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I CONFLITTI LE GUERRE QUALI LE CAUSE ? PRIMA PARTE PETROLIO ? OGM?

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Presentazione sul tema: "I CONFLITTI LE GUERRE QUALI LE CAUSE ? PRIMA PARTE PETROLIO ? OGM?"— Transcript della presentazione:

1 I CONFLITTI LE GUERRE QUALI LE CAUSE ? PRIMA PARTE PETROLIO ? OGM?
DELL’ACQUA? CONTROLLO OGM? I CONFLITTI LE GUERRE QUALI LE CAUSE ?

2 PENSARE SIGNIFICA OLTREPASSARE Ernst Bloch

3 VERO O FALSO? I CONFLITTI E LE GUERRE SONO SPESSO PRESENTATI DAI MEDIA OCCIDENTALI COME CONSEGUENZE DI PROBLEMI ETNICI, DI RIVENDICAZIONI TERRITORIALI, DI INTEGRALISMI RELIGIOSI, DI DITTATURE FANATICHE. LA SOLA SOLUZIONE POSSIBILE È L’INTERVENTO PACIFICATORE E “POCO” INTERESSATO DELL’OCCIDENTE. A VOLTE L’INTERVENTO È POLITICO , A VOLTE MILITARE.

4 VERO O FALSO? CERTO A VOLTE L’INTERVENTO NON È MILITARE, MA UTILIZZA STRUMENTI APPARENTEMENTE MENO CRUENTI, QUALI LE SANZIONI ECONOMICHE O L’EMBARGO DI ALCUNE MATERIE PRIME NECESSARIE ALLA SOPPRAVIVENZA DEI PAESI COINVOLTI, AL FINE CHE I LORO GOVERNI ACCETTINO LE CONDIZIONI DETTATE DALL’O.N.U. O DA ALTRI. A VOLTE QUESTI STRUMENTI COLPISCONO SOPRATTUTTO LA POPOLAZIONE CIVILE, LASCIANDO IMMUTATI IN QUEL PAESE IL QUADRO POLITICO E LE CAUSE DEL CONFLITTO CAUSANDO INVECE MILIONI DI MORTI SILENZIOSE, DATO CHE I MEDIA SEMPLICEMENTE LE IGNORANO.

5 VERO O FALSO? IMPROVVISAMENTE SIAMO BOMBARDATI DA UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE CHE VEICOLA IMMAGINI E COMMENTI ATTI A MOSTRARE, DI QUELLA NAZIONE, UNA SITUAZIONE DI INGIUSTIZIA E DI MANCANZA DEI DIRITTI FONDAMENTALI TALI DA SUSCITARE UNA NOSTRA GIUSTA INDIGNAZIONE POPOLARE. DUNQUE L’INTERVENTO, POLITICO O MILITARE, NON PUÒ CHE ESSERE NECESSARIO ED UMANITARIO. E OGGI, DI FRONTE AL PERICOLO DEL TERRORISMO, ANCHE PREVENTIVO.

6 VERO O FALSO? QUASI NESSUNA INFORMAZIONE SUL PERCORSO STORICO E POLITICO CHE HA CAUSATO, IN QUELLA NAZIONE, LA ATTUALE SITUAZIONE DI CRISI.

7 VERO O FALSO? NESSUN RIFERIMENTO AL FATTO CHE, I GOVERNI DI ALCUNE DELLE NAZIONI OCCIDENTALI INDIGNATE, NEL RECENTE PASSATO, CON LE IDENTICHE SITUAZIONI DI INGIUSTIZIA PER CUI OGGI SI CHIEDE UN INTERVENTO, HANNO SOSTENUTO E ARMATO PER OPPORTUNISMO E CONVENIENZA ECONOMICA ,LA STESSA CLASSE POLITICA DI QUEL PAESE IN CUI OGGI NECESSITA INTERVENIRE.

8 CHE STANNO SOTTO I CONFLITTI
VERO O FALSO? SOPRATTUTTO NESSUN RIFERIMENTO ALLE LE RAGIONI ECONOMICHE CHE STANNO SOTTO I CONFLITTI

9 QUALI INTERESSI ECONOMICI ?
NE ELENCHIAMO ALCUNI TRA I PIÙ IMPORTANTI: ACQUA CONTROLLO DELLE RISORSE IDRICHE PETROLIO CONTROLLO DELL’ENERGIA ORO VERDE CONTROLLO DELLE RISORSE GENETICHE VEGETALI A DANNO DELLE BIODIVERSITÀ (OGM). MINERALI E METALLI CONTROLLO DELLE RISORSE DEI METALLI PREZIOSI E DEI MINERALI INDISPENSABILI PER LE NUOVE TECNOLOGIE CIVILI E MILITARI.

10 ACQUA

11 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
PIÙ DI DI PERSONE NON HANNO ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE. OGNI GIORNO ALMENO BAMBINI MUOIONO PER INFEZIONI CAUSATE DA ACQUA NON POTABILE. UNA FAMIGLIA EUROPEA NE CONSUMA MEDIAMENTE 165 LITRI AL GIORNO CONTRO I 20 DI UNA FAMIGLIA AFRICANA.

12 1.000.000.000.000 LITRI DI ACQUA CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
DEI DI CHILOMETRI CUBI DI ACQUA UTILIZZATA NEL MONDO, IL 70% È DESTINATA ALL’AGRICOLTURA, IL 23% ALLA PRODUZIONE INDUSTRIALE E L’8% AGLI USI DOMESTICI. N.B. 1 CHILOMETRO CUBO DI ACQUA CORRISPONDE A LITRI DI ACQUA

13 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
L’ACQUA, DIVENTANDO UN BENE RARO, STA ASSUMENDO SEMPRE PIÙ UN CARATTERE STRATEGICO E ANCHE POTENZIALMENTE DESTABILIZZANTE. LA MINACCIA DI UNA GUERRA PER IL CONTROLLO DI TERRITORI RICCHI DI PETROLIO NON RAPPRESENTA NIENTE DI NUOVO, MA NEGLI ANNI A VENIRE L’ACQUA POTREBBE ACCENDERE PIÙ CONFLITTI DELL’ORO NERO.

14 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
IN ALCUNI REGIONI DEL MONDO, LA SCARSITÀ DI ACQUA È GIÀ DIVENTATA QUELLO CHE È STATA LA CRISI DEI PREZZI DEL PETROLIO NEGLI ANNI ’70: UNA FONTE IMPORTANTE DI INSTABILITÀ ECONOMICA E POLITICA CHE CAUSA CONFLITTI.

15 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
SONO PARECCHIE LE GUERRE PER L’ACQUA GIÀ IN CORSO: TRA TURCHIA, SIRIA E IRAQ. TRA SUDAN, SOMALIA E UGANDA. TRA INDIA , PAKISTAN E BANGLADESH E TUTTO LASCIA PREVEDERE CHE IN FUTURO AUMENTERANNO, SOPRATTUTTO IN AFRICA CENTRALE E SUBEQUATORIALE, NEL SUBCONTINENTE ASIATICO, IN MEDIO ORIENTE E IN ALCUNI PAESI DELL’AMERICA LATINA.

16 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
ANALIZZIAMO UN CONFLITTO PER L’ACQUA, AD ESEMPIO QUELLO TRA: TURCHIA – SIRIA – IRAQ È SICURAMENTE UNA DELLE PIÙ ANTICHE GUERRE DEL GOLFO CHE LA STORIA RICORDI: ISCRIZIONI DELL’ANTICA CIVILTÀ DEI SUMERI NARRANO DI UNA GUERRA DELL’ACQUA COMBATTUTA ANNI FA TRA DUE GOVERNATORI, QUELLA DI UMMA E QUELLA DI LAGASH, CHE SI CONTENDEVANO IL CONTROLLO DEI CANALI DI IRRIGAZIONE DEL FIUME EUFRATE CHE, NASCENDO IN TURCHIA, ATTRAVERSA LA SIRIA E L’IRAQ PER SFOCIARE NEL GOLFO PERSICO……… ANNI FA, E OGGI?

17 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
OGGI AL CENTRO DELLA QUESTIONE IRACHENA C’È SOPRATTUTTO IL PETROLIO. EPPURE L’ACQUA DEL GRANDE FIUME, QUELL’EUFRATE CHE AVEVA FATTO NASCERE SPLENDIDE CIVILTÀ, RESTA LO SFONDO DECISIVO DI OGNI POSSIBILE SVILUPPO, PERCHÉ NON BASTA PIÙ NEANCHE A PLACARE LA SETE DELLE COMUNITÀ CHE RESISTONO SULLE SUE RIVE: ESSO È UN MALATO SEMPRE PIÙ GRAVE, DISSECCATO, INQUINATO AL PUNTO DA NON ESSERE NEPPURE UTILIZZABILE PER IRRIGARE. LE CAUSE DI QUESTA SITUAZIONE, IN UN PAESE ROSO DALLA DITTATURA E SOPRATTUTTO DALLE SANZIONI E DALL’EMBARGO, SONO DIVERSE.

18 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
OGGI NEL 2002 ,LE CAUSE SONO VARIE: DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI , ALLE DIGHE,DALL’INQUINAMENTO DA AGENTI CHIMICI ALLA MANCATA DEPURAZIONE CHE HA CREATO UN CASUS BELLI DI UNA GUERRA, MENO IMMINENTE, MA PIÙ DIFFICILE DA DISINNESCARE DI QUELLA INVOCATA DA BUSH. I FIUMI SI SECCANO E LA MISERIA CRESCE, AGGRAVATA DAGLI EFFETTI DELLA GUERRA DEL GOLFO, DALLA MANCANZA DI DEPURATORI E DALLA IMPOSSIBILITÀ DI USARE IL CLORO, SOSTANZA SOTTO EMBARGO, NECESSARIA PER DISINFETTARE GLI ACQUEDOTTI.

19 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
DOPO AVER RISCHIATO UNA GUERRA DELL’ACQUA PER LE DIGHE COSTRUITE NEL 1975, IRAQ E SIRIA HANNO RAGGIUNTO UN COMPROMESSO, MA LA TURCHIA NON È DISPOSTA AD ACCORDI E HA APPROVATO UN PROGETTO FARAONICO DAGLI EFFETTI DEVASTANTI: IL GAP , CHE CONSISTE NELLA COSTRUZIONE DI 90 DIGHE IN ANATOLIA, DOVE LE AREE CHE SARANNO ALLAGATE SONO ABITATE IN MAGGIORANZA DAI CURDI . QUESTO PROGETTO AUMENTERÀ DEL 40% LA SUPERFICIE IRRIGATA IN TURCHIA, E SARANNO COSTRUITE 60 CENTRALI IDROELETTRICHE PER LA FORNITURA DI 27 MILIARDI DI KW.

20 PIÙ MISERIA CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
LA TURCHIA QUINDI GESTISCE IL RUBINETTO DELL’ACQUA PER IRAQ E SIRIA. LA PORTATA DEI FIUMI EUFRATE E TIGRI, SI È GIÀ RIDOTTA IN IRAQ DEL 20% A CAUSA DELLE DIGHE GIÀ REALIZZATE IN TERRITORIO TURCO E DELLA PERSISTENTE SICCITÀ CHE HA COLPITO L’INTERA REGIONE. SE IL PROGETTO GAP SI REALIZZERÀ, LA PERCENTUALE DI ACQUA RUBATA SALIRÀ AL 50% . CIÓ SIGNIFICHERÀ UNA DRASTICA DIMINUZIONE DELLE TERRE IRRIGATE MENO ACQUA = MENO RACCOLTI = MENO CIBO PIÙ MISERIA

21 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
IL PROBLEMA DEL DECLINO DELLE RISERVE IDRICHE È PARTICOLARMENTE GRAVE IN TUTTO IL MONDO E NON INTERESSA SOLO I PAESI DEL SUD DEL MONDO: CALIFORNIA, MESSICO, MONGOLIA, MANCIURIA, MEDIO ORIENTE E ALMENO 20 STATI AFRICANI SONO I TERRITORI A RISCHIO PIÙ IMMEDIATO. IL CONTROLLO DELL’ACQUA DOLCE DIVENTA CRUCIALE NEL CASO DI RISORSE IN COMUNE FRA PIÙ PAESI: SECONDO UN DOSSIER PUBBLICATO DAL GIORNALE “LIBERATION”, SONO VALUTATI NEL PROSSIMO FUTURO BEN 269 CASI DI GUERRA POTENZIALE.

22 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
A TUTTO QUESTO SI SOMMA IL PROBLEMA DELLA PRIVATIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE: BANCA MONDIALE E F.M.I. ( FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ) APPOGGIANO LE MULTINAZIONALI CHE ASSUMONO IL CONTROLLO DEI SERVIZI IDRICI PUBBLICI IN TUTTO IL MONDO. ESSE TRASFORMANO IN MERCE A CARO PREZZO QUELLO CHE DEVE ESSERE CONSIDERATO SEMPLICEMENTE UN BENE FONDAMENTALE, UN BISOGNO UMANO CHE NON DEVE ESSERE PRIVATIZZATO E SOTTOMESSO AI PIÙ RIGIDI INTERESSI COMMERCIALI.

23 MA PERCHÉ QUESTA RISORSA È DRAMMATICAMENTE IN CALO?
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA SECONDO L’UNEP, IL PROGRAMMA DELLE NAZIONI UNITE PER L’AMBIENTE, CIRCA DI PERSONE SONO SOTTO STRESS IDRICO E IL PROBLEMA SI STA AGGRAVANDO. NEI PROSSIMI 25 ANNI ALTRI 11 PAESI AFRICANI SI AGGIUNGERANNO A QUELLI CHE GIÀ OGGI SOFFRONO DI CARENZA CRONICA DI ACQUA. MA PERCHÉ QUESTA RISORSA È DRAMMATICAMENTE IN CALO?

24 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
SECONDO RICCARDO PETRELLA ( Presidente del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua) LE CAUSE SONO MOLTEPLICI: LA CRESCITA DEI CONSUMI A CAUSA DELLA AUMENTATA PRESSIONE DEMOGRAFICA. L’AGRICOLTUTA INTENSIVA ( KG DI CEREALI = KG DI ACQUA ). L’INDUSTRIALIZZAZIONE E L’URBANIZZAZIONE ( FATTORI CHE OLTRE A CONSUMARE ACQUA INQUINANO, SPESSO PER DECENNI, LE RISERVE IDRICHE ). LA CRESCENTE SICCITÀ DOVUTA ALL’EFFETTO SERRA.

25 DIAGRAMMA DEI CONSUMI D’ACQUA
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA DIAGRAMMA DEI CONSUMI D’ACQUA

26 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
NONOSTANTE QUESTI GRAVI PROBLEMI CHE SONO ALLA BASE DI CONFLITTI ATTUALI E FUTURI, AL VERTICE DELLA TERRA DI JOHANNESBURG LE O.N.G. HANNO DENUNCIATO IL DISINTERESSE DEI GOVERNI ORMAI PROIETTATI VERSO LE MULTINAZIONALI. MILOON KHOSARI, SEGRETARIO SPECIALE PRESSO LA COMMISIONE SUI DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE HA DETTO A TAL PROPOSITO: “SONO FELICE CHE ABBIATE RICONOSCIUTO L’ACQUA COME DIRITTO UMANO, MA NE AVETE PARLATO SOLO IN TERMINI DI DENARO”.

27 NOI CI VERGOGNAMO ! CONFLITTI PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA
NONOSTANTE SI SIANO REALIZZATE 200 CONFERNZE MONDIALI SULL’ACQUA NEGLI ULTIMI 10 ANNI, UN MILIARDO E MEZZO DI PERSONE NON HA ANCORA L’ACCESSO A QUESTO BENE: SARANNO TRE MILIARDI NEL 2030. DUE MILIARDI E 400 MILIONI SONO SENZA FOGNE E ACQUA PULITA. QUESTE LE CIFRE DELLA “GUERRA” DELL’ACQUA. EPPURE A JOHANNESBURG LA PROPOSTA DEI “GRANDI DELLA TERRA” È SOLO DI DIMEZZARE QUESTE CIFRE ENTRO IL 2015, MA ANCHE SU QUESTO PROPOSITO GLI U.S.A. NON VOGLIONO IMPEGNI E SCADENZE. NOI CI VERGOGNAMO !

28 PETROLIO

29 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
SE PENSIAMO UN ATTIMO ALL’IMPORTANZA CHE IL PETROLIO E I SUOI DERIVATI HANNO AVUTO (E HANNO TUTTORA) PER LO SVILUPPO DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI, NON POSSIAMO FARE A MENO DI DOMANDARCI COME MAI PER ALCUNI PAESI, CHE NE DETENGONO LA MAGGIORE QUANTITÀ DI RISERVE, SPESSO CIÒ COSTITUISCA UN HANDICAP INVECE CHE UN VANTAGGIO.

30 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
QUANTI CONFLITTI SI SONO FATTI E SI STANNO FACENDO NEL MONDO IN NOME DEL PETROLIO? PER IL SUO CONTROLLO SI COMBATTE, SI CHIUDE UN OCCHIO SU MINACCE, VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI, SI PENALIZZANO E MARGINALIZZANO GRUPPI ETNICI: PENSIAMO AD ESEMPIO ALLA TRIBÙ DEGLI OGONI IN NIGERIA, MA ANCHE ALLE POPOLAZIONI DEL SUDAN.

31 IN NOME DELLA SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI PER L’OCCIDENTE
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO IN NOME DELLA SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI PER L’OCCIDENTE SI COMPROMETTONO VOLUTAMENTE EQUILIBRI POLITICI PRECARI, SI COSTRUISCONO AD ARTE NECESSITÀ DI INTERVENTO POLITICO O MILITARE CHE HANNO IL VERO SCOPO DI CONTROLLARE LE RISERVE DI PETROLIO DI QUEL PARTICOLARE PAESE.

32 MA PERCHÉ UN COLPO DI STATO ?
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO PENSIAMO AL GOLPE IN VENEZULA DELLO SCORSO APRILE: SE IN QUEL PERIODO LA GRAVE SITUAZIONE IN MEDIO ORIENTE DEL CONFLITTO ISRAELIANO-PALESTINESE NON AVESSE MONOPOLIZZATO L’ATTENZIONE DEI MEDIA DI TUTTO IL MONDO SE NE SAREBBE PARLATO DI PIÙ. CHISSÀ SE CHI HA PROGETTATO IL COLPO DI STATO SI PROPONEVA DI SFRUTTARE AL MASSIMO LA DISTRAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA PER UN’OPERAZIONE CHE, SE FOSSE ANDATA A “BUON FINE” AVREBBE COSTITUITO UNA SVOLTA DECISIVA PER LA STORIA LATINO AMERICANA CONTEMPORANEA. MA PERCHÉ UN COLPO DI STATO ?

33 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
FORSE PERCHÉ IL VENEZUELA È IL QUARTO ESPORTATORE MONDIALE DI PETROLIO? FORSE PERCHÉ IL VENEZUELA È FONDAMENTALE PER GLI APPROVVIGIONAMENTI ENERGETICI DEGLI U.S.A. DI CUI NE È IL TERZO FORNITORE? FORSE PERCHÉ IL VENEZUELA È IL TERZO PAESE NEL MONDO, DOPO L’ARABIA SAUDITA E L’IRAQ, PER L’ENTITÀ DEI SUOI GIACIMENTI DI PETROLIO?

34 MA COME? CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DIFFICILMENTE UNA PERSONA DI BUON SENSO PUÒ IGNORARE CHE AL DI LÀ DEGLI ARGOMENTI AVANZATI, UNO DEI PRINCIPALI OBIETTIVI DELLA GUERRA ANNUNCIATA CONTRO L’IRAQ È EFFETTIVAMENTE IL PETROLIO. FAR MAN BASSA SULLA SECONDA RISERVA MONDIALE DI IDROCARBURI CONSENTIREBBE AL PRESIDENTE BUSH DI RIBALTARE COMPLETAMENTE IL MERCATO PETROLIFERO PLANETARIO. MA COME?

35 QUALI? CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
SOTTO IL PROTETTORATO AMERICANO, L’IRAQ POTREBBE RADDOPPIARE IN BREVE TEMPO LA PROPRIA PRODUZIONE DI GREGGIO, CON LA CONSEGUENZA IMMEDIATA DI FAR CROLLARE I PREZZI DEL PETROLIO E, FORSE DI RILANCIARE LA CRESCITA ECONOMICA DEGLI U.S.A. CHE ATTUALMENTE È IN FASE DI QUASI RECESSIONE. MA CI SONO ANCHE OBIETTIVI POLITICI FORSE PIÙ IMPORTANTI E SICURAMENTE STRATEGICI. QUALI?

36 MA C’È UN’OBIETTIVO PIÙ AMBIZIOSO!
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO IN PRIMO LUOGO, ASSESTARE UN DURISSIMO COLPO A UNA DELLE BESTIE NERE DEGLI U.S.A. , E CIOÈ L’ORGANIZZAZIONE DEI PAESI ESPORTATORI DI PETROLIO (O.P.E.C.) E PER EFFETTO DI RIMBALZO, SOPRATTUTTO AD ALCUNI PAESI CHE NE FANNO PARTE: IN PARTICOLARE LA LIBIA, L’IRAN E IL VENEZUELA , MA NON SAREBBERO RISPARMIATI NEPPURE ALCUNI STATI AMICI , QUALI IL MESSICO, L’INDONESIA, LA NIGERIA, L’ALGERIA ED ALTRI PRODUTTORI MINORI. MA C’È UN’OBIETTIVO PIÙ AMBIZIOSO!

37 QUALI STRATEGIE PER EMARGINARLA?
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO IL CONTROLLO DEL PETROLIO IRACHENO FAVORIREBBE LA PRESA DI DISTANZA DALL’ARABIA SAUDITA. INFATTI, DOPO L’UNDICI SETTEMBRE, ESSA VIENE CONSIDERATA DALL’ AMMINISTRAZIONE BUSH SEMPRE PIÙ COME UN SANTUARIO DELL’ISLAMISMO RADICALE. QUALI STRATEGIE PER EMARGINARLA?

38 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
IN UN (SPERIAMO IMPROBABILE) SCENARIO ANNUNCIATO DAL VICEPRESIDENTE AMERICANO RICHARD CHENEY, L’ARABIA SAUDITA POTREBBE ESSERE ELIMINATA PER FAR POSTO A UN EMIRATO INDIPENDENTE, SOTTOPOSTO AD UN PROTETTORATO AMERICANO, DA STABILIRE NELLA RICCA PROVINCIA PETROLIFERA DI HASSA, A POPOLAZIONE A MAGGIORANZA SCIITA, OVE SI TROVANO I PRINCIPALI GIACIMENTI DI PETROLIO SAUDITA.

39 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
IN UNA PROSPETTIVA DEL GENERE IL CONFLITTO IN IRAQ SAREBBE SOLTANTO UN PRIMO EPISODIO, A CUI POTREBBE SEGUIRE A BREVE DISTANZA UN ATTACCO CONTRO L’IRAN, GIÀ CLASSIFICATO DAGLI U.S.A. COME APPARTENENTE ALL’ ASSE DEL MALE. ANCHE LE SUE RISERVE DI PETROLIO ANDREBBERO COSÌ A COMPLETARE IL FAVOLOSO BOTTINO DEL QUALE WASHINGTON CONTA DI IMPADRONIRSI.

40 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
ROMANZO DI FANTAPOLITICA? IL SOLITO ANTIAMERICANISMO? IL SOLITO OCCIDENTE CATTIVO? FORSE SI PUÒ ANCHE PENSARE CHE SIA COSÌ, MA PROVIAMO A RAGIONARE SU DATI OGGETTIVI. POI OGNUNO SI FARÀ LIBERAMENTE UNA PROPRIA IDEA

41 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: UN RAPPORTO AMERICANO DELL’INIZIO 2001 INTITOLATO “STRATEGIC ENERGY POLICY CHALLANGENS FOR THE 21st CENTURY”, PREDISPOSTO DAL COUNCIL ON FOREIGN RELATIONS (CFR) E DAL JAMES A. BAKER INSTITUTE FOR PUBBLIC POLICY (JBIPP) METTEVA IN LUCE IL FATTO CHE GLI U.S.A. STANNO PER FINIRE IL PETROLIO, PROSPETTANDO ANCHE L’EVENTUALE NECESSITÀ DELL’INTERVENTO MILITARE PER GARANTIRE GLI APPROVVIGIONAMENTI. MA CHI SONO GLI AUTORI DI QUESTO RAPPORTO, IL CFR E IL JBIPP ?

42 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: ALCUNE INFORMAZIONI SUGLI AUTORI DEL RAPPORTO. IL C.F.R. È UNO DEI GRUPPI PIÙ POTENTI TRA QUELLI CHE INFLUENZANO LA POLITICA AMERICANA. TRA I SUOI MEMBRI VI SONO NUMEROSI ESPONENTI DEL GOVERNO ATTUALE E DI GOVERNI PRECEDENTI OLTRE AD ALCUNI DEI PIÙ POTENTI UOMINI D’AFFARI DEL PIANETA. FACCIAMO ALCUNI NOMI

43 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
ALCUNI NOMI PRESTIGIOSI CHE FANNO PARTE DEL C.F.R. FRANK C. CARLUCCI ( presidente del gruppo multinazionale CARLYE consultare il sito ) RICHARD B. CHENEY ( attuale vicepresidente U.S.A.) HENRY A. KISSINGER ( ex segretario di stato) ZBIGNIEW BRZEZINSKI (ex consigliere nazionale per la sicurezza sotto la presidenza di Jimmy Carter) JIMMY CARTER ( ex presidente degli STATI UNITI ) (continua nella pagina seguente)

44 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
BRENT SCOWCROFT ( ex consigliere per la sicurezza nazionale dei presidenti Ronald Reagan e George Bush) RICHARD N. PERLE (viceministro della Difesa di Ronald Reagan. Oggi è tra i più influenti consiglieri di Donald Rumsfeld, l'attuale ministro della Difesa, che ha voluto Perle a capo del Defense policy board, un comitato di 31 superconsulenti che comprende tra gli altri Henry Kissinger e l'ex vicepresidente Dan Quayle, l'ex portavoce della Camera Newt Gingrich e l'ex direttore della Cia Jim Woolsey.)

45 MA COSA ALTRO DICE QUESTO RAPPORTO?
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO PER QUANTO RIGUARDA IL J.B.I.P.P. ( JAMES A. BACKER III INSTITUTE for PUBBLIC POLICY) DELLA RICE UNIVERSITY LA SUA INFLUENZA POLITICA È DEL TUTTO SIMILE A QUELLA DEL C.F.R. PRECEDENTEMENTO DESCRITTO. MA COSA ALTRO DICE QUESTO RAPPORTO?

46 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: IL RAPPORTO FORMULA ALCUNE PROPOSTE PER LA STRATEGIA U.S.A. IN CAMPO ENERGETICO. IL VICEPRESIDENTE DICK CHENEY PROPONE DI CREARE UNA TASK FORCE SULL’ENERGIA E SUGGERISCE DI CONSIDERARE LA POSSIBILITÀ DI INCLUDERVI UNA RAPPRESENTANZA DEL DIPARTIMENTO DELLA DIFESA.

47 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: IL RAPPORTO PAVENTA LA FINE DEL GREGGIO ABBONDANTE A BASSO COSTO: L’INDUSTRIA DELL’ENERGIA U.S.A. COMINCEREBBE AD AVERE SCORTE LIMITATE. IL RAPPORTO SOLLECITA IL PRESIDENTE BUSH A RIVELARE “QUESTA DOLOROSA VERITÀ AL POPOLO AMERICANO” .

48 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: AFFERMANDO CHE “NON C’È ALTERNATIVA E CHE NON C’È TEMPO DA PERDERE ” IL RAPPORTO PROSPETTA IN FUTURO L’ESPLOSIONE DEI PREZZI PER L’ENERGIA, LA RECESSIONE ECONOMICA E SCONTRI SOCIALI NEGLI U.S.A. IL RAPPORTO CALCOLA UN PERIODO DI ALMENO TRE-CINQUE ANNI PER CREARE LE INFRASTRUTTURE NECESSARIE PER RISPONDERE AL FABBISOGNO ENERGETICO DEGLI STATI UNITI.

49 DATO OGGETTIVO: IL DOCUMENTO CHIEDE:
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO DATO OGGETTIVO: IL DOCUMENTO CHIEDE: “IL RIPENSAMENTO DEL RUOLO DELL’ APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO NELLA POLITICA ESTERA AMERICANA “. “CHE L’ACCESSO AL PETROLIO SIA CONSIDERATO UN IMPERATIVO PER LA SICUREZZA NAZIONALE DEGLI U.S.A.” “SIA RITENUTA UNA OPZIONE VALIDA CHE LA GIUSTIFICAZIONE DELLA SICUREZZA ENERGETICA DIVENTI UNA GIUSTIFICAZIONE AL RICORSO ALLA FORZA MILITARE”.

50 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: UNO DEI “PASSI IMMEDIATI” CHE IL RAPPORTO CHIEDE È DI VERIFICARE SE SI POSSA MODIFICARE LA POLITICA U.S.A. IN MODO DA VELOCIZZARE LA DISPONIBILITÀ DI “PETROLIO DALLA REGIONE DEL BACINO DEL CASPIO”. QUESTO CONFERMEREBBE VECCHIE ACCUSE SECONDO LE QUALI LE QUESTIONI ENERGETICHE FAREBBERO OMBRA ALL’AGENDA UFFICIALE AMERICANA SULL’ AFGHANISTAN.

51 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: COME RISULTA DA UN RESECONTO DEL 15 NOVEMBRE 2001 DELL’’ INTER PRESS SERVICE (I.P.S.), L’OBBIETTIVO U.S.A. PRIMA DELL’11 SETTEMBRE ERA LA COSTRUZIONE DI OLEODOTTI E GASDOTTI PER PERMETTERE L’ACCESSO ALLE RISORSE ENERGETICHE DEL MAR CASPIO AL FINE DI TOGLIERLE DALL’INFLUENZA DI MOSCA. Nota: L’ I.P.S. è il fornitore principale nel mondo di informazioni. Si avvale di una rete no-profit di giornalisti e di testate in più di 100 paesi. Via satellite si collega a punti di informazione in tempo reale.

52 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: PER OTTENERE CIÒ, AFFERMA L’I.P.S. I TENTATIVI U.S.A. DI COMPRARE E POI MINACCIARE I TALEBAN AVEVANO PRECEDUTO L’11 SETTEMBRE. L’ARTICOLO I.P.S. , SCRITTO DAI GIORNALISTI FRANCESI JEAN-CHARLES BRISARD E GUILLARME DASQUIE , RIFERISCE CHE DI FRONTE AL RIFIUTO DEI TALEBAN A COLLABORARE, PER GLI U.S.A. ERA GIUSTIFICABILE UN RICORSO ALLA FORZA MILITARE.

53 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: AD AVVALORARE L’ARTICOLO DELL’ I.P.S. RIGUARDO LE MINACCE MILITARI U.S.A. È L’INCHIESTA DEL G.A.O. (General Accounting Office ) ORGANISMO INVESTIGATIVO DEL CONGRESSO DEGLI U.S.A. CHE HA FATTO CAUSA AL VICE PRESIDENTE DICK CHENEY PER OTTENERE INFORMAZIONI DETTAGLIATE SUI MEETING TENUTI DALLA TASK FORCE SULL’ENERGIA. NOTA: QUESTA È LA PRIMA CAUSA IN 81 ANNI DI VITA DEL G.A.O.

54 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: SECONDO L’AUTOREVOLE PARERE DI MO MOWLAM, EX MINISTRO DEL GOVERNO BLAIR: “L’INVASIONE DELL’IRAQ SAREBBE FORTEMENTE DESTABILIZZANTE PER LA REGIONE. IL CAOS CHE NE SEGUIREBBE FORNIREBBE IL NECESSARIO PRETESTO PER UNA EFFICACE OCCUPAZIONE U.S.A. DEL MEDIO ORIENTE”.

55 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: GLI ADDETTI ALLA DIFESA NAZIONALE U.S.A. DISCUTONO SEMPRE PIÙ SU UNA AGENDA PROGRAMMATICA BASATA SULLA FORMULA “ NON SOLO UN NUOVO REGIME IN IRAQ, MA UN NUOVO MEDIO ORIENTE” SIA DICK CHENEY (VICE PRESIDENTE U.S.A) CHE CONDOLEEZA RICE (SEGRETARIO DI STATO U.S.A.) PRESENTANO QUESTO SCENARIO COME UNA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA IN MEDIO ORIENTE.

56 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
DATO OGGETTIVO: MA L’INVASIONE IN AFGHANISTAN NON HA ANCORA PORTATO A QUEGLI OLEODOTTI E A QUEI GASDOTTI CONSIDERATI TANTO IMPORTANTI, E MENTRE IL PRESIDENTE AFGHANO SI FA PROTEGGERE DAI SOLDATI AMERICANI, NEL RAPPORTO U.S.A. “STRATEGIC ENERGY POLICY CHALLANGENS FOR THE 21st CENTURY” SI SOSTIENE RIPETUTAMENTE CHE LA SOLA COSA SICURA CHE STÀ ANDANDO AVANTI E CIÒ CHE È STATO CHIAMATO “IL NUOVO GRANDE GIOCO” : LA LOTTA PER L’IMPERO.

57 PUÒ L’EUROPA OPPORSI ALLA PERIGLIOSA AVVENTURA CHE STA PER INIZIARE ?
CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO CI PONIAMO UN QUESITO: PUÒ L’EUROPA OPPORSI ALLA PERIGLIOSA AVVENTURA CHE STA PER INIZIARE ?

58 SÌ! CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
COME? INNANZITUTTO, FACENDO USO DEL SUO DIRITTO DI VETO (FRANCIA E REGNO UNITO) IN SENO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’O.N.U. E QUINDI BLOCCARE LO STRUMENTO MILITARE, LA N.A.T.O. CHE WASHINGTON CONTA DI UTILIZZARE PER LA PROPRIA ESPANSIONE, E IL CUI USO È SOGGETTO AL VOTO DEGLI STATI EUROPEI. MA NELL’UNO E NELL’ALTRO CASO, QUESTI ULTIMI DOVREBBERO COMPORTARSI DA VERI PARTNERS. NON DA VASSALLI.

59 CONFLITTI PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO
PER FINIRE UN GIOCO: OLTRE AI PAESI FINO AD ORA MENZIONATI, NE ESISTONO ALTRI CHE HANNO RISORSE DI PETROLIO SIGNIFICATIVE. SCOPRITE QUALI SONO QUELLI CHE NON HANNO MAI AVUTO SITUAZIONI DI GUERRA O DI PRESSIONI POLITICHE PER IL CONTROLLO DEL LORO PETROLIO. IRAN – CONGO – U.S.A. – INGHILTERRA – RUSSIA – CINA – NORVEGIA – GABON – CANADA – AZERBAIJAN – UZBEKISTAN – KAZAKISTAN – QATAR – INDONESIA – EMIRATI ARABI – BAHREIN – NIGERIA – ECUADOR –TURKMENISTAN – KIRGISISTAN – TAGIKISTAN – ALGERIA – ANGOLA – VENEZUELA – MESSICO –IRAQ – KUWAIT – ARABIA SAUDITA – LIBIA – SUDAN – MAURITANIA – TUNISIA –PAKISTAN – CECENIA …………………………

60 RIFERIMENTI www.saveriani.bs.it/Missioneoggi www.mercatiesplosivi.com
www Le Monde Diplomatique La Nuova Ecologia (lega ambiente) Nigrizia Il Manifesto


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