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U.S.P. di PALERMO OSSERVATORIO PROVINCIALE SUL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA OSSERVATORIO D AREA CENTRO STORICO Esperienze come di lettura delle.

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1 U.S.P. di PALERMO OSSERVATORIO PROVINCIALE SUL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA OSSERVATORIO D AREA CENTRO STORICO Esperienze come di lettura delle Linee Guida per laccoglienza e lintegrazione degli alunni stranieri del M.P.I. di Enrica Salvioli INTERCULTURALITA E CITTADINANZA PLANETARIA C.D. Turrisi Colonna – febbario 2007

2 Esperienze come di lettura delle Linee Guida per laccoglienza e lintegrazione degli alunni stranieri del M.P.I. di Enrica Salvioli

3 E venerdi, sono le circa, mi sembra di sentire odore di incenso, apro la porta della mia stanza, sento una musica orientale, mi avvicino alla classe da dove provengono i rumori e gli odori, le bambine Tamil danzano su una loro musica tradizionale… intanto il Muezzin della moschea ha cominciato la sua preghiera.

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5 Hussein, ha 8 anni, ha raccontato alla maestra che il padre lo picchia, anche con la cinghia, se non fa tutti i compiti e se viene a conoscenza che a scuola si è comportato male. In Bangladesh la scuola prevede le punizioni corporali.

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7 Mohammed, è un bel ragazzo di 14 anni, è arrivato da poco dal suo paese. Si rifiuta di scrivere in italiano; parla utilizzando un italiano dialettale che gli consente di comunicare adeguatamente con i compagni. Guida il motorino in modo scatenato, è amato dai compagni; questo è il suo unico orizzonte. Per farsi accettare ed essere come loro è disposto a tutto.

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9 Entro in classe, ci sono tre file di banchi. La fila di sinistra occupata da allievi italiani, la centrale da allievi bengalesi, la fila destra da allievi italiani e non. Il professore si rivolge a me con tono disperato: li vedi (indica gli allievi della fila centrale) parlano tra loro nella loro lingua? No ne posso più!! Uno degli alunni si rivolge a me: E come devo parlare con i miei amici?.

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12 Rimon ha 5 anni. La madre è morta di parto in Italia. Fin dal primo mese di vita è stato ospitato in una struttura di accoglienza. Il padre, solo recentemente, ha sposato per procura una giovane donna del suo paese… (scelta dai familiari). Gli occhi di questa giovane donna trasmettono disorientamento e confusione. Il padre di Rimon -che non si sente bengalese ma italiano- dice alla maestra: lui non venire a scuola fino alle quattro deve badare a mia moglie.

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14 Fatima racconta: quando sono arrivata in Italia ho dovuto aspettare più di un anno per iscrivermi a scuola, perché non avevamo il permesso di soggiorno. Nel suo paese frequentava, con elevati profitti, la scuola secondaria di primo grado.

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16 Yang ha 12 anni, è appena arrivato dalla Cina. Non conosce litaliano. Viene inserito in prima elementare. Yang se toccato o fissato negli occhi mostra segni di irrequietezza. Nessuno è in grado di fare un accertamento culturale. Ma Yang vede scrivere alla lavagna della classe quarta alcune divisioni. In un attimo su un foglio di carta le esegue, con una tecnica completamente diversa da quella nostra ma con risultato corretto. Nellarco di due mesi è stato in grado di frequentare la quinta.

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18 Cristina è una giovane insegnante, laureata, una punta di diamante nella scuola. Ha un alunno cinese. Mi dice: non capisce niente di verbi, tu spieghi, spieghi e lui -io ha capito, tu ha spiegato, i compagni ha gridato….- pare stralunato, avrà qualcosa. Leggo insieme a Cristina unesperienza con allievi cinesi realizzata da docenti milanesi…. In cinese i verbi non si coniugano… gli occhi di Cristina si spalancano, una nuova realtà si prospetta ai suoi occhi….

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20 Marta è molto agitata, ad aprile in classe è arrivata unallieva dall Eritrea, tra vacanze pasquali e altre giornate festive i giorni di scuola sono stati pochissimi per la nuova allieva. Marta ritiene opportuno che venga bocciata: non sa leggere, non sa scrivere, non capisce niente, bisogna parlarle in francese… quando una collega dice a settembre sarà una ferrari in prima fila la sua agitazione aumenta…. Gli altri docenti di classe si esprimono per la promozione Oggi Erin, è da Marta, considerata lallieva più capace

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