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Le epatiti virali croniche nella pratica clinica Mantova, 17 maggio 2008 La realtà locale Dott. Giorgio Perboni U.O. Malattie Infettive Ospedale C. Poma.

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Presentazione sul tema: "Le epatiti virali croniche nella pratica clinica Mantova, 17 maggio 2008 La realtà locale Dott. Giorgio Perboni U.O. Malattie Infettive Ospedale C. Poma."— Transcript della presentazione:

1 Le epatiti virali croniche nella pratica clinica Mantova, 17 maggio 2008 La realtà locale Dott. Giorgio Perboni U.O. Malattie Infettive Ospedale C. Poma - Mantova

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3 Ambulatorio Divisionale Malattie Infettive Nuovi casi HCV arruolati per anno

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5 Pazienti trattati

6 Evoluzione terapeutica dellepatite cronica da virus C: risultati di unanalisi retrospettiva su una casistica monocentrica. Perboni G, Costa P, Fibbia G, Gattuso G, Miccolis S, Morandini B, Palvarini L, Tomasoni D, Scalzini A U.O. Mal. Infettive – Az. Ospedaliera C. Poma – Mantova

7 Obiettivi La terapia dellECA da HCV ha avuto negli anni una progressiva evoluzione, dallInterferone-standard in monoterapia (IFN) a IFN+Ribavirina (IFN-RBV) fino a PEG Interferone+Ribavirina (PEG-RBV). Con il presente lavoro abbiamo voluto verificare nella nostra casistica levoluzione temporale dellefficacia di tali terapie, levoluzione nel tempo delle caratteristiche popolazione trattata e landamento della performance medica nellutilizzo di PEG-RBV.

8 Metodi Abbiamo analizzato i trattamenti eseguiti presso la nostra U.O. dal 1991 al 2006, suddividendoli nei gruppi IFN, IFN- RBV e PEG-RBV. Sono stati esclusi dallanalisi i pazienti con coinfezione HIV-HCV. Per ogni trattamento eseguito sono stati analizzati: sesso, età e peso del paziente, genotipo virale, anno d'inizio terapia e risultato della stessa in termini di risposta sostenuta (SR).

9 *=p<0,05 test t di Student $ =p<0,01 test chi quadro Risultati (1) Abbiamo valutato 645 trattamenti eseguiti su 524 pazienti. L'efficacia dei diversi trattamenti e le caratteristiche principali dei pazienti arruolati sono riportate nella tabella seguente:

10 Risultati (2) Lefficacia della terapia con PEG-RBV nel periodo confrontata con il periodo è riportata nella tabella seguente: *=p<0,05 test t di Student Le due popolazioni erano sovrapponibili per età, sesso, peso e distribuzione genotipica.

11 Conclusioni (1) Lefficacia della terapia per ECA da HCV nella pratica clinica è sensibilmente migliorata passando gradualmente dal 20% circa di guarigioni con IFN al 50% circa con PEG-RBV.

12 Conclusioni (2) La nostra popolazione, nel periodo osservato, non è cambiata per quanto concerne distribuzione genotipica, sesso e peso, mentre si è osservato un significativo innalzamento delletà media dei trattati, passata dai 37 anni del gruppo trattato con IFN ( ) ai 41 di IFN- RBV ( ) ai 44 anni di PEG-RBV ( ).

13 Conclusioni (3) Il fattore sfavorevole del progressivo invecchiamento dei trattati è stato bilanciato e superato dalla maggiore efficacia dei trattamenti. La terapia con PEG-RBV ha mostrato i migliori risultati nel secondo triennio di utilizzo, probabilmente per un miglioramento della performance dei sanitari.

14 Esperienza locale sul trattamento breve dellECA da HCV Dal 2005 la conferma che per i genotipi 2 e 3 la terapia può durare solo 3 mesi, in caso di risposta virologica rapida (RVR=viremia HCV negativa con metodica sensibile a 4 settimane dallinizio del trattamento) Dal 2006 nella nostra UO abbiamo adottato un protocollo di terapia breve che prevede 4 mesi di terapia per i genotipi 2 o 3 con RVR

15 § pazienti con ECA da HCV Genotipo 2 o 3 trattati nel presso il nostro Ambulatorio Casistica pazienti trattati con protocollo terapia breve e controllo storico

16 Risultati * 16,5% riduzione di terapia

17 (30 pazienti) RVR Inizio Terapia 1 mese: viremia HCV non-RVR Terapia 4 mesi SVR 17 (70,8 %) RR 2 (8,3 %) NR 1 (4,1 %) DO 1 (4,1 %) (24 pazienti) Terapia 6 mesi (6 pazienti) SVR 3 (50 %) RR 2 (33 %) NR 1 (16 %)

18 Dal 10/2000 al 10/2001 terapia di associazione IFN alfa2b 3MU x 3/w + Ribavirina 1200 mg. Risposta virologica (EVR completa) e biochimica (a fine trattamento) ma successivo rapido relapse virologico (dopo solo 2 w dalla fine della terapia). Il far west della terapia: un caso clinico emblematico sulle nuove frontiere Paziente di sesso maschile, nato nel 1959, dal 1989 diagnosi di ECA da HCV, genotipo 1b, alta viremia (2-6 ML copie/ml). 2000: biopsia epatica con riscontro di ECA in evoluzione cirrotica, con setti porto-portali incompleti, stadio di fibrosi 5, grado di necroinfiammazione 10 secondo Ishak.

19 Dal 3/2004 > 7/2004 ritrattamento con PEG-IFN alfa 2b 120 mcg/w + Ribavirina 1200 mg. EVR completa, ma successivo DO per deficit visivo ingravescente dovuto a essudati cotonosi retinici al polo posteriore (in OS anche paramaculari) da riferire a retinopatia ipertensiva complicata da ischemia coroidea. II spunto di riflessione: lIFN può determinare effetti indesiderati inattesi o rari, come in questo caso la retinopatia: importanza della valutazione pre- arruolamento e del successivo monitoraggio clinico. >>>>>>GESTIONE EVENTI AVVERSI<<<<<< I spunto di riflessione: il paziente aveva unipertensione mal controllata da diversi mesi, andava sicuramente gestita al meglio prima dellinizio della terapia. >>>>> COMORBIDITA<<<<<<

20 Dal 3/2006 > 9/2007 ritrattamento con PEG-IFN alfa 2a 180 mcg/w + Ribavirina 1200 mg. Durante la terapia controlli oculistici e FAG periodici; inoltre controllo farmacologico adeguato dellipertensione arteriosa. Risposta al trattamento con calo della viremia HCV di 1,5 log alla 4a w, quindi EVR completa e mantenuta. Transaminasi elevate per tutta la durata della terapia, normalizzate a 3 mesi dalla sospensione della stessa. Esito finale in guarigione (SVR). Questa terapia è stata portata avanti nonostante lintercorrente riscontro al VII mese di terapia di smoldering mieloma con componente monoclonale IgG k. Per tale riscontro il paziente ha iniziato un follow-up oncologico. III spunto di riflessione: 18 mesi di terapia al posto dei 12 previsti valutando i fattori prognostici negativi (genotipo, viremia, relapse rapidissimo, eventi avversi presentati). >>>>INDIVIDUALIZZAZIONE DELLA TERAPIA<<<<<

21 I° ciclo II° ciclo III° ciclo

22 Per non dimenticare... - Identificazione dei pazienti HCV-positivi: cè ancora molto da fare per far emergere il sommerso - Avviare al trattamento i pazienti: cè ancora molto da fare, alla luce delle buone possibilità di risposta - Gestire la terapia: serve estrema attenzione nella valutazione pre-trattamento e nel monitoraggio - Individualizzazione del trattamento porta a maggiore efficacia e maggiore tollerabilità

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