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WILLIAM STANLEY JEVONS Liverpool 1835, Hastings 1882. Economista e filosofo inglese, studiò chimica e matematica a Londra. Nel 1853 andò in Australia per.

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1 WILLIAM STANLEY JEVONS Liverpool 1835, Hastings Economista e filosofo inglese, studiò chimica e matematica a Londra. Nel 1853 andò in Australia per dedicarsi a studi meteorologici, dove conobbe Adamo Smith e cominciò ad interessarsi di problemi economici e sociali. Nel 1859 tornò a Londra e si dedicò a studi di logica e di economia politica, conseguendo la laurea. È considerato uno dei padri della scuola soggettivistica dell'economia. Durante la sua vita fu noto soprattutto per gli scritti di logica e di economia applicata. Oggi è più noto per i suoi studi di teoria pura.

2 WILLIAM STANLEY JEVONS L'analisi marginalista consiste nell'individuare le 'scelte ottime' degli agenti economici mediante il confronto tra beneficio e costo marginale (il costo sostenuto per realizzare un'unità aggiuntiva di un bene). I principi marginalisti sono stati applicati inizialmente alla sfera del consumo, soprattutto da Stanley William Jevons e Carl Menger, secondo i quali l'utilità marginale di un bene, ossia il beneficio che l'ultima dose consumata di un bene può arrecare al consumatore, misura l'utilità di tutte le dosi disponibili e determina il valore (soggettivo) e la domanda del consumatore. Poste tali premesse, il consumatore accresce la richiesta di un bene fino a che l'utilità marginale eguaglia l'incremento di sacrificio (cioè la spesa marginale) necessario a ottenere il bene.Stanley William Jevons Carl Mengervaloredomanda Dal campo del consumo l'analisi marginalista è stata poi estesa a varie altre sfere dell'economia, e in particolare a quella della produzione, dove, secondo tale teoria, l'impresa incrementa il ricorso ai fattori produttivi (lavoro e capitale) fino al punto in cui il costo marginale dovuto a questo incremento è uguale al ricavo marginalelavorocapitale

3 WILLIAM STANLEY JEVONS Nella sua Teoria dell'economia politica (1871), si propone di trattare l'economia come un calcolo matematico del piacere (pleasure) e del dolore (pain) e ne definisce l'oggetto come la massimizzazione della felicità mediante l'acquisto di piacere al minor costo in termini di dolore.1871 Un bene è un qualsiasi oggetto, sostanza, azione o servizio che può procurare piacere o alleviare un dolore; l'utilità è la qualità grazie alla quale un bene procura piacere o allevia un dolore. L'utilità, peraltro, non è inerente ai beni, ma è una loro circostanza che emerge in relazioni ai bisogni umani. Soprattutto, l'utilità diminuisce con l'aumentare del consumo di un bene e viceversa; ad esempio, dividendo in dieci parti il cibo consumato ogni giorno, la privazione dell'ultima parte non disturba più di tanto, ma privazioni successive arrecano sempre maggior nocumento, fino ad arrivare alla morte per fame.

4 WILLIAM STANLEY JEVONS

5 utilità totale: lutilità che un bene, complessivamente preso, ha per un individuo grado finale di utilità: lutilità che per un individuo hanno le singole dosi di un bene, e, soprattutto, lultima dose conseguita, attesa o sperata

6 WILLIAM STANLEY JEVONS lutilità è lattitudine di un bene a procurare piacere o ad evitare una pena (purchè la volontà o linclinazione della persona interessata sia assunta come il solo criterio, in quel momento, di ciò che è o non è utile) lutilità non è una qualità intrinseca del bene, ma è lespressione di un rapporto fra un oggetto e un soggetto, fra il bene e luomo

7 WILLIAM STANLEY JEVONS Jevons criticò la teoria del valore-lavoro di Ricardo: il paradosso dei pescatori di perle: se un pescatore invece di portare in superficie delle perle, porta solo sassi, il suo lavoro non conferisce ai sassi un valore, anzi il lavoro stesso perde ogni valore. Quindi il valore non deriva dal lavoro e neppure dal costo di produzione; deriva solo dallutilità delle merci, combinata con la rarità.

8 WILLIAM STANLEY JEVONS Gli effetti indiretti del COSTO DI PRODUZIONE sul VALORE: > il costo di produzione determina lofferta > lofferta (quantità prodotta) determina il grado finale di utilità > il grado finale di utilità determina il valore il VALORE valore di scambio (prezzo del bene)

9 WILLIAM STANLEY JEVONS Una critica alla teoria del valore di Jevons: Jevons derivò il valore di scambio (prezzo) di un bene direttamente dal grado finale di utilità, senza alcun riferimento al VALORE DUSO è sulla questione del valore duso che la Scuola Austriaca amplierà, in modo più completo, la teoria del valore

10 William Stanley Jevons SINTESI: The theory of Political Economy (1874) Due elementi della concezione jevonsiana: psicologismo e matematizzazione. La critica alleconomia classica (Ricardo e J. Stuart Mill) La teoria soggettiva del valore come rapporto tra individuo e bene Scelte e razionalità dellagente economico. Definizione delleconomia come ottimale allocazione delle risorse in funzione della massimizzazione del prodotto sociale complessivo. Costo reale: valore di un bene dipende dallutilità mg e dalla disutilità della quantità di lavoro necessario per averlo Costo opportunità: ottenere lutilità di un bene implica la rinuncia ad ottenere lutilità di un altro.


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