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IL RISCHIO SISMICO. Dove e perché avvengono i terremoti (nel mondo, in Italia)? Cosa e un terremoto? Come si registra? Come si misura lenergia del terremoto.

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1 IL RISCHIO SISMICO

2 Dove e perché avvengono i terremoti (nel mondo, in Italia)? Cosa e un terremoto? Come si registra? Come si misura lenergia del terremoto e i suoi effetti?

3 DOVE avvengono i terremoti?

4 i terremoti avvengono principalmente lungo i margini delle placche.

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6 Le placche sono in continuo movimento luna rispetto allaltra.

7 Che cosa è un terremoto?

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9 Come si registrano i terremoti?

10 Rete Sismica Nazionale, La Rete Sismica Nazionale, costituita da circa 250 stazioni, garantisce il monitoraggio in tempo reale del territorio nazionale, per scopi di protezione civile e di ricerca. Collaborazione con enti DPC Ogni terremoto di M>2.5 viene comunicato entro 2 minuti al DPC Ogni anno vengono localizzati in media circa terremoti, solo il 10% notificati

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12 Esempio di STRUMENTAZIONE SISMICA: Sensore Trillium, prodotto da Nanometrics ( Hz); si tratta di un sismometro larga-banda a tre componenti adatto a registrare terremoti molto lontani (telesismi) e terremoti locali o regionali. Esempio di STRUMENTAZIONE GPS: antenna ricevente il segnale GPS modello Choke Ring AT504 della casa costruttrice Leica AlimentazioneAlimentazione Monumentazione GPS Sistema di Trasmissione Satellitare Sistema di Trasmissione Satellitare Strumentazione Sismica EPISENSOR Stazione sismica e geodetica

13 Dagli anni 80, lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia svolge, per conto del Dipartimento della Protezione Civile, lattività di sorveglianza della sismicità dell'intero territorio nazionale, attraverso reti di sismometri, accelerometri e GPS. I segnali acquisiti dalla Rete vengono trasmessi in tempo reale alla Sala di monitoraggio sismico di Roma, dove personale specializzato in turno 7H24 li elabora per ottenere i parametri dell'evento in atto e comunicare rapidamente al DPC. Dal 2001 sono stati fatti enormi progressi che hanno aumentato di un fattore 10 la nostra capacità di rilevazione e studio.

14 Come si misurano lenergia del terremoto e i suoi effetti?

15 sismogramma Il sismogramma è la traccia disegnata dal sismografo durante il terremoto … Lo studio dei terremoti Lo studio dei terremoti con dati strumentali Magnitudo Richter ipocentro Sulla base della differenza dei tempi di arrivo delle onde P ed S registrati da più sismografi, possiamo calcolare lipocentro del terremoto. magnitudo L'oscillazione più ampia registrata dal sismogramma ci indica invece qual è stata l'energia del terremoto, chiamata magnitudo. Onde S Onde P ondeS 2sec

16 Lo studio dei terremoti Lo studio dei terremoti attraverso osservazione dei danni Intensità MCS Gli storici studiano i terremoti del passato in base a testimonianze scritte come documenti, cronache, lettere, contratti […] ma anche in base a testimonianze visive come quadri, affreschi, ecc. Gli effetti descritti vengono confrontati con quelli previsti nelle scale macrosismiche per i vari gradi di intensità. Si stima così lintensità del terremoto nelle varie località. La scala macrosismica più semplice tra quelle utilizzate in Europa, è la Mercalli Cancani Sieberg (MCS).

17 La sismicità in Italia I terremoti in Italia I terremoti nella storia de LAquila Il terremoto del 6 aprile 2009

18 I terremoti storici indicano (quasi tutte) le zone attive

19 I terremoti recenti e i dati GPS indicano le caratteristiche delle zone sismiche e dove si accumula la deformazione

20 18 km 12 km 50 cm Magnitudo Mw=6.3 NE SW

21 Un terremoto atteso

22 Conosciamo abbastanza bene DOVE e COME saranno i futuri terremoti…

23 Pericolosità: stima dello scuotimento del suolo previsto in un certo sito durante un dato periodo di tempo a causa di terremoti Metodi deterministici: valori di scuotimento del suolo atteso a seguito di un terremoto di riferimento definito per il territorio circostante il sito di indagine Metodi probabilistici: integrazione degli effetti legati a tutti i terremoti potenziali delle varie sorgenti ritenute in grado di influenzare un sito, con lincertezza e le ipotesi alternative Valutazione della pericolosità sismica a scala nazionale: INGV_2004

24 Entrambe le informazioni sono utili nella pianificazione e corretta gestione del territorio. Entrambe le informazioni sono utili nella pianificazione e corretta gestione del territorio. Pericolosità sismica La pericolosità sismica è il parametro fisico [PGA accelerazione di picco] su cui si può basare la progettazione delle nuove costruzioni o il riadeguamento degli edifici pre-esistenti; La pericolosità sismica è il parametro fisico [PGA accelerazione di picco] su cui si può basare la progettazione delle nuove costruzioni o il riadeguamento degli edifici pre-esistenti; La valutazione socio-economica dei danni attesi cade sotto il termine di rischio sismico; La valutazione socio-economica dei danni attesi cade sotto il termine di rischio sismico;

25 Carta di pericolosità sismica Carta di pericolosità sismica del territorio nazionale: base della classificazione sismica del territorio italiano Ultimo aggiornamento: 2005 Mappa consultabile:

26 Anche nelle mappe globali (Progetto GSHaP) LItalia centrale è una di quelle a maggiore pericolosità

27 Un terremoto non previsto

28 Per previsione deterministica a breve termine intendiamo conoscere (e dichiarare) in anticipo DOVE E QUANDO AVVERRA UN TERREMOTO E QUANTO SARA FORTE

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31 Conclusione La previsione a breve termine non è la risposta Rispetto delle norme sismiche (ottime in Italia oggi) nella ricostruzione e in generale Adeguamenti antisismici nelle zone ad elevata pericolosità Studi di dettaglio della geologia locale e della risposta sismica (microzonazione)

32 CLASSIFICAZIONE SISMICA RT La classificazione sismica attuale della Regione Toscana è approvata con Deliberazione di G.R. del , n Tale delibera recepisce l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n del La Regione Toscana ha inoltre individuato zone a maggior rischio sismico con deliberazione G.R.T. del , n. 841 per complessivi 81 comuni, nelle quali è massima la priorità per lo svolgimento delle attività di prevenzione sismica previste nei programmi regionali. Zona 2 = Comuni a media sismicità Zona 3S = Comuni che potrebbero andare in zona 3 (a bassa sismicità) ma anche restare nellattuale. In questa zona non viene diminuito il livello di protezione precedente e le costruzioni devono essere progettate e realizzate con le azioni sismiche della zona 2 Zona 3 = Comuni a bassa sismicità

33 CLASSIFICAZIONE SISMICA RT

34 INQUADRAMENTO SISMICO 46 eventi, hanno un epicentro ubicato allinterno della Provincia di Firenze Dei dati ottenuti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI, 1999), che include i principali terremoti italiani avvenuti dal 416 a.C. al 1997, 46 eventi, di intensità compresa tra IV e IX della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) hanno un epicentro ubicato allinterno della Provincia di Firenze Molti sono i terremoti documentati nellarea mugellana, come levento del 1919, quello del 1542 e del 1597, mentre una abbondante densità di terremoti strumentali viene registrata nel Comune di Firenzuola e nei Comuni adiacenti, una fascia di media intensità tra i Comuni di Montespertoli, San Casciano e Certaldo. Le zone sismogenetiche più rilevanti sono quelle della fascia appenninica, in cui si riscontrano terremoti storici di elevata magnitudo e buona densità di terremoti registrati strumentalmente.

35 EPICENTRI DEI PRINCIPALI TERREMOTI

36 TERREMOTI STORICI IN PROVINCIA DI FIRENZE CON INTENSITA AL VII GRADO fonte: Osservatorio Ximeniano di Firenze

37 TERREMOTI DEGLI ULTIMI ANNI SIGNIFICATIVI PER IL NOSTRO TERRITORIO (Appennino Forlivese ) La cartina richiama quanto accaduto nella primavera del 2000 con coinvolgimento di una significativa area territoriale. La sequenza di aprile-maggio 2000 nel Faentino-Forlivese, pur nella preoccupazione diffusa di quei giorni a fronte del ripetersi stressante di numerose scosse, nel suo complesso ha prodotto danni generalmente leggeri, classificati di VI grado MCS in due casi (Faenza e Brisighella). La sequenza sismica compresa tra i comuni di Faenza e Forlì, iniziata il giorno 19 Aprile 2000 con una scossa di magnitudo 3.4 e una intensità allepicentro del IV grado della scala Mercalli, è stata seguita nei giorni successivi da circa 300 scosse di magnitudo superiore a 2.0. Tra queste, 3 hanno superato 4.0 fino ad un massimo di 4.4.

38 TERREMOTI DEGLI ULTIMI ANNI SIGNIFICATIVI PER IL NOSTRO TERRITORIO (Appennino Toscano ) Il 26 novembre 2001 si è verificato un evento sismico nell'Appennino Toscano di magnitudo 4.4 preceduto da una scossa di Md=2.9 e seguita da circa 10 scosse, la maggiore delle quali di Md=3.1. L'evento si è verificato nel bacino di Sansepolcro, in un'area sottoposta a deformazione distensiva. L'area è stata interessata da sismicità sia storica che strumentale. Per questo evento il DPC ha dichiarato lo stato di emergenza.

39 TERREMOTI DEGLI ULTIMI ANNI SIGNIFICATIVI PER IL NOSTRO TERRITORIO (Appennino Tosco-Emiliano ) Il 14 settembre 2003 alle ora locale, una scossa di Md 5.0 (Mw 5.3) ha interessato l'Appennino Bolognese, con epicentro in un'area compresa fra i comuni di Loiano e Monghidoro. L'evento è stato avvertito in un'area molto vasta, dalla Toscana, alle Marche, in tutta l'Emilia Romagna, in Lombardia, in Veneto e in Friuli. Da notare che lepicentro è situato in area considerata non sismica dalla classificazione del Area che poi è stata inserita in 3° categoria dalla successiva classificazione del 2003.

40 Crisi sismica del Mugello 1-2 marzo 2008 ATTIVITA SISMICA IN TOSCANA NEL 2008

41 Una sequenza con caratteristiche analoghe a quella verificatasi nella stessa zona nel marzo 2008, quando vennero localizzati tre eventi di magnitudo tra 4.4 e 4.1 nellarco di poche ore. Rispetto agli eventi del 2008, la sequenza si localizza circa 5 chilometri più a sudest, verso il bacino del Mugello. Negli ultimi mesi la zona ha fatto registrare una sismicità di bassa magnitudo, generalmente inferiore a 2.5, con una media di circa 10 terremoti ogni mese. Una sequenza con caratteristiche analoghe a quella verificatasi nella stessa zona nel marzo 2008, quando vennero localizzati tre eventi di magnitudo tra 4.4 e 4.1 nellarco di poche ore. Rispetto agli eventi del 2008, la sequenza si localizza circa 5 chilometri più a sudest, verso il bacino del Mugello. Negli ultimi mesi la zona ha fatto registrare una sismicità di bassa magnitudo, generalmente inferiore a 2.5, con una media di circa 10 terremoti ogni mese. Per registrare scosse, prima della sequenza del 2008, di magnitudo > 4 bisogna risalire al Segno di una rinnovata attività, dopo 35 anni di relativa quiete sismica, che dovrà necessariamente essere tenuta sotto attento controllo. Ad oggi sono state registrate, oltre a quelle maggiori, ben 200 scosse strumentali (inferiori a M 2.0) LEVENTO SISMICO DEL 14/9/2009

42 MAPPA DI SCUOTIMENTO (shake map)

43 PRIMA SCOSSA ORE 22:04 SECONDA SCOSSA ORE 22:15 TERZA SCOSSA ORE 22:56 22:05 22:05 - Attivata procedura e attivazione immediata del personale PC 22:15 22:15 - Attivazione sala operativa del CI Mugello 22:45 22:45 - Partenza sala operativa mobile (logistico) 23:25 23:25 - Arrivo logistico al PCA 22:30 22:30 - Istituito PCA presso la sala operativa CI Mugello 22:35 22:35 - Attivazione squadre per verifiche sul territorio. Primi risultati rassicuranti 23:56 23:56 - Incontro tra gli Organi Istituzionali presso la sede della PA Bouturlin a Barberino di Mugello. Erano presenti il Presidente della Regione Toscana, Presidente della Provincia di Firenze, Prefetto, Questore, Comandante provinciale CFS, Comandante CC compagnia di Borgo San Lorenzo, Comandante provinciale VVF, Dirigente Difesa del suolo e protezione civile della Provincia, Dirigente protezione civile regione Toscana, Dirigente Servizio Sismico regione Toscana, Presidente Comunità Montana Mugello, personale Provincia e C.I. Mugello, personale ASL 10, sindaci e VVUU dei comuni interessati, Comandante Polizia Provinciale 00:58 – Riunione tecnica presso il PCA a Borgo San Lorenzo, per concordare la strategia e le azioni da intraprendere. Come primo obbiettivo è stato concordato di effettuare le verifiche strutturali sugli edifici scolastici dei comuni interessati dallevento prima della riapertura. Concordato il randez vous con i tecnici alle ore 6.30 presso gli edifici da verificare. In totale sono stati individuati 43 plessi scolastici. Presenti alla riunione il Comandante provinciale CFS, Comandante provinciale VVF, Dirigente Difesa del suolo e protezione civile della provincia, Dirigente Servizio Sismico regione Toscana, Presidente comunità montana mugello, personale provicnia e ci mugello, sindaci dei comuni interessati, personale Polizia Provinciale 00:30 00:30 – Le squadre attivate (25) per il controllo sul territorio comunicano che non ci sono criticità rilevanti, proseguono le attività di controllo I TEMPI DI RISPOSTA DEL SISTEMA DI P.C.

44 06:30 06:30 – Istituzione PCA, ritrovo squadre verificatori (70 operatori complessivi, tecnici e operatori VVF, tecnici verificatori della Regione, della Provincia e dei Comuni). Lattività di ricognizione sugli edifici scolastici si è conclusa in tempo utile per il normale inizio delle lezioni. Successivamente lattività dei tecnici rilevatori si è concentrata su edifici pubblici o sensibili (ospedale di Borgo S. Lorenzo, uffici pubblici…). 05:55 05:55 - Partenza personale PC per verifiche stabilità 01:30 01:30 - Richiesta attivazione verificatori agibilità 07:00 07:00 – Inizio attività di ricognizione sugli edifici scolastici, che si è conclusa in tempo utile per il normale inizio delle lezioni. Successivamente lattività dei tecnici rilevatori (70 operatori complessivi, tecnici e operatori VVF, tecnici verificatori della Regione, della Provincia e dei Comuni). si è concentrata su edifici pubblici o sensibili (ospedale di Borgo S. Lorenzo, uffici pubblici…). In seguito sono stati valutati numerosi edifici privati a seguito di segnalazioni pervenute ai vari comuni ed alla centrale 115. LE PRIME VERIFICHE SUGLI EDIFICI SCOLASTICI Grazie alle verifiche di agibilità (tutte con esito positivo) le lezioni hanno avuto inizio regolarmente in tutte le scuole di ogni ordine e grado

45 RIEPILOGO ESITI SOPRALLUOGHI 1 edificio parzialmente inagibile EDIFICI PUBBLICI EDIFICI PRIVATI Per un totale di 245 verifiche

46 LA PREVENZIONE Consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi Prevenzione strutturale Prevenzione non strutturale

47 E legata ad opere pubbliche o ad interventi concreti sul territorio (difese spondali, consolidamento di argini, protezione di centri abitati, consolidamento di versanti, etc.) LA PREVENZIONE STRUTTURALE

48 La Regione Toscana ha avviato fin dal 1998 le attività relative al programma di valutazione degli effetti locali (programma VEL) sia dei centri urbani che degli edifici strategici e rilevanti e dal 2000 il programma di riduzione del rischio sismico nelle aree produttive (programma DOCUP), nelle aree a maggior rischio sismico. INFLUENZA DELLA PREVENZIONE STRUTTURALE SUGLI EFFETTI DI UN EVENTO SISMICO

49 LAquila: abitanti

50 Il terremoto del Molise (2002) - Una scossa di terremoto particolarmente violenta (5.4 Richter) colpì, alle del 31 ottobre, i Comuni di San Giuliano, Bonefro, Castellino del Bifermo, causando 30 morti, di cui 27 bambini, circa 100 feriti e sfollati nella sola provincia di Campobasso. La scuola elementare fu l'unico edificio a crollare del tutto a San Giuliano di Puglia e questo, così si è detto, è probabilmente dovuto alla carenza di manutenzione e alla cattiva qualità della costruzione. Il processo istituito per determinare le responsabilità del crollo si era concluso il 13 luglio 2007, con un nulla di fatto e nessun responsabile individuato. verdetto ribaltato in appello (25 febbraio 2009) con la condanna di 5 dei 6 imputati (fra i quali anche il sindaco di allora). Levento si è trasformato in un tragico stimolo per interventi legislativi tesi al ridisegno delle mappe del rischio sismico ed alla definizione di quali edifici pubblici debbano essere sottoposti ad interventi di adeguamento alle norme di sicurezza antisismiche. ASSENZA DI PREVENZIONE STRUTTURALE? UN CASO TRAGICAMENTE EMBLEMATICO

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52 LA PREVENZIONE NON STRUTTURALE Può essere ripartita in: Formazione (educazione nel contrastare le situazioni di emergenza) Pianificazione di emergenza (individuazione di chi fa che cosa in relazione agli scenari di rischio) Attività esercitative (addestramento sul campo) Informazione (consapevolezza dei rischi)

53 INFORMAZIONE Solo con linformazione si rendono i cittadini consapevoli dei rischi che li circondano, inducendoli ad assumere comportamenti responsabili (cultura dellautoprotezione). Tale attività assume caratteristiche peculiari in caso di emergenza

54 LA FORMAZIONE Formazione fa rima con educazione. Con linformazione si acquisiscono nozioni, con la formazione si acquisisce, attraverso un processo educativo, il convincimento, la mentalità ad operare per la sicurezza propria e per quella degli altri.

55 LA PIANIFICAZIONE DI EMERGENZA Attraverso essa si individuano, sulla base degli studi di previsione, gli scenari di rischio prevalenti sul territorio. Agli scenari possibili dovranno corrispondere dei "modelli di intervento" predeterminati, in cui sia chiaro e leggibile chi fa che cosa in caso di evento.

56 LE ESERCITAZIONI Il logico e indispensabile corollario della formazione e della pianificazione è l'addestramento sul campo, cioè l'esercitazione, prezioso strumento attraverso il quale è possibile testare lefficacia e la validità di un modello di intervento per fronteggiare una grande emergenza.

57 LA PIANIFICAZIONE SUL RISCHIO SISMICO Il rischio sismico, sulla base degli eventi storici e sulla base delle conoscenze acquisite in campo scientifico, rappresenta un rischio non residuale e per questo oggetto di particolare attenzione. Per tale motivo la Provincia di Firenze ha avviato e portato a termine, grazie ad una convenzione con il Dipartimento di Scienze della Terra dellUniversità degli Studi di Firenze, uno studio suI rischio sismico, contenuto in più ampio studio sui rischi geologici, effettuato analizzando le sue tre componenti: Pericolosità Pericolosità Vulnerabilità Vulnerabilità Elementi a Rischio Elementi a Rischio

58 – EVENTO ATTESO: LA PIANIFICAZIONE – EVENTO ATTESO: Fattore di amplificazione per effetti stratigrafici Fattore di amplificazione per effetti topografici Evento sismico di Magnitudo 6.4 in Alto Mugello

59 Densità elementi a rischioFattore di amplificazione totale Edifici e centri abitati (abitazioni, edifici commerciali, scuole, ospedali) Linee di comunicazione (strade, linee ferroviarie, ponti, gallerie) Reti tecnologiche (energia elettrica, acqua, gas) Materiali pericolosi (inquinanti e infiammabili) Patrimonio artistico (chiese, monumenti) – EVENTO ATTESO: LA PIANIFICAZIONE – EVENTO ATTESO: Evento sismico di Magnitudo 6.4 in Alto Mugello

60 Distribuzione dellIntensità Macrosismica MCS, tenuto conto dei fattori di amplificazione locale e della distribuzione degli elementi a rischio (edifici e centri abitati, linee di comunicazione, reti tecnologiche, materiali pericolosi, patrimonio artistico) [...] I livelli più alti di pericolosità sono ubicati nellarea nord-orientale della Provincia, con una probabilità di superamento del 10% in 50 anni (UNIFI Dipartimento Scienze della Terra) LA PIANIFICAZIONE Evento sismico di magnitudo 6.4 in Alto Mugello MASSIMO EVENTO ATTESO:

61 SCENARIO IPOTESI DI DANNO abitazioni

62 IL SISTEMA PROVINCIALE

63 LA SALA OPERATIVA PROVINCIALE

64 Piano Provinciale di Emergenza Piano Provinciale di Emergenza approvato con Delibera del approvato con Delibera del Consiglio Provinciale n° 8 del 26/01/2006. Consiglio Provinciale n° 8 del 26/01/2006. Piano Emergenza Autostrada A1 Attualmente in corso di aggiornamento con ladeguamento alle ultime indicazioni normative e con linserimento delle attività di pianificazione (iniziate a partire dal 2006) concluse e/o in corso di completamento. PP.MM.AA. 1° Livello Messa in sicurezza Persone non autosufficienti Rischio Ambientale Accordo di Collaborazione con ARPAT Pianificazione Sanitaria Gestione delle Salme nei disastri Rischio Idrogeologico e Incendi Censimento Invasi con Sbarramento artificiale Rischio Trasporti Rischio Sismico Ricerca dispersi sotto macerie con unità cinofile e con strumenti tecnologici Aree di ricovero della popolazione AREE DI EMERGENZA Aree atterraggio strutturate Aree di ammassamento Soccorritori e risorseAGGIORNAMENTO Elisuperfici occasionali ATTIVITA DI PIANIFICAZIONE Rischio Incendi Censimento strutture ricettive a rischio AIB Pianificazione interventi di protezione civile in ambito ferroviario.

65 Apposita frequenza (UHF), ad esclusivo uso di protezione civile, rilasciata dal Ministero delle Comunicazioni, la quale si affianca alla frequenza utilizzata in ordinario dalla Viabilità e dalla Polizia Provinciale. Ponti radio Ponte Radio Mobile consente la gestione delle comunicazioni sul teatro dellevento in caso di intervento fuori provincia o in zone impervie in cui lorografia rende difficile lutilizzo dei Ponti radio Collegamenti con le strutture sul territorio Collegamenti con i servizi interni LE COMUNICAZIONI

66 Immediatamente attivabili COMPOSIZIONE Monte San Michele (Greve in Chianti) Monte San Michele (Greve in Chianti) Monte Carnevale (Marradi) Monte Giovi (Vicchio) Poggio Ciliegio (Carmignano) P.sso del Giogo (Scarperia) Pal.Medici Riccardi (Firenze) Monte S.Michele (Greve in Chianti) Monte Coroncina (Castiglion dePepoli-BO) Poggio Firenze (Rignano sullArno) PONTI RADIO

67 STATISTICA O.M.S ELABORATA IN SEGUITO ALLANALISI DEL TERREMOTO DELLIRPINIA probabilità di mantenimento in vita, in relazione al numero dei giorni trascorsi, basata su 548 interventi LA TEMPESTIVITA DEI SOCCORSI IN OCCASIONE DEL TERREMOTO DI BAM (IRAN – 2003), A FRONTE DI DECEDUTI, FURONO SALVATE SOLO 30 PERSONE NONOSTANTE LINVIO DI SOCCORRITORI DA PARTE DI 43 NAZIONI. I SOCCORSI ARRIVARONO DOPO 72 ORE. IN ABRUZZO, LINVIO IMMEDIATO DEI SOCCORSI HA CONSENTITO DI LIMITARE IL NUMERO DELLE VITTIME. I dati raccolti, basati sulla letteratura internazionale, evidenziano il brusco decremento delle percentuali di sopravvivenza trascorsi due giorni dallevento, identificando la fase temporale dove è necessario fornire la massima risposta medicalizzata possibile.

68 PMA Master Sala operativa PMA di zona La richiesta di attivazione dei PMA può essere formulata esclusivamente dal servizio 118 Laccordo è stato sottoscritto dai soggetti coinvolti il 14 maggio 2007 ed è divenuto operativo a partire dal 1 ottobre 2007 Legenda Limite amministrativo Provinciale Centri abitati Limiti comunali Zona 1: Firenze, Piana, Val di Pesa, Val di Greve Zona 2: Val di Sieve e Valdarno Superiore Zona 3: Mugello e parte Val di Sieve Zona 4: Circondario Empolese POSTI MEDICI AVANZATI: SUDDIVISIONE ZONALE

69 ESEMPI DI CONFIGURAZIONE P.M.A. in configurazione completa (master+4 tende zonali) P.M.A. in configurazione a 3 (master+2 tende zonali) Fasi del montaggio Esercitazione presso il distaccamento Firenze Ovest dei Vigili del Fuoco (16 febbraio 2008) Edizione 2007 della manifestazione ITALIA WAVE (Osmannoro luglio 2007) P.M.A. in configurazione a 2 (master+tenda zonale) Fasi del montaggio

70 AREE DI RICOVERO DELLA POPOLAZIONE

71 AREE DI AMMASSAMENTO SOCCORRITORI E RISORSE

72 AREE DI ATTERRAGGIO STRUTTURATE Entro la fine dell'anno l'alto Mugello disporrà di due nuove piazzole per il servizio di elisoccorso, una realizzata a Firenzuola, laltra a Marradi. Le due elisuperfici, che saranno attrezzate per essere abilitate anche al volo notturno, verranno impiegate in interventi di Protezione Civile (e non solo).

73 Dettaglio area nord-orientale del territorio provinciale ELISUPERFICI OCCASIONALI

74 Immediatamente attivabili Nel corso del 2007 il DST (Dipartimento di Scienze della Terra dellUniversità di Firenze - Centro di Competenza per la Protezione Civile) ha acquistato un mezzo aereo ultraleggero (U.L.M.) del tipo Folder, per attività legate a progetti di ricerca del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale. MEZZO AEREO ULTRALEGGERO (U.L.M.) Un accordo di collaborazione sottoscritto da Provincia di Firenze e DST (novembre 2007) ne prevede lutilizzo in occasione di emergenze e per lo svolgimento di attività istituzionali Si tratta di un mezzo adatto alla ricognizione visiva, equipaggiabile con sensori di varia tipologia, e quindi particolarmente utile nelle attività di rilevamento e monitoraggio.

75 GEOFONO Il geofono è uno strumento originariamente nato per la localizzazione di perdite dacqua o di altri liquidi in pressione (non a caso è in dotazione a molti gestori di reti acquedottistiche). Proprio per le sue caratteristiche ha trovato applicazione anche nella ricerca di persone intrappolate in strutture collassate (a causa di problemi strutturali, eventi sismici, movimenti di massa, ecc.). In genere è utilizzato in abbinamento con le unità cinofile dopo che queste hanno individuato la presenza di un essere umano. Compito del geofono e del suo operatore è quello di percepire anche il minimo suono che possa dare informazioni sullo stato di vita della persona sepolta e indirizzare così i necessari interventi. Il dispositivo da noi acquisito (Delsar® LifeDetector LD3) converte essenzialmente lintera struttura collassata in un grande e sensibile microfono capace di ricevere segnali dalle vittime sepolte. I sensori sismici ed acustici del sistema convertono le vibrazioni create dalle funzioni vitali delle vittime in segnali audio ed in segnali luminosi. La nostra attrezzatura è inoltre integrata da una telecamera che permette di effettuare ricognizioni audio-visive e da unattrezzatura di foratura (una carotatrice prodotta da Husqvarna) per consentire il passaggio dei sensori acustici e della telecamera attraverso superfici compatte.

76 UNITA CINOFILE La Provincia di Firenze dispone, allinterno del proprio Coordinamento operativo volontariato P.C, di squadre di soccorso con unità cinofile adibite a ricerca sotto macerie o in superficie. Ad oggi, le disponibilità (H24) sono le seguenti: Misericordia Firenze SAST Akela Vab CRI

77 Immediatamente attivabili COMPOSIZIONE CENTRO OPERATIVO POLIVALENTE DI MARRADI

78 I CORSI PER VERIFICATORI La Regione ha formato nel biennio 2003/ esperti in materia di vulnerabilità degli edifici e verifiche di agibilità. Il personale che ha concluso positivamente il Corso è abilitato a collaborare nelle operazioni di censimento danni post sisma o ad interventi di solidarietà nellambito del territorio nazionale coordinati dalla Regione Toscana. I tecnici abilitati in provincia di Firenze sono 63 (15 della Provincia di Firenze e gli altri dipendenti di Comuni e Centri Intercomunali). Molti di questi tecnici hanno già avuto modo di operare in situazioni di emergenza legate agli eventi del Garda (2004), al recente terremoto in Abruzzo ed in occasione dellultimo evento in Mugello (2009). I tecnici toscani hanno effettuato oltre verifiche.

79 ATTIVITA ESERCITATIVA Per testare la funzionalità del Piano provinciale di protezione Civile, le nuove pianificazioni prodotte, la qualità della risposta di tutte le componenti del soccorso e lefficacia delle comunicazioni, anche alla luce dellesperienza del sisma de LAquila, stiamo organizzando, per il mese di marzo 2010, una imponente esercitazione, denominata Mugello 2010, incentrata sulla simulazione di un evento sismico di magnitudo 5.2 con epicentro nel Comune di Vicchio di Mugello (Fi). Comunità Montana del Mugello Provincia di Firenze Provincia di Arezzo, Grosseto e Massa Regione Toscana Dipartimento della Protezione Civile Ministero dell'Interno Ministero della Difesa Ministero dellEconomia e delle Finanze Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Università di Firenze Ministero delle Comunicazioni ARPAT Organizzazioni di Volontariato Trenitalia Lesercitazione prevede attività sia per posti di comando (comunicazione tra componenti e strutture operative senza spostamento di uomini e mezzi) che per azioni (attività di protezione civile previste sul territorio: messa in sicurezza e soccorso della popolazione, attivazione dei centri operativi, allestimento di aree di emergenza, monitoraggio e controllo sul territorio, verifiche statiche, etc. ).

80 DIPARTIMENTO II LAVORI PUBBLICI Procedura di Sala – EVENTO SISMICO

81 IL NOSTRO SPAZIO WEB Allindirizzo Per ulteriori informazioni: …..sono disponibili le pagine dedicate al rischio sismico corredate anche delle semplici norme comportamentali che ogni cittadino deve seguire prima, durante e dopo un evento sismico.

82 PRIMA DEL TERREMOTO INFORMATI SULLA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEL COMUNE IN CUI RISIEDIINFORMATI SULLA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEL COMUNE IN CUI RISIEDI > Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza INFORMATI SU DOVE SI TROVANO E SU COME SI CHIUDONO I RUBINETTI DI GAS, ACQUA E GLI INTERRUTTORI DELLA LUCEINFORMATI SU DOVE SI TROVANO E SU COME SI CHIUDONO I RUBINETTI DI GAS, ACQUA E GLI INTERRUTTORI DELLA LUCE > Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto EVITA DI TENERE GLI OGGETTI PESANTI SU MENSOLE E SCAFFALI PARTICOLARMENTE ALTIEVITA DI TENERE GLI OGGETTI PESANTI SU MENSOLE E SCAFFALI PARTICOLARMENTE ALTI > Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso TIENI IN CASA UNA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSOTIENI IN CASA UNA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO > una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti A SCUOLA O SUL LUOGO DI LAVORO INFORMATI SE È STATO PREDISPOSTO UN PIANO DI EMERGENZAA SCUOLA O SUL LUOGO DI LAVORO INFORMATI SE È STATO PREDISPOSTO UN PIANO DI EMERGENZA > Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dellemergenza

83 SE SEI IN LUOGO CHIUSO CERCA RIPARO NEL VANO DI UNA PORTASE SEI IN LUOGO CHIUSO CERCA RIPARO NEL VANO DI UNA PORTA > inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave perché ti può proteggere da eventuali crolli RIPARATI SOTTO UN TAVOLORIPARATI SOTTO UN TAVOLO > È pericoloso stare vicino a mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso NON PRECIPITARTI VERSO LE SCALE E NON USARE LASCENSORENON PRECIPITARTI VERSO LE SCALE E NON USARE LASCENSORE > Talvolta le scale sono la parte più debole delledificio e lascensore può bloccarsi e impedirti di uscire SE SEI IN AUTO, NON SOSTARE IN PROSSIMITÀ DI PONTI, DI TERRENI FRANOSI O DI SPIAGGESE SEI IN AUTO, NON SOSTARE IN PROSSIMITÀ DI PONTI, DI TERRENI FRANOSI O DI SPIAGGE > Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami SE SEI ALLAPERTO, ALLONTANATI DA COSTRUZIONI E LINEE ELETTRICHESE SEI ALLAPERTO, ALLONTANATI DA COSTRUZIONI E LINEE ELETTRICHE > Potrebbero crollare DURANTE IL TERREMOTO

84 DOPO IL TERREMOTO ASSICURATI DELLO STATO DI SALUTE DELLE PERSONE ATTORNO A TEASSICURATI DELLO STATO DI SALUTE DELLE PERSONE ATTORNO A TE > Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli lopera di soccorso NON CERCARE DI MUOVERE PERSONE FERITE GRAVEMENTENON CERCARE DI MUOVERE PERSONE FERITE GRAVEMENTE > Potresti aggravare le loro condizioni ESCI CON PRUDENZA INDOSSANDO LE SCARPE ESCI CON PRUDENZA INDOSSANDO LE SCARPE > In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci RAGGIUNGI UNO SPAZIO APERTO, LONTANO DA EDIFICI E DA STRUTTURE PERICOLANTIRAGGIUNGI UNO SPAZIO APERTO, LONTANO DA EDIFICI E DA STRUTTURE PERICOLANTI > Potrebbero caderti addosso STA LONTANO DA IMPIANTI INDUSTRIALI E LINEE ELETTRICHESTA LONTANO DA IMPIANTI INDUSTRIALI E LINEE ELETTRICHE > È possibile che si verifichino incidenti STA LONTANO DAI BORDI DEI LAGHI E DALLE SPIAGGE MARINESTA LONTANO DAI BORDI DEI LAGHI E DALLE SPIAGGE MARINE > Si possono verificare onde di tsunami EVITA DI ANDARE IN GIRO A CURIOSAREEVITA DI ANDARE IN GIRO A CURIOSARE > e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale perché bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli EVITA DI USARE IL TELEFONO E LAUTOMOBILEEVITA DI USARE IL TELEFONO E LAUTOMOBILE > È necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi


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