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Il bilancio sociale Giovani generazioni Bologna, 13 gennaio 2010 Regione Emilia-Romagna Rendicontazione sociale.

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Presentazione sul tema: "Il bilancio sociale Giovani generazioni Bologna, 13 gennaio 2010 Regione Emilia-Romagna Rendicontazione sociale."— Transcript della presentazione:

1 Il bilancio sociale Giovani generazioni Bologna, 13 gennaio 2010 Regione Emilia-Romagna Rendicontazione sociale

2 2 Perché un bilancio sociale? Limpegno ad investire sui giovani è parte integrante del Programma di mandato del Presidente per lattuale legislatura Il nuovo PTR indica come sfida per il futuro della regione lo sviluppo di una società fondata sulla conoscenza. Nellambito di questa visione, i giovani hanno un ruolo fondamentale e devono assumere crescenti responsabilità nella ricerca, nel lavoro, nella conduzione delle imprese, nella politica. Il Bilancio sociale nasce con lo scopo di rendicontare quanto fatto dalla Regione nel corso della legislatura, i risultati ottenuti e (possibilmente) gli impatti generati attraverso le azioni poste in essere.

3 3 Il metodo Il metodo utilizzato per giungere alla redazione di questo bilancio sociale è quello già sperimentato per la realizzazione del Bilancio Sociale delle politiche rivolte alla popolazione anziana: approccio non ragioneristico; trasversalità; coinvolgimento degli stakeholder

4 4 Le giovani generazioni in ER ER 2009 % su popolazione in ER % su popolazione in IT % su popolazione in UE27* Bambini (0-10) ,8%10,3%11,4% Adolescenti (11-17) ,6%6,7%7,9% Giovani (18-34) ,7%20,4%22,8% Totale (0-34) ,1%37,4%42,0% * Per Emilia-Romagna e Italia dati al , per UE27 dati al

5 5 La visione Riferimenti principali Programma di mandato PTR Legge regionale 14/08 Art 1 Art.2 La vision individuata Promuovere autonomia e protagonismo sociale dei giovani attraverso lo sviluppo delle loro capacità e a partire dalla prima infanzia

6 6 Le funzioni primarie e trasversali Funzioni primarie Produzione normativa Allocazione di risorse Servizi attraverso agenzie o enti strumentali Funzioni trasversali (o passanti) Organizzazione Bilancio, amministrazione Governance

7 7 Le politiche sicurezza; indipendenza, inclusione, partecipazione. Valori Umani Fondamentali Vita, salute, sicurezza Autodeterminazione Conoscenza, esperienza estetica, piacere, scambio culturale Socialità, espressione politica Funzionamenti rilevanti Integrità fisica e psicologica Mobilità e possibilità di relazione Divertimento, svago, creatività, conoscenza, Partecipazione sociale (influenza sociale) Capacità Controllo sul proprio corpo, sulla propria identità e sui propri valori individuali Controllo sulla propria mobilità, sul proprio tempo, sulle possibilità di relazione Comprensione, apprendimento, trasferimento delle conoscenze Voce Politiche e loro obiettivi SICUREZZA produrre benessere, tutela e serenità ai soggetti in tutte le fasi di vita prese in considerazione INDIPENDENZA favorire lindipendenza responsabile INCLUSIONE utilizzare appieno le caratteristiche delle giovani generazioni per aggiornare e attualizzare il sistema sociale nelle sue differenti manifestazioni PARTECIPAZIONE promuovere un più intenso contributo dei giovani al funzionamento istituzionale, economico e sociale

8 8 La matrice di rendicontazione

9 9 Prime evidenze Grande numero e varietà di iniziative e di interventi rivolti ai bambini, agli adolescenti e ai giovani, anche se la dimensione di ciascuna area di intervento si riduce gradualmente man mano si passa dal primo campo (sicurezza) allultimo (partecipazione); Questa graduazione trova una corrispondenza anche rispetto alle diverse classi detà: mentre esistono marcati impegni verso linfanzia (per es. salute e scuola), ma man mano si osservano le classi detà superiore le attività si distribuiscono su di un range di progetti e iniziative meno chiaramente finalizzato e meno compatto; Se ne potrebbe dedurre che mentre le politiche per linfanzia possiedono un costrutto definito, consolidato, specifico e controllabile (almeno di massima), le politiche rivolte agli adolescenti e giovani appaiono certamente ricche, ma più complesse e non sempre coordinate tra loro, almeno in termini espliciti.

10 10 Integrazione orizzontale bambini e giovani sono clienti di molti dei servizi regionali, probabilmente di tutti … e linsieme, se è coordinato, è più ricco della somma delle singole azioni dunque: agire nelle diverse aree con azioni convergenti … Gruppo tecnico per lintegrazione intersettoriale (art.22 comma 5 della LR 14/08)

11 11 Integrazione verticale Dati su cui riflettere un sistema di servizi diffuso e di qualità una infanzia in qualche modo ferita, protetta, ma comunque ferita La necessità dellintegrazione anche verticale, tra istituzioni, tra pubblico e privato, tra sociale e sanitario nelle situazioni complesse, per creare un sistema, non un insieme di servizi, occorre coinvolgersi tra più livelli dunque: Seguire la strada del Piano S.S. 2008/2010 Affrontare i problemi in modo coordinato Coordinamento regionale per lattuazione dei diritti dellinfanzia e delladolescenza previsto dalla LR14 art.22 comma 2

12 12 Sul piano organizzativo: istituzione dellArea di integrazione Giovani (2006) Sul piano normativo: L.R. 14/2008 Norme in materia di politiche per le giovani generazioni (luglio 2008) Sul piano della concertazione con lo Stato e con gli Enti locali: Accordo di Programma Quadro GECO-Giovani evoluti e consapevoli (l11 dicembre 2007) Sul piano della rendicontazione sociale: Bilancio sociale nellambito delle Giovani Generazioni Le politiche per i giovani: le azioni fondamentali nel triennio

13 13 Area di integrazione giovani Obiettivi: politiche giovanili come sistema unitario, complesso e dinamico – e non come la somma di politiche di settore - in una logica di programmazione integrata politiche di concertazione più efficaci nel rapporto con gli Enti locali e con i soggetti pubblici e privati maggiore efficacia dell'azione regionale e maggiore visibilità, soprattutto verso i giovani elevare la qualità del fare amministrativo

14 14 La l.r. 14 / 2008 Norme in materia di politiche per le giovani generazioni La Legge è articolata in due Titoli: Accanto ai principi ispiratori, la Legge definisce: gli obiettivi della programmazione e la metodologia attuativa gli strumenti di governance (concertazione con Enti locali e parti sociali e collaborazione con soggetti pubblici e privati) gli strumenti di coordinamento, di qualificazione degli interventi, di ricerca e comunicazione (Aree di integrazione e Osservatorio regionale sulle Giovani Generazioni) Infanzia e adolescenza Giovani

15 15 Laccordo di programma quadro GECO Giovani Evoluti e Consapevoli LAPQ GECO ha rappresentato un banco di prova per lArea di integrazione Giovani. Individuati obiettivi strategici, azioni prioritarie e uso condiviso delle risorse tra: la Regione e lo Stato Piano nazionale giovani Fondo nazionale (130 mil.di euro per il triennio ) e Intesa in Conferenza Unificata per destinarne 60 alle Regioni e 15 per ANCI e UPI attraverso APQ Sottoscrizione APQ GECO tra Stato e Regione E.R. la Regione, gli Enti locali e altri soggetti pubblici e privati più Assessorati allinterno dellamministrazione regionale: 6 gli Assessorati coinvolti

16 16 L APQ GECO le 4 linee strategiche LA PRODUZIONE E LA FRUIZIONE CULTURALE DEI GIOVANI, in quanto fattore strategico per: lidentità delle popolazioni, la coesione sociale, la crescita individuale e collettiva e il riconoscimento di nuovi diritti di cittadinanza la competitività dei territori sul piano socio-economico la valorizzazione e il supporto alla creatività, ai talenti e alle competenze dei giovani e la crescita della loro consapevolezza critica LACCESSO AL LAVORO E ALLIMPRESA NEI SETTORI PRODUTTIVI EMERGENTI DI ALTA TECNOLOGIA E ICT (Information and Communication Technologies), in quanto fattore strategico per: lo sviluppo di uneconomia sempre più basata sulla conoscenza, linnovazione e il sapere sostenere la nascita di giovani imprese nei settori produttivi emergenti di alta tecnologia e ICT e delle filiere generate dallo sviluppo delle nuove tecnologie

17 17 LAPQ GECO le 4 linee strategiche LINFORMAZIONE, LA PARTECIPAZIONE, LA CITTADINANZA ATTIVA E IL DIALOGO INTERCULTURALE, in quanto fattore strategico per: assumere i giovani come protagonisti del cambiamento attraverso la loro partecipazione attiva alla vita democratica e favorirne laggregazione sociale garantire loro le informazioni per agevolarne le scelte di vita promuovere nei giovani il senso della responsabilità, la capacità di dialogo, di accoglienza e di integrazione con giovani appartenenti ad altre culture LA PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI, LA PRATICA SPORTIVA E IL TURISMO GIOVANILE IN UNA LOGICA DI VALORIZZAZIONE DELLAMBIENTE, in quanto fattore strategico per: incoraggiare stili di vita sani e abitudini adeguate al mantenimento e al recupero del benessere psico-fisico incentivare e sostenere la pratica sportiva e l'educazione alla sostenibilità attivare sinergie positive tra sport, turismo giovanile e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio

18 18 Il bilancio sociale giovani generazioni Per tutti gli interventi di cui sopra, attraverso il Bilancio sociale e sulla base dei 4 parametri individuati (sicurezza, indipendenza, inclusione e partecipazione) si rendono evidenti: gli obiettivi, le norme di riferimento, gli strumenti di programmazione, le modalità di attuazione degli interventi, lallocazione delle risorse, le prospettive. La scheda Informagiovani – Sistema Informativo giovanile ne è un esempio concreto. Informagiovanionline è un portale web ed un sistema informativo regionale con sedi collocate in tutto il territorio, che fornisce informazioni, servizi e consulenze ai giovani sui temi di loro interesse e in modo coordinato. E il frutto di un lavoro condiviso tra le strutture regionali (Area di integrazione Giovani) e di una stretta collaborazione con gli Enti locali. E solo un primo risultato del modo in cui necessariamente si dovrà operare, in una logica di integrazione interna alla Regione, e soprattutto di servizio per i giovani.

19 19 Informagiovani sistema informativo giovanile

20 20 Commenti finali La questione centrale: aumentare lautonomia dei giovani. Il mondo adulto non ha responsabilità solo nei confronti dei giovani ma anche nei confronti di se stesso: le modifiche demografiche, le tendenze economiche e quelle sociali mostrano che lequilibrio della comunità regionale (e il suo complessivo benessere) è affidato, in prospettiva, a un suo segmento parecchio ristretto. Gli adulti si salvaguardano se pensano alle giovani generazioni

21 21 Considerare le condizioni cardine Il Piano Territoriale Regionale indica come sfida per il futuro quella di costruire una società fondata sulla conoscenza. Nellambito di questa visione i giovani hanno un ruolo centrale. Oggi è però necessario fare i conti con due altri fattori fondamentali: il trend demografico: che mette in evidenza uno squilibrio tra le classi detà; la crisi in atto: i cui effetti sociali ed economici comporteranno esiti specifici sulle persone, ma non su tutte allo stesso modo. I giovani rischiano dessere più colpiti. Da cui trasversalità.

22 22 Sintesi finale 1.Insistere sul welfare (adeguandone le politiche), garantendo allinfanzia ciò che fino a ora è stato garantito. 2.Coordinare e finalizzare le politiche riguardanti i diritti (di adolescenti e giovani), indirizzandole verso un profilo di riferimento più preciso (adatto ai tempi e alle necessità). 3.Coordinare con i principali interlocutori (scuola e università, mondo dellimpresa e del lavoro, terzo settore) lattività che porti - a tutti i livelli - una più evidente e accelerata assunzione di responsabilità.


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