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I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE In alcuni individui, il comportamento alimentare appare alterato e costituisce il sintomo centrale di una condizione.

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Presentazione sul tema: "I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE In alcuni individui, il comportamento alimentare appare alterato e costituisce il sintomo centrale di una condizione."— Transcript della presentazione:

1 I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE In alcuni individui, il comportamento alimentare appare alterato e costituisce il sintomo centrale di una condizione che deve essere giudicata patologica per la sofferenza e linvalidità che produce.

2 I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono classificati fra le malattie mentali e rientrano nellarea di competenza della psicopatologia, pur presentando più zone di intersezione con altri settori della medicina. Per questo motivo richiedono interventi coordinati di specialisti diversi (psichiatra, psicologo, medico nutrizionista e dietista).

3 La semplice obesità non compare nella classificazione dei DCA, poiché non ne è stata accertata l'associazione costante con alcuna sindrome psicologica o comportamentale. Tuttavia il problema del comportamento alimentare investe anche questa patologia che è caratterizzata da inadeguata assunzione di cibo. OBESITA E DCA

4 CLASSIFICAZIONE DEI DCA I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) comprendono lAnoressia Nervosa (AN), la Bulimia Nervosa (BN) e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI). Inoltre, esistono delle forme di DCA sub- cliniche che vengono classificate come Disturbi della Alimentazione Non Altrimenti Specificati.

5 ANORESSIA NERVOSA Criteri diagnostici DSM IV A. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l'età e la statura (per es. perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto). B. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso. C. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. D. Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi. (Una donna viene considerata amenorroica se i suoi cicli si manifestano solo a seguito di somministrazione di ormoni, per es. estrogeni.)

6 Tipo restrittivo: durante lepisodio di AN la persona non presenta frequenti abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi). Tipo bulimico: durante lepisodio di AN la persona presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi). ANORESSIA NERVOSA I due sottotipi

7 BULIMIA NERVOSA Criteri diagnostici DSM IV A. Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti: mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando). B. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo. C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi. D. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei. E. L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa.

8 BULIMIA NERVOSA I due sottotipi Con Condotte di Eliminazione: durante lepisodio BN la persona presenta regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi. Senza Condotte di Eliminazione: durante lepisodio BN la persona presenta regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l'esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

9 DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA Criteri diagnostici DSM IV A. Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi: 1) mangiare, in un periodo definito di tempo (per es., entro un periodo di 2 ore), un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili 2) sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l'episodio (per es., la sensazione di non riuscire a fermarsi, oppure a controllare che cosa e quanto si sta mangiando).

10 B. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi: 1.mangiare molto più rapidamente del normale 2.mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni 3.mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati 4.mangiare da soli a causa dell'imbarazzo per quanto si sta mangiando 5.sentirsi disgustato verso sé stesso, depresso, o molto in colpa dopo le abbuffate. DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA Criteri diagnostici DSM IV

11 C. Presente marcato disagio per lalimentazione incontrollato. D. Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi. Nota. Il metodo per determinare la frequenza è diverso da quello usato per la Bulimia Nervosa; la ricerca futura dovrebbe indicare se il metodo preferibile per individuare una frequenza-soglia sia quello di contare il numero di giorni in cui si verificano le abbuffate, oppure quello di contare il numero di episodi di alimentazione incontrollata. E. L'alimentazione incontrollata non risulta associata con l'utilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati (per es., uso di purganti, digiuno, eccessivo esercizio fisico), e non si verifica esclusivamente in corso di Anoressia Nervosa o di Bulimia Nervosa. DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA Criteri diagnostici DSM IV

12 1.Per il sesso femminile, tutti i criteri dell'Anoressia Nervosa in presenza di un ciclo mestruale regolare. 2.Tutti i criteri dell'Anoressia Nervosa sono soddisfatti e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale risulta nei limiti della norma. 3.Tutti i criteri della Bulimia Nervosa risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno una frequenza inferiore a 2 episodi per settimana per 3 mesi. 4.Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti). 5.Il soggetto ripetutamente mastica e sputa, senza deglutirle, grandi quantità di cibo. DISTURBI ALIMENTARI NON ALTRIMENTI SPECIFICATI Criteri diagnostici DSM IV

13 ABBUFFATA COMPULSIVA Definizione Labbuffata compulsiva è un sintomo che caratterizza tutto lo spettro dei DCA. Viene descritta attraverso due caratteristiche fondamentali: 1.La quantità di cibo ingerita in un periodo circoscritto è oggettivamente eccessiva, cioè palesemente maggiore di quella che la maggior parte della gente ingerirebbe in circostanze simili 2.La persona prova un senso di perdita di controllo sul proprio comportamento alimentare: si sente incapace di smettere e di decidere cosa e quanto mangiare

14 Presenza del sintomo abbuffate compulsive Anoressia Nervosa Bulimia Nervosa Disturbo Alimentazione Incontrollata Obesità ANrANb BNnp BNp DAI

15 OLTRE L ABBUFFATA COMPULSIVA … Labbuffata compulsiva è solo uno dei possibili pattern di comportamento alimentare. La definizione proposta dal DSM IV non comprende una serie di condizioni che si presentano di frequente nellosservazione clinica. I pazienti possono descrivere con lo stesso nome comportamenti alimentari diversi in cui quantità di cibo ingerita e grado di perdita di controllo si combinano variamente.

16 LO SPETTRO DEI COMPORTAMENTI ALIMENTARI Quantità di cibo ingerita Perdita di controllo + + _ _ Iperfagie soggettive Iperfagie oggettive Abbuffate Compulsive soggettive Abbuffate Compulsive oggettive

17 PREVALENZA DEI DCA ANORESSIA NERVOSA Studi condotti su giovani donne nella tarda fase adolescenziale o nella giovane età adulta hanno riscontrato una prevalenza dello 0,5-1% di casi che soddisfano appieno i criteri per l'Anoressia Nervosa. BULIMIA NERVOSA La prevalenza della Bulimia Nervosa tra i soggetti adolescenti e giovani adulti di sesso femminile è di circa l'1-3%. Il rapporto donne/uomini è per entrambi i disturbi circa 9/1. DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA Nei campioni derivanti dai programmi di controllo del peso, la prevalenza globale varia da circa il 15% al 50% (con una media del 30%), con le femmine approssimativamente rappresentate 1 volta e mezzo di più rispetto ai maschi. Nei campioni di popolazione generale è stato riportato un tasso di prevalenza dallo 0,7% al 4%.

18 EZIOPATOGENESI DEI DCA Non sono noti agenti eziologici specifici per i DCA. E invece ormai universalmente riconosciuta la multifattorialità che caratterizza questi disturbi. Lo sviluppo dei DCA sembrerebbe avere le seguenti caratteristiche: 1)La malattia risulta dallinterazione di vari fattori predisponenti che agiscono su un individuo 2)Degli individui a rischio solo alcuni si ammalano effettivamente 3)In quelli che sviluppano la malattia linterazione dei fattori predisponenti varia da caso a caso Risulta utile quindi distinguere tra fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento della patologia.

19 FATTORI PREDISPONENTI Nello sviluppo dei DCA possono essere implicati numerosi fattori predisponenti: FATTORI INDIVIDUALI (psicologici e biologici) FATTORI FAMILIARI FATTORI SOCIO-CULTURALI

20 FATTORI PRECIPITANTI Vari eventi di vita stressanti possono concorrere a far precipitare la malattia, eccone alcuni: SEPARAZIONI E PERDITE ALTERAZIONI DELLOMEOSTASI FAMILIARE MINACCE ALLA STIMA DI SE MALATTIE FISICHE LINIZIO DI UNA DIETA LA PUBERTA Elemento fondamentale è la percezione di una minaccia di perdita di controllo e/o autostima. La reazione è una concentrazione sul corpo, sul peso, sulla dieta come campo privilegiato nel quale recuperare un sentimento di dominio e di valore.

21 FATTORI PERPETUANTI Sono sostanzialmente di due tipi: 1.GUADAGNI SECONDARI (attenzione dei familiari, evitamento di situazioni angosciose, ecc) 2.EFFETTI BIOLOGICI E PSICOLOGICI DEL DIGIUNO (atteggiamenti e comportamenti alterati nei confronti del cibo, modificazioni emotive e sociali, modificazioni cognitive, modificazioni fisiche)

22 LA TERAPIA DEI DCA Fattore irrinunciabile nel trattamento dei DCA è lintegrazione di più figure professionali tra cui il medico, lo psichiatra, lo psicologo e il dietista. Il trattamento può avere caratteristiche diverse a seconda della gravità della patologia: 1.RIABILITAZIONE PSICO-NUTRIZIONALE IN REGIME DI RICOVERO 2.TRATTAMENTO INTEGRATO AMBULATORIALE 3.PSICOTERAPIA INDIVIDUALE 4.TERAPIA DI GRUPPO 5.TERAPIA FARMACOLOGICA

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