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Prova in itinere Carinci - De Luca Tamajo - Tosi - Treu (VII ed. 2011): capitoli 1-2-3-4- 6-7-11 1.

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1 Prova in itinere Carinci - De Luca Tamajo - Tosi - Treu (VII ed. 2011): capitoli

2 Diritto del lavoro Mansioni esigibili e tutela della professionalità 2

3 Mansioni – Qualifiche – Categorie Linsieme dei compiti che il lavoratore è tenuto ad adempiere in esecuzione del contratto di lavoro. Costituiscono loggetto della prestazione di lavoro La sintesi concettuale di un complesso di attività richieste al lavoratore Il criterio superiore di classificazione, allinterno del quale vengono inquadrati i lavoratori LE MANSIONI (es. addetto alle consegne fuori provincia) LA QUALIFICA (es. fattorino) LA CATEGORIA (es. operaio) 3

4 …e i livelli A partire dagli anni 70: Al sistema dellinquadramento nelle categorie legali si è sostituito il c.d. inquadramento unico, fondato su una serie di livelli contrattuali allinterno dei quali convergono qualifiche sia operaie che impiegatizie 4

5 La disciplina della modifica delle mansioni (o flessibilità funzionale) Due interessi (talvolta) contrapposti: a)Quello del creditore di lavoro ad un impiego elastico della prestazione, in relazione alle mutevoli esigenze dellorganizzazione produttiva; b)Quello del lavoratore alla conformità della prestazione alle mansioni convenute al momento dellassunzione o comunque compatibili con la qualifica/categoria di appartenenza. 5

6 Le mansioni esigibili: la norma chiave Art cod. civ., modificato nel 1970 dallo Statuto dei lavoratori Il prestatore di lavoro deve essere adibito: alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione…. Lordinamento si occupa di tre tipi di mobilità 1. Orizzontale 2. Verticale verso lalto 3. Verticale verso il basso 6

7 La mobilità verticale verso il basso (o demansionamento) non è ammessa in quanto non è prevista tra le modifiche considerate lecite La blindatura dellassetto individuato dallart. 2103: Ogni patto contrario è nullo 7

8 L a mobilità verticale verso lalto Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente allattività svolta, Il diritto alla qualifica e lassegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi 8

9 Il lavoratore può rifiutare la promozione? Si quando vi sia una ragionevole ragione di rifiuto Es., quando le mansioni superiori sono così complesse da esporre il lavoratore a responsabilità considerate eccessive e/o al rischio di inadempimento 9

10 La mobilità orizzontale Un concetto chiave: lequivalenza è sufficiente che la nuova mansione sia inquadrata nello stesso livello contrattuale e sia, dunque, egualmente retribuita? 10

11 Il principio dellequivalenza soggettiva E necessario che la verifica inerente lequivalenza si svolga anche secondo un criterio soggettivo in base al quale le mansioni nuove devono consentire la lavoratore di utilizzare il corredo di nozioni, esperienze e perizia acquisito e speso nelle pregressa fase del rapporto 11

12 La mobilità verticale verso il basso Solo in casi eccezionali e al fine di contemperare la tutela della professionalità con altri beni e/o interessi 1.Casi individuati dalla legge 2.Casi individuati dalla giurisprudenza 12

13 1.Casi di legittimo demansionamento 1.Le lavoratrici in stato di gravidanza (art.3, l. 1204/1971, ora art. 7, d. lgs. n. 151/2001) 2.La sopravvenuta inabilità al lavoro precedentemente svolto in conseguenza di malattia o infortunio (art. 4, comma 4, l. n. 68/1999) 3.La procedura di mobilità (art. 4, comma 11, l. n. 223/1991) (in questultimo caso – a differenza dei precedenti – lassegnazione a mansioni inferiori non comporta il mantenimento dellanteriore, più elevata, retribuzione) 13

14 2. Casi di legittimo demansionamento sul presupposto che una tutela rigida della professionalità potrebbe porsi in contrasto con lo stesso interesse del lavoratore al mantenimento delloccupazione, parte della giurisprudenza: ritiene possibile ladibizione a mansioni inferiori quando ciò costituisca lunica alternativa possibile: al licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore 14

15 (segue)… modifiche in pejus determinate dalle esclusiva scelta del lavoratore alla quale questi sia pervenuto senza alcuna sollecitazione, neppure indiretta del datore di lavoro, che labbia, invece, subita Cass , n. 521 Una pronuncia impensabile solo qualche anno fa 15

16 Il demansionamento al di fuori dei casi in cui se ne ammette la legittimità Comporta la lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore ed è causa di un pregiudizio che incide sulla vita professionale e di relazione dellinteressato, con una indubbia dimensione patrimoniale 16

17 Il demansionamento al di fuori dei casi in cui se ne ammette la legittimità conseguenze Risarcimento del danno Possibile rifiuto del lavoratore di rendere la prestazione lavorativa in forza delleccezione di inadempimento (art.1460) Cass , n. 6663

18 Il danno da demansionamento Cass. civ., 18 ottobre 1999, n – Il demansionamento professionale di un lavoratore non solo viola lo specifico divieto di cui allart C.C. ma ridonda in lesione del diritto fondamentale, da riconoscere al lavoratore anche in quanto cittadino, alla libera esplicazione della sua personalità nel luogo di lavoro con la conseguenza che il pregiudizio correlato a siffatta lesione, spiegandosi nella vita professionale e di relazione dellinteressato ha una indubbia dimensione patrimoniale che lo rende suscettibile di risarcimento e di valutazione anche equitativa, secondo quanto previsto dallart c.c..

19 Danno da inadempimento. Secondo una giurisprudenza consolidato in ambiti estranei al rapporto di lavoro, insieme alla responsabilità contrattuale può concorrere una responsabilità extracontrattuale, allorquando il medesimo fatto illecito violi non solo i diritti specifici derivanti dal contratto, ma anche diritti che alla persona offesa spettano indipendentemente da un rapporto contrattuale anche nella prassi giurisprudenziale lavoristica, si rinvengono casi nei quali è stata connessa alla violazione dellart C.C. unulteriore valenza di illecito extracontrattuale

20 Il caso Santoro Lassegnazione del direttore di testata, che svolga la sua attività di realizzatore e conduttore di programmi di approfondimento, ad altro tipo di programma, diverso per visibilità, e quantità di impegno, integra gli estremi della violazione del disposto di cui allart c.c., trattandosi, altresì, di mansione non equivalente. TRIBUNALE DI ROMA, sez. lavoro - Ordinanza del 9 dicembre 2002

21 Dalla motivazione Il danno da demansionamento professionale di un lavoratore - demansionamento, peraltro, come nel caso di specie, di notevole spessore - non si identifica con un pregiudizio unico ed immediato, come potrebbe essere, ad es., per quella parte relativa alla maggior sofferenza nellespletamento delle inferiori mansioni, ma si risolve in un effettivo, concreto e inevitabile ridimensionamento dei vari aspetti della vita professionale, che costituisce a sua volta un bagaglio peggiorativo diretto ad interferire negativamente nelle infinite espressioni future dellattività lavorativa.

22 Demansionamento e criteri di liquidazione del danno: determinazione anche equitativa: Cass , n In materia di risarcimento del danno per attribuzione al lavoratore di mansioni inferiori, lammontare di tale risarcimento può essere determinato dal giudice facendo ricorso ad una valutazione equitativa, ai sensi dellart c.c., anche in mancanza di uno specifico elemento di prova da parte del danneggiato, in quanto la liquidazione può essere operata in base allapprezzamento degli elementi presuntivi acquisiti al giudizio e relativi alla natura, allentità e alla durata del demansionamento, nonché alle altre circostanze del caso concreto Conf. Cass , n. 10

23 ..ma come può essere valutato il danno risarcibile? 1°) Il danno costituito dal trattamento retributivo inferiore (danno patrimoniale) 2°) il danno ulteriore per lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore ex artt. 2 e 3 Cost. (danno alla persona del lavoratore suscettibile di valutazione economica) (danno non patrimoniale)

24 Comè qualificato dalla giurisprudenza il danno ulteriore? come: danno biologico (art. 13 d. lgs. n. 38/2000) danno da perdita di chances danno alla vita di relazione il danno esistenziale- differenze con il danno biologico (rinvio)

25 Cass. S.U. 24 marzo 2006, n Il danno non si pone quale conseguenza automatica di ogni comportamento illegittimo (…), cosicché non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo al lavoratore che denunzi il danno subito di fornire la prova in base alla regola generale di cui allart c.c

26 Demansionamento e tutela cautelare (art. 700 c.p.c.) è ammissibile se ne ricorrono i presupposti ( periculum in mora e fumus boni iuris ) …ma il contenuto del provvedimento durgenza deve fare i conti con la incoercibilità degli obblighi di fare La tutela cautelare nel caso Santoro: Trib Roma, ord (provvedimento che ha ordinato la reintegra nelle mansioni precedenti)

27 La disciplina delle mansioni nel pubblico impiego Art 2, comma 2, d. lgs. n. 165 del 2001: I rapporti di lavoro dei dipendenti della amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nellimpresa la regola 27

28 Art. 52, d. lgs. n. 165 del 2001: Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nellambito della classificazione prevista dai contratti collettivi ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto dello sviluppo professionale o (non più) di procedure concorsuali. Lesercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dellinquadramento del lavoratore leccezione 28

29 La mobilità orizzontale e il giudizio di equivalenza differisce rispetto al settore privato (dove lequivalenza va apprezzata in concreto) … nel pubblico impiego sono considerate equivalenti le mansioni comprese nellambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi potenziamento del ruolo della contrattazione collettiva a scapito di quello del giudice 29

30 La mobilità verticale verso lalto nel p.i. Mansioni superiori possono essere assegnate legittimamente solo in due casi a) nel caso di vacanza di posto in organico per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie. 30

31 Al di fuori dei casi ammessi, a differenza di quanto avviene nel settore privato: non esiste un diritto allinquadramento nella categoria superiore la mobilità verticale è esclusivamente agganciata al sistema dei concorsi 31

32 Quale conseguenza per le mansioni superiori di fatto (al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge) nel pubblico impiego? 32

33 Una lunga querelle: la retribuibilità delle mansioni superiori di fatto nel p.i. Principio della inopponibilità dello stato di fatto allo stato di diritto per cui lesercizio di fatto di mansioni superiori è del tutto irrilevante sia ai fini della progressione di carriera, sia ai fini economici La soluzione tradizionale 33

34 TAR CT 40/1998 Nell'ambito del rapporto di pubblico impiego, puntualmente disciplinato da norme di diritto pubblico, l'esercizio di fatto di mansioni superiori non può originare la pretesa del dipendente ad un trattamento giuridico o economico diverso da quello corrispondente alla qualifica formalmente rivestita 34

35 La riforma (1998) Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 2, è nulla lassegnazione del lavoratore a mansioni proprie di una qualifica superiore, ma al lavoratore è corrisposta la differenza di trattamento economico. Il dirigente che ha disposto lassegnazione risponde personalmente del maggior onere conseguente se ha agito con dolo o colpa grave (art. 56.5) 35


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