La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1 Raul-Angelo Papotti LL.M. Bologna, 4 maggio 2007 La disciplina fiscale del trust dopo la Finanziaria 2007. Trust opachi e trasparenti, presunzioni di.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1 Raul-Angelo Papotti LL.M. Bologna, 4 maggio 2007 La disciplina fiscale del trust dopo la Finanziaria 2007. Trust opachi e trasparenti, presunzioni di."— Transcript della presentazione:

1 1 Raul-Angelo Papotti LL.M. Bologna, 4 maggio 2007 La disciplina fiscale del trust dopo la Finanziaria Trust opachi e trasparenti, presunzioni di residenza e strumenti di gestione del patrimonio alternativi al trust

2 2 Novella di cui alla Finanziaria 2007 Interventi normativi –Classificazione dei trust tra i soggetti passivi IRES –Presunzione di residenza in Italia con riferimento ad alcune tipologie di trust esteri –Tassazione per trasparenza Entrata in vigore: 1 gennaio 2007

3 3 Ricomprensione del trust nellambito dei soggetti di cui allarticolo 73 TUIR I trust sono espressamente menzionati nellart. 73, comma 1, TUIR e possono alternativamente qualificarsi come: –enti commerciali residenti –enti non commerciali residenti –soggetti non residenti

4 4 Prassi di derivazione ministeriale (e dottrina) precedente alle modifiche normative - cenni Raccordo necessario con la imputazione dei redditi ai beneficiari (rinvio) Novella legislativa: –Non è chiaro se lidentificazione del trust quale soggetto passivo dimposta operi indipendentemente dalle caratteristiche (soggettive) del trust –ovvero: rimangono ferme le precedenti prese di posizione di prassi e dottrina? Ricomprensione del trust nellambito dei soggetti di cui allarticolo 73 TUIR

5 5 Determinazione del reddito prodotto dal trust – Trust residenti Ente commerciale Ente non commerciale – Trust non residenti Ricomprensione del trust nellambito dei soggetti di cui allarticolo 73 TUIR

6 6 Commercialità del trust Lart. 73 del TUIR prevede che: Loggetto esclusivo o principale dellente residente è determinato in base alla legge, allatto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. Per oggetto principale si intende lattività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dallatto costitutivo o dallo statuto (comma 4); In mancanza dellatto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, loggetto principale dellente residente è determinato in base allattività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti (comma 5). LAmministrazione finanziaria ha precisato che La qualifica di ente non commerciale, impressa dalla legge, dallatto costitutivo o dallo statuto, che consente allente di fruire della disciplina degli enti non commerciali su base dichiarativa, va verificata, pertanto, prendendo in esame lattività effettivamente svolta (Circolare 12 maggio 1998, n. 124).

7 7 Commercialità del trust Per lindividuazione della natura commerciale dellattività svolta dallente occorre fare riferimento allart. 55 del TUIR ove si dispone chePer esercizio di imprese commerciali si intende lesercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nellart c.c. (…) Sono inoltre considerati redditi dimpresa: a) i redditi derivanti dallesercizio di attività organizzate in forma dimpresa dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nellart c.c. (…). Nel caso di trust che detiene partecipazioni senza effettuare uneffettiva attività di direzione e coordinamento lAgenzia delle Entrate, nella risposta ad interpello resa in data 26 novembre 2003, ha indirettamente chiarito che tale trust deve qualificarsi alla stregua di un ente non commerciale. Si ricorda, inoltre, che nella risoluzione 18/2003 lAgenzia delle Entrate ha precisato che unattività limitata alla mera intestazione di attività finanziarie e al godimento degli eventuali frutti da esse prodotti non originava un reddito riconducibile ad una attività commerciale.

8 8 La residenza del trust deve essere accertata sulla base dei seguenti parametri: –Sede legale –Sede dellamministrazione –Oggetto sociale Nozione di residenza –Maggior parte del periodo dimposta –Territorio dello Stato Residenza del trust

9 9 Presunzioni di residenza Lart. 73, comma 3, del TUIR ha introdotto due situazioni in cui i trust esteri si presumono residenti in Italia. In particolare, soggiacciono a tale presunzione: (i) i trust istituiti in Paesi non white list (cfr. D.M. 4 settembre 1996, come emendato) in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust sia residente in Italia; (ii) i trust, sempre istituiti nei detti Paesi, a favore dei quali, successivamente alla loro costituzione, un soggetto residente in Italia vi abbia apportato un immobile o diritti reali immobiliari, oppure ancora abbia apposto vincoli di destinazione (a favore del trust) su tali beni. Mentre nel primo caso la lettera della norma prevede espressamente la possibilità di fornire la prova contraria, nel secondo caso, non essendo letteralmente richiamato tale inciso, si può porre il dubbio che si tratti di una presunzione assoluta.

10 10 Si considerano altresì residenti nel territorio dello Stato, salvo prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi diversi da quelli indicati nel decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e successive modificazioni, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. Presunzione di residenza (I)

11 11 Le nuove disposizioni introducono una presunzione di residenza per alcune tipologie di trust, che trova applicazione ogniqualvolta: –il trust sia istituito in uno Stato non incluso nella white list –almeno uno dei disponenti e almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti in Italia Applicazione a trust e istituti aventi analogo contenuto Presunzione di residenza (I)

12 12 (…) i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi diversi da quelli indicati nel decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996 (…) Luogo di istituzione –Nessuna indicazione ulteriore –Alternative possibili –Analisi fattuale? Presunzione di residenza (I)

13 13 (…) i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi diversi da quelli indicati nel decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996 (…) Nessuna indicazione circa il momento in cui devono essere verificati i presupposti applicativi della disposizione –Alternative possibili Presunzione di residenza (I)

14 14 Residenza dei disponenti Residenza dei beneficiari Presunzione di residenza (I)

15 15 Si considerano, inoltre, residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli indicati nel citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, quando, successivamente alla loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello Stato effettui in favore del trust un'attribuzione che importi il trasferimento di proprieta' di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi Presunzione di residenza (II)

16 16 Limputazione del reddito ai beneficiari Il reddito del trust – residente o non residente – viene imputato in ogni caso ai beneficiari se questi sono individuati –si prescinde dal luogo di istituzione del trust (white list) –I beneficiari devono essere individuati nominativamente o è sufficiente una indicazione per categorie? –I beneficiari devono avere diritti particolari (trust non discrezionale)? Imputazione in proporzione alle quote di partecipazione: partecipazione al capitale/utili Presunzione: partecipazione in parti uguali –Opera in mancanza di previsioni sulla partecipazione: caso di un trust discrezionale –Impossibilità di evitare limputazione del reddito mediante la dimostrazione dellammontare della distribuzione effettivamente ricevuta

17 17 Criterio di individuazione dei redditi del trust da imputare per trasparenza ai beneficiari trust residenti: applicabilità delle disposizioni relative al reddito degli enti commerciali e non commerciali residenti in Italia, nonché agli obblighi di tenuta delle scritture contabili previsti dallart. 13, lett. b) e g), dpR n. 600/73; trust non residenti: applicabilità degli art. 151 e 153 del TUIR, che prevedono che il reddito complessivo degli enti non residenti (commerciali e non commerciali) è formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato, ad esclusione di quelli esenti dallimposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Conseguenze in tema di imputazione del reddito ai benenficiari (es. trust non residente con beneficiari individuati - il reddito da imputare ai beneficiari residenti sarebbe solo quello di fonte italiana? segue…. Limputazione del reddito ai beneficiari

18 18 Qualificazione della norma in materia di imputazione: norma in materia di soggettività passiva o norma di mera imputazione del reddito? Es. trust non residente con beneficiario residente –Se norma di soggettività: imputazione del reddito worldwide –Se norma di imputazione: imputazione dei soli redditi di fonte italiana Es. trust residente con beneficiario non residente –Se norma di soggettività: imputazione del solo reddito di fonte italiana –Se norma di imputazione: imputazione dei redditi worldwide Obblighi procedurali in capo al trustee e ai beneficiari Limputazione del reddito ai beneficiari

19 19 imputazione in proporzione alle quote di partecipazione –Quota individuata nellatto di trust o in documenti successivi Letter of wishes Deed of variation –Partecipazione al capitale/reddito Caso dei beneficiari che hanno titolo unicamente sul patrimonio Limputazione del reddito ai beneficiari

20 20 Il reddito imputato ai beneficiari si considera reddito di capitale: art. 44, comma 1, lett. g- sexies) TUIR La qualificazione prescinde dalla natura del reddito percepito da parte del trust Modalità di tassazione –Su tale fattispecie di reddito di capitale non è prevista unimposizione sostitutiva e quindi la tassazione dovrebbe avvenire mediante lapplicazione delle aliquote progressive in dichiarazione dei redditi del beneficiario –Non vi è nemmeno lapplicazione della ritenuta alla fonte a titolo dacconto prevista dallart. 26, comma 5, dpR n. 600/73, in quanto non si verifica la materiale corresponsione del reddito dal parte del trustee (che di conseguenza non è tenuto ad agire nella veste di sostituto dimposta) In caso di imputazione del reddito ai beneficiari, il reddito non dovrebbe essere tassabile ai fini IRES in capo al trust Beneficiari non residenti di un trust residente: punti aperti in materia di territorialità –Nel caso invece di trust residente in Italia, e fiscalmente trasparente, il reddito imputato ad un beneficiario individuato non residente non sarebbe soggetto a tassazione in Italia in quanto non è rinvenibile nellart. 23 del T.U.I.R. una specifica regola di territorialità dei redditi imputati dal trust a soggetti non residenti –In particolare, non si potrebbe considerare la lett. a), che considera prodotti in Italia i redditi di capitale corrisposti da soggetti residenti nel territorio dello Stato, in quanto non vi è corresponsione del reddito. Piuttosto, sarebbe necessaria una previsione analoga a quella contenuta nella lettera g) ove si prevede la territorialità dei redditi di cui agli art. 5, 115, 116 del TUIR, imputabili a soci, associati o partecipanti non residenti La qualificazione del reddito per i beneficiari

21 21 Nessuna indicazione normativa circa la natura reddituale delle distribuzioni effettive ai beneficiari nel caso di trust trasparenti (e quindi nel caso di previa imputazione ai beneficiari) Nel caso di previa imputazione, la distribuzione può seguire proporzioni diverse dallimputazione: problemi di raccordo e coordinamento tra disposizioni Problema nel caso di distribuzioni eccedenti i redditi imputati nel caso di trust fiscalmente trasparenti Nessuna disposizione regola le distribuzioni da parte di trust non fiscalmente trasparenti –A tal proposito si possono avanzare differenti ipotesi, alcune già oggetto di discussione in dottrina e nella prassi prima dellemanazione delle nuove norme. In particolare, tenendo conto delle diverse teorie, tali distribuzioni potrebbero rappresentare: utili da partecipazioni in un ente (la norma parla di quote di partecipazioni dei beneficiari tassati per trasparenza); rendita vitalizia o assegno periodico (lett. h, l, art. 50 del T.U.I.R.); provento da gestione collettiva (lett. g, art. 44 del T.U.I.R.); nessuna specifica fattispecie reddituale. Opportuno comunque distinguere tra distribuzioni di redditi generati dal trust fund e distribuzioni del capitale apportato nel trust fund da parte dei disponenti. Le distribuzioni da parte del trust

22 22 Per commenti, osservazioni e critiche:


Scaricare ppt "1 Raul-Angelo Papotti LL.M. Bologna, 4 maggio 2007 La disciplina fiscale del trust dopo la Finanziaria 2007. Trust opachi e trasparenti, presunzioni di."

Presentazioni simili


Annunci Google