La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

LA TEORIA DELLE SCELTE PUBBLICHE Un approfondimento.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "LA TEORIA DELLE SCELTE PUBBLICHE Un approfondimento."— Transcript della presentazione:

1 LA TEORIA DELLE SCELTE PUBBLICHE Un approfondimento

2 Teoria delle scelte sociali Teoria delle votazioni Si studiano le diverse procedure di voto (unanimità, maggioranza, ecc.) degli organi collegiali (comitati) da cui scaturiscono gli obiettivi nelle società democratiche Teoria assiomatica Si studiano tutte le regole concepibili per vedere se esse soddisfano caratteristiche assiomatiche desiderabili Il problema è interessante se cambiando procedura di voto si ottengono esiti sociali diversi

3 Esiti sociali associati al voto n Si consideri lesempio proposto da Brian Berry: scompartimento di un treno, 5 viaggiatori. n Delibera a 1 dimensione: decidere se lo scompartimento è fumatori o no. n Delibera a 2 dimensioni: bisogna decidere sullo scompartimento, ma il treno non parte se una soluzione non è raggiunta.

4 Teoria delle votazioni Comitato: un gruppo di persone che perviene a una decisione, fra più alternative, raggiunta tramite il voto. Agenda con N punti. PiPi i = 1,2,..,NPreferenze del comitato Seguiremo due ipotesi: i) informazione completa; ii) possibilità di votazione strategica Le tre scelte costituzionali che deve fare il comitato: il peso dei voti: in numero di voti assegnati a ogni P i le procedure di voto: confronti fra item; ordine del giorno; presidente le modalità per determinare P: la selezione della mozione vincente P i preferenze dellindividui i.mo d i scheda di voto D = [d 1, d 2,.., d N ], urna

5 La regola dellunanimità Analisi normativa della regola: La sola regola che garantisce la libertà individuale (Wicksell) La regola che costituisce lanalogo politico della libertà di scambio dei beni sul mercato (Buchanan) La sola regola che può imporre la volontà comune (Kant) La regola dellunanimità è la procedura di voto ideale, il punto di partenza da cui studiare ogni altra procedura

6 Unanimità n Il principio di unanimità richiede che tutti i singoli approvino una determinata scelta. n Ciò garantisce che il principio di Pareto sia soddisfatto. n Daltra parte attribuisce a ciascun individuo un potere di veto su qualsiasi proposta. n Ciò determina diversi problemi.

7 Unanimità n Il principio dellunanimità produce spesso situazioni di indifferenza fra soluzioni Pareto- efficienti. n Lesito è manipolabile attraverso modificazioni dellordine del giorno. n Tale principio non è indifferente rispetto alle alternative irrilevanti.

8 Unanimità n Due individui, i e j, che assegnano una certa utilità a quattro possibili allocazioni. n Se parto da, quale riforma verrà votata allunanimità? n La situazione è la più equa, e se partissi da lì sarebbe un ottimo Paretiano.

9 La manipolazione della procedura ordinaria dellunanimità Path dependence La soluzione finale dipende dalla successione dellOdG e quindi può essere manipolata dal presidente Se ammettiamo che ogni partecipante possa adottare un comportamento strategico (voto insincero) la procedura di voto dellunanimità è manipolabile anche dai singoli partecipanti cè almeno un votante che può trarre vantaggio dalla falsa comunicazione delle sue preferenze.

10 Unanimità n Se lordine di votazione è Z, Y, X lindividuo B sfrutta il suo potere di veto per far scartare lalternativa Y e far approvare X. n Lopposto avviene (Y è approvato) se lordine di votazione è Z,X,Y X Z Y UBUB UAUA

11 Unanimità n Lunanimità confligge con il principio di minimizzazione dei costi del voto. n I costi del voto sono di due tipi n interni (C), dipendono dal fatto che la volontà di una parte dellelettorato è sacrificata al volere della maggioranza (unanimità C=0) n Decrescono al crescere del quorum (n)

12 Unanimità n esterni (D), costi di negoziazione che dipendono dal tempo necessario a definire una scelta. n Crescono al crescere del quorum Il grafico mostra che un quorum inferiore al 100% minimizza i costi del voto

13 Concludendo sullunanimità n Il ruolo del presidente : un pari con grandi poteri, nello scegliere lOdG (la procedura non è neutrale rispetto alla delibera, lobiettivo) n Questa regola protegge ciascun individuo dalle altrui coercizioni nel senso che, con il suo diritto di veto, chiunque può bloccare qualsiasi decisione collettiva da cui si senta penalizzato. n La regola non è però immune da unaltra forma di tirannia consistente nella incapacità di assumere una decisione e quindi nella conservazione dello status quo. Lo status quo, la soluzione peggiore, non può essere cambiata con il voto sincero

14 Maggioranza n Il voto a maggioranza può apparire come il metodo più immediato per ridurre i costi di negoziazione del meccanismo di scelta collettiva. n Tuttavia questo sistema incorre in problemi ancora più gravi rispetto allunanimità. n Il principio di Pareto debole non è soddisfatto

15 Maggioranza n Linsieme dei punti Pareto efficienti è quello compreso tra Z e Y. n Se il gruppo B è più numeroso del gruppo A, ci aspetteremmo che il voto a maggioranza selezioni un punto tra Z e K X Y UBUB UAUA Z K

16 Maggioranza n Le preferenze sociali non sono sempre transitive. n Ciò fa sì che lesito del voto sia talvolta non definito. n Consideriamo il caso in cui le alternative vengono confrontate a coppie. n Lalternativa selezionata deve ottenere una maggioranza contro ogni altra (Condorcet winner)

17 Caso 1 In questo caso le preferenze sono transitive e vi è un Condorcet winner B batte A 25 a 18 voti A batte C 25 a 18 voti B batte C 35 a 8 voti quindi: B > A > C

18 Caso 2 n Le preferenze non sono transitive e non vi è un Condorcet winner B batte A 25 a 18 voti A batte C 25 a 18 voti C batte B 26 a 17 voti quindi: B > A > C > B

19 Preferenze unimodali n Condizione sufficiente (ma non necessaria) per avere un Condorcet winner è che le preferenze individuali siano di tipo single-peaked U scelta A U single-peaked Non single-peaked AB C B C scelta

20 n Quindi, il risultato del voto a maggioranza non sempre soddisfa la proprietà di transitività: scelte sociali binarie compiute sulla base delle preferenze individuali possono produrre esiti non transitivi, e quindi non riflettere a dovere le preferenze della collettività. n Lordine con cui si mettono in votazione le alternative condiziona il risultato finale: p.e. se voto prima tra A e B e poi confronto il vincitore con C, vince C, ma se voto prima tra B e C e poi confronto il vincitore con A, vince A!

21 n Come risolvere il paradosso? n Per esempio, con il metodo di Borda: si chiede agli elettori non solo di ordinare le alternative, ma anche di attribuire loro un punteggio crescente in ordine di preferenza (p.e. 1 punto alla meno preferita, 3 punti alla maggiormente preferita). n Invece che utilizzare una votazione binaria, la società sceglie lalternativa che ottiene il punteggio maggiore.

22 Regola di Borda 1° = 2 punti 2° = 1 punto 3° = 0 punti 1° = 4 punti 2° = 1 punto 3° = 0 punti x: 2x3 + 2x5 + 0x7 + 0x6 = 16 y: 1x3 + 0x5 + 2x7 + 1x6 = 23 z: 0x3 + 1x5 + 1x7 + 2x6 = 24 x: 4x3 + 4x5 + 0x7 + 0x6 = 32 y: 1x3 + 0x5 + 4x7 + 1x6 = 37 z: 0x3 + 1x5 + 1x7 + 4x6 = 36 Lesito della votazione dipende dalla scala soggettiva di punteggio

23 n In realtà, ogni sistema elettorale è un modo più o meno sofisticato di ottenere una scelta sociale a partire dai giudizi individuali. n Purtroppo un famoso teorema dimostra che nessun sistema è perfetto: nessuna regola di scelta sociale è in grado di soddisfare un insieme minimale di requisiti ovvi. n Questo significa che qualsiasi sistema democratico è necessariamente imperfetto: nel convertire i giudizi individuali in scelte sociali si verificheranno sempre degli errori.

24 Il teorema di impossibilità di Arrow nHp: gli individui hanno preferenze sulle alternative A, B, C. nQuattro requisiti minimali. La regola di scelta sociale deve soddisfare i seguenti criteri/assiomi: äUnanimità: se tutti preferiscono A a B, la regola sceglie A; äTransitività: se A batte B e B batte C, allora A batte C; äIndipendenza dalle alternative irrilevanti (IAI): la scelta sociale tra A e B non deve dipendere dai giudizi su (o dallesistenza di) una terza alternativa C; äNon dittatorialità: nessun individuo può far prevalere le proprie preferenze nella scelta sociale. nKenneth Arrow (1951) dimostra che nessuna regola di scelta sociale (e quindi nessun sistema di voto) può soddisfare tutti e quattro i requisiti. In particolare, se la regola soddisfa i primi tre assiomi, allora la scelta sociale coincide con le preferenze di un individuo (il dittatore).

25 Il teorema dellelettore mediano nNonostante il paradosso di Condorcet ed il teorema di Arrow, il voto a maggioranza rimane la regola di scelta sociale più utilizzata. nMa chi decide in caso di voto a maggioranza? Ovvero: in una società democratica le preferenze di quale gruppo di elettori si traducono in scelta sociale? Hp1 : vari livelli possibili di spesa pubblica. Hp2 : ogni elettore ha il proprio budget ideale e in ogni caso preferisce i budget più simili al proprio ideale. Hp3 : gli elettori sono distribuiti in ordine crescente in base al rispettivo budget ideale. nIl teorema dellelettore mediano afferma che, seguendo il principio di maggioranza, verrà scelto il budget preferito dallelettore mediano, cioè dallelettore collocato esattamente al centro della distribuzione.

26 Spesa pubblica (mld. ) % di elettori 35% 5% 25% 15% 20%

27 n Si noti che lelettore mediano (quello che lascia il 50% degli altri elettori alla propria destra ed alla propria sinistra), non è né necessariamente né lelettore medio (quello che esprime il budget ideale medio), né lelettore modale (quello il cui budget ideale raccoglie il maggior numero di preferenze). n Lelettore mediano vince perché il suo budget ideale batte in un confronto binario a maggioranza qualsiasi altro budget proposto. äEsempio: il budget ideale dellelettore mediano è 10 mld. Sia un budget superiore (p.e. 12 mld) che uno inferiore (p.e. 8 mld) sono sempre battuti in un voto a maggioranza dal budget di 10 mld.

28 n Il teorema supera anche il paradosso di Condorcet: se ogni elettore punta al budget preferito, il budget scelto dallelettore mediano prevale sempre. Di fatto, lelettore mediano è il dittatore che decide (= vince) sempre. n Unimplicazione del teorema è la c.d. corsa al centro dei partiti politici: il partito (o coalizione) il cui programma si assicura i favori dellelettore mediano è sicuro di vincere le elezioni, anche se magari è maggiore il numero di elettori che prediligono programmi più estremi.


Scaricare ppt "LA TEORIA DELLE SCELTE PUBBLICHE Un approfondimento."

Presentazioni simili


Annunci Google