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2013-2018 UN PROGETTO PER IL LAZIO I punti in agenda per il nuovo governo della Regione.

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Presentazione sul tema: "2013-2018 UN PROGETTO PER IL LAZIO I punti in agenda per il nuovo governo della Regione."— Transcript della presentazione:

1 UN PROGETTO PER IL LAZIO I punti in agenda per il nuovo governo della Regione

2 CONTENUTI 1  il quadro istituzionale  il quadro normativo  il quadro economico  la discontinuità per tornare a crescere  sviluppo del territorio  credito e finanza  lavoro e formazione  sanità  fondi strutturali  ricerca e innovazione  trasporti, mobilità e logistica  trasparenza e semplificazione normativa e amministrativa  energia  ambiente  internazionalizzazione  Expo 2015  turismo  produzioni cinematografiche e audiovisive  attività estrattive  start up  i tempi dello sviluppo

3 Il quadro economico e istituzionale si è completamente trasformato le elezioni regionali diventano un tassello fondamentale In considerazione del fallimento del provvedimento di riordino delle province, che si è dimostrato incapace di coniugare sviluppo e sintesi territoriale, le elezioni regionali diventano un tassello fondamentale per la definizione del nuovo quadro in cui si muoveranno Italia, Lazio e Roma e tutto il sistema delle imprese Il ruolo di Unindustria e Confindustria Lazio è di confronto e approfondimento sulle tematiche e supporto alle logiche di attività, al fianco delle Istituzioni IL QUADRO ISTITUZIONALE 2 Nuove relazioni istituzionali  realizzare un modello di confronto continuo che non consista in un processo formale ma che preveda la partecipazione “a monte” nei processi decisionali che definiscono gli orientamenti della Regione sulle politiche territoriali e settoriali rilevanti per il sistema delle imprese  effettuare un costante monitoraggio per misurare le ricadute degli interventi dell’Amministrazione regionale

4 3 IL QUADRO NORMATIVO Lazio, regione a statuto speciale art. 5 - Statuto della Regione Lazio: «La Regione contribuisce a valorizzare Roma, Capitale della Repubblica e simbolo dell’unità d’Italia […]. Opera affinché il ruolo e le funzioni nazionali ed internazionali di Roma contribuiscano allo sviluppo economico, sociale e culturale equilibrato dell’intero territorio regionale» La specialità della Regione Lazio è già insita nello status riconosciuto al suo capoluogo, in ultimo dall’art. 24 della Legge n.42 del 2009 e dalla decretazione che ne è scaturita la trasformazione del Lazio in una regione a statuto speciale Non è più rinviabile la predisposizione di un disegno di legge costituzionale che preveda la trasformazione del Lazio in una regione a statuto speciale Governance rafforzata per Roma Capitale, moltiplicatore del benessere sociale ed economico del nostro territorio Completare il percorso normativo avviato dalla Legge Delega del 2009, trasferire a Roma Capitale tutte le funzioni regionali conferibili, ex art.18, c 7 del d.l. n.95 /2012, in particolare:  sviluppo urbano, pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali  promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale  strutturazione dei sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici di interesse generale e di ambito metropolitano  mobilità e viabilità Fino ad arrivare a formulare un modello condiviso sul territorio che permetta una articolazione efficiente delle competenze e dell’erogazione dei servizi: una Capitale metropolitana di ambito non solo sovra-provinciale, ma che si estenda sino ai confini regionali

5 Il Lazio in Europa specializzazione produttiva La specializzazione produttiva colloca il Lazio a metà strada tra una struttura a forte prevalenza del terziario avanzato tipica delle regioni capitali dei paesi leader (Londra, Parigi, Berlino, Stoccolma) e una struttura a vocazione manifatturiera (Stoccarda, Tubinga, Lombardia, Veneto, Piemonte) In termini di policy, emerge l’opportunità di interventi attenti alle esigenze di integrazione tra i settori del manifatturiero e del terziario e tra il territorio della Capitale e il resto della regione IL QUADRO ECONOMICO Il Lazio nel contesto nazionale prodotto regionale La dinamica del prodotto regionale rallenta: la ripresa del 2010 (+0,5%) recupera in parte la forte diminuzione del 2009 (-2,6%), mentre nel 2011 la crescita è nulla contro un +0,6% a livello nazionale. Per il 2012 è attesa una caduta che potrà raggiungere l’1,8% cui seguirà un ulteriore calo, nell’ordine del -1,2%. Un ritorno al segno positivo è prevedibile solo nel 2014 (+0,2%) disoccupati Nel terzo trimestre 2012 i disoccupati nel Lazio aumentano del 15,5%, un incremento legato al calo di occupati (-0,4%) e soprattutto all’ingresso nel mercato del lavoro della componente inattiva (-0,8%). Il tasso di disoccupazione si attesta al 10% in aumento di 1,3 punti sul 2011 export L’export del Lazio, dopo un 2009 negativo, evidenzia nel 2010 un buon ritmo di crescita (25,7%) che prosegue anche nel 2011 (+13,8). Nei primi nove mesi del 2012 la crescita si attenua (+3,8% nel Lazio, +3,5% in Italia) scontando il calo di domanda nell’eurozona, partner principale della regione La crisi sta determinando effetti permanenti sui livelli di produzione e ricchezza della regione diversamente da precedenti episodi recessivi assorbiti in tempi più rapidi 4

6 5 LA DISCONTINUITA’ PER TORNARE A CRESCERE Una nuova prospettiva di cambiamento profondo, rapido e allargato all’intero territorio regionale  un cambiamento profondo, rapido e allargato all’intero territorio regionale per non accentuare il dualismo tra le eccellenze e le numerose imprese in difficoltà che rischiano di non sopravvivere fondamentale presidiare  un cambiamento che è fondamentale presidiare e, per quanto possibile, governare nella sua evoluzione: è illusorio pensare che l’economia regionale possa fare affidamento su spinte inerziali necessario in relazione al più ampio contesto internazionale  un cambiamento necessario in relazione al più ampio contesto internazionale, nel quale le trasformazioni stanno ridisegnando la mappa delle specializzazioni produttive I driver per la ripresa Il Lazio è un sistema caratterizzato da numerose specializzazioni, principalmente organizzate in forma di poli produttivi; alcune di queste realtà mostrano una forte vocazione internazionale e rappresentano le eccellenze del territorio (derivati del petrolio, chimica, mezzi di trasporto, aerospazio, farmaceutica, ceramica). Altri comparti, meno maturi, appaiono invece ancora in fase di sviluppo (logistica e trasporti, commercio all’ingrosso e agro-industria) Per assecondare e valorizzare le vocazioni territoriali è necessario intervenire contestualmente su due assi:  politiche a sostegno della competitività  politiche a sostegno della competitività delle imprese per rafforzare e consolidare i vantaggi localizzativi della regione favorendo l’inserimento delle realtà più internazionalizzate all’interno delle catene globali del valore  politiche distrettuali e di sviluppo dei poli produttivi  politiche distrettuali e di sviluppo dei poli produttivi, da costruire sulla base di programmi integrati territoriali coniugando lo sviluppo industriale, ambientale e infrastrutturale

7 GLI AMBITI D’INTERVENTO 6

8 7 SVILUPPO DEL TERRITORIO  Geografia produttiva–  Geografia produttiva – ridurre lo squilibrio territoriale favorendo, nel rispetto delle diverse vocazioni, il trasferimento delle strutture produttive verso le aree a più elevata concentrazione industriale, e destinando le aree urbane all’irrobustimento dei servizi  Crescita dimensionale –  Crescita dimensionale – promuovere il modello organizzativo delle reti tra imprese per superare i limiti della ridotta dimensione media  Programmazione negoziata–  Programmazione negoziata – utilizzare maggiormente gli strumenti e velocizzarne le modalità di attuazione  Aree di crisi –  Aree di crisi – ottenere il riconoscimento delle aree di crisi industriale complessa presenti nella regione (Rieti e Frosinone), così come definite dall’art. 27 del Decreto Sviluppo  Attrazione di capitali–  Attrazione di capitali – attivare in tempi rapidi un ufficio regionale dedicato a dialogare con il Desk Italia istituito dal Decreto Sviluppo

9 8 CREDITO E FINANZA  Filiera della garanzia –  Filiera della garanzia – rivisitare l’attuale assetto della garanzia regionale in un’ottica di efficienza; creare un soggetto unico tra Unionfidi Lazio e Banca Impresa Lazio; costituire un fondo di controgaranzia regionale  Fondo Centrale di Garanzia –  Fondo Centrale di Garanzia – estendere il meccanismo della garanzia diretta  Patrimonializzazione dei Confidi –  Patrimonializzazione dei Confidi – prevedere interventi finanziari adeguati (almeno 50 milioni di euro) anche attraverso l’utilizzo di risorse dei fondi europei sottoutilizzati; predisporre un piano triennale di contribuzione al sistema delle garanzie  Patrimonializzazione delle PMI –  Patrimonializzazione delle PMI – sostenere l’accesso delle imprese ai mercati di capitali e a forme di finanziamento alternative, anche coniugando gli strumenti per la patrimonializzazione con il sistema delle garanzie e le forme di incentivazione; proseguire la collaborazione avviata da Unindustria con Sviluppo Lazio in relazione al secondo bando Patrimonializzazione PMI  Sostegno alla liquidità –  Sostegno alla liquidità – avviare, con il supporto delle banche e della BEI, interventi per il finanziamento del portafoglio ordini aziendale attraverso operazioni a medio termine senza obbligo di garanzie e con abbattimento dei tassi di interesse applicati

10 Lavoro  promuovere e incentivare forme innovative di solidarietà intergenerazionale attraverso la valorizzazione dell’occupazione giovanile e dell’invecchiamento attivo: sviluppare percorsi di accompagnamento per i lavoratori prossimi alla pensione, anche attraverso incentivi regionali che favoriscano la trasformazione del rapporto di lavoro di un lavoratore senior da full time a part time, a fronte dell’assunzione di giovani in azienda, assicurando la realizzazione di un saldo occupazionale positivo favorire la realizzazione di percorsi formativi volti sia ai giovani neo-inseriti sia alla riqualificazione professionale dei lavoratori più anziani, nell’ottica di valorizzare il trasferimento di competenze attraverso percorsi di mentoring e coaching  intervenire a supporto dei contratti di solidarietà difensivi per i quali la Legge di Stabilità prevede per il 2013 l’integrazione salariale pari all’80% della retribuzione persa, elevando, con fondi regionali e/o comunitari, la misura dell'integrazione al 100% della retribuzione LAVORO E FORMAZIONE 9

11 Formazione  armonizzare risorse e strumenti a supporto delle politiche di programmazione dell’offerta formativa del territorio, favorendo l’integrazione delle risorse finanziarie di provenienza pubblica con quelle private in una logica di sistema, al fine di rispondere in maniera coerente ed efficace alle esigenze di formazione e riqualificazione professionali funzionali alla occupabilità delle persone sul territorioGiovani  creare programmi sistemici che dedichino risorse a tutela dei giovani e ne contrastino l’elevata disoccupazione (33,7% nel Lazio)  agire su scuola e alta formazione per preparare i giovani alle professioni del futuro e orientare al meglio i talenti nell’utilizzo del web, delle nuove tecnologie e dell’internazionalizzazione  utilizzare le esperienze europee come benchmark per realizzare iniziative innovative di formazione che coniughino creatività, scuola e occupazione (ad es. il liceo alberghiero polifunzionale di Fuksas a Montpellier): fare di Roma e del Lazio il luogo di sperimentazione concreta di iniziative simili, coinvolgendo creativi e imprenditori, a partire dall’Alberghiero di Amatrice LAVORO E FORMAZIONE 10

12 11 SANITÀ Attuare un programma incisivo di risanamento del SSR e abbattere la maggiorazione delle aliquote fiscali:  modello di SSR–  modello di SSR – separare le funzioni pubbliche di programmazione e controllo, che vanno potenziate, da quella di erogazione delle prestazioni sanitarie, per ridurre inefficienze e opacità gestionali; introdurre misure volte a premiare le strutture più efficienti e a liberalizzare il settore  governo della spesa –  governo della spesa – intervenire sui principali centri di costo (i grandi ospedali pubblici) adottando moderni sistemi di controllo di gestione e di benchmark interno sulle voci di spesa, sul modello delle regioni più efficienti; istituire un ufficio regionale ad hoc per il controllo di gestione di tutte le strutture erogatrici  assetto organizzativo–  assetto organizzativo – centralizzare tutte le funzioni amministrative delle ASL  semplificazione–  semplificazione – sbloccare le procedure di autorizzazione; estendere alle strutture pubbliche e semplificare il processo di accreditamento sull’esempio delle regioni più virtuose; introdurre meccanismi sanzionatori per il rispetto dei tempi da parte degli uffici regionali  controllo delle prestazioni –  controllo delle prestazioni – rafforzare l’attività di controllo di appropriatezza su tutte le prestazioni sanitarie, comprese le prescrizioni di specialistica ambulatoriale  disponibilità, affidabilità e trasparenza dei dati –  disponibilità, affidabilità e trasparenza dei dati – attuare una ricognizione dei dati di struttura e delle scritture contabili in modo da avviare il processo di programmazione annuale in tempi utili e quindi governare le dinamiche di spesa; rendere accessibili tutte le informazioni per consentire un costante monitoraggio della spesa

13 FONDI STRUTTURALI  Accelerare fortemente la spesa effettiva del POR FESR  Accelerare fortemente la spesa effettiva del POR FESR : riservare attenzione, oltre che al prossimo ciclo di programmazione dei fondi , anche alla gestione dell’attuale, che presenta diversi profili di criticità la creazione di un’unica unità organizzativa  Razionalizzare la gestione dei fondi europei attraverso la creazione di un’unica unità organizzativa nella quale concentrare l’attività delle attuali agenzie e uffici regionali, anche in considerazione delle modifiche in termini di governance (gestione integrata delle risorse FESR, FSE, PSR) richieste dalla Commissione europea per il nuovo ciclo di programmazione coinvolgimento attivo  Prevedere il coinvolgimento attivo fin dalla formulazione dei programmi e della ripartizione delle risorse e sulla predisposizione dei bandi, così come è già previsto e realizzato a livello nazionale iniziative a favore delle imprese  Prevedere, in considerazione del grande attrattore di Roma nei confronti del resto del territorio regionale, iniziative a favore delle imprese finalizzate a irrobustire le capacità presenti in ciascuna provincia; 12

14 FONDI STRUTTURALI perdurare comunque di aree depresse  Prevedere interventi che tengano conto dell’inserimento della Regione Lazio tra quelle «competitive» e del perdurare comunque di aree depresse già identificate con l’art. 107/3/C del Trattato Europeo  Adeguare gli adempimenti  Adeguare gli adempimenti in relazione alla complessità dei progetti; semplificare le procedure e riqualificare la spesa e in tale quadro dare avvio ad un adeguato processo di integrazione tra i Programmi FESR e FSE rendendo omogenei i rispettivi quadri normativi; prevedere l’integrale informatizzazione di tutti gli step della gestione dei Programmi risultati regionali  Prevedere criteri di premialità basati sui risultati regionali valutazione «in itinere»  Rendere obbligatoria la modalità di valutazione «in itinere» dei programmi strumenti di ingegneria finanziaria  Incrementare il ricorso agli strumenti di ingegneria finanziaria, in linea con la posizione della Commissione europea partecipazione pubblico-privata alla realizzazione di interventi infrastrutturali  Inserire una premialità ad hoc per la partecipazione pubblico-privata alla realizzazione di interventi infrastrutturali 13

15 14 RICERCA E INNOVAZIONE capacità di utilizzo dei finanziamenti  Provvedere velocemente a colmare il grave deficit della regione nella capacità di utilizzo dei finanziamenti disponibili per le imprese programma operativo  Predisporre quanto prima il programma operativo (fondi strutturali Ue) che prevede una fattiva partecipazione delle parti sociali già in fase di elaborazione dei quadri di riferimento Distretti Tecnologici Aerospazio, Difesa e Sicurezza  Avviare iniziative concrete sul tema dei Distretti Tecnologici: la mancanza di un riconoscimento giuridico e di una governance efficace continua a limitare la possibilità di partecipazione alle iniziative nazionali e comunitarie. In particolare, il mancato riconoscimento giuridico da parte della Regione non ha consentito al Distretto dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, settore in cui le aziende laziali sono leader nazionali e internazionali, di partecipare quale cluster autonomo e, quindi, titolato a disporre dei fondi MIUR modelli della Comunità europea erogazione dei contributi ammessi  Definire un set di bandi e relativa modulistica standard, ispirata ai modelli della Comunità europea e intervenire sulla problematica, non più rinviabile, dell’erogazione dei contributi ammessi

16 15 TRASPORTI, MOBILITÀ E LOGISTICA  Capacità di programmazione –  Capacità di programmazione – superare la difficoltà a costruire il consenso intorno ai progetti infrastrutturali con la predisposizione di un documento programmatico condiviso con il MIT e la Regione Lazio, in grado di stabilire l’ordine di priorità degli interventi e di individuare, con il coinvolgimento delle realtà locali (creazione dello sportello della Condivisione), le azioni da porre in essere per un assetto infrastrutturale integrato con le politiche di sviluppo urbano, economico e sociale  Sviluppo delle infrastrutture agevolare il potenziamento dell’Aeroporto di Fiumicino e della sua accessibilità con la pianificazione dell’intero quadrante e l’accelerazione delle procedure autorizzative realizzare le opere viarie necessarie allo sviluppo economico della regione: la Roma-Latina e i suoi collegamenti diretti alle altre tratte autostradali come la Cisterna-Valmontone e la Pedemontana dei Castelli, oltre alla Orte-Civitavecchia e l’adeguamento della Salaria, della Cassia fino a Viterbo, della Cassino-Formia e della Frosinone-Latina rafforzare i collegamenti ferroviari tra le province e tra queste e la Capitale in termini di frequenza e di tempi di percorrenza; completare l’anello ferroviario con la realizzazione della “Cintura Nord”; proseguire l’ampliamento della rete delle linee metropolitane

17 16 TRASPORTI, MOBILITÀ E LOGISTICA  Trasporto pubblico locale –  Trasporto pubblico locale – avviare un’iniziativa riformatrice volta a soddisfare le nuove esigenze della domanda di trasporti con il coinvolgimento delle aziende private: integrazione delle reti di trasporto/servizi con trasferimento modale; integrazione tariffaria su tutto il territorio della Regione e politiche tariffarie flessibili; rivisitazione dei servizi extraurbani nell’ottica di una programmazione efficiente dell’offerta e del contenimento di risorse  Governance –  Governance – riorganizzare il sistema delle Agenzie creando un soggetto unico preposto alla pianificazione e programmazione del sistema dei trasporti e della mobilità su scala di area metropolitana e regionale  Logistica –  Logistica – promuovere un sistema della logistica regionale fondato sull’offerta di servizi «intelligenti», la razionalizzazione del network, il disegno di piattaforme integrate  Sviluppo tecnologico –  Sviluppo tecnologico – avvalersi dell’importante know how delle aziende associate, anche in considerazione della recente adozione da parte del Governo della Direttiva europea per la diffusione dei sistemi intelligenti  Traffico urbano –  Traffico urbano – decongestionare i centri urbani con soluzioni green economy. Unindustria mette a disposizione il modello di logistica urbana sviluppato per conciliare obiettivi di efficienza con benefici economici e sociali  Assetto portuale–  Assetto portuale – sfruttare le potenzialità del porto di Civitavecchia nel traffico merci (spazi retrostanti ampliabili, posizione strategica, profondità delle acque) con il miglioramento delle sue connessioni e l’accelerazione delle procedure che incidono sulla convenienza delle aziende; proseguire nell’attuazione del progetto di ampliamento dell’area commerciale portuale di Gaeta; approvare un nuovo piano regionale dei porti volto a favorire lo sviluppo del sistema portuale turistico pontino

18 Agenda Digitale e Semplificazione  prevedere la partecipazione degli uffici competenti della Regione alle attività del Comitato Agenda Digitale e Semplificazione di Unindustria  attuare lo sportello unico imprese regionale sul modello del Progetto SEMPLIFICA elaborato da Unindustria Contratti pubblici  predisporre una legge regionale sugli appalti/contratti pubblici  istituire l’Osservatorio regionale sugli appalti, con la partecipazione e il potere consultivo dell’Associazione Servizi pubblici  agire per la progressiva liberalizzazione dei SSPPLL, anche con l’assistenza tecnica del sistema Confindustria, mediante l’indizione di gare che prevedano lo spacchettamento dei preesistenti grandi monopoli pubblici, la divisione in più affidamenti per ambiti e bacini ottimali, eventuali cessioni di quote Small Business Act  dare seguito alle diposizioni dello SBA, recepito con legge regionale n.8/2011 e relativo regolamento di attuazione, procedendo alla semplificazione normativa per le micro e piccole imprese: redazione chiara dei testi normativi, consultazione preventiva degli stakeholder, obbligo dell’analisi di impatto economico delle iniziative normative regionali TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA E AMMINISTRATIVA 17

19 18  Piano Energetico Regionale  Piano Energetico Regionale – definire un quadro di riferimento, predisposto e condiviso con il sistema produttivo, coerente con la strategia elettrica nazionale ed europea, e focalizzato su: efficienza energetica sfruttamento del vettore elettrico negli usi finali eventuali opportunità per il Lazio correlate alla tematica “hub del gas” smart cities fonti rinnovabili  Competitività energetica del Lazio  Competitività energetica del Lazio – attivare il potenziale di sviluppo attraverso la tutela dell’offerta locale di energie primarie (olio, carbone, gas, geotermia), l’analisi dei potenziali investimenti, l’adeguata distribuzione delle competenze amministrative a seguito dell’atteso riordino del quadro istituzionale, l’adeguamento e lo sviluppo delle direttrici e delle reti infrastrutturali; favorire la realizzazione di nuovi impianti lavorando sul consenso delle popolazioni locali (il dibattito pubblico dell’esperienza francese) e utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale; realizzare la prima centrale solare termodinamica, così come previsto nel Protocollo d’Intesa tra Enea; Confindustria Lazio, Regione Lazio  Tutela e sviluppo dell’industria energetica esistente  Tutela e sviluppo dell’industria energetica esistente – salvaguardare e potenziare l’industria esistente e sviluppare la filiera energetica sia con la promozione dei settori strategici della green economy (rinnovabili, smart energy, smart city) sia con progetti specifici sulla riqualificazione di aree industriali dismesse e dei siti contaminati (il progetto per la Valle del Sacco prevede ad esempio l’implementazione della filiera agroenergetica, il solare fotovoltaico e termodinamico, le biomasse, i biocarburanti) ENERGIA

20 19  Salvaguardia delle attività industriali esistenti  Salvaguardia delle attività industriali esistenti – favorire la percezione di «certezza del diritto» sulle tempistiche di rilascio dei titoli autorizzativi e sullo stesso esito delle istanze. Lo stato di incertezza, soprattutto in alcuni contesti «sensibili», ostacola la pianificazione degli investimenti di sviluppo (come avvenuto, ad esempio, per impianti di imprese multinazionali presso la periferia Est di Roma e per insediamenti produttivi nelle aree industriali di Frosinone e Cassino) e può giungere a pregiudicare la prosecuzione stessa delle attività rendendo più vantaggiosa la delocalizzazione all’estero  Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), emissioni in atmosfera, scarichi idrici –  Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), emissioni in atmosfera, scarichi idrici – definire chiaramente le competenze e il coordinamento delle amministrazioni e degli organismi di controllo coinvolti; garantire la certezza delle tempistiche e l’uniformità delle modalità di applicazione degli iter autorizzativi previsti; prevedere la modifica dei piani di risanamento della qualità dell’aria e di tutela delle acque per consentire la realizzazione di nuove e virtuose iniziative industriali in campo ambientale  Gestione dei rifiuti –  Gestione dei rifiuti – provvedere alla chiusura e all’ottimizzazione del ciclo complessivo dei rifiuti, con il coinvolgimento del comparto produttivo privato, soprattutto riguardo le attività di recupero di materia ed energia; attuare il coordinamento delle regolamentazioni locali per i servizi di gestione RSU al fine di evitare alle aziende costi eccessivi, a fronte dei servizi erogati, per TARSU, TARI (prossimamente TARES) o un doppio onere per i propri rifiuti speciali assimilabili agli urbani, già gestiti a proprio carico  Siti di interesse nazionale –  Siti di interesse nazionale – prevedere un coordinamento normativo per gli operatori coinvolti ed impegnati con la gestione delle bonifiche nell’ambito dei Siti di Interesse Nazionale istituiti nella nostra Regione e la promozione di progetti specifici di recupero e riqualificazione (es. Valle del Sacco)  Infrastrutture idriche e difesa del territorio –  Infrastrutture idriche e difesa del territorio – superare le criticità del servizio idrico integrato con riferimento agli aspetti qualitativi delle acque, la dotazione infrastrutturale per lo smaltimento, la riduzione del rischio di situazioni emergenziali (recentemente verificatesi anche in caso di eventi climatici di non particolare intensità)  AMBIENTE

21 In questi ultimi anni le politiche regionali per l’internazionalizzazione delle imprese sono state carenti e confuse anche a causa della mancanza di un assessorato espressamente dedicato. Sarebbe allora auspicabile:  individuare una cabina di regia di livello regionale  individuare una cabina di regia di livello regionale che definisca criteri e modalità per l’internazionalizzazione delle PMI evitando duplicazioni di progetti-paese, missioni e varie iniziative con dispersione di risorse e professionalità  incrementare e razionalizzare gli strumenti finanziari a sostegno dell’internazionalizzazione  incrementare e razionalizzare gli strumenti finanziari a sostegno dell’internazionalizzazione, facilitandone la diffusione e l’utilizzo da parte delle PMI laziali attraverso procedure trasparenti e minimi adempimenti burocratici  diffondere l’aggregazione tra PMI  diffondere l’aggregazione tra PMI (reti d’impresa in primis) per affrontare i «vecchi» ma soprattutto i nuovi mercati, per partecipare con maggiori probabilità di successo a bandi, gare d’appalto e manifestazioni fieristiche internazionali  identificare le azioni di immediata e non onerosa attuazione  identificare le azioni di immediata e non onerosa attuazione per incrementare l’attrattività del territorio regionale nei confronti degli investitori esteri INTERNAZIONALIZZAZIONE 20

22 EXPO 2015 Istituire una delega assessorile specifica per la partecipazione della Regione Lazio all’ Esposizione Universale – Expo 2015 Istituire una delega assessorile specifica per la partecipazione della Regione Lazio all’ Esposizione Universale – Expo 2015 che si svolgerà a Milano tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2015 con l'obiettivo di:  contribuire a sviluppare il potenziale di opportunità per le imprese del Lazio e a massimizzare le ricadute economiche per i settori coinvolti  approfondire le diverse modalità espositive in modo da valorizzare la partecipazione delle aziende del Lazio  diffondere le best practices legate al tema di Expo che il territorio può esprimere  portare Expo 2015 sul territorio regionale per cogliere i vantaggi generati dal «fuori Expo» in termini di flussi turistici 21

23 22 La valorizzazione e la commercializzazione del «prodotto turistico» della Regione Lazio deve acquisire una maggiore efficacia per diventare più competitivo sul mercato nazionale ed internazionale. Il settore necessita di:  strumenti finanziari –  strumenti finanziari – rendere effettivamente disponibili gli stanziamenti previsti per il Fondo Unico per il Turismo e il Fondo Rotativo per le PMI  monitoraggio della regolamentazione –  monitoraggio della regolamentazione – modificare la legge regionale 13/2007 e relativi regolamenti; inserire nella legge il ruolo delle CCIAA; semplificare le procedure amministrative, in particolare la tempistica per la ristrutturazione delle strutture ricettive (non oltre giorni dalla richiesta)  linee progettuali creare un «club di prodotto» per sostenere la caratterizzazione turistica delle varie delle province: enogastronomica, religiosa, congressuale; balneare e sportiva; costituire il Convention & Visitor Bureau di Roma e Lazio; attuare il Piano dei porti e delle coste del Lazio, avviare un programma di risanamento ambientale del litorale per contrastare il fenomeno dell’erosione delle spiagge; intervenire sulle «leggi di salvaguardia», facendo valere le zone di rispetto; potenziare l’offerta termale della regione e del polo turistico di Fiuggi in particolare; implementare i punti di informazione e standardizzare la segnaletica turistica TURISMO

24 PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE E AUDIOVISIVE del Fondo Regionale per il cinema e l’audiovisivo  Confermare le politiche di sostegno alle produzioni cinematografiche e audiovisive, asset strategici del Lazio, attraverso la «strutturazione» del Fondo Regionale per il cinema e l’audiovisivo del Lazio - previsto dalla legge regionale 13 agosto 2011, n.12 - che ad oggi prevede uno stanziamento complessivo pari a circa 45 ml a triennio, primo vero Film Fund di taglio europeo di cui la Regione Lazio si sia mai dotata. Il Fondo se adeguatamente “mantenuto” è un potente incentivo anche per le società straniere, europee e americane, a tornare a scegliere il Lazio per le proprie produzioni, abbattendo il gap dei costi che oggi penalizza la nostra regione Centro Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo  Fornire il Centro Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo degli strumenti necessari previsti dalla stessa legge regionale 12 del 2011 affinché sia l’interlocutore unico in grado di fornire servizi e risposte alla filiera del settore, svolgendo un’attività di cerniera tra la stessa filiera e le società regionali che sostengono il sistema delle imprese Programma Operativo Annuale  Adottare il Programma Operativo Annuale che, sulla scorta del documento programmatico triennale, definisca gli obiettivi da perseguire, le priorità, i tempi di realizzazione, le modalità e i criteri di concessione degli aiuti e le relative risorse finanziarie e strumentali necessarie 23

25 24  Restart Lazio–  Restart Lazio – individuare, sulla base del documento Restart Italia, strumenti, azioni ed attività che incoraggino la nascita e lo sviluppo delle start up  Fondo a garanzia delle start up –  Fondo a garanzia delle start up – creare un fondo a garanzia delle start up che intendano accedere a finanziamenti regionali ATTIVITÀ ESTRATTIVE  Superare il vincolo temporale n criterio dell’esaurimento del bacino  Superare il vincolo temporale nella concessione delle autorizzazioni alla escavazione, privilegiando, come accade in altre Regioni (Toscana, Lombardia) il criterio dell’esaurimento del bacino  Inserire le sabbie e le argille nell’elenco dei materiali rari  Inserire le sabbie e le argille nell’elenco dei materiali rari, in ragione dell’accresciuto regime vincolistico posto dal Piano Regionale Attività Estrattive e dal Piano Provinciale Attività Estrattive  Eliminare la norma che impone ai Comuni studio in merito all’aggravamento di rischio geologico in quanto già svolto all’atto dell’autorizzazione originaria  Eliminare la norma che impone ai Comuni, in sede di proroga dell’autorizzazione in scadenza, di produrre lo studio in merito all’aggravamento di rischio geologico in quanto già svolto all’atto dell’autorizzazione originaria START UP

26 25 I TEMPI DELLO SVILUPPO Occasioni da non perdere Turismo e Audiovisivo InternazionalizzazioneExpo 2015 Breve periodo Credito e finanza Trasparenza e semplificazione normativa/amminist.va Start up Medio-lungo periodo Lavoro e formazione Sviluppo del territorio Fondi strutturali Ricerca e innovazione Trasporti, mobilità e logistica Energia Ambiente Presupposto Risanamento del Servizio Sanitario Regionale


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