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IL TERRITORIO ETNEO: GEOMORFOLOGIA,STRUTTURA E CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO PROF.SSA GRAZIA PALADINO ISTITUTO COMPRENSIVO MARCONI Sede Ragalna Anno scolastico.

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1 IL TERRITORIO ETNEO: GEOMORFOLOGIA,STRUTTURA E CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO PROF.SSA GRAZIA PALADINO ISTITUTO COMPRENSIVO MARCONI Sede Ragalna Anno scolastico 2012/2013

2 Il Monte Etna è un grande strato-vulcano di natura basaltica, alto circa 3330 m, situato lungo la costa orientale della Sicilia. Esso ricopre un’area di circa 1250 km2 ed è delimitato verso nord dai rilievi dei Monti Nebrodi e Peloritani e verso sud dalla piana alluvionale del Fiume Simeto.

3 EVOLUZIONE GEOLOGICA DELL’ETNA Da un punto di vista geodinamico il Monte Etna si localizza in corrispondenza della zona di collisione continentale tra la placca Euro-Asiatica a nord e quella Africana a sud

4 L’inizio dell’attività eruttiva si fa risalire a circa anni fa. In questo periodo l’area dove sorge l’Etna attuale era occupata da un vasto golfo, qui si verificavano delle eruzioni sottomarine. I prodotti vulcanici relativi a queste eruzioni sottomarine sono ben conservati nella zona di Acicastello, Ficarazzi e Acitrezza. L’affioramento più noto di queste eruzioni sottomarine sono le colate a “pillows” che formano la Rupe di Acicastello. Rupe e castello normanno (Acicastello) Faraglioni lavici (Acitrezza)

5 a partire da almeno anni fino a circa anni fa l’attività eruttiva si concentra lungo la costa Ionica in corrispondenza di Capo Mulini fino ad Acireale

6 Fase dei Centri eruttivi della Valle del Bove: circa anni fa l’attività eruttiva si sposta dalla zona della costa Ionica verso l’area adesso occupata dalla Valle del Bove. Tali vulcani prendono il nome di Giannicola, Salifizio e Cuvigghiuni la cui attività durerà fino a circa anni fa.

7 Valle del Bove dove affiora la struttura interna dei vecchi centri eruttivi come ad esempio i “dicchi” che rappresentano l’antico sistema di alimentazione del vulcano

8 Fase dello Strato-vulcano: questa fase inizia circa anni fa quando si verifica un’ulteriore spostamento dell’attività eruttiva verso nord-ovest dopo la fine dell’attività dei Centri della Valle del Bove Tale spostamento porterà alla formazione del più grosso centro eruttivo, denominato vulcano Ellittico, che costituisce la struttura principale del Monte Etna L’attività eruttiva dell’Ellittico termina circa fa durante un’intensa fase esplosiva caratterizzata da una serie di eruzioni Pliniane (esplosive), che hanno causato la formazione di una caldera di circa 4 km di diametro. L’intensa e continua attività effusiva degli ultimi anni riempirà in gran parte la caldera del vulcano Ellittico formando il nuovo cono craterico sommitale. Tale attività effusiva, originata sia dalle bocche sommitali che da apparati eruttivi laterali, porterà alla formazione dell’edificio vulcanico attuale denominato vulcano Mongibello.

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10 PERCHÉ L’ETNA È UNO STRATO-VULCANO Uno stratovulcano è un vulcano di forma generalmente conica costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata, ceneri vulcaniche. A differenza dei vulcani a scudo (che si trovano nelle isole del Pacifico delle Hawai), gli stratovulcani sono caratterizzati da pendii piuttosto ripidi e da periodiche eruzioni di tipo esplosivo.vulcanolavaceneri vulcaniche Affichè un vulcano sia di tipo conico (o stratovulcano) la lava deve scorrere con difficoltà deve cioè essere viscosa. La lava infatti mentre scende si raffredda e solidificandosi forma pendii ripidi come nel caso dell’ Etna, dello Stromboli o del Vesuvio.

11 ETNA…OGGI Il vulcano attuale con i suoi 1260 Km 2 di superficie, ed una altezza di oltre 3300 metri è il più vasto d’Europa. Struttura del vulcano. Sono quattro le bocche eruttive dell’Etna: 1) Il "cratere centrale", largo 250 metri è anche il più vecchio, 2) La "bocca nuova" del 1968, 3) Il "cratere di nord-est " formatosi nel 1911, 4) Il "cratere di sud-est " del I primi tre crateri sono comunicanti, mentre quello di sud-est è autonomo

12 cratere di sud-est cratere di nord-est cratere centrale cratere bocca nuova

13 Gli studiosi distinguono due tipi di lave: un tipo caratterizzato da superfici scabre e scagliose, mentre le seconde, sono levigate e arricciate a formare masse simili a corde. Con il secondo tipo di lava si formano le «grotte di scorrimento»: cavità originate dalla lava stessa al cui interno scorre la lava

14 L'idea della costituzione del Parco dell'Etna nacque nel corso degli anni '60 del ‘900. Ma è solo negli anni ‘80 che l'Assemblea Regionale Siciliana vara il 6 maggio 1981 la Legge n. 98 che prevede l'istituzione di 19 riserve e la nascita di 3 parchi naturali: l'Etna, i Nebrodi e le Madonie, segnando in questo modo l'inizio della via siciliana ai parchi. Con tale legge quadro, la regione Sicilia, decise di avviare un'azione organica di tutela del territorio. Sei anni più tardi nel 1987 viene costituito l’ Ente Parco dell'Etna con sede in Nicolosi (CT).

15 Il territorio e suddiviso nelle zone “A”, “B”, “C” e “D” a cui corrispondono diversi livelli di tutela Zona A Zona B Zona C Zona D Nella zona “A”, la natura è conservata nella sua integrità (riserva integrale). Nella zona B si coniuga la tutela con lo sviluppo delle attività economiche tradizionali (vigneti, castagneti ecc); Nelle zone cosiddette di pre- Parco (zone “C” e “D”) si persegue uno sviluppo economico compatibile con il rispetto del paesaggio e dell’ambiente.

16 Adrano Ha Belpasso Ha Biancavilla Ha Bronte Ha Castiglione di S Ha Giarre 1 Ha Linguaglossa Ha Maletto Ha Mascali 331 Ha Milo Ha Nicolosi Ha Pedara 896 Ha Piedimonte E. 793 Ha Ragalna Ha Randazzo Ha Sant'Alfio Ha S.Maria di Licodia 443 Ha Trecastagni Ha Viagrande 93 Ha Zafferana E Ha


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