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Progetto in rete Lavoro realizzato dagli alunni delle seconde classi della S.M.S. S. da Putignano: Capozza Rosselia, Degiorgio Francesca, Giannandrea Tiziano,

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1 Progetto in rete Lavoro realizzato dagli alunni delle seconde classi della S.M.S. S. da Putignano: Capozza Rosselia, Degiorgio Francesca, Giannandrea Tiziano, Giliberti Valerio Guglielmi Jasmine, Laterza Federica, Loliva Fabio, Patruno Donatella. Coordinato dalle docenti Carenza M.G. e Cisternino V. INSIEME PER…IL SUCCESSO FORMATIVO (I.I.S.S. A. Agherbino- Putignano – Noci) INSIEME PER…CRESCERE 5 (S.M.S. S. da Putignano – Putignano)

2 PUGLIA FEDE E FOLKLORE

3 La Puglia è il luogo dincontro tra lOccidente e lOriente ossia il punto dincontro tra antiche civiltà fiorite nel Mediterraneo. E una terra da amare e da scoprire, una terra antica, ricca di fede e tradizione, perennemente baciata dal sole e bagnata da un mare trasparente, ricca di inestimabili tesori portati nel tempo dallapprodo di flussi migratori e dai transiti mercantili. Particolare e misterioso è il territorio che dal Sud Barese abbraccia la Valle DItria fino a giungere nel profondo e acceso Salento. Resistono, immutati, piccoli e grandi eventi che riprendono antiche tradizioni e si perdono nella notte dei secoli.

4 Feste patronali accendono di mille colori le calde notti destate, accompagnate dalla musica di complessi bandistici, in uno straordinario entusiasmo di fede e folklore, che coinvolge le nostre città. Una qualsiasi ricorrenza è partecipata occasione di aggregazione, in paese come nella più piccola delle contrade. Santi e patroni giungono dal mare sia destate sia dinverno, i riti della Settimana Santa preludono alla primavera, al risveglio della natura.

5 Episodi storici si legano ad eventi soprannaturali, celebrati con riti propiziatori per contrastare i rigori dellinverno. Così, se la devozione si esalta nelle processioni, la gioia della festa sconfina nel fragore dei fuochi dartificio, in cortei e balli, sfilate mascherate, fiere e sagre gastronomiche, in un tripudio di luci, colori, musica e sapori che sembra non avere confini. Nel corso dellanno la Puglia ospita manifestazioni, feste religiose e popolari, sagre, spettacoli e concerti.

6 Feste e tradizioni popolari Feste calendariali Feste patronali e cortei storici Feste natalizie Settimana santa

7 FESTE CALENDARIALI Carnevale di Putignano (Ba) Festa della propaggine a Putignano (Ba) Notte delle fanove a Castellana Grotte (Ba) Fiera del fischietto in terracotta a Rutigliano (Ba) Sand'Anduène: cande, fìscke e suéne! a Sammichele di Bari (Ba) La focara di Sant'Antonio a Novoli (Le) Festa dellorso a Putignano (Ba) La Campana dei Maccheroni a Putignano (Ba) Palio del Viccio a Palo del Colle (Ba) Carnevale di Gallipoli (Le) Gli sbandieratori de "la 'Nzegna a Carovigno (Br) Festa del Passa Passa a Turi (Ba) Cavalcata dei buoi a Chieuti (Fg) Sagra di san Rocco a Torrepaduli (Le) U' joco d'a jalett a San Marco la Catola (Fg) Festa dei Fucacoste e cocce priatorije a Orsara di Puglia (Fg)

8 A Putignano si festeggia ogni anno uno dei Carnevali più antichi dItalia. Inizia il 26 dicembre con il rito delle Propaggini, nel corso del quale gruppi di poeti recitano in vernacolo versi satirici sui personaggi più noti della comunità. La festa risalirebbe al 1394 e, secondo alcuni studiosi, ai riti ancora più antichi che si tenevano nella Magna Grecia in onore del Dio Dionisio. Carnevale di Putignano Ci sono inoltre in vita altri riti tradizionali come la festa dellOrso, festa dellEstrema Unzione e il funerale del Carnevale.

9 Da sempre sospesa fra storia e leggenda, poesia e costume, la festa delle Propaggini (26 dicembre) rappresenta uno dei momenti di maggiore peculiarità del Carnevale di Putignano. Ancor oggi, per 6/7 ore di fila, decine di poeti dialettali si alternano sul palco della piazza cittadina per declamare versi satirici in rima contro i politici, i potenti e determinate abitudini sociali. La Festa delle Propaggini L'attacco diretto e sfrontato si alterna con messaggi allusivi di natura sessuale, sempre e comunque al fine di propiziare un futuro migliore. Secondo una certa tradizione letteraria, le origini della festa, primo archetipo di quello che sarebbe poi diventato il Carnevale, sarebbero legate ad un preciso evento storico, la traslazione delle reliquie di Santo Stefano.

10 Notte delle fanove a Castellana G. Per tutta la notte dell11 gennaio il paese si rischiara e si riscalda alla luce di grandi falò, le fanove, enormi cataste di legna sistemate a forma di cono e accese in ricordo della miracolosa guarigione dalla peste del La devozione popolare vuole che le fanove diano tepore al paese per accogliere limmagine della Madonna della Vetrana, protettrice di Castellana Grotte. All'alba della domenica, la banda musicale cittadina suona la Diana e andando in processione per i frantoi del paese, si raccoglie l'olio che alimenterà per tutto l'anno la lampada votiva della Madonna della Vetrana. Tradizione castellanese è lassaggio di sarach(e) i scartapiedd(i) (salacche e salacchini, pesci secchi salati), che si offrivano a coloro che visitavano i falò, accompagnati da un canto alla Madonna e da un buon bicchiere di vino

11 Si rinnova a Rutigliano (Bari) da sabato 16 gennaio il tradizionale appuntamento con la celebre Fiera dei Fischietti di Terracotta, unica del suo genere in Italia. A Rutigliano i Fischietti di Terracotta sono il frutto di un bizzarro connubio tra sacro e profano. Per antica e radicata usanza, il 17 gennaio, Festa di Sant'Antonio Abate, gli uomini di tutte le età di questa città donano alle proprie donne il "gallo- fischietto", simbolo di "virilità" e "prosperità". Un dono fatto nel nome di Sant'Antonio Abate, che benedice le unioni d'amore e le nuove amicizie, ma che è anche protettore degli animali: nel pomeriggio della festa, centinaia di piccoli e grandi amici dell'uomo (che giungono anche da altri centri della provincia) sfilano in pompa magna per le vie della città per raggiungere il sagrato della chiesa di San Domenico per l'antico rito della "benedizione degli animali". Fiera dei Fischietti di Terracotta

12 Il carnevale di Sammichele, è tra i più rinomati del territorio barese e si può fregiare di un'antica tradizione che affonda le sue radici in un passato lontano. La festa, ha inizio, secondo un'antica tradizione, il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate con il detto di "Sand'Anduène: cande, fìscke e suéne!" È un carnevale che si sviluppa in un contesto umile e contadino, dove, per trascorrere la ricorrenza in allegria si invitano conoscenti, parenti e amici mettendo a disposizione la stanza più grande e accogliente della casa e creare, speriamo!, occasioni di matrimonio per le figlie…con una brava persona, presentata da gente perbene! Questa è la scena che annualmente si vuole rappresentare organizzando u festìne (il festino di carnevale). Gli attori principali del festino sono: u mèste de balle (il caposala), le compagnie mascherate, il conduttore, il portinaio (u pertenare), il motorista. Il carnevale di Sammichele di Bari Sand'Anduène: cande, fìscke e suéne!

13 Riti propiziatori antichissimi e tradizioni pagane si mescolano nelle celebrazioni in onore di Sant'Antonio Abate, nel paesino di Novoli (Le), così come in molte altre località italiane. In particolare, a Novoli, questa festa incentrata sul valore purificatore del fuoco vanta cinque secoli di storia. La focara che i novolesi allestiscono in piazza è una gigantesca pira di fascine che supera i venti metri d'altezza e che richiede la partecipazione di tutta la cittadinanza. Nella pancia di questo enorme cumulo, vagamente somigliante a una torta nuziale, si apre una galleria abbastanza ampia da consentire il passaggio della statua del santo: momento culminante della processione del 16 gennaio, giorno della vigilia. Al termine della processione serale, alla presenza di decine di migliaia di persone, l'accensione della focara è accompagnata da rutilanti fuochi d'artificio. La festa prosegue il 17 gennaio fra luminarie, bancarelle, esposizioni d'arte e artigianato locale, con gli spettacoli di musica etnica (la pizzica salentina), le gare pirotecniche e le degustazioni gastronomiche della tradizionale quanto succulenta sagra del maiale. La focara di Sant'Antonio a Novoli (Le)

14 La Festa dellorso a Putignano (Ba) Ogni anno, il 2 febbraio, giorno della Candelora, a Putignano va in scena unantica consuetudine, una vera e propria performance, che ha come protagonista un orso il cui legame con il Carnevale è confermato da alcune capacità magico - divinatorie che la tradizione popolare gli attribuisce. Infatti, secondo un antico proverbio putignanese, proprio il giorno della Candelora, lorso ha la possibilità di prevedere landamento del clima per la parte rimanente dellinverno, sulla base di una logica carnevalesca o meglio rovesciata: se in quel giorno il tempo è buono, lorso si costruisce il pagliaio per difendersi dalle imminenti intemperie, se invece è cattivo, abbandona le preoccupazioni, perché sa che il clima sarà buono.

15 Il momento finale del carnevale, il funerale, rappresentato con un maiale di cartapesta poi bruciato nella piazza del centro storico, è considerato purificatorio. Sarà la Campana dei maccheroni che, con i suoi 365 rintocchi, chiuderà la grande festa. Un bicchiere di vino e un abbondante piatto di pasta saluterà tutti i visitatori. Campana dei maccheroni Ultimo giorno di carnevale a Putignano (Ba)

16 In provincia di Bari, a Palo del Colle, l'ultimo giorno di carnevale viene tesa una fune tra due balconi della città. Attraverso la corda si fanno scorrere un tacchino ed una borsa piena d'acqua, che deve essere colpita da cavalieri mascherati che sfrecciano attraverso la via. Chi colpisce la borsa vince il tacchino. Questa festa, che ha origini antiche, si è fortunatamente modificata nel tempo. Nella sua versione originale, infatti, i cavalieri dovevano colpire ed uccidere il tacchino appeso vivo, cercando di strapparlo dalla fune. L'aspetto più cruento veniva dal fatto che nessuno riusciva mai ad uccidere il povero animale al primo colpo, e la creatura rischiava di subire moltissime sferzate prima di soccombere tra atroci tormenti. Palio del viccio a Palo del Colle (Ba)

17 Antichissima è la tradizione carnascialesca in Gallipoli (Le) e documentata, oltre che in atti e documenti settecenteschi, da radici folcloristiche che affondano le origini in epoca medioevale, tramandate fino a noi con una aderenza sostanziale all'originario spirito popolare, che ne fu l'anima e il propagatore esclusivo. La maschera più caratteristica del Carnevale di Gallipoli è Teodoro "Lu Tidoru" giovane ragazzo gallipolino che durante i festeggiamenti riuscì a mangiare, in quel Martedì Grasso, così tante salsicce e tante di quelle polpette che ne rimase strozzato. Ed ogni anno mantenendo fede alla tradizione, durante la sfilata, viene rievocato il tragico evento accompagnata da una banda musicale, a dir poco sgangherata, e da un codazzo di giovani vergini disperate dal dolore che lo piangono con urla e grida. Ad accompagnare il soldato sfortunato, la madre, costituita da un fantoccio di paglia con le fattezze di un'anziana donna vestita a lutto, chiamata Caremma (termine dialettale che rimanda a Quaresima). Carnevale di Gallipoli e "Lu Tidoru"

18 La "'Nzegna" (insegna) è una festa di sbandieratori che si tiene nel periodo pasquale nella cittadina messapica sul sagrato del santuario della Madonna di Belvedere (o, come è chiamata in dialetto carovignese, "Matonna di Bervideri"), la cui effige fu ritrovata in una grotta poco fuori città nel XI secolo da un contadino che per la gioia legò il suo fazzolettone a un ramo e lo gettò in aria, annunziando la notizia. Negli anni Sessanta, ispirandosi a questa leggenda, nella cittadina brindisina fu fondato uno dei primi gruppi italiani di sbandieratori, che porta avanti la tradizione de "la 'Nzegna" CAROVIGNO: gli sbandieratori de "la 'Nzegna"

19 Si svolge a Turi (Ba), ogni 25 aprile, l'antica cerimonia del passa passa: un rito di origine pagana che rivive ogni anno nei festeggiamenti civili e religiosi dell'Annunziata intorno alla piccola chiesa medievale di San Rocco. Per l'antica cerimonia, bambini infiocchettati accompagnati dai rispettivi padrini, seguono l'effige dell'Annunziata nei tre giri che compie intorno alla chiesa di San Rocco. Si tratta di un edificio medievale costruito, con ogni probabilità, tra l'XI e il XII secolo, poco fuori dal centro abitato, in un'area importante perchè attigua ai pozzi pubblici. Il rito del passa passa, ripetuto per tre anni consecutivi, servirà a suggellare il vincolo di comparatico tra l'adulto ed il bambino. Festa del passa-passa a Turi Processione dell'Annunziata

20 A metà aprile si tiene a Chieuti, in provincia di Foggia, una sconclusionata corsa di buoi, alquanto pittoresca. La gara si svolge all'interno dei festeggiamenti per il patrono del paese, San Giorgio, e dura quattro chilometri e mezzo. Partendo dalla periferia, in direzione del centro del paese, passando per il mare, quattro coppie di buoi, trascinando un pesante carro meravigliosamente addobbato, corrono al galoppo, sorpassandosi in maniera spettacolare, mentre sono pungolati dai cavalieri che li seguono e preceduti da un terzetto di cavalli che, legati a ventaglio, guidano ogni bue. Cavalcata dei buoi a Chieuti (Fg)

21 A Torrepaduli, vicino Lecce, San Rocco viene ricordato in maniera peculiare. Il 16 agosto, infatti, i paesani di questa frazione urbana, mettono in scena l'antico rituale che vedeva scontrarsi due rivali in amore, ai tempi della dominazione turca della Puglia. Utilizzando unicamente movimenti del corpo, ogni danzatore sceglie un rivale, e lo sfida in una difficile tenzone gestuale scandita dal ritmo della "pizzica tarantata" dei tamburelli. Sagra di San Rocco a Torrepaduli (Le)

22 Il 20 agosto a San Marco la Catola, in provincia di Foggia, viene allestita un giostra medievale. I rioni del paese, organizzatisi in apposite squadre, si affrontano a ridosso delle mura del castello ducale. Il gioco consiste nel conficcare la punta di una lancia, tenuta da un cavaliere in corsa, in un buco posto sotto ad un secchio pieno d'acqua, senza rovesciarne il contenuto, che cadrebbe addosso al cavaliere, rendendolo ridicolo. Questo gioco, che conserva perfettamente i caratteri delle antiche giostre medievali, viene incredibilmente riprodotto in tutta la sua integrità. U' joco d'a jalett a San Marco la Catola (Fg)

23 Festa dei Fucacoste e Cocce Priatorije a Orsara di Puglia (Fg) A Orsara di Puglia, la notte di tutti i santi, quella del primo giorno di novembre, si celebra una festa antichissima. A pochi giorni dallevento, tutti sono indaffarati nei preparativi. Le famiglie cercano di accaparrarsi le zucche migliori per i propri bambini. Saranno proprio i più piccoli, con laiuto di nonni e genitori, a intagliare queste grandi mongolfiere arancioni per renderle umane e dotarle di occhi, naso, bocca e adeguarle a ospitare un lume al loro interno. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possano purificarsi attraverso il fuoco dei fucacoste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (come invece è per Halloween).

24 Feste patronali e cortei storici Festa di San Nicola a Bari Festa patronale a Vieste (Fg) Festa di di San Vito Martire a Polignano a Mare (Ba) Festa della Madonna della Madia a Monopoli (Ba) Festa dei Santi Medici ad Alberobello (Ba) Festa di SantOronzo a Turi (Ba) Festa della Madonna del Pozzo a Capurso (Ba) Corteo storico e lancio del pallone ad Acquaviva delle Fonti (Ba) Festa della di San Giuseppe ad Acquaviva delle Fonti (Ba) Festa di San Rocco in Contea a Conversano (Ba) Festa di San Trifone ad Adelfia (Ba) La Scamiciata a Fasano (Br) "Corteo storico di Federico II e il "Palio dei rioni" a Oria (Br) Festa del "cavallo parato" a Brindisi

25 Festa di San Nicola a Bari Dal 7 al 9 maggio si svolge nel centro storico di Bari la festa del Patrono della città, San Nicola. Una delle usanze tradizionali è l'offerta del pane alla Basilica. A rievocare l'antico arrivo delle reliquie di San Nicola, arrivate a Bari dal mare il 7 maggio del 1087 portate dai 62 marinai baresi, la sera della vigilia si tiene un grande corteo storico. Il giorno della festa si svolge la solenne processione in cui la statua del Santo viene portata fino al Molo San Nicola dove si tiene una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari; il Santo viene poi trasportato in mare da un corteo di imbarcazioni. Verso sera avviene il raduno delle imbarcazioni presso il molo in cui si saluta il ritorno del Santo nella basilica, attraverso una nuova sontuosa processione al termine della quale avviene lo scoppio dei fuochi pirotecnici. Il giorno dopo, in seguito alla celebrazione eucaristica di saluto che si tiene in Piazza del Ferrarese, nella cripta della Basilica si prosegue ufficialmente al prelievo della santa manna (che i monaci benedettini trassero dalle ossa del santo) alla presenza dei fedeli e delle autorità religiose e civili.

26 Il 9 maggio si festeggia Santa Maria di Merino, compatrona del paese. Il culto ebbe inizio quando, secondo la leggenda, sulla spiaggia di Scialmarino, fu rinvenuta una sua effigie abbandonata dai Saraceni. La splendida statua lignea della seconda metà del XV sec. ritrae la Vergine genuflessa con la mano destra alzata e la mano sinistra sul petto, gli occhi protesi verso il cielo. I marinai, sempre secondo la leggenda, posero la statua su un carro trainato da buoi, perché si decidesse la destinazione del simulacro. Il Destino scelse la città di Vieste, che da allora ogni anno si reca in processione in suo onore lungo la riva del mare, dalla Cattedrale fino al santuario di Merino, unica testimonianza dell'antico centro abitato. La statua volge il viso verso il mare mentre, al ritorno in cattedrale, il simulacro è rivolto verso la campagna. Così tra mare e terra nel giorno dedicato alle celebrazioni in suo onore, la Madonna benedice l'acqua ed il raccolto, riconfermando il suo patto d'amore e protezione con la gente del Promontorio. Quando lo stesso giorno la statua dal santuario ritorna in cattedrale, la processione è accompagnata dallo scoppiettare dei fuochi pirotecnici. Il 10, infine si svolge la festa del paese tra musica, bande e, nuovamente, fuochi d'artificio. FESTA PATRONALE a Vieste (Fg)

27 Festa di San Vito Martire a Polignano a Mare (Ba) La festa ha inizio il 14 giugno quando l'effige del Santo viene posta a bordo di uno zatterone, quindi condotta per mare dal porticciolo di San Vito, fino a Cala Paura. Giunti in porto l'icona viene portata a spalla in piazza Vittorio Emanuele, dove, con una solenne celebrazione, gli vengono consegnate simbolicamente le chiavi della città. Limmagine del Santo viene poi posta su di un altare allestito per l'occasione, dove vi rimarrà sino al termine della festa. Il giorno 15 ha luogo la solenne processione, momento in cui le reliquie del santo patrono vengono portate in visione, in piccole teche, per le strade del paese. Il 16, giornata conclusiva della celebrazione, ha luogo la processione conclusiva che ricondurrà l'effige del santo dallaltare alla Chiesa Matrice.

28 La Festa della Madonna della Madia è un appuntamento irrinunciabile: venerdì 16 dicembre limmagine della Madonna arriva dal mare su una zattera, e viene portata in processione verso la Cattedrale. Racconta la tradizione che questa immagine della Vergine sfuggì al sacco di Costantinopoli del 1117, quando i Turchi misero a ferro e fuoco la città, e giunse miracolosamente intatta a Monopoli grazie ad unimbarcazione di fortuna. La zattera è ancora conservata nella cattedrale e parte del legno viene rimessa in mare con limmagine della Madonna, da qui viene poi riconsegnata al Vescovo accompagnata da sub e marinai. Allalba, alle 6, torce sottomarine e fuochi artificiali regalano uno spettacolo di suggestiva bellezza, mentre alle 7 inizia la processione per raggiungere la Cattedrale di Monopoli. Festa della Madonna della Madia a Monopoli (Ba)

29 FESTA dei SANTI MEDICI ad Alberobello (Ba) Si svolge da oltre due secoli nel mese di settembre. Devoti e pellegrini accorrono da tutta la regione raggiungendo, anche a piedi, la Chiesa per devozione ai Santi Anargiri, Cosma e Damiano. Le celebrazioni eucaristiche prendono avvio con la messa che si celebra la mattina del 27, le solenni processioni si svolgono la mattina del 27 e la sera del 28. Si passa dalla tradizionale fiera del bestiame alle bancarelle del mercato che per diversi giorni occupa le strade della città. Le bande, la cassa armonica, l' illuminazione, i fuochi d'artificio e poi le tradizionali "olive alla calce", la "carne al fornello", la "focaccia con la mortadella e il provolone piccante" costituiscono gli elementi più noti e tradizionali. Gli spettacoli dei fuochi di artificio, allestiti da rinomate ditte, danno vita ad una imparagonabile fantasmagoria di colori che rompe l'ebano del cielo autunnale, concludendo la festa.

30 La Festa inizia il 15 agosto con lapertura dei festeggiamenti in onore del santo e si protraggono fino al 29 agosto con manifestazioni civili e religiose. La sera del 25 un'imponente processione di fedeli accompagna, pregando, il busto del Santo Vescovo, dalla Chiesa Madre alla periferica Chiesa di Sant'Oronzo alla Grotta; la stessa "ritornerà" in paese, tra ali di folla festante, la sera del giorno dopo, il 26 agosto, sul Carro Trionfale, una torre lignea tutta decorata, opera di maestri locali, tirata da 6 mule, che viene accolta in piazza dalle luminarie, lanci di fiori, palloncini, fuochi d'artificio e la musica delle Bande (quella di Turi, sul Carro, quella ospite sulla cassa armonica) che si danno "battaglia" a suon di... note. Il 26 mattina c'e l'asta per portare il Santo nella grande e favolosa processione di gala, composta da autorità civili e religiose, anticipate da un lungo corteo storico, sbandieratori, bande e una grandissima cavalcata storica. Festa di SantOronzo a Turi (Ba)

31 Si festeggia lultima domenica di agosto. E l'avvenimento turistico-religioso più importante non solo di Capurso, quanto dei paesi vicini. I festeggiamenti iniziano dalla sera del venerdì con la processione del quadro della Madonna che fu rinvenuto in un pozzo in località Piscino, nella seconda metà del XVIII secolo. Il ritrovamento è attribuito a don Domenico Tanzella che, gravemente malato, guarì dopo aver bevuto lacqua del pozzo, secondo quanto suggeritogli dalla Madonna che gli era apparsa in sogno. In seguito a ciò fu costruita sul posto una cappella e poi una basilica-santuario dove sono custoditi centinaia di ex voto. Il paese diventa meta obbligata di molti fedeli che arrivano da ogni parte per venerare la protettrice di Capurso. Le processioni del venerdì, della domenica, del carro trionfale a tre piani, trainato dai fedeli e la processione del lunedì, sono tutte caratterizzate dal lancio di palloni aerostatici, dai fuochi d'artificio e dallimmancabile banda musicale. La festa sacra procede in sintonia con gli odori e sapori tipici della sagra paesana dove è possibile degustare numerose specialità, dagli ghjemerìedde (involtini dinteriora d'agnello) alle salzizze (salsicce), formaggi freschi e stagionati, pane e focaccia. Festa della Madonna del Pozzo a Capurso (Ba)

32 Durante i festeggiamenti in onore della Madonna di Costantinopoli, la domenica che precede il primo martedì di Settembre, si svolge il corteo storico. In tale occasione una copia del quadro raffigurante la Madonna viene portato su un carro trainato dai buoi e collocato sulla Cassarmonica. Il primo martedì di Settembre invece, che è il giorno della festa della patrona della città, a mezzanotte viene lanciato il "pallone", una mongolfiera di carta di notevole dimensione (altezza 21 mt., circonferenza 42 mt. diametro d'imboccatura 3 mt.); tale tradizione si perpetua sin dal Il Pallone viene lanciato dal Palazzo Panizza, in P.zza Vittorio Emanuele, poiché l'altezza della facciata e la sua posizione, riparati dal vento di ponente che spesso spira nelle ore notturne, permettono la regolare gonfiatura che avviene tramite la combustione di paglia di orzo umida. E' un momento molto suggestivo che richiama la curiosità e l'attenzione degli stessi cittadini e di innumerevoli forestieri. Corteo storico e lancio del pallone ad Acquaviva delle Fonti (Ba)

33 Il giorno della festa di San Giuseppe in tutti i rioni della città si accendono i falò. Al calore della brace vengono consumati taralli, ceci abbrustoliti, noccioline, mandorle e buon vino primitivo. Il falò ha origini molto antiche, forse risalenti all'epoca della Magna Grecia: sacro e profano si intrecciano sin dalla notte dei tempi. Si vuole, per tradizione, che nel 1600, a seguito di una grave pestilenza, per grazia ricevuta (Acquaviva fu colpita solo marginalmente dall'episodio), gli Acquavivesi vollero istituire tale festa in onore della Madonna di Costantinopoli, responsabile della preservazione del paese dal terribile morbo. Ad Acquaviva, narrano le cronache, i panni delle vittime del grave flagello furono bruciati a titolo cautelativo nella grande pira allestita per l'occasione. Da allora i contadini, ogni anno, solevano raccogliere molta legna, portarla in città, preparare una grande catasta sormontata da un trionfino in legno carico di doni ("la cima cime") e, la sera del secondo martedì di Marzo, dare fuoco al tutto, realizzando un grande falò tra nutrite ali di folla. Si racconta che in tempi antichi il falò così allestito fosse veramente grandioso e durasse per giorni e giorni. Festa di San Giuseppe ad Acquaviva delle Fonti (Ba)

34 Il Corteo rappresenta il momento più suggestivo per l'atmosfera che si respira a Conversano tra i suoi vicoli. Oltre 200 i figuranti che partecipano alla CAVALCATA STORICA DI SAN ROCCO, l'unica a svolgersi in concomitanza della processione del Santo seguendo uno specifico itinerario nel cuore della cittadina. E la tappa di un viaggio nel tempo e negli ambienti della devozione al Santo pellegrino di Montpellier. Sono protagonisti nobili famiglie e clero, popolani e pellegrini, danzatrici, compagnie d'armi e cavalieri, soldati - sbandieratori e templari a difesa di un percorso itinerante che rievoca le diversità sociali fino al primo Rinascimento. Una Rievocazione itinerante che narra le pratiche devozionali del passato, con l'impegno di esperti gruppi di cittadini e formazioni varie tra cui molti giovanissimi interpreti, con abilità specifiche, acquisite nella scuola e funzionale all'allestimento rievocativo. LA CAVALCATA STORICA DI SAN ROCCO a Conversano (Ba)

35 La festa si celebra ogni anno dal 1 all' 11 novembre e in particolare nei giorni conclusivi, per la sua celebre gara di giochi pirotecnici, fa convergere nella città molti turisti provenienti da tutta Italia. Sin dal primo giorno, la Bassa Musica di Adelfia, localmente nota come u Tammorre ("il Tamburo"), percorre giorno e notte il centro abitato suonando instancabilmente pezzi popolari, tra i quali l'intramontabile "Marcie du ciuccie" ("Marcia dell'asino"). La sera del 9 novembre il quadro del santo viene portato in processione fino in piazza e si procede al lancio della mongolfiera. Da quel momento la serata si anima con i concerti di diverse bande giunte ad Adelfia per l'occasione, i quali si protraggono fino a notte inoltrata. Festa di san Trifone ad Adelfia (Ba) Il giorno successivo, alle 4 di notte, un colpo secco sparato da un mortaio di 12 cm di diametro sancisce l'inizio della giornata clou: molti fedeli raggiungono quindi la chiesa di San Nicola per assistere alla prima messa, alle I concerti bandistici, dalle 10, e la riffa, ossia un susseguirsi di offerte dei fedeli che desiderano portare a spalla la statua del santo, precedono la processione. Questa percorre le vie cittadine accompagnata - tra gli altri - da molti bambini che per devozione familiare indossano abiti analoghi a quelli del santo. Alcuni dei bambini accompagnano la processione su cavalli bardati a festa. La consegna delle chiavi della città da parte del sindaco chiude la processione. Nel pomeriggio ha luogo la celebre gara pirotecnica, della durata di circa tre ore. La festa più importante di Adelfia, è la venerazione di san Trifone, patrono di Montrone che secondo la tradizione protesse il paese durante l'epidemia di peste del 1691 e scacciò un'invasione di cavallette. L'evento è ricordato nell'iconografia del santo, che presenta sempre una cavalletta sulla lancia.

36 LA SCAMICIATA a Fasano (Br) Precede il Corteo il banditore, che, con le parole poste sulla lapide del 1678 di via del Balì, ricorda la battaglia ed il valore dei fasanesi i quali con "l'aiuto possente dei Titolari della Terra" riuscirono, nonostante fossero stati colti di sorpresa ed impreparati alla difesa, a sconfiggere gli invasori, ed invita il popolo alle solenni celebrazioni per ricordare il valore dei Padri. La Scamiciata è la rievocazione storica che si tiene a Fasano (Brindisi) in memoria della vittoria ottenuta sui Turchi il 2 giugno In questo giorno, infatti, dopo anni o secoli di scorrerie turchesche subite in paziente rassegnazione, i Fasanesi sconfissero definitivamnete i Turchi in una battaglia campale sotto le mura della Città. I tre momenti in cui si svolge la manifestazione vedono coinvolti i centri di Pozzo Faceto, dove si trova il santuario della Protettrice di Fasano; Pezze di Greco, che insiste sull'antica via che da Fasano porta al santuario, e Fasano centro. La Scamiciata ha inizio con il pellegrinaggio in costume al santuario di Pozzo Faceto dove, con una suggestiva cerimonia religiosa, vengono benedetti I labari di Santo Stefano, San Giovanni e della Madonna di Pozzo Faceto, Patroni della terra di Fasano. Segue un canto di supplica affinché la Vergine protegga la comunità. Dopo una breve sosta in piazza del Miracolo il corteo rientra in Fasano attraversando Pezze di Greco. I celebri Cortei Storici delle città ospiti aprono il Corteo Storico de "La Scamiciata".

37 Sfilano lo stendardo dell'Universitas e la dama con le chiavi della Città, i dignitari, i rappresentanti famiglie nobili con i propri stemmi; la bandiera del Baliaggio di Santo Stefano precede la carrozza del luogotenente Fra' Zurlo da Crema, accompagnato dal sindaco Pompeo Mignozza; la bandiera del Balì di Malta fra' Brancaccio precede la sua carrozza; segue il popolo in festa, interpretato da giovani fasanesi e gruppi folcloristici. II capo dei turchi viene scortato da armigeri e precede gli "scamiciati", i fasanesi che vinsero la battaglia, i quali, gioendo del fortunato esito, tra canti e balli della tradizione pugliese e napoletana, circondano il carro che ricorda il trionfo, una grande barca su cui gli "scamiciati" issano i labari dei Santi Patroni: Nostra Signora di Pozzo Faceto, San Giovanni Battista, Santo Stefano Protomartire. Segue la drammatizzazione della battaglia tra i fasanesi ed i turchi: la rabbia dei vinti e l'esultanza dei vincitori affascinano lo spettatore, che si vede coinvolto continuamente nella rappresentazione del dramma attraverso l'intero percorso del corteo. I suono delle chiarine, il rullo dei tamburi, lo sventolio delle bandiere, sottolineano l'inizio della grande Festa: Fasano può rivivere il più importante momento di storia patria; orgogliosa, celebra la sua vittoria.

38 La manifestazione prende spunto dall'attesa di Federico II nel 1225, per l'arrivo della sposa Iolanda di Brienne (già sposata per procura alcuni mesi prima), a Brindisi, confermandone il vincolo matrimoniale già contratto a distanza nella locale Cattedrale. Durante l'attesa Federico II emana un bando di un torneo tra i 4 rioni di Oria per onorare il suocero Giovanni di Brienne, padre della giovanissima sposa e ospite della corte di Federico II. Il venerdì prima del corteo, presso la Basilica Cattedrale di Oria, si celebra la Benedizione del Palio e l'investitura del cavaliere. Durante il sabato che precede la gara si svolge nelle strade cittadine un imponente sfilata in costume, che coinvolge circa seicento figuranti di differenti tipologie: Nobili, Dame, Cavalieri e armati di diverso tipo (fanti e arcieri). È anche riprodotta l'esotica corte federiciana, con numerosi animali selvatici, odalische e la fedele guardia personale dell'Imperatore: i Saraceni, cui storicamente l'imperatore assegnò la cittadina di Lucera. Del corteo fanno parte anche numerosi portastendardi e sbandieratori. Sfilano infine i quattro rioni della città con i loro stendardi e coppie di nobili, dame, cavalieri e atleti. La giornata del corteo culmina in tarda serata nella principale piazza cittadina, piazza Manfredi, dove in una splendida atmosfera d'attesa viene presentato il palio alla cittadinanza e all'intera popolazione. Dopo la lettura del "bando del Torneo" da parte dell'Araldo, segue uno spettacolo di danzatrici, mangiafuoco e sbandieratori. Ogni anno il palio viene offerto da una città o da un ente differente alla città di Oria, ed è opera di differenti artisti. Corteo storico di Federico II ed il Torneo dei Rioni a Oria (Br)

39 Festa del "cavallo parato a Brindisi La festa della Processione del cavallo parato si tiene a Brindisi per il Corpus Domini e rievoca un episodio del 1250 quando San Luigi IX, re di Francia, di ritorno dalla Terra Santa fu sorpreso da una tempesta e approdò, dopo varie disavventure, miracolosamente salvo a Brindisi. Qui l'arcivescovo della città pugliese lo ricevette e in sella ad un cavallo bianco si recò dal re per mettere in salvo l'Ostia Consacrata. Naturalmente anche oggi la ricorrenza ha come simbolo il cavallo bianco che bardato a festa precede la processione che percorre le vie di Brindisi sotto un lancio di fiori.

40 Feste natalizie Il Presepe pugliese Tradizioni Natalizie in Puglia Tradizioni Natalizie a Bari Natale a Monopoli (Ba) Fiera di Santa Lucia a Lecce Presepe nellAnfiteatro romano a Lecce Il presepe medievale a Castro (Le) Il presepe vivente nellagrumeto a Maglie (Le) Il presepe permanente a Salice Salentino (Le) Il presepe vivente a Tricase (Le) Festa de le Panare a Spongano (Le) Presepe vivente a Pezze di Greco (Br) Cavalcata dei re Magi a Mesagne (BR) La tradizione sul Gargano

41 Il Presepe pugliese Il presepe in Puglia risale al XV secolo, il primo affresco fu realizzato per la chiesa francescana di S. Caterina in Galatina, ritenuto il più antico presepe di Puglia, di cui sono conservati solo gli elementi relativi alla natività, realizzato dallo scultore Nuzzo Barba. A partire dal XVI secolo la rappresentazione del presepe in Puglia, trova la sua massima affermazione con sculture realizzate in pietra. Tra gli artisti del XVII secolo il più noto fu Stefano da Putignano, definito il migliore scultore del rinascimento pugliese che realizzò i presepi in pietra policroma nella cattedrale di Polignano a Mare e Gallipoli, mentre a Grottaglie in provincia di Taranto, nella chiesa della Madonna del Carmine, si può visitare uno dei più antichi e celebri presepi realizzati dallo scultore datato 1530.

42 Nei secoli successivi, i presepi furono realizzati con la tecnica della cartapesta, il più noto scultore tra il XVII e XVIII secolo fu Pietro Sorgente, (detto maestro Pietro de Cristi, perché modellava figure sacre ) definito il più grande scultore di cartapesta dellottocento. Alla fine del XVIII secolo, accanto agli artisti professionisti, si evidenziarono artisti popolari come i barbieri di Lecce, che imitavano la lavorazione della cartapesta, realizzando anche personaggi modellati a mano con la creta. Le statuine realizzate venivano poi vendute alla fiera dei pupi e pastori che ancora oggi si svolge a Lecce nella giornata dedicata a S. Lucia. In questultimo secolo la tradizione del presepe sta rivivendo, attraverso il folklore e lartigianato locale, con lopera di artisti che utilizzano la cartapesta nelle loro rappresentazioni per il presepe o per modellare personaggi del luogo.

43 Nel periodo natalizio è possibile scoprire come la Puglia si trasformi nella "Terra dei Presepi", con una serie di eventi, manifestazioni, mostre e celebrazioni dall'elevato contenuto artistico e culturale. Le vie dei borghi, le piazze, le chiese, diventano luoghi privilegiati per celebrare il Natale e l'evento della Natività, con presepi artistici, presepi meccanici, presepi viventi, presepi animati, presepi statici a grandezza naturale, che molto spesso fondono culture e tradizioni differenti provenienti da ogni angolo d'Italia. Il tutto da abbinare ad eventi enogastronomici, degustazioni, mostre, musica, concerti e mercatini, nella suggestiva cornice naturale di borghi incantati rimasti intatti nel tempo. Tradizioni Natalizie in Puglia

44 Già la sera dellantivigilia, la notte fra il 23 ed il 24 Dicembre, i baresi iniziano a preparare la festa, invadendo i mercatini rionali, che rimangono aperti tutta la notte. Le bancarelle addobbate, illuminate da luci improvvisate, fanno bella mostra di sé, offrendo allo sguardo degli acquirenti forme di formaggi e di ricotta marzotica, accatastate una sullaltra in equilibrio instabile, mozzarelle lattiginose, salumi appesi a mo di collane, finocchi, cipolle, montagne di carciofi, ananas, arance, melanzane, cavolfiori, capitoni ancora vivi e tutti i tipi di frutti di mare, che costituiscono la base del crudo, consumato in larga quantità dal barese (perché si ritiene abbia virtù afrodisiache), polpi arricciati, allievi, cime di rape e quantaltro possa stuzzicare la golosità del compratore. Tradizioni Natalizie a Bari

45 Nei giorni della festa di Santa Lucia si svolge a Monopoli la tradizionale Fiera di Santa Lucia. Sono allestite una doppia serie di bancarelle che sono posizionate in via Cavour sino ad arrivare al sagrato della chiesa dedicata alla Vergine Martire. Questa è la manifestazione che precede tutte le festività legate al Natale. Questo caratteristico mercatino rimane aperto per tutta la notte ed offre bellissimi pezzi artigianali come addobbi e decorazioni per l'albero di natale e per la casa, giocattoli e splendide statuette per il presepe. La tradizione vuole che siano acquistati dei tegami in terracotta, in particolare i tradizionali "coccheriddi" (piccole ciotole decorative in terracotta). Natale a Monopoli (Ba)

46 E un appuntamento importantissimo di Lecce in inverno.La fiera apre il 5 dicembre e chiude il 6 gennaio. Una mostra mercato dei presepi e dei pastori della cultura salentina, costruiti artigianalmente dalle abili mani degli ultimi artigiani (pupari): cartapesta e terracotta, due forme darte della produzione indigena, modellate per dar vita a pastori, animali, figure rappresentative della Natività, grotte e tutto quello che occorre per allestire il presepe. La mostra, oltre ad essere un evento di notevole importanza artistica, storica e culturale, richiama visitatori da ogni parte dItalia, e non solo, affascinati dallarte e dalla cultura del Salento. La Fiera di Santa Lucia a Lecce rappresenta loccasione giusta per regalarsi momenti piacevoli alla scoperta di antiche tradizioni natalizie, ammirando capolavori di unarte povera che racchiude in sé la memoria di una terra unica e, essendo anche mercato, offre ai suoi visitatori la possibilità di aggiungere un po di Salento anche nei loro presepi. Fiera di Santa Lucia a Lecce l'antica Fiera dei Presepi e dei Pupi

47 I l presepe è situato allinterno dellanfiteatro romano in pieno centro a Piazza Santo Oronzo. Per vederlo basta affacciarsi dalla balaustra (lanfiteatro si trova, infatti, a un livello inferiore rispetto alla piazza). Il presepe è molto Salento style perchè lambientazione di solito è la campagna salentina con le pajare (i trulli locali) e i muretti a secco. Presepe nellAnfiteatro romano a Lecce

48 A Castro la situazione è molto particolare, non si ritorna nella Palestina, nella Betlemme, bensì nel medioevo. Le strade del centro antico della città si animano di rievocazioni di vita medievale con arti e mestieri, spettacoli itineranti, cantastorie, danzatrici, sbandieratori. Mentre le taverne locali servono cibo e vino della tradizione. Anche qui si trovano i lavori del tempo, il fornaio, il ciabattino, larmaiolo, persino duelli tra cavalieri. Dal Castello parte poi un corteo di prigionieri, maghi, araldi, soldati e contadini per rievocare la leggenda di Castro. Si chiama Natale in Contea e alla fine del percorso appare la scena della Natività. Mentre il 6 gennaio arrivano i re Magi a cavallo. Il presepe medievale a Castro (Le)

49 La particolarità di questo presepe vivente è la sua localizzazione: in un agrumeto, quello del cortile del Centro diurno Stella Orientis. Sono centinaie le persone che si occupano della sua realizzazione a partire dai primi giorni di dicembre. Nel cortile si trovano mestieranti in costume, un pittore, il panettiere, le locande a cui bussarono Giuseppe e Maria e dove non trovarono alcuna stanza libera, i pastori e la corte di Erode scortata dai centurioni. Al centro del percorso si trova la capanna della Natività. Il presepe vivente nellagrumeto a Maglie (Le)

50 E un presepe di circa 300 metri quadrati, servizi, laboratorio. Tutto nella casa di Francesco Spagnolo, il suo ideatore e curatore. E un presepe permanente ma in continuo cambiamento, anzi ampliamento perchè adesso conta 26 scene in cartapesta e circa 250 statuine (aumentano di anno in anno). Il presepe permanente a Salice Salentino

51 E uno dei presepi più spettacolari del Salento: quattro ettari di macchia mediterranea e bosco con 250 persone figuranti che ricreano lambientazione di Betlemme: impagliatori di ceste, tessitrici, apicoltori, la cantina dove si fa il vino, il fornaio, la filatrice, il pietraio, il mosaicista, il frantoio, il fabbro, … E un vero e proprio spettacolo che attira migliaia di visitatori ogni anno. Il presepe vivente a Tricase

52 Molto interessante è la "festa de le Panare" che si tiene il 22 Dicembre di ogni anno a Spongano (Le). Rappresenta una delle manifestazioni più antiche e popolari della tradizione salentina. In questa ricorrenze cesti ricolmi di sansa vengono fatti lentamente bruciare. Tradizione vuole che il bruciare questi cesti simboleggi il rogo del sacrificio di Santa Vittoria. Le Panare sono cesti di vimini ricolmi del residuo di macinatura delle olive che vengono portati in corteo su carri appositamente decorati per le vie del paese ed ai quali viene dato lentamente fuoco fino a farli bruciare del tutto quando vengono depositati tutti insieme alla fine del corteo. La serata viene allietata poi dalla musica e dalla distribuzione gratuita di lupini, tarallini e vino, come vuole la tradizione. Festa de le Panare a Spongano (Le)

53 La rappresentazione della Natività del Signore si svolge nella località "Lama del Trappeto", vicino al paese. Un posto suggestivo di grotte, un tempo anfratti abitativi, circondato da ulivi secolari. Qui vengono allestite scene di vita contadina di fine Ottocento e inizio Novecento. Antichi mestieri, semplicità e sobrietà, laboriosità e sana allegria, sono chiari richiami di una cultura e di una civiltà che costituisce la radice storica del tessuto sociale del nostro Sud. Presepe vivente a Pezze di Greco L'evento coinvolge l'intera comunità della frazione fasanese e numerose persone dei paesi vicini.

54 Il 6 gennaio di ogni anno si svolge a Mesagne la Cavalcata dei Re Magi, un corteo di personaggi descritti nelle scritture bibliche che attraversa la città lungo un percorso di vie segnato dalla stella cometa. Il corteo attraversa varie vie del paese per poi arrivare in piazza Orsini del Balzo dove è allestito un presepe vivente con attorno tutte oggetti e costruzioni dell'epoca. Cavalcata dei re Magi a Mesagne (BR)

55 La tradizione sul Gargano Durante il periodo dellAvvento, nel territorio del Gargano, giungono dallAbruzzo in piccoli gruppi gli zampognari con il loro caratteristico mantello a ruota. Questi pastori, si fermano per le strade o vicino le porte delle case, allietando con le loro melodie latmosfera in preparazione del S. Natale. In particolare, gli zampognari che si recano a Monte S. Angelo, presso la grotta di San Michele, durante la notte di Natale, suonano la pastorella una commovente melodia, sulle note della pastorale di Bach. Nelle case di campagna, è consuetudine ogni notte dal Natale fino al giorno dellEpifania, accendere il fuoco per allontanare le disgrazie, mentre la cenere prodotta dal ceppo, viene sparsa nei campi per propiziare un raccolto abbondante

56 Riti settimana Santa Pasqua in Puglia Settimana Santa a Bari Riti a Noicattaro (Ba) Riti a Ruvo di Puglia (Ba) Riti a Molfetta (Ba) Settimana Santa Minervino Murge (Ba) Settimana Santa a Taranto Riti a Vico del Gargano (Fg) Processione delle fracchie a San Marco in Lamis (Fg) Riti a Maglie (Le)

57 E una delle festività religiose tra le più sentite dellanno solare. Ogni paese grande o piccolo ha i suoi riti devozionali, la sua processione, le sue statue, le struggenti marce funebri, il tutto si sussegue secondo una ritualistica consolidatasi nei secoli e che si ripropone puntuale. Passando in rassegna i riti, si nota come tra i diversi luoghi esistono aspetti di fondo sempre identici (es. lo scambio dei rami di olivo per la domenica delle palme o la composizione dei Sepolcri) che si intrecciano a varianti nate da ragioni tanto profonde e cosi lontane nel tempo da non manifestare più le origini. Pasqua in Puglia

58 Nel primo pomeriggio della domenica delle Palme sfila per le vie della città la processione della Madonna Addolorata, partendo dalla chiesa di SantAntonio nel rione Madonnella e terminando a mezzanotte dopo aver visitato le chiese dei rioni Murat, Bari Vecchia e Libertà. Il Giovedì Santo, secondo tradizione, si visitano invece i sepolcri nelle chiese, dove semi di vari cereali sono stati lasciati germogliare al buio per giorni, a simboleggiare lidea di rinnovamento del cosmo coincidente con la resurrezione del Cristo. E evidente peraltro la ascendenza pagana del rito che ci riporta ai Giardini di Adone, a cui si è sovrapposta la simbologia cristiana. Il venerdì santo dalla mattina sfila invece la processione dei Misteri fra i vicoli di Bari vecchia e le strade della città nuova. E' prevista una sola pausa all'ora di pranzo, quando la processione si ritrova nella Cattedrale. Il Cristo condotto sul Golgota per essere crocifisso è accompagnato da bambini vestiti da soldati romani. Ci sono poi due gruppi di fedeli sorteggiati la mattina per portare le statue dei Santi, Cristi e Madonne in tragiche pose. Chi porta le statue è vestito di nero tranne una camicia che è bianca. A mezzogiorno del Sabato Santo le campane cominciano già a suonare, evidente anticipo del giubilo di mezzanotte, mentre intorno si fa frastuono con mazze e scope per scacciare gli spiriti dalle case che si preparano ad accogliere Gesù Risorto. Il baccano, che si esaurisce col suono delle campane, non un attimo di più, è ritualmente accompagnato dalla frase: Gesù ha resescetàte e u ddiàuue ha crepàte. Settimana Santa a Bari

59 Durante tutta la quaresima, si accumula una catasta di legna sul sagrato della chiesa della Lama. La catasta è accesa il giovedì Santo, forse per riscaldare i partecipanti al rito dei Sepolcri, la via Crucis che ha avvio dopo lannuncio della condanna a morte di Gesù scandita al rullo di tamburi. La Via Crucis è guidata dai Crociferi, penitenti scalzi la cui identità rimane nascosta dietro cappucci neri, si autoflaggellano e portano grossi ceri rossi, simbolo del sangue di Cristo. I medesimi ceri posti sui balconi e alle finestre delle case, esprimono la partecipazione al dolore da parte della comunità religiosa. Contemporaneamente partono anche la processione del Cristo morto, quella dellAddolorata alla disperata ricerca del figlio in tutte le chiese della città e la processione dei dieci Misteri con le statue che rievocano le stazioni della Via Crucis. Riti a Noicattaro (Ba)

60 Nella settimana santa di Ruvo di Puglia sono le statue a farla da padrone. Il Venerdì di Passione, durante la processione della Desolata, curata dalla Confraternita della Purificazione Addolorata, la statua della Vergine, avvolta negli abiti di lutto, sofferente ai piedi della croce, attraversa le vie cittadine. Il Giovedì Santo, durante la Processione della Deposizione o degli Otto Santi, organizzata dalla Confraternita di San Rocco, è la statua raffigurante, appunto, gli otto santi (Arimatea e Nicodemo che reggono i lembi del sudario dovè riposto Gesù, San Giovanni, la Madonna, la Maddalena e le altre due pie donne) ad attraversare la città. La processione dei Misteri del Venerdì Santo muove al seguito di altre otto statue (Madonna Addolorata, Gesù nellOrto, Gesù legato alla colonna e flagellato, Cristo Portacroce, Gesù Crocefisso, Gesù morto, Legno Santo). Nella processione della Pietà del Sabato Santo, infine, la Confraternita di Santa Maria del Suffragio porta in spalla il gruppo statuario costituito dalla Madonna che reca Cristo Morto sulle ginocchia. La Domenica di Pasqua, invece, durante la processione curata dalla Confraternita della Purificazione Addolorata, bambini festanti agitano bandierine e viene fatta esplodere la Quarandone, un fantoccio dalle sembianze di vecchia donna vestita di nero, come segno della vittoria della vita sulla morte. Riti a Ruvo di Puglia (Ba)

61 La settimana santa a Molfetta si apre nella notte tra lultimo giorno di carnevale e il mercoledì delle ceneri con la Processione della Croce, organizzata dallArciconfraternita della Morte: dopo trentatré rintocchi delle campane della Cattedrale, la processione parte dalla chiesa del Purgatorio per concludersi sui Gradini del Calvario. Il Venerdì della Passione si svolge la processione della Beata Vergine Addolorata, che si apre con il titè, un lamento di origine orientale e nella Domenica delle Palme, le pie donne si dedicano alla Vestizione della Pietà. Il Venerdì Santo tra le vie della città si snoda la Processione dei Cinque Misteri, accompagnata dal suono della marcia funebre, durante la quale i confratelli dellArciconfraternita di Santo Stefano e di altre quattro confraternite portano cinque statue lignee rappresentanti i Misteri Dolorosi (Cristo nellOrto, Cristo alla Colonna, lEcce Homo, Cristo al Calvario e il Cristo Morto). Il Sabato Santo, infine, durante la Processione della Pietà le confraternite dellAssunta, del Carmine, della Purificazione, di Loreto, dellImmacolata di SantAntonio e il Gruppo della Pietà dellArciconfraternita della Morte porteranno a spalla le statue di cartapesta raffiguranti San Pietro, la Veronica, Maria di Cleofe, Maria di Salomè, Maria Maddalena, San Giovanni e la Pietà. Riti a Molfetta (Ba)

62 Le celebrazioni iniziano il Venerdì che precede la Settimana Santa con la processione dellAddolorata, un rito che rievoca il dolore della Vergine alla ricerca del suo Figlio prediletto. Durante il percorso, la statua della Madonna viene posta su tavolini addobbati con drappi ricamati e, dopo le preghiere, segue lo scoppio di alcuni mortaretti. Il Lunedì Santo ha luogo la Festa dei macellai del paese, che accompagnano in processione il SS. Sacramento. Il Giovedì Santo si visitano i Sepolcri, ornati di ceri, fiori, cesti di frumento, lenticchie e lupini preparati dai fedeli sin dallinizio della Quaresima. La processione dei Misteri, infine, si svolge secondo un rito suggestivo e particolare: le statue da condurre in processione anziché partire tutte da uno stesso luogo prefissato, vengono collocate, sin dal mattino, in diversi punti del paese. Nel pomeriggio, sono gli stessi fedeli in processione a prelevare i simulacri e a convergere in Piazza Bovio dove la cerimonia si conclude con una solenne benedizione. Settimana Santa a Minervino Murge (Ba)

63 Dalla città vecchia a quella nuova, in quattordici ore di processione durante la quale la statua della B. V. Addolorata è portata in spalla dai membri delle Confraternite di Maria SS. Addolorata e San Domenico, che indossano i loro abiti di rito. Il corteo è aperto dalla troccola (strumento di legno che produce un caratteristico suono), le pesàre (gli unici bambini che partecipano alla processione), la Croce dei Misteri, i Crociferi, 14 poste (coppie di confratelli), il trono e la statua della Vergine. Il Venerdì Santo la Processione dei Misteri, organizzata dalla confraternita di Maria Ss. Del Carmine, dura complessivamente quindici ore e attraversa solo il centro cittadino. Anche in questo caso i confratelli indossano i loro abiti di rito e la processione è aperta dal troccolante, seguito dal gonfalone, la Croce dei Misteri, le statue di Cristo allOrto, Cristo alla Colonna, lEcce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù Morto e lAddolorata, tra le quali si sistemano 24 poste. Tali processioni seguono un ritmo lentissimo detto nizzicata e sono accompagnate dalle marce funebri eseguite dalle bande. Settimana Santa a Taranto

64 Il rito si conclude sullaltura del Calvario delle Cinque Croci dove avviene lincontro tra lAddolorata e il Cristo. Una voce nel silenzio grida Viva la Croce e da il via ad una serie di canti che si sovrappongono fastidiosamente. Il caos che si genera rappresenta lo sconvolgimento che la morte di Cristo porterà sulla terra. Riti a Vico del Gargano (Fg) Tra i riti della Settimana Santa, quelli che si svolgono a Vico del Gargano si distinguono per laspetto stranamente ludico e festoso rappresentato dalla Messa Pazza. Allalba del Venerdì Santo, partono le processioni dei Sepolcri, ognuna con la propria statua dellAddolorata seguita da un fitto corteo di donne vestite a lutto che intonano il Miserere. Ogni volta che le processioni si incrociano, il canto diventa più forte quasi a volere, gli uni, sopraffare gli altri. Al termine della processione si celebra la Santa Messa ed è durante la liturgia che tutti i devoti iniziano un rituale di apparente profanazione, i più giovani agitano le troccole producendo un rumore infernale con urla e canti a squarciagola.

65 La processione delle Fracchie è una cerimonia religiosa pubblica appartenente al genere del ciclo pasquale ed avente funzione penitenziale e propiziatoria. Essa si snoda lungo un percorso che attraversa le strade principali del paese in un lungo fiume di fuochi divampanti che precede la processione della Madonna Addolorata. Le fracchie sono delle grandi torce di dimensione diverse, a forma di cono, al cui interno contengono rami, sterpi, schegge di legno e frasche, tenute insieme da grossi cerchi di ferro. La fracchia è poi intrisa di pece e altre sostanze combustibili e viene bruciata dalla parte anteriore, quella più larga. Il trasporto, dato che a volte esse raggiungono un peso considerevole, viene effettuato con rudimentali carretti su cui si appoggiano longitudinalmente i grossi coni da incendiare, con un contrappeso sulla parte posteriore e trainate da funi o catene. La parte posteriore è completata da un palo che reca alla sua sommità una immagine della Madonna Addolorata e tutta la fracchia è poi agghindata con bandierine colorate. Festa delle Fracchie a San Marco in Lamis (Fg) il venerdì santo

66 A Maglie si da vita a una processione che vede come protagonisti dei ragazzi coronati di spine che trainano un carro sul quale si rappresenta il calvario. I ragazzi, nel loro cammino, battono i portoni delle case più ricche con dei sassi. Probabilmente, è un monito al pentimento indirizzato alle famiglie benestanti. Riti a Maglie (Le)

67 FOLCLORE POPOLARE

68 Musica, folklore ed eventi contribuiscono a comporre il mosaico "Puglia", completano l'essenza di una regione e ne costituiscono l'espressione del sentimento di chi la abita, pieno di amore e vitalità che sgorga e vibra... con la taranta e la pizzica ad esempio. I ritmi di danze dove ci si esprime col suono di un tamburello, strumento semplice ma che sa incantare e trasportare chi ascolta. Le più grandi manifestazione legate al "tarantismo" sono la festa di San Rocco a Torrepaduli e Ruffano (si tiene a Ferragosto), quella a giugno dei SS. Pietro e Paolo a Galatina (e la "Notte della Taranta" il cui concertone finale ha luogo in agosto nella città Melpignano è un appuntamento che quasi "blocca" il tempo e sgombra le menti avvolgendo ed emozionando senza lunghi discorsi, ma solo con musica e poche parole, la gente che vi partecipa, ogni anno sempre più numerosa nelle calde serate estive.

69 La Pizzica tarantata (altro nome della tarantella) è particolarmente diffusa nel Salento dove, ogni anno, il 29 giugno alle cinque del mattino, a Galatina (Lecce), nella cappella di San Paolo si ripete il rito di guarire i "tarantolati. La tradizione narra che San Paolo sostò a Galatina durante il suo viaggio di Evangelizzazione e fu ospitato nella dimora chiamatasi in seguito "Casa di San Paolo". Riconoscente per l'ospitalità ricevuta il Santo diede al padrone di casa ed ai suoi discendenti il potere di guarire coloro che fossero stati morsi da animali velenosi. Sarebbe bastato far bere l'acqua del pozzo che si trovava all'interno della casa e tracciare il segno della croce sulla ferita. Dove originariamente c'era la "Casa di San Paolo", fu eretta una cappella nella cui sagrestia c'è un pozzo murato contenente l'acqua miracolosa. Il rito della tarantata era molto particolare: il tamburello suonava a ritmo frenetico e una donna si dimenava per terra, quindi attingeva l'acqua con un secchio dal pozzo, facendo attenzione a non guardare il fondo. Successivamente doveva berne moltissima fino a vomitarla tutta nel pozzo dal quale facevano capolino dei serpenti che cercavano di colpire la donna. A questo punto, chiusa l'imboccatura con un coperchio, colta da una terribile debolezza cadeva stremata a terra. Con la fine della cerimonia, il rituale poteva considerarsi concluso. Il Tarantismo

70 Oggi i coltelli sono sostituiti dalle dita: indice e medio della mano colpiscono il petto dell'avversario; tutt'attorno è musica e rullare di tamburelli a cornice. La scherma è danzata soprattutto da uomini e si accompagna bene con l'armonica a bocca. La Pizzica - Scherma E' una danza rituale di coppia, a tema antagonista, che in passato prevedeva la presenza di coltelli (Danza delle Spade) nelle mani dei danzatori e radunava i migliori suonatori di tamburello attorno ad interminabili ronde di danze e sfide che si prolungavano per tutta la notte. E' un ballo che va di scena durante la celebrazione di San Rocco a TorrePaduli, frazione di Ruffano nella notte tra il 15 ed il 16 agosto.

71 A luglio, nel suggestivo scenario dei Trulli, si svolge il Festival Folklorico Internazionale "Città dei Trulli", manifestazione basata sulla formula dello scambio tra i Gruppi, per favorire la conoscenza delle tradizioni di diversi Paesi ed offrire la possibilità di contatto tra i giovani. Ogni anno gruppi di artisti, provenienti da diverse parti del mondo, testimoniano e celebrano valori di fratellanza e amicizia, attraverso le musiche, i canti, i balli che sono espressione della loro storia. Il Festival, giunto al suo XXIII anno di vita ha acquisito nel corso degli anni fama e notorietà, rappresentando ormai la principale manifestazione dell'estate alberobellese e rientrando così nella programmazione delle manifestazioni della Provincia di Bari. Festival Folcloristico Nazionale "Città dei Trulli"


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