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Le prime informazioni note sulla storia di Gerusalemme risalgono al III millennio a.E.V. A quell'epoca non esisteva un vero e proprio stato centrale,

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Presentazione sul tema: "Le prime informazioni note sulla storia di Gerusalemme risalgono al III millennio a.E.V. A quell'epoca non esisteva un vero e proprio stato centrale,"— Transcript della presentazione:

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3 Le prime informazioni note sulla storia di Gerusalemme risalgono al III millennio a.E.V. A quell'epoca non esisteva un vero e proprio stato centrale, ma una serie di città stato che si governavano autonomamente ed erano quasi del tutto autosufficienti.

4 Verso la fine del II millennio a.E.V. gli Egiziani cominciano a dimostrare un certo interesse per questa zona, e, non a caso, il primo scritto in cui compare il nome della città è una tavoletta egiziana, con su scritto la parola RUSHALIM che deriva dall'antica lingua cananaica URUSALIMI, che potrebbe derivare da ur, altura e shlm, pace.

5 Gerusalemme venne presa, distrutta e riscostruita molte volte durante i secoli che seguirono. Situata su una collina, lontana dal mare e senza fiumi che la attraversano, Gerusalemme non è mai stata contesa per la sua importanza strategica ma per il suo valore e carattere religioso.

6 La storia ha voluto che questa città divenisse santa per le tre religioni monoteistiche mondiali: Terra promessa per gli ebrei, teatro della missione redentrice di Gesù e sosta del viaggio mistico verso Allah di Maometto.

7 Intorno a l'anno Mille a.E.V. David riunificò le dodici tribù d’Israele in un unico regno fissando la capitale a Gerusalemme.

8 Durante il regno di Salomone, figlio di David, fu eretto il Tempio di Gerusalemme che mise la città al centro della coscienza nazionale e religiosa del popolo ebraico.

9 M’interessa Gerusalemme perché ci sono molte cose da visitare. Vedere la religione in modi diversi da come la professiamo noi, la cultura, i cibi, le usanze i palazzi importanti e visitare la parte vecchia e nuova di Gerusalemme. Jonathan

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12 Il museo Yad Vashem (Ebraico: יד ושם ) è il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree della Shoah fondato nel 1953 grazie alla Legge del memoriale approvata dalla Knesset, il Parlamento Israeliano. Il nome del museo, che significa "un memoriale e un nome", viene dal libro di Isaia 56:5, dove Dio dice, "concederò nella mia casa e dentro le mie mura un memoriale e un nome... darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato".

13 La Sala dei Nomi conserva i nomi di più di due milioni di vittime e i nomi degli eroi della Resistenza; il Museo raccoglie migliaia di foto e documenti che illustrano la storia completa delle persecuzioni dal 1933 al 1945.

14 Il museo è composto da: il Muro della Shoah, un monumento i cui pannelli commemorano lo sterminio, celebrano la resistenza dei partigiani ebrei ed illustrano il ritorno dei superstiti nella Terra Promessa.

15 L’Ohel Izkor, la Tenda del Ricordo: una bassa struttura in cemento armato su base di basalto, sul cui pavimento sono semplicemente scritti i nomi dei ventuno principali campi di sterminio

16 Il Viale dei Giusti celebra le migliaia di non ebrei che, nel buio della barbarie nazista, si adoperarono, rischiarono e spesso persero la vita per salvare quella di un ebreo, di una famiglia

17 . Donne e uomini come tanti, che sapevano perfettamente a che cosa andavano incontro, ma il cui senso di giustizia e di amore per i loro simili fu più forte della paura e della morte.

18 . Ai Gentili (cioè non ebrei) Giusti, gli ebrei d’Europa devono dunque particolare riconoscenza, poiche’ è anche merito loro se il piano nazista di fare di loro una razza estinta non è riuscito fino in fondo. Visitare il museo di Yad Vashem è un esperienza emozionante e straziante, ma visitare l’esposizione e ricordare la Shoà e le sue vittime è importante per l’umanità. Daniel e Daniel

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20 La Knesset è il parlamento israeliano che si è riunito per la prima volta nel La Knesset ha una funzione legislativa; è stata costituita per la prima volta il 25 gennaio 1949, conta 120 deputati eletti per 4 anni.

21 Le funzioni della Knesset sono: il controllo sull’operato del governo (il cui capo è il primo ministro), la scelta del primo ministro (che resta in carica per 5 anni).

22 Il potere legislativo della Knesset fu spesso ostacolato dalle diverse divisioni all’interno dei partiti politici israeliani.

23 L’attuale palazzo della Knesset è situato sulla cima di una collina, nella parte occidentale di Gerusalemme, venne pagata dal magnate James A. De Rothchild come dono allo stato d’Israele. Joelle e Vanessa

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25 Il Museo d’Israele si trova a Gerusalemme ed è stato fondato nel 1965 come il museo nazionale di Israele.

26 Esso è diviso in varie sezioni che comprendono: La collezione di arte moderna (Bezalel Museum of Fine Arts), una vasta collezione di oggetti ebraici e etnografici, un’esposizione di oggetti provenienti dalla diaspora di tutte le comunità ebraiche,

27 una sezione dedicata all’archeologia,dove sono esposti opere d’arte che vanno dalla preistoria fino al XV secolo, un’esposizione dedicata alle sculture a cielo aperto, dove ci sono più di 60 opere,

28 lo Shrine of the Book e’ una sala dove sono esposti i famosi Rotoli del Mar Morto e altri rari manoscritti biblici

29 Nella sezione del museo dove sono esposti oggetti provenienti dalle varie comunità ebraiche del mondo sono esposti tanti oggetti provenienti anche dall’Italia. Per esempio è stata ricostruita nei minimi particolari una delle sinagoghe di Mantova che sono state distrutte nel 1938 con la distruzione del ghetto. Joelle e Vanessa

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31 LO ZOO BIBLICO E’ UNA SOCIETA’ RICONOSCIUTA COME UNA ORGANIZZAZIONE SENZA PROFITTI, FRUTTO DI VARI SFORZI ED INVESTIMENTI DALLA RICCHISSIMA FAMIGLIA TISCH, NEWYORKESI, NEL NOVEMBRE DEL 1992 HA AVUTO LUOGO L’INAUGURAZIONE CON HAIM HERZOG, DEFUNTO PRESIDENTE DELLO STATO D’ISRAELE E CON LA FAMIGLIA TISCH.

32 HANNO APERTO AL PUBLICO PER LA PRIMA VOLTA IL 28 FEBBRAIO LA CERIMONIA UFFICIALE HA AVUTO LUOGO IL 3 NOVEMBRE ORIGINALMENTE LO ZOO BIBLICO SI TROVAVA NEL CENTRO DI GERUSALEMME. LO FONDO’ IL PROF. AHARON SHULOV.

33 NEL 1947, FU TRASFERITO SUL MONTE SCOPUS, ALL’UNIVERSITA’ DI GERUSALEMME. DOPO LA GUERRA D’INDIPENDENZA, DECISERO’ DI SPOSTARE LO ZOO IN UN’AREA PIU’ GRANDE A GIVAT KOMUNA E RIMASE LA’ PER 41 ANNI.. DOPO LA GUERRA D’INDIPENDENZA, DECISERO’ DI SPOSTARE LO ZOO IN UN’AREA PIU’ GRANDE A GIVAT KOMUNA E RIMASE LA’ PER 41 ANNI.NEL 1991 CHIUSERO’ IL VECCHIO ZOO TRASFERENDOLO NELLA NUOVA AREA, GRANDE QUANTO 25 ETTARI, IN UNA BELLA VALLE E ACCERCHIATO DA UN LAGHETTO ARIFICIALEDOPO LA GUERRA D’INDIPENDENZA, DECISERO’ DI SPOSTARE LO ZOO IN UN’AREA PIU’ GRANDE A GIVAT KOMUNA E RIMASE LA’ PER 41 ANNI.NEL 1991 CHIUSERO’ IL VECCHIO ZOO TRASFERENDOLO NELLA NUOVA AREA, GRANDE QUANTO 25 ETTARI, IN UNA BELLA VALLE E ACCERCHIATO DA UN LAGHETTO ARIFICIALE NEL 1991 CHIUSERO IL VECCHIO ZOO TRASFERENDOLO NELLA NUOVA AREA, GRANDE QUANTO 25 ETTARI, IN UNA BELLA VALLE E ACCERCHIATO DA UN LAGHETTO ARIFICIALE

34 UNA STRADA CIRCOLARE PERCORRE TUTTO LO ZOO, LUNGO QUESTA STRADA SI TROVANO NUMEROSE MOSTRE. LO ZOO SI OCCUPA DEGLI ANIMALI IN VIA DI ESTINZIONE. GLI ANIMALI PIÙ IMPORTANTI SONO QUELLI DELLA TERRA DI ISRAELE CHE SONO CITATI NELLA BIBBIA

35 LO ZOO BIBLICO È SORTO: -PER SVOLGERE ATTIVITÀ EDUCATIVE. -PER MOSTRARE ALLA GENTE ANIMALI RARI E BIBLICI. -PER L’AMORE PER GLI ANIMALI. -PER CREARE UN’ ATMOSFERA PIACEVOLE IN MODO GIOIOSO

36 -PER CONDURRE RICERCHE NAZIONALI E INTERNAZIONALI. -PER IL COINVOLGIMENTO DELLA POPOLAZIONE DEL CAMPO CULTURALE. -PER SVILUPPARE INTERESSI NEL MONDO ANIMALE E AGRICOLO. -PERCHÈ I TURISTI VADANO ALLO ZOO AD AMMIRARE GLI ANIMALI.

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38 I tunnel

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40 La Città Vecchia si trova all'interno di una cinta muraria lunga 4 km e alta 12 metri. Le mura, fatte edificare nella forma attuale dal sultano mamelucco Solimano il Magnifico nei primi decenni del Cinquecento, sono guarnite da torri e corredate da otto porte. All'interno è percorsa da due vie principali: David Street, che da Jaffa Gate corre verso est, e Suq Khan en-Zeit, che parte da Damascus Gate e va verso sud.

41 L'incrocio di queste due strade divide la Città Vecchia in quattro settori: il quartiere ebraico, il quartiere mussulmano, il quartiere cristiano e il quartiere armeno. La topografia della Città Vecchia è tortuosa e labirintica, spesso le strade - più di mille - sono sovrastate da volte.

42 Sono evidenti i segni di 3000 anni di insediamento umano e spesso conflittuale di culture e religioni. Sebbene amministrata dagli Israeliani, la Città Vecchia - mantiene l'aspetto complessivo di una città araba. Le diverse comunità si mantengono distinte, e gravitano attorno ai centri della loro storia religiosa: l'Haram esh-Sharif per i Mussulmani, il Muro del Pianto per gli Ebrei e la Chiesa del Santo Sepolcro per Cristiani e Armeni.

43 La Porta di Jaffa: questa era la destinazione dei pellegrini ebrei e cristiani che sbarcavano al porto di Jaffa, da cui il nome. Conduceva (e tuttora conduce) direttamente al quartiere ebraico e cristiano così come alle parti più popolari del mercato ed alla Torre del Museo di David, una volta cittadella di Gerusalemme, adesso testimonianza della sua storia.

44 La porta della misericordia: nelle mura orientali esterne al monte del Tempio, è probabilmente la più conosciuta di tutte. Anche chiamata Porta dorata o Porta Est è stata chiusa da secoli e, secondo la tradizione, sarebbe in attesa di una miracolosa apertura quando il Messia arriverà ed i morti resusciteranno.

45 Porta del Leone: questa porta ha preso il nome dalle sculture di feroci animali che la adornavano. In realtà si tratta di tigri, simbolo araldico del Sultano Beybars del 13° secolo. È anche chiamata porta di Santo Stefano, dal primo martire cristiano che la tradizione vuole fosse stato lapidato qui vicino. La porta del Leone, che conduce alle piscine di Bethesda, alla via Dolorosa ed ai mercati, è diventata famosa durante la Guerra di sei giorni.

46 La Porta di Erode: nonostante il suo nome, il famoso re della Giudea non ha avuto nulla a che fare con questa porta. In arabo ed in ebraico questa porta che guarda a nord e che conduce ai vecchi mercati della città, è chiamata Porta dei Fiori. Alcuni dicono che il nome derivi da una rosa intagliata sulla sua struttura.

47 La Porta di Damasco: la più imponente tra le porte di Gerusalemme si affaccia anch’essa a nord ed ha preso il nome dalla grande città da cui arrivarono una volta i dominatori di Gerusalemme. C’è sempre un grande via vai per i rumorosi mercati che si trovano all’interno. Sotto la porta del 16° secolo, gli archeologi hanno scoperto la parte della via di ingresso costruita dall’Imperatore Adriano nel secondo secolo d.E.V.

48 La Porta di Zion: recita uno tra i primi nomi biblici di Gerusalemme in ebraico ed in inglese, il nome arabo di questa porta è la Porta del Profeta David, poiché la tomba del Re David, sull’adiacente monte Zion, si trova a pochi passi. La porta di Zion conduce direttamente al quartiere armeno ed a quello ebraico. Elia e Isaac

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50 I primi segni di città fortificata risalgono all’epoca di Abramo, circa 4000 anni fa. La città di David a quell’epoca aveva una piccola estensione (12 acri), ma era fortemente fortificata con mura e torri e disponeva di un sistema sofisticato di canali per il trasporto dell’acqua. A quell’epoca la città aveva il nome di “Shalem”, prendendo il nome dal Dio del popolo cananeo dei Gebusei.

51 In particolare alla fine dell’VIII secolo a.E.V. il Re Hezekiah riuscì a salvare la città dagli Assiri grazie anche alla costruzione di un sistema sotterraneo di canali per l’acqua, che trasportavano questo bene prezioso dalla sorgente di Gihon fino alle piscine di Siloam, all’interno delle mura della città. Questi canali sono ancora visibili oggi nella città vecchia e conosciuti con il nome dell’archeologo Charles Warren che li scoprì nel 1867.

52 Il Tunnel di Ezechia è un lungo condotto sotterraneo che ai tempi dei Gebusei portava le preziosissime acque della sorgente di Gihon dalle pendici del Monte Ofel al cuore della città, nella Piscina di Siloe (Siloam Pool). Il tunnel (secolo VIII a.E.V.), scoperto solo nel secolo scorso, penetra per centinaia di metri nel sottosuolo della collina: vi si entra scendendo la scala elicoidale del Pozzo di Warren e percorrendone le basse volte alla luce delle candele.

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56 Il Kotel Hama'aravi (il muro occidentale) è quanto rimane del Beit Hamikdash; infatti il tempio costruito da re Salomone anni fa, subì due distruzioni: la prima ad opera del re babilonese Nabucodonosor II nel 586 a.E.V. e la seconda ad opera dell’imperatore romano Tito nel 70 d.E.V.

57 Tutte e due queste distruzioni avvennero il 9 di Av, che ancora oggi costituisce una delle nostre ricorrenze più tristi in cui digiuniamo e leggiamo la meghillà di Echà.

58 Con la seconda distruzione gli ebrei hanno perso la loro indipendenza politica e il centro della loro vita spirituale e hanno iniziato a disperdersi nella golà; tutti i giorni gli ebrei pregano affinché arrivi Mashiah in modo che possa essere ricostruito il tempio ed avere fine la golà.

59 Il kotel Hama'aravi è il luogo dove tali preghiere sono particolarmente sentite, in quanto è proprio l’ultima vestigia del Beit Hamikdash. Fortunatamente dopo la distruzione delle mura del tempio, gli ebrei hanno saputo costruire un edificio molto più solido: il Talmud.

60 I sacrifici che si tenevano nell’antico tempio, sono stati sostituiti dalle tefillot (preghiere) e una dimensione di livello spirituale ancor più elevata ha pervaso la nostra vita. Questo ha permesso al nostro popolo di arrivare (a dispetto delle molteplici e gravi persecuzioni) integro fino ad oggi e di risiedere ancora nella nostra terra in Israele, mentre coloro che hanno distrutto le mura del tempio, sono ormai scomparsi da più di anni.

61 Dietro al Muro del Pianto, sopra l’area dove sorgeva il Beit Hamikdash i musulmani hanno costruito una loro importante moschea. Lo stesso luogo oggi è quindi considerato sacro per due religioni e tale fatto costituisce uno dei più importanti impedimenti alla pace tra Israele e i popoli circostanti. Autori: Noemi Foà e Micol Finzi

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63 Sin dalla distruzione del secondo Tempio non abbiamo più potuto salire sul Monte del Tempio. Quattrocento anni di distruzione hanno nascosto la maggior parte del muro occidentale.

64 Nel 5727, subito dopo la liberazione di Gerusalemme, fu deciso di ripulire l’area per renderla visibile al popolo ebraico. Furono rimosse tonnellate di pietre sporcizia.

65 Questi scavi rivelarono l’intera lunghezza del tunnel 488 metri, stanze e piazze pubbliche furono scoperte come pure una sezione di una strada del periodo del Secondo Tempio. Il tunnel conduce direttamente sotto al quartiere musulmano.

66 I tunnels del muro occidentale, composti da una serie di arcate e di scale in successione, si estendono dalla città fino al Tempio del Monte.

67 Nei tempi antichi intorno al versante occidentale del Tempio del Monte correva una bassa valle, chiamata Tyropean, oggi ricolmata a seguito delle costanti demolizioni e ricostruzioni, che separava il ricco quartiere di Erode dal Tempio.

68 Yoav e Simone

69 MI COLPISCE CHE AL KOTEL UOMINI E DONNE SONO SEPARATI. NAOMI

70 Gerusalemme rappresenta la nascita del popolo ebraico ed il suo diritto ad esistere nel futuro (Federico) Da un punto di vista storico per gli ebrei Gerusalemme è importante perché sono stati costruiti i due Beit Hamikdash. (Yoav, Daniel R., Isaac) Gerusalemme è storicamente il simbolo della patria ebraica (Nelly) e capitale eterna (Micol F.) Gerusalemme è una città magica costruita sui monti (Emmanuelle), chiamata la città d’oro perché i mattoni con cui è costruita riflettono il colore del sole (Elia) Gerusalemme rappresenta per gli ebrei La casa del Signore e l’anima degli ebrei (Joelle) Gerusalemme è importante per: ebrei, cristiani e musulmani. (Simone, Daniel Joe, Vanessa) Il Muro del Pianto è come una grande sinagoga a cielo aperto. (Micol M.)


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