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Le relazioni a scuola Uomini e donne liberi. Una scaletta? Innanzitutto uno stile: creare relazioni e comunicazione Innanzitutto uno stile: creare relazioni.

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Presentazione sul tema: "Le relazioni a scuola Uomini e donne liberi. Una scaletta? Innanzitutto uno stile: creare relazioni e comunicazione Innanzitutto uno stile: creare relazioni."— Transcript della presentazione:

1 Le relazioni a scuola Uomini e donne liberi

2 Una scaletta? Innanzitutto uno stile: creare relazioni e comunicazione Innanzitutto uno stile: creare relazioni e comunicazione Identità dello studente Identità dello studente Identità del docente Identità del docente Una relazione per imparare: apprendimento e benessere Una relazione per imparare: apprendimento e benessere I riti dellora di lezione I riti dellora di lezione

3 Identità dello studente Liquido, insoddisfatto, trascinato Liquido, insoddisfatto, trascinato Invisibile, che vuole sembrare stupido Invisibile, che vuole sembrare stupido Prigioniero della voglia, mosso dal desiderio Prigioniero della voglia, mosso dal desiderio

4 Quale studente? Attività scolastiche: fragili e sconnessi significanti di una realtà lontana e aliena( Cerioli, Modelli di memoria e sviluppo delle abilità mnestiche) Attività scolastiche: fragili e sconnessi significanti di una realtà lontana e aliena( Cerioli, Modelli di memoria e sviluppo delle abilità mnestiche) Caricano dati su un programma o fanno una stampata da Internet (Mastrocola, La scuola raccontata al mio cane) Caricano dati su un programma o fanno una stampata da Internet (Mastrocola, La scuola raccontata al mio cane) Studenti adattabili alle circostanze, che non hanno forma propria Studenti adattabili alle circostanze, che non hanno forma propria

5 Studenti adolescenti Si tratta di un periodo di grandi migrazioni in cui lindividuo abbandona un corpo infantile e inizia un distanziamento dalla famiglia, per rivolgersi con interesse crescente al gruppo dei pari. Passa gradualmente da ragionamenti di tipo concreto a una logica relativamente capace di astrazione. Diventa parzialmente più critico verso gli insegnanti. Si tratta di un periodo di grandi migrazioni in cui lindividuo abbandona un corpo infantile e inizia un distanziamento dalla famiglia, per rivolgersi con interesse crescente al gruppo dei pari. Passa gradualmente da ragionamenti di tipo concreto a una logica relativamente capace di astrazione. Diventa parzialmente più critico verso gli insegnanti. (G. Tonolo, Adolescenza e identità, Il Mulino, Bologna, 1999).

6 Vincente come sempre Domani, mentre minterroga, farò le smorfie agli altri della classe, così rideranno, e io sarò vincente come sempre, e un brutto voto in più chissenefrega, non cambia nulla, i professori sono camerieri, lavorano per guadagnare due euro, come i filippini. Domani, mentre minterroga, farò le smorfie agli altri della classe, così rideranno, e io sarò vincente come sempre, e un brutto voto in più chissenefrega, non cambia nulla, i professori sono camerieri, lavorano per guadagnare due euro, come i filippini. (M. Lombardo Pijola, Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa, Bompiani, Milano, 2007).

7 Dormire e basta Alla fine mi è venuta unidea geniale, di dormire in classe durante la lezione. […] Il più bello è con Arzi, che insegna Talmud […] Ma la cosa più importante è che con lui, anche quando dormo, non perdo mai tanto, perché anche se mi sveglio solo quando suona il campanello, non hanno mai studiato più di due versetti. Alla fine mi è venuta unidea geniale, di dormire in classe durante la lezione. […] Il più bello è con Arzi, che insegna Talmud […] Ma la cosa più importante è che con lui, anche quando dormo, non perdo mai tanto, perché anche se mi sveglio solo quando suona il campanello, non hanno mai studiato più di due versetti. ( A.B. Yehoshua, Lamante, trad. di A. Baehr, ed. speciale per La Repubblica, Milano, 2003)

8 Senza predilezione Anton studiava e basta. Studiava dalla mattina fino a tarda notte […] Egli non cambiò nemmeno al ginnasio. […] Continuava ad essere lallievo modello, il ragazzo esemplare, diligente, morigerato e virtuoso, padroneggiava egualmente bene tutte le materie e non aveva nessuna cosiddetta predilezione, perché non cera assolutamente nulla in lui che avesse a che fare con lamore. Anton studiava e basta. Studiava dalla mattina fino a tarda notte […] Egli non cambiò nemmeno al ginnasio. […] Continuava ad essere lallievo modello, il ragazzo esemplare, diligente, morigerato e virtuoso, padroneggiava egualmente bene tutte le materie e non aveva nessuna cosiddetta predilezione, perché non cera assolutamente nulla in lui che avesse a che fare con lamore. (J. Roth,Il mercante di coralli, Adelphi, La Nuova Italia, Perugia, 1992) (J. Roth,Il mercante di coralli, Adelphi, La Nuova Italia, Perugia, 1992)

9 Massimo tre ore Io a scuola non ci vado tanto volentieri. […] Se vorrei che la scuola fosse diversa? Vediamo…sì, vorrei che le mattine durassero al massimo tre ore, con unora di educazione fisica tutti i giorni. Io a scuola non ci vado tanto volentieri. […] Se vorrei che la scuola fosse diversa? Vediamo…sì, vorrei che le mattine durassero al massimo tre ore, con unora di educazione fisica tutti i giorni. ( E. Rosci, S. Rivolta, Io e tutti, Archimede, Grugliasco, 1996)

10 Identità delladulto Insegnante non psicologo, sociologo o moralista Insegnante non psicologo, sociologo o moralista Profeti di successo Profeti di successo Uomini e donne liberi dallinsoddisfazione e dallansia Uomini e donne liberi dallinsoddisfazione e dallansia Uomini e donne della relazione, al di là dei comportamenti. Uomini e donne della relazione, al di là dei comportamenti.

11 Quali insegnanti? Amico di tutti? Amico di tutti? Complice e seduttore? Complice e seduttore? Autoritario e sprezzante? Autoritario e sprezzante? Tecnico della didattica? Tecnico della didattica?

12 Uomini e donne, non ruoli Quando sono con loro o alle prese con i loro compiti, non sono altrove. […] Quando sono con loro o alle prese con i loro compiti, non sono altrove. […] Ma quando sono altrove, non sono proprio più con loro. Il suo altrove era, nella fattispecie, un quartetto darchi che esigeva dal suo violoncello lassoluto necessario alla musica. Del resto lei sosteneva vi fosse una correlazione tra una classe e unorchestra. (D. Pennac, Diario di scuola)

13 Avere stile Altra cosa, mi sembra che avessero uno stile. Erano artisti nella trasmissione della loro materia. Le loro lezioni erano atti di comunicazione, certo, ma di un sapere talmente padroneggiato che passava quasi per creazione spontanea. Altra cosa, mi sembra che avessero uno stile. Erano artisti nella trasmissione della loro materia. Le loro lezioni erano atti di comunicazione, certo, ma di un sapere talmente padroneggiato che passava quasi per creazione spontanea. (D. Pennac, Diario di scuola)

14 Densità di presenza in classe Avevano certamente altri interessi, una grande curiosità che doveva alimentare la loro forza, il che spiegava, tra le altre cose, la densità della loro presenza in classe. (La professoressa Gi, in particolare, mi sembrava avesse una fame di conoscenza da divorare il mondo e le sue biblioteche). Avevano certamente altri interessi, una grande curiosità che doveva alimentare la loro forza, il che spiegava, tra le altre cose, la densità della loro presenza in classe. (La professoressa Gi, in particolare, mi sembrava avesse una fame di conoscenza da divorare il mondo e le sue biblioteche). (D. Pennac, Diario di scuola)

15 Il sentimento del non-valore Chi si annoia sente che tutto è indifferente, che nulla vale la pena, che ogni proposta fatta per distrarlo, o per coinvolgerlo, è indifferente, cioè senza valore…La noia implica non solo un sentimento, ma una decisione, un giudizio del tipo: ciò non è interessante, e ne sottende un altro: Sarà sempre così Chi si annoia sente che tutto è indifferente, che nulla vale la pena, che ogni proposta fatta per distrarlo, o per coinvolgerlo, è indifferente, cioè senza valore…La noia implica non solo un sentimento, ma una decisione, un giudizio del tipo: ciò non è interessante, e ne sottende un altro: Sarà sempre così (Reboul, I valori delleducazione)

16 Lavventura dellimparare In-parare: procurare qualcosa dentro di sé In-parare: procurare qualcosa dentro di sé A che serve? A che serve? Vincere la noia Vincere la noia Motivare è sostenere il desiderio dellio Motivare è sostenere il desiderio dellio

17 Tra realtà e desiderio Adesione stupita (da steup: pungere, colpire) della mente alla realtà Adesione stupita (da steup: pungere, colpire) della mente alla realtà Tensione continua alla domanda Tensione continua alla domanda Sì, ci sto Sì, ci sto Piacere, soddisfazione immediata,il bel voto Piacere, soddisfazione immediata,il bel voto

18 Sollevare il velo della consuetudine Discendiamo in noi stessi, e noteremo che il godimento sperimentato dalla nostra età matura nel campo delle lettere o delle arti deriva dal fatto che, in passato, un maestro ha sollevato su qualche punto il velo della consuetudine, comunicandoci unammirazione che egli nutriva, sempre nuova, nel suo cuore. Non è tanto per quello che insegnava che egli ci istruiva, poiché quelle cose noi avremmo potuto, a rigore, trovarle in un libro. Ma ci ha fatto penetrare nella sua stessa emozione Discendiamo in noi stessi, e noteremo che il godimento sperimentato dalla nostra età matura nel campo delle lettere o delle arti deriva dal fatto che, in passato, un maestro ha sollevato su qualche punto il velo della consuetudine, comunicandoci unammirazione che egli nutriva, sempre nuova, nel suo cuore. Non è tanto per quello che insegnava che egli ci istruiva, poiché quelle cose noi avremmo potuto, a rigore, trovarle in un libro. Ma ci ha fatto penetrare nella sua stessa emozione (Guitton, Arte nuova di pensare)

19 Amore al proprio mestiere Col signor Bernard, le lezioni erano sempre interessanti, per la semplice ragione che lui amava appassionatamente il suo mestiere. (…). No, la scuola non offriva soltanto una semplice evasione dalla vita. Almeno nella classe del signor Bernard, appagava una sete più essenziale per il ragazzo che per ladulto, la sete della scoperta. Certo, anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po come si ingozzavano le oche, si presentava un cibo confezionato e sinvitavano i ragazzi ad inghiottirlo. Col signor Bernard, le lezioni erano sempre interessanti, per la semplice ragione che lui amava appassionatamente il suo mestiere. (…). No, la scuola non offriva soltanto una semplice evasione dalla vita. Almeno nella classe del signor Bernard, appagava una sete più essenziale per il ragazzo che per ladulto, la sete della scoperta. Certo, anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po come si ingozzavano le oche, si presentava un cibo confezionato e sinvitavano i ragazzi ad inghiottirlo.

20 Degni di scoprire il mondo Nella classe del professor Bernard, per la prima volta in vita loro, i ragazzi sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo. E anche il maestro non si occupava soltanto di insegnare ciò per cui era pagato, ma li accoglieva con semplicità nella sua vita personale, la viveva con loro, raccontava la propria storia e quella di altri ragazzi che aveva conosciuto. Nella classe del professor Bernard, per la prima volta in vita loro, i ragazzi sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo. E anche il maestro non si occupava soltanto di insegnare ciò per cui era pagato, ma li accoglieva con semplicità nella sua vita personale, la viveva con loro, raccontava la propria storia e quella di altri ragazzi che aveva conosciuto. (A. Camus, Il primo uomo)

21 Il docente con -creativo Anzitutto lo vorrebbero ricco di fantasia e di stimoli per gli alunni. In unetà di espansione verso la ricerca di una propria fisionomia unica, essi desiderano un insegnante che sappia essere con creativo con loro. Anzitutto lo vorrebbero ricco di fantasia e di stimoli per gli alunni. In unetà di espansione verso la ricerca di una propria fisionomia unica, essi desiderano un insegnante che sappia essere con creativo con loro. ( G. Tonolo, Adolescenza e identità, Il Mulino, Bologna, 1999).

22 Noia Non sapevo allora che anche gli insegnanti ogni tanto la provano questa sensazione di carcere a vita: rifriggere allinfinito le stesse lezioni davanti a classi intercambiabili, essere oppressi dal quotidiano fardello dei compiti da correggere (non è possibile immaginare Sisifo felice con un pacco di compiti da correggere!), ignoravo che la ripetitività è la prima ragione addotta dagli insegnanti quando decidono di lasciare il lavoro. Non sapevo allora che anche gli insegnanti ogni tanto la provano questa sensazione di carcere a vita: rifriggere allinfinito le stesse lezioni davanti a classi intercambiabili, essere oppressi dal quotidiano fardello dei compiti da correggere (non è possibile immaginare Sisifo felice con un pacco di compiti da correggere!), ignoravo che la ripetitività è la prima ragione addotta dagli insegnanti quando decidono di lasciare il lavoro. (D. Pennac, Diario di scuola)

23 Insoddisfazione Quelle ore andate a monte mi lasciavano esausto. Uscivo dalla classe sfinito e furibondo. Un furore di cui i miei allievi rischiavano di fare le spese tutta la giornata, poiché nessuno è pronto a cazziarti più di un professore insoddisfatto (…). Attenti ragazzi, volate basso (…), ne va di messo il primo che capita. Quelle ore andate a monte mi lasciavano esausto. Uscivo dalla classe sfinito e furibondo. Un furore di cui i miei allievi rischiavano di fare le spese tutta la giornata, poiché nessuno è pronto a cazziarti più di un professore insoddisfatto (…). Attenti ragazzi, volate basso (…), ne va di messo il primo che capita. (D. Pennac, Diario di scuola)

24 Empatia esigente Empatia, non simpatia. Empatia, non simpatia. Vedere il mondo con gli occhi dello studente (Rogers, Libertà dapprendimento) Vedere il mondo con gli occhi dello studente (Rogers, Libertà dapprendimento) Superare il laisser faire, faire malgré lui Superare il laisser faire, faire malgré lui ( Reboul, Apprendimento, insegnamento e competenza) Comunanza e variazione di distanza (Meireu, Imparare…ma come?) Comunanza e variazione di distanza (Meireu, Imparare…ma come?)

25 Comunicazione autentica Accettazione della propria realtà personale Accettazione della propria realtà personale (coraggio dellio) Possesso di una positiva competenza comunicativa Possesso di una positiva competenza comunicativa Capacità di porgere la parola Capacità di porgere la parola Idoneità allascolto Idoneità allascolto

26 Il lavoro dellagio Attraverso un rapporto ben fatto si ottiene ricchezza; ma a scuola spesso si confonde agio con benessere incondizionato, tantè che talvolta si sente dire che per imparare bisogna rinunciare a un po di benessere, nel senso che ci vuole sforzo, sacrificio, ecc. Agio non è un dato di partenza, è anzitutto un lavoro che dipende da una competenza; Attraverso un rapporto ben fatto si ottiene ricchezza; ma a scuola spesso si confonde agio con benessere incondizionato, tantè che talvolta si sente dire che per imparare bisogna rinunciare a un po di benessere, nel senso che ci vuole sforzo, sacrificio, ecc. Agio non è un dato di partenza, è anzitutto un lavoro che dipende da una competenza;

27 Il lavoro dellagio (2) Agio significa lavorare in un certo modo, come nellespressione: mettersi a proprio agio per adoperare al meglio il proprio pensiero. Quindi il benessere è la conseguenza di un lavoro e lagio allora è una pratica, fa parte di un lavoro relazionale. Agio significa lavorare in un certo modo, come nellespressione: mettersi a proprio agio per adoperare al meglio il proprio pensiero. Quindi il benessere è la conseguenza di un lavoro e lagio allora è una pratica, fa parte di un lavoro relazionale. (Foletto, A scuola con soddisfazione)

28 Profeti di successo (1) Sì, a volte dei progetti si realizzano, delle vocazioni si compiono, il futuro onora i propri impegni. (…) Sulle prime non lo riconosco, ma mi rinfresca la memoria mettendomi davanti agli occhi un compito scritto da lui e corretto da me venticinque anni prima. Voto: 6. Titolo: Fai il tuo ritratto a quarantanni. Sì, a volte dei progetti si realizzano, delle vocazioni si compiono, il futuro onora i propri impegni. (…) Sulle prime non lo riconosco, ma mi rinfresca la memoria mettendomi davanti agli occhi un compito scritto da lui e corretto da me venticinque anni prima. Voto: 6. Titolo: Fai il tuo ritratto a quarantanni.

29 Profeti di successo (2) E luomo di quarantanni che se ne sta in piedi di fronte a me, sorridendo un po intimidito dallapparizione del suo vecchio professore, è esattamente quello che il ragazzo descriveva nel suo compito: lo chef di un ristorante le cui cucine paragonava alla sala macchine di un transatlantico. Linsegnante aveva apprezzato, in rosso, e aveva espresso lauspicio di sedersi un giorno al tavolo di quel ristorante E luomo di quarantanni che se ne sta in piedi di fronte a me, sorridendo un po intimidito dallapparizione del suo vecchio professore, è esattamente quello che il ragazzo descriveva nel suo compito: lo chef di un ristorante le cui cucine paragonava alla sala macchine di un transatlantico. Linsegnante aveva apprezzato, in rosso, e aveva espresso lauspicio di sedersi un giorno al tavolo di quel ristorante (D. Pennac, Diario di scuola)

30 Cosa hai fatto stamattina in classe? Niente! Perdita di memoria e di senso del tempo storico Perdita di memoria e di senso del tempo storico Mancanza di prospettive verso il futuro. Mancanza di prospettive verso il futuro. Presentificazione del vissuto temporale considerato senza sfondo e spessore. Presentificazione del vissuto temporale considerato senza sfondo e spessore. (Cavalli, Il tempo dei giovani)

31 Tra tempo passato e ripercorso Io passo il tempo quando è cattivo e fastidioso; quando è buono non voglio passarlo, lo ripercorro, mi ci indugio (Montaigne) Io passo il tempo quando è cattivo e fastidioso; quando è buono non voglio passarlo, lo ripercorro, mi ci indugio (Montaigne) Saper perdere tempo (Skolé) Saper perdere tempo (Skolé) Sfoltire i programmi Sfoltire i programmi Stabilire priorità Stabilire priorità Lasciare spazio al tempo personale e alla riflessione Lasciare spazio al tempo personale e alla riflessione Tempo fa rima con riuscita Tempo fa rima con riuscita

32 Tra kronos e kairos Bisogna inventare un tempo specifico per lapprendimento. Il presente dincarnazione, per esempio. Sono qui, in questa classe, e finalmente capisco! Ci siamo! Il mio cervello si propaga nel mio corpo: si incarna. […] Ma, affinché la conoscenza possa incarnarsi nel presente di una lezione, occorre smettere di brandire il passato come una vergogna e lavvenire come un castigo. Bisogna inventare un tempo specifico per lapprendimento. Il presente dincarnazione, per esempio. Sono qui, in questa classe, e finalmente capisco! Ci siamo! Il mio cervello si propaga nel mio corpo: si incarna. […] Ma, affinché la conoscenza possa incarnarsi nel presente di una lezione, occorre smettere di brandire il passato come una vergogna e lavvenire come un castigo. (D. Pennac, Diario di scuola)

33 Tempo della persona e dellistituzione Apprendimento e personalizzazione Apprendimento e personalizzazione Parcellizzazione degli orari Parcellizzazione degli orari Pianificazione del tempo e diritto al tempo libero Pianificazione del tempo e diritto al tempo libero

34 I riti dellora di lezione I suoi allievi aspettano in fila, nel corridoio, davanti alla porta dellaula. In tutta la scuola i ragazzi corrono, urlano, rovesciano sedie e banchi, invadono lo spazio, saturano il volume sonoro; Pierre, invece, aspetta che si mettano in fila, poi apre la porta, guarda ragazzi e ragazze entrare uno alla volta, e ogni tanto butta lì un Buongiorno quasi automatico, richiude la porta, si dirige a passi misurati verso la cattedra, gli studenti aspettano, in piedi dietro le sedie. Li prega di sedersi e comincia: Bene, Karim, dove eravamo rimasti?. La sua lezione è una conversazione che riprende da dove si era interrotta. I suoi allievi aspettano in fila, nel corridoio, davanti alla porta dellaula. In tutta la scuola i ragazzi corrono, urlano, rovesciano sedie e banchi, invadono lo spazio, saturano il volume sonoro; Pierre, invece, aspetta che si mettano in fila, poi apre la porta, guarda ragazzi e ragazze entrare uno alla volta, e ogni tanto butta lì un Buongiorno quasi automatico, richiude la porta, si dirige a passi misurati verso la cattedra, gli studenti aspettano, in piedi dietro le sedie. Li prega di sedersi e comincia: Bene, Karim, dove eravamo rimasti?. La sua lezione è una conversazione che riprende da dove si era interrotta. (D. Pennac, Diario di scuola)

35 Animare le consuetudini Cè lappello del mattino. Sentire il proprio nome pronunciato dalla voce del professore è un secondo risveglio. (…) Cè lappello del mattino. Sentire il proprio nome pronunciato dalla voce del professore è un secondo risveglio. (…) Io chiamo i miei ragazzi guardandoli, li accolgo, li nomino uno per uno, e ascolto la loro risposta. In fondo lappello è lunico momento della giornata in cui il professore ha loccasione di rivolgersi a ciascuno dei suoi studenti, anche se solamente pronunciando il suo nome. Un breve istante in cui lo studente deve sentire di esistere ai miei occhi, lui e non un altro. Dal canto mio, cerco per quanto è possibile di cogliere il suo umore dal suono che fa il suo presente. Se la voce è incrinata, bisognerà eventualmente tenerne conto. (D. Pennac, Diario di scuola)

36 Una classe che lavora Presenza di un docente autorevole Presenza di un docente autorevole Coinvolgimento degli studenti (ordine del giorno, ripresa, richiamo allattenzione, tenere alto il morale) Coinvolgimento degli studenti (ordine del giorno, ripresa, richiamo allattenzione, tenere alto il morale) Perfezione del compito, non competizione individualistica Perfezione del compito, non competizione individualistica Stili cognitivi o di apprendimento Stili cognitivi o di apprendimento

37 Quale situazione oggi? La situazione diviene preoccupante, quando tutta laffettività tende a risolversi in emozione e lemozione diviene una forma culturale predominante. Come la razionalità tecnologica è pervasiva dal punto di vista razionale, così lemozionalismo è pervasivo sul piano degli affetti: diventa la forma paradigmatica del sentire nella pubblicità, nella moda, nei mass media, nella pubblicistica, negli sport estremi, nel divertimento, nella politica urlata (F. Botturi)


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