La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Cosa è lOsservatorio LOsservatorio sulle donne in difficoltà e vittime di violenza è la sede individuata dal regolamento per raccogliere e sistematizzare.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Cosa è lOsservatorio LOsservatorio sulle donne in difficoltà e vittime di violenza è la sede individuata dal regolamento per raccogliere e sistematizzare."— Transcript della presentazione:

1

2 Cosa è lOsservatorio LOsservatorio sulle donne in difficoltà e vittime di violenza è la sede individuata dal regolamento per raccogliere e sistematizzare le conoscenze prodotte dalloperatività dei centri e sviluppare scambi culturali con enti di ricerca locali, nazionali, internazionali attinenti alla missione di Solidea (art.2 comma2, lett.H del regolamento). Compiti dellOsservatorio: - gestione di una banca dati attraverso la raccolta sistematica di informazioni a fini statistico-scientifici; - conduzione di studi e ricerche orientati alla progettazione, lintervento, il monitoraggio e la valutazione; - formazione - produzione e diffusione di pubblicazioni Torna alla homepage

3 Le pari opportunità nella Costituzione Italiana Le pari opportunità nella Costituzione Italiana La legislazione nazionale La legislazione nazionale La normativa regionale La normativa regionale Torna alla home page Indice La normativa Consigli utili Inviaci le tue domande e un esperto risponderà in forma anonima sul forum degli utenti

4 Costituzione della Repubblica Italiana Pari opportunità Testo integrale Art. 3Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Torna allindice della normativa Art. 31La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Art. 37La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. Torna alla home page

5 Art. 51Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. (omiss) Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro. Torna allindice della normativa Torna alla home page

6 Normativa nazionale: aree tematiche Violenza sulle donne Famiglia e infanzia Lavoro Disabilità ed handicap Disabilità ed handicap Istruzione e formazione Istruzione e formazione Abitazione Immigrazione Torna allindice della normativa

7 Violenza sulle donne Area tematicaRiferimenti normativi Violenza sulla donne Legge n°66/1996Legge n°66/1996, "Norme contro la violenza sessuale Legge n°154/2001Legge n°154/2001, "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari scheda Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche

8 Immigrazione Legge n° 269/1998 Legge n° 269/1998 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitu'" scheda Legge n°228/2003Legge n°228/2003. "Misure contro la tratta di persone". scheda Testo Unico n° 286 del 25 luglio 1998Testo Unico n° 286 del 25 luglio 1998 disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero scheda Legge n° 189 del 30 luglio 2002 (Bossi-Fini)Legge n° 189 del 30 luglio 2002 (Bossi-Fini) "Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo" scheda Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche

9 Abitazione Legge 431/98Legge 431/98, Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo scheda Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche

10 Istruzione e formazione Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche Istruzione e formazioneLegge n°144 del 1999 Legge n°144 del 1999 Misure in materia di investimenti, delega al governo per il riordino degli incentivi alloccupazione e della normativa che disciplina lINAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali Legge n°53 del 2003Legge n°53 del 2003, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sullistruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale

11 Lavoro Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche LavoroLegge n°903 del 1977Legge n°903 del 1977, Parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro scheda Legge n° 125 del 1991Legge n° 125 del 1991, Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro scheda Legge n° 215 del 1992Legge n° 215 del 1992, Azioni positive per limprenditoria femminile scheda

12 Famiglia e infanzia Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche Famiglia e infanziaLegge n°285 del 1997Legge n°285 del 1997, Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per linfanzia e ladolescenza Legge n°448 del 1998Legge n°448 del 1998, Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo Legge n°328 del 2000Legge n°328 del 2000, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, la 328 del 2000

13 Disabilità ed handicap Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche Disabilità ed HandicapLegge n°104 del 1992Legge n°104 del 1992, "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate scheda Legge n°68 del 1999Legge n°68 del 1999, Norme per il diritto al lavoro dei disabili scheda

14 Scheda sintetica Legge n. 154 del 2001 Misure contro la violenza nelle relazioni familiari Scopo ed obiettivi della legge Beneficiari Benefici/servizi previsti Requisiti per accedere ai benefici Soggetti erogatori Documentazione necessaria Altre osservazioni Commento alla legge Altre norme collegate Giurisprudenza Domande più frequenti Torna alla home page Torna allindice della normativaTorna alla ricerca per aree tematiche Torna indietro

15 Normativa regionale Abruzzo Toscana Lombardia Basilicata Calabria Campania Puglia Molise Sardegna Sicilia Lazio Marche Umbria Emilia Romagna Friuli Venezia- Giulia Liguria Piemonte Trentino Alto-Adige Veneto Valle dAosta Torna alla home page Torna allindice della normativa

16 Normativa regione Lazio: aree tematiche Violenza sulle donne Famiglia e infanzia Lavoro Disabilità ed handicap Disabilità ed handicap Istruzione e formazione Istruzione e formazione Abitazione Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni

17 Violenza sulle donne Area tematicaRiferimento normativo Violenza sulla donneL. R. n°64/1993 L. R. n°64/1993 Norme per listituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella regione Lazio Scheda Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

18 Scheda sintetica Legge n. 154 del 2001 Misure contro la violenza nelle relazioni familiari Scopo ed obiettivi della legge Soggetti destinatari/ Beneficiari Pene applicabili Benefici/servizi previsti Requisiti per accedere ai benefici/ Condizioni di applicabilità della legge Soggetti erogatori/ Organi giurisdizionali competenti Documentazione necessaria Altre osservazioni Commento alla legge Altre norme collegate Giurisprudenza Domande più frequenti

19 Istruzione e formazione POR del Lazio - azioni formative a titolarità della Regione Lazio, finanziate dal Fondo Sociale Europeo nel quadro del Programma Operativo dellObiettivo 3 Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

20 Abitazione L. R. del Lazio n°12 del 1999 L. R. del Lazio n°12 del 1999 Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica. Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

21 Lavoro L. R. n°51 del 1996L. R. n°51 del 1996, Interventi a sostegno dellimprenditoria femminile nella regione Lazio L. R. n° 29 del 1996L. R. n° 29 del 1996, Disposizioni regionali per il sostegno alloccupazione Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

22 Famiglia e infanzia L. R. n°32 del 2001L. R. n°32 del 2001, Interventi a sostegno della famiglia L. R. n°10 del 2002L. R. n°10 del 2002, Interventi a sostegno della famiglia per laccesso alle opportunità educative nella scuola dellinfanzia L. R. n°42 del 2003L. R. n°42 del 2003, Interventi a sostegno della famiglia concernenti laccesso ai servizi educativi e formativi della prima infanzia Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

23 Disabilità ed handicap Disabilità ed HandicapL. R. n°19 del 2003L. R. n°19 del 2003, Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili Torna alla home page Torna allindice della normativa Torna allindice delle Regioni Torna alla ricerca per aree tematiche

24 Banca dati dellAssociazionismo Banca dati dei servizi sociali del territorio Banca dati del Volontariato Banca dati delle Cooperative Sociali La mappa dei servizi Torna alla home page

25 Banca dati dei servizi sociali del territorio Area ServiziArea StruttureArea Progetti Torna allindice delle Banche datiTorna alla home page LINK ALLA BANCA DATI DELLA PROVINCIA

26 Comune Ladispoli Distretto Cerca Torna allindice delle Banche datiTorna alla home page Banca dati dei servizi sociali del territorio: Area Servizi Denominazione Accoglienza notturna Assistenza economica Assistenza domiciliare Target popolazione Madre/bambino famiglia immigrati

27 Denominazione: Casa XXXX Indirizzo: Via YYYYY Comune: Montelibretti Distretto: Telefono: 06/ Fax: Attività: Ospitalità donne in difficoltà Denominazione: Casa Famiglia XXXXXX Indirizzo: Via RRRRRRRR Comune: Ladispoli Distretto: Telefono: 06/ Fax: Attività: Ospitalità donne con bambino Risultato della ricerca Torna allindice delle Banche dati Nuova ricerca

28 Comune Ladispoli Distretto Attività Attività culturali a tutela della donna Attività per donne immigrate Tutela diritti delle donne Banca dati Associazionismo Cerca Torna allindice delle Banche datiTorna alla home page

29 Denominazione: Associazione XXXXX Indirizzo: Via YYYYY Comune: Montelibretti Distretto: Telefono: 06/ Fax: Attività: Tutela diritti donne Denominazione: Asssociazione YYYYY Indirizzo: Via RRRRRRRR Comune: Ladispoli Distretto: Telefono: 06/ Fax: Attività: attività per donne immigrate Risultato della ricerca Torna allindice delle Banche dati Nuova ricerca

30 Comune Ladispoli Distretto Ambiti attività Educativo Socio-assistenziale Tutela e promozione dei diritti Banca dati del Volontariato Cerca Torna allindice delle Banche datiTorna alla home page Attività specifiche Tutela diritti Tutela donne Maternità/infanzia Tutela salute

31 Denominazione: Associazione XXXXX Indirizzo: Via YYYYY Comune: Montelibretti Distretto: Iscrizione allalbo: Telefono: 06/ Fax: Ambiti attività: Tutela e promozione diritti Attività specifiche: Tutela donne Denominazione: Associazione YYYYY Indirizzo: Via RRRRRRRR Comune: Ladispoli Distretto: Iscrizione allalbo: Telefono: 06/ Fax: Ambiti attività: attività per donne immigrate Risultato della ricerca Torna allindice delle Banche dati Nuova ricerca

32 Sistema Indicatori Indicatori di contesto Demografico Sociale Economico Sanitario Territorio Indicatori per soggetti Donne vittime di violenza Donne sole con bambino Donne immigrate Donne disabili Focus tematici Da valutare nel corso dello sviluppo del progetto Torna alla home page

33 Metadati su indicatori di contesto demografico Pagina introduttiva sulle informazioni contenute in questa area dellOsservatorio: saranno indicate le fonti dei dati, eventuali convenzioni con enti di ricerca, il valore dei dati di contesto rispetto alloggetto specifico di studio dellOsservatorio.

34 Indicatori di contesto demografico Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Residenti Famiglie Dinamica demografica Immigrati stranieri Struttura per età, genere, stato civile e livello di istruzione Caratteristiche familiari e nuclei familiari (donne single, donne sole con bambino…) Natalità, mortalità, fecondità, nuzialità, divorzialità, etc… Nazionalità, sesso, composizione nuclei familiari residenti Torna allindice degli indicatori di contesto Torna alla home page

35 Indicatori di contesto demografico: Residenti Elenco indicatori Residenti per genere e classi di età Residenti per genere e classi di età (quinquennali) disp. Residenti per genere e stato civile disp. Residenti per genere e titolo di studio disp. Residenti per genere, classi di età e stato civile disp. Indice di dipendenza della popolazione anziana disp.disp. Età media al matrimonio (pon= derata per i tassi di nuzialità) disp.disp. Numero medio di figli per donna disp.disp Anni disponibili Torna allindice degli indicatori di contesto Seleziona nuovo oggetto Torna alla home page Trend

36 Scheda indicatore Fonte: Dati di anagrafe Scheda fonte Definizioni/Glossario Avvertenze Torna allindice degli indicatori di contesto Seleziona nuovo indicatore Torna alla home page Seleziona nuovo oggetto Download Tabella Grafico Residenti per genere e classi di età, provincia di Roma, Anno 2003 Classi di età Provincia di ROMA MaschiFemmine ,7917, ,634, ,116, ,578, ,088, ,237, ,076, ,406, ,266, ,946, ,385, ,455, ,109,66 100

37 Residenti per genere e classi di età, provincia di Roma, Anno 2003 Fonte: Dati di anagrafe 510 Grafico

38 Indice di dipendenza della popolazione anziana: Questo indice è costruito calcolando la popolazione anziana (con età superiore a 65 anni) rispetto alla popolazione in età da lavoro compresa tra i 16 e 64 anni. E una misura standard per calcolare gli effetti delle trasformazioni demografiche, sta ad indicare il carico della popolazione dipendente da mettere in relazione alle politiche sui programmi previdenziali. Età media al matrimonio (ponderata con tassi specifici di nuzialità): indicatore calcolato con riferimento al luogo in cui il matrimonio è avvenuto e non alla residenza degli sposi. Definizioni/glossario

39 Indicatori di contesto sociale Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Istruzione Lavoro e occupazione Disagio familiare Protezione sociale Previdenza Asili nido, scuole materne, scuole elementari, scuola secondaria, iscrizioni, servizi bus e mensa, docenti, barriere architettoniche, dispersione e abbandono scolastico Condizione occupazionale (disoccupazione e inoccupazione), lavoro precario e atipico, formazione e riqualificazione professionale, differenze di genere nei salari e nelle opportunità sul mercato del lavoro Condizione abitativa, livelli degli affitti e dei prezzi degli alloggi in compravendita, sfratti, residenza sociale pubblica, erogazione contributi per laffitto, caratteristiche delle abitazioni Sussidi sociali, servizi socio-assistenziali, assistenza socio- sanitaria integrata, centri di accoglienza, presidi socio- Assistenziali, consultori familiari Torna allindice degli indicatori di contestoTorna alla home page Beneficiari e importi prestazioni pensionistiche

40 Indicatori di contesto economico Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Disagio economico Livelli di reddito, sofferenze bancarie, tassi di insolvenza Torna allindice degli indicatori di contestoTorna alla home page

41 Indicatori di contesto sanitario Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Servizi sanitari IVG, Aborti spontanei Accesso ai servizi sanitari, ricoveri ospedalieri per grandi gruppi di diagnosi, per regimi di ricovero, attività e personale delle strutture sanitarie Torna allindice degli indicatori di contestoTorna alla home page Fecondità femminile, IVG e aborti spontanei, nati/mortalità infantile, cesarei, malformazioni congenite, stime incidenza/prevalenza Down Syndrome

42 Indicatori di contesto territoriale Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Territorio Spazi verdi, aree Attrezzate Superficie e densità Da verificare Torna allindice degli indicatori di contestoTorna alla home page

43 Indicatori sulle Donne Vittime di Violenza Seleziona oggettoClassificazioni disponibili Auspicabile la collaborazione con lIstat impegnato in una nuova rilevazione sul fenomeno in oggetto Torna allindice degli indicatori di contestoTorna alla home page

44 Scheda fonte Descrizione dellindagine Definizioni adottate Classificazioni adottate Unità di rilevazione/analisi Periodicità rilevazione Ente responsabile Tipo indagine Profondità dello storico Livello minimo di aggregazione dei dati divulgati o divulgabili Tipologia informazioni disponibili di rilevanza per lOsservatorio Elenco indicatori

45

46 Iscriviti ad un Forum tematico! Elenco ambiti tematici Rete dei servizi sul territorio Situazioni di violenza Confidenze…. La normativa Assistenza minori Sussidi sociali e contributi Iscriviti ora!!!! Nome Cognome Area tematica di interesse Giorgia Bianchi Nick-name giorghi Sussidi sociali e contributi Conferma iscrizioneEntra nel ForumTorna alla home page

47 Spazio Pubblicazioni 2006 (Ipermedia) Torna alla home page

48 Volumi tematici: Anno Censis - Commissione Pari Opportunità Regione Campania, Il disagio femminile in Campania: le risposte delle amministrazioni locali, Torna alla home pageTorna allo spazio pubblicazioni

49 Volumi tematici: Anno Fondazione Zancan, Caritas Italiana, Cittadini invisibili, Feltrinelli, Milano, Torna alla home pageTorna allo spazio pubblicazioni

50 Volumi tematici: Anno Carchedi F. (a cura di), Il lavoro servile e le nuove schiavitù, FrancoAngeli, Milano, Gruppo donne e giustizia di Modena, La fotografia della condizione e delle richieste delle donne nei dati del 2003, - Lattanzi M. (a cura di), Il lato oscuro delle relazioni interpersonali, Ediservice, Roma, United Nations, World Report on violence and health 2002, UN, New York, Torna alla home pageTorna allo spazio pubblicazioni

51 Volumi tematici: Anno Eures, La qualità della vita delle donne nella provincia di Roma, Sgritta, Deriu, La città presente Povertà, esclusione, disagio e politiche sociali, Rapporto su Roma 2005, Caritas Diocesana di Roma, FrancoAngeli, Torna alla home pageTorna allo spazio pubblicazioni

52 Link utili Torna alla home page

53 Link utili Torna alla home page

54 Area Riservata Nome utente Solidea Password donne entra Profilo operatore Torna alla homepage

55 Area Riservata Benvenuto nellIntranet di Solidea! Inserimento dati Data Warehouse Web-Forum operatori log-off

56 Nomi Cognomi Nazionalità Data di nascita Maria Rossi Italiana 11/07/1933 Cerca Data registrazione __/__/____ Codice utente ……………….. log-off Area Riservata: Inserimento dati Reset

57 Non esiste nessun utente con queste caratteristiche Introduci il nuovo utenteRipeti la ricerca Area Riservata: Inserimento dati log-off

58 Box di riepilogo E stata aperta la posizione utente di: Maria Rossi Italiana Data di nascita 11/07/1933 Codice utente: 1234/120/I/2005 Apri la cartella sociale Nuova ricerca log-off Area Riservata: Inserimento dati

59 Riepilogo posizione utente 1234/120/ITA/2005 Cartella sociale - Aggiornamenti Cartella sociale – Primo ascolto Scheda telefonate: aggiorna Cartella sociale dellutente 1234/120/ITA/2005 Area Riservata: Inserimento dati log-off Nuova ricerca Scheda telefonate: apri Torna alla homepage dellIntranet

60 Archivio telefonate: apri nuovo Data telefonata __/__/____ Nome: Maria Cognome: Rossi Sesso: Nazionalità: Italiana Età: 72 Operatrice _________________________ Stato civile (elenco)Figli Sì |__| No |__| Occupata Sì |__| No |__| Inviante (elenco) Richieste Torna alla cartella socialelog-off Nuova ricerca

61 Archivio richieste telefoniche __/__/____ ………………. Richiesta 1 Richiesta 2 Richiesta 3 Richiesta 4 Richiesta 5 Richiesta 6 ……………………………….. Torna alla cartella socialelog-off Nuova ricerca

62 Archivio telefonate: aggiornamenti Data telefonata 03/06/ /07/2005 __/__/____ Nome: Maria Cognome: Rossi Sesso: F Nazionalità: Italiana Età: 72 Operatrice _Gianna Viola_____________ _Teresa Gialli_____________ _________________________ Stato civile (elenco)Figli Sì |__| No |__| Occupata Sì |__| No |__| Inviante (elenco) Richieste Torna alla cartella socialelog-off Nuova ricerca

63 Archivio richieste telefoniche 03/06/200507/07/2005………………. Richiesta 1x Richiesta 2x Richiesta 3xx Richiesta 4x Richiesta 5x Richiesta 6 ……………………………….. Torna alla cartella socialelog-off Nuova ricerca

64 Cartella sociale: primo ascolto Scheda anagrafica Scheda sociale Scheda analisi bisogni Scheda interventi Informazioni sullo stato di Salute e giudiziarie Torna alla cartella socialelog-off

65 Cartella sociale: aggiornamenti Scheda anagrafica Scheda sociale Scheda analisi bisogni Scheda interventi Informazioni sullo stato di Salute e giudiziarie Torna alla cartella socialelog-off

66 Riepilogo posizione utente: 1234/120/I/2005 Nome: Maria Cognome: Rossi Nazionalità: Italiana Cittadinanza : Italiana Sesso: F Età: 72 Residenza: __Via Gioia, 33__________________________ Città____Roma__________ Prov.__RM___ Stato civile:coniugataFigli |_1_|di cui minori |__| Titolo di studio: licenza scuola media Occupata |__|non occupata |_x_| Tipologia attività lavorativa Elenco telefonate Elenco accessi DataOperatoreDataOperatore 03/06/2005__Bianchi _______05/06/2005_______Verdi________ 07/07/2005__Bianchi_________15/07/2005_______Verdi_______ __/__/______________________/__/________________________ Torna alla cartella socialelog-off

67 Riepilogo posizione utente: 1234/120/I/2005 Tempo trascorso tra primo e ultimo accesso __1 mese e 10 giorni____ Tempo trascorso tra prima e ultima telefonata __1 mese e 4 giorni____ Elenco interventi attivatiElenco interventi chiusi DataTipologia interventoDataTipologia intervento 05/06/2005Consulenza legale20/06/2005 Consulenza legale 15/07/2005Ricerca lavoro__/__/________________________ __/__/_______________________/__/_________________________ Elenco aggiornamenti DataContatti con assistenti sociali 03/06/2005TRelazioni con altri servizi della reteRelazioni con altri servizi della rete 05/06/2005A 07/07/2005TRelazioni con altri servizi del territorio 15/07/2005A Torna alla cartella socialelog-off

68 CENTRO XXXXXXXXX Elenco telefonateElenco accessi DataOperatoreDataOperatore 15/01/2005____Gialli_______20/01/2005_______Gialli________ __/__/______________________/__/________________________ Elenco interventi attivatiElenco interventi chiusi DataTipologia interventoDataTipologia intervento 20/01/2005Ospitalità_______30/03/2005Ospitalità___________ __/__/______________________/__/________________________ __/__/_______________________/__/________________________ Torna a riepilogo posizione utente Relazioni con altri servizi della rete: solo lettura Torna alla cartella socialelog-off

69 DATA WAREHOUSE Periodo Servizi Indicatori (elenco: Anno, mese, settimana, giorno, tra due date) (elenco: Centri-pilota dellOsservatorio e altri centri aderenti al network) Ambito territoriale di riferimento Criteri da definire Ambiti: Utenza Richieste Lavoro Abitazione Bisogni Interventi Utenti vecchi e nuovi Utenti nuovi Utenti vecchi Utenti per sesso Utenti per stato civile Utenti per nazionalità Utenti per titolo di studio ………………………. Utenti Nuclei familiari Totale nuclei familiari Nuclei monogenitore per sesso Nuclei monopersonali per sesso ………………………………. (Es: Febbraio 2005) Crea tabella Resetlog-off

70 Vecchi utentiNuovi utenti Maschi (%)Femmine (%)Maschi (%)Femmine (%) Centro XXXX Centro YYYYY Servizio CCCCCC Sportello LLLLLLL Centro per le famiglie Totale Note ai datiMappeGraficiEsporta TabellaStampaGlossario DATA WAREHOUSE Utenti vecchi e nuovi per sesso. Val.assoluti e percentuali. Mese febbraio 2005 Fonte: Sistema Informativo dellOsservatorio sulle donne in difficoltà e vittime di violenza Nuova ricerca log-off

71 Note ai datiMappeGraficiEsporta TabellaStampaGlossario Nuova ricercalog-off DATA WAREHOUSE

72 Nuova ricerca log-off Note ai datiMappeGraficiEsporta TabellaStampaGlossario DATA WAREHOUSE

73 Web Forum Operatori Elenco ambiti tematici Rete dei servizi sul territorio Questioni organizzative Rilevazione dati Normativa Sussidi sociali e contributi Iscriviti ora!!!! Nome Cognome Area tematica di interesse Sara Verdi Nick-name sibilla Sussidi sociali e contributi Conferma iscrizioneEntra nel Forum log-off

74 Indice di dipendenza della popolazione anziana, per territorio, Anni Fonte: Dati di anagrafe Grafico

75 Territorio Italia26,827,3827,8728,4828,85 Centro29,3529,9430,4131,1431,45 Lazio25,225,8726,4227,2427,52 Provincia di Roma24,7925,4726,0526,9427,26 Comune di Roma26,5527,327,9428,9829,32 Indice di dipendenza della popolazione anziana, per territorio, Anni Fonte: Dati di anagrafe Scheda fonte Definizioni/Glossario Avvertenze Torna allindice degli indicatori di contesto Seleziona nuovo indicatore Torna alla home page Seleziona nuovo oggetto Download Tabella Grafico Scheda indicatore

76 La L.154/2001 introduce nuove misure volte a contrastare in maniera incisiva i casi di violenza allinterno delle mura domestiche. Lapplicazione di tale legge ha il duplice scopo di prevenire il pericolo del consumarsi di reati di violenze fisiche e morali in seno alla famiglia e di recuperare i rapporti allinterno della stessa E un importante strumento di tutela per i soggetti vittime di violenze e ha come obiettivo quello di rafforzare siffatta tutela attraverso una duplice tipologia di interventi: in ambito penale e civile. Scopo ed obiettivi della legge

77 Soggetti destinatari La legge è diretta a tutti quei soggetti (marito/moglie, convivente, figlio, genitore) che nellambito del nucleo familiare subiscono sottomissioni e violenze, non solo fisiche ma anche morali quali minacce, intimidazioni, pressioni e molestie psicologiche.

78 Pene applicabili Il soggetto che subisce violenze fisiche e morali può chiedere e ottenere che vengano applicate specifiche misure cautelari in ambito penale e i c.d. ordini di protezione in ambito civile a carico del soggetto violento. In ambito penale Il nuovo art. 282-bis c.p.p. La legge 154/2001 introduce nel codice di procedura penale lart. 282 bis che prevede unimportante misura cautelare, quella dell allontanamento dalla casa familiare del soggetto violento. In seguito alla commissione di un reato che abbia ad oggetto violenze fisiche e morali nei confronti di un familiare il pubblico ministero può nel corso di indagini preliminari o del dibattimento, chiedere al giudice incaricato, ove sussistano i presupposti della necessità e dellurgenza, ladozione delle suddette misure. In particolare, il giudice, innanzi ad una richiesta, potrà: 1. prescrivere al soggetto violento di lasciare subito la casa familiare o di non farvi ritorno senza autorizzazione giudiziaria, per un periodo di tempo di sei mesi; 2. prescrivere il divieto di avvicinarsi a luoghi determinati frequentati dalla famiglia: in particolare il luogo di lavoro, il domicilio della famiglia di origine o dei prossimi congiunti. Se la frequentazione è necessaria per motivi di lavoro, il giudice prescrive i tempi e i modi delle visite e può imporre limitazioni.

79 3) ingiungere il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi che per effetto del provvedimento di allontanamento siano rimaste prive di mezzi adeguati. Il giudice determina in tal caso la misura dellassegno, tenendo conto delle circostanze e della situazione economica dellobbligato e stabilisce le modalità ed i termini del versamento, ordinando anche, ove si renda necessario, che lassegno sia versato direttamente al beneficiario da parte del datore di lavoro dellobbligato, detraendolo dalla retribuzione a lui spettante. In ambito civile La legge 154/2001 introduce, nel libro I del codice civile, il titolo IX-bis, sotto la rubrica "Ordini di protezione contro gli abusi familiari", che con gli articoli 342-bis e 342-ter c.c. disciplinano i presupposti e i contenuti di tale misura. Gli ordini di protezione possono essere richiesti dal soggetto vittima di violenze, al giudice quando la parte stessa subisca dalla condotta di un componente del proprio nucleo familiare un grave pregiudizio alla vita, alla salute psichica ed alla propria libertà e qualora il fatto non costituisca reato perseguibile dufficio. (parole soppresse dalla L.304/03) Il giudice su richiesta della persona offesa può ordinare al coniuge o al convivente o ad altro componente familiare che ha tenuto la condotta violenta: la cessazione della violenze e lallontanamento del soggetto dalla casa familiare (anche qualora la casa fosse di esclusiva proprietà del soggetto violento); divieto di frequentazione di luoghi determinati, abitualmente frequentati dalla persona offesa, come il luogo di lavoro, i luoghi di istruzione dei figli della coppia, il domicilio della famiglia di origine e dei prossimi congiunti, salvo che la frequentazione sia necessaria per

80 motivi di lavoro. Ma in questultimo caso il giudice prescrive le relative modalità e le eventuali limitazioni; ordine di pagamento di un assegno periodico a favore delle persone conviventi che, per effetto dei suddetti provvedimenti, siano rimasti privi di mezzi adeguati; Il giudice inoltre, può, in presenza di situazioni di forte tensione riscontrate allinterno del nucleo familiare, disporre lintervento dei servizi sociali del territorio e dei centri di mediazione familiare, nonché delle associazioni che abbiano come fine il sostegno e laccoglienza di donne e minori o di altri soggetti vittime di abusi e maltrattamenti. Lordine di protezione non può superare i sei mesi e può essere prorogato, su richiesta della persona offesa, solo se ricorrono gravi motivi, per il tempo strettamente necessario, altrimenti, decorso il termine di legge o quello inferiore fissato dal giudice, il provvedimento decade automaticamente.

81 Il soggetto al fine di poter ottenere i benefici quali misure cautelari e ordini di protezione deve aver subito, da parte di un componente qualsiasi del suo nucleo familiare, violenze fisiche e morali o un grave pregiudizio alla vita, alla salute psichica ed alla propria libertà. Attenzione un semplice litigio con il partner non può trasformarsi in pretesto per chiederne lallontanamento dalla casa familiare è necessaria infatti che ci sia una dimostrabile situazione di disagio. La parte offesa, anche personalmente senza lassistenza di un legale, può proporre ricorso al Tribunale del proprio luogo di residenza o domicilio. Condizioni di applicabilità della legge

82 Le misure cautelari, in ambito penale, sono disposte su richiesta del pubblico ministero, il quale deve presentare al giudice competente gli elementi su cui la richiesta si fonda, nonché gli elementi a favore dellimputato e le eventuali deduzioni e memorie difensive. La competenza a disporre lapplicazione o la revoca delle misure cautelari è attribuita al giudice che procede, il quale va identificato nel giudice davanti al quale pende il processo. Il provvedimento con il quale il giudice dispone lapplicazione di una misura cautelare ha forma di ordinanza. Gli ordini di protezione, in ambito civile, vengono emanati dal giudice in seguito ad un istanza che prende il nome di ricorso proposto dalla parte, anche personalmente. Il giudice adotta lordine di protezione con un provvedimento che prende il nome di decreto. Organi giurisdizionali competenti

83 Al fine di dimostrare il reale stato di disagio vissuto dalla vittima è opportuno ben motivare e documentare il ricorso allegando eventuali querele già proposte, documentazione sanitaria e reddituale delle parti nonché indicando anche informatori che possano riferire sulle circostanze, informatori che la parte potrà far intervenire il giorno stesso della udienza. La legge impone, altresì, al denunciante di fornire all'autorità giudiziaria elementi idonei a rinforzare l'ipotesi prospettata, in modo da consentire l'espletamento di indagini mirate, pur nel rispetto dell'obbligo di provvedere "senza ritardo", cioè nei primi giorni successivi all'emersione della notizia di reato. Il denunciante non deve svolgere indagini, ma deve agire in modo da evitare ogni rischio di inquinamento della prova. Per coloro che esercitano una professione sanitaria e che vengono a conoscenza, prestando la loro opera o assistenza, di casi che possono avere i caratteri di reato procedibile dufficio sussiste lobbligo di referto. Documentazione necessaria

84 La famiglia rappresenta il luogo fondamentale, in cui convergono le diverse individualità ed ivi trovano lo spazio per esprimere la propria personalità in comunione reciproca. Certi contesti familiari, tuttavia, possono essere il luogo in cui più facilmente e più frequentemente i desideri insoddisfatti, le rabbie, le frustrazioni, trovano sfogo e si trasformano in vera e propria violenza nei confronti dei familiari e dei conviventi. La violenza, si manifesta attraverso vere e proprie violenze fisiche oppure attraverso forme nascoste che, senza necessariamente infierire sul corpo della vittima, coinvolgono la sua personalità provocandone alterazioni e disfunzioni varie (violenza morale o psicologica). Questi ultimi atti di violenza molto spesso vengono praticate contemporaneamente, dando luogo ad una serie sistematica di maltrattamenti perpetrati ai danni del convivente, solitamente, di sesso femminile, più debole. La legge n. 154 del 5 aprile 2001, concernente le "misure contro la violenza nelle relazioni familiari", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2001, ha introdotto alcuni interessanti rimedi volti ad arginare tempestivamente i fenomeni di violenza allinterno delle mura domestiche. Con tale legge si porta a compimento un iter legislativo iniziato nel 1997 con il disegno di legge n. 72 "Norme per l'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari", presentato dal Presidente del Consiglio Prodi e dal Ministro per le pari opportunità Finocchiaro Fidelbo il 18 luglio 1997 apportando delle novità al codice di procedura penale e al codice civile. Commento alla legge

85 E importante sottolineare come prima dellentrata in vigore della legge 154/2001 gli unici strumenti di tutela per le vittime di maltrattamenti in famiglia erano da una parte, in sede penale, la possibilità di denunciare il soggetto violento, con la possibilità di sollecitare il Pubblico ministero a richiedere l'applicazione di una specifica misura cautelare coercitiva che consisteva nel divieto di dimora, dall'altra la presentazione di un ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c, e dallaltra in sede civile chiedere un ricorso per separazione personale, con l'inevitabile conseguenza, in tutti questi casi, della definitiva rottura del legame familiare. Con la legge in esame il soggetto vittima di violenze può, anche personalmente chiedere e ottenere attraverso uno specifico provvedimento giudiziale sia in ambito penale che in ambito civile lapplicazione di misure cautelari e dei c.d. ordini di protezione.

86 Scheda indicatore Fonte: Istat, Indagine sui Matrimoni. Area Popolazione. Dati amministrativi. Scheda fonteDefinizioni/GlossarioAvvertenze Torna allindice degli indicatori di contesto Seleziona nuovo indicatore Torna alla home page Seleziona nuovo oggetto Download TabellaGrafico Età media al matrimonio (ponderata con i tassi specifici di nuzialità), per genere e territorio. Anni Territorio MaschiFemmineMaschiFemmineMaschiFemmine Italia30,3027,3230,6827,7530,9328,04 Centro31,0428,2731,4028,6731,7229,00 Lazio31,0628,2731,3928,7131,6728,97 Provincia di Roma31,4528,7331,7529,1232,0329,40 Comune di Roman.d.

87 Grafico Fonte: Istat, Indagine sui Matrimoni. Area Popolazione. Dati amministrativi. Età media al matrimonio (ponderata con i tassi specifici di nuzialità), per genere e territorio. Anni

88 Descrizione dellindagine Indagine di riferimento è quella dei MATRIMONI appartenente all' area della POPOLAZIONE. Si tratta di una rilevazione totale di tipo amministrativo che rileva le principali caratteristiche dell'evento matrimonio e le principali caratteristiche socio-demografiche degli sposi.. Non è sottoposta a direttiva comunitaria. Utilizza come tecnica d'indagine, l'acquisizione di dati amministrativi individuali su supporto cartaceo. Definizioni adottate Matrimonio Classificazioni adottate Classificazioni territoriali (Comuni, Regioni) Unità di rilevazione/analisi E' unità di rilevazione l'Ufficio di statistica dei Comuni/e' unità di analisi il matrimonio e gli sposi Periodicità della rilevazione Annuale Scheda fonte

89 Ente responsabile Istat – Sistema Indicatori Territoriali SITIS Tipo di indagine Rilevazione totale di tipo Amministrativa Profondità dello storico 1995 Livello minimo di aggregazione dei dati divulgati o divulgabili Italia (1999, 2001, 2002); Ripartizioni (1999, 2001, 2002); Regioni (1999, 2001, 2002); Province (1999, 2001, 2002) Massima disaggregazione dei dati disponibili Comune Pubblicazioni Annuario Statistico Italiano dal 31/12/1995 –Unità diffuse: Matrimoni e sposi

90 Scheda indicatore Fonte: Istat, Indagine sui Matrimoni. Area Popolazione. Dati amministrativi. Scheda fonte Definizioni/Glossario Avvertenze Torna allindice degli indicatori di contesto Seleziona nuovo indicatore Torna alla home page Seleziona nuovo oggetto Download Tabella Grafico Numero medio di figli per donna. Anni Territorio comunali Territori Comunali Torino1,061,161,151,221,26 Genova0,971,021,061,091,14 Milano1,081,171,241,291,28 Venezia0,991,13 1,091,17 Trieste0,961,041,031,021,09 Bologna1,021,081,051,111,08 Ancona1,101,081,131,211,15 Firenze1,081,201,171,281,18 Perugia1,281,241,321,481,43 Roma1,271,151,141,151,26 Napoli1,441,411,451,431,46 L'Aquila1,210,961,261,031,26 Bari1,131,171,281,29 Catanzaro1,151,231,281,121,22 Palermo1,531,431,461,421,50 Cagliari0,790,740,870,760,89

91 Grafico Numero medio di figli per donna. Anni Roma (Comune) Fonte: Istat, Indagine sui Matrimoni. Area Popolazione. Dati amministrativi.


Scaricare ppt "Cosa è lOsservatorio LOsservatorio sulle donne in difficoltà e vittime di violenza è la sede individuata dal regolamento per raccogliere e sistematizzare."

Presentazioni simili


Annunci Google