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Lorganizzazione cooperativa di Legacoop ed ANCST presentazione di Franco Tumino ( redatta con la collaborazione di Daniele Conti) Corso Scuola Nazionale.

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Presentazione sul tema: "Lorganizzazione cooperativa di Legacoop ed ANCST presentazione di Franco Tumino ( redatta con la collaborazione di Daniele Conti) Corso Scuola Nazionale."— Transcript della presentazione:

1 Lorganizzazione cooperativa di Legacoop ed ANCST presentazione di Franco Tumino ( redatta con la collaborazione di Daniele Conti) Corso Scuola Nazionale Servizi La Formazione dei Consiglieri di CdA in Imprese Cooperative di Servizi Loiano, 21 ottobre 2009

2 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 1/8 La rappresentanza degli interessi parziali: ne emerge maggiormente la necessità con la fine dei partiti di massa (caduta del muro di Berlino (novembre 1989), Tangentopoli (inizia nel febbraio 1992, caso Mario Chiesa, termina nel 1994)) e con la fine quindi delle grandi opzioni dichiaratamente a scelte legate allinteresse generale. Non a caso, il nostro sistema costituzionale fa riferimento in modo esplicito solo ai partiti (art. 49), con una funzione delle parti sociali nel Cnel (art 99)

3 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 2/8 Gli organi legislativi o comunque decisionali -funzionano a porte chiuse e hanno bisogno di informazioni complementari - infatti, ne dispongono molto meno con la crisi dei partiti di massa Altrimenti: - Rischio di assumere decisioni astratte o addirittura in aperto contrasto con interessi legittimi. - Inoltre, spesso cambiamenti significativi ed effettivi dipendono dal comportamento di molti attori collettivi

4 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 3/8 Da qui la utilità del coinvolgimento e del dialogo con le organizzazioni di rappresentanza Non a caso, presso gli organi comunitari la rappresentanza di interessi è ammessa e regolamentata (si veda in particolare il Libro Verde sulla Trasparenza, COM(2006)194 del 3/5/2006) Nella UE la lobbying (denominata rappresentanza di interessi) è considerata attività legittima che contribuisce a migliorare la qualità delle scelte; per questo la Commissione dà perfino sostegno a certi gruppi per consentire loro di essere attivi

5 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 4/8 Nella UE questa scelta è poi accompagnata da una regolamentazione (seppure in forma di soft law), che si fonda sulla idea che I cittadini europei hanno diritto di sapere quali gruppi cercano di contribuire allelaborazione delle politiche europee e quale ne è la rappresentatività, la missione e la dotazione finanziaria

6 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 5/8 Vari modelli interpretativi e varianti di essi Ne citiamo due Pluralismo Neo-corporativismo

7 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 6/8 Pluralismo Una molteplicità di gruppi tra loro separati o addirittura in competizione, che non monopolizzano la rappresentanza di un settore, conseguentemente bassa influenza Modalità di influenza: pressione plurale in unarena relativamente aperta

8 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 7/8 Corporativismo La rappresentanza degli interessi è in capo a un numero limitato di gruppi unici, non in competizione tra loro perché funzionalmente differenziati, autorizzati dalle autorità pubbliche che riconoscono loro il monopolio della rappresentanza di un determinato settore funzionale Modalità di influenza in genere tramite la concertazione

9 Una premessa, funzioni e compiti delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese 8/8 Inoltre Il nostro assetto costituzionale prevede un importantissimo ruolo delle parti sociali nella fissazione delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro (art 39 Cost.)

10 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 1/7 Si parla di crisi della rappresentanza, di autoreferenzialità diffusa dei rappresentanti - I fenomeni di larga adesione a partiti e sindacati, e di larga partecipazione, sembrano oramai irripetibili - il restringimento dei rapporti di massa è tra le cause della autoreferenzialità della rappresentanza (la casta)

11 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 2/7 Sono varie le ragioni indicate come generali di questa crisi della rappresentanza Innanzitutto, si sostiene, lassociazionismo di rappresentanza trae forza dalla solidità identitaria e valoriale e dellappartenenza (L. Zan, Organizzazione e rappresentanza. Le associazioni imprenditoriali e sindacali, Roma, La nuova Italia scientifica, 1992 Dunque, non può non risentire dellindebolimento generale delle identità e dei valori ad esse connesse

12 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 3/7 Altri autori hanno indicate anche altre cause. Può essere utile riprenderne alcune: - la globalizzazione e la sopranazionalità, che spostano le decisioni più lontano, o le rendono meno libere (si pensi alle competenze e ai vincoli della Unione Europea)

13 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 4/7 - la complessità fortemente cresciuta delle scelte, che rende difficile far comprendere ai rappresentati le questioni (Mulgan, 1977, ha per es. proposto di affiancare ai Parlamenti strumenti tipo i focus Group. Naturalmente è una proposta provocatoria - si provi a pensare ad una soluzione simile per le assemblee delle organizzazioni …..)

14 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 5/7 - la necessità, per le ragioni dette, di affidarsi in misura crescente agli esperti, con conseguente crisi dei rappresentanti eletti …. (Giddens, Le conseguenze della modernità, 1990) - la maggiore difficoltà ad ottenere risultati dalle controparti, per le ragioni dette, e quindi la crisi dei rappresentanti ….

15 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 6/7 Nei nostri settori, ma un po forse in tutti i settori cè facile competizione, cè anche una causa ulteriore, dovuta al forte cambiamento indotto dallapertura dei mercati Le imprese, o gran parte di esse, vorrebbero ottenere risultati sulla base di una rappresentanza di ciò che esse sono (rappresentanza di interessi in senso stretto) Ma in fasi di forti cambiamenti ciò non è sostanzialmente possibile, occorrerebbe invece modificare lassetto dofferta

16 La nostra stagione … una stagione di crisi della rappresentanza 7/7 Di fronte ai cambiamenti possiamo dire che oggi la R. dovrebbe essere in modo significativo di progetto Che però riesca a fare condividere agli associati questa necessità, pena scelte velleitarie e/o la crisi dei rappresentanti La rappresentanza tradizionale è essenzialmente rappresentanza di interessi (si pensi al caso PMI)

17 La mission di Legacoop 1/2 Legacoop, una rappresentanza di interessi e valori Valorizza la cultura cooperativa : svolgendo una funzione di presidio delle regole e dei propri valori promuovendo la nascita di nuove cooperative e lo sviluppo di quelle esistenti operando per le migliori condizioni di crescita della cooperazione gestendo e sviluppando unampia rete di relazioni istituzionali,sociali ed economiche. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

18 La mission di Legacoop 2/2 svolgendo attività di sostegno, tutela e rappresentanza delle proprie associate anche attraverso la progettazione, l'offerta di servizi e la assistenza. esercitando, su delega ministeriale, una funzione di vigilanza sulle cooperative aderenti La vigilanza e' finalizzata all'accertamento dei requisiti mutualistici (Decreto Legislativo 220/2002, art 1 comma 2) Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

19 La Vigilanza 1/2 Lart 4 del Decreto Legislativo: La revisione cooperativa e' finalizzata a: a) fornire agli organi di direzione e di amministrazione degli enti suggerimenti e consigli per migliorare la gestione ed il livello di democrazia interna, al fine di promuovere la reale partecipazione dei soci alla vita sociale; Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

20 La Vigilanza 2/2 b) accertare, anche attraverso una verifica della gestione amministrativo-contabile, la natura mutualistica dell'ente, verificando l'effettività della base sociale, la partecipazione dei soci alla vita sociale ed allo scambio mutualistico con l'ente, la qualità di tale partecipazione, l'assenza di scopi di lucro dell'ente ….. Legacoop non rappresenta solo interessi, ma anche Valori (lidea costituzionale di cooperazione, art. 45) Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

21 La vision di Legacoop 1/2 Come decise nel documento di mandato del Congresso 2007 Ampliamento e rafforzamento della conoscenza della cooperazione Sostegno alla crescita delle cooperative, in particolare di quelle piccole e medie Facilitazione di progetti intersettoriali e interterritoriali (captive e verso lesterno) di collaborazione e integrazione di filiera, per lo sviluppo della cooperazione in tutte le aree del Paese (in particolare nel Mezzogiorno). Riforma del sistema di welfare Rivisitazione dei sistemi di governance di tutte le cooperative associate e dei gruppi societari cooperativi Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

22 22 La vision di Legacoop 2/2 promozione della responsabilità sociale delle imprese Politiche attive per le pari opportunità. Inserimento e valorizzazione dei giovani nelle cooperative e nelle strutture associative. Promozione di progetti e programmi di risparmio energetico e di diffusione delle forme di energia rinnovabile. Ricognizione e diffusione della buone pratiche del lavoro cooperativo. Aggiornamento delle regole del patto associativo al fine di rendere la rappresentanza più efficace. Progetto di revisione e di coordinamento dellattività di comunicazione svolta dalle strutture associative, e di raccordo con quella autonomamente svolta dalle singole cooperative. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

23 Organizzazione Legacoop Legacoop si articola: a livello territoriale in 20 Strutture Regionali 76 Strutture Provinciali a livello settoriale in 9 Associazioni Nazionali di settore 1 settore nazionale (Cooperative Turistiche) Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

24 Associazioni Nazionali di settore Le Associazioni ed i settori nazionali rappresentano per le imprese aderenti il punto di riferimento per tutte le problematiche legate alle questioni specifiche di ciascun settore. Le Associazioni Nazionali possono a loro volta articolarsi in associazioni di livello territoriale. ANCAB - Associazione Nazionale Cooperative di Abitanti ANCC - Associazione Nazionale di Cooperative di Consumatori-Coop ANCD - Associazione Nazionale di Cooperative fra Dettaglianti ANCPL- Associazione Nazionale Cooperative di produzione e Lavoro ANCST - Associazione Nazionale Cooperative di Servizi Legacoop Agroalimentare Legacoop Sociali Lega Pesca Mediacoop - Associazione Nazionale delle Cooperative giornalistiche, editoriali e della comunicazione Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

25 I dati di Legacoop Associazioni di settore Numero cooperative Fatturato (milioni di euro) OccupatiSoci Legacoop Agroalimentare Lega Pesca ANCPL ANCST Legacoop Sociali Legacoop Turismo ANCC-COOP ANCD-CONAD 8 cooperative territoriali (che associano 3500 imprenditori) ANCAB Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

26 Dati Legacoop per tipologie di cooperative Cooperative di utenza : nascono per fornire servizi ai propri soci al minor prezzo possibile. Cooperative di lavoro : nascono per offrire lavoro ai soci svolgendo attività di produzione di beni e servizi destinati allo scambio sul mercato. Cooperative di supporto : formate da soggetti che svolgono unattività imprenditoriale e/o commerciale indipendente dalla cooperativa,nascono con lo scopo di agevolare lefficacia e lefficienza dellattività imprenditoriale principale. Tipologie cooperative Numero cooperative Fatturato (milioni di euro) OccupatiSoci Utenza Lavoro Supporto

27 La mission di Ancst 1/3 L'ANCST rappresenta, assiste, tutela gli enti cooperativi associati > per favorirne lo sviluppo in moderne ed efficienti imprese > elaborando ed attuando la politica cooperativa di settore nel contesto ……. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

28 La mission di Ancst 2/3 Per il raggiungimento di tali obiettivi l'A.N.C.S.T. provvede, in particolare a: promuovere l'elaborazione di linee di politica economica attinenti le attività degli enti associati fornire agli enti associati qualificata assistenza; intervenire, in rappresentanza degli associati, nella stipulazione di patti, contratti, accordi di lavoro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e a rappresentare gli enti associati, nel loro interesse, in qualsiasi commissione ove occorra la partecipazione di rappresentanti di categoria Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

29 La mission di Ancst 3/3 promuovere d'intesa con la Legacoop azioni, nelle forme e con i mezzi più opportuni, per rivendicare tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi necessari e comunque idonei per soddisfare le esigenze di promozione e sviluppo del movimento cooperativo operante nel settore servizi sollecitare e stabilire rapporti di collaborazione e di collegamento con altre organizzazioni italiane ed estere, cooperative, sindacali, di settore, professionali, tecniche ed economiche per la realizzazione di fini comuni Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

30 Le ipotesi di revisione della mission di Ancst 1/3 LANCST persegue la propria mission attraverso: La rappresentanza degli interessi e dei valori delle imprese associate presso qualsiasi Istituzione e Organizzazione ove sia opportuno; L'elaborazione di proposte di politica economica attinenti alle attività svolte da parte degli enti associati e di azioni tese ad affermare una logica di mercato aperto, concorrenziale e regolato per quanto necessario Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

31 31 Le ipotesi di revisione della mission di Ancst 2/3 Il supporto allo sviluppo delle associate e la promozione di nuova cooperazione, garantendo una ampia verifica della loro mission mutualistica, in risposta ai bisogni primari di lavoratori, cittadini ed imprese. Azioni tese a ridurre la frammentazione della rappresentanza nel settore dei servizi, promuovendo e praticando la collaborazione tra associazioni rappresentative delle imprese del comparto, private, cooperative e pubbliche, in modo da rafforzarne la percezione ed il peso nel rapporto con le Istituzioni decisionali, con lopinione pubblica, con le forze politiche, con le associazioni degli utenti e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

32 32 Le ipotesi di revisione della mission di Ancst 3/3 La promozione della collaborazione tra le imprese cooperative associate, conformemente ai Principi dellAlleanza Cooperativa Internazionale, sollecitando e stabilendo rapporti di collaborazione e di collegamento con altre organizzazioni italiane ed estere, cooperative, sindacali, di settore, professionali, tecniche ed economiche per la realizzazione di fini comuni La sollecitazione alla promozione, in sintonia con lart. 3, secondo comma, della Costituzione, di azioni attive in grado di combattere gli ostacoli alla parità di opportunità, particolarmente di genere; Azioni verso la cooperazione tra utenti (individui ed imprese), in riferimento a bisogni collettivi prioritari e prendendo tutte quelle iniziative e svolgendo tutte quelle attività che possano essere utili Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

33 La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione /3 I compiti che abbiamo di fronte per effetto dei vecchi problemi italiani e per quelli che ci derivano dalla crisi economico - finanziaria Verso lambiente. Più mercato aggredibile Esternalizzazioni di attività non core Apertura alla concorrenza dei servizi pubblici locali (concorrenza per il mercato) Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

34 La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione /3 Patologie da correggere: - ridurre i ritardi di pagamento - combattere la concorrenza sleale (irregolarità del lavoro) - gli appalti mal banditi Incrementare e migliorare lattività di comunicazione a livello di gruppo Verso linterno. Rafforzare le imprese Soprattutto attraverso processi di innalzamento dimensionale Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

35 35 La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione La vision di Ancst e le ipotesi di sua revisione /3 Azione strategica per favorire alleanze esterne. Consolidare e rafforzare il TAIIS quale strumento strategico per lattività di rappresentanza nei confronti degli interlocutori esterni, favorendone la diffusione anche a livello territoriale. Rafforzare il tavolo Taiis – Sindacato Promuovere analoghe forme a livello territoriale Promuovere un Taiis Europe Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

36 Ancst - Organizzazione ANCST svolge le proprie funzioni di rappresentanza in ambito regionale attraverso articolazioni territoriali, in una delle seguenti forme: Sede territoriale dotata di autonomia 4 associazioni regionali; articolazioni settoriali delle Legacoop regionali Sedi territoriali dotate di autonomia o Associazioni Regionali Ancst Emilia Romagna Arcst Friuli Venezia Giulia (senza bilancio autonomo) Ancst Lombardia Ancst Toscana Ancst Umbria Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

37 I comitati di settore di Ancst I comitati di settore Ancst rappresentano una peculiarità della nostra associazione, un unicum tra le associazioni di settore Legacoop Le ragioni di questa scelta Abbiamo puntato su un mix di membership e difidelizzazione valoriale Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

38 comitati di settore di Ancst I comitati di settore di Ancst I diversi comparti di attività godono di ampia autonomia per le materie di interesse esclusivamente settoriale, ed assumono le decisioni in organi propri, i Comitati nazionali di settore avendo ricevuto delega dalla Direzione Nazionale ANCST Trasporto - Movimentazione merci - Logistica Ristorazione Global Service – Igiene Multiservizi Ecologia- ambiente- ciclo dei rifiuti Servizi ai Beni Culturali Trasporto Persone Vigilanza Privata Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

39 Dati di Ancst SettoriNumerocooperativeFatturato (milioni di euro) OccupatiSoci Movimentazione Trasporto merci Trasporto Persone Ristorazione Impianti Sportivi Attività Professionali Altre Attività Multiservice Culturali Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

40 Combattere la Frammentazione della rappresentanza 1/3 Le imprese sentono la necessità di ottimizzazione della capacità delle associazioni di rappresentare interessi presso lambiente di riferimento Di conseguenza si pone la necessità di superare la frammentazione nella rappresentanza sia della forma di impresa cooperativa, sia merceologica( particolarmente grave nel settore dei servizi). Lo sforzo di ridurre tale frammentazione è costante da tempo in Ancst ed è finalizzata a produrre semplificazioni e, seppure in modo progressivo, eliminare duplicazioni e sovrapposizioni Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

41 Combattere la Frammentazione della rappresentanza 2/3 Di questo sforzo sono espressione alcuni accordi settoriali: il coordinamento cooperativo formalizzato nel settore del trasporto merci il Caipet nel trasporto persone il protocollo di intesa nella ristorazione con Angem (Fipe/Confcommercio) Il protocollo di intesa di prossima presentazione con Federculture per il settore dei servizi ai Beni culturali Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

42 Combattere la Frammentazione della rappresentanza 3/3 Ma soprattutto: Il TAIIS- Tavolo Interassociativo delle Imprese di Servizi Il tavolo di confronto insediato tra Taiis e organizzazioni sindacali di categoria dirimpettaie Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

43 Coordinamento cooperativo nel trasporto, movimentazione merci e logistica Ancst/Legacoop, Federlavoro e Servizi/Confcooperative Psl/Agci hanno costituito allinizio del 2008 un coordinamento cooperativo nel campo del trasporto merci, movimentazione e Logistica, finalizzato ad affrontare i problemi specifici delle imprese del settore associate in forma cooperativa e consortile, sia nellinteresse delle imprese esistenti, sia in relazione alla necessità di un rilancio dellassociazionismo in un comparto dallassetto particolarmente frammentato e contraddistinto da imprese piccole e piccolissime. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

44 Caipet Il CAIPET costituito nel gennaio 2006 è un comitato di rappresentanze di 3600 imprese private, di piccole e medie dimensioni, che operano nel settore del trasporto di persone, segnatamente nei servizi di trasporto pubblico locale, nei servizi automobilistici interregionali e nei servizi di noleggio autobus con conducente. Al CAIPET aderiscono le seguenti rappresentanze di imprese: Anav (Confindustria) Confartigianato Federlavoro e Servizi/Confcooperative Fita/Cna Ancst/Legacoop. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

45 Protocollo Ancst e Angem Il 20 gennaio 2006 le associazioni Ancst/Legacoop e Angem (Fipe/Confcommercio) quali rappresentanti dei più importanti operatori professionali della ristorazione, hanno sottoscritto un importante protocollo di intesa per definire e sviluppare azioni Comuni e sinergiche al fine di: agevolare la presenza delle strutture associate sul mercato della ristorazione collettiva promuovere la necessità di maggiore trasparenza e qualità delle procedure di aggiudicazione delle gare e dellintera azione amministrativa agevolare la creazione di un panorama normativo che favorisca la qualità del servizio a tutela della sicurezza alimentare, del lavoro dipendente,e delle esigenze nutrizionali di tutte le fasce della popolazione Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

46 Taiis Il TAIIS -Tavolo Interassociativo Imprese dei Servizi è stato costituito come Tavolo permanente nellottobre 2007 ( anche se il percorso che ha portato alla sua costituzione parte dal lontano 2003). Riunisce ad oggi 13 Associazioni (in realtà di più, essendo per esempio Fise una Federazione) di imprese del settore dei servizi (non distributivi) che aderiscono a Confcommercio, Confindustria, Confapi e alle tre Centrali cooperative maggiori e che rappresentano insieme: aziende lavoratori impiegati 50 miliardi di valore della produzione Agci/Produzione e Servizi di Lavoro Agci/Solidarietà Ancst/Legacoop Angem/Fipe Anseb/Fipe Assiv/Confindustria Federlavoro e Servizi Confcooperative Federsicurezza/Confcommercio Federsolidarietà/Confcooperative Fise/Confindustria Legacoopsociali Unionservizi/Confapi Agesi/Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

47 Tavolo di confronto Taiis- OO.SS di categoria Il Taiis e le 11 OO.SS di categoria degli stessi settori hanno dato vita il 26 maggio 2009 ad una inedita alleanza per iniziative comuni finalizzate a migliorare il mercato, con particolare attenzione ai temi dei ritardi di pagamento da parte delle p.a. e delle procedure degli appalti pubblici di servizi. Filcams/CGIL Federazione Italiana Lavoratori Commercio Turismo e Servizi Fisascat/CISL Federazione Italiana dei Sindacati Addetti ai Servizi Commerciali Affini e del Turismo Uiltrasporti Unione Italiana dei Lavoratori dei Trasporti Uiltucs/UIL Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi FP/Cgil Funzione pubblica – Confederazione generale italiana lavoro FPS CISL Federazione dei lavoratori pubblici e dei servizi UIL/FPL Unione italiana lavoro (federazione poteri locali) Fit/Cis l Federazione Italiana Trasporti FILTEA/CGIL Federazione italiana lavoratori tessili e abbigliamento UILTA/UIL Unione Italiana Lavoratori Tessili e Abbigliamento Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

48 Federculture/Ancst Il protocollo dintesa di prossima presentazione di Ancst e Federculture (associazione di numerosi soggetti, prevalentemente pubblici, quali regioni, province, comuni, aziende, consorzi, fondazioni, istituzioni, società e associazioni) nasce dallesigenza delle più significative realtà nazionali operanti nel settore dei servizi per la cultura di : incidere in un modo più significativo nelle scelte strategiche che vengono effettuate dal Mbac, commissioni parlamentari e Regioni. promuovere e sollecitare accordi di programma su base regionale fra Mbac, Regioni e gli altri organismi territoriali individuati dal Codice per i beni culturali presidiare la congruità dei procedimenti ad evidenza pubblica ma anche di indirizzo e di programmazione strategica sulle migliori forme di gestione da ricercare. favorire lo sviluppo del territorio attraverso la nascita e la crescita di imprese qualificate nel settore Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

49 Perché è decisivo ridurre la frammentazione della rappresentanza nel settore dei servizi Per la rilevante: -Articolazione del settore -Frammentazione della rappresentanza anche sub settoriale -Con,mancanza di centralità sia a livello istituzionale che nelle forze politiche e sindacali che nelle organizzazioni di rappresentanza Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

50 Il peso dei servizi sul Pil In Italia 1/2 Fino agli anni 60 l industria e servizi crescono insieme, mentre lAgricoltura perde occupati. Negli ultimi 40 anni si è evidenziata una forte crescita del settore dei servizi che ha determinato il passaggio da uneconomia industriale ad una incentrata sui servizi. Oggi il settore dei servizi è il comparto produttivo che contribuisce maggiormente alla composizione del valore aggiunto dell'economia italiana (70% del Pil ) Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009

51 Il peso dei servizi sul Pil In Italia 2/2 La crescita del settore dei servizi è stato stimolata soprattutto dallaumento della fornitura di servizi intermedi alle imprese industriali e alla pubblica amministrazione. Necessità di maggiore consapevolezza della crescita del comparto! Nonostante levidenza di questi dati, nel nostro Paese istituzioni, forze politiche e sociali del nostro Paese ma anche le stesse organizzazioni confederali non hanno ancora del tutto preso atto, sul piano della rappresentanza, del valore aggiunto che il comparto dei servizi apporta e al quale andrebbe assicurato un maggior sostegno. Corso Formazione Consiglieri CdA Imprese Cooperative di Servizi - Bologna, 21 ottobre 2009


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