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Seminario in materia di igiene e sicurezza sul lavoro Parte I Le fonti del diritto Parte II Novità introdotte dal D.Lgs. n. 626/94 Parte III Modifiche.

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1 Seminario in materia di igiene e sicurezza sul lavoro Parte I Le fonti del diritto Parte II Novità introdotte dal D.Lgs. n. 626/94 Parte III Modifiche e varianti del D.Lgs. n.626/94 Parte IV Accordi Conferenza Stato-Regioni e Province autonome su formazione Parte V Cassazione e massima sicurezza tecnologicamente fattibile Avv. Francesca Silvestrini

2 Parte I Principio di gerarchia delle fonti n FONTI PRIMARIE n costituzione, leggi costituzionali, n atti legislativi n (decreti legge - leggi di conversione n leggi delega - decreti legislativi ) n Direttive e regolamenti comunitari n FONTI SECONDARIE n (regolamenti, decreti, circolari)

3 Art.32 Costituzione n La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. n Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La Legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

4 Art.41 Costituzione n Liniziativa economica e privata è libera. n Non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. n La Legge determina i programmi e i controlli opportuni perché lattività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

5 ART. 118 Trattato istitutivo CEE Trattato di Amsterdam ratificato con L n.209: n Art La Comunità e gli Stati membri … hanno come obiettivi… il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta … una protezione sociale adeguata; n Art Per conseguire gli obiettivi previsti nellart. 136, la Comunità sostiene lazione degli Stati membri nei seguenti settori: - miglioramento, in particolare dellambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori. A Tal fine il Consiglio può adottare mediante direttive le prescrizioni minime applicabili progressivamente, tenendo conto delle condizioni e delle normative tecniche esistenti in ciascuno Stato membro. n Art Per conseguire gli obiettivi dellart. 136, la Commissione incoraggia la cooperazione degli Stati membri, in particolare nelle materie riguardanti…la protezione contro gli infortuni e le malattie professionali

6 Art c.c. n Tutela delle condizioni di lavoro: Limprenditore è tenuto ad adottare nellesercizio dellimpresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, lesperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare lintegrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

7 n D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 n Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro n D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302 n Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con D.P.R. 547/55 n D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni n D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303 Norme generali per l'igiene del lavoro NORMATIVA SPECIALE

8 D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE/89/655/CEE, 89/656/CEE, 89/269/CEE/ 89/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro

9 DECRETI MINISTERIALI DECRETI MINISTERIALI D.M. 16 gennaio 1997 n Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. n D.M. 10 marzo 1998 n Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dellemergenza dei luoghi di lavoro n D.M. 5 agosto 1998, n. 363 n Regolamento recante norme per lindividuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel D.Lgs 626/94.

10 DECRETI MINISTERIALI n D.M. 14 giugno 2000 n. 284 n Regolamento di attuazione dei decreti legislativi n. 277/91, n. 626/94 e n. 242/96 in materia di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro nellambito del Ministero della Difesa n Restano disciplinate dalle speciali norme di tutela tecnico-militari per la sicurezza e la salute del personale impiegato, le attività ed i luoghi destinati ai compiti istituzionali delle forze armate.

11 CIRCOLARI n Circolare n.102/95 del 7 agosto 1995 "Decreto legislativo 19 n settembre 1994, n.626. Prime direttive per l'applicazione". n Circolare n. P1564/4146 del 29 agosto 1995 "Decreto legislativo 19 n settembre 1994, n.626. Adempimenti di prevenzione e protezione n antincendio. Chiarimenti". n Circolare n. 10 del 13/06/1996 "Decreto legislativo 10 marzo 1996, n. n 242, recante modificazioni e integrazioni al decreto legislativo 19 n settembre 1994, n. 626, concernente attuazione di direttive n comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e salute dei n lavoratori sul luogo di lavoro". n Circolare n. 89 del 27/06/1996 "Decreto legislativo 10 marzo 1996, n. n 242, contenente modificazioni e integrazioni al decreto legislativo 19 n settembre 1994, n. 626, in materia di sicurezza e salute dei lavoratori n sul luogo di lavoro. Direttive per l'applicazione

12 Principi costituzionali in materia penale n Art 27 Cost. La responsabilità penale è personale. Limputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. n Art. 25 Cost. Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

13 n Art. 1 cod. pen. Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto come reato dalla legge, nè con pene che non siano da essa stabilite. - Principio di legalità - Principio di tassatività - Principio di non retroattività

14 Parte II Novità introdotte dal D.Lgs. n. 626/94 n Principio della circolarità della sicurezza n Introduzione delle nuove figure professionali n Prevenzione nella valutazione dei rischi (documento aggiornamento dinamico)

15 D.Lgs. 626/94 e D.Lgs. 242/96 Ambito di applicazione: - Tutti i settori di attività pubblici e privati in cui venga svolta attività di lavoro subordinato e - Le forze armate, di polizia, protezione civile ed altri, tenendo conto delle particolari esigenze di servizio individuate con decreto del Ministro competente di concerto con lavoro, sanità e funzione pubblica

16 D.M. n. 284/2000 Individuazione di particolari esigenze: a) Collaudi, Certificazioni (es. personale A.D. con requisiti culturali) b) Attività di vigilanza: - attività riservate o operative - classificazione notificata da M.D. - personale militare e civile di A.D. c) Normativa tecnico- militare: - attività e luoghi compiti istituzionali (impiego forza, addestramento, ecc.) - segreto di Stato d) Medico competente: Ufficiali medici

17 Misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori Art. 3 D.Lgs. 626/94 1. Valutazione dei rischi per la salute e sicurezza; 2. Eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e loro riduzione al minimo ove possibile; 3. Riduzione dei rischi alla fonte; 4. Programmazione della prevenzione che tenga conto delle condizioni tecniche, produttive e organizzative del posto di lavoro.

18 I Soggetti responsabili 1. Datore di Lavoro:poteri di spesa e gestionali massima autonomia decisionale 2. Dirigenti: elevata qualificazione professionale attività di organizzazione 3. Preposti: elevata qualificazione tecnica compiti di istruzione, coordinamento e controllo

19 Datore di Lavoro 1. Organizzazione del lavoro e natura dei rischi 2. Individuazione e programmazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuali 3. designa : - il Responsabile del servizio di prevenzione e di protezione nomina - il medico competente

20 Datore di Lavoro Decreto Ministero Difesa del n La figura giuridica del Datore di Lavoro richiamata dal D.Lgs 626/94 e successive modificazioni e integrazioni ha per corrispettivo lamministrazione Difesa. n Lamministrazione Difesa si immedesima organicamente con i responsabili ai vari livelli delle attività produttive. n Il Dirigente Territoriale è lAutorità a livello Centrale e/o Territoriale con compiti di gestione finanziaria delle risorse e con responsabilità in ordine alla organizzazione e gestione delle misure di prevenzione e riduzione dei rischi. n Il Dirigente Periferico è il Comandante, Direttore di Ente deputato allimpiego del personale dipendente e delle risorse assegnate con responsabilità in ordine alla esatta applicazione delle misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori e della valutazione dei rischi nellambito delle strutture militari

21 Obblighi di Datore di Lavoro e Dirigenti Art. 4 D.Lgs. 626/94 Dovere di attuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza: 1. Organizzazione del lavoro 2. Formazione ed informazione 3. Consultazione con R.S.L.

22 Obblighi dei preposti Art. 4 D.Lgs. 626/94 Dovere di vigilanza e controllo sullosservanza da parte dei singoli lavoratori delle disposizioni e delle istruzioni impartite dai datori di lavoro dai dirigenti ai fini della protezione collettiva ed individuale.

23 Obblighi dei lavoratori Art. 5 D.Lgs. 626/94 1. Contribuiscono alladempimento degli obblighi previsti a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro 2. Osservano le disposizioni loro impartite ai fini della protezione collettiva ed individuale 3. Utilizzano correttamente i macchinari ed i dispositivi di protezione individuale 4. Segnalano le deficienze dei mezzi e dei dispositivi

24 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Art 8 D.Lgs. 626/94 Persona nominata dal datore di lavoro avente capacità e requisiti professionali art 8 bis D.Lgs. 626/94 Collabora con il datore di lavoro Promuove determinazioni del datore di lavoro Ha relazioni con: gli organi di vigilanza, appaltatori, R.L.S. e medico competente

25 Medico competente Art. 17 D.Lgs. 626/94 Valuta il rapporto esistente tra lo stato di salute dellindividuo e lambiente di lavoro Svolge unazione InformativaValutativaDi accertamento

26 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Art. 18 D.Lgs. 626/94 Eletto o designato dai lavoratori Svolge compiti Informazione su: -documenti di sicurezza -servizi di vigilanza Consultazione su: -valutazione dei rischi Designazione addetti servizi Formazione Verifica e accesso su: -Luoghi di lavoro -Documentazione esistente in azienda

27 R.L.S. Linee guida per la definizione di R.L.S. Militare Provvedimento S.G.D n Nominato dal Comandante - Direttore dellEnte su proposta non vincolante del COBAR dellEnte (previa proposta di 3, 6, 12 nominativi in possesso dei prescritti requisiti)

28 Aziende (Unità Produttive) n Numero dipendenti n Sino a 200 n Da 201 a n Oltre n Numero minimo RLS n 1 n 3 n 6

29 Art. 11 Riunione Periodica n 1. Nelle aziende, ovvero unità produttive, che occupano più di 15 dipendenti, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta all'anno una riunione cui partecipano: a) il datore di lavoro o un suo rappresentante; b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; c) il medico competente ove previsto; d) il rappresentante per la sicurezza. n 2. Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone all'esame dei partecipanti: a) il documento, di cui all'art. 4, commi 2 e 3; b) l'idoneità dei mezzi di protezione individuale; c) i programmi di informazione e formazione dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute. n 3. La riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. n 4. Nelle aziende, ovvero unità produttive, che occupano fino a 15 dipendenti, nelle ipotesi di cui al comma 3, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza può chiedere la convocazione di di una apposita riunione.

30 Progettisti, Fornitori ed installatori Art. 6 D.Lgs. 626/94: requisiti essenziali di sicurezza e disposizioni legislative n Fornitori(vendita, noleggio,e concessione in uso) di macchine, attrezzature di lavoro e impianti: certificazioni o omologazioni beni n Progettisti di luoghi, posti di lavoro ed impianti: principi generali di sicurezza n Installatori: osservanza istruzioni di fabbricazione

31 Contratto di appalto Art. 7 D.Lgs. 626/94 affidamento lavori da eseguirsi allinterno dellunità produttiva ad appaltatori o a lavoratori autonomi 1) Committente: Soggetto per conto del quale lopera viene realizzata. Verifica lidoneità tecnico-professionale, fornisce dettagliate informazioni su ambienti e misure di emergenza, promuove cooperazione e coordinamento tra datori di lavoro. 2) Datore di lavoro: Coopera per lattuazione delle misure e coordina gli interventi. 3) Entrambi hanno il dovere di promuovere cooperazione e coordinamento salvo rischi specifici dellattività di appaltatore e lavoratore autonomo

32 Responsabile dei lavori n Incaricato dal committente ai fini della: progettazione, esecuzione, e controllo dellesecuzione dellopera. n Assume una funzione di direzione generale sullattività del cantiere e sullandamento dei lavori

33 Cantieri temporanei e mobili D.Lgs. 494/96 e D.Lgs.528/99 Il responsabile del Procedimento/Lavori nellImprese >/= 200uomini/giorni Nomina Coordinatore per la Progettazione contestualmente ad affidamento progettazione (indicato nel cartello di cantiere) Valuta Piano di sicurezza e coordinamento Fascicolo del cantiere Nomina Coordinatore dellEsecuzione Prima di affidamento lavori (indicato nel cartello di cantiere) Notifica preliminare Agli organi di vigilanza territorialmente Competenti (anche se una sola impresa per

34 Coordinatori in materia di sicurezza e salute (Requisiti culturali di esperienza) Attestato di frequenza di specifico corso -non rischiesto per dipendenti in servizio P.A. -non richiesto per Pubbl. Uff. in materia per 5 anni -non richiesto per almeno un esame universitario equivalente Laurea (ing.,arch.,agr., for.,)+1 anno esp. Diploma universitario(ing.o arch.)+2 anni esp. Geometra o Perito industriale+3 anni esp. Norma transitoria: solo 4 anni esperienza in sicurezza nelle costruzioni A) qualifiche per sovrintendere altri lavoratori b) direttore tecnico di cantiere entro 3 anni Cantieri temporanei e mobili Requisiti dei coordinatori in materia di sicurezza e salute

35 Cantieri temporanei e mobili Adempimenti dei Coordinatori in materia di sicurezza e salute n Coordinatore per la progettazione n Redige piano di sicurezza e coordinamento n Predispone fascicolo del cantiere n Coordinatore per lesecuzione n Verifica applicazione piano di sicurezza e coordinamento e lidoneità piani operativi n Organizza e verifica coordinamento tra imprese e RLS n Contesta per iscritto nei confronti dellappaltatore violazioni del piano di sicurezza e coordinamento e segnala a Committente/Responsabile Lavori n Sospende se pericolo grave ed imminente direttamente constatato

36 Cantieri temporanei e mobili Adempimenti Committente: n Piano di sicurezza e coordinamento redatto dal Coord. Per la progettazione che contiene la valutazione rischi, procedure, con stima dei costi. Fascicolo con le caratteristiche del cantiere redatto dal Coor. per la progettazione n Notifica preliminare agli Organi di vigilanza territoriali ad opera del committente o responsabile lavori n Verifica rispetto dei piani di sicurezza modifica piani di sicurezza e sospensione lavori ad opera del Coor. per lesecuzione

37 Cantieri temporanei e mobili Adempimenti Imprese Esecutrici: n Piano operativo redatto dalle imprese esecutrici e trasmesso al Coord. Esecuzione primo proprio lavoro che contiene valutazione dei rischi, procedure. n Proposte di modifiche al piano di sicurezza e coordinamento senza variazione dei costi n Consultazione preventiva con R.L.S.

38 Organi di vigilanza Art.23 D.Lgs. 626/94 n Asl n Ispettorati del lavoro n Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco n Ministero dellIndustria e del Commercio e n dellArtigianato n Regioni, Province autonome n Uffici di sanità aerea e marittima n Servizi sanitari e tecnici per le forze armate e le forze di polizia in aree riservate

39 Organi di vigilanza Competenze: n Asl: Competenza generale su tutti gli aspetti di prevenzione e protezione n Ispettorati del lavoro: a) Compiti di vigilanza su rischi particolari (costruzioni, radioprotezioni e impianti ferroviari);B) Con Organi periferici del Ministero dellIndustria svolgono compiti attribuiti dal D.Lgs. 472/92 in tema di DPI e dal d.P.R. 459/96 per le macchine e dal D.Lgs. 6262/96 per materiale elettrico in bassa tensione

40 O rgani di vigilanza Competenze: n Corpo dei Vigili del fuoco: Compiti di vigilanza ex art 23 del D.Lgs 626/94 n Direzione generale delle miniere del Ministero dellIndustria e del Commercio e dellArtigianato e uffici periferici: Attività di vigilanza sulle sostanze minerali di prima categoria di cui al R.D. 1443/27 n Regioni e Province autonome: Giurisdizione sulle attività estrattive di sostanze minerali di seconda categoria ex R.D. 1443/27 e delle acque minerali termali ex art. D.Lgs 624/96; Coltivazione e utilizzazione di risorse geotermiche di interesse locale ex art. 8 L. 896/86

41 Organi di vigilanza Competenze: n Uffici di sanità aerea e marittima: Competenza in materia di sicurezza e igiene del lavoro nellambito portuale ed aeroportuale e per i lavoratori a bordo di navi e aerei art. 23 D.Lgs. 626/94 n Servizi sanitari e tecnici per le forze armate e le forze di polizia in aree riservate: Competenze nellaree riservate o operative e per altri ambiti da individuarsi con decreto art.23 D.Lgs 626/94

42 Organi di vigilanza Competenze n Ufficiale di polizia giudiziaria: Munito di tesserino di riconoscimento ha poteri di accesso, prescrizione, diffida e disposizione

43 Meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lg.s n. 758/94 di tipo sequenziale 1. Accertamento della contravvenzione 2. Prescrizione a fini di regolarizzazione 3. Verifica 4. Pagamento (c.d.oblazione amministrativa) 5. Estinzione del reato

44 Meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lg.s n. 758/94 di tipo sequenziale 1. Nel caso in cui la verifica da parte dellorgano di vigilanza è negativa: A.Si dà comunicazione al P.M. B.Il processo penale riprende il suo corso. 2. Nel caso in cui la verifica da parte dellorgano di vigilanza è positiva, il contravventore è ammesso a pagare in sede amministrativa nel termine di trenta giorni e viene data comunicazione al P.M. che dovrà richiedere larchiviazione al GIP in quanto: A.Ladempimento alla prescrizione nei termini B. Il pagamento della somma dovuta Determinano lestinzione del reato.

45 Parte III Modifiche e varianti del D.Lgs. n.626/94 n D.Lgs. n. 66/2000 in materia di protezione per il rischio cancerogeno e mutageno n D.Lgs. n.195/2006 in materia di protezione per il rischio allesposizione al rumore n D.Lgs. n.187/2005 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative allesposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche n D.Lgs. n.257/2006 in materia di protezione dai rischi derivanti dallesposizione allamianto n D.Lgs n. 25/2002 in materia di protezione dei lavoratori dagli agenti chimici n DM 26 febbraio 2004 Definizione di una prima lista di valori limite indicativi di esposizione professionale agli agenti chimici

46 Modifiche e varianti del D.Lgs. n.626/94 introdotte dal D.Lgs. n. 195/2003 sulla figura del RSPP n Titolo di studio minimo: Diploma di istruzione secondaria superiore n Attestato di frequenza, con verifica apprendimento, a specifici corsi di formazione n Esenzione per laurea triennale in Ingegneria della sicurezza e protezione o di Scienze della sicurezza e protezione o di tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro n Aggiornamento con cadenza quinquennale o secondo gli accordi definiti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

47 Parte IV Accordi Conferenza Stato-Regioni e Province autonome su formazione n Destinatari con esperienza RSPP e ASPP n Esonero dalla frequenza di alcuni moduli del percorso formativo n Destinatari senza esperienza RSPP e ASPP

48 Disciplina transitoria SoggettiTitolo di Studio minimo Corso di formazioneNorma Designati almeno 6 mesi prima entrata in vigore ( ) Non previstoEntro un anno dallentrata in vigore devono conseguire attestato di frequenza del corso di cui alla disciplina ordinaria Art. 3 comma 1 Non designati 6 mesi prima dellentrata in vigore e sino alla istituzione dei corsi di formazione abilitanti Diploma di istruzione secondaria superiore Frequenza a corsi di formazione organizzati da enti e organismi pubblici idonei dalle Regioni aventi i requisiti minimi di formazione ex art. 3 D.M Art. 3 comma 2

49 Articolazione dei percorsi formativi Numero partecipanti (max 30 unità) Registro presenza (Max 10 % assenze del monte orario) n Modulo A Corso base per funzioni RSPP e ASPP di 28 ore La frequenza vale per qualsiasi macrosettore e costituisce Credito formativo permanente

50 Articolazione dei percorsi formativi Numero partecipanti (max 30 unità) Registro presenza Max 10 % assenze del monte orario n Modulo B Corso di Specializzazione per RSPP e ASPP adeguato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro da 12 a 68 ore

51 Articolazione dei percorsi formativi Numero partecipanti (max 30 unità) Registro presenza (Max 10 % assenze del monte orario) n Modulo C Corso di specializzazione per soli RSPP su: -prevenzione e protezione dei rischi anche di natura ergonomica e psico sociale -organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative -tecniche di comunicazione e relazioni sindacali

52 Parte V Cassazione e massima sicurezza tecnologicamente fattibile

53 Cass. Civile sez. lav. sent. 653 del 23/1/99 n Ai sensi dell'art il datore di lavoro è tenuto ad adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e morale dei lavoratori, rispettando non solo le specifiche norme prescritte dall'ordinamento in relazione al tipo specifico di attività imprenditoriale e lavorativa, ma anche quelle che si rilevino necessarie in base alla particolarità del lavoro, all'esperienza e alla tecnica. n La previsione dell'obbligo contrattuale di sicurezza comporta che al lavoratore è sufficiente provare il danno e il nesso causale, spettando all'imprenditore provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno stesso, con la conseguenza che solo l'effettiva interruzione del nesso di causalità tra infortunio (o la malattia) e un comportamento colpevole dell'imprenditore esclude la responsabilità di costui, non essendo sufficiente un semplice concorso di colpa del lavoratore ma occorrendo o una di lui condotta dolosa, ovvero la presenza di un rischio elettivo generato da un'attività non avente rapporto con lo svolgimento del lavoro

54 Cass. Sez. lavoro sent del 23/2/95 n La responsabilità del datore di lavoro in materia di infortuni è fondata sul disposto dellart cc. In base al quale limprenditore è tenuto ad adottare nellesercizio dellimpresa, le misure che secondo la particolarità del lavoro, lesperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare lintegrità fisica e la personalità morale dei lavoratori; rispetto alla norma suddetta, che impone un obbligo generale di diligenza – la cui violazione determina la responsabilità del datore di lavoro sul quale incombe lonere di provare di aver adottato tutte le misure di prevenzione necessarie e che linfortunio non è casualmente ricollegabile alla inosservanza di tale obbligo – le disposizioni legislative in tema di prevenzione di infortuni, quali il DPR 164/56 relativo alla materia delle costruzioni, hanno carattere applicativo del più ampio principio in essa contenuto e le misure che tali disposizioni prevedono, hanno carattere meramente esemplificativo con la conseguenza che la loro inosservanza non esaurisce il generale dovere di adottare ogni misura idonea a proteggere lincolumità dei lavoratori dipendenti.

55 Cass. Pen. sez. IV 3 novembre 1998 n n Il datore di lavoro deve ispirare la sua condotta alle acquisizioni della migliore scienza ed esperienza per fare in modo che il lavoratore sia posto nelle condizioni di operare con assoluta sicurezza.

56 Cass. Pen. sez. IV Sent. 523 del 28/01/97 n In materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, (d.P.R. 22 aprile 1955 n. 547), non adempie agli obblighi derivanti dalle norme di sicurezza l'imprenditore che, dopo l'avvenuta scelta della persona preposta al cantiere o incaricata dell'uso dei suddetti strumenti di lavoro (nella specie: il manovratore della gru), non controlla o - se privo di cognizioni tecniche - non fa controllare la rispondenza dei mezzi usati ai dettami delle norme antinfortunistiche. In tal caso la presenza e la eventuale colpa del preposto non eliminano la responsabilità dell'imprenditore potendosi ritenere che l'infortunio non sarebbe occorso se il datore di lavoro avesse controllato e fatto controllare le macchine e predisposto i mezzi idonei a dotarle dei requisiti di sicurezza mancanti, conferendo al preposto - come suo "alter ego" - non solo la generica delega a sorvegliare lo svolgimento del lavoro in cantiere ma anche dotandolo dei poteri di autonoma iniziativa - anche eventualmente di spesa o di modifica delle condizioni di lavoro, delle fasi e dei tempi del processo lavorativo - per l'adeguamento e l'uso, in condizioni di sicurezza, dei mezzi forniti.

57 Cassazione e dovere di vigilanza

58 Cass. Pen. Sez. IV 3 novembre 1998 n Solo sul presupposto dellosservanza della normativa antinfortunistica si può porre la questione dellesonero da responsabilità del destinatario di essa, in dipendenza di una - pur nellattuazione delle misure di sicurezza - non ipotizzabile, e quindi non prevedibile, imprudente condotta del lavoratore

59 Cass. Sez. IV 18 maggio 1999 n Il datore di lavoro non può delegare al lavoratore medesimo e ai suoi compagni i compiti di vigilanza e controllo ai fini antinfortunistici, quando questi stessi eseguono materialmente lattività lavorativa (fenomeno dellimpotenza di controllo), a nulla rilevando la specifica competenza del lavoratore e la circostanza che lo stesso fosse coadiuvato da altri operai...

60 Cass. Pen. Sez. IV 9 marzo 1999 n n Il comportamento anomalo del lavoratore interrompe il nesso causale tra colpa del datore di lavoro (che non ha osservato le norme di sicurezza) ed evento solo quando risulti che esso abbia dato autonoma efficienza nella produzione del fatto, cioè quando limprudenza del dipendente avrebbe comunque determinato laccaduto, se anche vi fosse stato rispetto della normativa infortunistica.

61 Cassazione e interruzione del nesso causale

62 Cass. Pen. Sez. IV del 17/1/91 n In tema di infortuni sul lavoro, linterruzione del nesso di causalità tra condotta omissiva del datore di lavoro e levento si verifica solo quando il prestatore dopera ponga in essere di sua iniziativa un comportamento anomalo, non rientrante nelle fasi delle lavorazioni affidategli ma non anche quando questi si limiti a serbare la condotta imprudente, in previsione del quale sono appunto stabilite dalla legge le misure antinfortunistiche.

63 Cass. Pen. Sez. IV 3 novembre 1998 n La condotta non anomala né eccezionale di un dipendente non può essere tale da consentire una valutazione della stessa quale regola di condotta ordinaria e tale da integrare una colpa del responsabile della sicurezza in caso di infortunio del lavoratore. Rileva in tale senso il criterio dellesigibilità del comportamento nel senso che qualora la condotta richiesta non sia esperibile (inesigibile) non potrà ravvisarsi alcuna colpa. Il responsabile dellorganizzazione e della sicurezza del lavoro deve poter contare sulladempimento diligente delle regole di condotta dei lavoratori, qualora abbia assicurato complete misure di sicurezza e unadeguata informazione ed organizzazione del lavoro.

64 Cass. sez. lavoro sent del 17/02/1999 n Poiche' gli obblighi che l'art cod. civ. impone al datore di lavoro in tema di tutela delle condizioni di lavoro si estendono, nella fase dinamica dell'espletamento della prestazione, ai comportamenti necessari per prevenire possibili incidenti, per cui non e' sufficiente il semplice concorso di colpa del lavoratore per interrompere il nesso causale, tuttavia l'imprenditore e' esonerato da responsabilità quando il comportamento del dipendente presenti i caratteri dell'esorbitanza, atipicità' ed eccezionalita' rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, cosi' da porsi come causa esclusiva dell'evento. n (Nella specie e' stata cassata la sentenza di merito che non aveva motivato sull'incidenza, nella causazione dell'infortunio, del comportamento del lavoratore addetto al carico e scarico dei materiali ed alla manutenzione dei mezzi di trasporto, il quale, nel tentativo di rimuovere un cavo elettrico rimasto incagliato nello stabilizzatore del camion, aveva inserito la mano nello stabilizzatore stesso senza accertarsi che il manovratore fermasse il mezzo).

65 Cassazione e la delega

66 Cass. Pen. Sez. III 19 febbraio 1999 n n La delega di compiti di vigilanza e controllo ad altri soggetti esclude la responsabilità penale del legale rappresentante. La rilevanza penale della delega è subordinata ad alcune specifiche condizioni, tra le quali: n complessità organizzativa e gestionale tale da giustificare il decentramento delle funzioni; n la formulazione specifica e puntuale del contenuto della delega; n idoneità tecnica del delegato e n divieto di indebita ingerenza da parte del delegante. n In assenza di questi requisiti la delega si ritiene implicitamente revocata.

67 Cass. Pen. sez. IV Sent del 17/06/97 In tema di misure antinfortunistiche il datore di lavoro può delegare i compiti che gli spettano ad altri, purché sia tecnicamente capace: ricorre tale condizione nel caso in cui il delegato sia persona specializzata e sia stata posta con atto certo ed inequivoco al vertice della Unita' di sicurezza, igiene ambientale ed antinquinamento dello stabilimento con l'attribuzione di ampi, dettagliati e specifici poteri e con l'obbligo, posto agli altri dirigenti, di mantenere i necessari collegamenti con l'Unita' per le implicazioni relative al personale in materia di sicurezza.

68 Cass. Pen. Sez. IV 26 agosto 1999 n Sia pure con le deroghe elencate nellart. 1, comma 4 ter del D.Lgs. 626/94, detta disciplina non esclude la possibilità di delega, anche se non ne enuclea i requisiti per avere efficacia liberatoria e traslativa. Occorre allora fare riferimento ai principi giurisprudenziali, in particolare: n alla dimensione dellazienda, avuto riguardo alla complessità dellorganizzazione e al numero dei dipendenti addetti; n al conferimento della stessa ad un soggetto munito di conoscenze tecniche occorrenti, dotato di mezzi finanziari autonomi e collocato, quale direttore di stabilimento, in posizione strategica per gli ulteriori specifici compiti affidatigli

69 Cass. Pen. Sez.III 27 gennaio 1999 n n Dal regime sanzionatorio dellart. 90 del D.Lgs 626/94 si evince che grava sul preposto, nellalveo del suo compito fondamentale di vigilare sullattuazione delle misure di sicurezza, lobbligo di verificare la conformità dei macchinari alle prescrizioni di legge ed impedire lutilizzazione di quelli che, per qualsiasi causa (inidoneità originaria o sopravvenuta) siano pericolosi per lincolumità del lavoratore che li manovra. n Sicché versa in colpa il preposto che abbia mantenuto in funzione macchinari non sicuri perché privi di dispositivi di protezione

70 Cassazione e preposto

71 Cass. Pen. sez. IV Sent del 23/03/98 n In tema di infortuni sul lavoro l'esistenza sul cantiere di un preposto - salvo che non vi sia la prova rigorosa di una delega espressamente e formalmente conferitagli, con pienezza di poteri ed autonomia decisionale, e di una sua particolare competenza- non comporta il trasferimento in capo allo stesso degli obblighi e delle responsabilità incombenti sul datore di lavoro, essendo a suo carico (peraltro, neppure in maniera esclusiva quando l'impresa sia di dimensioni molto modeste) soltanto il dovere di vigilare a che i lavoratori osservino le misure e usino i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione, comportandosi in modo da non creare pericolo per se' e per gli altri.

72 Cass. Sez. III 18 aprile 1998 n Gli obblighi di coordinamento e cooperazione che lart. 7, comma 3 del D.Lgs. 616/94 pone a carico del datore di lavoro committente non riguardano i rischi specifici propri dellattività dellimpresa appaltatrice. n Tuttavia sussiste la colpa generica laddove non si sia vigilato e non si sia intervenuti preventivamente per ovviare alle situazioni di oggettivo pericolo per il lavoratore

73 Cassazione e datore di lavoro committente

74 Cass. Pen. Sez. IV 18 gennaio 1999 n. 516 n In materia prevenzionale, il titolare della società appaltante e il direttore tecnico di cantiere sono responsabili dellinfortunio occorso al lavoratore dipendente di altra ditta appaltatrice dei lavori, se sia provata la simulazione del contratto di appaltatrice di appalto e la finalità meramente intermediatrice di manodopera. La reale natura del rapporto di lavoro può essere valutata in base a dichiarazioni testimoniali, alla struttura organizzativa della ditta appaltatrice e alla interpretazione delle scritture e della documentazione intercorsa tra le parti di causa.

75 Cass. Pen. Sez. III 21 novembre 1997 n Con lintroduzione del D. Lgs. 626/94 non si è prodotta alcuna cesura con la disciplina precedente ma si sono ampliati e potenziati gli obblighi precedenti in una mutata impostazione del modo con cui affrontare le tematiche della sicurezza e della prevenzione sul lavoro


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