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Antropologia - Lezione 6^ Capitolo I Storia di una ricerca: lantropologia nella Bibbia e nella Tradizione(continua)

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Presentazione sul tema: "Antropologia - Lezione 6^ Capitolo I Storia di una ricerca: lantropologia nella Bibbia e nella Tradizione(continua)"— Transcript della presentazione:

1 Antropologia - Lezione 6^ Capitolo I Storia di una ricerca: lantropologia nella Bibbia e nella Tradizione(continua)

2 siamo qui: La crisi ariana (V secolo) : la crisi del cristocentrismo d) La crisi ariana (V secolo) : la crisi del cristocentrismo

3 Lesito è duplice: separando * dal punto di vista della cristologia, limpostazione mina il cristocentrismo, separando creazione e salvezza diversa concezione del reale ** dal punto di vista antropologico, perdendo loriginario riferimento a Cristo da parte del creato, si spingerà verso una diversa concezione del reale, che inizia ad apparire autonomo e distinto rispetto a Dio: «nella misura in cui il riferimento a Cristo, cioè alla redenzione, è solo successivo a una realtà già data e preesistente, si pone inevitabilmente la necessità di pensare questa realtà in modo autonomo, al di fuori di ogni rimando a Cristo» (G. Colzani)

4 Conclusioni sintetiche sullantropologia dei Padri non cè una visione unitaria e sistematica dellantropologia, ma si accumula progressivamente unabbondante riflessione su alcuni temi antropologici scritti non esaustivi, ma influenzeranno la scelta delle questioni e limpostazione della riflessione antropologica, fino in epoca recente le questioni concrete sono loccasione in cui si attua lincontro tra i contenuti cristiani e la cultura ellenistica, con le sue categorie, precomprensioni e problemi. Lassunzione del dato culturale ha visto linsistenza sulla relazione con Dio per comprendere luomo il limite riscontrato è la progressiva evanescenza del riferimento a Cristo: il luogo concreto in cui luomo ha a che fare con Dio, la modalità tipicamente cristiana della relazione uomo-Dio, cioè il Cristo, sono presenti in modo un po sfocato

5 conseguenze Le conseguenze sono evidenti nella presentazione di ciascun tema: a)la creazione diventa tendenzialmente un tema a se stante, indipendente dal discorso su Cristo e sulla chiamata delluomo allalleanza; lordine della grazia tende a sovrapporsi allordine della natura (antropologia a due piani – Cristo abita in 1 piano) b)linterpretazione delluomo si concentra sul problema del composto umano (= unità di elementi materiali e spirituali) c)il riferimento cristologico – estraniato dal discorso sullalleanza, sulla creazione e sulluomo - si concentra nel discorso sul peccato: «il Cristo che viene chiamato in causa è il Cristo redentore, che viene dopo il peccato per redimerlo, e non è invece visto anche prima di esso» (F.G. Brambilla)

6 aspetto più problematico = sin dallepoca patristica inizia la dissociazione dellantropologia dalla cristologia Anima e corpo? Anima e corpo? immortalità dellanima? immortalità dellanima? creazione ex nihilo? creazione ex nihilo? tutte queste domande rimangono senza una risposta precisa, dal punto di vista del riferimento cristologico, anche se hanno portato nella tradizione cristiana approfondimenti fondamentali per la difesa del dato rivelato si costituisce un patrimonio di asserti cristiani sulla realtà delluomo che, formulati secondo una prospettiva cristocentrica ridotta, rimangono cristianamente insufficienti.

7 . 2 Il medio evo: dal Simbolo alla Summa 1) Il contesto culturale: la novità dellaristotelismo ingiusta la svalutazione è ingiusta la svalutazione del Medio Evo visione religiosa del mondofedetutta lesperienza umana evidenziamo la solidità di un contesto culturale segnato dalla societas christiana: una cultura che rimane nellambito di una visione religiosa del mondo e pone sotto il segno della fede tutta lesperienza umana monasteri la teologia medievale si sviluppa nei monasteri, in funzione della formazione del monaco la corrente agostiniana tradizione dionisiana neoplatonismo riferimento dominante rimane la corrente agostiniana, accanto alla tradizione dionisiana (per le traduzioni di G. Scoto Eriugena) e alla rinascita del neoplatonismo

8 Il secolo XII: un secolo a cavallo tra due visioni teologiche teologia monastica un momento di grande elaborazione della teologia monastica (certosini, cistercensi, vittorini, domenicani) ma anche una nuova sensibilità: il mondo delleScholae – il nucleo delle future università: ad es., labbazia parigina di s. Vittore ratio moderna lorigine di tale atteggiamento viene ricondotta a s. Anselmo – lultimo dei padri della chiesa e il primo degli scolastici - che introduce la valorizzazione della ragione (ratio moderna) nellambito della fede. Cambia il modo stesso di fare teologia: glossa la dialettica non si accontenterà di spiegare il testo come la glossa (il commento) quaestio cercando di spiegare i punti oscuri, introduce in teologia la quaestio, lindagine, linterrogazione e non solo la lettura del testo.

9 Il secolo XIII = il secolo del passaggio lectio la teologia è una scienza: in quanto scienza, abbandona la Bibbia quale materia del suo riflettere e interrogare (la lectio) Scritturaarticoli della fede demonstratio la Scrittura e gli articoli della fede sono piuttosto i presupposti di un procedimento scientifico che si sviluppa a partire da essi ritenendoli noti e che, argomentando secondo le regole della logica aristotelica, mira ad una demonstratio delle sue conclusioni cambiano le categorie, che passano dallorizzonte biblico ad una visione di stampo essenziale e immutabile

10 cambia la teologia stessa: abbandona lo schema della storia della salvezza quale criterio di organizzazione della sua trattazione Pier Lombardo sostituito dallo schema delle Sententiae in IV libris distinctae di Pier Lombardo ritenuto più organico e razionale svolta rivoluzionaria nel modo di cercare la verità dovuta alla nuova auctoritas filosofica: Aristotele lintroduzione dellaristotelismo sarà la ragione più vera di questa nuova visione scientifica e ontologica

11 non Il passaggio non è indolore e senza contrasti: il fatto che laristotelismo sia concentrato sullessenza, sull«in sé» (= un sistema chiuso e non relazionale) giustifica la lentezza e le contestazioni al suo ingresso in teologia proibizione della lettura di Aristotele da parte del concilio provinciale di Parigi si ricordi in particolare la data del 1210, con la proibizione della lettura di Aristotele da parte del concilio provinciale di Parigi (e ribadita cinque anni dopo) coraggiosa fu la scelta di Gregorio IX che propose non una proibizione, bensì una «correctio», una «expurgatio» del pensiero di Aristotele. Evidentemente, la rilettura decisiva dellaristotelismo fu quella operata da s.Tommaso (morto nel 1274).

12 2.2.2) La teologia scolastica «Dal simbolo alla Summa» (A. Grillmeier) = qui sta il passaggio dallepoca patristica alla scolastica primitiva la necessità di sistematizzazione dei contenuti della dottrina cristiana = nascono in questo modo i primi veri trattati dissociazione dalla cristologia contesto di fede rimane sufficiente a tenere il riferimento alla rivelazione dimensione religiosa continua la dissociazione dalla cristologia, ma il contesto di fede rimane sufficiente a tenere il riferimento alla rivelazione, perché parlando delluomo lo si pensa sempre in una dimensione religiosa che, però, è insufficiente a rendere questa dimensione religiosa consapevolmente cristiana non troviamo un trattato specificamente dedicato alla antropologia teologica Il tema principale è la creazione Entriamo nei contenuti di questa stagione attraverso la lettura di alcuni autori significativi dal sec. XI al XV, da cui raccoglieremo i temi e il metodo

13 Ugo di san Vittore Ugo di san Vittore (1064c.a ) Cfr. opera fondamentale il De Sacramentis Christianae vitae ci sono due opere fondamentali di Dio: opus creationis e opus restaurationis a) La prima parte è sullopera della creazione: è ciò che Dio ha fatto allinizio. Questa si articola in diverse domande: Perché è stato creato luomo? Come è stato creato? Come è caduto? È comunque una protologia che presuppone luomo. b) La seconda parte tratta la redenzione di Cristo: come luomo viene risollevato da Dio. luomo creato Cè un recupero della creazione, dellessere delluomo, della protologia come teologia: bisogna sapere cosa sia luomo creato per capire la sua salvezza. Liber creationis è già teologico èin rapporto con Cristo Indirettamente si dice che in questa creazione cè già ciò che Dio vuole per la salvezza. Dice dunque Ugo: il Liber creationis è già teologico, non è semplicemente qualcosa di previo, ma è in rapporto con Cristo.

14 Pietro Lombardo (morto vescovo di Parigi nel 1160) Liber Sententiarum Nel Liber Sententiarum = interessa il commento alla creazione come è narrata nella Genesi (Esamerone) – come nella patristica (Agostino ha 5 commenti) commento alla Genesi Libro II è un commento alla Genesi: – creazione degli angeli – i sei giorni della creazione di Genesi – creazione delluomo – stato paradisiaco (= stato originale) – tentazione e peccato – così si arriva a parlare della grazia, del libero arbitrio e del Peccato Originale

15 Come viene creato luomo? creato in amicizia con Dio Come viene creato luomo? Già nella grazia perché luomo viene creato in amicizia con Dio grazia in certo senso previa grazia iniziale anche qui troviamo una grazia in certo senso previa, in certo senso una grazia iniziale De Gratia Spiritus Sancti creandolonello stato originale pienezza che in Cristo Gesù P. Lombardo tratta la Grazia dopo il Cristo e intitola il suo trattato De Gratia Spiritus Sancti = questa grazia in fondo è il dono che Dio fa alluomo mediante lo Spirito Santo e dunque viene dopo la cristologia perché ciò che Dio ha potuto fare per luomo creandolo nella Sua amicizia nello stato originale, non riceverà la sua pienezza che in Cristo Gesù. Qui che si inserisce la trattazione della grazia in questa teologia sistematica lantropologia rimane sostanzialmente inserita nella protologia. Creazione nella grazia = dono dello Spirito = dono pieno in Cristo

16 San Tommaso, Summa Theologica ( ) la struttura è tripartita: I pars: di Dio II pars: del movimento della creatura razionale in Dio (divisa in I-II e II-II); III pars: di Cristo (il quale, in quanto uomo, è per noi via per ascendere a Dio) I,I. I temi antropologici si trovano nella parte I^ : luomo in quanto creatura di Dio (dopo angeli, tra le creature corporali) poi un capitolo sullanima (q 75), il corpo (q 91) il fine delluomo (q. 93). sono questioni filosofiche più che teologiche Dopo la descrizione della costituzione delluomo, si tratta dello Stato Originario (qq ).

17 Nella parte II^ si distinguono tre momenti: il fine gli atti morali i mezzi (intrinseci ed estrinseci) per raggiungerlo. Il prologo della prima secundae (I,II) parla delluomo immagine di Dio: felicità perfetta ne dice il fine = la felicità perfetta, ed i mezzi per arrivarvi, ossia gli atti umani virtù/habitus più precisamente i mezzi intrinseci sono: le virtù/habitus (qui si parla di Peccato Originale e Peccato personale) lalegge e la grazia i mezzi estrinseci sono la legge e la grazia.

18 Il fine: il conseguimento della beatitudine (I-II, q. 5) intelletto è in grado di apprendere il bene universale e perfetto e la sua volontà è in grado di desiderarlo. Quindi luomo può conseguire la beatitudine dal presupposto antropologico di fondo che luomo «è di natura razionale» (q 5, a.1,1), T. riconosce – con Aristotele – che poiché «il suo intelletto è in grado di apprendere il bene universale e perfetto e la sua volontà è in grado di desiderarlo. Quindi luomo può conseguire la beatitudine» (q.5, a.1). La razionalità, dunque, appare come condizione di possibilità del raggiungimento della beatitudine. ? obiezione = «lultima beatitudine preparata per i santi è al di sopra dellintelletto e della volontà delluomo. Dunque, luomo non può raggiungere la beatitudine con le sue capacità naturali» (q.5, a.5).

19 Tommaso risponde: né luomo, né unaltra creatura può conseguire lultima beatitudine con le sue capacità naturali «luomo può acquistare la beatitudine imperfetta, raggiungibile nella vita presente, come può acquistare le virtù, negli atti delle quali consiste tale beatitudine. Ma la perfetta beatitudine delluomo consiste nella visione dellessenza divina. Ora, vedere Dio per essenza non è al di sopra soltanto della natura delluomo, ma di qualsiasi creatura. Dunque, né luomo, né unaltra creatura può conseguire lultima beatitudine con le sue capacità naturali» (q.5, a.5).

20 Di fronte allobiettivo della beatitudine si descrivono i principi dellatto umano: intrinseci a)principi intrinseci, ossia le virtù/habitus estrinseci b)quelli estrinseci: ossia la Legge («agire secondo ragione», la ratio, q 90...) e la Grazia (q 106). Grazia moralità umana moralità cristiana Quando T. arriva a trattare direttamente della Grazia, si nota una svolta: sino a questo punto ha trattato della moralità umana, ora tratta dello specifico della moralità cristiana. fine soprannaturale Lo specifico risiede anzitutto nel fine, che è soprannaturale. Quindi, non basta più la legge della ratio ma occorre una legge nuova: la Lex Nova = la legge di Cristo.

21 Lex di Cristo La Lex di Cristo ha due aspetti: la grazia dello Spirito Santo a)il principale è il suo costitutivo: è la grazia dello Spirito Santo irraggiungibile la Lex Nova è nuova perché ha un fine nuovo irraggiungibile alluomo una forma nuova luomo per arrivarvi riceve una forma nuova che le è data da Cristo, ossia la grazia b) solo secondariamente tale legge è lex scripta. In definitiva, per T. la rivelazione dà un fine soprannaturale e dà le capacità di raggiungerlo: le virtù teologali (infuse: fede – speranza – carità) e la grazia dello Spirito Santo.

22 III^ pars: Summa spostamento significativo della cristologia nellultima parte della Summa e, soprattutto, la giustificazione del ruolo di Cristo in quanto «si è fatto uomo» e, dunque, compagno di via per luomo: «Dopo aver esaminato il fine ultimo della vita delluomo e lesito delle sue virtù è necessario portare la nostra attenzione sullo stesso Salvatore e sui benefici da Lui profusi sul genere umano»

23 T. parla della cristologia come cammino, via, dopo aver considerato qual è la finalità della vita umana ? Ma prima determina il fine (senza Cristo) e poi la via per raggiungerlo (tramite Cristo) Cristo è la via è la determinazione originaria del fine umano in realtà, avviene il contrario: Cristo è la via precisamente in quanto è la determinazione originaria del fine umano nonnella determinazione della finalità per T. Cristo non entra nella determinazione della finalità, Cristo è il cammino. T. non ha fatto questa scelta in modo irriflesso: egli ha visto molto bene che Cristo è il Salvatore di tutti, quello che ricapitola tutto, ma non sente il bisogno di trattare del fine della vita umana allinterno della cristologia.

24 in T. non cè un riflesso certo della cristologia nell antropologia: nella definizione delluomo Cristo non entra in modo diretto cè il chiaro sviluppo di Cristo come Salvatore, come Colui che porta la salvezza Verbum incarnandum rimane aperto il problema protologico, il senso del rapporto della creazione con Cristo: non soltanto col Verbo, ma col Cristo che da sempre coesiste col Padre (= il Verbum incarnandum). presuppone creazione Cosa sia luomo lo si presuppone parlando della creazione e solo dopo viene la salvezza operata da Cristo.

25 T. non poteva fare altrimenti, dal momento che vede lincarnazione come conveniente rimedio al peccato: senza peccato per Tommaso lincarnazione non ci sarebbe stata In questa prospettiva difficilmente si può agganciare a Cristo lantropologia e ancor più difficilmente si può agganciarvi la creazione originaria delluomo. T. deve quindi escludere - seguendo in questo Agostino - che limmagine di Dio nelluomo faccia riferimento al Verbo. Essa fa riferimento a Dio che crea. Lassenza di un chiaro riferimento cristologico è il limite più vistoso di questa antropologia teologica (G. Panteghini)

26 San Bonaventura San Bonaventura ( ) Nel Breviloquium. Struttura: – Trinità – creazione (angeli e uomo) – peccato (PO e PP) – incarnazione – la grazia dello Spirito Santo (il trattato sulla grazia più significativo del medio evo)

27 3) Due conclusioni sintetiche sul Medio Evo temi A)i temi rilevanti per lantropologia sono limitati, ma ci permettono di intuire gli interessi della teologia: – creazione – peccato (PO e PP) – fine delluomo – anima e corpo

28 collocazione Summae B) la collocazione dello studio delluomo allinterno del piano delle Summae: sia nello schema cronologico (creazione- peccato-redenzione) sia nello schema finalistico (exitus-reditus) emerge la riduzione del riferimento cristologico nella visione antropologica: luomo è considerato a prescindere da Cristo (in quello cronologico si parla dellidentità della persona prima di Cristo) anche dove il riferimento cristologico viene recuperato non è di certo centrale né chiave di lettura.

29 Di conseguenza, i temi vengono ricondotti ad una riflessione filosofica: a questa la rivelazione di Cristo risulta aggiuntiva. Dice un «di più», che però può essere anche riconosciuto estrinseco e non necessario. dio pensato in termini filosofici Il vuoto cristologico tende ad essere riempito con dei contenuti provenienti da fonti diverse dalla esperienza di fede: lo stare delluomo davanti a Dio tende a riferirsi a un dio pensato in termini filosofici e non cristiani

30 Questo è visibile dalle definizioni stesse dei contenuti: la creazione è riconosciuta come azione di Dio, pensato però come causa suprema a cui si risale a partire dagli effetti creati lessenza delluomo è ricondotta allanima spirituale, abbondantemente studiata sia in sé che nel rapporto problematico col corpo il peccato appare come il distacco da Dio Sommo Bene, non come rifiuto dellAlleanza del Padre in Cristo infine, la grazia è definita come modificazione accidentale dellessenza umana ad opera dellazione causale di Dio (battesimo toglie il PO)

31 analisi metafisica patrimonio culturale essenziale della cultura occidentale Sulla base dellanalisi metafisica cè stato un approfondimento del discorso teologico sulluomo che ha consentito alcune chiarificazioni che restano patrimonio culturale essenziale della cultura occidentale, ad es.: lapprofondimento della creatio ex nihilo la tesi dellunità delluomo, con laffermazione dellanima forma corporis la spiegazione dellimmortalità dellanima.

32 Difetti: linsufficiente riferimento cristologico con cui venivano elaborate queste nozioni senzafar riferimento alla vicenda storica Gesù questi approfondimenti antropologici correvano il rischio di essere presentati come autonomamente consistenti in se stessi, senza che il loro senso dovesse far riferimento alla vicenda storica della salvezza apparsa in Gesù tale salvezza correva inesorabilmente il rischio di essere riferita soltanto alla vicenda della libertà peccatrice delluomo.

33 Lepoca moderna e la manualistica 1) Autonomia della ragione: lepoca moderna Quale concetto di modernità? linsieme di strutture socio- culturalidopo lepoca confessionalecon lilluminismo e lindustrializzazione modernità è linsieme di strutture socio- culturali che si svilupparono dopo lepoca confessionale e che divennero decisive con lilluminismo e lindustrializzazione epoca moderna modernità le categorie stesse di epoca moderna e dimodernità sono relativamente recenti: risalgono rispettivamente al 1838 e 1887, in area tedesca.

34 La nascita dellepoca moderna avvenimenti di rilievo hanno condizionato gli sviluppi della cultura e della teologia fino allepoca contemporanea: le scoperte geografiche, che costringono a mutare la visione comune e tradizionale del mondo soprattutto la Riforma protestante (Lutero formula il proprio pensiero dal 1514 al 1520) e il concilio di Trento ( ) lepoca post-tridentina, poi, è segnata da una serie di controversie (contro Baio, la controversia de auxiliis, il giansenismo) che coinvolsero direttamente la questione antropologica (libertà e grazia), dandole forte attualità.

35 Conseguenze degli avvenimenti Conseguenze degli avvenimenti: mutamento delle condizioni civili nuove scoperte scientifiche e geografiche rottura dellunità delle fede a causa della Riforma, le guerre di religione portarono alla tensione tra: uomo partire della fede considerazione o a partire della fede, autonoma e separata autonoma e separata in modo alternativo o aggiuntivo

36 tratto caratteristico Il tratto caratteristico dellepoca moderna viene ricondotto sinteticamente nella autoaffermazione delluomo, antropocentrica in una cultura antropocentrica: «La problematica antropologica è il crocevia, il banco di prova del pensare moderno. Nellautoaffermazione della persona, nella libertà intesa come punto di coagulo di unintenzionalità e di una volontà pensate in sé, indipendentemente da Dio, cè il cuore dellepoca moderna» (G. Colzani)

37 G. Colzani critica lidentificazione dellepoca moderna semplicemente – e in maniera puramente negativa - con lasecolarizzazione proponendo piuttosto laffermazione dellautonomia umana. secolarizzazione (?) lat. saeculum = mondo (Gal 1,4: sottrarsi al presente secolo malvagio) inizialmente designa il processo di laicizzazione di un religioso che abbandona il suo ordine e ritorna al secolo in età napoleonica designa lespropriazione dei beni della chiesa, a vantaggio dello Stato, o il passaggio di attività o istituzioni (ospedialiere - scolastiche) dalla sfera ecclesiale a ambiti che escludono il riferimento religioso più ampiamente riguarda il processo di desacralizzazione di attività prima dipendenti dalla religione (arte, etica, pratiche scientifiche) che si ritengono esplicitamente opposte a qualsiasi religione (secolarismo) o indifferenti a riferimenti religiosi. la s. designa così la totale autonomia di un mondo che si comprende in modo immanente, a partire da sé.

38 Si passa dalla centralità di Dio alla centralità delluomo e della ragione: uno spirito di libertà e da una autonomia razionale signore della propria storia lumanesimo = luomo scopre se stesso e il suo mondo; contrassegnato da uno spirito di libertà e da una autonomia razionale che lo portano a voler essere soggetto, signore della propria storia in secondo piano i temi antropologici libertàruolo già lumanesimo del 400, pur in un quadro religioso, aveva lasciato in secondo piano i temi antropologici tradizionali per concentrarsi sullimportanza della libertà umana e sul ruolo delluomo nel cosmo questa linea continuerà nel 500 che mantiene al centro del suo interesse luomo e la sua ragione, le risorse e le opere della persona

39 La conseguenza di questa difesa dellautonomia delluomo è quel complesso clima culturale in cui si impone sempre più netta la separazione tra: Fede e Ragione Dio e Uomo teologia e filosofia. Ciò conduce la modernità allesito umanista, che si presenta con un duplice sbocco: * il rifiuto di Gesù Cristo ** o la sua riduzione.

40 lumano si contrappone o assorbe il cristiano ragione libertà uno sviluppo unilaterale di una tensione latente nel discorso medievale: ad es. il concetto di ragione e libertà che il Medioevo andava sviluppando (benché tenuto a freno da una impostazione sostanzialmente di fede) era disponibile a esiti pericolosi se non veniva fondato in maniera rigorosamente cristologica. Lambiguità dovuta alla mancanza di questa fondazione cristologica è esplosa nellumanesimo anticristiano che o rifiuta Gesù o attrae Gesù entro i limiti della pura ragione (Kant, Hegel, Schleiermacher) per cui Gesù è lemblema, la cifra, il simbolo, il valore morale proprio dellumano e non il fondamento dellumano

41 Si ripropone il problema di fondo del rapporto fede- cultura: lautonomia della soggettività La cultura ricerca lautonomia della soggettività consistenza della libertà delluomoin forza di Dio La fede è chiamata a misurarsi con la consistenza della libertà delluomo, affermata insieme e in forza del primato di Dio. La teologia risolve ambiguamente il suo tentativo, nel senso di indebolire – se non addirittura di perdere – loriginario e fondante riferimento delluomo a Cristo dalla divinoumanità del cristianesimo si astraggono i valori umani, che senza aggancio al divino (Logos creatore di Cristo) riducono Gesù ad una ideologia del bene, unetica laica, un cristianesimo dei valori:

42 Le moderne forme dateismo conservavano spesso, come il deismo al quale succedevano, molti valori di origine cristiana, ma per il fatto di aver recisi questi valori dalla loro sorgente cristiana, furono impotenti a mantenerli nella loro forza e perfino nella loro autentica purità. Spirito, ragione, libertà, verità, fratellanza, giustizia: queste grandi cose senza delle quali non cè vera umanità, che il paganesimo antico aveva intraviste e che il cristianesimo aveva fondate, diventano presto irreali, appena non appaiono più come un irradiamento di Dio, appena che la fede nel Dio vivente cessa di nutrirle coi suoi succhi. Esse diventano allora forme vuote e ben presto si riducono ad essere un ideale senza vita, minacciato dalla menzogna. Senza Dio, la stessa verità è un idolo, la stessa giustizia è un idolo; idoli troppo puri e troppo pallidi di fronte agli idoli di carne e di sangue che si rialzano; ideali troppo astratti, di fronte ai grandi miti collettivi che risvegliano gli istinti più potenti (H. De Lubac, Il dramma dellumanesimo ateo, 43)

43 2) La teologia (nella modernità) : la manualistica Di fronte a questo spostamento della cultura, il dato emergente è la progressiva divaricazione tra pensiero umanistico e riflessione teologica ricomprendere la salvezzasegnato dallautonomia della libertà umana la difficoltà per lannuncio di fede è di ricomprendere la salvezza allinterno di un contesto nuovo, segnato dallautonomia della libertà umana due opposti atteggiamenti Esito = due opposti atteggiamenti: a) la reazione protestante – ma propria delle posizioni tradizionaliste in genere - che conduce allesito fideista b) latteggiamento cattolico, che porta ad un esito dualista.

44 Lesito fideista visione antropologica centrata sul PO consistenza Lesito fideista va esattamente nella direzione opposta allobiettivo della cultura dambiente (che riconduceva il cristiano semplicemente allumano), poiché tende a ridurre l«umano» nel cristiano, ma in una forma, pessimista, in una visione antropologica centrata sul PO, che non riesce a rendere ragione della consistenza delluomo. È rappresentato dalle correnti tradizionalistiche e più in genere da una visione pessimistica di impronta agostiniana che esploderà clamorosamente nella Riforma protestante.

45 Nella concezione del protestantesimo luomo o è il credente o è nulla = solo nella fede trova se stesso, al di là di ogni sua consistenza umana qui avviene lattrazione dellumano in un cristocentrismo che, essendo prevalentemente redentivo, non riesce a rendere ragione dellumano lumano nel «cristiano» tende ad attrarre lumano nel «cristiano»; ma così arriva a vanificarlo, perché il «cristiano» verso cui è attratto non è segnato dal Cristo Logos-creatore ma unicamente dal Cristo- salvatore.

46 Lesito dualista La reazione cattolica, nel tentativo di salvaguardare sia la gratuità della grazia, che la consistenza e la bontà dellumano, conduce ad un esito dualista, poiché concepisce uno spazio umano a cui si aggiunge a modo di fine ulteriore e gratuito lo spazio cristiano anche la visione cattolica non riesce a fare sintesi col dato culturale: ma anziché contrapporvisi, lo accetta acriticamente, proponendo una duplice comprensione delluomo, anzitutto ad un livello puramente naturale e, in seguito, ad un livello soprannaturale o cristiano si ottiene, però, solo una giustapposizione di due affermazioni che non trovano né armonizzazione né reale contatto.

47 La teologia cattolica assume e, di fatto, accetta acriticamente la separazione tra fede e ragione, tra natura e sopranatura imposta dalla cultura grazia fede punto di partenza è la natura e, rispettivamente, la ragione, a cui aggiungere poi in seconda battuta il discorso sulla grazia (soprannatura) e il suo strumento di conoscenza che è la fede natura e soprannatura, ragione e fede così natura e soprannatura, ragione e fede, sono pensate come realtà separate e definibili autonomamente il quadro fondamentale che dà le coordinate il teorema del soprannaturale diventa il quadro fondamentale che dà le coordinate, per limpostazione del problema antropologico anche qui non viene articolato compiutamente il rapporto tra cristologia e antropologia, e ne risulta solo una giustapposizione il difetto è la mancata lettura dellantropologia a partire da Cristo.

48 Osservazioni conclusive Osservazioni conclusive: mancata relazione tra antropologia e cristologia Anche lo sbocco dellepoca moderna mostra efficacemente i pericoli e le ambiguità a cui conduce la mancata relazione tra antropologia e cristologia. litinerario storico mostra che lincontro tra cultura e fede avviene dal punto di vista cristiano come indebolimento della propria originalità cristologica mentre dal punto di vista della cultura, nei termini della autonomia nel senso di una messa tra parentesi della fede in Cristo

49 il limite radicale che lepoca moderna consegna alla teologia contemporanea si può ricondurre precisamente a questa separazione che si è fissata progressivamente nel percorso storico separazione radicale tra: fede e ragione soprannaturale e naturale teologia e filosofia chiesa e mondo tale dualismo è la questione che si impone allantropologia teologica contemporanea e che auspica un deciso recupero del fondamento cristologico.


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