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Storia del pensiero economico a.a. 2007-2008 Prof. Massimo Fornasari.

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Presentazione sul tema: "Storia del pensiero economico a.a. 2007-2008 Prof. Massimo Fornasari."— Transcript della presentazione:

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2 Storia del pensiero economico a.a Prof. Massimo Fornasari

3 Programma desame I parte - Nascita e consolidamento di una disciplina: dalla scolastica ai classici L'oggetto ed i metodi della scienza economica Il pensiero economico pre-classico: Valore ed etica dello scambio nel pensiero medievale: la prima scolastica; Economia politica e formazione dello Stato-nazione in età moderna: bullionismo; mercantilismo baconiano e mercantilismo evoluto Nuovi contributi al concetto di valore tra Seicento e Settecento: da Petty a Cantillon Il Cameralismo Alle origini del pensiero economico italiano Economia politica e riforme: la scuola fisiocratica. L'economia politica classica: Adam Smith: dalla teoria dei sentimenti morali alla Ricchezza delle nazioni Dopo Smith: Malthus, Say, Sismondi; David Ricardo: valore-lavoro, distribuzione della ricchezza, teoria dei vantaggi comparati. Karl Marx: la critica all'economia politica.

4 II parte - Lo sviluppo del pensiero economico dall'Ottocento al Novecento I precursori del marginalismo e la sintesi milliana La rivoluzione marginalista W.S. Jevons; Léon Walras; Karl Menger; L'ortodossia neoclassica: A. Marshall; C. Pigou; i marginalisti italiani Tra le due guerre: da J. Schumpeter alla rivoluzione keynesiana Gli sviluppi del pensiero economico dopo Keynes. Il pensiero economico eterodosso: J. Galbraith; K. Polanyi; A. Hirschman; A. Sen. Programma desame Programma desame

5 L'oggetto ed i metodi della scienza economica

6 Tre aspetti relativi alla SPE a) loggetto della SPE b) I diversi approcci alla SPE c) I rapporti tra la SPE e le altre discipline

7 a) Loggetto della storia del pensiero economico J. Schumpeter: La storia di tutte le opinioni e desideri concernenti questioni economiche e specialmente di politica economica, che in una certa età e in un certo tempo fluttuano nella coscienza pubblica A. Macchioro: La storia degli strumenti di pensiero come tali e di scelte di pensiero, cioè di decisioni etico-civili … interessanti la sfera politica e sociale

8 b) I diversi approcci alla storia del pensiero economico b) I diversi approcci alla storia del pensiero economico Cumulativo-incrementalista Cumulativo-incrementalista Rivoluzionista-catastrofista Rivoluzionista-catastrofista Relativista-mesologico Relativista-mesologico

9 Storia economica e storia del pensiero a) prima diffusione dei principi di uneconomia di mercato ( ca.) Scolastica (secc. XIII- XVI) b) formazione degli stati territoriali e sviluppo del cosiddetto capitalismo mercantile (1500 – 1750 ca.) Mercantilismo (1500 – 1750) c) critica delle politiche mercantilistiche e riformismo liberista Fisiocrazia d) avvio del processo di industrializzazione inglese e sue conseguenze sociali (dopo il 1750) Economia politica classica e critica marxista (1770 – 1870)

10 Storia economica e storia del pensiero e) piena affermazione del capitalismo industriale (seconda metà sec. XIX) Marginalismo e scuola neo-classica (1870 – 1920) teoria dellequilibrio e micro f) crisi del capitalismo industriale e sviluppo delleconomia del welfare (anni Trenta del XX sec.-anni 70) Dinamica economica, Keynes (1920 – 1970) g) dopo Keynes, crisi del welfare state, economie post industriali, globalizzazione (anni 80 in poi) Monetaristi, post- keynesiani, problematiche del sottosviluppo e dello sviluppo sostenibile

11 c) La Storia del pensiero e le altre discipline 1) Storia del pensiero e storia economica Evoluzione sul lungo periodo della riflessione economica (storicamente determinata): influenza del contesto storico-economico Evoluzione sul lungo periodo della riflessione economica (storicamente determinata): influenza del contesto storico-economico Individuazione delle fasi dello sviluppo economico europeo Individuazione delle fasi dello sviluppo economico europeo

12 1 ) Storia del pensiero e storia economica J. A. Schumpeter (dallintroduzione alla Storia dellanalisi economica) Di tali campi fondamentali, la storia economica, che sbocca nei fatti dei nostri giorni e li comprende, è di gran lunga quello più importante. Desidero chiarire che se dovessi cominciare ora il mio lavoro nelleconomia e avessi la possibilità di studiare a mia scelta soltanto uno di questi campi, la mia scelta andrebbe alla storia economica. E ciò per tre motivi Di tali campi fondamentali, la storia economica, che sbocca nei fatti dei nostri giorni e li comprende, è di gran lunga quello più importante. Desidero chiarire che se dovessi cominciare ora il mio lavoro nelleconomia e avessi la possibilità di studiare a mia scelta soltanto uno di questi campi, la mia scelta andrebbe alla storia economica. E ciò per tre motivi Il primo è che loggetto delleconomica è essenzialmente un processo unitario nel tempo storico. Non si può sperare di comprendere i fenomeni economici di una qualsiasi età, compresa quella presente, senza una adeguata padronanza dei fatti storici e una adeguata misura di senso storico o di quella che può esser chiamata esperienza storica Il primo è che loggetto delleconomica è essenzialmente un processo unitario nel tempo storico. Non si può sperare di comprendere i fenomeni economici di una qualsiasi età, compresa quella presente, senza una adeguata padronanza dei fatti storici e una adeguata misura di senso storico o di quella che può esser chiamata esperienza storica Il secondo motivo è che lesposizione storica non può essere puramente economica, ma riflette inevitabilmente anche fatti istituzionali che non sono puramente economici: perciò lo studio della storia costituisce il metodo migliore per comprendere come i fatti economici e non economici sono in relazione gli uni con gli altri e come le varie scienze sociali debbono essere messe in relazione tra loro Il secondo motivo è che lesposizione storica non può essere puramente economica, ma riflette inevitabilmente anche fatti istituzionali che non sono puramente economici: perciò lo studio della storia costituisce il metodo migliore per comprendere come i fatti economici e non economici sono in relazione gli uni con gli altri e come le varie scienze sociali debbono essere messe in relazione tra loro Il terzo motivo è il fatto che la massima parte degli errori fondamentali comunemente commessi nellanalisi economica è dovuta alla mancanza di esperienza storica, più che a qualsiasi altra deficienza nel corredo scientifico delleconomista. Il terzo motivo è il fatto che la massima parte degli errori fondamentali comunemente commessi nellanalisi economica è dovuta alla mancanza di esperienza storica, più che a qualsiasi altra deficienza nel corredo scientifico delleconomista.

13 c ) La Storia del pensiero e le altre discipline 2) Storia del pensiero e scienza economica La scienza economica è una scienza relativamente giovane La scienza economica è una scienza relativamente giovane Il consolidarsi dell'economia di mercato ha reso possibile lo sviluppo di una scienza autonoma, che studia le forze di mercato e le loro relazioni Il consolidarsi dell'economia di mercato ha reso possibile lo sviluppo di una scienza autonoma, che studia le forze di mercato e le loro relazioni esse rispondono a una logica e a principi in gran parte differenti da quelli che governano, per esempio, l'organizzazione politica o lorganizzazione giuridica della medesima società. esse rispondono a una logica e a principi in gran parte differenti da quelli che governano, per esempio, l'organizzazione politica o lorganizzazione giuridica della medesima società.

14 La scienza economica: contenuto e metodi La scienza economica si è dibattuta, tra due tipi di approccio dominanti: La scienza economica si è dibattuta, tra due tipi di approccio dominanti: a) classico (ECONOMIA COME SCIENZA SOCIALE: impostazione MACRO) b) marginalista (ECONOMIA COME SCIENZA ASSIOMATICA, RIVELATRICE DEL COMPORTAMENTO RAZIONALE: impostazione MICRO)

15 K. Pribram In Pribram questa contrapposizione In Pribram questa contrapposizione viene espressa come antitesi tra il nominalismo e il realismo concettuali il nominalismo e il realismo concettuali Nominalismo = col quale P. intendeva il metodo induttivo, sperimentale Realismo = col quale P. intendeva il metodo deduttivo, assiomatico

16 Valore ed etica dello scambio nel pensiero medievale: la prima scolastica

17 Il pensiero economico pre-classico 3 principali filoni 1)la scolastica 2)il mercantilismo a) bullionismo; b) mercantilismo baconiano; c) mercantilismo evoluto 3) il pensiero cameralista

18 1) La scolastica Nel medioevo la filosofia scolastica attua una grandiosa opera di assimilazione dellaristotelismo alla tradizione cristiano- romana Nel medioevo la filosofia scolastica attua una grandiosa opera di assimilazione dellaristotelismo alla tradizione cristiano- romana Protagonisti di tale operazione intellettuale furono Alberto Magno e il suo allievo Protagonisti di tale operazione intellettuale furono Alberto Magno e il suo allievo Tommaso dAquino ( ) giusto prezzo e valore dei beni (valore intrinseco e valore impositus) giusto prezzo e valore dei beni (valore intrinseco e valore impositus) valore della moneta valore della moneta luso del denaro (condanna del prestito ad interesse) luso del denaro (condanna del prestito ad interesse)

19 La cattedrale di Chartres in Francia La Torre di sinistra è caratterizzata dal campanile nuovo, costruito tra il 1145 ed il 1165, nelle nuove forme dellarte gotica

20 1) La scolastica Etica ed economia nel pensiero medievale Nella visione aristotelico-scolastica: LEconomia è governo della casa e riguarda la sfera dei comportamenti individuali (Etica) e non quelli collettivi (Politica) LEconomia è governo della casa e riguarda la sfera dei comportamenti individuali (Etica) e non quelli collettivi (Politica) Nellambito delle speculazioni sul comportamento individuale, le questioni economiche vengono sollevate allorché riguardano valutazioni etico-morali Nellambito delle speculazioni sul comportamento individuale, le questioni economiche vengono sollevate allorché riguardano valutazioni etico-morali Pertanto leconomia non viene trattata come disciplina indipendente, ma solamente nellambito dellEtica Pertanto leconomia non viene trattata come disciplina indipendente, ma solamente nellambito dellEtica

21 1) La scolastica l etica economica nel pensiero medievale Secondo la visione tomistica, lintelligenza umana può raggiungere la verità attraverso il metodo speculativo, indirizzandosi a scoprire le tre grandi verità Secondo la visione tomistica, lintelligenza umana può raggiungere la verità attraverso il metodo speculativo, indirizzandosi a scoprire le tre grandi verità la legge divina, la legge divina, il diritto naturale, il diritto naturale, il diritto positivo, risultante dalle scelte e dalle convenzioni umane, comune a tutti i popoli (jus gentium) o specifico dei singoli Stati (jus civilis) il diritto positivo, risultante dalle scelte e dalle convenzioni umane, comune a tutti i popoli (jus gentium) o specifico dei singoli Stati (jus civilis) Le questioni economiche sono trattate in gran parte nellambito dello jus gentium e in qualche caso nello jus naturalis Le questioni economiche sono trattate in gran parte nellambito dello jus gentium e in qualche caso nello jus naturalis

22 1) La scolastica Giusto prezzo e valore dei beni La tematica aristotelica del giusto prezzo dei beni viene risolta nella communis aestimatio, una sorta di valore ordinario di stima dei beni, ottenuta in assenza di monopolio: … quel prezzo che prevale in un momento dato, secondo la stima del mercato, cioè il prezzo corrente al quale si vendono i beni in un luogo specifico (S.Bernardino da Siena, 1431) … quel prezzo che prevale in un momento dato, secondo la stima del mercato, cioè il prezzo corrente al quale si vendono i beni in un luogo specifico (S.Bernardino da Siena, 1431)

23 1) La scolastica Giusto prezzo e valore dei beni Il giusto prezzo è dunque il prezzo di mercato fissato in assenza di posizioni dominanti Il giusto prezzo è dunque il prezzo di mercato fissato in assenza di posizioni dominanti Il giusto prezzo è una proprietà intrinseca dei beni (bonitas intrinseca), che garantisce la giustizia commutativa, cioè lo scambio equivalente dei beni Il giusto prezzo è una proprietà intrinseca dei beni (bonitas intrinseca), che garantisce la giustizia commutativa, cioè lo scambio equivalente dei beni Il giusto prezzo è collegato al principio della giustizia distributiva, in base alla quale al termine dello scambio nessun individuo o ceto sociale si arricchisce o si impoverisce Il giusto prezzo è collegato al principio della giustizia distributiva, in base alla quale al termine dello scambio nessun individuo o ceto sociale si arricchisce o si impoverisce

24 1) La scolastica Giusto prezzo e valore dei beni La tesi del giusto prezzo si estende a quella del giusto salario, che è il salario che secondo la communis aestimatio garantisce al lavoratore un livello di vita adeguato al suo status La tesi del giusto prezzo si estende a quella del giusto salario, che è il salario che secondo la communis aestimatio garantisce al lavoratore un livello di vita adeguato al suo status Nella stessa ottica si ammette un profitto equo per i commercianti, quale compenso del servizio da loro prestato Nella stessa ottica si ammette un profitto equo per i commercianti, quale compenso del servizio da loro prestato Da tutto ciò, è stato dedotto erroneamente labbozzo di una teoria che riconduce il valore dei beni al loro costo di produzione sulla base del principio dello scambio equivalente Da tutto ciò, è stato dedotto erroneamente labbozzo di una teoria che riconduce il valore dei beni al loro costo di produzione sulla base del principio dello scambio equivalente In realtà gli scolastici vedevano il valore dei beni correlato a tre principali caratteristiche (Piero di Giovanni Olivi, ): In realtà gli scolastici vedevano il valore dei beni correlato a tre principali caratteristiche (Piero di Giovanni Olivi, ): utilità oggettiva o valore duso oggettivo (virtuositas) utilità oggettiva o valore duso oggettivo (virtuositas) rarità o scarsità (raritas) rarità o scarsità (raritas) utilità soggettiva del consumatore (complacibilitas) utilità soggettiva del consumatore (complacibilitas)

25 1) La scolastica v alore della moneta e uso del denaro La moneta, invece, non ha un valore intrinseco, ma solo un valore convenzionale imposto dal principe (impositus): La moneta, invece, non ha un valore intrinseco, ma solo un valore convenzionale imposto dal principe (impositus): la moneta non è considerata un bene capitale durevole quindi non può dar luogo a diritti duso (pecunia pecuniam non parit): la moneta non è considerata un bene capitale durevole quindi non può dar luogo a diritti duso (pecunia pecuniam non parit): da ciò la condanna dellusura

26 La crisi della scolastica Con lo sviluppo dei commerci, nel basso medioevo i sistemi di pagamento e di concessione dei prestiti si fecero più complessi, tanto da rendere sempre meno chiara o meno individuabile la situazione di prestito a interesse Con lo sviluppo dei commerci, nel basso medioevo i sistemi di pagamento e di concessione dei prestiti si fecero più complessi, tanto da rendere sempre meno chiara o meno individuabile la situazione di prestito a interesse Inoltre, con la crescita delle attività economiche, il prestito divenne non solo prestito al consumo ma anche prestito alla produzione Inoltre, con la crescita delle attività economiche, il prestito divenne non solo prestito al consumo ma anche prestito alla produzione

27 La crisi della scolastica La Chiesa Romana e gli scolastici iniziarono a giustificare forme di prestito ad interesse, sviluppando una complessa casistica di particolari situazioni ammissibili: La Chiesa Romana e gli scolastici iniziarono a giustificare forme di prestito ad interesse, sviluppando una complessa casistica di particolari situazioni ammissibili: 1) Damnum emergens: linteresse come compenso per una perdita accertata (ad es. in in caso di mora del mutuatario) 1) Damnum emergens: linteresse come compenso per una perdita accertata (ad es. in in caso di mora del mutuatario) 2) Periculum sortis: linteresse come compenso del rischio derivante dallesercizio di attività produttive e commerciali (la moneta investita in capitali produttivi può generare un profitto e al mutuante si concede di rivendicare un interesse per eventuali perdite che ritiene di aver subito per aver concesso un prestito (S.Antonino da Firenze-XV Sec.) 2) Periculum sortis: linteresse come compenso del rischio derivante dallesercizio di attività produttive e commerciali (la moneta investita in capitali produttivi può generare un profitto e al mutuante si concede di rivendicare un interesse per eventuali perdite che ritiene di aver subito per aver concesso un prestito (S.Antonino da Firenze-XV Sec.) 3) Lucrum cessans: linteresse come compenso del mancato guadagno derivante da possibili investimenti alternativi (costo opportunità) C. Dumoulin-XVI Sec.) 3) Lucrum cessans: linteresse come compenso del mancato guadagno derivante da possibili investimenti alternativi (costo opportunità) C. Dumoulin-XVI Sec.)

28 La crisi della scolastica e lemergere del nominalismo La discussione sugli universali: La discussione sugli universali: secondo i realisti (= gli scolastici) gli universali sono i principi essenziali che definiscono la natura di tutte le cose, essi realmente esistono nella mente di Dio, in quella degli uomini e nelle cose stesse, a fondamento della loro realtà empirica secondo i realisti (= gli scolastici) gli universali sono i principi essenziali che definiscono la natura di tutte le cose, essi realmente esistono nella mente di Dio, in quella degli uomini e nelle cose stesse, a fondamento della loro realtà empirica la conoscenza della realtà si attua attraverso un processo deduttivo, che permette alla ragione umana di rivelare la struttura ontologica del mondo la conoscenza della realtà si attua attraverso un processo deduttivo, che permette alla ragione umana di rivelare la struttura ontologica del mondo

29 La crisi della scolastica i nominalisti: gli universali non esistono nella realtà, essi sono atti (segni, nomi) dellintelletto umano volti a unificare e classificare le cose, ma solo a posteriori i nominalisti: gli universali non esistono nella realtà, essi sono atti (segni, nomi) dellintelletto umano volti a unificare e classificare le cose, ma solo a posteriori la conoscenza della realtà si attua pertanto attraverso la conoscenza diretta delle cose, nei loro aspetti individuali, particolari ed empirici (Roger Bacon, ; John Duns Scoto, ; William Ockham, : sono tutti francescani) la conoscenza della realtà si attua pertanto attraverso la conoscenza diretta delle cose, nei loro aspetti individuali, particolari ed empirici (Roger Bacon, ; John Duns Scoto, ; William Ockham, : sono tutti francescani) Solo lesistenza di Dio non è frutto di speculazione, ma puro atto di fede a-razionale: Solo lesistenza di Dio non è frutto di speculazione, ma puro atto di fede a-razionale:

30 La crisi della scolastica La scuola occamista produce alla fine del medioevo riflessioni scientifiche di rilievo sulleconomia: La scuola occamista produce alla fine del medioevo riflessioni scientifiche di rilievo sulleconomia: Jean Buridan ( ): tenta di spiegare il valore delle merci non sulla base della loro sostanza, ma in quanto fenomeni relazionali ed espressione dei bisogni umani (il pane vale più per il povero che per il ricco) Jean Buridan ( ): tenta di spiegare il valore delle merci non sulla base della loro sostanza, ma in quanto fenomeni relazionali ed espressione dei bisogni umani (il pane vale più per il povero che per il ricco) Nicolas dOresme ( ): si distacca dallidea di valore convenzionale della moneta, attribuendole un valore reale basato sul suo contenuto in metalli preziosi e arrivando a intuire la cosiddetta legge di Gresham secondo cui la moneta cattiva scaccia quella buona Nicolas dOresme ( ): si distacca dallidea di valore convenzionale della moneta, attribuendole un valore reale basato sul suo contenuto in metalli preziosi e arrivando a intuire la cosiddetta legge di Gresham secondo cui la moneta cattiva scaccia quella buona

31 La crisi della scolastica Dopo Occam: Dopo Occam: la teologia perde centralità nel sapere: emerge lUmanesimo; la politica si svincola dalla morale (Machiavelli, 1516); la fede pone in discussione lautorità costituita (Riforma Protestante, 1517) la teologia perde centralità nel sapere: emerge lUmanesimo; la politica si svincola dalla morale (Machiavelli, 1516); la fede pone in discussione lautorità costituita (Riforma Protestante, 1517) la vita culturale rinasce in rinnovate università dove lo Stato subentra alla Chiesa nel controllo dellattività intellettuale la vita culturale rinasce in rinnovate università dove lo Stato subentra alla Chiesa nel controllo dellattività intellettuale rifioriscono gli studi filosofici e con essi ebbero grande impulso quelli scientifici rifioriscono gli studi filosofici e con essi ebbero grande impulso quelli scientifici un unico filo unisce lUmanesimo civile alla rivoluzione scientifica delletà moderna un unico filo unisce lUmanesimo civile alla rivoluzione scientifica delletà moderna

32 La crisi della scolastica Alla base di tale rivoluzione culturale vi è lemergere dellUmanesimo civile: Alla base di tale rivoluzione culturale vi è lemergere dellUmanesimo civile: luomo il principale oggetto di attenzione culturale/rivalutazione della dimensione terrena e relazionale

33 La crisi della scolastica Dopo Machiavelli (Il Principe): Dopo Machiavelli (Il Principe): leconomia come scienza della acquisizione: alla politica leconomia come scienza della acquisizione: alla politica= la parte principale: al tutto, la parte principale: al tutto, essa non si occupa più solo della famiglia (governo della casa) ma anche dello Stato (Antoyne de Montchrétien, Traité dOeconomie Politique, 1615)

34 Scienza economica e pensiero moderno LEconomia si definisce Politica, quindi relativa alla sfera pubblica-collettiva-nazionale LEconomia si definisce Politica, quindi relativa alla sfera pubblica-collettiva-nazionale LEconomia Politica si distingue dalla Politica propriamente detta: LEconomia Politica si distingue dalla Politica propriamente detta: La Politica ora riguarda laccumulazione e la gestione del potere (perde le finalità etico- morali) La Politica ora riguarda laccumulazione e la gestione del potere (perde le finalità etico- morali) LEconomia Politica riguarda laccumulazione e la gestione della ricchezza LEconomia Politica riguarda laccumulazione e la gestione della ricchezza

35 Economia politica e formazione dello Stato-nazione in età moderna: a) bullionismo; b) mercantilismo baconiano c) mercantilismo evoluto

36 2) Il mercantilismo Non è mai esistita una scuola di pensiero che si autodefinisse Mercantilista Il termine fu coniato da Victor de Mirabeau ( ) ed utilizzato da Adam Smith per indicare linsieme delle idee economiche prevalenti nelle corti e negli Stati europei tra il 1500 ed il 1750 Il termine fu coniato da Victor de Mirabeau ( ) ed utilizzato da Adam Smith per indicare linsieme delle idee economiche prevalenti nelle corti e negli Stati europei tra il 1500 ed il 1750 Il mercantilismo è quindi una classificazione a posteriori fatta dai ricercatori, esso non costituisce un sistema di idee Il mercantilismo è quindi una classificazione a posteriori fatta dai ricercatori, esso non costituisce un sistema di idee

37 2) Il mercantilismo Gli scritti definiti mercantilisti sono di solito delle trattazioni monotematiche sulle varie problematiche della congiuntura economica dellepoca nelle diverse nazioni: Gli scritti definiti mercantilisti sono di solito delle trattazioni monotematiche sulle varie problematiche della congiuntura economica dellepoca nelle diverse nazioni: essi offrono soluzioni a questioni concrete (in genere non-teoriche) di politica economica essi offrono soluzioni a questioni concrete (in genere non-teoriche) di politica economica sono indirizzati ad un pubblico di governanti, funzionari, notabili e gruppi di pressione in genere, spesso con lo scopo di sostenere interessi specifici sono indirizzati ad un pubblico di governanti, funzionari, notabili e gruppi di pressione in genere, spesso con lo scopo di sostenere interessi specifici

38 2) Il mercantilismo … esistono tuttavia degli elementi comuni: … esistono tuttavia degli elementi comuni: la propensione al protezionismo economico e commerciale ed a politiche monetarie focalizzate sullaccumulo di valuta pregiata (oro e argento) la propensione al protezionismo economico e commerciale ed a politiche monetarie focalizzate sullaccumulo di valuta pregiata (oro e argento) lintento di contribuire, indirizzando le scelte di politica economica, a rafforzare il potere dello Stato-nazione sia verso linterno che verso lesterno lintento di contribuire, indirizzando le scelte di politica economica, a rafforzare il potere dello Stato-nazione sia verso linterno che verso lesterno

39 a) Il bullionismo Il Bullonismo (da buillon, metallo in barre) ha caratterizzato soprattutto la prima fase del mercantilismo (sec. XVI) Il Bullonismo (da buillon, metallo in barre) ha caratterizzato soprattutto la prima fase del mercantilismo (sec. XVI) I bullionisti erano in genere mercanti o funzionari della corona e perseguivano laccumulo di oro come mezzo per consolidare il potere del sovrano I bullionisti erano in genere mercanti o funzionari della corona e perseguivano laccumulo di oro come mezzo per consolidare il potere del sovrano

40 Principali aspetti teorici affrontati dai primi mercantilisti Teorie e politiche monetarie Teorie e politiche monetarie Il concetto di bilancia di commercio Il concetto di bilancia di commercio Definizione di valore Definizione di valore

41 b) Il mercantilismo baconiano Francis Bacon ( ) Francis Bacon ( ) utilizzo di dati statistici per poter generalizzare giudizi ricavati dallesperienza W. Petty ( ) W. Petty ( ) Il primo autore mercantilista che espresse lintenzione di applicare i metodi baconiani allanalisi dei fatti economici e sociali

42 WILLIAM PETTY, METODO DELLARITMETICA POLITICA E ORIGINE DEL VALORE Figlio di un modesto mercante di stoffe, dopo varie e avventurose vicende giovanili studia medicina in Europa e a Oxford e diventa un medico famoso Figlio di un modesto mercante di stoffe, dopo varie e avventurose vicende giovanili studia medicina in Europa e a Oxford e diventa un medico famoso nel 1652 viene inviato da Cromwell in Irlanda con lincarico di redigere la Down Survey, una grande ricognizione dei fondi passati dai ribelli irlandesi ai veterani e nobili inglesi dopo la rivolta del 1641 nel 1652 viene inviato da Cromwell in Irlanda con lincarico di redigere la Down Survey, una grande ricognizione dei fondi passati dai ribelli irlandesi ai veterani e nobili inglesi dopo la rivolta del 1641 così inizia a occuparsi di tematiche economiche, si arricchisce impadronendosi di alcune delle migliori tenute irlandesi e diventa un personaggio di rilievo nello scenario culturale-scientifico inglese del tempo così inizia a occuparsi di tematiche economiche, si arricchisce impadronendosi di alcune delle migliori tenute irlandesi e diventa un personaggio di rilievo nello scenario culturale-scientifico inglese del tempo Tra le sue opere: Treatise of Taxes and Contributions (1662), Political Arithmetik ( ), The Political Anathomy of Ireland (1672) Tra le sue opere: Treatise of Taxes and Contributions (1662), Political Arithmetik ( ), The Political Anathomy of Ireland (1672)

43 WILLIAM PETTY, METODO DELLARITMETICA POLITICA E ORIGINE DEL VALORE In Petty si percepisce lo spirito del nuovo razionalismo seicentesco, le sue considerazioni sui concetti di valore, sovrappiù e rendita, ne fanno un precursore dellEconomia Politica Classica (Marx lo considera il primo vero esponente di questa corrente di pensiero) In Petty si percepisce lo spirito del nuovo razionalismo seicentesco, le sue considerazioni sui concetti di valore, sovrappiù e rendita, ne fanno un precursore dellEconomia Politica Classica (Marx lo considera il primo vero esponente di questa corrente di pensiero) Il suo metodo si fonda su un approccio quantitativo allanalisi dei fenomeni economici e sociali, egli intende esprimersi in termini di numeri, pesi e misure, invece di usare soltanto parole comparative e superlative Il suo metodo si fonda su un approccio quantitativo allanalisi dei fenomeni economici e sociali, egli intende esprimersi in termini di numeri, pesi e misure, invece di usare soltanto parole comparative e superlative

44 WILLIAM PETTY, METODO DELLARITMETICA POLITICA E ORIGINE DEL VALORE Lorigine del valore è individuato nel lavoro e nella terra: … il lavoro è padre e principio attivo della ricchezza, la terra la madre Lorigine del valore è individuato nel lavoro e nella terra: … il lavoro è padre e principio attivo della ricchezza, la terra la madre Il valore dei beni è quindi dato dalla quantità di terra e di lavoro necessari a produrli, tali quantità ne determinano il Valore Naturale, verso cui i prezzi di mercato tendono a collocarsi: Il valore dei beni è quindi dato dalla quantità di terra e di lavoro necessari a produrli, tali quantità ne determinano il Valore Naturale, verso cui i prezzi di mercato tendono a collocarsi: viene così accantonata la teoria soggettiva del valore viene così accantonata la teoria soggettiva del valore prende corpo la teoria del valore dei beni associato al loro costo di produzione (dato essenzialmente dal lavoro) prende corpo la teoria del valore dei beni associato al loro costo di produzione (dato essenzialmente dal lavoro)

45 WILLIAM PETTY, MISURA DEL VALORE E SALARIO DI SUSSISTENZA Definito il valore dei beni come risultante di terra e lavoro necessari a produrli, lapproccio quantitativo spinge Petty a cercare una misura unica per il valore tale da ottenere: Definito il valore dei beni come risultante di terra e lavoro necessari a produrli, lapproccio quantitativo spinge Petty a cercare una misura unica per il valore tale da ottenere: una parità e unequazione tra la terra ed il lavoro, in modo da poter esprimere il valore di ogni cosa mediante uno solo dei due una parità e unequazione tra la terra ed il lavoro, in modo da poter esprimere il valore di ogni cosa mediante uno solo dei due Il problema è affrontato da Petty stabilendo come unità di misura del valore il cibo giornaliero di un adulto, in media, tale termine è al contempo: Il problema è affrontato da Petty stabilendo come unità di misura del valore il cibo giornaliero di un adulto, in media, tale termine è al contempo: indicatore della capacità produttiva della terra indicatore della capacità produttiva della terra indicatore della quantità di lavoro impiegata indicatore della quantità di lavoro impiegata

46 WILLIAM PETTY, MISURA DEL VALORE E SALARIO DI SUSSISTENZA Lo stesso termine viene adottato da Petty come prezzo naturale del lavoro, si abbozzano così due concetti classico-marxiani: Lo stesso termine viene adottato da Petty come prezzo naturale del lavoro, si abbozzano così due concetti classico-marxiani: quello del salario di sussistenza quello del salario di sussistenza quello del lavoro socialmente necessario quello del lavoro socialmente necessario Seguendo gli schemi mercantilisti, Petty individua nel salario di sussistenza il punto di pieno impiego della forza lavoro disponibile: con salari più alti i lavoratori si impigriscono e smettono di lavorare Seguendo gli schemi mercantilisti, Petty individua nel salario di sussistenza il punto di pieno impiego della forza lavoro disponibile: con salari più alti i lavoratori si impigriscono e smettono di lavorare

47 WILLIAM PETTY, SOVRAPPIU E RENDITA Petty sviluppa un concetto di sovrappiù (overplus) che si risolve in rendita, secondo la formula: Petty sviluppa un concetto di sovrappiù (overplus) che si risolve in rendita, secondo la formula: valore della produzione ottenuta dalla terra con applicazione di lavoro - valore della produzione che si otterrebbe dalla terra senza applicazione di lavoro - valore della produzione necessario a pagare il lavoro =sovrappiù

48 WILLIAM PETTY, SOVRAPPIU E RENDITA Il sovrappiù è tanto più alto quanto minore è il costo di produzione e a ciò contribuisce il miglioramento delle tecniche produttive: il prezzo del cibo sarà bassissimo quando il cibo sarà raccolto da un numero minore di braccia che altrove il prezzo del cibo sarà bassissimo quando il cibo sarà raccolto da un numero minore di braccia che altrove Il valore della terra si deduce moltiplicando la rendita annuale per 21 (anni in cui un uomo mediamente vive assieme al proprio padre ed al proprio figlio) Il valore della terra si deduce moltiplicando la rendita annuale per 21 (anni in cui un uomo mediamente vive assieme al proprio padre ed al proprio figlio) Sul saggio di rendita si allinea il saggio di usura (interesse), in quanto si presta denaro per ottenere un profitto pari almeno pari a quello che si otterrebbe acquistando della terra Sul saggio di rendita si allinea il saggio di usura (interesse), in quanto si presta denaro per ottenere un profitto pari almeno pari a quello che si otterrebbe acquistando della terra

49 WILLIAM PETTY, RENDITA DIFFERENZIALE Petty sviluppa poi una teoria della rendita differenziale basata sulla differenza dei costi di trasporto delle derrate dovuta alla diversa distanza delle terre dai mercati: Petty sviluppa poi una teoria della rendita differenziale basata sulla differenza dei costi di trasporto delle derrate dovuta alla diversa distanza delle terre dai mercati: se il grano che nutre Londra fosse trasportato da 40 miglia fin qui, il grano che cresce a un miglio da Londra aggiungerà al suo prezzo naturale le spese di trasporto per 39 miglia se il grano che nutre Londra fosse trasportato da 40 miglia fin qui, il grano che cresce a un miglio da Londra aggiungerà al suo prezzo naturale le spese di trasporto per 39 miglia il prezzo naturale è dato dal costo di produzione più la rendita connessa alla fertilità del suolo a questo si aggiunge poi la rendita differenziale connessa ai costi di trasporto il prezzo naturale è dato dal costo di produzione più la rendita connessa alla fertilità del suolo a questo si aggiunge poi la rendita differenziale connessa ai costi di trasporto

50 WILLIAM PETTY, LA TASSAZIONE Le considerazioni di Petty sul valore e la rendita derivano dai suoi studi sulla tassazione Le considerazioni di Petty sul valore e la rendita derivano dai suoi studi sulla tassazione Lidea di base di Petty è che la rendita non faccia parte del costo di produzione dei beni, in quanto deriva da un surplus Lidea di base di Petty è che la rendita non faccia parte del costo di produzione dei beni, in quanto deriva da un surplus Pertanto la tassazione dovrebbe colpire solo la rendita, in modo da non ripercuotersi sui prezzi finali delle merci Pertanto la tassazione dovrebbe colpire solo la rendita, in modo da non ripercuotersi sui prezzi finali delle merci Più precisamente andrebbe tassata solo la parte di rendita destinata al consumo, lasciando intoccata quella destinata al risparmio e da questo allinvestimento produttivo Più precisamente andrebbe tassata solo la parte di rendita destinata al consumo, lasciando intoccata quella destinata al risparmio e da questo allinvestimento produttivo Nella pratica Petty suggerisce di tassare determinati beni di consumo che siano particolarmente indicativi della capacità di consumo dei cittadini (quindi della loro capacità di rendita e spesa in beni voluttuari ) Nella pratica Petty suggerisce di tassare determinati beni di consumo che siano particolarmente indicativi della capacità di consumo dei cittadini (quindi della loro capacità di rendita e spesa in beni voluttuari )

51 W. PETTY E GLI ARITMETICI POLITICI Petty anticipò gli economisti classici anche con le sue considerazioni sui vantaggi della divisione del lavoro e sulle relazioni di questa con lampiezza dei mercati Petty anticipò gli economisti classici anche con le sue considerazioni sui vantaggi della divisione del lavoro e sulle relazioni di questa con lampiezza dei mercati In generale il suo pensiero, rispetto ai mercantilisti, appare caratterizzato da una maggiore profondità rispetto alle problematiche socio-economiche dello sviluppo (relazioni urbanizzazione-industrializzazione, scolarizzazione e formazione tecnica, fattori culturali dello sviluppo, libertà economiche e libertà individuali) In generale il suo pensiero, rispetto ai mercantilisti, appare caratterizzato da una maggiore profondità rispetto alle problematiche socio-economiche dello sviluppo (relazioni urbanizzazione-industrializzazione, scolarizzazione e formazione tecnica, fattori culturali dello sviluppo, libertà economiche e libertà individuali) Rispetto agli Economisti Classici, in Petty manca però lapproccio per classi sociali e la conseguente teoria della distribuzione del reddito Rispetto agli Economisti Classici, in Petty manca però lapproccio per classi sociali e la conseguente teoria della distribuzione del reddito

52 W. PETTY E GLI ARITMETICI POLITICI I suoi seguaci (Graunt, Davenant, Fleetwood, King) contribuirono alla diffusione dei metodi quantitativi nellanalisi dei fenomeni socio-economici I suoi seguaci (Graunt, Davenant, Fleetwood, King) contribuirono alla diffusione dei metodi quantitativi nellanalisi dei fenomeni socio-economici Rilevante è stato lapporto di Gregory King ( ), che dimostrò la rigidità della domanda di mercato delle derrate alimentari di base rispetto ai prezzi (cd legge di King) Rilevante è stato lapporto di Gregory King ( ), che dimostrò la rigidità della domanda di mercato delle derrate alimentari di base rispetto ai prezzi (cd legge di King) Occorre rilevare tuttavia che, ad eccezione delle ricerche di statistica economica e in parte delleconometria, il metodo quantitativo proposto da Petty non è stato prevalente nellambito della scienza economica Occorre rilevare tuttavia che, ad eccezione delle ricerche di statistica economica e in parte delleconometria, il metodo quantitativo proposto da Petty non è stato prevalente nellambito della scienza economica

53 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon necessità di dar fondamento teorico al diritto positivo degli Stati-nazione necessità di dar fondamento teorico al diritto positivo degli Stati-nazione Tra i sec. XVI e XVII prende corpo lidea che a fondamento del diritto positivo vi sia la legge naturale posta dal Creatore (giusnaturalismo) Tra i sec. XVI e XVII prende corpo lidea che a fondamento del diritto positivo vi sia la legge naturale posta dal Creatore (giusnaturalismo)

54 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Dalle dottrine politiche ispirate al giusnaturalismo derivano: Dalle dottrine politiche ispirate al giusnaturalismo derivano: il concetto di stato di natura, il concetto di contratto sociale, La teoria della necessità dello Stato assolutista (Hobbes, 1651), si fonda sullidea che mantenendosi nello stato di natura lumanità tenderebbe al caos (homo hominis lupus) La teoria della necessità dello Stato assolutista (Hobbes, 1651), si fonda sullidea che mantenendosi nello stato di natura lumanità tenderebbe al caos (homo hominis lupus) Nella visione liberalista dello Stato (Locke, 1689), già nello stato di natura i diritti naturali di ciascuno sono limitati da quelli degli altri e con essi tendono a comporsi ragionevolmente Nella visione liberalista dello Stato (Locke, 1689), già nello stato di natura i diritti naturali di ciascuno sono limitati da quelli degli altri e con essi tendono a comporsi ragionevolmente

55 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Conseguenze della visione giusnaturalista-liberalista negli sviluppi del pensiero economico: Conseguenze della visione giusnaturalista-liberalista negli sviluppi del pensiero economico: le libertà economiche sono un diritto naturale (innato) delluomo le libertà economiche sono un diritto naturale (innato) delluomo la funzione dello Stato è quella di favorire il realizzarsi di queste libertà per tutti e non a particolare vantaggio di qualcuno la funzione dello Stato è quella di favorire il realizzarsi di queste libertà per tutti e non a particolare vantaggio di qualcuno i beni hanno dei valori naturali, implicitamente giusti, a cui anche i valori di mercato dovrebbero uniformarsi i beni hanno dei valori naturali, implicitamente giusti, a cui anche i valori di mercato dovrebbero uniformarsi

56 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon In John Locke ( ) laffermazione al diritto della libertà individuale implica: In John Locke ( ) laffermazione al diritto della libertà individuale implica: il diritto a disporre del proprio lavoro il diritto a disporre del proprio lavoro il diritto alla proprietà del prodotto del proprio lavoro il diritto alla proprietà del prodotto del proprio lavoro il diritto alla proprietà della terra, che produce solo in ragione del lavoro ad essa applicato il diritto alla proprietà della terra, che produce solo in ragione del lavoro ad essa applicato

57 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Dudley North (Discourse upon Trade, 1691): Dudley North (Discourse upon Trade, 1691): alla base della scienza economica devono essere gli esorbitanti appetiti degli uomini alla base della scienza economica devono essere gli esorbitanti appetiti degli uomini linteresse pubblico è visto come somma degli interessi privati linteresse pubblico è visto come somma degli interessi privati gli individui perseguono i propri personali interessi meglio di chiunque altro gli individui perseguono i propri personali interessi meglio di chiunque altro larmonia si ottiene lasciando fare ai privati, così la nazione prospera larmonia si ottiene lasciando fare ai privati, così la nazione prospera le misure che favoriscono un settore, un gruppo di imprese o una impresa vanno a detrimento di qualcun altro, sono abusi che danneggiano la comunità le misure che favoriscono un settore, un gruppo di imprese o una impresa vanno a detrimento di qualcun altro, sono abusi che danneggiano la comunità

58 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Bernard Mandeville (Fable of the Bees, Private Vices and Public Benefits, 1714): Bernard Mandeville (Fable of the Bees, Private Vices and Public Benefits, 1714): il benessere pubblico si persegue anche lasciando libertà alle persone di soddisfare certi vizi, come il lusso e lavidità economica il benessere pubblico si persegue anche lasciando libertà alle persone di soddisfare certi vizi, come il lusso e lavidità economica certe virtù possono essere dannose: ad esempio, meglio le spese fastose della parsimonia, creano più lavoro certe virtù possono essere dannose: ad esempio, meglio le spese fastose della parsimonia, creano più lavoro

59 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Nel continente europeo lopposizione alle politiche economiche dominanti (mercantiliste) prese corpo nellidea che la ricchezza delle nazioni non stava nellabbondanza di oro, ma in unampia capacità di soddisfare i bisogni (consumi) della popolazione Nel continente europeo lopposizione alle politiche economiche dominanti (mercantiliste) prese corpo nellidea che la ricchezza delle nazioni non stava nellabbondanza di oro, ma in unampia capacità di soddisfare i bisogni (consumi) della popolazione In particolare labbondanza di derrate agricole è vista come il punto di partenza per assicurare benessere alla nazione e il laisser faire come miglior strumento per sviluppare lagricoltura In particolare labbondanza di derrate agricole è vista come il punto di partenza per assicurare benessere alla nazione e il laisser faire come miglior strumento per sviluppare lagricoltura Queste posizioni in Boisguillebert e Cantillon precorrono la scuola fisiocratica Queste posizioni in Boisguillebert e Cantillon precorrono la scuola fisiocratica

60 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Pierre de Boisguillebert (Dissertation de la Nature des Richesses, de lArgent et des Tributes, où lon découvre la fausse idée qui règne dans le monde a régard de ces trois articles, 1707): Pierre de Boisguillebert (Dissertation de la Nature des Richesses, de lArgent et des Tributes, où lon découvre la fausse idée qui règne dans le monde a régard de ces trois articles, 1707): sostiene la defiscalizzazione dei consumi e la rimozione degli ostacoli al libero scambio per favorire i consumi e la produzione di maggior reddito sostiene la defiscalizzazione dei consumi e la rimozione degli ostacoli al libero scambio per favorire i consumi e la produzione di maggior reddito le imposte sui consumi avrebbero dovuto essere sostituite da unimposta unica sul reddito le imposte sui consumi avrebbero dovuto essere sostituite da unimposta unica sul reddito lintervento di una Provvidenza superiore lintervento di una Provvidenza superiore

61 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Richard Cantillon (banchiere, ; Essay sur la Nature du Commerce en Général, 1755, riscoperto nel 1881 da Jevons): il primo economista che intuisce il concetto di sistema economico, più o meno meccanico Richard Cantillon (banchiere, ; Essay sur la Nature du Commerce en Général, 1755, riscoperto nel 1881 da Jevons): il primo economista che intuisce il concetto di sistema economico, più o meno meccanico 1) Sviluppa le relazioni tra domanda e offerta sul mercato del lavoro e su quello delle merci 1) Sviluppa le relazioni tra domanda e offerta sul mercato del lavoro e su quello delle merci 2) Distingue tra valore intrinseco delle merci e prezzo di mercato dipendente dalle condizioni 2) Distingue tra valore intrinseco delle merci e prezzo di mercato dipendente dalle condizioni della domanda e dellofferta 3) Sviluppa una teoria delle classi sociali sulla base della ripartizione del prodotto nazionale tra rendite, profitti e salari: 3) Sviluppa una teoria delle classi sociali sulla base della ripartizione del prodotto nazionale tra rendite, profitti e salari: la classe indipendente (proprietari di terre), dalla cui ricchezza trae sostentamento la nazione la classe indipendente (proprietari di terre), dalla cui ricchezza trae sostentamento la nazione la classe dipendente, che vive di salari o di profitti da lavoro autonomo la classe dipendente, che vive di salari o di profitti da lavoro autonomo

62 c) Il mercantilismo evoluto: dal giusnaturalismo alla teoria del ciclo economico in Cantillon Approfondisce con grande lucidità le tematiche monetarie e in particolare i movimenti inflativi e come questi si ripercuotono in maniera differenziata sui redditi delle diverse classi sociali, arrivando a descrivere le successive fasi del ciclo inflativo-deflativo Approfondisce con grande lucidità le tematiche monetarie e in particolare i movimenti inflativi e come questi si ripercuotono in maniera differenziata sui redditi delle diverse classi sociali, arrivando a descrivere le successive fasi del ciclo inflativo-deflativo Sviluppa anche, da banchiere, una teoria dellinteresse, la cui altezza non dipenderebbe dalla quantità di moneta, ma dallandamento della domanda e dellofferta dei prestiti Sviluppa anche, da banchiere, una teoria dellinteresse, la cui altezza non dipenderebbe dalla quantità di moneta, ma dallandamento della domanda e dellofferta dei prestiti

63 Il Cameralismo

64 3) Il cameralismo (la scienza dello Stato) Complesso di teorie politiche fiorite nel mondo germanico durante i secc. XVII e XVIII, in corrispondenza con la fase centrale di formazione del moderno Stato tedesco. Complesso di teorie politiche fiorite nel mondo germanico durante i secc. XVII e XVIII, in corrispondenza con la fase centrale di formazione del moderno Stato tedesco.Stato Il termine cameralismo rinvia a un istituto tipico dello Stato patrimoniale: la camera, organo costituito da un ristretto gruppo di esperti della cerchia del sovrano che aiutavano quest'ultimo nei suoi affari. Il termine cameralismo rinvia a un istituto tipico dello Stato patrimoniale: la camera, organo costituito da un ristretto gruppo di esperti della cerchia del sovrano che aiutavano quest'ultimo nei suoi affari.

65 3) Il cameralismo (la scienza dello Stato) Obiettivo dei sostenitori del cameralismo (tra i maggiori J.H. von Justi e J. von Sonnenfels) erano la corretta amministrazione dei beni dello Stato per il benessere generale attraverso un approccio unitario all'analisi dei problemi economici, politici e amministrativi. Obiettivo dei sostenitori del cameralismo (tra i maggiori J.H. von Justi e J. von Sonnenfels) erano la corretta amministrazione dei beni dello Stato per il benessere generale attraverso un approccio unitario all'analisi dei problemi economici, politici e amministrativi. amministrazione dei beni amministrazione dei beni

66 Alle origini del pensiero economico italiano: le scuole milanese e napoletana

67 Alle origini della tradizione economica italiana Lilluminismo italiano, relativamente alla riflessione economica, si articola in due principali scuole: Scuola napoletana (Genovesi, Galiani, Filangieri, Pagano, Doria) Scuola napoletana (Genovesi, Galiani, Filangieri, Pagano, Doria) Scuola milanese (Beccaria, Verri, Carli, e il veneziano Ortes) Scuola milanese (Beccaria, Verri, Carli, e il veneziano Ortes)

68 Alle origini della tradizione economica italiana Il filone illuminista italiano si sviluppa nel periodo , trovando negli studi economici uno dei suoi settori di maggiore attività Il filone illuminista italiano si sviluppa nel periodo , trovando negli studi economici uno dei suoi settori di maggiore attività Rispetto alla contemporanea scuola della fisiocrazia francese, gli illuministi italiani hanno in generale un approccio più marcatamente soggettivista ai fenomeni economici Rispetto alla contemporanea scuola della fisiocrazia francese, gli illuministi italiani hanno in generale un approccio più marcatamente soggettivista ai fenomeni economici Al centro della loro analisi pongono lindividuo e la sua aspirazione a realizzare il benessere personale, come motore dellagire economico Al centro della loro analisi pongono lindividuo e la sua aspirazione a realizzare il benessere personale, come motore dellagire economico

69 Alle origini della tradizione economica italiana Alle origini della tradizione economica italiana Questo approccio consentirà loro di anticipare vari concetti sviluppati poi dai marginalisti Questo approccio consentirà loro di anticipare vari concetti sviluppati poi dai marginalisti Dal punto di vista politico sono orientati ad unazione riformista condotta dal sovrano (dispotismo illuminato) finalizzata al raggiungimento della massima felicità per il maggior numero (Beccaria) Dal punto di vista politico sono orientati ad unazione riformista condotta dal sovrano (dispotismo illuminato) finalizzata al raggiungimento della massima felicità per il maggior numero (Beccaria) Manca però in loro lapproccio per classi sociali che caratterizza i fisiocratici e gli economisti classici Manca però in loro lapproccio per classi sociali che caratterizza i fisiocratici e gli economisti classici

70 Ferdinando Galiani ( ): Della moneta (1751); Dialogues sur le commerce des bleds (1769) Valore-utilità, il valore delle merci dipende: -dalla loro utilità (edonistico-soggettiva): attitudine di una cosa a procurarci la felicità - e dalla loro rarità: proporzione tra la quantità di una cosa e luso che se ne vuole fare Il valore non è quindi una proprietà intrinseca delle merci, ma una qualità relativa attribuita dalle scelte dei soggetti economici: Il valore non è quindi una proprietà intrinseca delle merci, ma una qualità relativa attribuita dalle scelte dei soggetti economici: - più utile e meno utile sono voci relative che variano con il vario stato delle persone

71 Ferdinando Galiani ( ): Della moneta (1751); Dialogues sur le commerce des bleds (1769) Lutilità di una merce per un individuo è poi in relazione alle quantità già consumate della stessa merce e inversamente proporzionale a tali quantità (abbozzo di teoria dellutilità marginale decrescente) Lutilità di una merce per un individuo è poi in relazione alle quantità già consumate della stessa merce e inversamente proporzionale a tali quantità (abbozzo di teoria dellutilità marginale decrescente) Valore come rapporto soggettivo e razionale di sostituzionalità tra i beni: il valore è unidea di possesso duna cosa e quello di unaltra nel concetto di un uomo Valore come rapporto soggettivo e razionale di sostituzionalità tra i beni: il valore è unidea di possesso duna cosa e quello di unaltra nel concetto di un uomo

72 Ferdinando Galiani ( ): Della moneta (1751); Dialogues sur le commerce des bleds (1769) Valore-fatica: riguarda il valore di offerta delle merci Valore-fatica: riguarda il valore di offerta delle merci Il valore di offerta è in relazione alla fatica (penosità) spesa nella loro produzione Il valore di offerta è in relazione alla fatica (penosità) spesa nella loro produzione Il contributo della fatica al valore delle merci dipende dalla sua quantità e dal suo prezzo Il contributo della fatica al valore delle merci dipende dalla sua quantità e dal suo prezzo dalla natura varia dei talenti umani nasce il diverso prezzo delle fatiche dalla natura varia dei talenti umani nasce il diverso prezzo delle fatiche il valore dei talenti si stima nello stesso modo delle merci, sopra i medesimi principi di utilità e rarità il valore dei talenti si stima nello stesso modo delle merci, sopra i medesimi principi di utilità e rarità

73 Ferdinando Galiani ( ): Della moneta (1751); Dialogues sur le commerce des bleds (1769) Il prezzo di mercato: sono regolati dalla domanda e dal consumo della merce dallo struggimento (consumo) si regolano i prezzi Il prezzo di mercato: sono regolati dalla domanda e dal consumo della merce dallo struggimento (consumo) si regolano i prezzi Il prezzo batticuore del denaro: Ciò che si chiama frutto del denaro, quando è legittimo, altro non è che il prezzo del batticuore, linteresse è il prezzo del rischio e dellincomodo dovuti al consegnare una cosa col patto di riavere lequivalente, tale che ci sia uguagliamento tra il denaro presente e quello lontano nel tempo, a causa del rischio due somme consegnate in tempi diversi differiscono del frutto del denaro Il prezzo batticuore del denaro: Ciò che si chiama frutto del denaro, quando è legittimo, altro non è che il prezzo del batticuore, linteresse è il prezzo del rischio e dellincomodo dovuti al consegnare una cosa col patto di riavere lequivalente, tale che ci sia uguagliamento tra il denaro presente e quello lontano nel tempo, a causa del rischio due somme consegnate in tempi diversi differiscono del frutto del denaro

74 Ferdinando Galiani ( ): Della moneta (1751); Dialogues sur le commerce des bleds (1769) La polemica con i Fisiocratici: La polemica con i Fisiocratici: secondo Galiani leconomia, nel lungo termine, tende spontaneamente allordine naturale come guidata da una mano suprema secondo Galiani leconomia, nel lungo termine, tende spontaneamente allordine naturale come guidata da una mano suprema nel breve termine essa è però soggetta a malfunzionamenti e distorsioni congiuturali nel breve termine essa è però soggetta a malfunzionamenti e distorsioni congiuturali il laissez faire non è quindi giustificato, in quanto lo Stato ha lobbligo di intervenire per correggere i malfunzionamenti e le congiunture sfavorevoli il laissez faire non è quindi giustificato, in quanto lo Stato ha lobbligo di intervenire per correggere i malfunzionamenti e le congiunture sfavorevoli inoltre non è possibile dettare dei criteri generali per lintervento pubblico in economia, in quanto le misure vanno prese in relazione alle circostanze di ogni tempo e luogo inoltre non è possibile dettare dei criteri generali per lintervento pubblico in economia, in quanto le misure vanno prese in relazione alle circostanze di ogni tempo e luogo

75 La nascita delleconomia politica classica: illuminismo e fisiocrazia LIlluminismo vede il progresso dellumanità correlato allaffermazione della ragione e del sapere scientifico: LIlluminismo vede il progresso dellumanità correlato allaffermazione della ragione e del sapere scientifico: Lottimismo sulle possibilità della ragione risiede nellidea che essa sia una componente propria ed immutabile della natura umana Lottimismo sulle possibilità della ragione risiede nellidea che essa sia una componente propria ed immutabile della natura umana Laffermazione della ragione è quindi affermazione della stessa natura umana Laffermazione della ragione è quindi affermazione della stessa natura umana Tale affermazione dipende, in primo luogo, dallapplicazione dei principi di libertà, uguaglianza e tolleranza Tale affermazione dipende, in primo luogo, dallapplicazione dei principi di libertà, uguaglianza e tolleranza

76 Economia politica e riforme: la scuola fisiocratica.

77 La nascita delleconomia politica classica: illuminismo e fisiocrazia Al centro del programma culturale illuminista cè la pubblicazione dellEncyclopédie (35 volumi, ), che intende raccogliere lintero scibile umano nel più piccolo spazio possibile, ponendo il filosofo al di sopra di questo vasto labirinto Al centro del programma culturale illuminista cè la pubblicazione dellEncyclopédie (35 volumi, ), che intende raccogliere lintero scibile umano nel più piccolo spazio possibile, ponendo il filosofo al di sopra di questo vasto labirinto I fisiocratici francesi costituiscono, tra gli anni 1750 e 1780, la prima vera scuola di pensiero per la scienza economica, essi si inquadrano nel movimento illuminista del XVIII sec. I fisiocratici francesi costituiscono, tra gli anni 1750 e 1780, la prima vera scuola di pensiero per la scienza economica, essi si inquadrano nel movimento illuminista del XVIII sec.

78 La nascita delleconomia politica classica: illuminismo e fisiocrazia François Quesnay ( ) François Quesnay ( ) medico di corte interessato ai problemi dell agricoltura, scrisse diverse voci per l Encyclop é die (Fermiers, 1756; Grains - Hommes – Impôt - Interêt de l Argent, 1757), non tutte pubblicate, attorno alla sua figura si raccolse la scuola dei fisiocratici (Les É conomistes) medico di corte interessato ai problemi dell agricoltura, scrisse diverse voci per l Encyclop é die (Fermiers, 1756; Grains - Hommes – Impôt - Interêt de l Argent, 1757), non tutte pubblicate, attorno alla sua figura si raccolse la scuola dei fisiocratici (Les É conomistes) Altre opere importanti di Quesnay: Altre opere importanti di Quesnay: Tableau é conomique (1758) Tableau é conomique (1758) Maximes g é n é rales du gouvernement é conomique Maximes g é n é rales du gouvernement é conomique d un royaume agricole (1758) Droit Naturel (1765) Droit Naturel (1765) Dialogue du Commerce (1766) Dialogue du Commerce (1766) Physiocratie, ou constitution naturelle du gouvernement Physiocratie, ou constitution naturelle du gouvernement le plus avantageux pour le gendre humain (1768)

79 La fisiocrazia I fisiocratici vedono la ricchezza come capacità della nazione di soddisfare i propri bisogni, cioè ripristinare i fattori impiegati nei processi produttivi e generare un sovrappiù (produit net) I fisiocratici vedono la ricchezza come capacità della nazione di soddisfare i propri bisogni, cioè ripristinare i fattori impiegati nei processi produttivi e generare un sovrappiù (produit net) Il ciclo produttivo comporta lanticipazione di spese (avances): Il ciclo produttivo comporta lanticipazione di spese (avances): Avances souveraines (spese per infrastrutture territoriali) Avances souveraines (spese per infrastrutture territoriali) Avances foncières (spese per miglioramenti fondiari, edifici) Avances foncières (spese per miglioramenti fondiari, edifici) Avances primitives (spese per macchinari, attrezzi, bestiame) Avances primitives (spese per macchinari, attrezzi, bestiame) Avances annuelles (spese per materiali, salari, anticipazioni monetarie) Avances annuelles (spese per materiali, salari, anticipazioni monetarie) Il prodotto netto è ciò che resta della produzione lorda dopo che sono state ripristinate le anticipazioni Il prodotto netto è ciò che resta della produzione lorda dopo che sono state ripristinate le anticipazioni

80 La fisiocrazia A livello dellintera nazione sono le attività primarie (agricoltura, attività estrattive) che forniscono gli alimenti a tutta la popolazione e le materie prime per le attività manifatturiere e commerciali A livello dellintera nazione sono le attività primarie (agricoltura, attività estrattive) che forniscono gli alimenti a tutta la popolazione e le materie prime per le attività manifatturiere e commerciali Nella sua forma materiale il prodotto netto è pertanto leccedenza del settore primario che consente lo svolgimento delle altre attività ed il nutrimento della popolazione in esse impiegata Nella sua forma materiale il prodotto netto è pertanto leccedenza del settore primario che consente lo svolgimento delle altre attività ed il nutrimento della popolazione in esse impiegata La ricchezza della nazione risiede pertanto nella capacità del settore primario di produrre questo surplus La ricchezza della nazione risiede pertanto nella capacità del settore primario di produrre questo surplus

81 La problematica del Tableau Quesnay identificò 3 distinte classi sociali: Quesnay identificò 3 distinte classi sociali: (1) la classe produttiva (imprenditori agricoli e braccianti) (2) la classe dei proprietari (landlords) (3) la classe sterile (artigiani e mercanti)

82 La fisiocrazia Per i fisiocratici la divisione della società in classi si attua in relazione alle funzioni esercitate nel sistema economico-produttivo Per i fisiocratici la divisione della società in classi si attua in relazione alle funzioni esercitate nel sistema economico-produttivo La classe dei produttori è formata dagli agricoltori e dalla popolazione impegnata nelle altre attività primarie: La classe dei produttori è formata dagli agricoltori e dalla popolazione impegnata nelle altre attività primarie: la sua funzione è di generare il prodotto netto la sua funzione è di generare il prodotto netto

83 La fisiocrazia La classe dei proprietari è formata dai proprietari che vivono della rendita dei terreni (nobiltà, clero): La classe dei proprietari è formata dai proprietari che vivono della rendita dei terreni (nobiltà, clero): la sua funzione è di favorire la circolazione e la redistribuzione del prodotto netto (classe distributiva) la sua funzione è di favorire la circolazione e la redistribuzione del prodotto netto (classe distributiva) La classe sterile è formata dalla popolazione impegnata nelle attività secondarie e terziarie (manifatture, commercio, professioni, pubblica amministrazione, ecc.): La classe sterile è formata dalla popolazione impegnata nelle attività secondarie e terziarie (manifatture, commercio, professioni, pubblica amministrazione, ecc.): la definizione sterile è dovuta al fatto che essa si limita a consumare o trasformare il prodotto netto delle attività primarie, senza ottenere quantità fisiche di materia aggiuntive la definizione sterile è dovuta al fatto che essa si limita a consumare o trasformare il prodotto netto delle attività primarie, senza ottenere quantità fisiche di materia aggiuntive

84 Il Tableau économique (1758) Alla base del Tableau vi è l idea di giustizia distributiva, formulata in termini matematici Alla base del Tableau vi è l idea di giustizia distributiva, formulata in termini matematici anche il concetto di giustizia commutativa è fondamentale per il processo delle transazioni di scambio descritte nel Tableau anche il concetto di giustizia commutativa è fondamentale per il processo delle transazioni di scambio descritte nel Tableau Influenza della Scolastica ma anche emancipazione da essa Influenza della Scolastica ma anche emancipazione da essa Rivendicazione dell importanza del settore agricolo, il solo in grado di produrre un sovrappi ù o prodotto netto Rivendicazione dell importanza del settore agricolo, il solo in grado di produrre un sovrappi ù o prodotto netto Descrive flussi monetari e di merci Descrive flussi monetari e di merci

85 Astrazioni fondamentali Agricoltura pienamente di mercato Agricoltura pienamente di mercato Flussi commerciali pienamente liberi Flussi commerciali pienamente liberi Prezzi costanti Prezzi costanti

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87 Distribuzione di 5 miliardi di livres (derivanti da una anticipazione iniziale di 2 md di livres) Classe produttiva C lasse proprietaria Classe sterile Classe produttiva C lasse proprietaria Classe sterile 2 md 2 md 1 md 2 md 2 md 1 md (avances annuales) (prodotto netto) (capitale di esercizio) 1 md (alla classe 1 md (alla classe produttiva) in cambio di prodotti agricoliin cambio di prodotti di lusso sterile) in cambio di prodotti agricoli in cambio di manufatti in cambio di prodotti agricoli in cambio di manufatti 1md1 md 1md1 md 1 md in cambio di materie prime 1 md in cambio di materie prime _________________ _________________ 2 md 1 md 2 md 1 md per riavviare il ciclo

88 LA SCUOLA FISIOCRATICA, TURGOT Anne Robert Jacques Tourgot ( ) Anne Robert Jacques Tourgot ( ) PONTE TRA SCUOLA FISIOCRATICA E SCUOLA CALSSICA INGLESE PONTE TRA SCUOLA FISIOCRATICA E SCUOLA CALSSICA INGLESE Funzionario dellamministrazione dello Stato, collaboratore allEncyclopedie (voci: Foire, Fondation, 1757) ministro delle finanze tra il 1774 ed il 1776 Funzionario dellamministrazione dello Stato, collaboratore allEncyclopedie (voci: Foire, Fondation, 1757) ministro delle finanze tra il 1774 ed il 1776 Opera diverse riforme di spirito liberale, tra cui la liberalizzazione del mercato interno ed estero dei grani Opera diverse riforme di spirito liberale, tra cui la liberalizzazione del mercato interno ed estero dei grani Tra le sue opere: Réflexions sur la formation et la distribution des richesses, 1766 Tra le sue opere: Réflexions sur la formation et la distribution des richesses, Analisi microeconomica 2. Visione sociologica più raffinata

89 Adam Smith: dalla teoria dei sentimenti morali alla Ricchezza delle nazioni

90 Adam Smith ( ) nasce a Kirkcaldy (vicino a Edimburgo) 1737 – studia filosofia morale allUniversità di Glasgow, dove è allievo di Francis Hutcheson 1740/1746 – cacciato da Glasgow per aver letto un libro di Hume, completa gli studi a Oxford 1748/1751 – tiene lezioni di letteratura inglese e retorica a Edimburgo 1751 – è professore di logica allUniv. di Glasgow, dove prende la cattedra di Filosofia Morale appartenuta ad Hutcheson (1752) 1759 – pubblica Theory of Moral Sentiments 1763 – abbandona linsegnamento, diventa precettore del giovane Duca di Buccleuch che accompagna in un lungo viaggio in Europa, dove entra in contatto diretto con il pensiero illuminista 1764 – inizia a scrivere in Francia la Wealth, a cui si dedicherà esclusivamente al suo ritorno in Scozia nel – pubblica An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations 1778 – viene nominato Commissario delle Dogane di Edimburgo dove muore nel 1790

91 ADAM SMITH LA DIVISIONE DEL LAVORO Il lavoro è origine della ricchezza e la divisione del lavoro è causa della sua crescita Il lavoro è origine della ricchezza e la divisione del lavoro è causa della sua crescita La divisione del lavoro ne aumenta la produttività, ciò è dovuto a: La divisione del lavoro ne aumenta la produttività, ciò è dovuto a: laumento della destrezza dei lavoratori nelle loro mansioni specifiche laumento della destrezza dei lavoratori nelle loro mansioni specifiche il risparmio nei tempi morti necessari a passare da unoccupazione ad unaltra il risparmio nei tempi morti necessari a passare da unoccupazione ad unaltra il favorire linnovazione tecnologica e la meccanizzazione dei processi produttivi il favorire linnovazione tecnologica e la meccanizzazione dei processi produttivi il favorire la specializzazione del lavoro intellettuale, quindi la ricerca scientifica e tecnologica il favorire la specializzazione del lavoro intellettuale, quindi la ricerca scientifica e tecnologica La divisione del lavoro nasce dalle attitudini sociali degli uomini, nel loro cercare di soddisfare i propri bisogni attraverso gli altri e con lo scambio La divisione del lavoro nasce dalle attitudini sociali degli uomini, nel loro cercare di soddisfare i propri bisogni attraverso gli altri e con lo scambio La divisione del lavoro è limitata dallampiezza dei mercati e si intensifica con lallargamento di questi e con levoluzione stessa della società La divisione del lavoro è limitata dallampiezza dei mercati e si intensifica con lallargamento di questi e con levoluzione stessa della società Strumenti di allargamento dei mercati: trasporti e comunicazioni, credito e finanza (mezzi di pagamento), la crescita stessa della produzione Strumenti di allargamento dei mercati: trasporti e comunicazioni, credito e finanza (mezzi di pagamento), la crescita stessa della produzione

92 ADAM SMITH DIVISIONE DEL LAVORO E CRESCITA La divisione del lavoro innesca la crescita, questa si concretizza in un movimento ascendente senza fine Divisione del lavoro Aumento della produttività Crescita della produzione Allargamento del mercato Divisione del lavoro Aumento della produttività Crescita della produzione Allargamento del mercato Divisione del lavoro

93 I temi Smithiani ORIGINE DELLA MONETA E VALORE DELLE MERCI VALORE E PREZZI DELLE MERCI PARTI COSTITUENTI IL VALORE DELLE MERCI RICCHEZZA E PROCESSO DI ACCUMULAZIONE CLASSI SOCIALI E DISTRIBUZIONE DEL REDDITO CLASSI SOCIALI E DISTRIBUZIONE DEL REDDITO PREZZO NATURALE DELLE MERCI E RUOLO REGOLATORE PREZZO NATURALE DELLE MERCI E RUOLO REGOLATORE DEL MERCATO DEL MERCATO PADRE DEL LIBERISMO E DELLA SCIENZA ECONOMICA MODERNI PADRE DEL LIBERISMO E DELLA SCIENZA ECONOMICA MODERNI

94 Dopo Smith: Malthus, Say, Sismondi

95 Filone micro (equilibrio concorrenziale individualistico) Filone macro (teoria del sovrappiù) J. Bentham (1780- Utilitarismo) J-B. Say (1803– Legge di Say) D. Ricardo (1817) SMITH (1776) Godwin (1793) Condorcet (1794) ottimismo sociale T.R. Malthus (1798 – principio di popolazione) FILONE ILLUMINISTA In opposizione Dopo Smith

96 FILONE POST-SMITHIANO (MICRO) Jeremy Bentham – Utilitarismo Introduction to the Principles of Morals (1780) Lazione umana è guidata: dalla ricerca del piacere e dal rifuggire le pene (edonismo) dal prevalere dellinteresse personale su quello del prossimo (egoismo) Principio di utilità (proprietà di un oggetto di procurare beneficio, vantaggio, piacere, bene ed evitare il contrario) Introduce lidea di misurare lutilità e abbozza quella di utilità marginale Jean Baptiste Say – legge degli sbocchi o dei mercati (1803) Lofferta crea sempre la propria domanda Uguaglianza tra gli aggregati della produzione e del reddito Le merci prodotte generano un potere dacquisto pari al proprio valore La produzione è sempre destinata a generare la propria domanda Impossibilità della crisi da eccesso di produzione

97 FILONE ILLUMINISTA Le magnifiche sorti e progressive Godwin (Enquiry Concerning Political Justice ) La società e le sue istituzioni corrotte sono causa del male Il progresso dovrà portare un rinnovamento sociale in cui il principio di benevolenza provveda ad una distribuzione della ricchezza a seconda delle reali necessità Condorcet (Esquisse dun Tableau Historique des Progrès de lEsprit Humain ) Visione della storia come un progresso continuo guidato da una sorta di meccanica dello sviluppo Fiducia nellinfinita perfettibilità delluomo Universalismo dei diritti politici, realizzazione di una sostanziale eguaglianza sociale

98 MALTHUS IL PRINCIPIO DI POPOLAZIONE Thomas Robert Malthus (1766 – 1834) An Essay on the Principle of Population, as it affects the Future Improvement of Society, with remarks on the Speculations of Mr Godwin, M. Condorcet, and other writers (1798) La popolazione tende a crescere in modo esponenziale La produzione di beni di sussistenza può crescere solo in progressione aritmetica La scarsità di beni di sussistenza è ineludibile, pertanto la crescita di popolazione è soggetta a meccanismi autoregolatori: Freni positivi: guerre, carestie, pestilenze, mortalità infantile Freni preventivi: moralmente inaccettabili: concubinato, contraccezione moralmente accettabili: castità, dilazione età matrimoniale

99 MALTHUS, NEGAZIONE DELLE MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE I mali dellumanità non trovano quindi origine in rimediabili distorsioni dellorganizzazione sociale, ma nei meccanismi malthusiani di autoregolazione della crescita demografica Rimedio: Applicazione di misure di contenimento preventive moralmente accettabili Conseguenze politiche: Consenso alle Corn Laws (leggi protezionistiche sul grano) che contribuiscono ad incrementare la produzione agricola Opposizione ai sussidi ai poveri (sistema delle Poor Law, abolito nel 1834), che determinano distorsioni degli equilibri demografici

100 David Ricardo: valore-lavoro, distribuzione della ricchezza, teoria dei vantaggi comparati.

101 DAVID RICARDO 1772, Nasce a Londra da una famiglia ebrea proveniente dallOlanda In gioventù viene mandato in Olanda a fare lagente di cambio, come il padre Sposa una quacchera e si converte al cristianesimo , accumula una grande fortuna con le speculazioni di borsa e sui titoli di Stato 1809, inizia a scrivere di economia politica 1817, pubblica la prima edizione di Principles of Political Economy and Taxation 1819, diventa deputato 1823, muore improvvisamente

102 TEORIE RICARDIANE La formulazione delle teorie ricardiane ha come sfondo il dibattito sulle New Corn Laws (1816) e, più in generale, la problematica del modello di sviluppo nazionale inglese: mantenimento di uneconomia agricola o accelerazione del processo di industrializzazione? Protagonisti di tale dibattito nei primi decenni del 1800 furono Ricardo e Malthus Aspetti salienti del pensiero ricardiano: Rendita Differenziale della terra Valore Normale di scambio delle merci (valore-lavoro) Salario Normale e distribuzione del reddito (profitto come reddito residuale) Vantaggi comparati nel commercio estero La tomba di Ricardo a St. Nicholas' Churchyard, Hardenhuish, Wiltshire, England.

103 DAVID RICARDO, LA RENDITA DIFFERENZIALE I terreni hanno diversa fertilità (sono più o meno fertili) Per rispondere alla domanda di grano, vengono coltivati dapprima i terreni più fertili (quelli che a parità di tecnica producono di più) Con laumento della domanda di grano, ed il conseguente rialzo del prezzo, vengono coltivati dei terreni sempre meno fertili (quelli che a parità di tecnica producono sempre meno) A parità di tecnica il costo del lavoro e del capitale investiti nella produzione sono costanti Il prezzo vendita del prodotto è uguale per tutti i terreni La diversa produttività dei terreni si traduce pertanto in un differenziale di reddito netto, che è il più alto nel terreno coltivato più fertile di tutti e decresce progressivamente fino ad essere nullo nel terreno coltivato meno fertile Tale differenziale si tramuta interamente in rendita, perché la concorrenza tra i capitali produttivi per accaparrarsi le terre più fertili schiaccia i profitti al livello di quelli che si ottengono sul terreno coltivato meno fertile

104 A B C …. = terre sempre meno fertili L = numero dei lavoratori Cap. = capitali anticipati 10 q. di grano = salario annuale di ogni lavoratore 300 q. di grano = prodotto lordo che si vuole ottenere da ogni tipo di terra CapPNProfittoSaggio Profitto % Rendita diff A /200=500 B /210=430 A (200*43)/ C /220=360 B (210*36)/ A ( 200*36)/ L

105 DAVID RICARDO, RENDITA DIFFERENZIALE E PROFITTO Il grafico mostra landamento (in termini di grano totale) del monte dei profitti e di quello delle rendite allaumento della terra coltivata grano profitti rendite terra

106 DAVID RICARDO, IL VALORE-LAVORO Il punto di partenza della teoria ricardiana del valore è la critica allo schema smithiano secondo cui: prezzo o valore normale di scambio = salari + profitti + rendite valore lavoro comandato > valore lavoro contenuto Secondo Ricardo lutilità è un elemento di base del valore, ma non determina il valore (è condizione necessaria ma non sufficiente) I beni dotati di utilità traggono il loro valore da altri due elementi: la rarità il lavoro necessario a produrle

107 Le merci il cui valore di scambio è in prevalenza determinato dalla rarità non rappresentano che una piccola parte dei beni scambiabili Le merci il cui valore di scambio è in prevalenza determinato dalla rarità non rappresentano che una piccola parte dei beni scambiabili (sono appunto delle rarità perché sono scarsamente riproducibili con il lavoro e poco soggette alla concorrenza di mercato) La grande maggioranza delle merci scambiabili sono invece riproducibili con il lavoro e su di esse la concorrenza opera senza restrizione La grande maggioranza delle merci scambiabili sono invece riproducibili con il lavoro e su di esse la concorrenza opera senza restrizione In questo caso i valori normali di scambio (o prezzi relativi) delle merci dipendono dalle quantità di lavoro necessarie a produrli: In questo caso i valori normali di scambio (o prezzi relativi) delle merci dipendono dalle quantità di lavoro necessarie a produrli: Se A = 2 giornate di lavoro e B = 1 giornata, allora A = 2B Se A = 2 giornate di lavoro e B = 1 giornata, allora A = 2B DAVID RICARDO, IL VALORE-LAVORO

108 DAVID RICARDO, MERCI RIPRODUCIBILI A COSTI CRESCENTI Vi sono delle merci che sono riproducibili solo con quantità di lavoro crescenti (a costi crescenti), tra queste ci sono le derrate agricole In questo caso, a causa dellunicità del prezzo di mercato, il valore normale di scambio è determinato da quella parte di merci che hanno richiesto i maggiori costi, ovvero le maggiori quantità di lavoro Di conseguenza quella parte di merci prodotte con quantità di lavoro più basse beneficiano di un surplus netto differenziale Di questo surplus non si avvantaggiano i capitalisti perché, essendo in competizione per luso dei fattori scarsi, vedono i loro profitti allinearsi ai livelli più bassi Il surplus netto differenziale si traduce pertanto in rendita

109 DAVID RICARDO, IL SALARIO Il salario normale è dato dal prezzo dei viveri indispensabili al mantenimento delloperaio e della sua famiglia Detto salario normale non è tuttavia sempre dato dalla stessa quantità di beni e servizi per ogni epoca ed in ogni luogo, esso varia in ragione del tenore normale di vita della classe lavoratrice del paese e dellepoca considerati Un aumento durevole del salario al sopra del livello normale determina un aumento della procreazione, quindi della popolazione lavoratrice e infine dellofferta di lavoro, cui consegue un abbassamento del salario stesso e viceversa (legge bronzea dei salari) Il salario reale è dato dalla quantità di beni che loperaio può effettivamente acquistare, il salario nominale è invece il valore del salario espresso in moneta Se i prezzi di mercato dei beni di sussistenza aumentano, affinché i salari reali restino costanti è necessario che i salari nominali aumentino nella stessa proporzione dei prezzi di mercato dei beni

110 DAVID RICARDO, IL PROFITTO Il valore normale di scambio delle merci è dato dalla quantità di lavoro in esse contenuto Il salario è la retribuzione del fattore lavoro, stabilito al livello normale dai bisogni di sussistenza del lavoratore Il profitto pertanto altro non è che un reddito residuale, dato dalla differenza tra il valore di scambio delle merci ed il costo sostenuto per la produzione (salario) Due conseguenze: Il rincaro dei beni di sussistenza determina un rialzo dei salari nominali che pertanto si traduce in una erosione dei profitti: per favorire i profitti occorre pertanto che il prezzo dei beni di sussistenza sia mantenuto basso, o importandoli a basso prezzo o sviluppando delle tecnologie per produrli a minor costo Il valore normale delle merci è dato dal loro costo di produzione (e in ultima analisi dal lavoro), in regime di mercato perfetto infatti la concorrenza tra i produttori tende a far livellare i prezzi delle merci e con essi i profitti

111 DAVID RICARDO, IL VALORE ASSOLUTO Ricardo osserva che aumentando il livello generale dei salari: Il valore relativo delle merci prodotte con limpiego di molti macchinari e poco lavoro diminuisce rispetto alle merci prodotte con pochi macchinari e molto lavoro Ciò perché il lavoro contenuto nei macchinari vi è stato incorporato ad un costo più basso Pertanto il grado di variazione dei prezzi relativi delle merci rispetto ad una variazione dei salari dipende anche dal rapporto tra lammontare del capitale fisso e lintero capitale impiegato Una conseguenza è che la teoria del valore-lavoro non è in grado di spiegare in ogni circostanza la formazione del valore di scambio ed i prezzi relativi delle merci

112 DAVID RICARDO, IL VALORE ASSOLUTO Occorre perciò passare dal valore normale (relativo) al valore assoluto, trovare cioè una merce tipo che sia misura invariabile del valore, perché prodotta in condizioni assolutamente medie rispetto allintero sistema Occorre perciò passare dal valore normale (relativo) al valore assoluto, trovare cioè una merce tipo che sia misura invariabile del valore, perché prodotta in condizioni assolutamente medie rispetto allintero sistema Una merce simile non esiste; sul piano formale, secondo Ricardo tale merce deve essere ottenuta in condizioni intermedie tra due estremi: Una merce simile non esiste; sul piano formale, secondo Ricardo tale merce deve essere ottenuta in condizioni intermedie tra due estremi: tra una merce prodotta con solo lavoro in un periodo brevissimo (1 giorno) tra una merce prodotta con solo lavoro in un periodo brevissimo (1 giorno) e una merce prodotta con sole macchine in un periodo lunghissimo e una merce prodotta con sole macchine in un periodo lunghissimo il periodo medio indicato da Ricardo dovrebbe essere di 1 anno il periodo medio indicato da Ricardo dovrebbe essere di 1 anno

113 DAVID RICARDO, VANTAGGI COMPARATI NEL COMMERCIO ESTERO Le condizioni di produzione di una unità di panno e di una unità di vino in Inghilterra e Portogallo sono le seguenti 1U panno (uomini)1U vino (uomini) totale (uomini) Inghilterra Portogallo Ogni paese ha interesse a specializzarsi e anche che laltro paese si specializzi nel prodotto per il quale gode dei migliori vantaggi comparati: vino per il Portogallo, panno per lInghilterra Se il Portogallo produce 2 unità di vino (invece di 1 di vino e 1 di panno) e poi scambia 1 unità di vino con 1 unità di panno prodotta dallInghilterra, ottiene 1 unità di vino e 1 unità di panno spendendo 160 giornate di lavoro anziché 170 Se lInghilterra produce 2 unità di panno e poi ne scambia una con una unità di vino prodotta dal Portogallo, ottiene 1 unità di vino e 1 unità di panno con 200 giornate di lavoro anziché 210

114 Karl Marx: la critica all'economia politica.

115 LECONOMIA POLITICA CLASSICA DOPO SMITH Teorie dellArmonia Economica (anni 50-60) Teorie dellArmonia Economica (anni 50-60) CRITICA ALLECONOMIA POLITICA CLASSICA SMITH (1776) Soggetti economici come classi sociali (macro) Soggetti economici come individui (micro) MARX (1867) - Sintesi - John Stuart Mill (1848 – 1863) Ricardiani e Socialisti Ricardiani (anni 20-30) Ricardiani e Socialisti Ricardiani (anni 20-30) GB - Anti-Ricardiani (anni 20-30) GB - Anti-Ricardiani (anni 20-30) F - Cournot (1838), Dupuit (1844) F - Cournot (1838), Dupuit (1844) D – Von Thünen (1826), Gossen (1854) D – Von Thünen (1826), Gossen (1854) Romanticismo Tedesco - rifiuto del liberismo economico e del liberalismo politico (primo 800) F. List (1841) Scuola storica (anni 40-50) RICARDO (1817) Utilitarismo (1780) Utilitarismo (1780) J-B Say (1803) J-B Say (1803)

116 IL PENSIERO SOCIALISTA PRIMA DI MARX Saint Simon ( ), mistica della società tecnocratica Saint Simon ( ), mistica della società tecnocratica Godwin (1793) Godwin (1793) Owen ( ), cooperativismo tecnologico gerontocratico Owen ( ), cooperativismo tecnologico gerontocratico SOCIALISMO LIBERTARIO (liberazione dallalienazione) SOCIALISMO ORGANICISTA (liberazione dallo sfruttamento) UTOPIE DELLE LIBERTA UTOPIE DELLORDINE (More, Campanella, Gesuiti) MOVIMENTO OPERAIO Fourier ( ), comunitarismo naïf Fourier ( ), comunitarismo naïf

117 IL SOCIALISMO IN ECONOMIA PRIMA DI MARX Sismondi ( ): rifiuto della legge di Say e del laissez-faire, ruolo redistributivo dello Stato, spazio per limpresa famigliare (agricoltura, artigianato, piccola industria) Proudhon ( ): abolizione eccessi proprietà privata, rifiuto dello statalismo, auto-regolamentazione sociale, no lotta di classe, credito gratuito per facilitare forme di accumulazione nella classe lavoratrice Rodbertus ( ): forte intervento statale per la riduzione delle disuguaglianze sociali (tramite tassazione e prezzi istituzionalizzati), uso della teoria Ricardiana del valore per dimostrare lo sfruttamento del lavoro, rifiuto della legge di Say Socialisti Ricardiani (anni 20 e 30): uso della teoria Ricardiana del valore per dimostrare lo sfruttamento del lavoro, rifiuto della legge di Say

118 VITA DI KARL MARX 1818, nasce a Treviri (Germania) da una famiglia borghese ebrea Segue studi filosofici a Berlino e a Bonn e aderisce allhegelismo fin dal 1837 Dopo gli studi di dottorato a Jena (1841), scrive per e dirige una rivista radicale di Colonia che viene soppressa 1844, incontra Friedrich Engels e aderisce al comunismo 1847, si trasferisce a Parigi dove scrive contro il socialismo utopistico e anarchico di Proudhon (Misère de la Philosophie) 1848, espulso dalla Francia ripara a Bruxelles, da dove lancia con Engels il Manifesto del Partito Comunista, una teoria del crollo del capitalismo espulso dal Belgio, torna a Parigi, poi a Colonia dove fonda un giornale, ma finisce esule a Londra nel 1849 a Londra, vivendo in condizioni di precarietà economica per circa 20 anni, si dedica allattività politica nellambito dellinternazionale operaia contemporaneamente avvia unimponente critica e ricostruzione delleconomia politica che culmina nella pubblicazione de Il Capitale (1867) muore nel 1883, i volumi 2° e 3° de Il Capitale saranno pubblicati postumi nel 1884 e nel 1894

119 ELEMENTI DEL PENSIERO DI MARX UTOPIA SOCIALISTA UTOPIA SOCIALISTA ECONOMIA POLITICA CLASSICA ECONOMIA POLITICA CLASSICA STORICISMO STORICISMO IDEALISMO IDEALISMO MATERIALISMO STORICO SOCIALISMO SCIENTIFICO

120 MARX CRITICA DELLECONOMIA POLITICA La-storicità e lastrattismo dellanalisi classica sulle categorie economiche ha determinato degli errori di fondo: Incapacità di cogliere la reale natura del profitto e del capitale Lanalisi classica si focalizza sulla determinazione della grandezza del profitto, tralasciandone le origini sociali (sfruttamento del lavoro) Incapacità di distinguere la dimensione tecnologica del capitale da quella sociale Il capitale è prima di tutto un rapporto sociale e non semplicemente linsieme dei mezzi di produzione Incapacità di riconoscere lo sfruttamento del lavoro come fondamento del modo di produzione capitalistico Lanalisi classica tende a focalizzarsi sui rapporti di scambio e non su quelli di produzione

121 MARX GENESI DELLE CATEGORIE ECONOMICHE Lanalisi marxista ha come oggetto la genesi delle categorie economiche (analisi storico-genetica o storico-dialettica) Lo scopo è definire la produzione come espressione di una formazione sociale storicamente determinata (Modo di Produzione) Soc. PrimitivaSoc. AnticaSoc. FeudaleSoc. Capitalista Comunismo Primitivo MdP SchiavistaMdP ServileMdP Capitalista Ogni modo di produzione si caratterizza per: Livello delle forze produttive (tecnologia) Organizzazione sociale (classi) Relazioni economiche (rapporti di produzione, distribuzione del reddito, ecc…)

122 MARX FORZA-LAVORO COME MERCE Leconomia politica classica, mancando di approccio storico, non ha compreso la reale natura del capitalismo Lerrore di base dei classici è di non aver saputo distinguere tra lavoro e forza- lavoro La forza-lavoro è la capacità umana di produrre lavoro, questa capacità può essere scambiata come una merce La peculiarità del modo di produzione capitalistico è proprio limpiego della forza-lavoro alla stregua di una merce Nello schiavismo non cè mercato della forza-lavoro, ma mercato degli schiavi (luomo stesso è una merce) Nella società feudale il lavoratore è pertinenza della terra (è legato alla terra) Nella soc. capitalista il lavoratore è un libero cittadino che per procurarsi la sussistenza offre sul mercato la propria forza-lavoro come una merce

123 MARX PLUS-VALORE Lacquirente della forza-lavoro è il capitalista, egli paga il valore di scambio della merce forza-lavoro per appropriarsi del suo valore duso. Il valore di scambio della merce forza-lavoro è il salario. Il salario corrisponde al valore dei beni necessari a rigenerare la forza-lavoro del lavoratore nel suo contesto storico-sociale. Come in Ricardo è un salario di sussistenza (svincolato dallidea di produttività). Il valore duso della forza-lavoro è data dal suo impiego nel processo produttivo. Tale impiego avviene solo se valore di scambio delle merci generate è superiore al valore di scambio della forza-lavoro e delle altre merci impiegate. La differenza tra il valore di scambio della forza-lavoro ed il valore che il capitalista ricava dal suo uso costituisce il PLUS-VALORE.

124 MARX IL CAPITALE Le fasi della creazione del plus-valore sono due: Processo di circolazione: il capitalista trasforma le sue merci in denaro vendendole sul mercato, e trasforma il denaro ottenuto in altre merci produttive e forza-lavoro acquistandole; Processo lavorativo: realizza il consumo produttivo delle merci e della forza- lavoro acquistata generando plus-valore. DenaroMerci+Merci+Denaro+Merci++Merci … Circolazione … Lavorazione …Circolazione ………….. Lavorazione … Circolazione …… Secondo Marx il capitale non è un dato stock di merci produttive (macchinari, materie prime). Il capitale è un valore che, grazie allo sfruttamento del lavoro, prende via, via le sembianze di denaro, merci, altre merci, altro denaro, ecc…, in un movimento di accumulazione a spirale senza fine. Laccumulazione capitalista trae origine da un processo iniziale (accumulazione originaria), che Marx individua storicamente in Età Moderna quando i contadini, espropriati dei loro mezzi di sussistenza con limposizione delle chiudende, si videro costretti a emigrare nei centri urbani e ad impiegarsi nelle manifatture ++Denaro

125 MARX, LIVELLO SUPERFICIALE E LIVELLO PROFONDO DEL CAPITALISMO Capitale costante (c): quella parte del capitale costituita da stock di merci da impiegarsi nei processi produttivi; costituito pertanto da lavoro già cristallizzato in merci il cui valore è dato; Capitale variabile (v): destinato a compensare limpiego di forza-lavoro (salari) e a generare plus-valore; destinato pertanto ad accrescere il valore complessivo del capitale; Doppio livello del capitalismo: superficiale, apparente mercati, scambi, prezzi; profondo, nascosto valore, plus-valore, sfruttamento del lavoro;

126 MARX LA CREAZIONE DEL PLUS-VALORE Forme di creazione del plus-valore: Plus-valore assoluto: si ottiene dalla differenza tra la lunghezza della giornata lavorativa e le ore necessarie a ripagare i mezzi per il sostentamento quotidiano del lavoratore; Plus-valore relativo: si ottiene intensificando lo sfruttamento della forza-lavoro a parità di ore lavorate (accelerando i ritmi di lavoro, introducendo nuove macchine, ecc.); Lo sfruttamento del lavoro è un dato di fatto del sistema. Saggio di plus-valore = plusvalore/salari = pv/v Saggio di profitto = plusvalore/capitale totale = pv/(c+v) Composizione organica del capitale = c/v Saggio di profitto = (pv/v) / [(c/v)+1]

127 MARX LEGGI DI MOVIMENTO E CRISI DEL CAPITALISMO (I) Saggio di profitto = (pv/v) / [(c/v)+1] Contraddizione interna del sistema capitalista: Per ottenere un saggio di plusvalore più alto il capitalista accresce la composizione organica del capitale, ma ciò determina una caduta tendenziale del saggio di profitto Lagire di ogni capitalista per il proprio interesse, conduce ad una generalizzata caduta dei profitti La tendenziale caduta del tasso di profitto è una delle leggi di movimento del sistema capitalista, essa è contrastata da: Diminuzione del costo degli elementi del capitale costante (per maggior produttività del lavoro) Crescita della disoccupazione tecnologica Diminuzione del costo degli elementi del capitale costante e variabile per gli effetti del commercio con lestero Concentrazione della produzione, economie di scala, formazione di monopoli e oligopoli

128 MARX LEGGI DI MOVIMENTO E CRISI DEL CAPITALISMO (II) La tendenziale caduta del tasso di profitto ed i suoi correttivi determinano le altre leggi di movimento del sistema capitalista: Miseria crescente della classe operaia: aumentando la meccanizzazione dei processi produttivi, la quota salari diminuisce, i bisogni crescono più rapidamente dei salari, si accresce lassoggettamento dei lavoratori ai processi produttivi, aumenta la disoccupazione Progressivo aggravarsi delle crisi cicliche: per superare ogni crisi il capitalismo deve incrementare il capitale immesso nel sistema produttivo, cosicché ogni crisi è più pesante della precedente e le oscillazioni cicliche sempre più forti Inasprirsi della concorrenza allinterno del sistema, con selezione delle imprese, concentrazione produttiva e creazione di monopoli Linsieme delle leggi di movimento del capitalismo ne provocano, in Marx, la crisi finale. I monopoli capitalisti esistenti facilitano lappropriazione collettiva dei mezzi di produzione e lavvio di un sistema pianificato, dove ciascuno riceve una remunerazione direttamente proporzionale al lavoro prestato. E il socialismo, prima fase del comunismo

129 MARX LA TRASFORMAZIONE DEI VALORI IN PREZZI (I) Secondo Marx le merci si scambiano ai prezzi di produzione e non secondo i loro valori di produzione; ponendo r = saggio di profitto medio, abbiamo che: c + v + pv = valore di produzione (c + v)(1+r) = prezzo di produzione Il prezzo di produzione è dato dal valore complessivo del capitale speso e dal suo profitto valutato al saggio medio Per Marx, prezzi di scambio e valori di produzione divergono a causa della diversa composizione organica (c/v) del capitale impiegato nella produzione delle merci Ma, secondo Marx, a livello dellintero aggregato economico valori e prezzi avrebbero dovuto coincidere In questo caso il saggio di profitto medio dovrebbe poter essere calcolato sulla base della composizione del capitale e del plusvalore aggregato I prezzi potrebbero quindi essere determinati applicando il saggio di profitto medio ai costi di produzione, dando così luogo alla trasformazione dei valori in prezzi e risolvendo il problema ricardiano del valore assoluto

130 MARX LA TRASFORMAZIONE DEI VALORI IN PREZZI (II) Marx immagina uneconomia a 3 settori: settoricvpvValore (c+v+pv) Prezzo (c+v)(1+r) I II III Totale Saggio di plus-valore = pv/v = 100% Saggio di profitto medio = r = pv/v / (c+v)/v = 100/ 240/60+1 = 20% Nella tavola la somma dei valori (Totale) è uguale alla somma dei prezzi, cè quindi eguaglianza tra i due aggregati Inoltre, secondo Marx, la tavola dimostrerebbe come i settori a maggior dotazione organica di capitale assorbano plusvalore, sotto forma di profitto, dai settori a minor dotazione organica (lavoro morto che sfrutta il lavoro vivo) In realtà Marx applica il saggio di profitto a dei valori e non a dei prezzi, cosicché il problema della trasformazione resta irrisolto: il tentativo di portare in superficie la natura profonda del capitalismo è fallito


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