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LA QUALITA' NEL PROCEDIMENTO DI REALIZZAZIONE DEI LAVORI PUBBLICI – LA PROGRAMMAZIONE Borgo S. Lorenzo aprile 2005 LA QUALITA' NEL PROCEDIMENTO DI REALIZZAZIONE.

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1 LA QUALITA' NEL PROCEDIMENTO DI REALIZZAZIONE DEI LAVORI PUBBLICI – LA PROGRAMMAZIONE Borgo S. Lorenzo aprile 2005 LA QUALITA' NEL PROCEDIMENTO DI REALIZZAZIONE DEI LAVORI PUBBLICI – LA PROGRAMMAZIONE Borgo S. Lorenzo aprile 2005 Relatore : Dott. Ing. Antonio Aiello - consulente Osservatorio lavori pubblici R.T.

2 Premessa introduzione ai sistemi di qualità La vigente normativa sui lavori pubblici ha modificato in maniera sostanziale il modo di operare nel mondo degli lavori pubblici introducendo numerose novità : La figura del responsabile del procedimento per la realizzazione di lavori pubblici La programmazione triennale dei lavori Il sistema di assicurazione per il progettista esterno ed anche interno alla pubblica amministrazione

3 Lincentivo alla progettazione nellottica della riqualificazione del personale interno La validazione del progetto esecutivo Il limite al ricorso alle varianti Il sistema delle comunicazioni obbligatorie per il monitoraggio dei lavori Laccordo bonario e la camera arbitrale Il nuovo sistema di qualificazione della imprese

4 Riflessi della legge sullappaltatore : Nuovo sistema di qualificazione dellImpresa Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui allart. 1 comma 1 della legge quadro I soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati … (art. 8 comma 1 della legge ) Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui allart. 1 comma 1 della legge quadro I soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati … (art. 8 comma 1 della legge ) Riflessi della legge sulla P.A. : Limitazioni Introduzione di nuove figure di responsabile Principi generali - art. 1 comma 1 della legge quadro (In attuazione dellart. 97 della costituzione lattività amministrativa in materia di opere e lavori pubblici deve garantire la qualità ed uniformarsi a criteri di efficienza ed efficacia, secondo procedure improntate a tempestività, trasparenza e correttezza, nel rispetto del diritto comunitario e della libera concorrenza tra gli operatori)

5 Nozione di sistema di qualità: Sistema ordinato di valutazione delle attività poste in essere da una determinata organizzazione a fronte degli obiettivi perseguiti. Lintroduzione del sistema di qualità non è possibile nel caso di debolezza strutturale del committente. Sistema di qualità Avvio corretta descrizione del modus operandi

6 Principi generali dettati dalle norme sui sistemi di qualità: dichiarare ciò che si fa questo principio incide profondamente sul grado di autonomia discrezionale di una P.A., impone alla P.A. ladozione di indirizzi di comportamento in modo da rendere certo ed obiettivo il potere discrezionale. In pratica si tratta di esercitare il potere discrezionale nella fase di autoregolamentazione. In tal modo si ottempera ai criteri di trasparenza e di correttezza.

7 fare ciò che si è dichiarato documentare ciò che si è fatto controllare come si è fattocontrollo interno che coinvolge i responsabile del procedimento, la dirigenza, gli organi decisionali e più in generale tutti gli attori del processo. Lapplicazione del sistema qualità determinerebbe una notevole omogeneizzazione dei comportamenti delle P.A. con il conseguente rafforzamento dei principi di trasparenza, buon andamento ed imparzialità.

8 Istituire un sistema qualità è un intervento a medio-lungo periodo, comporta costi significativi e quindi dovrà portare benefici proporzionali. I benefici possono essere di due tipi: ottimizzazione delle risorse raggiungimento del risultato

9 La documentazione per attuare la qualità : Il documento fondamentale è il manuale di qualità che descrive il sistema di qualità dellorganizzazione in accordo con gli obiettivi stabiliti Seguono le procedure documentate che integrano il manuale qualità ed i documenti di dettaglio ( modulistica etc.). La documentazione è caratterizzata da due aspetti fondamentali: indicazione da dare al personale al fine di raggiungere i livelli di qualità rendere noto allesterno il modo di operare della p.a.

10 PROGRAMMAZIONE Premessa La programmazione definisce per ogni proprietario immobiliare pubblico ( P.A. in genere) il quadro delle alternative possibili sul suo patrimonio. Lobbligo della programmazione è riportato nel D.P.R. 554/99, art. 11, commi 1 e 2 Le amministrazioni aggiudicatrici elaborano uno studio per individuare il quadro dei bisogni e delle esigenze, al fine di identificare gli interventi necessari al loro soddisfacimento. Sulla base di tale studio redigono gli studi di fattibilità necessari per lelaborazione del programma triennale.

11 Attivita preliminare 1.1 – Subfase n. 1 : Attività informative preliminari finalizzate alla programmazione degli interventi ( rif. Norme UNI 4.1) L'indagine si deve distinguere per le tre categorie - fabbisogni - risorse immobiliari - risorse finanziarie.

12 Definizione fabbisogno Ogni settore operativo raccoglie le informazioni sulle esigenze relativamente al proprio campo di attività ed ai propri immobili; quindi elabora le informazioni sulle esigenze e le traduce in fabbisogni. Tali fabbisogni si suddividono in fabbisogni correnti (3.2.1) e nuovi (3.2.2). CORRENTI- MANTENERE LO STATO DI EFFICIENZA DELLESISTENTE SENZA APPORTARE MODIFICHE MIGLIORATIVI O ALTERARE LO STATO PREESISTENTE IN TERMINE DI FUNZIONALITA NUOVI – APPORTARE MIGLIORIE O MODIFICHE FUNZIONALI SULLESISTENTE O REALIZZARE IL NUOVO

13 Risorse immobiliari indagine sui beni immobili in proprietà per determinarne condizioni di vincolo e potenzialità ( UNI archivi di gestione dei patrimoni immobiliari ) Nella legge 109/94,art. 19, comma 5-ter ( richiamato dal D.M , art. 3 comma 2) è prevista lindicazione …dei beni immobili che possono essere oggetto di diretta alienazione…

14 Risorse finanziarie: definizione delle risorse disponibili: Ogni settore operativo raccoglie le informazioni relative alle proprie risorse finanziarie. - fondi trasferiti e vincolati come capitolo di spesa; - fondi trasferiti senza vincolo; - fondi propri vincolati come capitolo di spesa; - fondi propri senza vincolo; - possibile ricorso ad altre risorse (per esempio, project financing, BOC, ecc.).

15 Fasi della programmazione degli interventi La committenza, in base ai risultati delle attività informative, sviluppa la programmazione degli interventi nel modo seguente: programmazione ordinaria programmazione straordinaria programmazione intersettoriale

16 PROGRAMMAZIONE ORDINARIA PROGRAMMAZIONE ORDINARIA La programmazione ordinaria avviene attraverso la correlazione tra fabbisogni correnti e beni immobili in uso e dà luogo alla definizione di prime ipotesi di gestione per settore. Tali ipotesi possono essere: - gestione in proprio; - affidamento a terzi. In entrambi i casi si procede alla scelta dell'alternativa di intervento: - manutenzione; - riqualificazione intesa come adeguamento a norma. Si procede, quindi, alla valutazione economica delle ipotesi di intervento per settore e, si confrontano queste con le risorse finanziarie dedicate, evidenziando eventuali eccedenze o carenze.

17 PROGRAMMAZIONE STRAORDINARIA PROGRAMMAZIONE STRAORDINARIA La programmazione straordinaria è riferita al soddisfacimento dei fabbisogni nuovi: è la fase più delicata in quanto occorre valutare se detto soddisfacimento dovrà essere raggiunto mediante modifiche funzionali sullesistente o mediante realizzazione del nuovo Dopo aver delineato i requisiti caratterizzanti relativi a fabbisogni nuovi individuati nella prima fase (vedere 5.1) si procede alla formulazione delle ipotesi di intervento attraverso le valutazioni di compatibilità tra fabbisogni stessi e risorse immobiliari.

18 Scelte Per i beni immobili non in uso: - mantenimento in proprietà: a) senza utilizzo, b) riuso senza intervento, c) riuso con intervento di recupero (manutenzione o riqualificazione) o di restauro (manutenzione o riqualificazione) se tutelato, d) demolizione (in questo caso il bene immobile entra nell'elenco delle aree inedificate); - alienazione del bene (le risorse finanziarie ricavate vanno aggiunte alle risorse disponibili).

19 Per i beni immobili in uso: - mantenimento in proprietà: a) intervento di recupero (manutenzione o riqualificazione) o di restauro (manutenzione o riqualificazione) se tutelato, b) modifica dell'attuale destinazione, qualora si sia riscontrata l'inadeguatezza dell'uso in atto, c) demolizione, qualora si sia riscontrata l'incompatibilità a qualunque uso e convenienza economica; - alienazione del bene (le risorse finanziarie ricavate vanno aggiunte alle risorse disponibili). Nella seconda fase di programmazione straordinaria le ipotesi di intervento sono sottoposte a valutazione estimativa, finanziaria ed economica. Tale valutazione viene messa a confronto con le risorse finanziarie dedicate, evidenziando eventuali eccedenze o carenze. Le risorse finanziarie disponibili, qualificate e quantificate, vengono allocate per ogni intervento, evidenziando le eventuali insufficienze.

20 PROGRAMMAZIONE INTERSETTORIALE Nella terza fase si procede alla programmazione intersettoriale: - si valutano, confrontandole tra loro, le ipotesi di programmazione straordinaria formulate dai settori; - si aggregano la programmazione ordinaria e la programmazione straordinaria di tutti i settori; - si considerano i fabbisogni nuovi e le risorse immobiliari non allocate nelle programmazioni straordinarie di settore e su queste si formulano specifiche ipotesi di correlazioni fino a pervenire al completamento della programmazione; - dopo tale elaborazione si procede allattribuzione delle risorse finanziarie formulando lipotesi di programmazione degli interventi, che consiste nellelenco degli interventi previsti e per, ognuno di essi, i costi e le risorse attribuibili.


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