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… COME VIVEVANO COME SI DIVERTIVANO … A cura della classe 5°A a.s. 2005/06.

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Presentazione sul tema: "… COME VIVEVANO COME SI DIVERTIVANO … A cura della classe 5°A a.s. 2005/06."— Transcript della presentazione:

1 … COME VIVEVANO COME SI DIVERTIVANO … A cura della classe 5°A a.s. 2005/06

2 Dopo la fine della civiltà Micenea, in Grecia i Dori si mescolarono agli sconfitti: si stava formando il popolo dei Greci. La Grecia non era un territorio facile da abitare perché era ricca di monti e di zone rocciose, ma questa terra aveva due caratteristiche importantissime: si trovava sul mare ed era al centro del Mediterraneo. Per le sfide che ha dovuto affrontare, il popolo degli antichi Greci ci ha affascinato molto ed è per questo che abbiamo voluto conoscerlo meglio.

3 LA VITA SOCIALE Ogni cittadino apparteneva a una serie di organismi che permettevano di inquadrarlo nel corpo civico: egli era, infatti, membro di una famiglia composta dai discendenti di uno stesso capostipite che veniva fatto oggetto di culto eroico. La famiglia, poi, era inserita in più vasti gruppi di parentela, che a loro volta erano riuniti in tribù, organizzate probabilmente su base territoriale. Lintegrazione sociale, attraversava tuttavia, anche una serie di pratiche rituali, veri e propri riti di passaggio che, nella fase della pubertà, sancivano lingresso dei ragazzi e delle fanciulle nella comunità dei cittadini, conferendo loro il ruolo fondamentale su cui si costruiva lintero organismo della polis: quello del soldato e quello della madre di famiglia.

4 Due momenti importanti nella vita di un antico greco erano la nascita e la morte NASCITA E MORTE Due momenti importanti nella vita di un antico greco erano la nascita e la morte NASCITA Quando ad Atene nasceva un bambino si poneva sopra la porta di casa un ramoscello di olivo, se era un maschio o una striscia di lana, se era una femmina. Il padre aveva tempo fino alla festa delle Anfidromie (la festa delle Anfidromie aveva la funzione di integrare il neonato nel gruppo sociale familiare) per decidere se tenerlo o esporlo fuori casa in un vaso o in una pentola che gli sarebbe servita da tomba. Se il bambino veniva raccolto diventava schiavo. Solo i più forti venivano allevati, gli invalidi erano fatti precipitare dal Taigeto. MORTE I figli avevano lobbligo di seppellire o cremare i genitori e di osservare i culti dovuti ai defunti: visite alle tombe e offerte di cibo, banchetto e lutto I monumenti funebri consistevano, il più delle volte, in lastre di marmo innalzate a stele e decorate di bassorilievi con scene simboliche di addio o che illustrassero lattività del defunto.

5 MATRIMONIO IN TRE TEMPI Il matrimonio aveva una grande importanza religiosa e veniva effettuata in tre tempi diversi. La prima parte avveniva in casa della sposa. Qui il padre radunava tutti i parenti e, alla presenza degli sposi, faceva un sacrificio ai propri antenati, in seguito al quale egli annunciava che la figlia, sposando il giovane lì presente, rinunciava al culto degli antenati che essa aveva venerato fino allora. La sposa, tutta vestita di bianco, con un velo che scendeva fino ai piedi ed una corona in testa, era tenuta per mano da un parente o un amico intimo dello sposo.

6 La sposa veniva poi fatta salire sopra a un carro; oppure apriva il corteo a piedi, se la casa dello sposo non era lontana. Dietro a lei si disponevano tutti gli amici, che cantavano inni in onore di Imene, il Dio dello Sposalizio, e tenevano in mano i doni degli sposi. Amici della sposa e dello sposo illuminavano il percorso portando torce e suonando musica per spaventare i cattivi spiriti durante il matrimonio. La sposa mangiava una mela o un altro pezzo di frutta, a simboleggiare che a partire da quel momento il suo sostentamento sarebbe dipeso da suo marito. Dopo una finta baruffa, lo sposo lanciava la sposa sulla spalla per provare la sua forza superiore e la portava via. La cerimonia era così conclusa!

7 I GIOCHI I bambini greci partecipavano a un gioco che consisteva nel nascondere in mano vari oggetti e il compagno doveva indovinare se il numero di oggetti tenuti in mano era pari o dispari. In Grecia i giochi erano considerati di un grande valore educativo. Molti giocattoli sono veri e propri capolavori decorati da celebri artisti. I giochi da tavolo degli antichi Greci erano conosciuti già in età omerica. Come in tutte le gare, erano diversi i luoghi in cui si svolgevano le varie attività. I ragazzi greci giocavano alle corse con i cavalli e a piedi, al Pentathlon (cinque gare), alla lotta, ai giochi gladiatori, alla battaglia navale. I bambini si divertivano a giocare con trottole, cerchi che di solito erano in bronzo, ma quelli più economici erano fatti con cerchioni di ruota di carro; le bambine giocavano con animaletti e bambole di terracotta o argilla che erano decorati con motivi geometrici. Le bambole erano spesso ornate da una corona, da un diadema o da ghirlande. Più avanti nel tempo gli artigiani iniziarono a costruire bambole anche in legno, in osso, in avorio e le fecero snodabili con i capelli acconciati come vere donne. I bambini greci erano spesso accompagnati in giro dagli animali domestici. Durante i banchetti gli uomini giocavano al cottabo. Già a quei tempi si scommetteva sulla sorte giocando a dadi. Inoltre i bambini giocavano con astragali, sonagli, con il gioco delloca e a dama.

8 LA CASA Le abitazioni greche erano molto riservate. Esse si snodavano lungo vicoli tortuosi e fangosi. Le finestre erano piccole e alte. La casa era costruita con mattoni crudi di argilla, impastati con acqua e terra. Il giardino si trovava al centro della casa e attorno ad esso erano disposti tutti i locali. Poteva contenere un pozzo. I giardini erano ornati da un porticato detto Peristilio. Nel portico cera una statua del dio Hermes (detta herm ), che impediva lentrata di spiriti malvagi. I Greci si radunavano nel cortile per ascoltare le storie raccontate dal padre o dalla madre. Nel cortile le donne greche si rilassavano e cucinavano. Gli attrezzi greci erano leggeri e facili da spostare. Le grondaie erano a forma di testa di leone, talvolta le tegole erano a forma di testa umana.. Spesso i tetti erano costituiti da terrazze dove destate si poteva dormire allaperto. Le porte erano di legno pregiato. I letti erano in legno come le porte. Le case erano formate da due o più stanze, quelle più grandi avevano una cucina, una stanza da bagno, la sala da pranzo per gli uomini, ma anche per le donne. I Greci non si curavano di avere una bella casa; in epoca più tarda si cominciarono ad apprezzare le comodità della casa che venne ampliata. Gli schiavi dormivano in terra o in cucina.

9 IL CIBO I ricchi cacciavano e mangiavano cervi, cinghiali e lepri, i poveri mangiavano carne solo durante le feste religiose; mangiavano e bevevano stando distesi sui letti. I piatti per mangiare i pesci venivano decorati con immagini marine, questi piatti avevano una cavità centrale dove si trovava una salsa che si mangiava insieme al pesce. Essi praticavano la pesca e la caccia. Le volpi cacciate però, non venivano mangiate. Le capre fornivano latte da cui si otteneva formaggio e ricotta, per questo erano utilissime. Lallevamento era costituito da bovini, ovini e pollame da cui si otteneva carne, latte ma anche uova dalle galline. I campi di orzo e grano venivano coltivati solo ogni due anni perché riprendessero fertilità. Sulle colline crescevano ulivi, viti, fichi. Gli ulivi servivano per produrre lolio di oliva, un ottimo prodotto per condire e cucinare cibi. Luva delle viti produceva un vino unico, squisito! Era piuttosto denso ed era la bevanda preferita dai Greci. Si beveva mescolato a spezie e addolcito con miele. Il pranzo dei Greci era piuttosto povero, alla sera si tenevano banchetti. Durante la cena si discuteva, le schiave ballavano davanti ai nobili e il vino era abbondante.

10 Gli indumenti dei greci normalmente erano di lana di pecora, ottenuta per filatura come il lino, con cui vestivano destate. I più ricchi acquistavano sete; in epoca ellenistica nellisola di Kos vennero piantati dei gelsi per unindustria della seta locale. Le donne greche apprezzavano i colori vivaci, specialmente la porpora. Altre tinture erano di origine vegetale. I poveri indossavano indumenti grezzi, non tinti. Le fogge del vestiario erano uguali per uomini e donne e per molti secoli non furono modificate. Lindumento base era costituito da una tunica dritta, chiamata chitone, fissata sulla spalla con spilloni o fermagli, sopra la tunica veniva indossato un mantello. Le donne e i vecchi portavano il chitone lungo. Nel prepararlo, non si usavano forbici, né si cuciva. Secondo le stagioni il chitone veniva coperto da un mantello di lana o veniva lasciato scoperto. Ai piedi si calzavano sandali dalla suola di sughero, legno o cuoio legati alle caviglie. In viaggio gli uomini portavano stivaletti di cuoio, detti Embos. Spesso gli abiti erano decorati per rappresentare la Città Stato da dove venivano. Nella maggior parte delle città sovrane si usavano profumi, preparati bollendo fiori e erbe. Il cappello, che veniva legato sotto al mento, veniva portato solo in viaggio. Ogni donna di rango, in certe occasioni, indossava ornamenti doro, che conservava nel suo porta-gioielli. I capelli delle donne venivano raccolti dietro la nuca e fissati con retine e nastri. I bambini indossavano il chitone bianco, di sera rosso, marrone, verde, indaco oppure giallo-ocra. La biancheria veniva avvolta intorno al corpo. G L I A B I T I

11 GLI DEI DEL MONTE OLIMPO I Greci credevano che gli Dei fossero potenze immortali. I miti raccontano come essi abbiano presieduto alla nascita del mondo e degli umani. I greci credevano in molti Dei, per questo erano politeisti. Gli Dei che adoravano erano: Zeus, Era, Afrodite, Apollo, Atena, Artemide, Dioniso, Hermes, Poseidone, Ade e molti altri. Nella vita degli antichi Greci, avevano una parte fondamentale gli Dei, a loro offrivano un sacrificio prima di ogni decisione importante ed innalzarono maestosi templi. I Greci credevano che tutti gli Dei discendessero da Gea (la terra) e da Urano (il cielo). I Greci attribuivano agli Dei passioni e sentimenti: gioia, invidia, liti, matrimoni. Ogni Dio aveva il suo ruolo, la sua sfera dinfluenza. Nellacropoli gli Dei erano associati alla luce e alla guarigione, ma se andavano in collera potevano scatenare delle epidemie. Per entrare in relazione con loro i Greci compivano sacrifici, riti e preghiere, sperando così di fuggire alla loro collera e di ottenere la loro protezione.

12 Di miti ce ne sono tanti, ad esempio: Atena e Aracne, Il rapimento di Persefone, Il Minotauro, Le nozze di Zeus ed Era, Eco e Narciso, Orfeo ed Euridice, Re Mida e tanti altri. Il mito è molto vicino alla fiaba, al sogno e alla poesia. I Greci onoravano anche eroi, esseri dalla forza e dal coraggio sovraumani, uno di questi è Ercole, che era il figlio di Zeus. Esso compì 12 imprese chiamate le 12 fatiche di Ercole. Uno dei tanti miti viene narrato così: Vi fu un tempo in cui gli uomini vivevano senza sforzi e senza preoccupazioni. Tutte le disgrazie (sofferenze, malattie, dolore…) erano rinchiuse in una giara. Un giorno gli uomini rubarono il fuoco sacro agli Dei. Zeus li volle punire e creò allora la prima donna: pandora. Lei sollevò il coperchio della giara da dove scapparono tutti i mali. Sul fondo vi restò solo la speranza che serviva come consolazione agli uomini. M I T O L O G I A

13 IL TEATRO I teatri erano allaperto, costruiti su pendii naturali dove trovavano posto le gradinate per il pubblico. Nel punto più basso si apriva uno spazio semicircolare, detto orchestra, dove gli attori del coro cantavano e danzavano. Sul fondo si alzava la scena, che corrisponde al nostro palcoscenico. Attraverso i secoli, ci sono pervenute le tragedie e le commedie dei grandi maestri ateniesi Eschilo, Sofocle, Euripide e Aristofane.

14 Nel teatro, una delle più grandi creazioni artistiche greche, venivano richieste tre arti: musica, danza e poesia. Il coro era composto al massimo da 24 persone, cantava e danzava al suono del flauto. Tre o quattro attori dialogavano con il coro che rispondeva cantando. Indossavano maschere di terracotta che permettevano loro di interpretare diversi ruoli, femminili o maschili, e di amplificare le loro voci. Le donne non erano autorizzate a partecipare come attrici. Gli spettatori si accalcavano sulle gradinate di pietra. Il pubblico mangiava e beveva durante le rappresentazioni, che duravano tutto il giorno. Si partecipava allo spettacolo con degli scrosci di riso e applausi o fischi.

15 TRAGEDIE E COMMEDIE Sono i due generi del teatro greco. La tragedia evoca sofferenza o la difficoltà di prendere gravi decisioni, mentre la commedia deve suscitare riso e distrarre. La massima differenza fra il teatro greco e quello moderno, sta nel fatto che le tragedie greche facevano parte di una festa religiosa celebrata in onore degli dei. Il teatro greco nacque come festa di canti che narravano fatti e storie degli dei; più tardi, dalla fila dei cantori si staccò un autore che interpretava la parte del protagonista; successivamente saggiunse un secondo attore, infine si ebbero le tragedie quali noi le conosciamo. Le rappresentazioni di tragedie avevano un alto valore educativo, perché come dice Aristotele …la tragedia suscita pietà e terrore e produce nello spettatore la purificazione dei sentimenti…. Le tragedie, infatti, mettevano sempre in scena un atto di violenza contro le leggi divine che regolarmente veniva punito. Nelle commedie gli autori mettevano a volte in ridicolo personaggi reali, spesso potenti. I teatri greci sono fra i monumenti architettonici più spettacolari che ci abbia lasciato il mondo antico.

16 IL TEMPIO Altro esempio significativo dellarchitettura greca è il tempio, che è la casa del Dio. Non è un edificio colossale, ma una costruzione ben misurata e proporzionata costruita in genere su una collina, in mezzo ad un paesaggio sereno e luminoso, dove il vento e il sole penetrano fra le colonne rendendo gradevole e familiare lincontro fra luomo e la divinità. Il tempio è di forma rettangolare ed è circondato da colonne che possono essere di ordini diversi, a seconda del periodo in cui furono costruite. La sua copertura è a due spioventi, cioè a capanna.

17 COLONNA DORICA È tozza, poco slanciata; non ha base ma appoggia direttamente sul pavimento del tempio. Il capitello è formato di due parti: una simile ad un catino ( ECHINO ) e una a forma di parallelepipedo ( ABACO ).

18 COLONNA IONICA Poggia su una base ed è slanciata. Il capitello presenta due riccioli ai lati.

19 COLONNA CORINZIA È molto slanciata, poggia su una base ed ha un capitello molto lavorato, formato da foglie dacanto scolpite in maniera stilizzata.

20 SCULTURA Con il sorgere dei grandi templi nasce anche la scultura. La statua assume grande importanza sia per decorare il tempio che per rappresentare la perfezione dellessere vivente. Anche nella figura umana, infatti, lartista greco ricerca larmonia del modello ideale. Vengono rappresentate figure giovanili sia femminili sia maschili. Le statue più antiche sono in posizione statica cioè rigida, ferma, mentre quelle più moderne, del periodo classico, assumono posizioni plastiche, cioè in movimento. Bellissimi sono i fregi che ornano i frontoni dei templi, in particolare quelli del Partenone, ora conservati in parte ad Atene e in parte al British Museum di Londra. Gli artisti Greci dimostrarono grande abilità anche nella fusione di statue di bronzo di cui sono uno straordinario esempio i Bronzi di Riace, conservati in Italia, a Reggio Calabria. Curiosità : sono pochissime le statue greche originali arrivate fino a noi; conosciamo la scultura greca soprattutto grazie alle molte copie eseguite in epoca romana.

21 LA PITTURA La pittura greca è strettamente legata allarchitettura e alla scultura perché consiste principalmente nel colorare le strade, i bassorilievi, le colonne e i fregi dei templi. In un secondo tempo viene applicata nella decorazione dei vasi in terracotta e nelle ceramiche dove raggiunge il massimo della sua espressione e della sua perfezione. Sulla superficie dei vasi i pittori rappresentavano i personaggi dei miti e le imprese degli eroi lasciandoci una viva testimonianza dellabbigliamento e del costume di vita della Grecia antica.

22 I GIOCHI OLIMPICI Nellantica Grecia veniva favorita leducazione agli sport. I giochi più importanti si organizzavano ad Olimpia, si tenevano ogni quattro anni e duravano una settimana. Le prime olimpiadi si sono tenute nel 776 a.C. Le gare si svolgevano nel bosco di Olimpia, in uno stadio lungo 180 m. I giochi olimpici erano: il pentathlon (5 prove: lancio del giavellotto, lancio del disco, lotta, salto in lungo, corsa), la gara di fondo, la corsa darmi, il pugilato, il pancrazio, la corsa dei cavalli e la corsa delle quadrighe. Sotto letà di 18 anni, i ragazzi (maschi), non potevano partecipare alle Olimpiadi. I concorrenti selezionati si allenavano per mesi. Il primo giorno dei giochi i partecipanti prestavano giuramento: si impegnavano a comportarsi con onore e a non barare. Gli atleti gareggiavano rigorosamente nudi! Come premio ricevevano una semplice corona dulivo. Le donne non avevano il diritto di partecipare ai giochi e neanche di assistervi! Il bosco sacro di Olimpia era posto ad ovest del Peloponneso lungo le rive del fiume Alfeo. Il nome Olimpia deriva dallattributo olimpico, usualmente dedicato agli Dei. A partire dallottavo secolo a.C. Olimpia è diventato un luogo sacro, ricco e potente. I giochi delle Olimpiadi venivano tenuti per onorare Zeus. Erano una grande festa religiosa e sportiva, durante la quale i Greci facevano la pace.

23 Filosofia in greco significa amore per la conoscenza. La filosofia comprende non soltanto lo studio, ma anche il comportamento e gran parte del sapere scientifico. Nel 5° secolo a.C. si sviluppò un movimento di pensiero, quello dei sofisti, i quali proclamavano che gli uomini non possono giungere alla coscienza di nessuna verità e concentravano perciò lattenzione su argomenti di più immediata utilità e concretezza. Oppositore tenace dei sofisti fu Socrate che aveva invece messo al centro della sua ricerca filosofica proprio luomo e ciò che di bello, di buono e di vero cè nellesistenza. Lateniese Platone fondò il primo istituto di cultura superiore della storia: laccademia. Aristotele frequentò per 20 anni la scuola di Platone e fondò egli stesso, nel 335 a.C., una nuova scuola: il liceo. Ingegno universale, trattò con grande profondità il pensiero filosofico. LA FILOSOFIA

24 LA MEDICINA I greci attribuivano la malattia agli Dei o agli influssi maligni e la curavano con pratiche magiche e religiose. Ma esistevano anche veri e propri centri di formazione medica a Cnico nellisola di Coo e a Crotone. LA PRATICA MEDICA QUOTIDIANA In genere i guaritori erano personaggi che si spacciavano per medici con amuleti e formule rituali, ma non mancavano liberi professionisti che esercitavano la medicina con dignità e serietà. Gli apprendisti medici si formavano presso un maestro di diagnosi e di prognosi e imparavano a esercitare tutte le operazioni manuali quali il salasso, il clistere, lapplicazione di ventose. Curavano con erbe, radici e polveri minerali. Non mancavano dentisti capaci di otturare i denti con il piombo e levatrici e guaritrici che si occupavano delle malattie femminili. IL SANTUARIO DELLA SALUTE Per secoli il più famoso centro medico rimase il santuario di Asclepio. I pellegrini, la sera, si coricavano sotto il portico e durante il sonno venivano visitati da Asclepio, dio della medicina e figlio di Apollo, che manipolava la parte malata e rivelava la ricetta da mettere in pratica. IPPOCRATE E LA MEDICINA MODERNA Ippocrate affermava che le malattie avevano un origine naturale e che non dipendevano dal capriccio degli dei. In genere, riteneva che il miglior medico fosse proprio la natura e che andasse assecondata con diete, vita sana e prevenzione.

25 LE INVENZIONI La Grecia produsse un gran numero di scienziati, matematici, astronomi, ingegneri le cui invenzioni, se consideriamo i tempi in cui furono attuate, hanno del meraviglioso. Ricordiamo il modello di un mulinello a vapore, costruito da Erone: sopra una pentola riscaldata, una sfera ruota attorno a un asse ed emette getti di vapore; questa macchina è una vera e propria turbina a vapore. Il modello di vite di Archimede, serviva per sollevare lacqua da un punto più basso ad uno più alto, per pompare infiltrazioni nelle miniere, per lavori di bonifica e di irrigazioni, per liberare dallacqua le navi allagate. Il modello di pompa da incendio fu usata per tutta lepoca romana e fino al XIX secolo ha costituito lunico mezzo antincendio.

26 LALFABETO Il termine alfabeto deriva da alfa e beta, cioè le prime due lettere dellalfabeto greco. I Greci appresero lalfabeto dai Fenici e lo perfezionarono.

27 MONETA e VIAGGI I greci inventarono un nuovo sistema per commerciare: la moneta. Questo sistema sostituì il baratto, cioè lo scambio di merci. Il sistema ebbe un tale successo che si diffuse in tutto il mondo conosciuto al tempo. La grande potenza dei greci era dovuta allo sviluppo del loro commercio.


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