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Trieste. Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo.

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Presentazione sul tema: "Trieste. Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo."— Transcript della presentazione:

1 Trieste

2 Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da questerta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima una casa, l'ultima, s'aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. La mia città che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva. La poesia Trieste è stata scritta da Umberto Saba ed è inserita nella raccolta Trieste e una donna ( ),che canta i due amori di Saba:la città natale e la moglie. Il cuore dellispirazione di questa poesia è lamore per Trieste come essere vivente partecipe del creato. La descrizione della città sfugge ad ogni intento naturalistico, si tratta infatti, di una dichiarazione damore che unisce allespressione di un affetto profondo un senso di appassionato tormento (vv.20-22). La forma metrica è di tre strofe irregolari con versi di varia lunghezza (endecasillabi,settenari,quinari, trisillabo solo il v. 19) liberamente rimati.

3 Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. La prima strofa è contraddistinta da un andamento prosastico,narrativo. Il poeta attraversando la città raggiunge la parte più alta e da lì, rifugiandosi dal mondo esterno si sofferma a contemplarla. Spiccano in particolare le figure di suono quali le allitterazioni t- e p- ma anche in s- (vv ) che trasmettono una sensazione di tristezza e riflessione profonda. termina termini Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo/ siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. La strofa è inoltre, sostenuta da un accurato sistema di rime : primo e ultimo verso hanno la stessa parola (città); i versi 2 -3 e 4-5 sono in rima baciata ; i versi 6-7 sono collegati da una paronomasia( termina,termini). La presenza di forti enjambement (vv ) e lestrema colloquialità del discorso poetico, tendono ad accelerare il tono discorsivo della strofa

4 scontrosa amore gelosia. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. La seconda strofa è del tutto descrittiva e si apre con una figura ossimorica (scontrosa grazia) che descrive il fascino di Trieste personificandola di una bellezza delicata, ma nel contempo ritrosa e sfuggente. Proprio con questa personificazione la città può essere amata dal poeta e venire paragonata, attraverso una similitudine, a un ragazzaccio aspro e vorace dagli occhi azzurri come il mare e da una rozza gentilezza, oppure ad un amore con gelosia: questi stessi sentimenti ossimorici sono messi in risalto dallenjambement che valorizza i termini della contrapposizione e accentuati dalla ripetizioni contrastanti del suono della -c- dolce e il suono aspro della –z- oltre che sulla vivacità delle rime baciate. Dal verso 15 la poesia riprende il tono discorsivo, descrivendo prima la Trieste marina con la sua spiaggia chiassosa e la Trieste collinare, solitaria e silenziosa come suggerisce quellultima casa aggrappata sulla sassosa cima. Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima una casa, l'ultima, s'aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, unaria tormentosa, l'aria natia. Dal verso 19 al 22 il ritmo cambia assumendo un accensione lirica. Alla descrizione subentra la riflessione, negli ultimi versi della strofa dove si ripete la parola aria, termine chiave della lirica, intesa come atmosfera della terra natia tratteggiata da complesse sfumature del sentimento

5 La mia città che in ogni parte è viva ha il cantuccio a me fatto alla mia vita pensosa e schiva. Nella strofa conclusiva si precisa e si riassume il tema fondamentale della lirica, diviso tra il partecipare attivamente alla vita sociale e il bisogno di solitudine e di fermarsi a pensare che rispecchia sia la natura della città che quella di Saba. L intera strofa è giocata sulle allitterazioni della – i – e della – v -.

6 Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita unerta popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da questerta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima una casa, l'ultima, s'aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. Da questerta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima una casa, l'ultima, s'aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. La mia città che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva. La mia città che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva.


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