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Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ 0824.834153 web _ www.istituto.montessori.it.

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1 Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _ CORSO ONLINE Dirigenti e preposti (D. Lgs. nr. 81 del 9 Aprile 2008)

2 Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _ Capitolo 9 Metodologie per la valutazione del rischio

3 Criteri e Strumenti per la Individuazione dei Rischi Documento di Valutazione dei Rischi

4 D.Lgs n° 277 del 15 AGOSTO 1991 D.Lgs n° 626 del 19 SETTEMBRE 1994 D.Lgs n° 242 del 19 MARZO 1996 D.M. del 10 MARZO 1998 (valutazione del rischio incendio) D.Lgs n° 25 del 2 FEBBRAIO 2002 (valutazione del rischio chimico) D.Lgs n° 233 del 12 GIUGNO 2003 (valutazione dei rischi di esplosione) D.Lgs n° 195 del 23 GIUGNO 2003 (possesso delle capacità e dei requisiti professionali) D.Lgs 187 del 19 AGOSTO 2005 (valutazione del Rischio Vibrazioni) D.Lgs 195 del 10 APRILE 2006 (valutazione del Rischio Rumore) D.Lgs 257 del 25 LUGLIO 2006 (protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dallesposizione allAmianto durante il lavoro) D.Lgs 81/08 = TESTO UNICO o …….. UNICO TESTO Riferimenti Legislativi

5 DECRETO 81/08: OBBLIGO DI GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA Garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, un principio generale del D.Lgs. 81/08 ma anche un obbligo operativo: l'omissione del programma, allinterno del documento di valutazione dei rischi, comporta conseguenze penali.

6 Il decreto legislativo n. 81/2008, sulla scorta anche della direttiva europea quadro n. 391/89 e rafforzando la filosofia del d.lgs. n. 626/94, insiste in più disposizioni sulla centralità del programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, che il datore di lavoro deve costantemente garantire nel tempo di svolgimento delle diverse attività lavorative:decreto legislativo n. 81/2008

7 1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per: «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

8 Art. 15. Misure generali di tutela Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono: la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi.

9 Art Oggetto della valutazione dei rischi - lo conferma come uno degli elementi fondamentali e costitutivi del documento di valutazione dei rischi lavorativi, laddove ricorda che detto documento deve, tra l'altro, contenere c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.

10 Art Riunione periodica – prevede al comma 2 che almeno una volta all'anno nelle aziende con più di 15 dipendenti deve essere discusso il documento di valutazione dei rischi, tra cui il programma di miglioramento di cui all'art. 28 comma 1 lett. c) e al successivo comma 3 è previsto che nel corso della riunione possono essere individuati: (...) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

11 NOTA L'omissione del programma che garantisce le misure opportune per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza di cui all'art. 28 c. 1 lett. c del d.lgs. n. 81/2008 è punita dall'art. 55 comma 3 con l'ammenda da a euro, che non è soggetta a prescrizione dell'Asl, e che richiede l'ausilio di un difensore in sede penale onde proporre istanza di oblazione penale ex art. 162 bis del codice penale.

12 PERICOLO = SITUAZIONE CHE PUÓ DETERMINARE UNA LESIONE FISICA RISCHIO (R) = PROBABILITÁ (P) CHE SI VERIFICHI UNA LESIONE FISICA MOLTIPLICATA PER LA GRAVITÁ (D = danno) DELLA LESIONE STESSA R = P x D

13 IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI ANALISI DEI PERICOLI; IDENTIFICAZIONE DEI LAVORATORI ESPOSTI AI PERICOLI; IDENTIFICAZIONE DEI FATTORI E DELLE SITUAZIONI DI RISCHIO; STIMA DELLA ENTITÀ DELLA ESPOSIZIONE;

14 VALUTAZIONE DEL PESO DEI RISCHI INDIVIDUATI; VERIFICA DELLE DISPONIBILITÀ DI MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI PER ELIMINARE O RIDURRE L'ESPOSIZIONE E/O IL NUMERO DI ESPOSTI;

15 VERIFICA DELL'APPLICABILITÀ DI TALI MISURE; DEFINIZIONE DI UN PIANO PER LA MESSA IN ATTO DELLE MISURE SCELTE; REDAZIONE DEL DOCUMENTO; DEFINIZIONE DI TEMPI E MODI PER LA VERIFICA E/O L'AGGIORNAMENTO DELLA VALUTAZIONE.

16 LA ROOT CAUSE ANALYSIS PER LANALISI DEL RISCHIO (Estratto dal Dossier della Regione Emilia Romagna Agenzia Sanitaria Regionale)

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19 METODOLOGIA PER LA INDIVIDUAZIONE DELLE SITUAZIONI DI PERICOLO E PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

20 ESAME DELLA DOCUMENTAZIONE RICOGNIZIONE SU TUTTA LA DOCUMENTAZIONE ESISTENTE IN MATERIA DI SICUREZZA (denunce, autorizzazioni, registrazioni, verbali, libretti, ecc.), PER VERIFICARNE LA PIENA RISPONDENZA AGLI OBBLIGHI DI LEGGE O EVENTUALI INCOMPLETEZZE E/O RITARDI.

21 VERIFICA SULLA ORGANIZZAZIONE DELL'ATTIVITÀ PRODUTTIVA ANALISI DELLE AREE DI LAVORO CIRCOSCRITTE - ABBASTANZA OMOGENEE PER FUNZIONALITÀ E PER LOGISTICA - E DOVE OPERANO PREVALENTEMENTE LE STESSE PERSONE, AL FINE DI METTERE IN EVIDENZA LA PRESENZA DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE CON POSSIBILITÀ DI RISCHI PER LE PERSONE.

22 PER OGNUNA DELLE AREE SI PROCEDE A: ·ESAMINARE LE ATTIVITÀ ASSEGNATE ·OSSERVARE IL LAVORO CHE VIENE ESEGUITO ·OSSERVARE LE MACCHINE E/O GLI IMPIANTI INSTALLATI

23 PRENDERE CONOSCENZA DELLE SOSTANZE USATE OSSERVARE LE PROCEDURE DI LAVORO ADOTTATE ESAMINARE I FATTORI ESTERNI CHE POSSONO AVER EFFETTO SUI POSTI DI LAVORO

24 PRINCIPI DI PRECAUZIONE

25 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI, SIA PER LE ATTIVITA LAVORATIVE NORMALI, SIA PER QUELLE ANOMALE (manutenzione, condizioni di emergenza, rischi da prodotti di sintesi, ecc.), DEVE TENER CONTO DELLA MASSIMA CAUTELA (MINIMIZZARE IL RISCHIO) MANTENENDO BASSO ANCHE IL RISCHIO RESIDUO SECONDO I SEGUENTI PRINCIPI:

26 PRUDENT AVOIDANCE (DISPONIBILITA ALLA CAUTELA) = ADOZIONE DI MISURE DI SICUREZZA PER LIMITARE LESPOSIZIONE AL RISCHIO IN FASE DI PROGETTAZIONE DEL LAVORO

27 PRECAUTIONARY PRINCIPLE(PRINCIPIO DI PRECAUZIONE) = ADOZIONE DI MISURE DI SICUREZZA PER LIMITARE LESPOSIZIONE AL RISCHIO SIA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE CHE IN FASE DI ESERCIZIO E/O DI MANUTENZIONE

28 ALARA (As Low As Reasonably Achievable / PRINCIPIO DI MINIMIZZAZIONE) = ADOZIONE DI MISURE DI EFFICACIA IMMEDIATA PER LIMITARE LESPOSIZIONE AL RISCHIO

29 PARAMETRI PER VALUTARE IL PESO DEI FATTORI E DELLE SITUAZIONI DI RISCHIO IDENTIFICATE ENTITÀ (esempi: intensità del rumore, concentrazione delle sostanze, ecc.) TEMPO DI ESPOSIZIONE MISURE DI PROTEZIONE IN ATTO

30 DIFFUSIONE (numero di lavoratori esposti) GRAVITÀ DELLE POSSIBILI LESIONI O DANNI FATTORI CHE CONDIZIONANO LA PROBABILITÀ CHE IL FATTORE DI RISCHIO CONSIDERATO DIA LUOGO A LESIONI O DANNI

31 MODALITÀ PER ACQUISIRE INFORMAZIONI UTILI MISURE STRUMENTALI (rumore, polveri, solventi); REGISTRI DI ACQUISTO O DI SCARICO DEL MATERIALE UTILIZZATO; OSSERVAZIONE DELLE LAVORAZIONI (tempo di esposizione e numero di esposti, disponibilità e utilizzo di misure di protezione, comportamenti lavorativi sia, quelli connessi alle procedure, sia quelli gestiti in autonomia);

32 INTERVISTE AI LAVORATORI (rispetto alla loro percezione dei rischi cui sono esposti); CONSULTAZIONE DI REGISTRO INFORTUNI E RELAZIONE SANITARIA SCHEDE TECNICHE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI; MANUALE DISTRUZIONE, USO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI.

33 RILEVAMENTO DEI POSSIBILI PERICOLI E DEI RISCHI Viene effettuato con un sistema misto che utilizza, contestualmente, il metodo delle liste di controllo (check-list), integrato dalle osservazioni e dalle esperienze raccolte sul posto con la collaborazione ed il coinvolgimento dei responsabili delle attività che vengono svolte nell'ambito di lavoro considerato; in alcuni casi con il personale che effettua lavori di manutenzione e con lavoratori direttamente interessati alle varie situazioni di rischio.

34 Criteri di Valutazione - Valutazione con possibilità di misure, dove è possibile avere un confronto con indici di riferimento, - Valutazione con stime probabilistiche quantitative, basata su sistemi probabilistici, che considerano l'entità del rischio come funzione di due variabili: la probabilità di accadimento (P) dell'evento non voluto. il livello del danno (D) che si ipotizza possa determinarsi

35 Fissata quindi una scala delle probabilità di accadimento (P) ed una scala dei danni possibili (D), il livello del rischio verrà definito, volta per volta, da R = P x D, dove R = Rischio, P = Probabilità, D = Danno

36 Scala delle probabilità (P) valore 4 = Alta probabilità: correlazione diretta tra carenza e danno; nessuno stupore in Azienda (la stessa carenza ha già prodotto danni) valore 3 = Probabile: eventuale danno provocato dalla carenza, anche se non in modo diretto; moderata sorpresa in Azienda (qualche episodio conosciuto)

37 valore 2 = Poco probabile: La carenza può provocare danno solo in circostanze sfortunate di eventi; grande sorpresa in Azienda (noti rarissimi episodi) valore 1 = Improbabile: Concomitanza di eventi indipendenti poco probabili (non si conoscono episodi già verificatisi); incredulità in Azienda

38 Scala dell'entità del danno (D) valore 4 = Gravissimo: Infortunio (o episodio di esposizione acuta o cronica) con effetti mortali o di invalidità totale valore 3 = Grave: Infortunio (o episodio di esposizione acuta o cronica) con effetti irreversibili e/o di invalidità parziale.

39 valore 2 = Medio: Infortunio (o episodio di esposizione acuta o cronica) con effetti di inabilità reversibili valore 1 = Lieve: Infortunio (o episodio di esposizione acuta o cronica) con effetti di inabilità rapidamente reversibile

40 Ascisse = PROBABILIT Á – Ordinate = DANNO

41 Il livello del rischio (R = D x P) viene graduato da una scala di tali valori, crescente da 1 a 16, che va così interpretata : R > 8 Richiedono azioni correttive urgenti e indilazionabili 8 R 4 Richiedono azioni necessarie da programmare con urgenza

42 3 R 2 Richiedono azioni da programmare nel breve - medio termine R = 1 Richiedono azioni da inserire nella programmazione futura

43 Valutazione con stime probabilistiche qualitative PROBABILIT Á / DANNO Improbabile Poco probabile Probabile Altamente probabile GravissimoAlto Molto Alto GraveMedio Alto Molto Alto MedioTrascurabileMedio Alto LieveTrascurabile Medio

44 Dove : trascurabile = pericoli potenziali insignificanti o potenzialmente controllabili; medio = valutare se i controlli delle situazioni pericolose possono essere migliorabili; alto = sono necessarie verifiche e misure di prevenzione e protezione; molto alto = livello insostenibile: azioni e misure organizzative necessarie.

45 Elenco dei fattori di rischio a)Rischi per la sicurezza dovuti a: Strutture. Macchine, Impianti elettrici, Sostanze pericolose, Incendio-esplosione. b) Rischi per la salute dovuti a: Agenti chimici, Agenti fisici, Agenti biologici. c) Rischi trasversali (per la sicurezza e la salute) dovuti a: Organizzazione del lavoro, Fattori ergonomici, Procedure operative.

46 Classificazione dei Rischi Rischi delle macchine e delle attrezzature Rischi degli attrezzi a mano Rischi da situazioni architettoniche e strutturali Rischi da agenti biologici e cancerogeni

47 Rischi da esposizione ad agenti chimici Rischi degli impianti e macchine elettriche Rischi da agenti fisici ambientali (rumore, radiazioni, microclima, illuminazione, vibrazioni, ecc.)

48 Rischi da incendio e/o esplosioni Rischi di tipo igienico Rischi dovuti alla movimentazione manuale dei carichi Rischi dovuti alla manipolazione di oggetti

49 Rischi da apparecchi ed impianti a pressione Rischi degli apparecchi di sollevamento e/o trasporto Rischi da "fattori trasversali Rischi da attrezzature con videoterminali Rischi diversi

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52 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHI (ELEMENTI CARATTERIZZANTI) 1.DATI GENERALI IDENTIFICATIVI DELL'IMPRESA 2.DESCRIZIONE DELL'ATTIVITÀ E SCHEMA DEL CICLO PRODUTTIVO, PRODOTTI PRINCIPALI E SECONDARI 3.ORGANIGRAMMA E DESCRIZIONE DELLE RESPONSABILITÀ AZIENDALI

53 4.DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA DEDICATA ALLA SICUREZZA (S.P.P., MEDICO COMPETENTE, R.L.S, CONSULENZE, SUPPORTI, MEZZI) 5.DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA DEDICATA ALL'EMERGENZA, PRIMO SOCCORSO ED EVACUAZIONE RAPIDA

54 6.FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN AZIENDA, MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E VERIFICA DELLE ATTIVITÀ 7.FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA, MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DATE IN APPALTO 8.ELENCAZIONE E DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ EFFETTUATE ALL'INTERNO DELL'AZIENDE AFFIDATE FREQUENTEMENTE O CONTINUATIVAMENTE A TERZI (APPALTO)

55 9.DESCRIZIONE DELLE MODALITÀ CON CUI LA VALUTAZIONE È PROGRAMMATA E DEL LIVELLO DI COINVOLGIMENTO DEGLI ATTORI 10.CRONISTORIA DELLE ATTIVITÀ ATTUATE IN TEMA DI SICUREZZA E PER LA VALUTAZIONE DA PARTE DI TUTTI GLI ATTORI 11.DICHIARAZIONE DELLA LISTA DEI PERICOLI UTILIZZATA E, PER OGNI ELEMENTO DELLA GRIGLIA, SPECIFICAZIONE DEI CRITERI IN BASE AI QUALI IL RISCHIO È VALUTATO PER RILEVANZA

56 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (CONTENUTI) LE REALTÀ OPERATIVE, CON LA ILLUSTRAZIONE DEGLI ELEMENTI DEL CICLO PRODUTTIVO RILEVANTI PER L'INDIVIDUAZIONE E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI LO SCHEMA DEL PROCESSO LAVORATIVO, CON RIFERIMENTO SIA AI POSTI DI LAVORO, SIA ALLE MANSIONI ED OGNI ALTRO DATO UTILE LE PERSONE ESPOSTE AL RISCHIO PRESE IN ESAME, NONCHÉ GLI EVENTUALI GRUPPI PARTICOLARI (categorie di lavoratori per i quali, rispetto alla media dei lavoratori, i rischi relativi ad un medesimo pericolo sono comparativamente maggiori per caratteristiche legate alla persona )

57 LE VARIE FASI DEL PROCEDIMENTO SEGUITO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI IL COINVOLGIMENTO DELLE COMPONENTI AZIENDALI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA LE PROFESSIONALITÀ E RISORSE INTERNE ED ESTERNE CUI SI SIA FATTO EVENTUALMENTE RICORSO I RIFERIMENTI NORMATIVI ADOTTATI PER LA DEFINIZIONE DEL LIVELLO DI RIDUZIONE DI CIASCUNO DEI RISCHI PRESENTI

58 GLI ELEMENTI DI VALUTAZIONE USATI IN ASSENZA DI PRECISI RIFERIMENTI DI LEGGE (norme di buona tecnica, codici di buona pratica, ecc.) GLI INTERVENTI RISULTATI NECESSARI A SEGUITO DELLA VALUTAZIONE, E QUELLI PROGRAMMATI, PER CONSEGUIRE UNULTERIORE RIDUZIONE DI RISCHI RESIDUI LE CONSEGUENTI AZIONI DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI PREVISTE

59 L'ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PERSONALI E COLLETTIVI MESSI A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI. L'ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE IL PROGRAMMA PER L'ATTUAZIONE ED IL CONTROLLO DELL'EFFICIENZA DELLE MISURE DI SICUREZZA POSTE IN ATTO IL PIANO PER IL RIESAME PERIODICO OD OCCASIONALE DELLA VALUTAZIONE, ANCHE IN ESITO AI RISULTATI DELL'AZIONE DI CONTROLLO.

60 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Dall'esame delle situazioni di rischio rilevate in tutti i luoghi di lavoro, vengono redatte tabelle (Schede) così strutturate: a)nella prima colonna: descrizione della situazione di rischio. b) nella seconda, terza, quarta colonna: rispettivamente la probabilità di accadimento del danno (P), l'entità del danno stesso (D) ed il valore del rischio (R)

61 c) nella quinta colonna è indicato il provvedimento relativo alla situazione di rischio individuata nella seconda colonna; d) nella sesta colonna vi è il riferimento alla programmazione della misura di sicurezza prevista con l'indicazione:

62 I : quando il provvedimento deve e/o può essere attuato al più presto II : quando il provvedimento ha bisogno di essere programmato a medio termine III : quando il provvedimento ha bisogno di più tempo per essere programmato e/o realizzato (ovvero trattasi di un provvedimento di tipo definitivo che si attuerà appena possibile in sostituzione, o in aggiunta, di quello provvisorio già in atto) o riguardante rischi di lieve entità.

63 Unità Produttiva: AREA DI LAVORO: Preposto: Attività svolte: Ubicazione: (rif. planim.)

64 DIPENDENTI ALTRE PRESENZE Ditta pulizie, Ditte Esterne ecc.

65 Situazione di rischio PD R (PxD) ProvvedimentiT

66 MISURE DA ADOTTARE E PROGRAMMA DI INTERVENTO Ordine di Preferenza -Agendo direttamente ad eliminare (o ridurre) la causa che determina la condizione pericolosa - Agendo sulla eliminazione (o la riduzione) dell'esposizione delle persone al rischio

67 -Introducendo (o integrando) i mezzi di protezione e/o di difesa -Fornendo informazione aggiuntiva adeguata -Rivedendo i metodi e l'organizzazione del processo lavorativo carente.

68 La Valutazione del Rischio permette di determinare: Lindividuazione dei dispositivi di protezione individuali (DPI) già assegnati al personale e quelli che dovranno essere messi a loro disposizione a seguito delle valutazioni effettuate; I lavoratori, in relazione ai rischi presenti nella struttura, ai fini della sorveglianza sanitaria, con l'indicazione, per ognuno di essi, del rischio al quale sono esposti;

69 Il programma delle attività di formazione per i dipendenti e quelli di informazione, con i relativi contenuti; Il piano di gestione delle emergenze; Le procedure per l'attuazione del pronto soccorso e l'emergenza sanitaria;

70 Il programma dell'eventuale monitoraggio per quei parametri, che possono subire variazioni nel tempo; Il programma delle riunioni periodiche stabilite all'art.11 del D.Lgs. 626/94.

71 CONDIZIONI PER UN EFFICACE DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI CONSAPEVOLEZZA DEL DATORE DI LAVORO CONSAPEVOLEZZA DEI RESPONSABILI OPERATIVI E CONOSCENZA DEI RISCHI CON CONSEGUENTE VALUTAZIONE DEI RISULTATI DOCUMENTAZIONE E GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE STESSA CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE SCHEDE DI SICUREZZA ED AI MANUALI TECNICI

72 PROFESSIONALITA E CAPACITA DEL RSPP E DEL MC E RICORSO EVENTUALE AD ESPERTI E SPECIALISTI (v. D.Lgs 195/03) COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI E DELLE LORO RAPPRESENTANZE, ANCHE MEDIANTE UNA OPPORTUNA OPERA DI FORMAZIONE, NON BUROCRATICA MA MIRATA, PRINCIPALMENTE, A CREARE UNA CULTURA DELLA SICUREZZA

73 CHIARA DEFINIZIONE DI RESPONSABILITÁ, COMPETENZE E FUNZIONI FLUSSO INTERNO ED ESTERNO, E BEN DETERMINATO, DI INFORMAZIONE E COOPERAZIONE

74 INTEGRAZIONE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NELLA REALTÁ AZIENDALE (SGSL) MIGLIORAMENTO E CALIBRATURA DEL SISTEMA IN MODO DA MANTENERE NEL TEMPO BUONI LIVELLI DI SICUREZZA E PREVENZIONE CON RELATIVA DOCUMENTAZIONE DINAMICA

75 ESEMPI DI CHECK-LIST Per le Macchine: Esistono parti di trasmissione di moto che possono afferrare o incidere su indumenti, parti del corpo, ecc. delloperatore? Esiste pericolo proiezione schegge o contatto con materiali caldi o aggressivi ? Esiste pericolo di avviamento accidentale ? I comandi non rispondono alle prescrizioni ? Manca efficiente protezione isolante delle parti elettriche ?

76 Il collegamento a terra è carente? Le chiavi di esclusione delle sicurezze sono protette e non disponibili alloperatore ? Laffilatura degli utensili presenta pericoli? La messa a punto degli utensili è pericolosa?

77 Lasportazione dei trucioli o di pezzi pericolosi è eseguita a mani nude? La movimentazione della macchina comporta rischi per gli altri lavoratori? Lo spazio intorno alla macchina è sufficientemente ampio? I dispositivi di sicurezza sono sufficienti? La macchina è sufficientemente pulita?

78 Per gli Ambienti I passaggi sono ostacolati? Le uscite sono insufficienti ? La segnaletica è carente ? E intralciata la movimentazione? Vi è interferenza tra operazioni limitrofe ? I pavimenti presentano buche, ostacoli ed avvallamenti? La pavimentazione è scivolosa ?

79 Vi è presenza di fumi, vapori, polveri? Lilluminazione è carente? Il rumore è eccessivo? Il microclima è carente? I mezzi di estinzione incendi sono inidonei o insufficienti? Limpianto elettrico è rispondente alle norme?

80 Per i Videoterminali Al lavoratore è garantito il diritto di ottenere uninterruzione di 15 minuti dellattività a vdt se opera per 20 ore settimanali? Il lavoratore addetto a lavorazioni a VDT è sottoposto a visite mediche preventive e periodiche? I caratteri dello schermo hanno una buone definizione, sono chiari e di grandezza sufficienti?

81 Limmagine sullo schermo è stabile? Lo schermo è orientabile e facilmente inclinabile? Lo schermo non presenta riflessi o riverberi che possono causare fastidio o molestia allutilizzatore? La tastiera è inclinabile e dissociata allo schermo ed è tale da non costringere il lavoratore a posizioni scomode o defatiganti?

82 Il piano di lavoro ha una superficie poco riflettente di dimensioni sufficienti e permette una posizione flessibile dello schermo della tastiera e dei documenti? Il sedile di lavoro è stabile, permette allutilizzatore una libertà di movimento, ha unaltezza regolabile, lo schienale è regolabile in altezza ed inclinazione, le razze sono in numero sufficiente? La macchina ed i posti di lavoro sono sufficientemente illuminati?

83 Per la Movimentazione dei Carichi Il carico sollevato a mano pesa più di 30 kg? Viene applicata la Tabella NIOSH ? Il carico è ingombrante o difficile da afferrare? Il carico è in equilibrio instabile o in posizione difficile?

84 Lo sforzo fisico può presentare un rischio dorso lombare? Lo spazio di manovra è sufficiente? Vengono effettuate le idonee procedure operative dagli addetti ai carrelli elevatori? I dispositivi di protezione manuale sono utilizzati?

85 Cause di Mobbing Critiche comuni non corrispondenti alla realtà e rifiuto di specificarne i motivi Accuse di scarsi risultati non corrispondenti a realtà Comportamenti per emarginare, escludere, isolare o delegittimare Comportamenti intenzionali e ripetuti per sminuire, ignorare o ridicolizzare idee, opinioni, rendimento ed anche la competenza professionale e l'esperienza

86 Conferimento di maggiori responsabilità senza informare la vittima e con contemporanea diminuzione di autorità Minacce disciplinari per eventi insignificanti Umiliazioni di fronte ad altri (inflitte con tono arrogante) Distorsione/accentuazione di fatti

87 Continue focalizzazioni su fatti irrilevanti Rifiuto di chiarire funzioni o descrizione di compiti Cambiamento di compiti di lavoro senza informare la vittima Accuse di cattiva condotta Ripetizione di compiti assegnati senza necessità

88 Negazione alla vittima di informazioni e permessi necessari per svolgere il proprio lavoro Negazione di sostegno in caso di necessità o negazione di risorse Periodi di silenzio per settimane Comportamenti per sabotare, interferire o impedire il lavoro

89 Accettazione di commenti negativi riportati da terzi Rifiuto di verbalizzare riunioni Uso di minacce velate, intimidazioni, denunce o ricorso continuo alle autorità Sparlare, fare pettegolezzi sulla vittima o incoraggiare a spiare, origliare, riferire

90 Frequenti mutamenti di opinione senza preavviso Prendere crediti in caso di successo e scaricare le colpe su altri in caso d'insuccesso Trasferimenti imposti in sedi lontane e disagiate senza apparenti giustificazioni o necessità Telefonate controllate o intercettazione della posta

91 STATISTICA INFORTUNI Anno Ore lavorate N° infortuni Giornate perse IfDm …….. …. …….. …. …….. ….

92 If (Indice di Frequenza) = N° infortuni x 10 6 / N° ore lavorate Dm (Durata Media) = N° giornate perse / N° infortuni

93 DATI OTTENIBILI DALLE STATISTICHE INAIL QUANTI SONO: Situazione Generale ATTIVITA LAVORATIVA: Industria e Artigianato Industria Artigianato Agricoltura

94 DOVE SI VERIFICANO: Regioni Grandi Ripartizioni Territoriali CHI SI INFORTUNA: Età Anzianità di lavoro Sesso

95 QUANDO SI VERIFICANO: Mese Giorno della settimana Ora solare COME SI VERIFICANO: Forma Agente materiale

96 TIPO DI LESIONE: Natura della lesione Sede della lesione CONSEGUENZE: Mortali Postumi Permanenti Inabilità Temporanea


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