottizzati o terreni sui quali sono state costruite opere per renderli edificabili –Terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria –Terreni agricoli Partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati (art. 2, c. 2, d.l. 282/2002) –Partecipazioni qualificate –Partecipazioni non qualificate Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

59 59 Ambito soggettivo Beni posseduti alla data del e non rientranti nellesercizio di imprese commerciali dai seguenti contribuenti: –Persone fisiche –Enti non commerciali –Società semplici Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

60 60 Ambito soggettivo La rideterminazione del prezzo di acquisto delle partecipazioni è ammessa solo per i titoli, le quote e i diritti non negoziati sui mercati regolamentati posseduti all da coloro che detengono partecipazioni idonee a produrre redditi diversi: –Persone fisiche: purché la partecipazione non sia posseduta nellesercizio di attività dimprese, arti o professioni o in relazione alla qualità di lavoratore dipendente –Società semplici: o soggetti ad esse equiparati –Enti non commerciali –Soggetti non residenti: le eventuali plusvalenze derivanti da cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti in Italia che non siano riferibili a stabili organizzazioni Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

61 61 Perizia di stima La rivalutazione richiede la redazione, entro il 30/6/2013, di una perizia di stima asseverata: –Per i terreni: dagli iscritti: agli albi degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari e periti edili Iscritti ai ruoli dei periti ed esperti presso la Camera di Commercio –Partecipazioni: dagli iscritti: allalbo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei revisori contabili Data di riferimento per la valutazione: Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

62 62 Misura dellimposta Limposta sostitutiva è determinata applicando al valore del terreno o della partecipazione, così come risulta dalla perizia di stima redatta dai professionisti abilitati, le aliquote del: –Partecipazioni: 2% per le partecipazioni non qualificate 4% per le partecipazioni qualificate –Terreni: 4% Possono essere rivalutati come in precedenza esposto: –I terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi; –Le partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto. Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

63 63 Partecipazioni qualificate Per determinare se la partecipazione è da considerare qualificata, si osservano queste regole: –Per tutte le società o enti: sono sempre qualificate le partecipazioni che superano le seguenti percentuali del capitale sociale: 5% per le azioni negoziate nei mercati regolamentati italiani o esteri 25% per tutti gli altri titoli –Per le società di capitali se non sono superate le predette percentuali, la partecipazione è comunque qualificata se rappresenta una percentuale dei diritti di voto in assemblea ordinaria superiore al: 2% per le azioni negoziate nei mercati regolamentati italiani o esteri 20% per tutti gli altri titoli Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

64 64 Particolarità partecipazioni è possibile la rivalutazione parziale della partecipazione. In tal caso la misura dellimposta sostitutiva (2-4%) dipende però dalla tipologia di partecipazione posseduta all (qualificata/non qualificata). Pertanto, coloro che possiedono una partecipazione qualificata sono soggetti allimposta del 4% anche se rivalutano una parte della partecipazione che da sola è considerata non qualificata; il valore rivalutato non può essere successivamente utilizzato nellipotesi di recesso tipico, ossia qualora la società provveda alla liquidazione della quota al socio; la rivalutazione è possibile anche qualora la partecipazione venga ceduta prima del giuramento della perizia di stima, ma solo nel caso in cui si applichi il regime della dichiarazione; la partecipazione rivalutata si considera acquisita l Se in data successiva non sono state acquisite altre partecipazioni, in caso di cessione si considera ceduta per prima la partecipazione il cui costo è stato rivalutato. le minusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni rivalutate non hanno rilevanza fiscale. Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

65 65 Particolarità terreni non è possibile rivalutare i terreni già ceduti al momento del giuramento della perizia di stima in quanto nellatto di cessione del terreno deve essere indicato il valore risultante dalla perizia; in presenza di terreni acquisiti per successione o donazione il costo dacquisto ai fini della determinazione della plusvalenza è sempre quello risultante dalla denuncia di successione o nellatto di donazione. Le valutazioni di convenienza, a seguito della reintroduzione dellimposta sulle successioni e donazioni, non sono mutate; la rivalutazione ha effetto anche qualora il terreno sia successivamente oggetto di provvedimento di esproprio, nel caso in cui il contribuente opti per la tassazione secondo le regole dellart. 67, comma 1, lett. b); il valore rivalutato del terreno rappresenta il valore minimo di riferimento anche ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali; possono essere rivalutate le aree possedute in regime di comunione pro indiviso nel caso in cui soltanto alcuni dei comproprietari intendano rivalutare. Per determinare la quota di terreno da affrancare il singolo comproprietario deve determinare, mediante la perizia di stima, il valore dellintera area in modo da assoggettare ad imposta sostitutiva del 4% la percentuale di tale valore corrispondente alla propria quota. Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

66 66 Particolarità terreni In ordine alla convenienza nelleffettuare la rivalutazione dei terreni è necessario considerare che, lunico regime di tassazione delle plusvalenze relative alla cessione dei terreni attualmente in vigore è quello ordinario previsto dallart 67, TUIR in quanto la Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) ha soppresso il regime di tassazione sostitutiva introdotto dalla L. n. 266/2005 Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

67 67 Termini di versamento Limposta sostitutiva dovuta dovrà essere versata alternativamente: –in ununica soluzione entro il ; –in tre rate annuali di uguale importo alle seguenti scadenze: 1° rata entro il ; 2° rata entro il interessi 3% annuo calcolati dal ; 3° rata entro il interessi 3% annuo calcolati dal Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

68 I codici tributo sono invariati, ossia –8055 per le partecipazioni –8056 per i terreni. Rivalutazioni Art. 2, co. 2, DL 282/2002 Art. 1 – co. 473 L. 228/2012

69 Rivalutazioni Rapporto con precedenti rivalutazioni: –È prevista la possibilità di detrarre dallimposta sostitutiva dovuta limposta già versata in occasione della precedente rivalutazione dei medesimi beni Art. 1 – co. 473 L. 228/2012 Art. 2, co. 2, DL 282/

70 Altre novità Legge di stabilità 2013

71 Deduzione costi auto Art. 1 Legge 228/2012 Modifica dellart. 164, co. 1, del D.P.R. n. 917/1986, con riduzione dei coefficienti di deducibilità parziale dei componenti negativi relativi ai veicoli indicati dalle seguenti disposizioni della citata norma del Tuir: –lett. b): è ridotta dal 40% al 20% la quota deducibile delle spese relative ai veicoli adibiti ad uso promiscuo; –lett. b-bis): è diminuito dal 90% al 70% limporto fiscalmente rilevante dei costi riguardanti i veicoli concessi, in uso promiscuo, ai lavoratori dipendenti, per il maggior periodo dimposta. 71 Art. 1 – co. 501 L. 228/2012

72 Deduzione costi auto Le novità normative decorrono a partire dal periodo dimposta successivo a quello in corso al 18 luglio 2012: le nuove disposizioni dovranno, tuttavia, essere considerate già in sede di determinazione degli acconti dovuti per il primo esercizio di operatività dei ridotti coefficienti di deduzione (art. 4, co. 73, della Legge n. 92/2012), ovvero per il 2013 nel caso dei contribuenti solari. Non è stata, invece, apportata alcuna modifica allintegrale rilevanza di cui alla lett. a) (veicoli oggetto dellattività propria o uso pubblico), nonché alla quota di deducibilità riservata ai costi dei veicoli utilizzati dagli agenti e rappresentanti. Restano altresì invariati i limiti fissati con riferimento al riconoscimento fiscale del costo di acquisto, da assoggettare al predetto coefficiente, pari a: –euro ,99 per le autovetture e gli autocaravan (elevato ad euro ,84 con riguardo agli esercenti attività di agenzia o rappresentanza di commercio, soggetti alla citata quota di deducibilità dell80%); –euro 4.131,66 per i motocicli; –euro 2.065,83 per i ciclomotori. 72 Art. 1 – co. 501 L. 228/2012

73 Deduzione costi auto Veicolo assegnato al dipendente In caso di assegnazione di veicolo aziendale al dipendente per la maggior parte del periodo dimposta, la deduzione dei relativi costi passa dal 90% al 70% (dal 2013). Si ricorda che lassegnazione dellauto allamministratore non può godere della suddetta deduzione, ma resta ferma la percentuale ordinaria del 40% (dal 2013 del 20%), per i costi che eccedono il benefit imputato allamministratore. 73 Art. 1 – co. 501 L. 228/2012

74 IVIE Novità legge di stabilità Slittamento al 2012 dellentrata in vigore del tributo; i versamenti eseguiti nel 2012 sono considerati acconti Limposta si pagherà a saldo e acconto come le imposte sui redditi 74 Art. 1 – co. 518 L. 228/2012

75 IVIE Novità legge di stabilità Per gli immobili allestero, e relative pertinenze, adibiti ad abitazione principale, si applica laliquota ridotta dello 0,4%, nonché la detrazione base di euro 200, nonché per gli anni 2012 e 2013 quella aggiuntiva per figli dimoranti e residenti di età non superiore a 26 anni con un massimo di euro 400 Per i suddetti immobili e per quelli non locati, non si rendono applicabili le imposte sui redditi ex art. 70, co. 2, del TUIR (nuovo co. 15-ter dellart. 19 del D.L. n. 201/2011) 75 Art. 1 – co. 518 L. 228/2012

76 IVAFE Novità legge di stabilità Slittamento al 2012 dellentrata in vigore del tributo; i versamenti eseguiti nel 2012 sono considerati acconti Limposta si pagherà a saldo e acconto come le imposte sui redditi 76 Art. 1 – co. 518 L. 228/2012

77 IVAFE Novità legge di stabilità Per tutti i conti correnti ed i libretti di risparmio, indipendentemente dal Paese in cui sono detenuti (Ue, See o altri Paesi), si rende applicabile limposta fissa di euro 34,20 Tale novità può determinare un eccesso di versamento rispetto al dovuto per i conti correnti e libretti detenuti in uno Stato extraUe (per i quali limposta è stata versata nella misura dello 0,1% 77 Art. 1 – co. 518 L. 228/2012

78 Ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi, per i periodi d'imposta 2013, 2014 e 2015, i redditi dominicale e agrario sono così rivalutati: Rivalutazione reddito dominicale ed agrario Art. 1 – co. 512 L. 228/2012 Soggetto% di riv.ne terreni agricoli, anche non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola 5% Per tutti gli altri soggetti 15% La rivalutazione del 5% o del 15% va applicata dopo la rivalutazione: Del 80% del reddito dominicale; Del 70% del reddito agrario

79 Esempio reddito dominicale 600; reddito agrario 500 Rivalutazione reddito dominicale ed agrario Art. 1 – co. 512 L. 228/2012 Gli acconti per il 2013 andranno rideterminati tenendo conto dei nuovi redditi Tipologia reddito Fino 31/12/2012 Dal 1/1/2013 Imprenditori agricoli Altri soggetti Reddito dominicale (600 * 80%) (600 * 80% * 5%) (600 * 80% * 15%) Reddito agrario 850 (500 * 70%) 892,50 (500 * 70% * 5%) 977,50 (500 * 70% * 15%)

80 DETRAZIONI PER CARICHI DI FAMIGLIA A DECORRERE DAL Si innalza limporto delle detrazioni IRPEF spettanti per figli a carico. In particolare: Detrazione per figli a carico di età pari o superiore a tre anni: da 800 a 950 euro; Detrazione per ciascun figlio di età inferiore a tre anni: da 900 a euro; Detrazione per ciascun figlio portatore di handicap: da 220 a 400 euro. IRPEF: detrazioni 2013

81 NESSUNA LIMITAZIONE AGLI SCONTI NELLA VERSIONE DEFINITIVA DELLA NORMA sono state eliminate le limitazioni alla deducibilità e detraibilità di taluni oneri a fini IRPEF già sul 2012, con la previsione di una franchigia pari a euro 250 nei confronti dei contribuenti con un reddito complessivo superiore a euro è stato eliminato il limite massimo annuale di euro all'ammontare delle spese e degli oneri detraibili ai sensi dell'articolo 15 del TUIR, con alcune specifiche esclusioni da tale limite. IRPEF: detrazioni 2013

82 PRASSI DI FINE ANNO R.M , n. 107/E (MOL e società in perdita sistematica) R.M , n. 113/E (compensi amministratori) R.M , n. 112/E (decadenza agevolazione prima casa) R.M , n. 114/E (immobili di interesso storico o artistico)

83 MOL POSITIVO R.M , n. 107/E LAgenzia delle entrate afferma la sostanziale parità di trattamento, ai fini della disapplicazione automatica della disciplina sulle società in perdita sistematica, ai beni propri e a quelli acquisiti tramite contratti di leasing. Questi ultimi, infatti, come avviene per gli ammortamenti dei beni propri, possono essere esclusi dai costi della produzione di cui alla lettera B) del conto economico, rilevanti per la determinazione del margine operativo lordo (Mol). 83

84 DEDUCIBILITA COMPENSI Cassazione , n : in base al vecchio art. 62 del TUIR (in vigore fino al 31 dicembre 2003), si esclude lammissibilità di deduzioni a titolo di compenso per il lavoro prestato o lopera svolta dallimprenditore, limitando la deducibilità delle spese per prestazioni di lavoro a quelle sostenute per lavoro dipendente e per compensi spettanti agli amministratori di società di persone. Inoltre, prosegue la sentenza, non consente di dedurre dallimponibile il compenso per il lavoro prestato e lopera svolta dallamministratore di società di capitali: la posizione di questultimo è infatti equiparabile, sotto il profilo giuridico, a quella dellimprenditore individuale, non essendo individuabile, in relazione alla sua attività gestoria, la formazione di una volontà imprenditoriale distinta da quella della società, e non ricorrendo quindi lassoggettamento allaltrui potere direttivo, di controllo e disciplinare, che costituisce il requisito tipico della subordinazione. 84

85 DEDUCIBILITA COMPENSI settembre 2010: la risposta allinterrogazione parlamentare n , con la quale i sottosegretari al Ministero dellEconomia e delle Finanze, hanno ricordato che lunica condizione posta dallart. 95, comma 5 del TUIR alla deducibilità dei compensi spettanti agli amministratori è che, essenzialmente per finalità antielusive, la deduzione avvenga nellesercizio di erogazione. Ciò premesso, la deducibilità del compenso presuppone comunque la sua inerenza allattività dimpresa ai sensi dellart. 109 co. 5 del TUIR, da valutare caso per caso in relazione alla specifica fattispecie considerata. 4 ottobre 2010: circolare n. 13 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con cui viene ribadito che la pronuncia si basa sullinterpretazione dei commi 2 e 3 dellart. 62 del TUIR nella versione vigente fino al 31 dicembre Oggi, invece, la materia è disciplinata dallart. 95, comma 5 del TUIR, che – come detto – dichiara deducibili per cassa i compensi erogati agli amministratori.

86 COMPENSI AMMINISTRATORI 86 SENTENZA CASSAZIONE 10 dicembre 2010, n –I compensi erogati agli amministratori sono deducibili solo se erogati nel periodo dimposta (principio di cassa) –LAmministrazione Finanziaria non può sindacare la congruità dei compensi erogati –Non è percepibile uno scopo fraudolento nella gestione dei compensi amministratori, posto che le aliquote applicabili nei confronti dei redditi degli amministratori sono generalmente superiori al risparmio fiscale della società –Non è applicabile lart. 37-bis del DPR 600/73 (norma antielusiva generale), in quanto in tale norma non sono richiamati i compensi agli amministratori

87 COMPENSI AMMINISTRATORI 87 CTR Piemonte 6 febbraio 2012, n. 8 Fattispecie: srl con amministratore unico Si ritiene applicabile lart. 62, co. 2, del TUIR (ora trasfuso nellart. 60), secondo cui non sono ammesse in deduzione spese a titolo di compenso del lavoro prestato o dellopera svolta dallimprenditore individuale Osservazioni: –Nella sentenza della Cass. n /2006, richiamata dalla CTR Piemonte, si faceva riferimento allincompatibilità tra la figura di amministratore unico di srl e dipendente della stessa, senza affermare in alcun modo unequiparazione tra imprenditore individuale ed amministratore di srl –Ritenere che la norma sullindeducibilità del compenso del lavoro prestato dallimprenditore individuale sia applicabile anche allamministratore unico di srl, significherebbe che anche il compenso a questultimo sia escluso da tassazione, ma al proposito manca una disposizione in tal senso

88 COMPENSI AMMINISTRATORI 88 R.M , n. 113/E -Conferma deducibilità compensi amministratori delle società Ires e Irpef -Conferma applicabilità delle disposizioni dellart. 60 del TUIR al solo compenso dellimprenditore individuale (indeducibile ed escluso da tassazione in capo al percipiente) -Resta fermo tuttavia che in sede di attività di controllo, lamministrazione finanziaria può disconoscere totalmente o parzialmente la deducibilità dei componenti negativi di cui si tratta in tutte le ipotesi in cui i compensi appaiano insoliti, sproporzionati ovvero strumentali allottenimento di indebiti vantaggi

89 AGEVOLAZIONE PRIMA CASA 89 R.M , n. 112/E -Decadenza agevolazione per vendita abitazione prima del decorso di cinque anni dallacquisto e mancato riacquisto entro lanno successivo -In pendenza del termine di 12 mesi per lacquisto di altro immobile da adibire ad abitazione principale, il soggetto che non può o non vuole rispettare tale impegno, può comunicarlo allAmministrazione finanziaria (con apposita istanza presso lUfficio in cui è stato registrato latto di vendita dellimmobile), la quale procede al recupero delle soli maggiori imposte dovute, senza lapplicazione della sanzione del 30%

90 IMMOBILI STORICI 90 R.M , n. 114/E -Tassazione in base al reddito catastale ridotto del 50% -In caso di immobili locati, il confronto deve essere effettuato tra il canone di locazione ridotto del 35% ed il reddito catastale ridotto del 50% -Tale regola vale sia per gli immobili detenuti dalle imprese (art. 90 del TUIR), sia per quelli detenuti da persone fisiche (art. 37 del TUIR)

91 PARTITE IVA MONOCOMMITTENTI Art. 69-bis D.Lgs. 276/2003 (inserito dalla Legge 92/2012) Circolare Ministero del Lavoro , n. 32 D.M

92 PRESUPPOSTI 92 Art. 69-bis, co. 1, D.Lgs. 276/2003 Presunzione di esistenza di un rapporto di collaborazione a progetto per le persone titolari di partita Iva, in presenza di almeno due dei tre seguenti presupposti: -Collaborazione con il medesimo committente con durata complessiva superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi -Il corrispettivo derivante dalla collaborazione costituisca più dell80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nellarco di 2 anni solari consecutivi -Il collaboratore dispone di una posta fissa di lavoro presso una delle sedi del committente

93 PRESUPPOSTI 93 Art. 69-bis, co. 1, D.Lgs. 276/2003 La C.M. n. 32/2012 chiarisce che per i primi due parametri si verificano a posteriori, una volta trascorsi i due anni stabiliti dalla legge, e più in particolare: -Il parametro degli 8 mesi va valutato rispetto allanno civile (1 gennaio – 31 dicembre), e quindi la prima verifica sarà effettuata solo nel Il parametro del fatturato va valutato nei due anni che decorrono dal 18 luglio 2012, e quindi la prima verifica potrà avvenire il 18 luglio 2014 Il parametro della postazione fissa può essere valutato immediatamente, ma da solo non può far scattare la presunzione

94 ESCLUSIONE GENERICA 94 Art. 69-bis, co. 2, D.Lgs. 276/2003 Si esclude loperatività della presunzione se sussistono entrambi i seguenti requisiti (C.M. 32/2012): -Contenuto della prestazione connotato da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nellesercizio concreto di attività -Il reddito annuo ritratto dallattività sia non inferiore a euro , 50 (1,25 volte il reddito minimo imponibile per il versamento dei contributi)

95 ESCLUSIONE SPECIFICA 95 Art. 69-bis, co. 3, D.Lgs. 276/2003 Si esclude loperatività della presunzione con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nellesercizio di attività professionali per le quali lordinamento richiede liscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. Nel D.M è contenuto lelenco degli ordini professionali e dei collegi riconosciuti (allegato 1)

96 REDDITOMETRO D.M (G.U. n. 3 del 4 gennaio 2013)

97 REDDITOMETRO 97 Art. 38, co. 5, del DPR 600/73 La determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche può essere fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva, individuati con apposito decreto, mediante lanalisi di campioni significativi di contribuenti differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dellaera territoriale di appartenenza Il Decreto è stato approvato in data 24 dicembre 2012 (pubblicato in G.U. del 4 gennaio 2013) Decorrenza: dai redditi dichiarati relativi al periodo dimposta 2009 (art. 5 D.M )

98 REDDITOMETRO 98 Art. 1 D.M Individua gli elementi di capacità contributiva, intendendosi per tali le spese sostenute dal contribuente per: -lacquisto di servizi e di beni -Il mantenimento degli stessi Lelenco degli elementi è contenuto nella tabella A allegata al provvedimento, ed individua 56 spese, di cui: -30 vengono valorizzate in base allammontare sostenuto e conosciuto dallA.F. in quanto presente o disponibile in Anagrafe tributaria -26 sono valorizzate con il più altro valore tra quello effettivamente sostenuto (e conosciuto dallAgenzia) e la spesa media Istat con riferimento al nucleo familiare di appartenenza

99 REDDITOMETRO 99 Art. 1 D.M Ai fini della determinazione sintetica del reddito, resta ferma la facoltà dellAgenzia di utilizzare altresì: -Elementi di capacità contributiva diversi da quelli riportati nella tabella A, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per lacquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento -Quota di risparmio riscontrata, formatasi nellanno

100 REDDITOMETRO 100 Art. 2 D.M Si considerano sostenute dal contribuente anche le spese relative ai beni e servizi effettuate dal coniuge e dai familiari fiscalmente a carico Non si considerano sostenute dalla persona fisica le spese per i beni e servizi se gli stessi sono relativi esclusivamente ed effettivamente allattività dimpresa o allesercizio di arti e professioni, sempre che tale circostanza risulti da idonea documentazione

101 REDDITOMETRO 101 Art. 3 D.M Ai valori delle spese, sia effettive che figurative, si sommano i seguenti elementi: -Incrementi patrimoniali (al netto dei disinvestimenti) -Quota di risparmio riscontrata, formatasi nellanno Nota bene: centralità del contraddittorio per la gestione degli incrementi patrimoniali e le spese figurative

102 REDDITOMETRO 102 Art. 4 D.M Al verificarsi di uno scostamento tra reddito accertato e reddito dichiarato di almeno un quinto, che consente laccertamento sintetico, il contribuente ha facoltà di dimostrare: -che il finanziamento delle spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo dimposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo dimposta, o comunque legalmente esclusi dalla base imponibile -Il diverso ammontare delle spese attribuite al medesimo


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