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I CINQUE SENSI Elenco dei cinque sensi. MENU LA VISTA IL TATTO IL GUSTO LUDITO LOLFATTO.

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Presentazione sul tema: "I CINQUE SENSI Elenco dei cinque sensi. MENU LA VISTA IL TATTO IL GUSTO LUDITO LOLFATTO."— Transcript della presentazione:

1 I CINQUE SENSI Elenco dei cinque sensi

2 MENU LA VISTA IL TATTO IL GUSTO LUDITO LOLFATTO

3 LOLFATTO Lorgano dellolfatto è il naso. Lorgano dellolfatto è il naso. Esso è sostenuto da ossa e cartilagine che dividono in due parti le sue cavità interne, le fosse nasali. Esso è sostenuto da ossa e cartilagine che dividono in due parti le sue cavità interne, le fosse nasali. Le fosse nasali sono rivestite da una mucosa ricca di cellule nervose collegate con il nervo olfattivo. Le fosse nasali sono rivestite da una mucosa ricca di cellule nervose collegate con il nervo olfattivo. Torna al menù

4 IL GUSTO Uno dei cinque sensi, deputato alla percezione dei sapori, attraverso i recettori localizzati nelle papille gustative della lingua. Da solo, il senso del gusto è in grado di identificare solo quattro sapori fondamentali: il dolce, il salato, l'acido e l'amaro, a ciascuno dei quali corrisponde una specializzazione delle diverse papille gustative. Grazie, tuttavia, all'integrazione cerebrale di stimoli e informazioni di natura diversa, ad esempio sulla consistenza, la temperatura e l'odore, gli esseri umani sono in grado di distinguere una gamma di sapori molto più vasta e complessa dei quattro gusti fondamentali. Le circa papille gustative presenti nell'uomo sono distribuite in modo irregolare sulla superficie della lingua, creando chiazze, sensibili a classi specifiche di sostanze, che forniscono le sensazioni gustative. Di solito il dolce e il salato vengono percepiti in punta, l'acido ai bordi e l'amaro alla base della lingua. Le sostanze presenti negli alimenti vengono prima sciolte dall'umidità della bocca; poi, attraverso i pori presenti sulla superficie della lingua, penetrano nelle papille gustative, dove entrano in contatto con le cellule sensoriali. Quando un recettore viene stimolato da una di queste sostanze, invia impulsi nervosi al cervello. La frequenza della ripetizione dell'impulso informa il cervello dell'intensità di un sapore; molto probabilmente i diversi tipi di sapore vengono anche memorizzati.

5 LLLL AAAA V V V V IIII SSSS TTTT AAAA Vista Senso che consente di percepire gli stimoli luminosi presenti nel mondo esterno. Gli organi della vista sono presenti in molte specie del regno animale, dagli organismi più semplici a quelli più evoluti. Le strutture più semplici sono costituite da recettori luminosi che permettono agli animali che li possiedono di percepire il movimento e le ombre. Per vista vera e propria si intende, tuttavia, la trasformazione degli stimoli luminosi in immagini cerebrali. Questo processo può essere compiuto quando nell'animale sono presenti degli organi come gli occhi, che sono in grado di recepire gli stimoli luminosi e di tradurli in impulsi nervosi destinati a raggiungere i centri della visione, localizzati nel cervello. Questo articolo tratta della vista nell'uomo e negli altri animali dotati di occhi di complessità paragonabile a quella dell'occhio umano. Vista Senso che consente di percepire gli stimoli luminosi presenti nel mondo esterno. Gli organi della vista sono presenti in molte specie del regno animale, dagli organismi più semplici a quelli più evoluti. Le strutture più semplici sono costituite da recettori luminosi che permettono agli animali che li possiedono di percepire il movimento e le ombre. Per vista vera e propria si intende, tuttavia, la trasformazione degli stimoli luminosi in immagini cerebrali. Questo processo può essere compiuto quando nell'animale sono presenti degli organi come gli occhi, che sono in grado di recepire gli stimoli luminosi e di tradurli in impulsi nervosi destinati a raggiungere i centri della visione, localizzati nel cervello. Questo articolo tratta della vista nell'uomo e negli altri animali dotati di occhi di complessità paragonabile a quella dell'occhio umano. Occhio di un polpo I polpi, e più in generale i cefalopodi, hanno un occhio che nel panorama degli animali invertebrati è in assoluto il più sviluppato. La somiglianza sia strutturale che funzionale con l'organo della vista dei vertebrati lo rende un tipico caso di analogia, o convergenza evolutiva. Occhio di un polpo I polpi, e più in generale i cefalopodi, hanno un occhio che nel panorama degli animali invertebrati è in assoluto il più sviluppato. La somiglianza sia strutturale che funzionale con l'organo della vista dei vertebrati lo rende un tipico caso di analogia, o convergenza evolutiva. Test del daltonismo Questa immagine viene normalmente utilizzata negli esami oculistici per verificare la presenza o meno della patologia della vista detta daltonismo: mentre chi non ne è affetto legge il numero 57, i daltonici vedono un 35. L'incapacità di distinguere il rosso e il verde, e talvolta il giallo e il blu, è diffusa con una proporzione di un caso su 30 e si deve al cattivo funzionamento di una delle tre cellule fotosensibili della retina. Test del daltonismo Questa immagine viene normalmente utilizzata negli esami oculistici per verificare la presenza o meno della patologia della vista detta daltonismo: mentre chi non ne è affetto legge il numero 57, i daltonici vedono un 35. L'incapacità di distinguere il rosso e il verde, e talvolta il giallo e il blu, è diffusa con una proporzione di un caso su 30 e si deve al cattivo funzionamento di una delle tre cellule fotosensibili della retina. Torna al menù

6 IL TATTO Tatto Senso meccanico, che permette la percezione della pressione, del contatto, della temperatura e del dolore. Tatto Senso meccanico, che permette la percezione della pressione, del contatto, della temperatura e del dolore. I recettori sensoriali del tatto sono costituiti da terminazioni nervose localizzate nella cute. Esse possono essere a estremità libera (nel derma e intorno ai follicoli piliferi) o incapsulate (ramificate o racchiuse in una capsula, come nel caso dei corpuscoli del Meissner e del Ruffini per la percezione del contatto e del Pacini per la percezione delle vibrazioni). Tali terminazioni rispondono a un tipo specifico di stimolo e non sono distribuite uniformemente nel corpo; la notevole sensibilità della punta delle dita è legata, ad esempio, alla presenza di un gran numero di questo tipo di recettori. I recettori sensoriali del tatto sono costituiti da terminazioni nervose localizzate nella cute. Esse possono essere a estremità libera (nel derma e intorno ai follicoli piliferi) o incapsulate (ramificate o racchiuse in una capsula, come nel caso dei corpuscoli del Meissner e del Ruffini per la percezione del contatto e del Pacini per la percezione delle vibrazioni). Tali terminazioni rispondono a un tipo specifico di stimolo e non sono distribuite uniformemente nel corpo; la notevole sensibilità della punta delle dita è legata, ad esempio, alla presenza di un gran numero di questo tipo di recettori. Quando viene stimolato, un recettore invia impulsi nervosi al cervello, che localizza e identifica lo stimolo coinvolto e ne valuta l'importanza. Più intenso è lo stimolo, maggiore è la frequenza degli impulsi nervosi inviati. Quando viene stimolato, un recettore invia impulsi nervosi al cervello, che localizza e identifica lo stimolo coinvolto e ne valuta l'importanza. Più intenso è lo stimolo, maggiore è la frequenza degli impulsi nervosi inviati. Torna al menù

7 LUDITO Udito Uno dei cinque sensi, deputato alla percezione dei suoni. Nei mammiferi l'organo principale dell'udito è l'orecchio, che viene generalmente suddiviso in tre parti (orecchio esterno, medio e interno). Udito Uno dei cinque sensi, deputato alla percezione dei suoni. Nei mammiferi l'organo principale dell'udito è l'orecchio, che viene generalmente suddiviso in tre parti (orecchio esterno, medio e interno). L'orecchio esterno è la parte visibile, esterna dell'orecchio: raccoglie le onde sonore e le convoglia nel condotto uditivo esterno, verso la membrana timpanica che è tesa attraverso questo canale. Quando viene colpita dalle onde sonore, la membrana timpanica vibra e le sue vibrazioni sono amplificate e trasmesse, attraverso l'orecchio medio, dal movimento di una catena di tre piccole ossa, chiamate ossicini. Attraverso una seconda membrana, la finestra ovale, esse passano poi nell'orecchio interno. L'orecchio esterno è la parte visibile, esterna dell'orecchio: raccoglie le onde sonore e le convoglia nel condotto uditivo esterno, verso la membrana timpanica che è tesa attraverso questo canale. Quando viene colpita dalle onde sonore, la membrana timpanica vibra e le sue vibrazioni sono amplificate e trasmesse, attraverso l'orecchio medio, dal movimento di una catena di tre piccole ossa, chiamate ossicini. Attraverso una seconda membrana, la finestra ovale, esse passano poi nell'orecchio interno. L'orecchio interno è un complesso sistema di cavità e di condotti pieni di liquido, chiamati canali semicircolari. L'organo di base dell'udito, l'organo del Corti, si trova in un condotto a spirale, detto coclea o chiocciola. Il movimento della finestra ovale fa muovere il liquido presente nella coclea che, a sua volta, influenza l'organo del Corti. Così, le cellule ciliate localizzate alla finestra ovale vibrano e, attraverso il nervo acustico, inviano impulsi nervosi al cervello. Più forte è il suono e più intensa è la stimolazione nervosa. L'organizzazione spaziale delle cellule ciliate, da cui parte l'impulso, informa il cervello dell'altezza del suono. L'orecchio interno è un complesso sistema di cavità e di condotti pieni di liquido, chiamati canali semicircolari. L'organo di base dell'udito, l'organo del Corti, si trova in un condotto a spirale, detto coclea o chiocciola. Il movimento della finestra ovale fa muovere il liquido presente nella coclea che, a sua volta, influenza l'organo del Corti. Così, le cellule ciliate localizzate alla finestra ovale vibrano e, attraverso il nervo acustico, inviano impulsi nervosi al cervello. Più forte è il suono e più intensa è la stimolazione nervosa. L'organizzazione spaziale delle cellule ciliate, da cui parte l'impulso, informa il cervello dell'altezza del suono. Torna al menù


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