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Gadda e la Letteratura come groviglio inestricabile della conoscenza e come voce della complessità del mondo.

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Presentazione sul tema: "Gadda e la Letteratura come groviglio inestricabile della conoscenza e come voce della complessità del mondo."— Transcript della presentazione:

1 Gadda e la Letteratura come groviglio inestricabile della conoscenza e come voce della complessità del mondo.

2 Gadda e larte figurativa «le tre tele del Caravaggio sembrano vivere in un tempo sospeso, in un attimo eterno» ( Il pasticciaccio ) – è meta abituale, nel Pasticciaccio, delle passeggiate solitarie e malinconiche del commendator Angeloni (in Palazzo degli ori, il testo di partenza del futuro romanzo, Angeloni «sosta estasiato davanti ai due stupendi e celeberrimi dipinti del Caravaggio, specie davanti alla Vocazione»). Caravaggio, Vocazione di san Matteo ( ) Chiesa di San Luigi dei Francesi

3 Il nodo morale lo porta poi nel saggio Apologia manzoniana a dilungarsi sullopera di Caravaggio, in particolare La vocazione di San Matteo. I compagni di San Matteo sono legati al mondo degli impulsi, alla loro individualità, dallaltra cè linvito di Cristo rivolto a San Matteo a seguirlo, Matteo deve seguire un dovere. Ma per Gadda tra il sapere teoricamente il fine da raggiungere e il compito quale sarà nel concreto adempimento esistono infinite varianti rappresentate dalle azioni che gli uomini fanno in una realtà che è groviglio di relazioni.

4 Alberto Savinio e Giorgio De Chirico Alberto Savinio, Oggetti nella foresta, Collezione privata Giorgio De Chirico "Le Muse inquietanti", 1917

5 Colacicchi e la rivista Solaria a Firenze Colacicchi, Piazza Santa Trinita, 1924

6 Nella mia vita di umiliato e offeso la narrazione mi è apparsa, talvolta, lo strumento che mi avrebbe consentito di ristabilire la mia verità, il mio modo di vedere, cioè: lo strumento della mia rivendicazione contro gli oltraggi dei destino e de suoi umani proietti: io strumento, in assoluto, del riscatto e della vendetta. Sicché il mio narrare palesa, molte volte, il tono risentito di chi dice ratenendo lira» (da Intervista al microfono) Carlo Emilio Gadda (Milano Roma 1973) «La lingua, specchio del totale essere, e del totale pensiero, viene da una cospirazione di forze, intellettive o spontanee, razionali o istintive, che promanano da tutta la universa vita della società, e dai generali e talora urgenti e angosciosi moti e interessi della società» ( Lingua letteraria e lingua delluso, I viaggi e la morte). E poi, cose, oggetti, eventi, non mi valgono per sé, chiusi nellinvolucro di una loro pelle individua, sfericamente contornati nei loro apparenti confini (Spinoza direbbe modi): mi valgono in una aspettazione, in unattesa di ciò che seguirà, o in un richiamo di quanto li ha preceduti e determinati. (dal saggio Unopinione sul neorealismo )

7 Quattro indicazioni di massima per orientarsi nel continente gaddiano I fatti salienti biografici Leducazione materna la costruzione della villa di famiglia a Longone in Brianza la partecipazione alla Prima Guerra mondiale e la prigionia gli studi imposti dalla madre di Ingegneria e i suoi viaggi per lavoro in diverse parti di Italia e del mondo tra cui in America del Sud la scelta della vocazione letteraria e gli anni dedicati alla scrittura trascorsi a Firenze prima e a Roma poi con la frequentazione di scrittori e altri intellettuali Il lavoro come giornalista alla Rai La scelta della solitudine degli ultimi anni trascorsi in compagnia di pochi amici. Lo stile gaddiano Il plurilinguismo- il pastiche (registro alto e basso, linguaggi diversi: aulici, dialetti, citazioni latine, linguaggi settoriali ( termini medici- tecnici-scientifici), neologismi) luso della similitudine, della metafora, della metonimia, dellanalogia il discorso indiretto libero la sintassi della interferenza( le pause, le digressioni) il narratore extradiegetico la focalizzazione multipla il tragico e il comico con effetto straniante

8 I TEMI GADDIANI La questione della lingua Il problema del male la visione problematica e critica della famiglia il rifiuto della visione trionfalistica dellartista concepito come poeta-vate il personaggio antieroico la ricerca della parola come testimonianza della complessità del mondo la psicoanalisi nella letteratura ( i sogni)

9 Gli autori di riferimento gli autori amatigli autori studiati come maestri di stile e poi sottoposti a critica Gli amici scrittori coevi stimati e/o affini Gli scrittori di primo Novecento collegabili per tematiche Dante Boccaccio Shakespeare Machiavelli Molière Parini Porta Belli Manzoni Leopardi Balzac Flaubert Stendhal Dickens Dostoevskij Baudelaire Carducci Verga Pascoli DAnnunzio Tecchi Bacchelli Betti Celine Montale Pasolini Pirandello: parallelo tra forma e parvenza Svevo: psicoanalisi e letteratura

10 I pensatori di riferimento(filosofi, scienziati) In particolare: Spinoza ( ) Leibniz - ( ) il quale sostiene nella Monadologia che ogni corpo risente di tutto ciò che accade nelluniverso e ogni stato presente di una sostanza semplice è per sua natura una conseguenza dello stato precedente tanto che il presente è gravido di futuro. Da qui la teoria delle concause(si veda Quer pasticciaccio) Henri Bergson ( ) il filosofo autore del libro Materia e memoria (1896), che ha influenzato la cultura europea con la sua teoria dello slancio vitale, dellevoluzione creatrice Sigmund Freud ( ) fondatore della psicoanalisi, ha studiato i meccanismi della mente umana scoprendo e teorizzando linconscio. Una via privilegiata per addentrarsi nell'inconscio é per Freud data dall' interpretazione dei sogni. Godel- ( ) Matematico, filosofo- Il Teorema di Incompletezza di Godel afferma: "Per ogni sistema formale di regole ed assiomi è possibile arrivare a proposizioni indecidibili, usando gli assiomi dello stesso sistema formale". Tale teorema unito al Principio di Indeterminazione di Heisenberg: "Non possiamo mai conoscere contemporaneamente e con precisione la posizione e la quantità di moto di una particella subatomica" postulano la inconoscibilità delluniverso, contribuiscono a demolire qualunque fede nellassolutismo razionalistico; lo straordinario risultato di Godel dimostra addirittura che a dispetto di tutti gli sforzi possibili, qualsiasi sistema formale può produrre teoremi indecidibili (ovvero né veri, né falsi): luomo non è quindi in grado di produrre sistemi di rappresentazione, o modelli, perfetti.

11 La formazione classica Negli anni del liceo nacque la vera e propria passione di Gadda per larchitettura logica e sintattica del periodo latino, che egli diceva avere contribuito anche alla formazione della sua mentalità di ingegnere. Lo studio del latino proseguì poi negli anni in cui Gadda, già laureato in ingegneria, aveva in progetto di prendere una seconda laurea in filosofia; a Milano egli poté seguire i corsi di un filologo insigne come Remigio Sabbadini (del programma faceva parte il De officiis di Cicerone, che diverrà oggetto della satira del racconto San Giorgio in casa Brocchi). Ciò che maggiormente colpisce, per i singoli diversi autori, è la presenza ripetuta, e quasi ossessiva, di alcuni determinati passi. I versi di Virgilio che più profondamente si sono impressi nella memoria e nella personalità di Gadda sono quelli del finale della IV bucolica («colui al quale i genitori non hanno sorriso, né un dio mai lo ha degnato della sua mensa, né una dea del suo letto»): di essi lo scrittore si è servito più di una volta (sia in scritti saggistici, sia, per esempio, nella Cognizione del dolore) come di una sorta di epigrafe apposta alle rievocazioni dellinfelicità della propria infanzia, segnata dal «diniego oltraggioso» che egli sentiva essergli stato opposto dai genitori, dalla madre in particolare.

12 La formazione classica Altro autore oltre a Cesare, Livio, Orazio,, molto importante è Tacito. In un intervista del 63 Gadda lo associa talora a Svetonio, citato nella Cognizione, in quanto pittore dei costumi e dei vizi della Roma imperiale. Nel 57 Gadda si servirà di un testo famosissimo di Tacito per rendere ragione dellatmosfera plumbea del periodo che vide la gestazione del giallo Quer pasticciaccio; rivolgendosi ai lettori e ai critici del suo romanzo, ne presenta la prima pubblicazione, nel 46, come lopera di uno scrittore pervenuto alla vecchiaia nel silenzio («per silentium ad senectutem pervenere»), attraverso i precedenti ventanni del dominio fascista, mentre altri, i «sacrificati», erano invece giunti alla morte. Gadda rimanda esplicitamente (anche se con unimprecisa citazione a memoria del testo latino) al proemio della Vita di Agricola, in cui Tacito, dopo che Roma è finalmente fuoriuscita dalla tirannide di Domiziano, rivendica la dignità del silenzio che per moltissimi anni ha saputo mantenere sotto il dispotismo, ammettendo al contempo che la sua scelta è stata diversa da quella di coloro che avevano accettato di pagare con la vita il rischio di unopposizione aperta, e denunciando con parole sofferte lumiliante senso di frustrazione provato per buona parte della propria esistenza. È evidente che Gadda, non senza qualche senso di colpa nei confronti dei sacrificati, sta cercando, tramite lo storico latino, una sorta di giustificazione del proprio atteggiamento nei confronti del fascismo

13 Autori di riferimento per approfondire alcuni temi comuni allopera gaddiana Giacomo Leopardi: il tema del dolore e dellinfelicità ; la critica alle convinzioni progressiste e antropocentriche Alessandro Manzoni: la parola come LOGOS, istanza etica e ricerca del vero

14 Autori di riferimento per approfondire alcuni temi comuni allopera gaddiana Italo Svevo: lo scavo psicoanalitico dellio- lironia- il tema del sogno e della malattia Luigi Pirandello: la visione umoristica della vita- il genere tragico e quello comico abbinati come disvelamento del caos

15 I Fratelli Karamazov di Dostoevskij il tema della colpa - il sottosuolo della coscienza- il romanzo polifonico F. Dostoevskij

16 Alcune questioni 1. la questione del male Il romanzo come narrazione per arrivare a conoscere il proprio io si rivela come uno scacco ma Gadda scrive in una sfida continua con se stesso. La scrittura non è terapia psicoanalitica, autoironica e riflessiva come per Svevo, non è ricerca dellautenticità per lo svelamento delle maschere nude come per Pirandello, nel conflitto tra Forma e Vita, quanto piuttosto una spinta etica impietosa scaturita dalla riflessione sul dolore esistenziale e universale, germe individuale riferito al suo forte e radicato senso di colpa (quella di essere il figlio sopravvissuto) e a quello universale di tutti gli uomini e non ascrivibile ad un determinato contesto storico ma sub specie aeternitatis, irredimibile: in uno dei suoi ultimi scritti, il dialogo, Legoista, approfondisce la questione del male e dellinfelicità che risiede appunto nellegoismo e nellegotismo ovvero amor proprio. Echi leopardiani tratti dai Pensieri e dalle pagine dello Zibaldone che lAutore conosceva bene fin dagli anni della sua prigionia a Rastatt nella prima guerra mondiale. Legoismo risponde al desiderio onnivoro delluomo di possedere per sé e lamor proprio corrisponde al desiderio di piacere agli altri, destinati entrambi a condannare luomo allinfelicità.

17 Alcune questioni 2. Ars scribendi gaddiana Gadda non appartiene a nessuna corrente, è semplicemente lo scrittore Gadda nato a Milano nel 1893 e morto a Roma nel Uno scrittore e non artista come lui stesso diceva che, partito con la volontà di trovare un armonia nel disordine del mondo, arriva a constatarne lineliminabile disarmonia precostituita. Ammiratore di Manzoni per il valore epistemico dato alla parola caricandolo di un valore etico, e dellopera pittorica di Caravaggio, il Nostro, arricchita e sostanziata la sua vena narrativa di filosofia e scienza (autori di riferimento: Leibniz, Spinoza, Pareto, Godel, Freud), scrive i suoi racconti e romanzi riferendosi sempre alla realtà colta dalla superficie al nucleo con occhio fotografico, con un linguaggio autopoietico, che si autoinventa di continuo, un linguaggio che è metafora e metonimia, somiglianza e contiguità, linguaggio che interpreta e quindi deforma il reale rappresentato. Gadda affronta la trama narrativa cercandone la causa prima e si accorge che invece esistono cause e concause che si intrecciano, lo scrittore vuole cogliere una totalità e il suo linguaggio pastiche mescidato di termini dialettali, aulici, settoriali, mediante una combinazione di registro formale e informale giunge a rappresentare la varietà del mondo, le molteplici varianti dellesistenza umana, con lintento etico di sgombrare il campo ad ogni vacua esaltazione antropocentrica, un intento che combina lafflato lirico con il tono tragico e comico: a una situazione bassa corrisponde un linguaggio elevato e viceversa.

18 Alcune questioni 3. Gadda, Dostoevskij e il romanzo polifonico Il genere tragico e quello comico si fondono per accentuare gli aspetti paradossali e imprevedibili della realtà, per scavare nel sottosuolo della coscienza dei personaggi. Fondamentale a tal proposito è linfluenza su Gadda del romanziere russo Dostoevskij, da lui molto ammirato, in particolare per il tema del male, gli impulsi neri delluomo, il suo anelito a sublimare le passioni, i desideri segreti. Il finale del Libro V, quello in cui figura anche la narrazione da parte di Ivan del suo poema scritto da Ivan, Il grande inquisitore, al fratello Alioscia, Fa piacere parlare con un uomo intelligente del romanzo I fratelli Karamazov può essere accostato per affinità con La Cognizione del dolore, per lidea dellomicidio di un genitore la cui responsabilità morale e lesecuzione materiale finiscono per coinvolgere più personaggi. Se per Gadda limpianto narrativo dei due romanzi ha un epilogo aperto, non è rilevante il compimento dellintreccio, anche per Dostoevskij limpianto narrativo è un pretesto per unulteriore trivellazione della psiche umana, non è importante chi ha ucciso il padre dei tre fratelli Karamazov, il viscido usuraio Fedor Pavlovic, perché la questione fondante ruota attorno alla riflessione sul tema della colpa, della presenza del male e della sua giustificazione e della libertà.

19 Alcune questioni 4. Un giudizio di Italo Calvino su Gadda Gadda, come molto chiaramente osserva Calvino, si inserisce tra i narratori che segnano il moderno romanzo del 900 ma occorre sottolineare che lAutore non intende rompere con la lingua, né con la letteratura, né con la società del passato, verso le quali invece esprime per lo più ammirazione; rompe invece, e in modo esplosivo, con la realtà presente di un uso micidialmente limitativo (sia esso conservatore-moraleggiante-idealizzante, o eversivo- parolaio-estetizzante) del grande patrimonio linguistico di cui la tradizione, attraverso secoli di letteratura e di vita associata (le due concepite come indissolubilmente legate), ci ha dotato; Gadda usa laggettivo «spastico» (da «spasmo») per qualificare le deformazioni dellespressione letteraria vista come «tensione (o spasmo) poetica», «tensione spastica dellintelligenza dellautore e del lettore». Scrive infatti Calvino in una lettera pubblicata sulla rivista Il Caffè del 1969: Scrivo questo forse anche sotto linfluenza della lettura recente del libro di Gian Carlo Roscioni, La disarmonia prestabilita, che ricostruisce sui testi editi e inediti il sistema del mondo di questultimo «filosofo naturale» che è Carlo Emilio Gadda. Infatti, il nucleo della ricerca di Gadda (filosofo e scrittore, perché i due si confondono in ogni riga) risulta essere – tramite larte combinatoria di Leibniz– proprio quello dei nostri discorsi. Loggetto dello scrivere di Gadda è il sistema di relazione tra le cose, che attraverso una genetica combinatoria mira a una mappa o catalogo o enciclopedia del possibile, e, risalendo una genealogia di cause e di concause, a collegare tutte le storie in una, nellintento eroico di liberarsi dal groviglio dei fatti subiti passivamente contrapponendo loro la costruzione dun «groviglio conoscitivo» – o, noi diremmo, dun «modello» – altrettanto articolato.

20 5. La casa, la madre, il dolore Lorigine prima del dolore ha le sue radici nella figura materna, amata e odiata al contempo, ammirata per la capacità di mantenere economicamente la famiglia, di guidarla anche senza il marito, odiata per le sue manie borghesi, lattaccamento a certi formalismi sociali di classe. Cui non risere parentes si ricordano i versi dellegloga IV di Virgilio: colui al quale non hanno sorriso i genitori; Gadda ha sofferto per una certa mancanza di affettività della madre che daltra parte, laureata in Lettere, insegnante di Francese, esigente e severa, guidò e condizionò la sua formazione culturale e non solo. La madre è anche colei che obbliga la famiglia a vivere in ristrettezze e sacrifici pur di continuare la costruzione della villa di Longone. Gadda più volte fa un parallelo tra sua madre, Adele Lehr, e la madre dispotica di G. Leopardi, Adelaide Antici; significativo è il fatto che il nome della madre di Gonzalo nel romanzo La cognizione del dolore, fosse in un primo tempo Adelaide poi cambiato in Isabelle François come per una sorta di autocensura, di occultamento, di riserbo sofferto. Questa casa mai abitata e vissuta, odiata da Gadda, venduta subito dopo la morte della madre, viene vista come emblema di una concezione borghese della vita centrata sullesteriorità, su uno stile di vita sfarzoso e vuoto di affetti, inoltre è il simbolo della sua ossessione, del suo risentimento che sfocerà nelle pagine del romanzo autobiografico La cognizione del dolore, scritto dopo la morte della madre.

21 La villa di Longone La villa, la famiglia Gadda, lo scrittore è il primo a sinistra La madre e la sorella di Gadda Le sue ossessioni

22 Dal suo scritto filosofico Meditazione milanese e dal dialogo Legoista si possono trarre delle riflessioni che possono sintetizzare il pensiero gaddiano: Non è possibile pensare un grumo di relazioni come finito, come un gnocco distaccato da altri nella pentola. I filamenti di questo grumo ci portano ad altro, ad altro, infinitamente ad altro: ma ciò dico non nel senso, dibattuto e noto del regresso delle cause finite e progresso degli effetti finiti […]. Ma dico invece ciò nel senso di una coestensione logica…( da Meditazione milanese ) La vita di ognun di noi pensata come fatto per sé stante, estraniato da un decorso e da una correlazione di fatti, è concetto erroneo, è figurazione gratuita. In realtà, la vita di ognun di noi è simbiosi con luniverso. […]La nostra individualità è il punto di incontro, è il nodo o groppo di innumerevoli rapporti con innumerevoli situazioni (fatti o esseri) a noi apparentemente esterne. […] Se una libellula vola a Tokio, innesca una catena di reazioni che raggiungono me.(da LEgoista). Si pensi alla teoria denominata(1979) effetto farfalla (l'espressione metaforica della Teoria del Caos) che sottolinea come nella maggior parte dei sistemi biologici, chimici, fisici, economici e sociali, esistano degli elementi che, apparentemente insignificanti, sono in grado, interagendo fra loro, di propagarsi e amplificarsi provocando effetti catastrofici. Questi elementi, e perché trascurati, e perché imprevedibili, e perché non individuabili, costituiscono il dilemma del nostro secolo giacché, come abbiamo visto, possono condurci a conclusioni errate. Sitografia : Ultime riflessioni /

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24 Progetto Voci del Novecento


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