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MEZZI TRASMISSIVI IN CAVO SEZIONE 7. Fig. 1 a) Doppino telefonico, b) metodi di attorcigliamento di coppie a) b)

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1 MEZZI TRASMISSIVI IN CAVO SEZIONE 7

2 Fig. 1 a) Doppino telefonico, b) metodi di attorcigliamento di coppie a) b)

3 Fig. 1c) Doppino telefonico attorcigliato per trasmissione differenziale (schema di principio) +_+_ +_+_ Fig. 2 Circuito equivalente di un elemento di linea bifilare (ad. es. Il doppino telefonico) LsRs Cp Gp v(x) v(x)+dv i(x) i(x)+di dx

4 Fig.3 a) e b) Modulo e fase dell impedenza caratteristica Z 0 di un doppino telefonico |Z 0 | (Z 0 )

5 Fig. 3c) e d) Attenuazione e sfasamento di un doppino telefonico con effetto pelle

6 Fig. 4. Rappresentzione dell interferenza di paradiafonia e telediafonia paradiafonia telediafonia

7 0.5 8 Mbps (16) Mbps Fig. 5 Elementi del sistema ADSL

8 didi dede Isolante a dischetti o elica Conduttore interno Conduttore esterno (calza) Fig.6 Schema di prncipio di cavo coassiale

9 Fig. 7 Attenuazione dei cavi coassiali standard (parametro d i /d e )

10 La fibra ottica come mezzo trasmissivo Fibre ottiche: cenni generali I sistemi in fibra ottica (FO) utilizzano una trasmissione di segnali di informazione con onde guidate. Si utilizzano onde di tipo luminoso, anziché le classiche onde elettromagnetiche. La FO convoglia le onde luminose attraverso guide donda di tipo dielettrico ed è costituita da sottili filamenti di vetro, silicio o materiali plastici. Storicamente la trasmissione in FO nasce agli inizi degli anni 60. Negli anni successivi la tecnica è riuscita a realizzare fibre sempre più trasparenti, cioè con coefficienti di attenuazioni (dellonda luminosa) molto bassi ed in grado quindi di trasmettere i segnali a grandissima distanza. Per questo motivo le fibre ottiche hanno man mano soppiantato i cavi in rame. Nelle TLC il loro utilizzo va sempre crescendo. Trasmettono su lunghe distanze (a causa della bassa attenuazione), Aumento del passo di ripetizione Elevata immunità ai disturbi elettromagnetici Immuntà alla radioattività (applicazioni militari).

11 Fibre ottiche: cenni generali La fibra ottica è un isolante elettrico e La fibra ottica ben resiste alle situazioni ambientali difficili come quando si è in presenza di aggressivi chimici o alle alte temperature. I sistemi telefonici a fibra ottica che sono attualmente operativi operano normalmente sia a 140 che a 565 Mbit/sec. e sono in grado di supportare canali PCM con multiplazione a divisione di tempo.

12 Cenni di ottica La velocità della luce varia sensibilmente secondo del mezzo attraversato. Nel vuoto tale velocità si indica con c e vale: Nei materiali a maggior densità, la velocità della luce, indicata con v, è inferiore. Si definisce indice di rifrazione il rapporto tra la velocità della luce nel vuoto c rispetto a quella nel mezzo v e si indica con n:

13 La tabella riporta lindice di rifrazione di alcune sostanze: Materialen=c/v Aria1 Ghiaccio1.31 Acqua1.33 Alcool1.36 Vetro1.50 Sale1.54

14 Angolo limite:

15 Fig. 10 Angolo di accettazione Fig. 11 Tempo di propagazione in funzione dell lunghezza donda

16 Propagazione della luce nelle FO Indicando con L la lunghezza della fibra, si ha: Indicando con Δt il ritardo del raggio più lento rispetto a quello più veloce, si ha: Questo fenomeno, noto come dispersione modale, degrada la forma dellimpulso inviato poiché lo allarga nel tempo. Lallargamento temporale dellimpulso di luce per dispersione modale vale:

17 Fig. 12 Attenuazione per scattering ed assorbimento in funzione della lunghezza donda.

18 Fig. 13 Fibra monomodale: a) sezione trasversale, b) indice di modulazione, c) sezione longitudinale e percorso di un raggio ottico

19 Propagazione della luce nelle FO In figura si mostra la propagazione della luce nella fibra ottica. Propagazione della luce nei vari tipi di fibre ottiche

20 +ATAT PiPi N Ti + PTPT N Ii AIAI + 2 PIPI N Ri ARAR PuPu 1 N0N0 N0N0 NuNu trasmettitore ricevitore ripetitore

21 +ATAT PiPi N Ti + 1 L 1 PTPT N Ii AIAI + 2 PIPI N Ri ARAR PuPu NTNT PiPi ATAT ATAT 1 N 1 +N 0 +N Ii AIAI AIAI 1 L 1 2 L 2 ARAR ARAR PuPu N 2 +N 0 +N Ri NuNu SNR u dBm x SNR i N1N1 N0N0 N2N2 N0N0 NuNu Fig. 14. Ipsogramma di un sistema di trasmissione


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