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Oratorio di Ghedi formazione catechisti gennaio 2012 I BAMBINI A CUI DEDICHIAMO IL NOSTRO TEMPO.

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Presentazione sul tema: "Oratorio di Ghedi formazione catechisti gennaio 2012 I BAMBINI A CUI DEDICHIAMO IL NOSTRO TEMPO."— Transcript della presentazione:

1 Oratorio di Ghedi formazione catechisti gennaio 2012 I BAMBINI A CUI DEDICHIAMO IL NOSTRO TEMPO

2 I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: "Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?" Ma vi domandano: "Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?" Allora soltanto credono di conoscerlo. I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: "Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?" Ma vi domandano: "Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?" Allora soltanto credono di conoscerlo. Il piccolo Principe Proviamo a pensare e a vedere le cose in modo non assoluto, ma con RELATIVITA: IL MARMO E PREZIOSO PERCHE E LUOMO AD ATTRIBUIRGLI UN VALORE ECONOMICO, PER LUCCELLO CHE LA VEDE DALLALTO MENTRE VOLA E SOLO UNA PIETRA UGUALE A TANTE ALTRE (V. Andreoli) PROVIAMO A VOLARE?

3 Per CAPIRE e necessario prima CONOSCERE. Le teorie principali delletà evolutiva: -FREUD: SVILUPPO PSICO-SESSUALE -PIAGET: SVILUPPO COGNITIVO -ERICKSON: SVILUPPO PSICOSOCIALE Le teorie sopra citate prendono in esame lo sviluppo del bambino visto da un punto di vista particolare, quello che, durante il periodo storico in cui gli studiosi vivevano, era il punto di vista usato per interpretare la realtà e le cose L e teorie che vedremo, anche se costituiscono la storia delletà evolutiva, sono utili per capire e conoscere. CHI STABILISCE UNA RELAZIONE EDUCATIVA CON I BAMBINI DEVE SAPERE COME LA SOCIETA A CUI APPARTIENE VEDE I PROPRI FIGLI, COME LI INTERPRETA, COME LI UTILIZZA, CHE FUTURO PENSA E PREPARA PER LORO

4 FREUD: -il comportamento è determinato dagli ISTINTI BIOLOGICI -5 fasi nello sviluppo della sessualita, ognuna delle quali e caratterizzata dallorgano che vi e privilegiato nella ricerca del piacere: FASE ORALE: (FINO AI 2 ANNI DI VITA). FASE ANALE: (DAI 2 AI 4 ANNI DI VITA). FASE FALLICA: (DAI 4 AI 6-7 ANNI DI VITA). FASE DI LATENZA :(DAI 6-7 ANNI A 11 ANNI DI VITA FASE GENITALE: (ADOLESCENZA). LA FASE DI LATENZA: -la sessualità è in questo periodo nascosta, latente, rispetto al resto -corrisponde allincirca allingresso del bambino nel mondo della scuola (dai sei agli undici anni). -Questepoca segna una relativa "tregua" delle pulsioni sessuali perché il bambino entra nellordine sociale e culturale del suo ambiente -i suoi interessi principali sono ora focalizzati a vivere bene questo periodo: il bambino ci tiene ad andare a scuola, a diventare adulto, ad essere allaltezza di quello che gli altri si aspettano da lui (ecco perché un insuccesso scolastico è a volte così condizionante!). In questo periodo della vita, il bambino è stimolabile, curioso, desideroso di apprendere e concentra tutte le sue energie negli apprendimenti e nel successo sociale ( scolastico, sportivo, relazionale, ecc) SEMPRE CHE ABBIA INTORNO A SE IL CONTESTO PER POTERLO FARE!!

5 PIAGET -i bambini comprendono il mondo interagendo con gli oggetti e le persone e progrediscono continuamente -il bambino cresce passando attraverso stadi in cui apprende delle OPERAZIONI (assimilazione, accomodamento, equilibrio) che lo inseriscono nel mondo e gli permettono di conoscerlo ed interagire -STADI DELLO SVILUPPO: senso motorio (0 – 2 anni) pre-concettuale (2-4 anni) pensiero intuitivo (4 – 7 anni) operativo concreto (7 -11 anni) operativo formale (11-14) PENSIERO INTUITIVO: -Aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita di ogni giorno, in maniera creativa, autonoma, adeguata alle diverse circostanze. - le conoscenze possedute, relative ad un'esperienza specifica, vengono trasferite a quelle esperienze che, in qualche modo, possono essere classificate nella stessa categoria. -la sua capacità di riprodurre mentalmente un avvenimento avviene nell'unica direzione in cui l'avvenimento si è verificato. Non è capace di reversibilità. OPERATIVO-CONCRETO -coordina due azioni successive; prende coscienza che un'azione resta invariata, anche se ripetuta; passa da una modalità di pensiero analogico a una di tipo induttivo; giunge ad uno stesso punto di arrivo partendo da due vie diverse. -fino a 11 anni è in grado di svolgere solo operazioni concrete, non essendo ancora capace di ragionare su dati presentati in forma puramente verbale. Il bambino è in grado di ragionare, fare collegamenti logici, trarre conclusioni. Ma non è ancora in grado di produrre pensieri astratti, di pensarsi come parte di un gruppo, i pensiero altruistico si sta ancora formando. La morale è ancora esterna, fissata sullobiettivo ( il fine giustifica i mezzi). Non cè la capacità di presa in carico delle proprie responsabilità e di messa in atto di atteggiamenti alternativi e compensativi, anche se è chiara la distinzione fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. IL MONDO E FUNZIONALE, e può essere vissuto in modo costruttivo o distruttivo, a seconda dellambiente che circonda il bambino e della sua storia

6 ERIKSON: -distingue otto fasi dello sviluppo, dall infanzia alla vecchiaia. -Infanzia: 4 FASI: 1.ANALE – MUSCOLARE: segnata dal controllo e disciplina. Nasce la coscienza etica legata al sentimento della vergogna (autocontrollo, volontà, vergogna). 2.PSICOSOCIALE:emerge la VIRTU definita FERMEZZA DEI PROPOSITI, lattività principale è il gioco, nasce il senso di colpa. 3.PERIODO DELLA LATENZA: emerge il senso di competenza e di efficacia. 4.ORALE – SENSORIALE: fiducia e sfiducia di base la cui modulazione è la speranza. PERIODO DELLA LATENZA: -senso di competenza e di efficacia. Tale sentimento va ad integrarsi con le acquisizioni precedenti che sono: la speranza, la volontà e la fermezza di propositi -il bambino inizia ad impegnare le proprie energie in compiti più maturi, rispetto a quelli esclusivamente ludici della terza fase. Esempi possono essere: le attività scolastiche, sportive, artistiche ovvero impegni che richiedono responsabilità. -è un momento piuttosto delicato nello sviluppo in cui la sicurezza e la padronanza delle proprie capacità operative, risulta essere premessa per il futuro sviluppo di una riconosciuta competenza lavorativa. Problematiche in questa fase potrebbero produrre un sentimento di inferiorità -il bambino inizia a ricevere un tipo di educazione più formale, incomincia ad acquisire una serie di condotte sociali ed impara a dominare le proprie reazioni emotive in relazione alla presenza degli altri. Ogni fase è caratterizzata da passaggi cruciali, che, se superati positivamente, portano il soggetto a maturare. Se i passaggi non sono superati, il soggetto cresce comunque, ma non matura del tutto e si porta dietro ciò che non ha maturato nelle fasi precedenti, cosa che lo mette in difficoltà

7 …. E I BAMBINI OGGI?? QUALI VISIONI????? -TECNOLOGICI -DI CRISTALLO ( FRAGILI NELLE RELAZIONI) -ADULTIZZATI -SOGGETTI DIRETTI A CUI RIVOLGERSI (CONSUMATORI PRIMARI) E DA CONSUMARE FINO ALLOSSO -SGARRUPATI -SOLI NELLA CONFUSIONE DI UN MONDO PIENO DI OGGETTI -SENZA REGOLE E SENZA GUIDA -……. E TANTE ALTRE VISIONI…… …. PER CAPIRE E NECESSARIO CONOSCERE……... PRENDIAMO UN BEL CALDERONE E FACCIAMO UN BEL MINESTRONE…….

8 ALLE VISIONI SUI BAMBINI AGGIUNGIAMO I NOSTRI VISSUTI….. TEMPODISCIPLINA MANDATOREGOLE SOCIALI DIVERSE SIAMO VOLONTARI!!LA NOSTRA STORIA SOCIALE STATI DANIMOASPETTATIVE …. IL TUTTO RISCHIA DI DIVENTARE ESPLOSIVO!!!!

9 COME FARE A PASSARE GLI APPRENDIMENTI? COME FARE PER FARSI ASCOLTARE ? LUNICA VIA PER ESSERE VISTI, E QUELLA DI DIVENTARE SIGNIFICATIVI. PER FARE QESTO E NECESSARIO ENTRARE IN RELAZIONE I BAMBINI MODERNI NON CI RICONOSCONO SOLO PERCHE SIAMO ADULTI

10 COME FARE PER ENTRARE IN RELAZIONE???? -ESSERE CONSAPEVOLI DI CIO CHE CI MUOVE -VEDERE IL BAMBINO NELLA SUA INTEREZZA -STUPIRSI DEL SUO POSITIVO, CERCARE LE RAGIONI DEL SUO NEGATIVO ( NON ESISTE IL CATTIVO A PRESCINDERE) -VEDERE IL BAMBINO IN POTENZA E RIMANDARE QUESTA VISIONE -DARE REGOLE -FARE FATICA -MANDARE MESSAGGI CHIARI E DEFINITI, IDENTIFICATIVI -SAPERE QUANDO E IL MOMENDO DI LASCIARE ANDARE -PARLARE UNA LINGUA PER LUI COMPRENSIBILE QUANDO ENTRO IN RELAZIONE CON QUALCUNO CI METTO TUTTO ME STESSO, MA CHIEDO ALLALTRO CHE CI METTA TUTTO SE STESSO, ALTRIMENTI IL GIOCO NON FUNZIONA!!!!

11 Si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vedere le farfalle... Dicono siano così belle! E il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta. Tratto da il piccolo principe CI VUOLE UN INTERO VILLAGGIO PER FAR CRESCERE UN BAMBINO Proverbio Africano … SE IL BAMBINO CRESCE BENE O MALE, E UNA RESPONSABILITA DI TUTTO IL VILLAGGIO…..


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