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LA NASCITA DELLA BONIFICA Di Giada, Sofia, Arianna, Riccardo.

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1 LA NASCITA DELLA BONIFICA Di Giada, Sofia, Arianna, Riccardo

2 Quando nacque la bonifica? Nel 1909 iniziò un lungo cammino che consisteva nel prosciugamento delle paludi e nella costruzione delle pompe idrovore e dei grandi canali artificiali, oggi divenuti parte armonica del paesaggio bolognese. Con lavvento dello Stato Unitario la bonifica idraulica dei terreni paludosi nasce come primaria esigenza igienica ed ambientale, ancor prima che economica.

3 I problemi che caratterizzarono la pianura bolognese Il territorio della bassa pianura bolognese in destra Reno era afflitto da due problemi : il definitivo prosciugamento delle pianure malariche linsufficiente scolo naturale dei terreni. Alla fine del 1800 infatti il Reno aveva reso sempre più problematico lo scolo delle acque di pianura, consentendo, nelle zone basse, unagricoltura basata prevalentemente sulle colture umide. Prima della bonifica cerano ettari di terreni sommersi da stagni e paludi e ettari coltivati a risaia o a pascolo.

4 La rivoluzione della bonifica meccanica La rivoluzione della bonifica meccanicagiunge con la messa a punto di macchine idrauliche per il sollevamento delle acque, dotata di motori elettrici e quindi, capaci di rendimenti molto superiori a quelli a vapore e a scoppio. Da quel momento, per vastissime zone della pianura bolognese, rese asciutte dallopera di bonifica, si apre la possibilità di colture nuove più redditizie e nuovi insediamenti umani.

5 La storia del Consorzio della bonifica Nel 1909 si costituisce il Consorzio speciale di bonifica della bassa pianura bolognese a destra del Reno, che poco dopo assume la denominazione di Consorzio della Bonifica Renana. Il Consorzio nomina Pietro Pasini capo di un progetto generale di sistemazione idraulica della pianura del Reno. I lavori iniziano in piena guerra mondiale e si concludono nel 1925 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Si costruiscono nuovi canali suddivisi in acque alte e acque basse. Molto importanti furono la realizzazione delle idrovore di Saiarino e Vallesanta.

6 La bonifica integrale Negli anni 30 proseguono i lavori di completamento del progetto generale dellingegnere Pasini. Lopera, ultimata nel 38, consente di dare concrete prospettive di utilizzazione agricola al territorio della cassa di colmata d Idice e Quaderna. Dopo lapprovazione del Regio Decreto 215 del 1993 sulla bonifica integrale, la Renana comincia a realizzare opere di viabilità.

7 La bonifica integrale Nel primo trentennio del secolo trovano compimento altre grandi opere idrauliche. La seconda guerra mondiale causa gravi danni alle opere di bonifica, obbiettivi di grande interesse militare. Tra il 1945 e il 55 si completa la sistemazione idraulica dei principali corsi dacqua. Dopo il secondo dopoguerra la Renana compie unazione chiamata acqua e strada. Si realizzano così 300km di strade. Importante è anche lattività di elettrificazione con importanti realizzazioni dellIdice e del Savena.

8 Esercizio e manutenzione del sistema idraulico e sviluppo del rete irrigua Con la nuova bonifica scompare la malaria e ci sono più aree coltivabili. Ci sono importanti mutamenti del regime idrico e quindi delle necessità di scolo e utilizzo delle acque. In pratica lopera di bonifica non può mai essere completata. Oggi questo territorio è servito da 15 impianti idrovori. Questo numero è dovuto allesigenza di adeguare sempre più il territorio. Col completamento del Canale Emiliano Romagnolo ci possono essere molti canali di scolo.

9 Difesa idrogeologica e tutela ambientale Le numerose opere di bonifica costituiscono un delicato sistema artificiale. Le opere montane e i canali sono chiamate ancor oggi a contrastare eventi naturali. Il consorzio della Bonifica Renana deve vigilare il loro funzionamento.

10 Il problema della difesa del suolo Tutto il territorio è di fatto soggetto a dissesti idrogeologici che mettono a repentaglio lambiente e le attività umane. Nellattività di bonifica è molto importante limpegno per la valorizzazione dellambiente.

11 50 Miliardi contro il rischio di alluvioni e per nuove opere irrigue Già dal 1987 furono fatti interventi per la tutela del territorio bolognese. Nel dicembre 1996 ci fu unimmensa alluvione che provocò ingenti danni in tutto il territorio. Fu solo dopo questa emergenza che Stato e Regione decisero di migliorare la sicurezza del territorio. Già prima delle alluvioni del 1996 il Consorzio della Renana aveva denunciato lesistenza di gravi rischi idraulici; così furono finanziati alcuni progetti per la salvaguardia.

12 Un primo passo verso tre obiettivi che il Consorzio intende raggiungere: la sicurezza idraulica in presenza di piene centenarie; la distribuzione delle acque del C.E.R. nelle zone dellalta pianura; la riduzione della franosità in montagna.

13 Museo della Bonifica Il Museo della Bonifica presenta: il sistema generale di bonifica i manufatti gli impianti e il loro funzionamento nel territorio. Il percorso museale si snoda per oltre mq nel contesto del cantiere Idrovoro del Saiarino, dove macchine e centrali storiche si integrano con lorganizzazione umana e tecnica del Consorzio di Bonifica Renana e con gli impianti più avanzati dellautomazione, azionanti oggi le idrovore.


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