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CORSO ONLINE Carrellista – Mulettista (D. Lgs. nr. 81 del 9 Aprile 2008) Istituto Maria Montessori - Divisione FAD – address _ via San Martino, 34 – Montesarchio.

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1 CORSO ONLINE Carrellista – Mulettista (D. Lgs. nr. 81 del 9 Aprile 2008) Istituto Maria Montessori - Divisione FAD – address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _

2 AVVERTENZE La durata del presente corso per Carrellisti - Mulettisti è fissata in 20 ore articolate in una parte teorica ed una parte pratica. La parte teorica viene erogata in modalità online e fad sul sito Per il rilascio dellattestato, è previsto il superamento di un test rispondendo almeno a 20 quesiti su 25 proposti. PRESENTAZIONE DEL CORSO

3 NOTA Il contenuto del presente corso non esime dalla necessità di porre a confronto le indicazioni fornite con le reali condizioni e le esigenze di protezione di ogni specifico ambiente di lavoro. PRESENTAZIONE DEL CORSO

4 DESCRIZIONE DEL CORSO Il corso (obbligatorio ai sensi del D. Lgs. 81 del 2008) si propone di fornire agli studenti i principi generali per la movimentazione di CARRELLI ELEVATORI E MULETTI nel completo rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Italia ed in Europa. Il percorso formativo permette di conseguire la patente per CARRELLISTA DESTINATARI Imprese di tutte le categorie merceologiche, Lavoratori dipendenti, studenti, datori di lavoro, professionisti, consulenti sulla sicurezza, dirigenti, ingegneri, architetti, geometri, periti, carrellisti e mulettisti. PRESENTAZIONE DEL CORSO

5 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Utilizzo di carrelli elevatori Verifica giornaliera (olio, controllo dei pneumatici, impianto idraulico) La gestione del carico Il bilanciamento e lo sbilanciamento del carrello La circolazione, lo stoccaggio e la manutenzione Le norme relative ai carrelli Portata, stabilità, freno, funi e catene, rulli e pulegge di deviazione posto di guida, organi di comando, segnalatore acustico fine corsa, limitazione della velocità, bracci di forca o piastra istruzioni d'uso, regole generali (UNI ISO 3691) Carrelli elevatori alimentati a ga ed ad azionamento elettrico Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro (cenni) Test in itinere e di fine corso PRESENTAZIONE DEL CORSO

6 INDICE DEL CORSO Lezione 1: CARRELLI A MOTORE E MEZZI DI IMMAGAZZINAMENTO CARRELLI A MOTORE CARRELLI A MOTORE: PROBLEMATICHE DI SICUREZZA 1) STABILITÀ DEL MEZZO E DEL CARICO 2) STABILITÀ DELLE CATASTE 3) SPAZI LIBERI PER I PASSAGGI 4) POSTO DI MANOVRA E VISIBILITÀ 5) REQUISITI DEI MANOVRATORI 6) VERIFICHE CARRELLI ELEVATORI MAGAZZINIERI PRESENTAZIONE DEL CORSO

7 INDICE DEL CORSO Lezione 2: IL CARRELLO ELEVATORE LABITACOLO IL POSTO DI GUIDA I COMANDI GOMMATURA GRUPPO DI SOLLEVAMENTO LIMITATORI DI VELOCITÀ LIMITATORI DI PORTATA FORCHE FUNI E CATENE CATENE AD ANELLI LE FUNI METALLICHE I GANCI FORCHE, FUNI E CATENE: NOTE TARGHE SUL CARRELLO LA PORTATA CAPACITA DI SOLLEVAMENTO TARGA DELLA CAPACITA DI SOLLEVAMENTO IL BARICENTRO PROVA DI STABILITÀ TRIANGOLO DI STABILITA FORZA DINERZIA FORZA CENTRIFUGA PRESENTAZIONE DEL CORSO

8 INDICE DEL CORSO Lezione 3: REQUISITI DEL CARRELLISTA REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI PRESENTAZIONE DEL CORSO

9 INDICE DEL CORSO Lezione 4: VERIFICHE PRIMA DI INIZIARE IL SERVIZIO - Norme generali NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI CON MOTORE A SCOPPIO NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI A GAS (METANO O LIQUIGAS) NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI ELETTRICI AL TERMINE DEL SERVIZIO E NECESSARIO… PRESENTAZIONE DEL CORSO

10 INDICE DEL CORSO Lezione 5: PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Inquinamento Viabilità Posto di manovra Investimento in corsia ed all'imbocco Investimento fuori corsia Caduta di carichi all'esterno del magazzino PRESENTAZIONE DEL CORSO

11 INDICE DEL CORSO Lezione 6: NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI PRESA DEL CARICO DA TERRA SOLLEVAMENTO DI UN CARICO PRESA DEL CARICO IN CATASTA POSA DEL CARICO IN CATASTA SOSTA DEL CARRELLO PRESENTAZIONE DEL CORSO

12 INDICE DEL CORSO Lezione 7: LA CONFORMITA ALLE NORME DI SICUREZZA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ CE PITTOGRAMMI, CARTELLI, INDICAZIONI I DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE AVVISATORE ACUSTICO (CLACSON) AVVISATORE ACUSTICO DI RETROMARCIA PRESENTAZIONE DEL CORSO

13 LEZIONE 1 CARRELLI A MOTORE E MEZZI DI IMMAGAZZINAMENTO CARRELLI A MOTORE CARRELLI A MOTORE: PROBLEMATICHE DI SICUREZZA 1) STABILITÀ DEL MEZZO E DEL CARICO 2) STABILITÀ DELLE CATASTE 3) SPAZI LIBERI PER I PASSAGGI 4) POSTO DI MANOVRA E VISIBILITÀ 5) REQUISITI DEI MANOVRATORI 6) VERIFICHE CARRELLI ELEVATORI MAGAZZINIERI

14 CARRELLI A MOTORE E MEZZI DI IMMAGAZZINAMENTO Fino ad alcuni anni fa, i mezzi a disposizione dell'industria per l'immagazzinamento dei materiali erano limitati essenzialmente ai carriponte; allo stato attuale si dispone invece di attrezzature appositamente studiate che consentono di sfruttare bene gli spazi e che facilitano le operazioni di immagazzinamento o di prelevamento. Fra questi mezzi i più diffusi sono i carrelli elevatori a piattaforma o a forche e le gru di impilaggio. LEZIONE 1

15 CARRELLI A MOTORE I carrelli elevatori vengono realizzati in diverse soluzioni costruttive: le più diffuse sono quelle con forche frontali o laterali. Date le ridotte dimensioni del carrello ne è possibile l'utilizzazione anche in ambienti ristretti in particolar modo se si ricorre al tipo a forche laterali. LEZIONE 1

16 CARRELLI A MOTORE: PROBLEMATICHE DI SICUREZZA I problemi di sicurezza che si presentano nell'impiego dei carrelli elevatori possono compendiarsi nei seguenti temi: 1) STABILITÀ DEL MEZZO E DEL CARICO I carrelli elevatori sono costruiti in rispondenza alle norme di stabilità UNI-FEM studiate al fine di garantire una sufficiente stabilità frontale e laterale con una adeguata distribuzione dei carichi (propri e di esercizio). Bisogna accertare la stabilità in curva del carrello. Infatti durante l'impilaggio, dato che i montanti si trovano a ridosso della catasta, il ribaltamento in avanti non può avvenire, anche se il carico è in alto o se, dopo prelevato, viene abbassato. È durante il trasporto con carico basso che il carrello, nei tratti in curva, può ribaltare per effetto della forza centrifuga (il trasporto con carico alto è vietato!!!). LEZIONE 1

17 CARRELLI A MOTORE: PROBLEMATICHE DI SICUREZZA 2) STABILITÀ DELLE CATASTE Nel depositare un carico su una catasta il carrellista dovrà prendere quei provvedimenti atti a garantire la stabilità della catasta stessa. Dovrà aver cura di appoggiare gradualmente il carico e di abbandonarlo senza urti laterali. Gli elementi che costituiscono la catasta, come pure le superfici di appoggio, non dovranno essere caricati oltre i limiti di portata consentiti. 3) SPAZI LIBERI PER I PASSAGGI La larghezza dei passaggi deve superare di almeno cm. 70 l'ingombro massimo dei carrelli. Il passaggio dei carrelli va segnalato con cartelli in loco e col segnalatore acustico del carrello stesso. LEZIONE 1

18 CARRELLI A MOTORE: PROBLEMATICHE DI SICUREZZA 4) POSTO DI MANOVRA E VISIBILITÀ Se esiste il pericolo di caduta all'indietro del materiale trasportato, il posto di manovra dovrà risultare protetto con tetto capace di sopportare il materiale caduto. Se l'ingombro del carico ostacola la visibilità del carrellista, il trasporto deve essere effettuato all'indietro, oppure un incaricato potrà segnalare al manovratore la presenza di eventuali ostacoli. 5) REQUISITI DEI MANOVRATORI La conoscenza delle principali norme di sicurezza e la pratica della manovra sono i requisiti fondamentali di ogni carrellista. È necessario una idonea preparazione tecnica all'uso del mezzo. I Datori di Lavoro devono assolvere all'obbligo previsto dall'art. 4/b DPR 547/55 ovvero devono «rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici». 6) VERIFICHE E necessario verificare periodicamente le parti interessate al sollevamento, in adempimento dall'obbligo previsto dall'art. 374 DPR 547/55 relativo al mantenimento dei mezzi in buono stato di efficienza. LEZIONE 1

19 CARRELLI ELEVATORI MAGAZZINIERI In questo tipo di carrelli il manovratore si sposta con la piattaforma fino a raggiungere il posto di carico e scarico dei materiali. Una caratteristica fondamentale di questi carrelli è la automatica diminuzione della velocità di traslazione quando la piattaforma lascia la posizione limite inferiore. In alcuni casi la possibilità di traslazione del carrello rimane soltanto fino ad una certa quota della piattaforma, mentre permane la possibilità di movimento della piattaforma stessa nel senso verticale. LEZIONE 1

20 LEZIONE 2 IL CARRELLO ELEVATORE LABITACOLO IL POSTO DI GUIDA I COMANDI GOMMATURA GRUPPO DI SOLLEVAMENTO LIMITATORI DI VELOCITÀ LIMITATORI DI PORTATA FORCHE FUNI E CATENE CATENE AD ANELLI LE FUNI METALLICHE I GANCI FORCHE, FUNI E CATENE: NOTE TARGHE SUL CARRELLO LA PORTATA CAPACITA DI SOLLEVAMENTO TARGA DELLA CAPACITA DI SOLLEVAMENTO IL BARICENTRO PROVA DI STABILITÀ TRIANGOLO DI STABILITA FORZA DINERZIA FORZA CENTRIFUGA

21 IL CARRELLO ELEVATORE LEZIONE 2

22 IL CARRELLO ELEVATORE LEZIONE 2

23 IL CARRELLO ELEVATORE LABITACOLO Labitacolo tutela il carrellista. Deve avere una resistenza meccanica adeguata sia al peso, sia alla natura dei carichi che vengono trasportati. Devono essere previsti gradini antiscivolo e maniglie di appoggio o di sostegno, disposti in modo che gli operatori li utilizzino istintivamente per salire e scendere dal mezzo Il posto di guida deve essere progettato tendo conto dei principi dell'ergonomia. LEZIONE 2

24 IL CARRELLO ELEVATORE IL POSTO DI GUIDA Dal posto di guida, l'operatore deve poter vedere le operazioni originate dallazionamento dei comandi e rendersi conto della eventuale presenza di persone che potrebbero avvicinarsi alla zona di pericolo. I pedali devono poter essere azionati in modo sicuro, devono ritornare in posizione neutra non appena l'operatore li lascia liberi. Il meccanismo di sterzo deve ridurre la forza dei movimenti bruschi del volante o della leva di sterzo, dovuti ai colpi subiti dalle ruote sterzanti. LEZIONE 2

25 IL CARRELLO ELEVATORE IL POSTO DI GUIDA SISTEMA DI RITENZIONE DEL CONDUCENTE: CINTURE DI SICUREZZA La cintura di sicurezza addominale protegge il conducente da eventuali schiacciamenti, in caso di rovesciamento o di ribaltamento, facendolo rimanere allinterno della cabina. Se il mezzo si inclinasse da un lato, perdendo stabilità, il carrellista potrebbe seguire una azione istintiva: a) saltare fuori dal mezzo proprio dal lato più vicino a terra. Se il veicolo dovesse rovesciarsi, lesito sarebbe catastrofico. Grazie alla cintura, loperatore è costretto a restare nellunico posto sicuro ovvero linterno della cabina. LEZIONE 2

26 IL CARRELLO ELEVATORE IL POSTO DI GUIDA: Posizione corretta di guida Le braccia non dovrebbero mai restare dritte e tese, perché questa posizione rende loperatore meno reattivo. Il busto deve essere tenuto in posizione abbastanza verticale, con lo schienale tirato su. Le gambe si vanno a posizionare di conseguenza al corpo e alle braccia. I pedali devono poter essere schiacciati con il movimento del solo piede, perché lo spostamento dellintera gamba risulterebbe più macchinoso e più lento. Il sedile deve garantire la stabilità del conducente e deve essere progettato tenendo conto dei principi dell'ergonomia. Il sedile deve essere ancorato in modo da resistere a tutte le sollecitazioni prevedibili, soprattutto in caso di rovesciamento o di ribaltamento. Una volta seduti, si regolano gli specchietti retrovisori, ci si allaccia la cintura di sicurezza e si inserisce la chiave di accensione. LEZIONE 2

27 IL CARRELLO ELEVATORE I COMANDI I comandi dei carrelli elevatori devono essere visibili e facilmente individuabili, contrassegnati da una marcatura adatta. Il microinterruttore sotto il sedile o il doppio pedale di marcia sono tra i più diffusi dispositivi che impediscono qualsiasi spostamento del veicolo, a meno che il conducente non si trovi al posto di comando. In particolare lavviamento del carrello deve essere possibile soltanto mediante azione volontaria su un apposito comando LEZIONE 2

28 IL CARRELLO ELEVATORE LEZIONE 2

29 IL CARRELLO ELEVATORE GOMMATURA Il tipo di gomme deve essere scelto in base al tipo di pavimentazione su cui si dovrà muovere il mezzo. In genere per pavimentazioni lisce, solide e regolari sono preferibili gommature di tipo cushion. Il battistrada, che generalmente è liscio, non deve presentare danneggiamenti. LEZIONE 2

30 IL CARRELLO ELEVATORE GRUPPO DI SOLLEVAMENTO Il gruppo di sollevamento deve essere munito di dispositivi che agiscano sulle guide o sulle vie di scorrimento, in modo da evitare i deragliamenti,e impediscano la caduta di attrezzature, di componenti o del carico. LEZIONE 2

31 IL CARRELLO ELEVATORE LIMITATORI DI VELOCITÀ Sono tra i dispositivi di sicurezza più classici, molto spesso possono essere regolati in funzione dellambiente di lavoro. LIMITATORI DI PORTATA Questi dispositivi, in funzione della massa e del momento relativo al carico sollevato, se vengono superati i limiti consentiti, impediscono il sollevamento delle forche. LEZIONE 2

32 IL CARRELLO ELEVATORE FORCHE Le forche devono avere un sistema di fine corsa che ne impedisca laccidentale fuoriuscita laterale. FUNI E CATENE Funi e catene sono componenti fondamentali del gruppo di sollevamento, soggette a verifica trimestrale da parte di personale specializzato. LEZIONE 2

33 IL CARRELLO ELEVATORE CATENE AD ANELLI Sono costituite da maglie di acciaio saldate elettricamente. Sono circa 7-8 volte più pesanti dei cavi metallici e molto meno silenziose durante il funzionamento, ma hanno il vantaggio di possedere una maggior resistenza alla corrosione e allabrasione. In seguito ad un eccessivo sforzo, gli anelli delle catene possono deformarsi. Hanno un coefficiente di sicurezza pari a 5, e questo significa che se una catena ha un carico di rottura pari a kg, il massimo carico che le è consentito sollevare sarà pari a (10.000/5 ) = kg LEZIONE 2

34 IL CARRELLO ELEVATORE LE FUNI METALLICHE Offrono maggiore sicurezza di esercizio rispetto alle catene in quanto la loro rottura avviene in modo graduale e sono più elastiche. I loro coefficiente di sicurezza pari a 6. I GANCI I ganci vengono utilizzati singolarmente o attraverso funi o catene per la presa del carico. Se si deve trasportare un carico in modo stabile (es. fasci di tubi.) con doppia imbracatura si devono usare ganci doppi. LEZIONE 2

35 IL CARRELLO ELEVATORE FORCHE, FUNI E CATENE: NOTE Funi e catene devono essere sottoposte a controlli trimestrali a cura del datore di lavoro, che dovranno essere annotati su un apposito registro di sicurezza. La marcatura di catene e funi deve recare le seguenti indicazioni dati del costruttore dimensioni costruzione materiale trattamenti metallurgici subiti carico massimo (in funzione delle applicazioni). Gli accessori di sollevamento devono chiaramente essere conformi alle norme di sicurezza e specificamente omologati. LEZIONE 2

36 TARGHE SUL CARRELLO I carrelli devono essere muniti di una targa riportante: Il nome del fabbricante La definizione del modello Il numero di serie e anno di fabbricazione La massa a vuoto del carrello in condizioni normali (con forche) La portata nominale La tensione nominale della batteria (per carrelli elettrici) Il peso minimo delle batterie Il peso massimo delle batterie LEZIONE 2

37 IL CARRELLO ELEVATORE LA PORTATA A parità di materiale e di struttura, maggiore è langolo (a) che si forma, maggiore è la tensione esercitata sui tiranti (F1 ed F2), e di conseguenza minore è la portata. LEZIONE 2

38 IL CARRELLO ELEVATORE LA PORTATA LEZIONE 2

39 IL CARRELLO ELEVATORE CAPACITA DI SOLLEVAMENTO La capacità di sollevamento rappresenta il carico sollevabile dal carrello senza ribaltarsi, considerando varie condizioni di moto ed inclinazione. Le norme di stabilità indicano i valori minimi di inclinazione nelle differenti direzioni, alle quali il carrello deve risultare stabile. La capacità di sollevamento nominale (o di targa) indica il massimo carico ammesso ad una altezza standard di mm con il montante verticale e ad una distanza del baricentro del carico rispetto al montante di ~ 400 mm per una capacità di carico minori di kg mm per una capacità di carico compresa tra kg e kg mm per una capacità di carico maggiore di kg. La capacità di sollevamento effettiva del carrello varia a seconda dell'altezza di sollevamento e della distanza del baricentro del carico; deve essere ben nota al carrellista onde evitare usi impropri del carrello. La capacità di sollevamento di un carrello non dipende, dunque, solamente dal peso del carico, ma anche dalla sua ripartizione e dalle sue dimensioni. LEZIONE 2

40 IL CARRELLO ELEVATORE TARGA DELLA CAPACITA DI SOLLEVAMENTO LEZIONE 2 La targa deve indicare chiaramente il significato di "carico ammesso" per le diverse distanze dal centro di gravità e per le diverse altezze di sollevamento così come per l'altezza che rende inferiore la capacita di sollevamento. Come leggere la targa (tipo grafico): se la distanza del baricentro del carico é di 500 mm e l'altezza di sollevamento è compresa tra 3,5 e 5 metri, il carico massimo sollevabile in sicurezza non può superare 900 kg; se il baricentro é di 800 mm e l'altezza di sollevamento é compresa tra 5 e 6 metri, il carico sollevabile é di 500 kg. Si noti come nell'esempio visto la portata nominale sia di 1000 kg (baricentro a 500 mm ed altezza standard di 3300 mm), ma la capacità di sollevamento effettiva arriva ad essere dimezzata per valori di alzata e distanza del baricentro massimi.

41 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO E definito baricentro, il centro di gravità di un oggetto. Come illustrato nella figura, il baricentro (B) di un oggetto può essere considerato il punto in cui si concentra il peso. LEZIONE 2

42 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO Nella figura successiva, è disegnato un carico di forma cubica, appoggiato su due forche In questo caso, il baricentro del carico è individuato nel punto S. La distanza indicata con la lettera X, quella tra il baricentro del carico (punto S) e il dorso delle forche, ed è quella a cui fare riferimento per il calcolo della portata. LEZIONE 2

43 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO P = Peso del carrello a vuoto in ordine di marcia I = Distanza tra gli assi L = Distanza tra il baricentro del carico e asse anteriore PxI = Peso del carico QxL = Momento ribaltante LEZIONE 2

44 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO Si vede in figura A come due pesi uguali siano in equilibrio solo se i due bracci della leva sono anchessi di lunghezza uguale. In figura B, si vede che, se si allunga il braccio di destra, per mantenere lequilibrio del sistema, bisogna contemporaneamente ridurre il peso posizionato sul braccio di destra della leva. Nella figura C si nota che, se allungando un braccio non si riduce il carico che vi sta sopra, il sistema non è più in equilibrio Se si trasferisce lesempio delle leve ad una situazione reale, ovvero ad un carrello elevatore che deve sollevare un carico, si nota che più aumenta la distanza tra il peso e il dorso delle forche, più aumenta il rischio di ribaltamento. LEZIONE 2

45 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO Per ottimizzare le capacità del mezzo, occorre quindi addossare il più possibile il carico al dorso delle forche. Per effettuare un sollevamento in modo corretto, sarà necessario: 1. Valutare il peso del carico, individuare la posizione del suo baricentro e stimarne quindi la distanza con il dorso delle forche. 2. Verificare, leggendo la targa di portata, che tale sollevamento rientri nel limite di sicurezza. 3. Addossare il più possibile il carico al dorso delle forche ed effettuare il sollevamento. LEZIONE 2

46 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO Unaltra variabile di sollevamento è laltezza. Vediamo in figura, come da un baricentro del carrello m, e da un baricentro del carico c, si individui un baricentro dellintero sistema r. La forza di gravità (perpendicolare al piano) proietta il baricentro del sistema allinterno del triangolo di stabilità. LEZIONE 2

47 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO In figura, si ipotizza un inclinazione del gruppo di sollevamento ad unaltezza intermedia. La proiezione del baricentro del sistema, ricade ancora allinterno del triangolo di stabilità. LEZIONE 2

48 IL CARRELLO ELEVATORE IL BARICENTRO Nella figura accanto, si ipotizza che, alla medesima inclinazione della figura precedente, il carico venga ulteriormente alzato. In questo caso la proiezione del baricentro del sistema non è più allinterno del triangolo di stabilità, e il mezzosi ribalta in avanti. LEZIONE 2

49 IL CARRELLO ELEVATORE PROVA DI STABILITÀ Quando il carrellista conosce le caratteristiche (peso e dimensioni) del carico che deve sollevare, consultando la tabella di portata, è in grado di sapere a priori se il suo carrello elevatore potrà portare o meno tale carico. Il problema si pone quando il peso del carico è ignoto. Non resta altra soluzione che effettuare un prova pratica di stabilità, che consiste nellinforcare il carico e sollevarlo di pochi centimetri da terra. È severamente vietato lutilizzo di contrappesi. Ovviamente il divieto è ancor più tassativo nel caso di contrappesi umani. LEZIONE 2

50 IL CARRELLO ELEVATORE TRIANGOLO DI STABILITA Lassale posteriore del carrello elevatore è libero di oscillare frontalmente, per fare in modo che il mezzo possa seguire le irregolarità del terreno con tutte e quattro le ruote e mantenere quindi una buona stabilità durante la marcia. Ciò è consentito da un dispositivo chiamato perno di oscillazione, installato al centro dellassale posteriore. LEZIONE 2

51 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA DINERZIA La forza dinerzia è un fenomeno di cui ci rendiamo conto, ad esempio, quando guidando un auto sportiva, effettuiamo una brusca frenata o una forte accelerazione. Quando freniamo, la nostra automobile passa da una velocità elevata (velocità iniziale) ad una velocità meno elevata (velocità finale) in un tempo minimo. Il nostro corpo, nonostante lauto si stia fermando, continua a procedere in avanti. Come si nota nella figura, in caso di frenata la forza risultante è la combinazione tra la forza dinerzia (che ha direzione orizzontale) e la massa del sistema (che è diretta verso il basso). LEZIONE 2

52 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA DINERZIA Per la forza dinerzia è vietato procedere con il carico alzato o di alzare il carico durante il moto. In caso di brusche frenate o decelerazioni improvvise, per effetto della forza di inerzia, è molto probabile che si possa verificare un rovesciamento del mezzo. Questo perchè la forza risultante di un carico posto in altezza, rispetto a quella di un carico posto in basso, va ad aumentare il momento ribaltante del mezzo. LEZIONE 2

53 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA DINERZIA Quando il mezzo è fermo o si muove a velocità costante, supponiamo che questi chili siano ad esempio distribuiti al 30% sull'asse anteriore e al 70% sullasse posteriore. LEZIONE 2

54 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA DINERZIA Se deceleriamo o freniamo, il muso del carrello si abbassa e la distribuzione dei pesi si modifica. Il peso complessivo non cambia, rimane sempre di chili, ma di questi, in frenata se ne posizionano ad esempio il 40% sull'asse anteriore e il 60% sul posteriore. LEZIONE 2

55 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA DINERZIA Al contrario, in fase di brusca accelerazione, ad esempio, se ne posizionano il 20% sullanteriore e l80% sul posteriore. LEZIONE 2

56 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA CENTRIFUGA Nelleffettuazione di curve entra in gioco la forza centrifuga. Questa forza spinge in direzione opposta al centro dellimmaginario cerchio che si traccia effettuando una curva, con una conseguente tendenza al ribaltamento laterale. Questa tendenza è tanto maggiore quanto maggiore è la velocità e il peso del mezzo o del carico. LEZIONE 2

57 IL CARRELLO ELEVATORE FORZA CENTRIFUGA Nelle figure A e B, vediamo come la forza centrifuga FC venga esercitata parallelamente al piano mentre come sempre la forza peso FP venga esercitata perpendicolare al piano. La risultante FR ha una direzione intermedia tra le due forze di origine e in pratica tende a ribaltare lateralmente il mezzo. Se il baricentro del sistema è posizionato in basso, allora il ribaltamento del mezzo è più difficile. LEZIONE 2

58 LEZIONE 3 REQUISITI DEL CARRELLISTA REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI

59 REQUISITI DEL CARRELLISTA Normalmente in un'azienda esistono uno o più carrelli a motore chiamati anche "muletti" appunto per tutti quei lavori di sollevamento e trasporto utili alle lavorazioni delle linee di produzione e degli immagazzinamenti. È necessario quindi parlare del "mestiere di carrellista" appunto per definire requisiti e compiti richiesti per lo svolgimento di queste mansioni, e di idoneità a compiere in modo corretto tutte quelle operazioni tecniche e di comportamento che sono determinanti ai fini della incolumità propria e della sicurezza delle persone che operano nelle aree dello stabilimento. È opportuno comunque che venga adibito alle mansioni di "carrellista" personale addestrato da tecnici qualificati. LEZIONE 1

60 REQUISITI DEL CARRELLISTA La normativa vigente riguardante la salute e la sicurezza sul lavoro, prevede, per le diverse figure aziendali, la suddivisione di compiti e responsabilità specifiche. LEZIONE 1 Datore di Lavoro R.S.P.P Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione M.C Medico Competente R.L.S Rappresentane dei Lavoratori per la Sicurezza Dirigenti Preposti Lavoratori

61 REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI Sono tutte le persone che prestano il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. Ogni lavoratore deve prendersi cura della sicurezza e salute propria e delle altre persone presenti nel luogo di lavoro. Devono osservare le disposizioni e le istruzioni che gli vengono assegnate. Sono tenuti ad utilizzare correttamente e con cura, le macchine, gli impianti, le sostanze ed i preparati pericolosi, gli utensili e i dispositivi di sicurezza. Devono segnalare tempestivamente anomalie, e condizioni di pericolo. Non devono rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza sulle macchine. Non possono compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza. Non devono compiere operazioni o manovre che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori. Devono sottoporsi ai controlli sanitari. LEZIONE 1

62 REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI NELLO SPECIFICO IL LAVORATORE CON RUOLO DI CARRELLISTA: Deve essere maggiorenne. Deve avere lautorizzazione del datore di lavoro o di un superiore. Deve conoscere le norme di sicurezza relative alluso del carrello. Deve aver effettuato un sufficiente periodo di addestramento alluso del carrello. Deve possedere lidoneità medica alla mansione, in particolare devono essere valutati : 1. Prontezza di riflessi 2. Vista ottima Deve possedere senso di responsabilità. Deve essere prudente. Deve avere temperamento calmo e riflessivo. Deve avere buone capacità di valutare le dimensioni e il peso del carico, gli ingombri, le distanze e gli spazi. LEZIONE 1

63 REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI NELLO SPECIFICO IL LAVORATORE CON RUOLO DI CARRELLISTA: Non può trascurare, che durante la guida di un mezzo di trasporto tra le linee dei reparti, nei magazzini, sui piazzali, i comportamenti da tenere devono essere chiari per avere garanzie oltre che di un servizio corretto anche di condizioni di sicurezza rispettate. Le operazioni di carico e scarico del proprio mezzo, se non coordinate da persone responsabili per la presenza di altre persone ammesse, sono autonomamente decise dal carrellista, per cui egli deve essere in grado di eseguire diverse valutazioni riguardanti il posizionamento del mezzo, le capacità di sollevamento del mezzo, le condizioni di staticità del carico, le aree di manovra e l'esecuzione di queste in condizioni di stabilità, tenuto conto del "traffico" delle aree di avvio e di deposito. LEZIONE 1

64 REQUISITI DEL CARRELLISTA: I LAVORATORI NELLO SPECIFICO IL LAVORATORE CON RUOLO DI CARRELLISTA: Deve mantenere efficiente il mezzo, usare i mezzi protettivi e segnalare al proprio Capo le manchevolezze relative, ogni incidente accaduto durante il servizio. LEZIONE 1

65 LEZIONE 4 VERIFICHE PRIMA DI INIZIARE IL SERVIZIO - Norme generali NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI CON MOTORE A SCOPPIO NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI A GAS (METANO O LIQUIGAS) NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI ELETTRICI AL TERMINE DEL SERVIZIO E NECESSARIO…

66 VERIFICHE PRIMA DI INIZIARE IL SERVIZIO - Norme generali Provvedere alla pulizia del carrello ed alla lubrificazione periodica delle varie sue parti nei casi in cui quest'ultimo compito sia affidato al carrellista. Liberare il carrello da qualunque oggetto o materiale non essenziale al suo servizio. Verificare lo stato del rivestimento in gomma delle ruote e togliere eventuali schegge metalliche tramite idoneo attrezzo (pinze, cacciavite, ecc.) d'altro genere che vi fossero rimaste incastrate. Se si tratta di pneumatici, controllare la pressione dell'aria. Controllare lo stato di conservazione delle catene o funi del dispositivo di sollevamento e del relativo fine corsa. Controllare il gioco dello sterzo. LEZIONE 2

67 VERIFICHE PRIMA DI INIZIARE IL SERVIZIO - Norme generali Mettere in moto il carrello e provare il regolare funzionamento del dispositivo di sollevamento dello sterzo e del freno. Controllare l'efficienza della segnalazione acustica. Nell'impianto oleodinamico di sollevamento (i cui organi principali sono la pompa, il distributore ed i cilindri di sollevamento e di inclinazione) si hanno due importanti organi di sicurezza: la valvola di massima pressione e la valvola, montata all'entrata del cilindro di sollevamento, che serve ad impedire la caduta del carico a forte velocità nel caso di rottura del tubo di mandata. Prima d'iniziare il lavoro occorre controllare il perfetto funzionamento dei movimenti idraulici. LEZIONE 2

68 VERIFICHE PRIMA DI INIZIARE IL SERVIZIO - Norme generali !!!! Nelle operazioni di agganciamento dei rimorchi ai carrelli porre attenzione al pericolo di schiacciamenti delle mani fra il timone del rimorchio e l'organo di collegamento al carrello. !!!! Verificare che il collettore del motore sia pulito. Assicurarsi che il «controller» ed i suoi contatti fissi, siano in ordine. Assicurarsi, prima di iniziare il lavoro, che la batteria sia perfettamente carica. LEZIONE 2

69 NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI CON MOTORE A SCOPPIO Verificare il livello del carburante, dell'acqua del radiatore e dell'olio del motore. Controllare il livello dell'olio del dispositivo di sollevamento. Provare il funzionamento del cambio delle marce. Nella stagione invernale, assicurarsi che sia stato introdotto, nel radiatore, l'anticongelante. Controllare che non manchi l'acqua distillata nella batteria d'avviamento. LEZIONE 2

70 NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI A GAS (METANO O LIQUIGAS) Verificare l'affrancatura delle bombole al carrello. Verificare che i morsetti di serraggio dei tubetti ad alta pressione, per il collegamento delle bombole al motore siano in buono stato e ben chiusi. Verificare la valvola di erogazione della bombola. Aprire lentamente la valvola stessa per evitare guasti ai riduttori di pressione e verificare l'efficienza dei manometri. Non lubrificare la valvola con olio o grasso. In caso di perdite, la valvola deve essere sostituita. Tenere il meno possibile le bombole esposte al sole o ad altre fonti di calore: l'aumento di pressione potrebbe farle scoppiare. Proteggere le bombole con apposito tegolo di lamiera. Retrocedendo con il carrello evitare urti alle bombole. Se il motore del carrello è predisposto per essere utilizzato promiscuamente con l'uno (metano o liquigas) o l'altro (benzina) carburante, in un turno di lavoro deve essere utilizzato un solo tipo di carburante. Prima di montare le bombole, rovesciarle e aprire un poco la valvola per far uscire l'eventuale acqua di condensazione, trascinatavi dai compressori durante il riempimento delle bombole stesse. Prima di montare il riduttore sulla valvola assicurarsi che questa abbia i condotti non ostruiti. LEZIONE 2

71 NORME PARTICOLARI PER I CARRELLI ELETTRICI Assicurarsi che i tappi dei singoli elementi della batteria siano chiusi. Chiudere bene il coperchio della batteria. LEZIONE 2

72 AL TERMINE DEL SERVIZIO E NECESSARIO: Ricoverare il carrello nel luogo designato. Abbassare l'apparecchio di sollevamento. Spegnere il motore o portare a zero il «controller» ed asportare le chiavette o spina per l'avviamento. Per i carrelli a gas prima di spegnere il motore occorre chiudere lentamente le valvole di erogazione e lasciare in marcia il motore fino ad esaurimento del gas residuo in tubazione. Bloccare il freno. Controllare che non vi siano perdite di carburante o di olio. Segnalare al proprio Capo eventuali deficienze del carrello. LEZIONE 2

73 LEZIONE 5 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI Inquinamento Viabilità Posto di manovra Investimento in corsia ed all'imbocco Investimento fuori corsia Caduta di carichi all'esterno del magazzino

74 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Inquinamento Il problema riguarda i carrelli azionati da motore a benzina, gasolio (diesel), gas di petrolio liquido (GPL). Il CO (monossido di carbonio) è un gas inodore, incolore ed insapore e che, inspirato, si combina con l'emoglobina del sangue formando la carbossiemoglobina, impedendo così il trasporto dell'ossigeno ai centri vitali dellorganismo: la conseguenza è la morte per avvelenamento! Per eliminare tali rischi è necessario: Evitare l'uso di carrelli a motore negli ambienti interni. Utilizzare carrelli a batteria per funzionamento continuo. Utilizzare carrelli a motore termico, per funzionamento discontinuo, con applicazione di depuratori per ridurre il CO ed altri prodotti nocivi dei gas combusti. Prevedere il ricambio d'aria dell'ambiente di lavoro, anche se però riuscire a tenere l'ambiente accettabile, non elimina il pericolo cui è assoggettato il personale presente. LEZIONE 2

75 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Viabilità Ostacoli, buche, ristrettezza di spazio, angoli ciechi, scarsa illuminazione, pendenze eccessive, mancanza di cartelli segnalatori, ecc, sui percorsi. Insufficiente resistenza di passerelle, andatoie, ecc., precorse dai carrelli. Fondo stradale molle o ghiaioso o, più in generale, scarsa aderenza delle ruote alla strada. LEZIONE 2

76 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Posto di manovra Devono essere evidenziati i rischi dell'operatore sia derivanti dalla caduta dei pesi trasportati, dalle possibilità di rovesciamento laterale (marcia di curva) e frontale, dall'urto dell'apparecchio contro ostacoli fissi. La difesa da questi rischi può essere costituita da un tetto o da una cabina che non deve essere di tipo a sbalzo. I rischi specifici del carrello elevatore sono dovuti al ribaltamento laterale e non a quello frontale (il carico durante il trasferimento è tenuto basso e durante il deposito od il prelievo ha davanti a sé lo scaffale che fa da protezione o da appoggio). LEZIONE 2

77 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Investimento in corsia ed all'imbocco Tale pericolo è presente nelle corsie interessate dai transelevatori per cui sarebbe sufficiente controllare solo queste (cellule fotoelettriche, pedane sensibili, etc.) e lasciare inefficace l'eventuale dispositivo di sicurezza nelle corsie inoperose. Per evitare inoltre l'investimento del personale di manutenzione allestremità della corsia è necessario che venga lasciato un fianco di 70 cm fra la sagoma dingombro del traslatore, in posizione dimpatto al paraurti, e la parete di fondo della corsia. L'accesso alle corsie, sia di testa sia intermedio, dovrà avveni re previa messa fuori servizio automatica del traslatore. LEZIONE 2

78 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Investimento fuori corsia Il pericolo dinvestimento si può presentare quando il traslatore si porta in zone promiscue per la presenza di persone ed altri mezzi. Tali zone devono essere convenientemente contrassegnate ed in esse non deve essere permesso il deposito di materiale. L'immissione di un traslatore nell'area di passaggio comune deve essere preavvertita con segnalatori acustici e luminosi ad azionamento intermittente ed automatico. La velocità di traslazione dovrà assumere od avere già prima della fuoriuscita dalla corsia stessa valori che consentano al manovratore di arrestare il traslatore in uno spazio sufficiente ad evitare l'investimento. LEZIONE 2

79 PROBABILI CAUSE DI INFORTUNI: Caduta di carichi all'esterno del magazzino Se il sistema dimmagazzinamento comporta tale pericolo, i posti di lavoro e di transito esterni ed adiacenti al magazzino devono essere opportunamente protetti impedendo la caduta degli oggetti piuttosto che proteggere i posti di transito e di lavoro; quindi la struttura esterna del magazzino va contenuta, dove necessario, con reti di protezione per impedire che qualche oggetto possa venirne fuori per vibrazione od urto con il mezzo di deposito o prelievo del traslatore. LEZIONE 2

80 LEZIONE 6 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI PRESA DEL CARICO DA TERRA SOLLEVAMENTO DI UN CARICO PRESA DEL CARICO IN CATASTA POSA DEL CARICO IN CATASTA SOSTA DEL CARRELLO

81 PRIMA DI ADOPERARE IL CARRELLO ELEVATORE, E FONDAMENTALE INDOSSARE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE COME GUANTI, CASCO, CUFFIE E SCARPE ANTINFORTUNISTICHE !!!!!!! LEZIONE 2

82 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI Mantenere sempre la corretta posizione di guida. Non mettere mai le mani ed i piedi fra le guide del dispositivo di sollevamento e non sporgere le gambe fuori dalla sagoma del carrello. Assicurarsi che le protezioni del posto di manovra siano installate e siano integre. Può essere ammesso il trasporto di altra persona se sul carrello sono stati previsti due posti a sedere. Non utilizzare mai l'elevatore per sollevare persone senza mettere in atto le precauzioni. LEZIONE 2

83 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI Il guidatore è il responsabile del carrello per tutto il tempo del turno di lavoro. Non entrare con i carrelli in locali ove si sviluppano gas, vapori o polveri infiammabili (depositi di benzina, alcool, carburo di calcio, ecc.). Una scintilla del motore potrebbe provocare uno scoppio. Liquidi infiammabili, acidi, ecc., devono essere trasportati in appositi recipienti chiusi. Non fare funzionare a lungo i carrelli con motore a scoppio entro locali chiusi e poco ventilati. Non sovraccaricare mai il carrello. LEZIONE 2

84 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI LEZIONE 2 Il carico deve essere distribuito sempre in modo equilibrato sulle forche: la portata varia a seconda della posizione più o meno avanzata del baricentro del carico. Tenere il carico il più possibile in fondo alla forca; ne guadagnerà la stabilità. Avere cura d'inforcare bene i «pallets» per non rovinarli: Infilare la forca completamente sotto il carico; alzare leggermente ed effettuare poi l'inclinazione all'indietro delle guide.

85 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI LEZIONE 2 Controllare la stabilità del carico prima di muoverlo: il carico non deve franare, rotolare o scivolare. Nei carrelli a forca allargare i bracci in relazione alla larghezza del carico per mantenere ben bilanciato il carico anche lateralmente. Manovrare con estrema precauzione quando si trasportano recipienti (specie se di vetro) con liquidi infiammabili, acidi o comunque nocivi. Assicurare bene il carico con opportuni mezzi e legature e procedere a marcia lenta. Durante il trasporto tenere il carico il più basso possibile e nella giusta posizione (forche a 20 cm da terra).

86 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI LEZIONE 2 Osservare sempre le buone regole del traffico: non viaggiare affiancati ad altri carrelli; mantenere una distanza di almeno 3 lunghezze dal carrello che precede. Controllare la luce libera dei passaggi quando si viaggia con carichi fuori del normale (alti od ingombranti). Adoperare la segnalazione acustica quando è necessario. Evitare partenze, frenate e sterzate brusche quando si percorre una discesa ripida con carrello a forca carica o quando si porta un carico voluminoso, che ostacola la visibilità in avanti, si deve procedere a marcia indietro. Con carrello a pianale conviene marciare, quando possibile, con il pianale in avanti: tale senso di marcia è indispensabile se si percorre, a carrello carico, una salita ripida (per evitare che il carico scivoli dal pianale) e a carrello vuoto, se si percorre una discesa ripida (per evitare di capottare in caso di brusca frenata).

87 NORME DI SICUREZZA PER L'USO DEI CARRELLI LEZIONE 2 Il carrello non deve essere impiegato né per spingere o trainare carichi di alcuna natura, né per urtare contro cose allo scopo di spostarle, né per trainare o spingere carri o vagoni troppo pesanti, ecc. Mentre si solleva il carico si devono fare allontanare le persone vicine: nessuno deve sostare o passare sotto il carico, né trattenersi nelle immediate vicinanze durante il sollevamento di esso.

88 PRESA DEL CARICO DA TERRA 1/2 LEZIONE 2 A) Arrestare il mezzo, controllare il carico e verificare che esso è in buone condizioni e che il carrello è in grado di effettuare il sollevamento in sicurezza. B) Posizionare le forche orizzontalmente. C) Disporle allaltezza corretta per la presa del carico. D) Regolare lapertura delle forche in modo da avere una buona presa sul carico da spostare, centrando il più possibile il carrello rispetto al carico.

89 PRESA DEL CARICO DA TERRA 2/2 LEZIONE 2 E) Avvicinare lentamente il carrello al carico e, stando attenti a non impuntarsi, inserire le forche. F) Addossare il carico al dorso delle forche G) Sollevare le forche di qualche centimetro rispetto al piano di carico, verificando che il carico sia ben equilibrato, poi allontanarsi dalla zona di carico, posizionando le forche a circa 20 cm di altezza da terra. H) Inclinare il montante delle forche lalto e partire.

90 SOLLEVAMENTO DI UN CARICO 1/2 LEZIONE 2 La procedura corretta per effettuare loperazione inversa, ovvero sollevare un carico e depositarlo su di uno scaffale, è la seguente: a)Avvicinarsi il più possibile allo scaffale o al punto in cui dovrà essere depositato il carico e controllare che la portata del piano di appoggio sia sufficiente. Arrestare il mezzo. b)Sollevare con attenzione il carico mantenendo le forche orizzontali. c)Arrivati allaltezza desiderata, spostare il carico in avanti, senza urtare o trascinare altri bancali.

91 SOLLEVAMENTO DI UN CARICO 2/2 LEZIONE 2 d)Una volta depositato il carico, ritirare il gruppo delle forche e indietreggiare lentamente col carrello, in linea retta, evitando brusche accelerazioni o decelerazioni, fino ad avere un sufficiente spazio di discesa delle forche. e)Abbassare lentamente le forche portandole fino a circa 10/15 cm da terra (e). f)Una volta prelevato il carico, inclinare il montante allindietro e ripartire.

92 PRESA DEL CARICO IN CATASTA 1/2 avvicinarsi lentamente al carico procedendo con le guide di sollevamento in posizione verticale posizionarsi con il carrello e con la forca in corrispondenza del carico da prelevare introdurre lentamente la forca, nello spazio d'inforcamento del carico, fino al piano frontale della forca stessa LEZIONE 2

93 PRESA DEL CARICO IN CATASTA 2/2 sollevare leggermente il carico e assicurarsi che esso sia sulla forca in modo stabile e sicuro; inclinare all'indietro le guide di sollevamento ed assicurarsi che il carico appoggi alla piastra frontale; effettuare la retromarcia del carrello, fino a liberare il carico facendo attenzione a non urtare contro ingombri circostanti; far scendere il carico arrestandolo a circa 20 cm. da terra; avere cura di prendere perfettamente nella zona centrale carichi lunghi, quali fasci di profilati, pacchi di bandelle, ecc., predisponendo i bracci della forca distanziati al massimo fra di loro. LEZIONE 2

94 POSA DEL CARICO IN CATASTA 1/2 avvicinare il carrello il più vicino possibile al fronte dello spazio per l'accatastamento; a carrello fermo, mantenere le guide di sollevamento inclinate all'indietro e sollevare il carico leggermente più in alto del livello di deposito; avanzare lentamente fino a che il carico si trovi sopra l'area d'accatastamento; fermare il carrello ed azionare il freno a mano; LEZIONE 2

95 POSA DEL CARICO IN CATASTA 2/2 raddrizzare le guide e depositare lentamente il carico, liberando le forche da ogni contatto con il «pallet» o con il contenitore (se necessario per agevolare la posa del carico, inclinare leggermente in avanti le guide); liberare il freno a mano ed effettuare lentamente la retromarcia. LEZIONE 2

96 È vietato sollevare carichi in zone con presenza di persone!!!! Loperatore ha il dovere di avvertire i pedoni di allontanarsi dalla zona di rischio e solamente quando larea sarà sgombra potrà effettuare il sollevamento del carico LEZIONE 2

97 SOSTA DEL CARRELLO Quando il mezzo viene parcheggiato, le forche devono essere mantenute completamente a terra ed il montante deve essere completamente perpendicolare al pavimento. (Parcheggiare il carrello con le forche alzate, posizionate o ad unaltezza di pochi centimetri da terra o semplicemente con il montante ancora inclinato può infatti provocare dolorosissimi infortuni a passanti disattenti).

98 LEZIONE 2 SOSTA DEL CARRELLO E vietato abbandonare carichi sospesi. Il carrellista ha il dovere di abbassare il carico prima di abbandonare il mezzo.

99 LEZIONE 7 LA CONFORMITA ALLE NORME DI SICUREZZA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ CE PITTOGRAMMI, CARTELLI, INDICAZIONI I DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE AVVISATORE ACUSTICO (CLACSON) AVVISATORE ACUSTICO DI RETROMARCIA

100 LA CONFORMITA ALLE NORME DI SICUREZZA MANUALE DI USO E MANUTENZIONE Il costruttore ha il dovere di fornire un manuale di informazioni relative alla manutenzione e allutilizzo del mezzo. Queste informazioni devono essere chiare e facilmente comprensibili, tenendo conto della lingua e del livello di formazione generale degli utilizzatori. Devono inoltre indicare chiaramente: Il posto di lavoro che possono essere occupati dagli operatori. Le informazioni su l'emissione di rumore. Indicazione del livello di vibrazioni (piedi o parte seduta) Informazioni per il montaggio e per l'uso di attrezzature aggiuntive. LEZIONE 2

101 DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ CE Il fabbricante deve attestare la conformità ai requisiti essenziali, dando al cliente la dichiarazione CE di conformità FASCICOLO TECNICO DI SICUREZZA MARCATURA CE LEZIONE 2

102 PITTOGRAMMI, CARTELLI, INDICAZIONI Sul carrello elevatore devono essere collocate in maniera ben visibile, le seguenti indicazioni: LEZIONE 2 Non trasportare persone a bordo Non sostare e non passare sotto le forche Non sollevare persone

103 LEZIONE 2 I DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE 1/2 È obbligatoria la presenza di un avvisatore acustico che consente di avvertire le persone esposte e di un sistema di segnalazione luminosa (luci di arresto, luci di retromarcia, girofari), un loro eventuale guasto deve essere reso apparente all'operatore, ad esempio tramite laccensione di una spia luminosa. AVVISATORE ACUSTICO (CLACSON) Si tratta di un segnalatore ad azionamento volontario, da utilizzare quando le condizioni ambientali lo richiedano. In entrata o in uscita da portoni o da corsie di magazzino, molto spesso il carrellista non ha visibilità sufficiente per impedire il rischio di incidenti. Ma Immaginiamo un carrello elevatore a guida frontale che deve uscire da un portone e un pedone che stia percorrendo il perimetro esterno del fabbricato, camminando rasente alla parete esterna dello stabile. Se si trovassero nello stesso incrocio al momento sbagliato, lincidente sarebbe molto probabile.

104 LEZIONE 2 I DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE 2/2 AVVISATORE ACUSTICO DI RETROMARCIA È di fondamentale importanza quando il cartellista e il pedone si trovano girati reciprocamente di spalle, ovvero nel caso in cui luno non abbia rilevato la presenza dellaltro. In fase di retromarcia il carrellista ha un angolo cieco, e il pedone che si trova allinterno di quellangolo, corre il rischio di non essere notato. Lavvisatore acustico entra in funzione automaticamente in fase di retromarcia e la sua azione (sommata a quella del girofaro) fa si che il pedone si accorga del pericolo in arrivo e si sposti per tempo dalla traiettoria.

105 FINE Istituto Maria Montessori - Divisione FAD – address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _


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