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6 Nicolas Grimaldi Descartes e lesperienza della libertà Non cè una sola libertà, ma ce ne sono diverse, come Cartesio ci fa capire nelle sue riflessioni.

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1 6 Nicolas Grimaldi Descartes e lesperienza della libertà Non cè una sola libertà, ma ce ne sono diverse, come Cartesio ci fa capire nelle sue riflessioni

2 7 Tre intuizioni fondamentali 1) siamo destinati a qualcosa di infinito 2) anche le verità eterne sono create 3) la libertà si concretizza come effettività, come capacità di cambiare la nostra vita

3 8 1) Il rinvio a qualcosa di infinito La nostra coscienza si esperimenta come trascendente rispetto ad ogni cosa finita. La libertà si identifica qui con linquietudine, ossia con una capacità infinita di rottura e di negatività.

4 9 Pascal: luomo non è creato che per linfinito Sartre: ogni coscienza è mancanza, desiderio, inquietudine

5 10 2) La creazione delle verità eterne: la libertà assoluta di Dio Dio è infinito e non cè nulla che possa limitarlo: la libertà di Dio è indipendenza assoluta

6 11 Dio non è determinato da nulla, ma tutto è determinato da lui Anche le verità eterne sono state scelte liberamente da Dio. E Dio rimane libero di abrogarle. Il mondo è buono perché lui lha creato, ed è quindi uno strumento a disposizione delluomo

7 12 3) Libertà come effettività La nuova scienza può esentare luomo da una infinità di malattie, del corpo come dello spirito, e forse anche dalla vecchiaia. Cartesio progetta di liberarci dalla maledizione originaria: saremo noi a dominare la natura.

8 13 La libertà come effettività non è immediata. Come risultato della scienza cartesiana, tale libertà è dunque meritata, conquistata, raggiunta. Il suo statuto è dellordine dellavere. È dunque una libertà distinta da quellaltra libertà che dobbiamo preliminarmente esercitare per acquisirla, una libertà che è invece dellordine dellessere.

9 14 Impadronendoci della natura, otteniamo una duplice libertà: 1) in senso negativo: possiamo sottrarci alle incertezze dellesistenza e al dominio della fortuna. 2) in senso positivo: diventiamo capaci di produrre, di realizzare quel che vogliamo, ossia di ricrearci dal punto di vista fisico.

10 15 Facendo uso di una libertà concepita come effettività, lo spirito riesce a restaurare loriginaria integrità della propria libertà intesa come generosità. Nel farci padroni e possessori della natura, la scienza cartesiana giunge a darci la libertà di ritrovare la nostra libertà.

11 16 Rimane la domanda sulle condizioni stesse di una simile libertà legata alla tecnica. Come possiamo, in effetti, renderci padroni e possessori della natura? Come questa libertà di fare bene può derivare da quella di giudicare bene?

12 17 Che sicurezza possiamo avere che le cose siano conformi alle idee che ne abbiamo? Se è Dio a creare le verità, Dio ha originariamente disposto nel nostro intelletto le idee delle leggi che ha stabilito nella natura.

13 18 Una prima libertà Proprio perché tutto quel che è reale è razionale, è sufficiente pensare razionalmente per sperimentare il mondo in modo conforme al nostro pensiero: la libertà consiste qui nel sentimento di trovarci a casa propria in questo mondo, che è accogliente nei confronti dei nostri progetti: basta intraprenderli per poterli portare a compimento

14 19 Unulteriore libertà Se Dio ha posto in noi le idee innate, tirando da esse nuove conseguenze ci si apre davanti un campo infinito. La scienza offre allinfinitezza della nostra volontà loccasione per unattività infinita.

15 20 Ma cè anche una libertà di indifferenza Lindifferenza, che deriva dalla nostra ignoranza, è il grado più basso di libertà. Non basta avere la libertà per essere liberi. Questa libertà che abbiamo ci consente solamente la libertà di cercare la libertà.

16 21 Ma dipende da noi scoprire la verità? Siamo liberi di condurre con ordine i nostri pensieri? Per essere capaci di attenzione, occorre dominare i diversi movimenti del nostro corpo. Se abbiamo la disponibilità delle nostre volontà, è perché la libertà è originariamente generosità.

17 22 Letà della ragione Letà della ragione è dunque quella in cui noi giungiamo alla nostra identità così come alla nostra libertà, intese in senso metafisico.

18 23 Occorre conoscere per essere liberi La conoscenza ci dà una libertà come effettività: mettendo la natura alle nostre dipendenze. Come un artigiano è padrone della sua macchina, così noi diventiamo padroni della natura.

19 24 Ma occorre anche essere liberi per conoscere Qui abbiamo unaltra libertà: la libertà come generosità Tocca a noi usare la nostra volontà: ne useremo bene o male?

20 25 Da una parte la generosità, lo slancio come passione; dallaltra il portare a compimento, leffettività. Due esperienze della libertà

21 26 E tuttavia, per quanto arriviamo a scoprire nuove verità, questo non può che avvenire a poco a poco, a piccoli passi e per gradi: non si arriva allinfinito a partire dal finito

22 27 Ma cè anche unaltra libertà, insieme paradossale e assoluta Cartesio ne parla nella sua morale provvisoria: una felicità che dipende interamente dal nostro libero arbitrio, e che tutti gli uomini possono acquisire senza alcun aiuto dal di fuori

23 28 Una libertà così assoluta che si esercita tanto più felicemente e tanto meglio quanto più la sventura sembra accanirsi su di noi. Una libertà segnata dalla finitudine del nostro intelletto, dallassenza di luce e di conseguenza dallindifferenza della nostra volontà

24 29 1) assolutamente indipendente dal nostro intelletto, 2) assolutamente infinita, 3) senza rapporto ad alcuna rappresentazione, ad alcun oggetto. tre aspetti di questa libertà:

25 30 Primo aspetto: una libertà indipendente dal nostro intelletto Una libertà, che non tiene conto di ciò che lintelletto ci presenta

26 31 lindipendenza della nostra volontà rispetto al nostro intelletto: considera come assolutamente necessario quel che è daltro canto assolutamente contingente (seconda massima); considera come assolutamente impossibile ciò che pur sarebbe possibile dal punto di vista logico (terza massima). Le regole della morale provvisoria

27 32 Secondo aspetto: una libertà infinita Una libertà, che consiste nel non dipendere assolutamente da nulla e nel non desiderare più nulla

28 33 Nel dubbio iperbolico la volontà può mettere allopera nella negazione la propria infinitezza La volontà, sotto le parvenze del genio maligno, revoca in dubbio tutto quello che Dio ha creato. La beatitudine naturale consiste in questa esperienza dellinfinito che noi possiamo fare solo nel rifiuto e nella negazione.

29 34 Terzo aspetto: una libertà che non è legata a nessun oggetto Una libertà, che consiste nel mettere tra parentesi tutto

30 35 Esercitando linfinitezza della propria capacità di negazione, la nostra volontà non fa che compiere un giudizio. Un giudizio tuttavia che porta non a determinare qualche oggetto, ma piuttosto a svuotare ogni oggetto della nostra rappresentazione

31 36 Indifferenti rispetto allinfinità di quel che neghiamo, come Dio è indifferente rispetto allinfinità di quel che egli crea, sciolti da ogni rapporto con le cose, ivi compreso il nostro intelletto, una simile esperienza della libertà consiste nellimitare, al contrario di quel che pensava Sartre, la libertà stessa di Dio.


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