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Santa Gianna Beretta Molla Testi di Don Giuseppe Colombo Valeriano Castiglioni Realizzazione grafica Alberto Bairati.

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Presentazione sul tema: "Santa Gianna Beretta Molla Testi di Don Giuseppe Colombo Valeriano Castiglioni Realizzazione grafica Alberto Bairati."— Transcript della presentazione:

1 Santa Gianna Beretta Molla Testi di Don Giuseppe Colombo Valeriano Castiglioni Realizzazione grafica Alberto Bairati

2 Vita di Santa Gianna Gianna Beretta Molla è nata a Magenta il 4 ottobre 1922 Magenta. Basilica di S. Martino Vescovo, chiesa del battesimo e del matrimonio di Gianna. Magenta. Casa dei nonni paterni: Gianna nacque il 4 ottobre 1922 in via Roma 89. Magenta. Interno della Basilica di S. Martino Vescovo: il fonte battesimale dove Gianna fu battezzata l11 ottobre 1922 con il nome di Giovanna Francesca.

3 Bergamo, Chiesa di S. Grata: qui, il 4 Aprile 1928, Gianna ricevette la Prima Comunione. Bergamo, Duomo: qui il 9 giugno 1930 Gianna fu cresimata. Gianna trascorse i primi anni della sua vita a Bergamo. Qui, il 4 aprile 1928, ricevette la Prima Comunione nella chiesa di Santa Grata. Due anni dopo, in Duomo, ricevette la Cresima. Rimase in questa città sino al 1937, frequentando le scuole elementari e il ginnasio.

4 Nel 1937, la famiglia si trasferì a Genova Quinto. Qui Gianna completò gli studi liceali, conseguendo la maturità classica nel Con le compagne di terza ginnasio al Paolo Sarpi di Bergamo. Gianna è la terza da sinistra in seconda fila.

5 Alla morte dei genitori Gianna si trasferì, coi suoi fratelli, a Magenta, nellabitazione dei nonni, in via Roma. Vi rimase sino al 1955 quando, il 24 settembre, dopo il matrimonio, si trasferì a Pontenuovo. Pontenuovo di Magenta: Chiesetta della Madonna del Buon Consiglio. Qui Gianna, da sposata, partecipava alla Santa Messa. Qui, dopo il battesimo a Magenta, furono consacrati alla Madonna del Buon Consiglio i suoi quattro figli. Da qui partì il corteo funebre il 30 aprile 1962.

6 Iscritta alla facoltà di Medicina, Gianna studiò prima a Milano e poi a Pavia, dove si laureò il 30 novembre 1949, conseguendo, due anni più tardi, la specializzazione in pediatria. Aprì un ambulatorio a Mesero. Mesero: apide posta allesterno dellambulatorio. Mesero: In questo ambulatorio, che si affaccia sulla Piazza Santa Gianna Beretta Molla, Gianna esercitò la professione medica dal 1950 al 1962.

7 Dal matrimonio con Pietro Molla sono nati i quattro figli: Pierluigi, Maria Zita (subito chiamata Mariolina), Laura e Gianna Emanuela. Pontenuovo di Magenta: La villetta dove Gianna visse da sposa e da mamma dal 1955 al Qui diede alla luce Pierluigi, Mariolina e Lauretta. Qui morì l 8 aprile 1962.

8 Gianna è morta nellabitazione di Pontenuovo il 28 aprile 1962, sette giorni dopo aver dato alla luce la figlia. Il suo corpo riposa nella tomba di famiglia, al cimitero di Mesero. Mesero: Cappella della famiglia Molla, dove si trova la tomba di Santa Gianna. Mesero: il mosaico raffigura Santa Gianna mentre presenta la figlia Mariolina, morta a sei anni nel 1964, alla Madonna di Fatima. Alle sue spalle la sorella del marito, Teresina, morta alletà di 23 anni.

9 Gianna è stata proclamata beata il 24 aprile del 1994 e canonizzata il 16 maggio 2004 in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II. Mesero: lantica parrocchiale è ora il Santuario della Famiglia dedicato a Santa Gianna. Vi è annesso il centro di orientamento, formazione e spiritualità familiare

10 Alberto Beretta, di Magenta, e Maria De Micheli, di Milano, Terziari francescani, si unirono in matrimonio il 12 ottobre 1908 e abitarono in piazza Risorgimento a Milano. Nel 1925 si trasferirono a Bergamo per sfuggire alla diffusione della spagnola, epidemia che seminò lutti anche nella loro famiglia. Morirono entrambi nel 1942, a soli quattro mesi di distanza luna dallaltro, ancora in giovane età. Ebbero tredici figli, cinque dei quali morirono piccoli. La famiglia esercitò su Gianna uninfluenza determinante, che la avvierà ad una vita pienamente cristiana. Ereditò dal padre la bontà del cuore e la sensibilità verso i poveri, dalla madre Maria lumiltà unita allenergia del carattere. La famiglia Beretta, in occasione del XXV di nozze dei genitori, 12 ottobre Da sinistra, in prima fila, Gianna, la mamma, Virginia, Amalia, il papà e Giuseppe e, in seconda fila, Ferdinando, Francesco, Zita ed Enrico. Le radici di Santità

11 Per dodici anni i Beretta vissero a Borgo Canale, quartiere di Bergamo. Dal giorno della sua Prima Comunione, pur essendo piccolissima, Gianna ogni mattina accompagnava la mamma alla Messa e riceveva Gesù. Unabitudine che ha conservato per tutta la vita. Bergamo. Gianna nel giorno della sua Prima Comunione. Il seme germogliava e cresceva

12 I cinque anni trascorsi a Genova Quinto furono fondamentali per la formazione di Gianna: iscritta al ginnasio delle suore Dorotee partecipò ad un ritiro spirituale nel marzo Fu un momento che incise profondamente nella sua formazione. Imparò a meditare, a contemplare e a capire quanto sia importante per la vita spirituale la preghiera personale. Nei suoi scritti si intravede come Gianna ponesse già sulla sua strada dei capisaldi: rendersi sempre più consapevole della propria dignità battesimale e chiedere sempre una lucida consapevolezza della volontà di Dio per compierla fino in fondo nelle scelte quotidiane. Genova Quinto al Mare. Gianna tra le sorelle Virginia (alla sua sinistra) e Zita (alla sua destra) e le compagne dellIstituto delle Suore Dorotee, Lesperienza decisiva

13 Le vicissitudini familiari portarono Gianna a Magenta nel Furono gli anni della sua maturazione spirituale e caritativa attraverso limpegno nellAzione Cattolica e nella San Vincenzo. Delegata delle Beniamine e delle Aspiranti, presidente della Gioventù Femminile dal 1946 al 1949 e dal 1952 al 1955, istituì il cenacolo delle Aspiranti, per le quali organizzò adunanze settimanali sui temi della preghiera, della grazia battesimale e dellEucaristia. Gianna con un gruppo di giovani dellAzione Cattolica di Magenta,1952. I fratelli Beretta nel giorno della prima messa di Don Giuseppe, il 15 Giugno da sinistra: Enrico, Gianna, Francesco, don Giuseppe, Virginia, Ferdinando e Zita. Limpegno nellazione cattolica e a favore dei poveri

14 Negli anni della sua giovinezza Gianna non era soltanto una giovane impegnata nello studio, nella carità e nellapprofondimento della fede: era anche una ragazza simpatica, affascinante che esprimeva la gioia di vivere. Era aperta a tutto ciò che è bello, giusto e vero, era una donna sportiva ed amava viaggiare. Il suo amore profondo per Dio non mortificava la sua vivacità, ma animava la sua vita e la sua gioia. Incontrava Dio nelle bellezze del creato, lo serviva dedicandosi al prossimo, applicandosi con impegno nello studio, anche quando questo gli costava tanta fatica. Gianna sulle nevi del Sestrière, Gianna verso la cima Iazzi, gruppo del Monte Rosa, estate Gianna amava la vita

15 Finita la guerra, nel 1945, Gianna si trasferì dalluniversità di Milano a quella di Pavia dove, nel 1949, si laureò. Nel luglio del 1952 conseguì la specializzazione in pediatria. Nel frattempo, già da due anni, svolgeva la professione come medico mutualista a Mesero. La professione, per Gianna, era una missione. Scrisse: Noi medici tocchiamo Gesù nel corpo dei malati. Per le mamme aveva una tenerezza tutta particolare. Con loro intavolava lunghe discussioni sul modo migliore di crescere i bambini ma anche sul valore, in assoluto, della vita. Soffriva quando incontrava una donna che aveva scelto la strada dellaborto. Il gruppo dei laureandi in Medicina dellUniversità di Pavia (1949); Gianna è dietro al preside della facoltà (in camice bianco). Medico al servizio degli ammalati

16 In quegli anni Enrico, un fratello di Gianna divenuto prete cappuccino (frei Alberto), partì come medico missionario in Brasile, a Grajaù, tra i poveri, dove lassistenza medica lasciava molto a desiderare; molti bambini morivano di fame. Anche la sorella Virginia aveva fatto la scelta della vita religiosa canossiana. Era partita per la missione e assisteva, in India, i malati di un lebbrosario. Queste scelte compiute dai fratelli maturarono anche in Gianna il desiderio della missione. La sua salute era però fragile: non avrebbe sopportato il clima tropicale del Brasile. Furono determinanti le parole della sua guida spirituale. Perché non pensi a formare una famiglia veramente cristiana come quella in cui sei cresciuta tu?. Gianna accettò queste parole come un messaggio di Dio. Gianna alla colonia estiva della parrocchia San Martino di Magenta, sul Lago dOrta, nel 1952, mentre porta i bambini a passeggio su per i boschi. Alla ricerca di una vocazione

17 Gianna conobbe lingegner Pietro Molla a Mesero l8 dicembre 1954 alla prima messa di don Lino Garavaglia, un cappuccino nativo del paese. Iniziarono a frequentarsi: si scambiavano confidenze, parlavano delle loro aspirazioni e dei loro desideri. Avevano molto in comune: le certezze fondamentali, le grandi speranze che possono dare senso alla vita. Insieme erano felici. Gianna ed il fidanzato Pietro Molla nellagosto del 1955 (a pochi giorni dal matrimonio) sul nevaio del Livrio. Il fidanzamento

18 Sabato 24 settembre 1955 è una giornata di sole. Nella basilica San Martino di Magenta si celebra il matrimonio di Gianna e Pietro: a benedire le nozze il fratello di Gianna, don Giuseppe. Uno scrosciante battimani accompagna Gianna mentre si avvicina allaltare. Al matrimonio Gianna e Pietro si erano preparati con un triduo di preghiera. Si avvicinavano al matrimonio in piena consapevolezza della loro vocazione. Entrambi consideravano quel vincolo un dono meraviglioso di Dio e volevano quindi viverlo secondo la sua volontà. Ilgiorno delle nozze, Magenta, 24 settembre Gianna e Pietro sposi. Uniti nel sacramento dellamore

19 Gli sposi partirono per il viaggio di nozze, dopo la cerimonia. Visitarono Roma, Castelgandolfo (con udienza del Papa), Napoli, Pompei, Ischia, Capri e la Sicilia. Gianna durante il viaggio di nozze.

20 Nella nuova via del matrimonio, Gianna accettò gli inevitabili sacrifici della famiglia con serenità. Coerenza, consapevolezza dei suoi doveri, equilibrio, erano le doti che laiutavano a muoversi nellambito familiare, professionale e parrocchiale in armonia e semplicità. Nonostante tutti gli impegni, professionali e di vita parrocchiale, Gianna non trascurava né la casa, né la famiglia. Era vicina al marito nei momenti di responsabilità per il suo lavoro, affrontava momenti di solitudine quando Pietro era costretto ad assentarsi e provava preoccupazione quando doveva affrontare lunghi viaggi di lavoro in aereo. Gianna con il primogenito Pierluigi nel giorno del suo primo compleanno. La quotidianità in famiglia

21 Quattordici mesi dopo il matrimonio, il 19 novembre 1956, nasce Pierluigi, il primo figlio. Seguiranno Maria Zita, affettuosamente chiamata Mariolina, l11 novembre 1957 (morirà a sei anni, nel 1964, due anni dopo la scomparsa della mamma), Laura Maria che vede la luce il 15 luglio Già mamma di tre bambini, Gianna desiderava un altro figlio. Ebbe due gravidanze che, con suo grande dolore, si interruppero spontaneamente. Nellagosto del 1961 avvertì i segni di una nuova maternità. Gianna mostra a Pierluigi la sorella Mariolina nata da poco. Gianna con Mariolina a San Vigilio, nel Gianna è madre

22 Con Mariolina davanti alla casa di Pontenuovo. Con Mariolina e Pierluigi nel giardino della casa di Pontenuovo. Gianna, felice tra i suoi bellissimi bambini

23 Gianna con Pierluigi e Mariolina nel Con Mariolina e Laura nel 1960 a Courmayeur. Con Laura: estate del 1960 a Courmayeur.

24 Qualche settimana dopo essersi accorta di aspettare il suo quarto figlio, Gianna avverte la sensazione di un gonfiore anomalo alladdome. Si trattava di un fibroma. Il 6 settembre 1961 viene operata e torna alla vita di sempre, alle cure dei figli, al marito e ai suoi malati a Mesero. Il 20 aprile 1962 Gianna viene ricoverata allospedale di Monza per il parto: è il venerdì santo. La mattina dopo nasce Emanuela. Agli attimi di gioia per la nascita della piccola subentrarono presto sofferenze tremende per Gianna: le viene diagnosticata una peritonite settica. Sette giorni dopo il parto, il marito, adempiendo il desiderio espressogli della moglie, provvede a farla portare a casa, a Pontenuovo, dove Gianna si spegne verso le otto del mattino pregando: Gesù, ti amo. Era il sabato dopo Pasqua. Courmayeur, estate I quattro figli di Gianna. Da sinistra: Mariolina, Pierluigi, Gianna Emanuela e Laura. Lultimo sacrificio

25 Avvenne a Grajaù, in Brasile, nel Nellospedale di quella cittadina dello Stato del Maranhao, una giovane donna protestante, Lucia Silva Cirilo, a causa di una complicazione imprevedibile ma gravissima, stava morendo poco dopo aver dato alla luce il suo quarto bambino. Uninfermiera, suor Bernardina di Manaus, cappuccina, molto preoccupata per la situazione dolorosa in cui si trovava la paziente, si rivolge a Gianna Beretta Molla affinché, per la sua intercessione, la mamma morente venisse liberata dal male. Suor Bernardina invitò altre due infermiere ad unirsi a lei in questa supplica. In modo immediato e permanente, secondo le testimonianze raccolte, i suoi disturbi scomparvero. Roma, 24 aprile Dopo la cerimonia di beatificazione, Mons. Serafino Spreafico presenta a Papa Giovanni Paolo II la Signora brasiliana miracolata da Gianna. Il primo miracolo

26 La causa di beatificazione viene avviata il 6 novembre 1972, dieci anni dopo la morte di Gianna Beretta Molla. Al termine di due processi – che hanno prodotto quattro volumi di testimonianze e documenti – il 6 luglio 1991 la Congregazione per le Cause dei Santi conferma leroicità delle virtù di Gianna, con un Decreto firmato dal papa Giovanni Paolo II. La cerimonia di beatificazione si è svolta in San Pietro il 24 aprile Il giorno della memoria liturgica è il 28 aprile. Roma, 24 aprile Il Card. Carlo Maria Martini ringrazia il Santo Padre per lavvenuta beatificazione. La beatificazione

27 Roma, 25 aprile Il Santo Padre e il Card. Martini con i familiari di Gianna al termine delludienza papale.

28 Il secondo miracolo riconosciuto dalla Chiesa per intercessione di Gianna Beretta Molla si è verificato a Franca, nel sud est del Brasile. Una donna di 35 anni, Elisabete Comparini, aveva già portato a termine tre gravidanze. Alla sedicesima settimana della quarta gravidanza, le fu diagnosticato uno scollamento della placenta e la fuoriuscita del liquido amniotico. I medici consigliarono linterruzione della gravidanza, perché bambino e madre rischiavano di perdere la vita. Il mio cuore non accettava la decisione dei sanitari. Questa fu la risposta di Elisabete con divisa dal marito Carlos César Arcolino. Il vescovo Diogenes parlò a Elisabete di Gianna e fu deciso di affidare tutti nelle mani di Dio. Lintera comunità pregò per Elisabete. Alla 32 settimana, il 31 maggio 2000 nacque Gianna Maria. La madre ebbe un grave collasso ma, alla fine, tutto si risolse positivamente. Il 16 maggio 2004, Gianna è stata innalzata agli onori degli altari da Giovanni Paolo II Roma, 16 Maggio La canonizzazione di Gianna. Una santa madre di famiglia

29 Roma, 16 Maggio Dopo la canonizzazione, Pietro Molla con la figlia Gianna Emanuela saluta commosso il Papa Giovanni Paolo II.

30 Roma, 16 Maggio La famiglia Arcolino, miracolata da Gianna, in Piazza San Pietro, dopo la canonizzazione.

31 La missione di Gianna non è terminata con la fine della sua vita terrena, ma continua e si estende a tutti coloro che desiderano essere aiutati da lei. La sua santità, è ormai patrimonio indissolubile di tutto il mondo cristiano. Ci ha insegnato ad essere fedeli interpreti del Vangelo, ad avere sempre Gesù nel cuore perché è Lui la nostra forza, la nostra felicità, la nostra speranza. Il messaggio di Gianna: Con il Dio della vita.

32 Reliquiario di Santa Gianna Beretta Molla Ideato e realizzato dallo scultore Pino Pedano nel giugno 2005.

33 RELIQUIA Polsino della camicia usata dalla Santa nella sua agonia, dono della sorella di Gianna, Madre Virginia.

34 AUTENTICAZIONE Filo rosso sulla reliquia, dalla curia Arcidiocesana di Milano (XXVIII )

35 FOTOGRAFIA DI S. GIANNA Benedetta dal Papa Giovanni Paolo II il giorno della Canonizzazione di Gianna.

36 RELIQUIARIO A forma di libro Bibbia, Parola di Dio. Gesù Cristo rivissuto da Santa Gianna.

37 CROCE Legno di ebano intarsiato, rappresenta Gesù, Uomo-Dio Crocifisso. I due ovali centrali rappresentano Gesù Dio e Gianna sua discepola, morti per dare la vita.

38 Legno di ciliegio Proviene dal giardino di Santa Gianna a Bergamo. Rappresenta la sua infanzia e la sua formazione cristiana. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

39 Legno di ebano dallAfrica Legno sacro per gli aborigeni africani. Rappresenta Dio Signore della vita al quale Gianna si consacra. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

40 Legno di mandorlo Anchesso proviene dal giardino di casa Beretta a Bergamo. Da questalbero Gianna raccoglieva fiori da mettere sullaltare della famiglia. Indica la consacrazione di Gianna e le sue varie vocazioni. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

41 Legno di frassino selvatico Raccolto a Mesero nel giardino dellantica chiesa parrocchiale, durante il restauro per trasformarla nel Santuario della famiglia dedicato a santa Gianna. Rappresenta Gianna medico a Mesero, professione da lei esercitata come missione evangelica. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

42 Legno di ulivo dalla Sicilia Lulivo rappresenta la gloria. Anche Gianna ha raggiunto la gloria degli altari con la sua beatificazione (24 Aprile 1994) e canonizzazione (16 Maggio 2004). Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

43 Legno di pioppo Proviene dalla regione Lombardia e da esso sono derivate le tacchette chiare intorno alla reliquia-immagine e le legature dei vari strati. È il legno usato dallazienda Saffa, della quale il marito di Gianna, Pietro, era direttore. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

44 Legno ambrato dal Brasile Il Brasile è importantissimo nella vita di Gianna. Lì operava il fratello padre Alberto e lì Gianna si preparava ad andare come medico-volontaria-laica prima di abbracciare definitivamente la sua vocazione al matrimonio. In terra brasiliana sono avvenuti i due miracoli per intercessione di Gianna: a Grajù-MA per la beatificazione e a Franca-SP per la canonizzazione. Descrizione dei legni usati e loro simbologia Le sezioni del legno sono dodici, come pure gli intarsi sulla croce a significare gli apostoli e i loro successori, papa, vescovi e sacerdoti e indicano Gianna credente nel loro ministero e quindi fedele alla Chiesa. I tipi di legno sono sette: indicano i Sette Sacramenti e la vita di Chiesa, sostegno spirituale di Gianna.

45 Lautore dei reliquiari: lo scultore Pino Pedano Lo scultore Pino Pedano con i reliquiari nella cappella di Santa Gianna.

46 Pino Pedano nasce nel 1944 in Sicilia a Pettineo, un paesino di 1500 abitanti in provincia di Messina. A sette anni i genitori, contadini, lo mandano a fare lapprendista falegname. A 17 anni approda a Milano: di giorno lavora e la sera studia per prendere la licenza media e prepararsi alla maturità artistica. Nel 1966 apre la sua prima bottega artigiana collaborando con artisti, designer e architetti. La scoperta della vena artistica di Pedano ebanista e artigiano avviene nel Le sue sculture vengono esposte per la prima volta nel 1976 alla Galleria del Naviglio a Milano e poi in altre quattro mostre: a Bologna, Basilea, Venezia e ancora a Milano. La fama dellartista travalica i confini nazionali quando, nel 1977, una mostra a Parigi lo consacra alla conoscenza internazionale. Lanno seguente è la volta di Zurigo e poi viene nel 1979 il successo americano a New York. Dal 1984, anno di unaltra mostra a Milano, si sviluppa la fase di maturità di questo artista che ha il suo apice nella mostra tenuta nel 1990 al Victoria and Albert Museum di Londra. Nello stesso anno la sua esperienza di scultore e imprenditore sensibile al tema del benessere porta Pedano a scoprire e studiare le qualità dei materiali naturali e in particolare dei materassi in lattice naturale, avendo compreso che lottanta per cento della nostra salute dipende dal sistema letto con cui si dorme. Nel 1994 porta in Italia la linea austriaca Naturland, leader in Europa di prodotti per la bioarchitettura nel dormire. Nellaprile del 1992 il Comune di Milano gli dedica alla Rotonda della Besana la mostra Il giardino segreto. Pino Pedano, sculture lignee Catalogo Electa curato da Carlo Bertelli.

47 Mesero, primo Novembre 2005 Cerimonia di presentazione dei reliquiari

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62 Preghiera a Santa Gianna Dio, che ci sei Padre, ti diamo lode e ti benediciamo perché in Santa Gianna Beretta Molla ci hai donato e fatto conoscere una donna testimone del Vangelo come giovane, sposa, madre e medico. Ti ringraziamo perché anche attraverso il dono della sua vita ci fai imparare ad accogliere ed onorare ogni creatura umana. Tu, Signore Gesù, sei stato per lei riferimento privilegiato: ti ha saputo riconoscere nella bellezza della natura; mentre si interrogava sulla sua scelta di vita andava alla ricerca di te e del modo migliore per servirti; attraverso l'amore coniugale si è fatta segno del tuo amore per la Chiesa e per l'umanità; come te, buon samaritano, si è fermata accanto ad ogni persona malata, piccola e debole; sul tuo esempio e per amore, ha donato tutta sé stessa, generando nuova vita. Spirito santo, fonte di ogni perfezione, dona anche a noi sapienza, intelligenza e coraggio perché, sull'esempio di Santa Gianna e per sua intercessione, nella vita personale, familiare, professionale, sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e donna e crescere così nell'amore nella santità. Amen.


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