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GIANCARLO VALLAURI Via B. Peruzzi, 13 – 41012 CARPI (MO) Tel. 059 691573 – Fax 059 642074 C.M. MORI030007 – C.F. 81001260363.

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2 GIANCARLO VALLAURI Via B. Peruzzi, 13 – CARPI (MO) Tel – Fax C.M. MORI – C.F Studio e costruzione abito storico di Caterina Pico della Mirandola Classe 4^B ISTITUTO PROFESSIONALE PER LINDUSTRIA E LARTIGIANATO

3 Ricerca storica

4 Pio I Pio sono una casata feudale che ebbe dal secolo XI la signoria di Quarantola in Lombardia. Ebbero la sovranità sulla città di Carpi e su alcuni territori vicini tra i secoli XIV e XVI, finché la città non venne annessa ai territori degli Estensi nel La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano con i titoli di Principe e Conte, Don e Donna, Nobile di Carpi, Patrizio di Ferrara. Il primo personaggio ricordato della famiglia è tale Manfredi il cui figlio Bernardo fu padre del Pio podestà di Modena tra il 1177 e il Seguirono quindi il figlio Lanfranco ( ) e il figlio di questi Federico ( ). Manfredi I ( ), figlio di Federico e di Agnese da Gorzano, fu vicario imperiale di Modena tra il 1329 e il 1336 insieme al cugino Guido Pio, ottenendo quindi il feudo di Carpi dagli Estensi.

5 Caterina Pico

6 Caterina Pico (della Mirandola) Era figlia primogenita di sette fratelli (tra questi il più famoso fu Giovanni Pico della Mirandola, umanista e filosofo) di Gianfrancesco I Pico ( ), signore di Mirandola e Concordia e di Giulia Boiardo, figlia di Feltrino conte di Scandiano e cugina di Matteo Maria Boiardo, poeta e letterato. Sposò Leonello Pio, signore di Carpi. Alberto III Pio ( ) Figlio primogenito di Leonello III Pio e Caterina Pico. Rimasta vedova, nel 1484 convolò a nozze con Rodolfo Gonzaga signore di Luzzara, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere e di Solferino. Rodolfo e Caterina ebbero sei figli: Paola (1486 – Milano, 30 maggio 1519), sposò Giovan Niccolò Trivulzio, figlio di Gian Giacomo Trivulzio, conte di Musocco; Gianfrancesco (2 febbraio 1488 – 18 dicembre 1524), marchese di Luzzara e capostipite dell'omonimo ramo Gonzaga; Lucrezia (30 settembre 1490 – ?), morta infante; Barbara (30 settembre 1490 – ?), morta infante; Giulia (16 marzo 1493 – 25 novembre 1544), monaca francescana nel convento di S. Paola a Mantova; Aloisio Gonzaga (20 aprile 1494 – 19 luglio 1549), signore di Castel Goffredo, Castiglione e Solferino. Fu il capostipite del ramo cadetto dei Gonzaga di Castel Goffredo. Rodolfo morì il 6 luglio 1495 durante la famosa battaglia di Fornovo lasciando la moglie e i sei figli in tenera età. Caterina ereditò il feudo di Luzzara, che alla sua morte passerà al figlio Gianfrancesco. Verso la fine del xv secolo fece costruire alle porte di Luzzara la chiesa dell'Annunziata presso il convento degli Agostiniani. La vita di Caterina finì tragicamente nel palazzo di Luzzara nel 1501, strangolata dalle sue damigelle per derubarla. ( )

7 Dal testamento di Leonello Pio … lascia alla magnifica signora Caterina sua consorte, i cui costumi, prudenza, integrità e virtù il detto testatore dichiara di avere ben note per lesperienza avuta nelle sue cose, da lei condotte e amministrate ingegnosamente e bene, almeno sino ad ora, il governo, la difesa e ogni qualsiasi amministrazione dei suoi figli, cioè Giovan Francesco e Alberto, e di tutti i beni, cose, diritti loro e di ciascuno di loro allo stesso modo con cui li esercita lo stesso testatore, ponendo la stessa signora Caterina al proprio posto, con potere, autorità e bailia [pieno esercizio di potestà di controllo giuridico]..

8 Ricerca storica

9 Ritratti del 400 Leonardo da Vinci La dama con lermellino Antonio Pollaiolo, Ritratto di dama,

10 La Visitazione Domenico GhirlandaioProfilo della bella principessa Leonardo da Vinci

11 I contadini

12 La borghesia

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16 I bambini

17 Ricostruzione dellimmagine storica di Caterina Pico della Mirandola

18 Gli alunni della classe 4^B Laboratorio di Modellistica e Confezione

19 Presentazione progetto alla classe e organizzazione delle attività di laboratorio

20 Abito storico

21 Disegno in piano Vestiti strecti per di sotto La Cotta,, era la veste realizzata in tessuti preziosi – seta operata, damaschi, broccati e velluti – ornati con ricami e pietre preziose. Essa era portata in genere sotto la Giornea ed era labito delle giovani spose. La Cotta era chiusa da file di bottoni e nastri rinforzati da puntali preziosi detti agugelli. Le maniche erano alleggerite da tagli, che lasciavano uscire piccoli sbuffi della camicia sottostante con polsini ricamati detti maneghetti. Robe larga per di sopra La Giornea era una sopravveste ampia, di linea sciolta e fluente realizzata in tessuto prezioso, broccato, velluto e seta. Aperta sul davanti e sui fianchi, dove gli ampi spazi lasciano intravedere la preziosa sottoveste. Era priva di maniche e arricchita da un lungo strascico.

22 Il figurino

23 Elenco materiali Velluto color cremisi mt 7 Fodera piuma in tinta mt 7 Tela nera sottogonna mt 3 Crinolina nera sottogonna mt 2,50 Raso avorio mt 1,50 Velluto verde marcio per giornea mt 3 Gabardine mano pesca per giornea mt 3 Termoadesivo mt 1

24 Elenco mercerie Filo Fort T50 3 color cremisi Filo Fort T50 3 color verde marcio Filo Fort T50 1 nero Moulinè in tinta 1 matassina Perle anticate 42 Passamaneria mt 2 Ganci 4 Cordoncino 1 confezione

25 Cartamodello scala 1:5 abito giornea

26 Disposizione su stoffa scala 1:5

27 Le maniche

28 La spalla

29 Il polsino

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31 Il corpino

32 La scollatura

33 Giornea

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36 Prova capo campione

37 Il cartamodello

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45 Le prove manica

46 Prova polsi camicia polsi camicia

47 La sottogonna

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49 Disposizione su stoffa scala 1:5

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56 La confezione

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65 sottogonna

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67 Corpino davanti Corpino dietro Particolari

68 Rifiniture a mano

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71 Particolare manica

72 Il controllo

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74 Seconda prova

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77 Prova capo campione

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82 Terza prova

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