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Corso di Preparazione ai Test d’Ingresso CULTURA GENERALE.

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Presentazione sul tema: "Corso di Preparazione ai Test d’Ingresso CULTURA GENERALE."— Transcript della presentazione:

1 Corso di Preparazione ai Test d’Ingresso CULTURA GENERALE

2 I VERBI Indicativo = modo della realtà, della certezza. Presente: indica il fatto, l’azione, il modo di essere che si svolgono o sussistono nel momento in cui si parla Faccio una passeggiata La luna gira intorno al sole Imperfetto: esprime la durata o la ripetizione nel passato. È il tempo della descrizione. La stazione era deserta. Carla indossava un soprabito scuro. L’orologio segnava le venti e trenta La stazione fu deserta. Carlo indossò un soprabito scuro. L’orologio segnò le venti e trenta

3 I VERBI Indicativo = modo della realtà, della certezza. Passato prossimo: esprime un fatto compiuto nel passato, ma che ha ancora relazione con il presente Ho imparato l’inglese durante un soggiorno negli USA Moravia ha scritto Gli indifferenti Passato remoto: indica un’azione conclusa nel passato, prescindendo dai rapporti con il presente. Si una per mettere in evidenza l’inizio e la fine di un’azione Moravia scrisse Gli indifferenti dal 1925 al 1928

4 I VERBI Indicativo = modo della realtà, della certezza. Trapassato prossimo: indica un fatto del passato, anteriore a un altro fatto del passato Mi ero appena addormentato, quando bussarono alla porta Trapassato remoto (passato remoto+participio passato): indica un fatto anteriore al passato remoto. Si trova solo nelle frasi temporali introdotte da quando, dopo che, non appena, appena che Non appena se ne fu andato, vennero a cercarlo

5 I VERBI Indicativo = modo della realtà, della certezza. Futuro semplice: indica un fatto che deve ancora verificarsi. Terminerò il lavoro entro una settimana Imparerai questa poesia a memoria Futuro anteriore: indica un evento futuro anteriore ad un altro (ausiliare al futuro+participio passato) Quando lo avrai visto, te ne renderai conto Quando è iniziato lo spettacolo, saranno state le nove

6 I VERBI Congiuntivo: è il modo della possibilità, del desiderio, del timore, dell’opinione, del verosimile, dell’irreale. Viene usato in proposizioni dipendenti da verbi che esprimono incertezza, giudizio personale, partecipazione affettiva Sembra che se ne vada Preferisco che se ne vada Ho paura che domani piova Vogliamo che tutti partano subito Trovo un peccato che tu sia mangiando così tanto Sono contento che tutto vada bene Nel caso che suonasse qualcuno, non aprite la porta

7 I VERBI Congiuntivo: ha quattro tempi (presente, imperfetto, passato, trapassato). Presente e imperfetto (dica, dicesse) si usano per riferirsi al presente Passato e trapassato (sia partito, fosse partito) si usano per riferirsi al passato

8 I VERBI Condizionale: indica fatti, azioni, modi di essere in cui prevale l’aspetto di eventualità, subordinata ad una condizione. Ha due tempi: presente (vorrei) e passato (avrei voluto) Me ne andrei (se potessi) Avrei voluto andarmene (se avessi potuto) Imperativo: è il tempo del comando, dell’invocazione Esci subito di qui! (presente) Farai quello che dico io! (futuro)

9 I VERBI Infinito: indica genericamente l’azione espressa dal verbo senza determinazioni di persona e di numero Infinito presente (andare, vedere, leggere…): indica un rapporto di contemporaneità o di posteriorità rispetto al tempo del verbo della frase reggente Dice di conoscere… Diceva di conoscere… Il presente può svolgere funzione di sostantivo (il dovere, l’avere…; tra il dire e il fare…) Infinito passato (aver finito, essere andato…): indica un rapporto di anteriorità Dice di aver visto…

10 I VERBI Participio: può svolgere la funzione di verbo e di aggettivo (anche sostantivato). Il presente determina solo il numero. Il passato determina il numero e il genere. Facente, facenti Insegnante, insegnanti Nato, nata, nati, nate Candidato, candidata, candidati, candidate

11 I VERBI Gerundio: indica un fatto che si svolge in rapporto a un altro, espresso nella proposizione reggente da un verbo finito Sbagliando s’impara L’ho incontrato tornando a casa Discutevamo passeggiando Il presente (cantando, leggendo, udendo…) contribuisce a formare le perifrasi andare+gerundio e stare+gerundio Il tempo va migliorando Sto studiando Il passato (avendo cantato, avendo letto) non è molto usato, di solito è sostituito con frasi esplicite Avendo studiato è stato promosso È stato promosso perché ha studiato

12 Gli errori linguistici: raddoppiamento/scempiamento Accellerare Avvallo Biricchino Caltanisetta Collutazione Eccezzionale Esterefatto Macchiavelli Missisipi Pressocché Scorazzare Accelerare Avallo Birichino Caltanissetta Colluttazione Eccezionale Esterrefatto Machiavelli Mississippi Pressoché Scorrazzare

13 Errori linguistici: dissimilazione Appropiato Areoporto Metereologia Peronospera Appropriato Aeroporto Meteorologia Peronospora

14 Errori di ortografia Conoscienza Coscenza Ingegniere Scenza é, cioé, caffé, té sè, nè, ventitrè, perchè, benchè, affinchè, potè, dovè ré, tré blù, sù Conoscenza Coscienza Ingegnere Scienza è, cioè, caffè, tè sé, né, ventitré, perché, benché, affinché, poté, dové re, tre blu, su

15 Errori di ortografia Egli da Egli fà, stà, và Un di Si (affermazione) Vicere, ventitre Rossoblu, lassu Un pò A mò di Qual’è Un’ altro, un’ amico Un altra, un amica Egli dà Egli fa, sta, va Un dì Sì Viceré, ventitré Rossoblù, lassù Un po’ A mo’ di Qual è Un altro, un amico Un’altra, un’amica

16 Errori morfologici e sintattici Che essi vadino, venghino Che egli dasse, stasse Non mi oso dire Vorrei che tu vieni Inerente il Redarre Transare Un murales Un silos Un vigilantes Le speci Al lato pratico Che essi vadano, vengano Che egli desse, stesse Non oso dire Vorrei che tu venissi Inerente al Redigere Transigere Un murale Un silo Un vigilante Le specie All’atto pratico

17 Le figure retoriche Afèresi = caduta di una vocale o di una sillaba all’inizio di una parola Verno = inverno Limosina = elemosina Allegoria = espressione che ha un significato nascosto e/o più profondo rispetto a quello letterale Cicala = persona incurante del futuro Formica = persona laboriosa e previdente Inverno = periodo difficile della vita

18 Le figure retoriche Allitterazione = ripetizione degli stessi suoni all’inizio di due o più parole successive Far fuoco e fiamme Tagliare la testa al toro Amplificazione = tecnica di intensificazione espressiva mediante il ricorso a diverse formulazioni per indicare un unico concetto Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo

19 Le figure retoriche Anacolùto = frattura nell’ordine sintattico della frase mediante due diverse costruzioni di cui la prima non si lega alla seconda Voi da qualche giorno è aumentata la famiglia Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro Anadiplòsi = ripresa all’inizio di un enunciato di una o più parole che si trovano alla fine dell’enunciato precedente Stavamo guadando un fiume, un fiume melmoso e lento Ma passavam la selva tuttavia, la selva, dico, di spiriti spessi

20 Le figure retoriche Anàfora = ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati successivi Per me si va nella città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente Anàstrofe = inversione nell’ordine normale di due parole (tipica dello stile classicheggiante) Questa bella d’erbe famiglia e d’animali [questa bella famiglia d’erbe e d’animali]

21 Le figure retoriche Anfibologia = un discorso ambiguo; espressione interpretabile in due modi diversi Paolo vede mangiare un pollo è il pollo che mangia? è qualcuno che mangia un pollo? Antifrasi = uso di una parola o di un’espressione con un significato opposto a quello del significato reale Bene! Bravo (per rimproverare) Ottimo risultato! (per sottolineare una sconfitta)

22 Le figure retoriche Antitesi = contrapposizione di due parole o espressioni di significato opposto Guerra e pace Ardo e sono un ghiaccio Nulla e tutto il mondo Antonomasia = sostituzione di un nome proprio con un nome comune (o viceversa). Solitamente si usa per indicare una persona celebre non con il nome proprio, ma con un appellativo celebre L’eroe dei due mondi = Garibaldi Il Salvatore = Gesù Cristo Essere una Venere = una donna di particolare bellezza Che Babilonia = che confusione

23 Le figure retoriche Apòcope = caduta di uno o più fonemi alla fine di una parola Farem = faremo Sarem = saremo Brachilogia = espressione sintetica di un pensiero, di solito realizzata togliendo un elemento del discorso comune a due o più frasi Non era Teresa, ma Laura (non si ripete il verbo era)

24 Le figure retoriche Chiasmo = disposizione inversa, incrociata di elementi concettualmente paralleli (generalmente con schema AB, BA) Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori Uno per tutti, tutti per uno Climax/Gradazione = successione di parole con significati progressivamente più intensi o meno intensi Vado, corro, volo! (ascendente) Vorrei un letto, una sedia, un cantuccio dove riposare (discendente)

25 Le figure retoriche Ellissi = consiste nel sottintendere qualche elemento della frase che può essere ricavato dal contesto A che ora parte il treno? Alle nove (il treno parte è sottinteso) Endiadi = sostituzione di nome+aggettivo o di nome+ complemente con due nomi uniti da una congiunzione = Uso di due o più parole per esprimere un unico concetto Canuto e bianco… Far fuoco e fiamme…

26 Le figure retoriche Ènfasi = consiste nel mettere in rilievo una parola o un’espressione utilizzando una particolare collocazione all’interno della frase Sapeva tutto, lui! (Lui sapeva tutto) Enjambement = si ha quando in una poesia la frase non si conclude alla fine del verso, ma continua nel verso successivo sol con un legno e con quella compagna/ picciola da la qual non fui diserto

27 Le figure retoriche Epèntesi = aggiunta di un suono non etimologico per favorire la pronuncia di una parola Lanzichenecco Landsknecht Vedovo Viduu(m) Epofora/Epistrofe = ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati successivi Il silenzio dominava nella foresta, gli animali stavano misteriosamente tacendo nella foresta

28 Le figure retoriche Epitesi/ Paragoge = aggiunta di un suono non etimologico alla fine di una parola, in genere per agevolare la pronuncia Autobusse (autobus) Icchese (ics) None (no) Eufemismo = quando si sostituisce un’espressione realistica con una più attenuata È morto = Ha cessato di vivere Se n’è andato in cielo Si è spento È scomparso

29 Le figure retoriche Gioco di parole/ calembour = figura retorica basata sull’equivoco fonico o semantico. Viene usato molto nel linguaggio pubblicitario. Firma la forma (di formaggio) Cancellati tutti i voli (non di aeroplani, ma delle zanzare) Hysteron proteron = espressione greca che significa “l’ultimo come primo”. Si tratta del rovesciamento dell’ordine naturale (logico, cronologico…) di un discorso Sogna, s’addormenta e va a letto

30 Le figure retoriche Ipàllage = consiste nell’attribuire a una parola ciò che si riferisce a un’altra parola della stessa frase Le mura dell’alta Roma (le alte mura di Roma) Gli occhi sono coperti da una doppia notte (entrambi gli occhi sono coperti dalla notte) Ipèrbato = consiste nell’invertire la disposizione ordinaria degli elementi di una frase Ma valida venne una man dal cielo Tardo ai fiori ronzio di coleotteri

31 Le figure retoriche Iperbole = è un’espressione esagerata per eccesso o per difetto È un secolo che ti aspetto Muoio di fame Esco a fare due passi Non si sveglia neppure con le cannonate Ironia = è il parlare in modo che si intenda il contrario di quello che si dice Hai lavorato molto oggi! Un ironia particolarmente accentuata si definisce sarcasmo

32 Le figure retoriche Litòte = quando si esprime un concetto negando il suo contrario Un uomo non intelligente (stupido) Una spesa non indifferente (notevole) Metafora = quando si trasferisce il significato di una parola dal senso proprio ad un senso figurato Lucia è una volpe Una nuova stella del cinema Piovevano proteste da tutte le parti Catacrèsi (assenza di parola) Collo della bottiglia Denti della sega Lingua di fuoco

33 Le figure retoriche Metonimia = sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo un rapporto di contiguità Un Martini (produttore per il prodotto) La storia dell’umanità (astratto per il concreto) Essere pieno di bile (concreto per l’astratto) Omotelèuto = si ha quando due o più parole terminano nella stessa maniera o in maniera simile Andarono, a stento arrivarono, ma non ritornarono

34 Le figure retoriche Ossimoro = si ha quando si accostano parole di significato contrario. Nell’ossimoro spesso i significati delle parole sono incompatibili Un amaro piacere Un oscuro chiarore Un silenzio eloquente Viva morte Insostenibile leggerezza dell’essere Paronomàsia = accostamento di due parole simili per suono Non c’è pane senza pena Un onore che è un onere

35 Le figure retoriche Perifrasi = quando si sostituisce un termine con una sequenza di parole che hanno lo stesso significato (detta anche circonlocuzione) Verso di sei piedi = esapodia È mancato all’affatto dei suoi cari = è morto Pleonasmo = un’espressione ridondante, non necessaria Aveva un orologio al suo polso A me quel discorso non mi è piaciuto

36 Le figure retoriche Poliptoto = ripetizione della stessa parola in diverse forme e funzioni Stare con le mani in mano Era, è e sarà sempre così Preterizione = si ha quando si dichiara di non voler dire una cosa che intanto viene detta Non ti dico che noia quella conferenza…

37 Le figure retoriche Prolèssi = anticipazione di un elemento di una frase, per esempio del pronome Su questo non ho dubbi, che c’era anche Elisabetta Pròstesi = aggiunta di una vocale non etimologica all’inizio di una parola Per iscritto In ispecie

38 Le figure retoriche Reticenza = quando si interrompe una frase ma si lascia intendere ciò che non si dice Se lo fai un’altra volta…beh, mi hai capito! Similitudine = è un confronto, un paragone introdotto da come, simile a, più di, sembra… Ti sei bagnato come un pulcino L’Isonzo scorrendo mi levigava come un suo sasso

39 Le figure retoriche Sincope = caduta di uno o più fonemi all’interno di una parola Spirto (spirito) Opre (opere) Sinèddoche = consiste nell’estendere o restringere il significato di una parola Il mare è pieno di vele (barche) (parte per il tutto) I mortali (gli uomini) (genere per la specie) Il cane è il miglior amico (cani) (singolare per plurale) Non credere agli amici (amico) (plurale per singolare) Un marmo di Fidia (statua) (la materia per l’oggetto)

40 Le figure retoriche Topos = luogo comune. Argomenti o espressioni che vengono usati frequentemente Amore e morte L’idillio amoroso La notte pericolosa Il mondo alla rovescia L’amore guerresco Traslato/ Tropo = figura semantica che consiste nell’attribuire un significato estensivo o metaforico a una parola Metafora, Metonimia Sineddoche…

41 Le figure retoriche Zèugma = si ha quando uno stesso termine è riferito a due o più termini, mentre potrebbe connettersi solamente con uno di essi Parlar e lagrimar vedrai insieme vedrai si adatta a lacrimare, ma non a parlare perché le parole non si possono vedere


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