La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La gestione delle informazioni per l’accesso ai finanziamenti comunitari Dall’idea alla individuazione della proposta progettuale Germana Di Falco – Expert.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "La gestione delle informazioni per l’accesso ai finanziamenti comunitari Dall’idea alla individuazione della proposta progettuale Germana Di Falco – Expert."— Transcript della presentazione:

1 La gestione delle informazioni per l’accesso ai finanziamenti comunitari Dall’idea alla individuazione della proposta progettuale Germana Di Falco – Expert Italia

2 L’APPROCCIO STRATEGICO AI FINANZIAMENTI COMUNITARI Parte prima

3 Un progetto è equilibrio  Tra tre esigenze fondamentali:  Le esigenze di chi presenta il progetto  Le priorità politiche da cui discende il programma  Gli obiettivi generali del programma e le priorità della call Fase 1: Ricostruisco gli aspetti di finanziabilità di un progetto che per me è comunque strategico Fase 2: Verifico la compatibilità tra idea e linee di finanziamento Fase 3: Trasformo l’idea in proposta progettuale di massima per quel programma (project design) Fase 4: Proposal management

4 Aspetti di finanziabilità di un progetto 1. Sede (localizzazione geografica, edificio) 2. Soggetto attuatore (chi realizza il progetto) 3. Beneficiari (chi riceve benefici dal progetto) 4. Fattori produttivi (mezzi utilizzati) 5. Settore (settore di appartenenza)

5 Costruzione della matrice di finanziabilità 1. Elenco degli aspetti di finanziabilità del progetto (sede, soggetto attuatore, beneficiari, fattori produttivi, settore) 2. Elenco dei programmi di finanziamento attivabili sulla base degli aspetti di finanziabilità del progetto individuati 3. Elenco dei costi/attività del progetto (progettazione, allestimento, internet, coordinamento, gestione) 4. Costruzione della matrice di finanziabilità il progetto viene scomposto in diverse proposte progettuali

6 Matrice di finanziabilità: esempio Corso di formazione per mediatori culturali

7 IL PCM PER IL PROJECT DESIGN Parte seconda

8

9 Un progetto è tecnica (e un po’ di tecnichese) Strumenti e metodi per affrontare il progetto: GOPP: analisi dei Problemi e degli obiettivi LFA: è la metodologia acquisita a livello internazionale per la progettazione WBS: piano d’azione; Milestone e Deliverable: Pietre miliari e prodotti WP: Attività

10 10 Introduzione: Il Project Management  Strumento di programmazione utile a migliorare il management delle azioni comunitarie.  Elementi principali: 1. Rendere chiari gli obiettivi dei progetti. 2. Tener conto dei fattori di qualità che garantiscono benefici di lungo termine. 3. Tener conto nella programmazione dei fondamentali obiettivi politici comunitari.  Il project management si articola in una procedura precisa di intervento chiamata « project cycle ».

11 11 Schema Project Cycle Implementazione Valutazione Programmazione Ideazione Formulazione Finanziamento

12 12 Principi chiave 1. Utilizzo dello strumento del Logical Framework come strumento di analisi dei problemi e per la programmazione. 2. Corretta formulazione dei documenti. 3. Ampio coinvolgimento degli stakeholders. 4. Chiara indicazione degli obiettivi e dei benefici sostenibili. 5. Indicazione dei punti chiave per la riuscita del progetto.

13 13 Formato del Progetto 1. Sommario 2. Contesto. Indicazione degli obiettivi generali della politica Ue e Governativa entro la quale si agisce, facendo eventualmente riferimento a Country Programme or Strategy. 3. Analisi di settore. Particolare attenzione alla Stakeholder Analysis 4. Descrizione del Progetto. Obiettivi e strategia per raggiungerli  Attenzione alle esperienze passate, e a progetti simili  Descrizione di ogni intervento 5. Ipotesi e rischi. 6. Implementazione.  Strumenti e mezzi da utilizzare  Organizzazione e Implementazione  Programmi e scadenze da rispettare  Monitoraggio 7. Fattori di Qualità.  Partecipazione al progetto dei futuri beneficiari  Politica di supporto  Parità Uomo-Donna  Capacità Istituzionale 8. Allegati. Logical Framework

14 14 Cosa è un Logical Framework  Procedimento analitico che permette di definire gli elementi per la realizzazione di un progetto e i nessi causali che intercorrono tra essi  Metodo utile per l’organizzazione di ogni fase del progetto  Il logframe diventa la base di partenza per la creazione di altri strumenti di programmazione quali budget, piani di lavoro, monitoraggio etc…  N.B. il logframe è uno strumento; come tale quindi non garantisce di per se la buona riuscita di un progetto. Quest’ultima, oltre che dalla capacità di chi lo prepara, puo’ dipendere anche da fattori esterni imprevisti o, addirittura, imprevedibili.

15 15 La struttura del Logical Framework Obiettivi Generali Scopo Risultati Attività MezziCosti Logica di intervento Indicatori Fonti di verifica Ipotesi Precondizioni

16 16 Fase di analisi  Scopo di questa fase è l’ individuazione dei bisogni e delle necessità che il progetto mira a soddisfare  La fase si articola in 4 momenti: 1. Analisi degli Stakeholder 2. Analisi dei Problemi 3. Analisi degli Obiettivi 4. Analisi delle Strategie

17 17 Fase di Analisi: -Stakeholder Analysis  Per Stakeholders si intendono tutti quei soggetti, che in qualsiasi modo, verrano a contatto con il progetto. Non solo quindi come parti attive ma anche come beneficiari del progetto stesso.  Una ampia e completa analisi delle aspettative e delle idee che ogni stakeholder ha in relazione al progetto diventa strumento indispensabile per la buona riuscita dello stesso.  Vi sono varie metodologie per riuscire a compiere una analisi corretta delle aspettative dei vari attori coinvolti.Tra le più importanti vi sono:  Metodo GOPP di analisi degli attori-chiave Metodo GOPP  Metodo EASW di partecipazione attiva Metodo EASW

18 18 Fase di analisi: -Problem Analysis  Identificare gli aspetti problematici di una situazione e stabilire delle relazioni di causa-effetto tra i vari problemi esistenti  L’analisi si articola in tre fasi: 1. Tener presente la cornice di lavoro entro la quale l’analisi si innesta 2. Identificazione dei maggior problemi presenti sul campo 3. Costruire un diagramma ad albero che riesca a visualizzare le varie relazioni di causa effetto fra le problematiche

19 19 Fase di Analisi: -Analisi degli Obiettivi  L’analisi degli obiettivi è un approccio metodologico che ha l’obiettivo di:  Descrivere la nuova situazione che si creerà dopo il progetto.  Verificare la gerarchia degli obiettivi  Illustrare le relazioni tra mezzi utilizzati e fini preposti

20 20 Fase di Analisi: -Analysis of Strategies  Selezionare le strategie utili al raggiungimento degli obiettivi preposti  Percorso Logico:  Avere criteri chiari per fare la scelta delle strategia  Identificare più di una strategia  Scegliere, applicando i criteri preposti la strategia più idonea  Da questa scelta si ricava la dimensione e la consistenza del progetto

21 21 La fase di pianificazione: -la logica di intervento (colonna 1)  La colonna della logica di intervento ha lo scopo di descrivere la strategia fondamentale del progetto.  La lettura dal basso verso l’alto permette di capire come attraverso l’organizzazione di date ATTIVITA si ottengono determinati RISULTATI attraverso i quali si raggiungono SCOPI PRECISI che contribuiscono al raggiungimento di OBIETTIVI GENERALI. Obiettivi Generali Scopi Risultati AttivitàMezzi Descrivono i benefici a lungo termine Descrivono gli obiettivi concreti da raggiungere Descrivono le conseguernze dirette dell’attività Descrivono l’ organizzazioni di beni, persone e mezzi

22 22 La fase di pianificazione: -Indicatori verificabili degli obiettivi  Gli indicatori verificabili degli obiettivi (OVI, objectively verifiable indicators) sono degli strumenti che permettano di misurare quantitativamente o qualitativamente in maniera oggettiva i fenomeni rilevanti per il progetto.  Le caratteristiche di questi indicatori sono riassunte dall’acronimo S.M.A.R.T.:  Specific: idonee a misurare il fenomeno singolo  Measurable: Misurabili  Available: disponibili ad un costo accettabile  Relevant: rilevanti in relazione agli obiettivi  Time bound: definite nel tempo  Si inseriscono nella seconda colonna del LogFrame Indicatori

23 23 La fase di pianificazione: -Fonti di verifica  Le fonti di verifica (Sov, sources of verification) sono quelli fonti presso le quali è possibile reperire le informazioni relative agli indicatori.  La credibilità delle fonti garantisce la serietà del progetto.  Si inseriscono nella terza colonna del LogFrame Fonti di verifica

24 24 La fase di pianificazione: - Ipotesi (4°colonna )  Rappresentano quelle condizioni necessarie, ma non sufficienti, affinchè il progetto abbia successo. Si tratta di condizioni esogene e non controllabili dagli attori ma che debbono avere la caratteristica di essere sufficientemente realistiche e durature. Obiettivi Generali Scopo Risultati Attività Ipotesi Pre-condizioni Logica di intervento + + +

25 25 Come identificare le Ipotesi?  Nella redazione di un progetto diventa essenziale capire e riuscire a giudicare l’influenza che le condizioni esterne possono avere sul progetto.  Schema di giudizio delle condizioni: Il fattore esterno è importante? SiNo Probabilità di realizzazione Quasi certa Cond. probabile Cond.improbabile Non includo nel Logframe Includo come condizione Includo come condizione E’ possibile riformulare il progetto? Si Riformulazione del progetto secondo le nuove condizioni No Il progetto non è più fattibile

26 LE TECNICHE PER IL PROJECT DESIGN PARTECIPATO Parte terza

27 27 GOPP: Goal-oriented project planning  L’approccio GOPP si basa sul concetto di “programmazione per obiettivi” contrapposto alla ben più comune pratica della “programmazione per attività”  Nel caso della programmazione per attività, la logica di progettazione parte dalle attività che diventano cosi’ dati di fatto o vincoli al progetto stesso.  Nella programmazione per obiettivi, invece, si identifica prima l’obiettivo “finale” dell’intervento, definito come beneficio per il target-group o cliente, e successivamente si identificano quei sotto- obiettivi necessari per raggiungerlo: “Se vogliamo ottenere questo obiettivo/beneficio di cosa abbiamo bisogno?”. Questo principio è chiamato in inglese forking ed è, nella sua semplicità, un sistema molto utile per rendere più coerente e ricca una analisi o una strategia.

28 28 Esempio programmazione per attività Corsi di formazione Preparazione adeguata al mondo del lavoro Giovani stabilmente inseriti nel mondo del lavoro

29 29 Esempio programmazione per obiettivi Modifica legislazioneCorsi di formazioneIncentivi alle imprese Affitti ridottiPreparazione adeguata al mondo del lavoro Nuove assunzioni facilitate Giovani stabilmente inseriti nel mondo del lavoro

30 30 Metodologia GOPP nella fase di analisi Fase di analisi Definizione dell’entità Analisi degli attori-chiave Analisi dei problemi Analisi degli obiettivi Individuazione ambiti di intervento (clustering) Fase di definizione dell'intervento Scelta degli ambiti di intervento (scoping) Definizione della logica di intervento Analisi del rischio Definizione indicatori oggettivamente verificabili Programmazione temporale delle attività Applicazione GOPP

31 31 Definizione/verifica dell’entità  L’entità, nella metodologia GOPP, non è altro che il tema, l’argomento su cui avviene l’esercizio di progettazione.  Spesso l’entità è data, nel senso che è un elemento intoccabile da cui parte, il lavoro di progettazione. Altre volte invece, quando la progettazione è ancora lontana, tocca al facilitatore o al progettista definirla.  Essa non dovrà essere né troppo ampia, né troppo ristretta. Il rischio di scegliere una entità troppo ampia è che su questa sarebbero coinvolti troppi stakeholders, così da rendere troppo complesso il lavoro di progettazione e di gestione dell’intervento, e che l’analisi della situazione e la conseguente progettazione rimarrebbero a un livello troppo generale, mentre in realtà la situazione di partenza tocca temi più specifici. Gli inconvenienti che derivano dalla scelta di una entità ristretta invece riguardano soprattutto il fatto che alcuni attori si sentirebbero tagliati fuori in partenza dal progetto.  Ricordiamoci che l’entità delimita la situazione di partenza prima che l’esercizio di progettazione abbia luogo. E’ quindi importante che essa non contenga ipotesi già troppo operative sui contenuti del progetto.

32 32 Analisi degli attori-chiave  Questa analisi porta a definire qual è il tipo di contributo che ciascuno degli attori-chiave o stakeholders apporta all’entità (alla situazione di partenza, quindi, o al suo miglioramento) e qual è l’interesse o il “tornaconto” che ne ricava da un miglioramento di questa entità. PartnerContributoInteresse/ Aspettative Nome e descrizione della organizzazione partner Attività usuale e cosa offre specificamente alla partnership Cosa è necessario e cosa ci si aspetta dalla partnership Nome e descrizione della organizzazione partner Attività usuale e cosa offre specificamente alla partnership Cosa è necessario e cosa ci si aspetta dalla partnership Nome e descrizione della organizzazione partner Attività usuale e cosa offre specificamente alla partnership Cosa è necessario e cosa ci si aspetta dalla partnership

33 UN’APPLICAZIONE PRATICA Parte quarta

34 South East Europe

35

36 Gli assi prioritari

37 37 Regole amministrative di base  Minimo tre partners in provenienza di tre paesi diversi della zona eliggibile al Programma MED (UE)…  …quindi rispetto della TRANSNAZIONALITA’  Non più del 40% del budget totale eliggibile per il partner più importante  Non più del 50% del budget totale eliggibile per il Paese più importante  Nessun operatore economico come capofila  Presentazione di una lettera di interesse per ciascun partner beneficiario potenziale di FESR

38 38 Criteri qualitativi di base 1  Equilibrio geografico*  Equilibrio budget*  Capacità finanziaria (soprattutto per capofila)  Competenze istituzionali/amministrative/tecniche  Coerenza tra competenze e obiettivi del progetto * Interpretazione da misurare in funzione delle azioni e risultati attesi

39 39 Criteri qualitativi di base 2  Partecipazione attiva (potenziale) di tutti i partners…  …quindi budget minimo « consigliato » per partner  Partenariato non troppo ambizioso rispetto alle risorse umane e finanziarie disponibili  Interesse reale alla realizzazione del progetto e non solo « comunicazione »

40 40 Partecipazione di partners « fuori zona »UE e/o non UE  Possibile ma con condizioni:  Regolamento 1080/2006 art.21  P.O. MED pagina 9  Manuale MED capitolo 4  Le condizioni sono determinate da:  Valore aggiunto e beneficio diretto per il partenariato nella zona MED  Rispetto delle percentuali massime consentite rispettivamente del 20% e 10% del budget totale elegibile


Scaricare ppt "La gestione delle informazioni per l’accesso ai finanziamenti comunitari Dall’idea alla individuazione della proposta progettuale Germana Di Falco – Expert."

Presentazioni simili


Annunci Google