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FINI DELLA VALUTAZIONE 1.1 – Insegnamento & apprendimento e valutazione 1.2 – Evoluzione del concetto di valutazione 1.3 - Dove e che cosa guarda chi valuta?

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Presentazione sul tema: "FINI DELLA VALUTAZIONE 1.1 – Insegnamento & apprendimento e valutazione 1.2 – Evoluzione del concetto di valutazione 1.3 - Dove e che cosa guarda chi valuta?"— Transcript della presentazione:

1 FINI DELLA VALUTAZIONE 1.1 – Insegnamento & apprendimento e valutazione 1.2 – Evoluzione del concetto di valutazione Dove e che cosa guarda chi valuta? La valutazione: forma di insegnamento indiretto del metodo

2 1.1 – Insegnamento & apprendimento e valutazione  Uno degli atti didattici più trascurati rispetto al loro valore e alla loro funzione nell’insegnamento- apprendimento.  Segni di trascuratezza  Cause : Scarsa consapevolezza dei fini. Ignoranza della natura della valutazione. Riduzione della professionalità o concezione ridotta della propria professionalità. Paradigmi stantii, esito di condizionamenti vissuti rispetto alla valutazione

3 Professionalità e azione valutativa Valutare è un atto di responsabilità professionale. La scuola “rende conto” del suo lavoro, permettendo agli interlocutori di  conoscere gli esiti effettivamente raggiunti, le risorse e le azioni messe in campo, la distanza tra gli obiettivi progettati e i risultati realmente raggiunti.  condividere le decisioni.

4 Processi indissolubili apprendimento valutazione insegnamento Risultati

5 Concetto di valutazione 1  Processo dinamico aperto contestualizzato sintetico  al fine di Informazioni giudizi decisioni FORMULARE OTTENEREPRENDERE

6 Concetto di valutazione 2 Applicare procedimenti per  Ottenere informazioni  Formulare giudizi  Prendere decisioni informazioni sistematiche, rigorose, rilevanti e appropriate. No all’aneddoto. Né al pettegolezzo Su fatti, fenomeni, prestazioni relativi all’insegnamento/apprendimento Giudizi anche predittivi sulla base di dati. Adeguate alla situazione

7 La valutazione processo-procedimento  per sapere quanto hanno appreso gli alunni,  ma anche e soprattutto come mezzo-occasione rilevante di insegnamento e apprendimento, di formazione, e in definitiva di programmazione in relazione all’educazione degli alunni.  Ci occupiamo di valutazione per contribuire allo sviluppo del processo di insegnamento-apprendimento e quindi della formazione personale.  La scuola si realizza come luogo e strumento dell’insegnare/imparare discipline di studio che una comunità accetta,condivide e verifica come ipotesi di sguardo e strumento del rapporto con la realtà nel percorso educativo di una nazione.

8 Mappa della valutazione Prima del processo Insegnamento -apprendimento Iniziale Diagnostica Prognostica previsionale Durante processo Insegnamento -apprendimento Formativa Orientativa Regolativa Incoraggiante Al termine processo Insegnamento -apprendimento Sommativa Integrativa Promozionale Accreditativa Tipi e tempi

9 Una risorsa preziosa  La valutazione elemento determinante la pianificazione.  Elemento integrante del curriculum.  Occasione di apprendimento per tutti.  Orientamento, guida e controllo del processo insegnamento- apprendimento. Cultura della valutazione, che non si limita alla scuola, ma si estende a tutte le attività sociali.

10 Cenni storici sulla valutazione 1  1° momento - Fine XIX, Comportamentismo. La valutazione come misura. Basata sull’evidenziazione delle differenze individuali tra le persone. Tecnica: test a livello individuale e di gruppo.  2° momento Valutazione come corrispondenza tra obiettivi e risultati. Tyler (anni 30-40). Valutazione come processo sistematico, destinato a produrre cambiamenti nel comportamento attraverso l’istruzione.. In relazione al curriculum è il meccanismo che permette di documentare il grado di conseguimento degli obiettivi. Il termine viene dal mondo dell’industria. Ha un secolo, ma ha subito notevoli trasformazioni concettuali. Il primo ad usare il termine è Tyler (valutazione educazionale)

11 Cenni storici sulla valutazione 2  3° momento. Anni  Valutazione e totalità educativa Cronbach: riepilogo ed uso delle informazioni in vista delle decisioni da prendere. Valutazione del processo, criterio, obiettivo. Scriven: valutazione formativa Valutazione sommativa e formativa, intrinseca ed estrinseca.

12 Cenni storici sulla valutazione 3  4° momento – anni 80. Valutazione dei livelli, rispetto agli alunni, al programma, al metodo. Valutazione come valorizzazione del cambio occorso nell’alunno in seguito ad un’azione educativa sistematica in funzioni i obiettivi predefiniti.  5° momento – anni 90. Proliferazione dei modelli secondo paradigmi quantitativi o qualitativi. Non esiste un modo unico di pensare la valutazione e di eseguirla.

13 Valutare vuol dire  valorizzare le mete raggiunte, accompagnare i bambini e i ragazzi a riconoscere e attribuire valore a momenti, fatti, contenuti e ragioni del cammino educativo e didattico intrapreso.  individuare le conoscenze e le abilità acquisite dagli alunni nelle diverse discipline, le competenze e le capacità sviluppate attraverso il lavoro proposto;  confrontare il livello raggiunto con le reali possibilità del bambino e del ragazzo;  riconoscere l’atteggiamento con cui l’alunno affronta il compito,  indicare i passi ancora da percorrere  sostenere l’impegno necessario per la continuazione del lavoro.

14 Misurazione? Classificazione? Misurazione classificazione valutazione La misurazione è condizione necessaria Ma non sufficiente. Non confondere valutazione con misurazione. Esempio: misurare il progresso dell’alunno quantificando l’apprendimento. La classificazione riguarda un concetto più restrittivo di valutazione ed è posteriore ad essa

15 Valutazione – Verifica 1  La valutazione: dimensione quotidiana del gesto educativo. Qualcuno dice che valutazione fa rima con educazione. D’accordo, ma con realismo.  La verifica elemento dell’atto didattico sia in senso generale sia nel linguaggio specifico. In senso generale: si tratta di documentare che è diventata vera per sé la proposta di apprendimento: progetto, percorso, guadagno personale a tutti i livelli. In senso specifico. Vediamo quanto è stato vero quello che hai fatto da solo.  Un aspetto pubblico ed uno privato- personale-intimo della verifica..L’aspetto pubblico: formalizzazione e riconoscimento di quello che è accaduto. Documento di quanto appreso e di come appreso. Rendiconto e riconoscimento di quanto è maturato a livello personale.

16 Valutazione – Verifica 2  La valutazione riguarda l’esperienza. Che cosa è stata la proposta per il ragazzo?  Parola chiave: esperienza ( fatto oggettivo – percepito come bene - accorgersi di crescere/guadagnare ), La valutazione e è innanzitutto uno sguardo ( esempio bambina sa parlare), quindi è parola, giudizio espresso, pubblico, quindi dentro una concezione.  Il voto rappresenta una parola detta in un contesto istituzionale. Diventa conferma o meno del fatto oggettivo dell’imparare.  Momento-fattore di consapevolezza …

17 Valutazione – Verifica 3  La valutazione è riconoscimento di un cammino in un orizzonte più ampio. Orizzonte temporale innanzitutto. E’ il momento della soddisfazione, del livello di soddisfazione. Non riguarda l’avere, ma l’essere.  La verifica è il momento del profitto, la valutazione è il momento della promozione.

18 Elementi Circostanze Come? Con che cosa? Perché valutare? Che cosa valutare? Quando valutare? Chi valuta?

19 Chi valuta Docenti Alunni Famiglia Amministrazione

20 Valutare chi?  Il sistema  L’ istituto  La didattica Interna Esterna Autovalutazione Eterovalutazione Coevalutazione

21 valutare perché?  La valutazione nella scuola ha una funzione educativa.  Suo fine principale è introdurre l’alunno alla realtà attraverso l’insegnamento- apprendimento delle materie.  La valutazione riguarda non solo l'istruzione, ma anche cl'educazione dal momento che in essa vengono valorizzati, misurati, indicati e riproposti mete e passi del cammino di apprendimento delle materie di studio e di conoscenza della realtà.  Il fine costante (SCOPO) della valutazione dell’apprendimento insegnato scolastico è la formazione dell’alunno, quindi la sua introduzione nella realtà. facilitando all'alunno la conoscenza e lo sviluppo delle sue capacità di esperienza, di apprendimento e di metodo studio.

22 Valutare perché? 3  classificare gli alunni secondo criteri di merito, secondo livelli standard prestabiliti e socialmente accettati, espressi in una norma (valutazione normativa);  stabilire se un discente abbia acquisito o no un determinato apprendimento, indipendentemente dai risultati ottenuti da altri alunni (valutazione criteriale)  scoprire la natura esatta delle difficoltà incontrate da un allievo (valutazione diagnostica) Fini particolari 1

23 Valutare perché? 4  fornire, nello svolgersi del tempo, informazione continua e analitica sull'apprendimento, ai protagonisti della situazione didattica: allo studente, per scoprire quanto e come ha appreso e colmare le eventuali lacune; al docente, per mettere in relazione l'alunno a livelli raggiunti di apprendimento e di abilità e per organizzare interventi di recupero (valutazione formativa) Fini particolari 2

24 Valutare perché? 4  appurare se l'alunno sa utilizzare in modo adeguato capacità e conoscenze acquisite al termine di un itinerario didattico (valutazione sommativa o riepilogativa).  Documentare e certificare l’apprendimento Fini particolari 3

25 1.3 - Dove e che cosa guarda Chi valuta?  Fattore principale di una valutazione educativa è lo sguardo del docente. Chi, cosa, dove guardo durante l’interrogazione? Chi sono nel momento dell’interrogazione, della correzione, ecc.?

26 Oggetto dello sguardo del docente 1:  i soggetti che apprendono nella loro integralità e nei loro passi,  il gusto dell’apprendere  l’oggetto di studio che affascina il docente stesso  L’insegnante non è giudice, ma colui che testimonia e facilita il (ri)accadere dello stupore, molla della conoscenza.

27 Oggetto dello sguardo del docente2:  La distanza/prossimità rispetto all’oggetto di studio.  l’orizzonte ultimo (il perché, il senso) del vivere, dello stare insieme, dello studiare Questo non tanto per premiare o colpevolizzare, ma garantire la validità del cammino, per incoraggiare lungo il percorso, attraverso la VALORIZZAZIONE.

28 Valutazione formativa Attraverso essa si potranno accumulare costantemente dati e/o informazioni sulle condizioni del fare scuola quotidiano al fine di capitalizzare competenze necessarie per qualificare la formazione; competenze necessarie, inoltre, per decidere realmente come indirizzare la prassi verso esiti prestabiliti.

29 Esperienza di educazione e di apprendimento La valutazione, come ogni altro atto didattico, rivela il docente: è comunicazione di sé. Non è un fatto neutrale, puramente tecnico burocratico.

30 E’ fattore di promozione  Infatti incide sull'essere, sul fare, sull’apprendere e sul conoscere dello studente.  Motiva, orienta, guida i passi nell’introduzione alla realtà, i percorsi e le ragioni dello studio, il significato e la consistenza delle cose studiate, la voglia di conoscere sé e le cose, la consapevolezza dell’io in azione. Si qualifica come processo e strumento primario dell'adattamento continuo dell'insegnamento ai bisogni e al cammino dell'alunno.

31 Un momento in cui s’impara Impara l’insegnante, il genitore, il sistema la classe, l’alunno.

32 L’insegnante impara  a controllare e regolare scelte e elementi della situazione didattica  in una continua riflessione  e in un costante paragone con chi guida la scuola e gli altri colleghi.

33 La famiglia impara  A guardare il figlio in modo sempre più realistico  A collaborare e paragonarsi  A a verificare orientamenti e scelte a carattere educativo

34 Il sistema impara a  migliorarsi  rendere conto  fare cultura  aiutare gli attori della situazione didattica.

35 Lo studente impara 1 Conoscenze dichiarative (sapere che), procedurali (sapere come), e contestuali (sapere perchè), relative all’oggetto di studio.

36 E Lo studente impara 2 AA imparare (deuteroapprendimento), conoscere se stesso in azione, autovalutarsi in un paragone con un oggettivo, accettarsi, fare dello studio un’esperienza e a riflettere su come apprende (metaapprendimento).

37 Lo studente nella valutazione impara se  si sente oggetto di attenzione,  in una relazione  autorevole,  significativa e coerente,  esigente ed amorevole,  fraterna e contrariante. non viene considerato un imputato, ma uno che collabora perché la situazione dell’insegnamento- apprendimento è un’intrapresa comune Lo studente impara seguendo (facendo proprio) lo sguardo del docente (dei docenti); sguardo che indica un modo di essere, di agire, di usare le parole, ecc...

38 “ Col professor Bernard le lezioni erano sempre interessanti, per la semplice ragione che lui amava appassionatamente il suo mestiere. No, la scuola non offriva soltanto una semplice evasione dalla vita…Almeno nella classe del professor Bernard, appagava una sete più essenziale per il ragazzo che per l’adulto, la sete della scoperta. Certo, anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po’ come si ingozzavano le oche, si presentava un cibo confezionato e s’invitavano i ragazzi ad inghiottirlo.

39 Nella classe del professor Bernard, per la prima volta in vita loro, i ragazzi sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo. E anche il maestro non si occupava soltanto di insegnare ciò per cui era pagato, ma li accoglieva con semplicità nella sua vita personale, la viveva con loro, raccontava la propria storia e quella di altri ragazzi che aveva conosciuto” (Albert Camus, Le premier homme,)

40 La valutazione come strumento e luogo della personalizzazione  in cui si attribuisce valore  all’applicazione dell’allievo  e al suo apprendimento.

41 Fattore di consapevolezza e controllo personale dello studio  Attribuendo valore a queste cose, si dà, di fatto, valore a ragioni, modalità, comportamenti, regole, procedure dello studio.  Contribuisce all'acquisizione e/o consolidamento di un metodo di studio.

42 La valutazione: forma di insegnamento indiretto del metodo  in quanto richiesta di metodo Implicita Tacita Esplicita

43 Una continua richiesta di metodo  per il tipo di rapporto-controllo del docente nei confronti dell’alunno e della classe,  per il cosa si intenda valutare (oggetti ed obbiettivi di studio),  per gli stimoli e i mezzi che vengono utilizzati nella registrazione dei risultati, per il tipo di test (oggettivi o saggio),  per la modalità di registrazione

44 Forma di insegnamento indiretto del metodo di studio  in quanto, volente o meno, positivamente o negativamente, incide sull'essere, sul fare, sull’apprendere e sul conoscere dello studente:  motiva, orienta, guida i passi e le ragioni dello studio, le dimensioni dell’apprendimento l’uso delle conoscenze, la voglia di conoscere sé e le cose, la consapevolezza dell’io in azione.


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