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I LUOGHI DELLA SOCIALITA’ E DELLA DISCUSSIONE

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Presentazione sul tema: "I LUOGHI DELLA SOCIALITA’ E DELLA DISCUSSIONE"— Transcript della presentazione:

1 I LUOGHI DELLA SOCIALITA’ E DELLA DISCUSSIONE
ATENE NEL V SECOLO a. C. I LUOGHI DELLA SOCIALITA’ E DELLA DISCUSSIONE

2 PERICLE La figura politica più importante, nell’Atene del V secolo a.C. è quella di Pericle. Egli domina la vita ateniese del V secolo, affascinando il popolo nelle assemblee con la sua abilità oratoria e legandolo a sé con una politica di grandiose opere pubbliche. In politica estera Pericle è uno degli artefici dell’egemonia che Atene esercita nel V secolo sul mondo greco. Dal punto di vista della cultura, l’ “età di Pericle” rappresenta un periodo di grande splendore: nella direzione della cosa pubblica e nell’esecuzione dei suoi progetti egli ricorre al consiglio e all’opera dei più grandi intellettuali e artisti, cosicché il periodo in cui egli è al potere viene normalmente considerato dagli storici come l’età classica della civiltà greca.

3 ATENE NEL V SECOLO a.C. La polis, la città greca, che ha il suo centro pulsante nell'agorà, nella piazza, è il luogo di formazione di una cultura nuova e di un nuovo sapere: la filosofia. Ciò accade a partire dal VII secolo avanti Cristo, nelle città greche disseminate lungo le coste del Mar Egeo, e soprattutto ad Atene, la città che più di ogni altra fa risuonare gli interrogativi del nuovo sapere filosofico. La città, la comunità degli uomini, l'intreccio delle loro relazioni, la loro domanda di libertà, resta uno dei principali motivi di ispirazione della ricerca filosofica.

4 LA STRUTTURA URBANISTICA DELLA POLIS
La polis comprendeva sia il centro urbano, cinto da mura e costituito dall‘acropoli, dall‘agorà e dalle abitazioni, sia il territorio circostante, la cosiddetta chora, dal greco "terra". Le strade principali, che univano l'agorà, i santuari, le porte della città, avevano un aspetto monumentale ed erano lastricate con grande cura. Per il resto, la rete stradale era fatta di stradine piccole, che consentivano a malapena il transito dei pedoni e degli animali da soma. Questo perché le attività economiche (artigianato e commercio) e quelle residenziali erano concentrate in aree specifiche. Questo assetto urbanistico riduceva il traffico dei quartieri residenziali.

5 L’ACROPOLI

6 L’ACROPOLI L’Acropoli era la parte "alta" della città dove si trovavano i templi e i luoghi del culto. Nella Grecia antica indicava quella parte della città, in genere lontana dal centro, che veniva costruita per ragioni difensive sulla sommità di una altura e spesso cinta da mura. In età micenea essa era il luogo di residenza del re, ma col tempo divenne il centro religioso dell'abitato, sede di templi e luoghi di riunione.

7 L’AGORA’

8 L’AGORA’ Agorà è il termine con il quale nella Grecia antica si indicava la piazza principale della polis. La Polis gravitava attorno all'Agorà, dove i cittadini si riunivano in assemblea per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi; essa è anche luogo del mercato e centro economico, e perciò vi sorgono gli edifici pubblici, gli uffici, i negozi, i teatri. L'agorà è un'autentica invenzione urbanistica, che non trova riscontro né nei centri del Vicino Oriente né in quelli micenei dove tutto dipendeva dal re e non c'era bisogno di un luogo dove tenere l'assemblea. Questa innovazione fu inserita grazie alle grandi modifiche urbanistiche iniziate durante l'età di Pericle intorno al V secolo a.C.

9 L’AREOPAGO

10 L’ATREOPAGO L'Areòpago era non solo una collina, ma anche il tribunale per gli omicidi dolosi istituito da Dracone intorno al 624 a.C, che sorgeva proprio su di essa. Con questo nuovo tribunale la pena per l'omicida non era più decisa dalla famiglia dell'ucciso, ma dal tribunale che ne decideva le modalità (si trattava comunque della pena di morte) e l'assassino veniva consegnato alla famiglia, che non aveva più carta bianca ma aveva il dovere di uccidere l'assassino nel modo che gli veniva comunicato dall'Areòpago.

11 IL GINNASIO

12 IL GINNASIO Era il luogo dove i giovani ateniesi si allenavano per le gare atletiche e si esercitavano nudi nei giochi ginnici. Divenne, con il passare del tempo, anche un luogo per il ritrovo e l'educazione dove si potevano tenere conferenze, lezioni, banchetti e anche rappresentazioni teatrali. Anche a livello architettonico, si tratta di un edificio caratteristico del mondo greco, diviso in due parti: una parte, la principale, è la palestra, o ginnasio, lo spazio cioè dove ci si allenava nella lotta, nel combattimento, ma dove anche ci si riuniva per discutere, tenere delle conferenze, parlare di filosofia. La seconda parte invece sono le piste per la corsa (drômoi) che, quando erano presenti (non erano infatti un elemento fondamentale, seppur molto diffuso) potevano presentarsi sotto diverse forme.

13 IL TEATRO

14 IL TEATRO Le forme teatrali che oggi conosciamo discendono da quelle che si praticavano e che vennero perfezionate nella Atene del V secolo a.C.. Gli Ateniesi svilupparono la consuetudine di organizzare regolarmente grandi festival in cui i maggiori autori teatrali dell'epoca gareggiavano per conquistarsi il favore del pubblico. Gli attori, esclusivamente uomini anche nelle parti femminili, indossavano maschere che ne ampliavano la voce. La recitazione era rigorosamente in versi, e alle parti soliste si accompagnava un Coro, gruppo di attori che assolveva la funzione di collegamento delle scene, commento e narrazione della trama.

15 IL TEATRO La forma d'arte di ispirazione più elevata era considerata la tragedia, i cui temi ricorrenti erano derivati dai miti e dai racconti eroici (tra i tragediografi greci più importanti ricordiamo Sofocle, Eschilo ed Euripide). Le commedie, che spesso fungevano da intermezzo tra le tragedie, di carattere più leggero e divertente, prendevano spesso di mira la politica e i personaggi pubblici del tempo. I Greci consideravano il teatro non come una semplice occasione di divertimento e di evasione dalla quotidianità, ma piuttosto come un luogo dove la polis si riuniva per celebrare le antiche storie del mito, patrimonio comune della cittadinanza, che lo spettatore greco conosceva. Ma che, ad ogni nuova rappresentazione, venivano reinterpretate e rideclinate dal drammaturgo.

16 IL TEATRO Lo spettatore greco si recava a teatro per imparare precetti religiosi, per riflettere sul mistero dell'esistenza, per rafforzare il senso della comunità civica. La rappresentazione teatrale non è dunque soltanto uno spettacolo: è un rito collettivo della pólis che si svolge durante un periodo sacro in uno spazio sacro (al centro del teatro sorgeva l'altare del dio). Gli spettacoli teatrali ad Atene si svolgevano in occasione delle grandi Dionisie, feste in onore di Dioniso celebrate verso la fine di marzo.

17 IL TEATRO Il teatro era per i greci uno spettacolo molto sentito e vissuto da parte dei cittadini di ogni classe sociale e condizione economica: esso era infatti un rituale di grande rilevanza religiosa e sociale, considerato uno strumento di educazione nell'interesse della comunità, tant'è che da Pericle in poi è la tesoreria dello Stato a rimborsare il prezzo del biglietto (circa due oboli al giorno). Agli spettacoli la popolazione partecipava in massa e probabilmente già nel V sec. a. C. erano ammessi anche donne, bambini e schiavi.

18 IL TEATRO Il teatro, proprio per questo suo carattere collettivo, assunse la funzione di cassa di risonanza per le idee, i problemi e la vita politica e culturale dell'Atene democratica: se è vero infatti che la tragedia parla di un passato mitico, è anche vero che il mito diventa metafora dei problemi profondi che Atene vive. Aristotele a questo proposito formula il concetto di "catarsi" (purificazione), secondo cui la tragedia pone di fronte agli uomini gli impulsi passionali e irrazionali (matricidio, incesto, cannibalismo, suicidio, infanticidio...) che si trovano, più o meno inconsciamente, nell'animo umano, permettendo agli individui di sfogarli innocuamente, in una sorta di esorcizzazione di massa.

19 LA CITTA’ EDUCANTE Nel periodo classico, ad Atene, non era previsto per i giovani alcun ciclo scolastico di istruzione. Ciò non vuol dire che il processo educativo cessasse: ai maestri di scuola si sostituiva la città che si faceva essa stessa struttura educativa. I luoghi privilegiati di simile formazione erano l’Agorà, la Boulé, le Feste cittadine, l’Acropoli, l’Areopago, il Ginnasio, il Teatro. Questi, nel loro insieme, concorrono alla omogeneizzazione culturale dei cittadini sulla base di una serie di valori comuni.

20 Biblio-sitografia AA VV, Corso di filosofia, edizioni scolastiche Bruno Mondadori,, Milano, 1996 Bollettino telematico di filosofia politica


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