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CORSO DI STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO Docente Prof. GIOIA

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Presentazione sul tema: "CORSO DI STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO Docente Prof. GIOIA"— Transcript della presentazione:

1 CORSO DI STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO Docente Prof. GIOIA
II SEMESTRE A.A Facoltà di Scienze Politiche

2 STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO
   1.  Che cos’è la storia del pensiero economico?    2. Il mercantilismo: la nuova dimensione economica e il tema dello sviluppo economico        3. La fisiocrazia: il mercato, le sue regole il circuito economico. 4. L’economia classica: la scienza economica e l’analisi del sistema capitalistico. 6. Marx e l’analisi del capitalismo. Sviluppo e crisi. 7. La crisi del sistema classico.

3 STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO
8. La rivoluzione marginalista: la prima generazione (Jevons, Menger, Walras). 9. La seconda generazione: gli sviluppi della “scuola austriaca” e Vilfredo Pareto 10. Alfred Marshall 11. La scuola storica tedesca dell’economia e l’istituzionalismo. 12. J. A. Schumpeter 13. J. M. Keynes 14. Gli sviluppi postkeynesiani

4 Perché la storia del pensiero economico?
La scienza come costruzione di una visione del mondo I quadri di riferimento del lavoro scientifico Lo sviluppo della scienza secondo T. Kuhn: paradigmi e rivoluzioni scientifiche Scienze della natura e scienze sociali La relatività del sapere scientifico: sul piano teorico e sul piano storico Le scienze sociali e l’agente conoscente Le ideologie e le teorie scientifiche Schumpeter e l’analisi economica. La compresenza di diversi paradigmi scientifici nelle scienze sociali

5 CIRCUITO ECONOMICO

6 I DIFFERENTI MICROCIRCUITI DEL CIRCUITO ECONOMICO
Consumatore M DM’ Imprenditore D MD’

7 Economia e società medievale
L’eredità del passato. La dottrina cristiana. Individui e comunità: la doppia dipendenza. Giustizia distributiva e giustizia commutativa Leggi naturali e ripartizione della ricchezza sociale: gerarchia sociale Fiducia e reciprocità dei vantaggi negli scambi. Dottrine fondamentali: Giusto prezzo e condanna dell’usura. Giusto prezzo come sintesi compatibile con la giustizia distributiva e con la giustizia commutativa. L’usura, il capitale e il problema dell’arricchimento. Proprietà e rischio: il tema dell’interesse

8 Le trasformazioni economico-sociali
del XV e XVI sec. 1. La trasformazione del sistema economico 2. La diffusione degli scambi mercantili 3. l’Olanda e il commercio internazionale 4. Homo oeconomicus e libertà di commercio 5. La nuova dimensione politica: gli stati nazionali 6. Mercanti e manifatture 4. La scienza, la natura, la società: F. Bacone

9 Francesco Bacone (1561-1626) La vecchia scienza e il mondo nuovo
Scienza e meccanica: l’utilità della scienza. Sapere è potere La critica alla logica aristotelica e al sillogismo La teoria degli Idola: idola (idola tribus, idola specus, idola fori, idola theatri) L’induzione: la costruzione di nuovi principi

10 Il mercantilismo Lo sforzo di liberarsi della visione pauperistica. La costruzione della scienza economica La legittimazione della ricchezza e della dilatazione dei consumi La prima fase di sviluppo del mercantilismo:Il bullionismo Ricchezza = denaro? La critica smithiana Ricchezza e sviluppo economico. Il lavoro e la sua produttività. Il ruolo della moneta Il commercio internazionale e la bilancia dei pagamenti

11 Autori mercantilisti F. Bacone N. Barbon R. Cantillon J. Child
B. Davanzati J. Locke G. Malynes T. Mun W. Petty, ecc. SEMINARIO CON IL PROF. LLUIS ARGEMI (13-15 Aprile)

12 La prima scuola economica Perché Fisiocrazia? F. Quesnay
Agricoltura e sviluppo Settore industriale Laissez faire e commercio internazionale Il Tableau Economique: illustrazione

13 IMPRENDITORI AGRICOLI
Tableau économique PROPRIETARI FONDIARI ARTIGIANI IMPRENDITORI AGRICOLI D M A M’

14 IMPRENDITORI AGRICOLI
Tableau Economique (1) PROPRIETARI FONDIARI ARTIGIANI IMPRENDITORI AGRICOLI D M A M’

15 IMPRENDITORI AGRICOLI
Tableau Economique (2) PROPRIETARI FONDIARI ARTIGIANI A M D D M IMPRENDITORI AGRICOLI M A A M’ M’

16 IMPRENDITORI AGRICOLI
Tableau Economique (3) PROPRIETARI FONDIARI ARTIGIANI A M A M’ M IMPRENDITORI AGRICOLI M A D D M’

17 Economia politica classica 1776-1848
Adam Smith David Ricardo Thomas Robert Malthus John Stuart Mill

18 Smith pensatore illuminista
Il metodo scientifico degli scritti giovanili Fenomeni naturali e sociali come caos Ipotesi scientifiche come costruzione di un ordine Relativismo scientifico: al variare delle conoscenze variano le ipotesi e l’ordine del mondo.

19 Das A. Smith Problem Il presunto contrasto tra la “Teoria dei sentimenti morali” e la “Ricchezza delle nazioni” Sympathy e relazioni umane Fiducia e reciprocità Le regole sociali e le istituzioni L’impartial spectator L’espansione della società commerciale

20 Adam Smith e la Ricchezza delle Nazioni
Inquiry into the Nature and the Causes of the Wealth of Nations (1776) Le peculiarità del capitalismo Divisione del lavoro: effetti sulla produttività del lavoro Reddito naz (Y=πL); reddito pro cap (Y/P= πL/P) Attori sociali: classi Destino del capitalismo: caduta tendenziale del saggio medio di profitto Saggio medio di profitto

21 A. Smith: la teoria del valore-lavoro
Mercato e mano invisibile Le ragioni di scambio dei beni Teoria del valore-lavoro: stadio primitivo e stadio capitalistico. Lavoro contenuto e lavoro comandato A (1h) = B (1h) A (1h) = C (1/2h) + D (1/2h) A “comanda” B o (C + D): i.e. le medesime quantità di tempo di lavoro. LAV CONTENUTO = LAV. COMANDATO

22 A. Smith e il problema del profitto
Teoria del valore-lavoro: genesi del profitto Valore Prezzo Redditi sociali (rendita, profitti e salari) Prezzo naturale Costo di produzione Prezzo di mercato Il problema del profitto

23 David Ricardo Leggi della distribuzione e sviluppo economico Analisi della distribuzione del sovrappiù: profitto variabile fondamentale ai fini dello sviluppo economico (п S I ) Teoria del valore-lavoro Smith e il problema irrisolto della genesi del profitto. Composizione del valore nello stadio primitivo e nello stadio capitalistico Valore = lavoro indiretto (strumenti di prod e mat. prime)+ lavoro diretto Classi sociali e proprietà degli strumenti di produzione: spiegazione ricardiana del profitto come reddito residuale

24 D. Ricardo e la caduta del s. d. p.
Il problema dello sviluppo economico La caduta tendenziale del saggio medio di profitto Rendimenti decrescenti in agricoltura La polemica contro i percettori di rendita

25 Rendimenti decrescenti in economia

26 Thomas Robert Malthus Il saggio sulla popolazione (1798)
I problemi dello sviluppo economico: la teoria delle crisi I limiti della concezione smith-ricardiana in tema di crisi e squilibri economici La concezione di Ricardo su progresso tecnico e occupazione La critica alla legge degli sbocchi o legge di Say

27 LA LEGGE DEGLI SBOCCHI (SAY)
O = D Y = reddito sociale; C = consumo; S= risparmio DA = C + I (domanda aggregata del paese) Y = C + S S I Y = C + I Le crisi come fenomeni congiunturali

28 Malthus: il sottoconsumismo e le crisi
Che cosa si intende per sottoconsumismo Salari e consumo Profitto = Consumo + Risparmi Risparmi (parte di ricchezza non consumata), nel caso siano investiti aumentano la produzione (beni da consumare): chi può acquistare i nuovi beni? Ruolo della rendita

29 John Stuart Mill Un grande intellettuale dell’Ottocento: logica, economia, sociologia e scienza politica Il ruolo dell’induzione. L’economia come scienza deduttiva: l’homo oeconomicus Dalla teoria del valore-lavoro alla teoria del costo di produzione. Il problema dello sviluppo economico Crisi e fluttuazioni: la difesa della legge di Say Caduta tendenziale del saggio medio di profitto Stato stazionario

30 KARL MARX MARX FILOSOFO, SOCIOLOGO ED ECONOMISTA: IL GIUDIZIO DI SCHUMPETER LE FONTI DEL PENSIERO MARXIANO: HEGEL; SOCIALISMO FRANCESE, ECONOMIA POLITICA MARX E L’ECONOMIA POLITICA CLASSICA LA TEORIA DEL VALORE-LAVORO: LA CRITICA A SMITH E A RICARDO W  L invece W = FL Distinzione tra Lavoro e Forza-lavoro SAGGIO DI SFRUTTAMENTO o di PLUSVALORE: Pv/v (v = capitale variabile)

31 IL PLUSVALORE Il capitalista acquista la forza lavoro per 8 ore in un giorno 8 ore  nuovo valore prodotto I salari contengono lavoro pari a 4 ore=lavoro necessario Giornata lavorativa - lavoro necessario= pluslavoro Pluslavoro (pv)= plusvalore che si trasforma in profitto SAGGIO DI PROFITTO: Pv/c+v (c = capitale costante)

32 MARX: SVILUPPO E CRISI RIPRODUZIONE SEMPLICE E RIPRODUZIONE ALLARGATA: M-D-M ; D-M-D’ D M (mp + v) Prod M D’ (D+ΔD) Riprod. Allargata: Dilatazione della produzione e del consumo Se per qualsiasi ragione DD troppo piccolo o lo sbocco dei beni dovesse trovare ostacoli la riproduzione allargata del capitale potrebbe incepparsi Crisi settoriali divengono crisi generali Il capitalismo ha un andamento ciclico Esercito industriale di riserva (disoccupati) - Ciclo dell’occupazione

33 La caduta tendenziale del saggio di profitto
Le macchine che sostituiscono il lavoro aumento della produttività aumento del plusvalore Composizione organica del capitale q = c/v Ma aumenta la composizione organica del capitale (q)caduta (tendenziale) del saggio di profitto

34 UTILITA’ DEI BENI E MARGINALISMO TEORIA SOGGETTIVA DEL VALORE
Sullo sfondo c’è la filosofia “utilitarista” di J. Bentham ( ) Introduction to the Principles of Morals (1780) Scelte tra alternative: contenuto di benessere per i soggetti Consequenzialismo: si giudica un atto solo in base ai suoi risultati – non in base alle intenzioni o alle procedure L’obiettivo è il massimo di benessere per il maggior numero

35 MARGINALISMO:AUTORI William Stanley. Jevons, inglese (1835-1882)
(1871) Theory of Political Economy; l’austriaco Carl. Menger ( ), (1871) Principi fondamentali di Economia Politica il francese Leon Walras ( ), (1874) gli Elementi di economia pura (scritto indipendentemente) Anticipatore il tedesco Hermann Heinrich Gossen ( ). Sviluppo delle leggi del commercio umano (1854)

36 Dalle risorse ai beni finali
Produzione: “via a senso unico dalle risorse (input) ai beni finali (output) (Classici e Marx: processo circolare) Il prodotto è qualitativamente differente dai mezzi di produzione utilizzati

37 L’homo oeconomicus Scelte razionali degli individui
I primi marginalisti: “homo oeconomicus” soggetto che sceglie solo in base a regole economiche e non ha altre dimensioni Due sensazioni: piacere nel consumare e pena nel procurarsi i beni Pena deriva dalla scarsità Debbo lavorare Debbo rinunciare alle alternative

38 Scarsità, mercato ed equilibrio
Le scelte si impongono perché le risorse sono scarse Le scelte avvengono nel mercato Si raggiunge un equilibrio Si ha equilibrio quando, date le circostanze, nessuno ha convenienza a mutare le proprie scelte

39 LEGGE DI GOSSEN Livello di utilità decrescente mano a mano che consumiamo dosi successive di un bene Dosi Utilità marginale 1 80 2 30 3 20 4 10 5 8 6 7

40 Il grafico dell’utilità marginale
Ogni punto nella curva ha come coordinate l’utilità marginale (asse delle ordinate) e le dosi del bene (asse delle ascisse) La curva è decrescente

41 Dall’utilità marginale all’utilità totale
Utilità totale è la somma delle utilità marginali Quantità Utilità marginale Utilità totale 1 80 2 30 110 3 20 130 4 10 140 5 8 148 6 153 7 155

42 Utilità totale e utilità marginale
Utilità totale = somma delle utilità marginali delle dosi consumate tre dosi di cibo utilità totale = =130 utilità marginale = la variazione dell’utilità totale dovuta al consumo di un’unità in più del bene DUT/DQ, utilità marginale della terza dose di cibo = =20.

43 Il grafico dell’utilità totale
La curva dell’utilità totale è crescente E’ concava verso il basso (la sua pendenza diminuisce (cioè il tasso di crescita è decrescente)

44 La seconda legge di Gossen
Regola della massimizzazione Il soggetto ha un reddito limitato. Quali e quanti beni consumare per massimizzare l’utilità I dati del problema: reddito limitato e prezzi dei beni Soluzione: Eguagliare i rapporti tra le utilità marginali e i prezzi per tutti i beni L’ultima lira spesa in ciascun bene deve dare la stessa utilità Cibo e vestiario: Reddito = € 120 Prezzo cibo = €10 prezzo vestiario € 20

45 Massimizzare Supponiamo che: UMa cibo = 5 e Uma vestiario = 25.
Se rinuncio a due unità di cibo perderò approssimativamente un’ utilità pari a 10 (2x5) Con € 20 risparmiate posso consumare un’unità in più di vestiario che mi apporta un’utilità pari a 25 25>10. La mia soddisfazione è migliorata Si noti che i prezzi sono importanti perché dicono quanto vestiario in più posso consumare rinunciando al cibo e viceversa

46 Una tabella Quantità di cibo Utilità marginale totale di vestiairo 1 80 35 2 30 110 65 3 20 130 25 90 4 10 140 5 8 148 15 125 6 153 135 7 155 9 144

47 Spiegazione Da ricordare R=120 Pc=10 e Pv =20
L’utilità è massimizzata con 4 dosi di cibo e 4 di vestiario Somma delle utilità totali =250 (rapporto utilità marginali ponderate = 1) 6 di cibo e 3 vestiario somma utilità =243 (utilità marg. pond.= 0,5 e 1,25) 2 cibo e 5 vestiario =245 (utilità marg. pond. 3 e 0,75)


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