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Caso Clinico Disturbo Bipolare LA STORIA DI MARIA Dr. Antonio Tagliarini Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura AUSL N.1 AGRIGENTO.

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Presentazione sul tema: "Caso Clinico Disturbo Bipolare LA STORIA DI MARIA Dr. Antonio Tagliarini Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura AUSL N.1 AGRIGENTO."— Transcript della presentazione:

1 Caso Clinico Disturbo Bipolare LA STORIA DI MARIA Dr. Antonio Tagliarini Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura AUSL N.1 AGRIGENTO

2 STORIA FAMILIARE Maria è una donna di 39 anni, nubile. Nata in Svizzera da genitori italiani ivi ha vissuto fino alletà di 8 anni, allorquando alla morte del padre è ritornata in Sicilia con la madre e la sorella più grande Ha continuato gli studi già intrapresi riuscendo a conseguire la maturità magistrale e labilitazione allinsegnamento Non ha mai svolto attività lavorative

3 FAMILIARITA Pregressa storia di disturbi psichici veniva riferita in famiglia: la nonna materna, la sorella, uno zio e una zia materna avevano manifestato una sintomatologia ascrivibile ad un disturbo dellumore

4 NOTE ANAMNESTICHE I primi segni di malattia si manifestano alletà di 18 anni con comportamenti disinibiti, irritabilità e disturbi del sonno Maria in quelloccasione è stata trattata con Litio e Aloperidolo, che ha assunto per molti anni riuscendo a contenere in parte la sintomatologia In seguito ad un atto auto-lesionistico, alletà di 24 anni subisce un intervento chirurgico addominale In tale occasione sospende la precedente terapia

5 Successivamente Maria viene presa in carico da una struttura pubblica e viene trattata con Oxcarbamazepina, Benzodiazepine e Risperidone Con il tempo viene sostituito il Risperidone con lOlanzapina, senza tuttavia raggiungere un completo benessere psico-fisico Vengono riferiti durante la terapia con Olanzapina periodi in cui Maria si trascurava, si chiudeva in casa, non mangiava, era annoiata

6 IL TSO Maria giunge in reparto in una condizione di agitazione psicomotoria e le viene somministrato clotiapina e diazepam per via parenterale E un fiume in piena, mimica vivace, tono di voce elevato, irritabile e scontrosa Il pensiero è improntato alla potenza, alla grandiosità con riferimenti mistico-religiosi Buone sembrano, invece le capacità cognitive La prima impressione clinica è che Maria abbia un disturbo affettivo

7 La ricaduta psicotica viene ricondotta alla scarsa compliance della terapia con Olanzapina determinata da un marcato aumento ponderale, che Maria sentiva inaccettabile, e che progressivamente aveva aggravato il quadro clinico fino a sfociare in atteggiamenti e comportamenti inadeguati, con manifestazioni di aggressività sia verbale che fisica LA SCARSA COMPLIANCE

8 LA TERAPIA INIETTIVA Di fronte ad una paziente non compliante ed in forte stato di eccitamento maniacale, viene iniziata una terapia parenterale con Aloperidolo 6 mg/die e Lorazepam 8 mg/die protratta per 3 giorni Se pur sedata Maria continua a mantenere unattività frenetica, bizzarra spesso afinalistica, non dorme, disturba e fa continue richieste Pur di evitare le iniezioni, Maria si dimostra disponibile ad assumere una terapia orale

9 LE OPZIONI TERAPEUTICHE Pensiamo di somministrare Olanzapina che Maria aveva assunto già in passato, ma la paziente riconosce le compresse e rifiuta di assumerlo…… era il farmaco che mi ha fatto ingrassare molto! Optiamo per una terapia con Aripiprazolo, vista la scarsa influenza sul peso e la marcata sedazione delle dosi iniziali Aripiprazolo viene somministrato nei primi 2 giorni alla dose di 10 mg/die e successivamente alla posologia di 20 mg/die in associazione con valproato 900 mg/die e lorazepam 2 mg la sera

10 LESITO:…… ULTERIORE ATTIVAZIONE Maria, dopo 8 giorni di terapia con Aripiprazolo, non mostra un recupero sintomatologico, anzi si registra unulteriore attivazione psicomotoria caratterizzata da stati di irritabilità, impulsività, associati a manifestazioni di scontrosità e litigiosità che emergevano quando ostacolata Rivalutato il quadro clinico optiamo per una terapia con Quetiapina in associazione con Valproato

11 LO SWITCH A QUETIAPINA Considerando la necessità di un rapido compenso sintomatologico viene programmato uno switch a Quetiapina con modalità stop and start a dosi di 200 mg x 3 volte al giorno Dopo lassunzione della prima dose, la paziente si addormentava profondamente per gran parte della giornata Vista la marcata sedazione optiamo lindomani per una titolazione più lenta

12 Maria prosegue la terapia con Quetiapina seguendo una schema di titolazione che prevedeva: mg la mattina e 100 mg la sera (1° giorno) - Incrementi posologici giornalieri pari 100 mg - Raggiungimento al 7° giorno di una dose di 300 mg x 3 volte die ( mg) Il Valproato è stato mantenuto alla dose di 900 mg/die Maria assume la terapia, migliora il quadro clinico IL PROGRAMMA TERAPEUTICO

13 IL COMPENSO Nelle settimane successive si registra un progressivo e stabile miglioramento della sintomatologia produttiva Maria mostra una minore loquacità, diventa più socievole e cordiale acquisendo una parziale consapevolezza della malattia Accetta la madre e si mostra disponibile a tornare a casa

14 Dopo un mese di ricovero Maria viene dimessa con un netto miglioramento del quadro psicopatologico generale Maria mantiene tuttoggi, a 3 mesi di distanza, un evidente compenso psico-motorio, continuando la terapia con 900 mg/die di Quetiapina e 900 mg/die di Valproato Maria si sente meno preoccupata per il futuro LA DIMISSIONE

15 CONCLUSIONE Quali indicazioni possiamo trarre? - La Quetiapina, in un setting acuto, con una titolazione rapida si è dimostrata efficace e ben tollerata nel trattamento di stati di acuzie maniacali - Lo stato di salute fisico dei pazienti è un parametro di attento monitoraggio durante la terapia antipsicotica - Importanza della compliance e aderenza alla terapia per ottimizzare la fase di mantenimento


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