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1 Formazione generale Copresc di Modena Cittadinanza attiva 14 febbraio 2014 Aula – Comune di Modena G.A.V.C.I. sezione di Modena Formatore : Eugenio Santi.

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1 1 Formazione generale Copresc di Modena Cittadinanza attiva 14 febbraio 2014 Aula – Comune di Modena G.A.V.C.I. sezione di Modena Formatore : Eugenio Santi

2 2 Legislazione Contesto nazionale: sfide e possibilità La legislazione degli ultimi anni in Italia ha individuato e disciplinato le principali tipologie di organizzazioni del terzo settore: - il volontariato organizzato (Legge 266 del 1991); - la cooperazione sociale (Legge 381 del 1991); - l’associazionismo di promozione sociale (Legge 383 del 2000); - le organizzazioni non governative (Legge 49 del 1987); - altre organizzazioni di terzo settore (soggetti non ascrivibili alle categorie suddette).

3 3 Il volontariato e la solidarietà Il volontariato (disciplinato dalla Legge quadro sul volontariato n. 266 del 1991) è quindi una delle forme organizzative presenti nel terzo settore. Il termine volontariato designa propriamente interventi di aiuto e di solidarietà compiuti da un gruppo o da una organizzazione, non da individui singoli. Per solidarietà si intende il mettere in atto un comportamento di tipo comunitario nel quale il legame è particolarmente stretto, al punto che i vari soggetti che entrano in rapporto tra di loro condividono valori e comportamenti fondanti.

4 4 Le organizzazioni di volontariato Il volontariato può quindi essere definito, nella sua configurazione non solo normativa, come una forma d’azione comunitaria finalizzata alla realizzazione di servizi altruistici e solidaristici, di promozione dei diritti e di sviluppo della cittadinanza attiva e partecipata. Le organizzazioni di volontariato sono costituite per libera volontà degli aderenti, il parteciparvi non dà diritto a nessuna forma di retribuzione economica, lo scopo primario è la promozione dei diritti e lo svolgimento di attività e servizi di rilevanza sociale, rivolti a persone non socie o alla comunità in generale.

5 5 Criteri base A tal riguardo si fa riferimento a due criteri: - l’esistenza di un vincolo non contrattuale, bensì etico; - l’esistenza di una regola di non distribuzione ai membri degli eventuali utili dell’organizzazione. Il primo criterio esclude quindi le organizzazioni di terzo settore fondate su basi professionali (come le cooperative); il secondo esclude i gruppi mutualistici e di auto-aiuto. Questa concezione del volontariato si fonda sulla definizione iniziale contenuta nella Legge quadro sul volontariato che recita: “La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell'attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo …” (art. 1 comma 1 della Legge 266/91).

6 6 Il volontariato italiano si è pensato sin dall'inizio come fare consapevole e come movimento, come reti di partecipazione democratica, a partire dalle diverse culture e comunità locali del nostro paese. Così come si è sin dall'inizio mosso a livello internazionale per la reciproca comprensione delle diverse culture e nazionalità, per lo sviluppo umano nel mondo in un contesto di pace e di collaborazione tra i popoli.

7 7 Successivamente, la Sentenza della Corte Costituzionale 75/1992 ulteriormente specifica la natura dell’impegno volontario: “Quale modello fondamentale dell'azione positiva e responsabile dell'individuo che effettua spontaneamente e gratuitamente prestazioni personali a favore di altri individui ovvero di interessi collettivi degni di tutela da parte della comunità, il volontariato rappresenta l'espressione più immediata della primigenia vocazione sociale dell'uomo, derivante dall'originaria identificazione del singolo con le formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità e dal conseguente vincolo di appartenenza attiva che lega l'individuo alla comunità degli uomini. Esso è, in altre parole, la più diretta realizzazione del principio di solidarietà sociale, per il quale la persona è chiamata ad agire non per calcolo utilitaristico o per imposizione di un'autorità, ma per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa”.

8 8 Art.118 costituzione italiana Questa visione trova un suo completamento nel disposto dell’Art. 118 ultimo comma del Titolo V della Costituzione italiana emendata nel 2001 che sancisce che lo “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.” Il riconoscimento dei valori e dell’azione volontaria si saldano così con un riconoscimento della cittadinanza attiva come momento di una concezione piena ed avanzata della democrazia.

9 Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva Il 2011 è stato proclamato dal Consiglio dell’Unione europea “Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva” (AEV). Presso il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali opera l’Organismo nazionale di coordinamento (ONC), entità istituzionale indicata dal Governo di ogni Stato membro alla Commissione europea, che ha il compito di coordinare tutte le iniziative dell’Anno europeo nel Paese e si interfaccia con le istituzioni europee.

10 10 CITTADINANZA ATTIVA E PARTECIPAZIONE Perché discutere della partecipazione dei giovani alla vita pubblica? Negli ultimi anni l’accesso ai processi di decisione pubblica hanno assunto nuove forme. I giovani, come portatori di interessi e bisogni, sono stati protagonisti di questo cambiamento. I tradizionali canali di contatto con la società civile che si facevano carico degli interessi dei loro rappresentati – per esempio i partiti e i sindacati – hanno iniziato a perdere quel ruolo di mediazione che avevano negli anni passati. Le istituzioni “invecchiano” e le politiche risultano così delegittimate, e di conseguenza anche meno efficaci. D’altra parte, si assiste ad un diffuso proliferare di organizzazioni, associazioni, movimenti, comitati che ambiscono ad influire sulle decisioni pubbliche e che chiedono un rapporto maggiore ed effettivo con le istituzioni. I giovani, sia organizzati che non, a loro volta aspirano a tale contatto.

11 11 Come discuterne? Discutere sui metodi di dialogo tra questa variegata realtà giovanile e le istituzioni pubbliche vuole essere un metodo per individuare soluzioni efficaci e realizzabili per migliorare tale dialogo Le discussioni affronteranno i seguenti temi: 1) La natura della partecipazione; 2) Il modo di costruire la partecipazione; 3) Come non far rimanere tali pratiche “sulla carta”.

12 12 La natura della partecipazione 1) Informazione. I giovani, possono essere informati in merito ai progetti, programmi, iniziative a loro dirette. 2) Dialogo. Le istituzioni possono instaurare un dialogo con loro. Per pianificare politiche che siano efficaci i bisogni dei giovani devono essere ascoltati (e.g. tramite questionari, incontri informali o, per esempio, tramite portali internet ai quali tutti possano accedere liberamente). 3) Coinvolgimento. Negli ultimi anni, inoltre, c’è interesse a coinvolgere i giovani attivamente nella definizione delle politiche pubbliche tramite processi che aspirano ad una vera e propria consultazione.

13 13 Cittadinanza attiva: La dimensione europea Informazioni su come diventare un cittadino più attivo e partecipe, e vedere realizzate le proprie idee. Tutti i paesi hanno bisogno dei propri cittadini: attivismo ed energia sono le parole chiave dei giovani. Scoprite cosa potete fare!

14 14 Amici della Terra Associazione per la pace Città Invisibile Enti locali per la pace In movimento Indymedia Lista etica Melting Pot Europe Unimondo Verdi Ambiente “Cittadinanzattiva”

15 15 LA CITTADINANZA TRADIZIONALE Un insieme di diritti e di doveri che regolano il rapporto tra il cittadino/a e lo Stato a cui appartiene. Esempi: rispettare le leggi pagare le tasse eleggere i governanti partecipare in vari modi alle grandi scelte collettive

16 16 LA CITTADINANZA TRADIZIONALE E LA NUOVA CITTADINANZA Diritti e doveri + Poteri e responsabilità = Nuova cittadinanza

17 17 UNA DEFINIZIONE DI NUOVA CITTADINANZA E' L'ESERCIZIO DI POTERI E DI RESPONSABILITA’ DEL CITTADINO NELLA VITA QUOTIDIANA DELLA DEMOCRAZIA, DOVE SI AFFRONTANO PROBLEMI DI INTERESSE PUBBLICO. Quali sono le principali definizioni di cittadinanza in uso nel contesto europeo?

18 18 LA NUOVA CITTADINANZA È LA CITTADINANZA ATTIVA “Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo” Essere cittadini attivi significa operare per fare in modo che i cittadini abbiano voce ed esercitino poteri e responsabilità in tutte quelle situazioni in cui i loro diritti vengano violati o disattesi.

19 19 LA CITTADINANZA ATTIVA Diversi tipi di organizzazioni Diversi campi di intervento Diversi i target di cittadini coinvolti Un fenomeno articolato e complesso Una risorsa indispensabile per la tutela dei beni comuni Alla base: cittadini capaci di fare e di risolvere e non solo di delegare e chiedere

20 20 CITTADINANZA ATTIVA E CURA DEI BENI COMUNI Sono di proprietà di tutti Ciascuno li può utilizzare Es. ambiente,cultura, salute, acqua Il premio Nobel 2009 – Elinor Olstrom – per l'economia, parla di loro! Sono spesso minacciati Il loro deperimento impoverisce la società Non sono di competenza esclusiva dello stato-nazione Quali sono, oggi, i beni comuni per i giovani ?

21 21 CITTADINANZA ATTIVA EUROPEA Indispensabile per costruire l’Europa dei cittadini Non basta l’impegno degli stati e dei governanti Essenziale per promuovere e tutelare diritti “vecchi” e “nuovi” Una risorsa per costruire un comune sentire europeo e dare un’anima politica e sociale all’UE Per attuare direttive e regolamenti europei in campi cruciali: es. tutela ambiente e risparmio energetico

22 22 Partecipazione, antidoto alla corruzione Ormai lo sappiamo. La corruzione e le frodi dilagano in Italia. Lo conferma la relazione della Corte dei Conti alla fine dello scorso febbraio. Di quella relazione colpisce non tanto l'analisi del fenomeno (purtroppo ormai fin troppo noto), ma la nettezza con cui la Corte critica il pacchetto di misure annunciate di recente dal Governo: tutte misure contrarie rispetto a quelle che servirebbero per fronteggiare la corruzione. La Corte boccia il disegno di legge sulle intercettazioni perché, come dice il procuratore generale Mario Ristuccia, "non appare indirizzato ad una vera e propria lotta alla corruzione". Viceversa, le intercettazioni costituiscono "uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo di contrastare il fenomeno della corruzione". Vittorino Ferla, Responsabile relazioni istituzionali Cittadinanzattiva

23 23 Sentenza elettrosmog e Radio Vaticana: soddisfazione di Cittadinanzattiva, parte civile. “Una sentenza storica, che fa giustizia di anni di impegno. Una vittoria di Davide contro Golia” “Una sentenza storica e importantissima, finalmente un punto fermo nella tutela di migliaia di cittadini che hanno denunciato per anni, e che erano stati bollati, nella migliore delle ipotesi, come degli ipocondriaci o in preda a crisi di panico ingiustificato”. Questo il commento di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, associazione parte civile nel processo. “L'indennizzo economico da solo non rappresenta certo una soluzione ai problemi denunciati dai cittadini dell'area di Cesano e dalla nostra organizzazione, ma è comunque un primo importante risultato che ci fa ben sperare anche per la seconda causa, relativa alla mortalità per leucemia. ”.

24 24 Cittadinanzattiva su riduzione delle pene a S. Giuliano: perplessi per la decisione e preoccupati per il messaggio “La riduzione della pena e l’annullamento dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici dei quattro imputati testimonia di quanto poco conti la vita umana, quella di 27 bambini e della loro maestra”. Questo l’amaro commento di Adriana Bizzarri, Responsabile scuola di Cittadinanzattiva in merito a quanto deciso dalla Corte d’Appello di Salerno nei confronti dei responsabili della tragedia di San Giuliano di Puglia. “In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, siamo perplessi per la decisione e preoccupati per il messaggio pericoloso che può uscire dalla decisione dei giudici, in quanto sembra confermare che l’irresponsabilità professionale e la mancanza di etica sul lavoro, soprattutto nelle opere pubbliche, non siano poi così importanti. Soprattutto, ribadisce come nel nostro Paese se si continua a costruire o ad intervenire sugli edifici nel totale disprezzo delle leggi vigenti, come a S, Giuliano, Rivoli, L’Aquila, non importa: la giustizia italiana è clemente con i colpevoli ma impietosa e ingiusta con le vittime”. E ciò non fa che confermare quanto ci denunciano i cittadini in tema di giustizia: nei soli procedimenti amministrativi, al primo posto figurano proprio problematiche attinenti l’edilizia e lo sviluppo urbanistico in generale.

25 25 Ruolo del Servizio civile nella cittadinanza attiva il Servizio Civile può essere concepito come uno degli strumenti in grado di promuovere il valore della cittadinanza attiva e della democrazia intesa come partecipazione consapevole al processo di sviluppo materiale e spirituale della società. occorre posizionare il SC fra i soggetti sociali che - a vario titolo – offrono risposte ai bisogni espressi dalla popolazione.

26 26 Dall’erogazione di prestazioni alla produzione di beni relazionali E’ sempre più avvertita, oggi, la necessità di passare da un sistema di welfare State, che eroga prestazioni, ad un sistema di welfare comunitario, in grado di produrre beni relazionali L’intervento sociale deve mirare al capitale sociale del portatore del bisogno, attivando le reti che generano beni relazionali (buone prassi)

27 27 Per me il Servizio Civile è.. Una rampa di lancio Uno strumento d’aiuto Allegria donata agli altri Una tessera di un puzzle Un viaggio esplorativo Uno stagno con molte rane Un passatempo Una palestra Un mattone di una casa Il cavalletto di una macchina fotografica … e tu cosa pensi che sia ?

28 28 E tu cosa faresti … Tagliano i treni dei pendolari da Castelfranco a Bologna … Nella tua università raddoppiano le tasse di iscrizione … Nel tuo quartiere i parchi e giardini sono sporchi e non curati … Nella scuola elementare dei tuoi figli i bagni sono sempre sporchi … Nella tua città ci sono edifici pubblici non utilizzati mentre mancano spazi per … Nella tua città tante famiglie sono sfrattate … I bambini “stranieri” non riescono a partecipare alle gite scolastiche e non frequentano corsi sportivi, musicali, artistici per problemi economici … La biblioteca pubblica del tuo paese chiude perché le risorse economiche sono scarse … La raccolta differenziata nella tua città è poco utilizzata … Nella scuola pubblica della tua città sono diminuiti gli insegnanti di sostegno per i bambini con handicap … Il torrente che passa per il tuo paese è diventato una discarica di rifiuti … Quando piove molto nel tuo quartiere i garage interrati si allagano perché il canale di scolo è stato intubato malamente … Hanno montato tanti ricevitori di telefonia sull’acquedotto pubblico senza aver studiato gli effetti dei campi elettromagnetici …

29 29 E ancora … Mancano i soldi per finanziare i progetti di servizio civile … Lo stato acquista sempre nuove armi e non ha i fondi per la scuola … Nelle scuole superiori di Milano organizzano dei corsi paramilitari di addestramento alla sopravvivenza … L’aeroporto militare di Vicenza sarà ampliato togliendo ancora terra all’agricoltura … L’acqua non è più pubblica ma è diventata un bene economico privatizzato … Si vuole mettere un tetto agli impianti di energie rinnovabili per giustificare la costruzione di centrali nucleari … Le banche sono coinvolte nel processo di commercializzazione di armi verso paesi che non rispettano i diritti umani …

30 30 L'Italia nel 2009 ha triangolato 79 milioni di euro di armi leggere alla Libia di GheddafiL'Italia nel 2009 ha triangolato 79 milioni di euro di armi leggere alla Libia di Gheddafi

31 31 Tecnologie dell’azione diretta Carte dei diritti - o esplicitazione e concretizzazione di diritti o nuovi diritti - portare alla luce, riconoscere situazioni nuove - costruire un quadro condiviso, base per l’azione di tutela Strutture di ascolto, consulenza e assistenza - servizi a cui rivolgersi per avere tutela per i singoli e i gruppi - punto di riferimento stabile, centrale di tutela - servono sempre

32 32 Le azioni simboliche - dimostrare la “giustezza” delle rivendicazioni e coinvolgere l’opinione pubblica - visibilità, reazione dell’interlocutore - periodicamente, ma senza abusare Il monitoraggio - attività di raccolta di informazioni realizzata dai cittadini per rilevare il funzionamento dei servizi - vigilanza sullo stato dei servizi, controllo di qualità, molte informazioni

33 33 Le azioni di sensibilizzazione e informazione (campagne) -aumentare il livello di conoscenza e di consapevolezza dei cittadini - ogni volta che si ha qualcosa da dire La gestione dei conflitti - attività volte a risolvere controversie mediante un’azione conciliativa - quando le situazioni non sono molto gravi e quando esistono problemi legati ai comportamenti e all’organizzazione

34 34 Tecnologie di mobilitazione delle risorse Organizzazione di nuovi servizi - promozione di servizi inesistenti o di servizi più rispondenti alle esigenze degli utenti (sussidiarietà in senso più letterale) - quando, nonostante gli altri interventi, si rende necessaria l’organizzazione diretta di nuovi servizi o di servizi alternativi - quando serve e quando c’è capacità progettuale Addestramento e reclutamento - avere quante più persone, cittadini e operatori, con competenze sulla tutela - coinvolgere le persone in modo permanente

35 35 Raccolta di firme ed adesioni -attività tradizionale, con diversi possibili gradi di complessità - utile se accompagnata da altre iniziative e per farsi conoscere dai cittadini Raccolta e diffusione di buone pratiche - iniziative di successo volte a migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi, da far conoscere e disseminare - serve a porre in luce le possibilità di cambiamento, a valorizzare le risorse, ad introdurre meccanismi premianti - se si comincia, è necessario garantire una permanenza nel tempo

36 36 la formazione - insieme di attività volte a favorire l’apprendimento di conoscenze e competenze, necessarie a promuovere e sostenere l’impegno civico -reclutamento competente, formazione continua L’uso civico di internet - strumento eccezionale per comunicare in poco tempo, con tante persone, con scarse risorse - è un luogo di azione civica, dal reclutamento alla raccolta fondi, dal boicottaggio alle campagne

37 37 Tecnologie di interlocuzione Accordi e protocolli d’intesa - coinvolgimento responsabile di altri soggetti e degli interlocutori -far assumere impegni precisi, fissare scadenze, legittimarsi, collaborare I tavoli di concertazione - mettere insieme più soggetti per perseguire fini di interesse comune - allargare le proprie possibilità di azione, usare nuove competenze, produrre sinergie - quando è necessario potenziare programmi ed elaborare proposte comuni

38 38 Conferenze dei servizi - verificare l’andamento dei servizi mediante il confronto tra tutti i soggetti coinvolti - pubblicità della verifica, confronto tra vari soggetti, ordine del giorno conclusivo La partnership –rapporto tra soggetti diversi volto a stabilire un rapporto di collaborazione per il governo allargato di un problema –Fare cose che sarebbe impossibile fare da soli, a promuovere iniziative innovative

39 39 Tecnologie di attivazione delle istituzioni L’attuazione degli istituti di tutela previsti dalle leggi - azione dei cittadini per vincolare le amministrazioni a implemetare le leggi - rompere l’autoreferenzialità della pubblica amministrazione, la mancanza di trasparenza, evitare interpretazioni burocratiche delle norme -lavoro quotidiano Lobbying - azione di pressione per ottenere cambiamenti in termini di leggi, stanziamento di risorse, ecc. - per ottenere ascolto e alleanze da parte di gruppi di interlocutori, è necessario essere un gruppo ben organizzato - ogni volta che c’è un legge o uno stanziamento che interessa le politiche di welfare

40 40 intervento giudiziario - insieme di strumenti giuridici, da utilizzare per singole situazioni individuali e per agire in giudizio come gruppo - risolvere situazioni gravi o voler produrre giurisprudenza -abbastanza impegnativo, ma a volte indispensabile

41 41 ATTIVA IL TUO POTERE Un giovanissimo Batman, uno Spiderman donna e un Superman di mezza età che, di fronte ai problemi quotidiani delle nostre città, dai ritardi dei mezzi pubblici, alle file negli ospedali, alle scuole a rischio, solleva un cartello con su scritto “Attiva il tuo potere”. È il cittadino comune, dunque, nelle vesti di un potenziale “supereroe”, il soggetto di “Attiva il tuo potere”

42 42 La Tav e la grande scoperta del débat public Ci volevano anni di tensioni e scontri sulla Tav in Piemonte per scoprire che il coinvolgimento delle comunità locali interessate dai lavori per realizzare opere pubbliche è un elemento essenziale. Così si è “scoperto” il metodo francese del débat public e il governo ha annunciato di voler introdurre qualcosa di analogo anche in Italia. In realtà qualcosa di simile già esiste in una legge della Regione Toscana, la n. 69/2007, che ricalca il modello della legge francese. Intendiamoci, niente di miracoloso perché l’efficacia di ogni legge dipende dalla sua attuazione e dai comportamenti dei diversi attori dei processi partecipativi, ma la strada è quella giusta. Sarà per questo che sul versante francese non ci sono state le proteste che ci sono da noi per la Tav?

43 43 NO TAV Soltanto per questo magari no, ma anche per questo sì. In Francia il débat public è previsto da una legge del 1995 (modificata nel 2002). Oltre ad introdurre il principio della partecipazione è stata creata un’istituzione, la Commission nationale du débat public (Cndp, trasformata nel 2002 in una vera e propria autorità amministrativa indipendente), con il compito di presiedere alle modalità organizzative e al regolare svolgimento del dibattito pubblico. Una legge che ha risposto alla domanda sociale di partecipazione che si è diffusa in Francia come negli altri paesi europei negli ultimi venti anni.

44 44 Le scuole di pace SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE Via San Martino, Marzabotto BolognaSCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE Telefono e Fax CA'PACE v.le Abruzzi Pinarella Di Cervia (RA)CA'PACE Ente Gestore: Coop La Lumaca - Telefono 059/ Fax 059/ CENTRO PSICOPEDAGOGICO PER LA PACE E LA GESTIONE DEI CONFLITTI Via Campagna, Piacenza - Telefono e Fax CENTRO PSICOPEDAGOGICO PER LA PACE E LA GESTIONE DEI CONFLITTI ROCCA DI PACE Via Baconi, Sestola Modena - Telefono / ROCCA DI PACE SCUOLA DI PACE QUARTIERE SAVENA Via Lombardia, Bologna - Telefono E Fax SCUOLA DI PACE QUARTIERE SAVENA SCUOLA DI PACE DI REGGIO EMILIA Via Roma 48- Reggio Emilia - telefono e fax SCUOLA DI PACE DI REGGIO EMILIA

45 45 Che cos'è una citta civile? ( 14/03/2012) Vedere se stessi negli altri, prendersi cura dei luoghi in cui viviamo, sviluppare una coscienza dei diritti ma anche dei doveri, partecipare… Sono questi alcuni dei principi del “Manifesto della città civile” a cui hanno già aderito moltissime scuole, associazioni, aziende, istituzioni. Anche il Centro Europe Direct dell’Assemblea legislativa ha aderito con il portale “Pace e diritti umani”. Ma che cos’è una “città civile”? Una città è innanzitutto un luogo dove molte persone vivono insieme. Ma per vivere insieme –e per stare bene- è necessario rispettare alcuni principi che rendono il luogo, un luogo “civile” dove abitare, camminare, partecipare, correre, guidare, portare a spasso il cane, andare in autobus siano attività condivise con piacere da tutti. La città diventa civile solo se la tolleranza, la solidarietà, ’attenzione e soprattutto il senso di responsabilità sono valori comuni e rispettati da tutti i cittadini.

46 46 NO F35 venerdì 23 marzo 2012 ore 21 - Modena presso la Tenda (viale Molza incrocio con viale Monte Kosica) 10 MILIARDI DI EURO PER I CACCIA F35? TAGLIA LE ALI ALLE ARMI! serata di approfondimento con GIORGIO BERETTA,Rete italiana Disarmo FABIO POGGI,Assessore del Comune di Modena alle Politiche giovanili, Cooperazione internazionale e Politiche patrimoniali

47 47 Casa per la Pace, Associazione per la Pace, Amnesty International – gruppo di Modena, GAVCI (Gruppo Autonomo di Volontariato Civile), Pax Christi – punto pace di Modena, Comunità Cristiana di Base del Villaggio Artigiano, Rete Lilliput – nodo di Modena, Movimento Nonviolento - gruppo di Modena, Associazione Meet-Up Amici di Beppe Grillo, GIT Banca Etica di Modena, FIAB Modena (Federazione italiana Amici della Bicicletta), Rete Viola Modena, Legambiente, Associazione Idee in circolo, associazione Insieme a Noi, COPRESC (Coordinamento Provinciale Enti di Servizio Civile), Arci e Arci Servizio Civile, Cooperativa Sociale Giovani Ambiente Lavoro, Emergency - gruppo di Modena

48 48 Statuto G.A.V.C.I. - Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia Art. 1 - Il Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia - G.A.V.C.I. è un'associazione senza fini di lucro con sede centrale a Bologna, che opera a livello nazionale mediante sezioni distaccate a carattere provinciale. Art. 2 - Finalità del Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia sono: 1 - la diffusione della cultura di Pace e della Nonviolenza; 2 - la formazione degli obiettori di coscienza al servizio militare e dei volontari; 3 - la prestazione del Servizio Civile e di attività di volontariato in progetti, in particolare: a)assistenza a minori, anziani, tossicodipendenti, carcerati, handicappati, immigrati, emarginati; b)cooperazione allo sviluppo del terzo mondo; c)protezione civile; d)sviluppo di modelli di Difesa Popolare Nonviolenta e della conversione dell'industria bellica; e)sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui valori dell'Obiezione di Coscienza al servizio militare, alle spese militari, al sistema militare e all'impegno per l'affermazione dei diritti civili; f)iniziative per la qualificazione del Servizio Civile e del volontariato;

49 49 Art. 3 - Sono organi decisionali dell'associazione l'assemblea nazionale dei soci e il consiglio direttivo. Sono organi decisionali delle sezioni l'assemblea dei soci della sezione. Art. 4 - Le assemblee nazionali possono essere ordinarie o straordinarie; quelle ordinarie sono convocate dal presidente, su mandato del consiglio direttivo, una volta l'anno, con convocazione scritta spedita almeno 30 giorni prima e contenente l'ordine del giorno. Quelle straordinarie sono convocate dal presidente su mandato del consiglio direttivo, oppure su richiesta scritta e motivata di almeno 15 soci, oppure su richiesta di una sezione. L'assemblea nazionale ordinaria, con la maggioranza dei 2/3 dei presenti: - elegge il consiglio direttivo; - approva le relazioni sull'attività dell'associazione; - approva il bilancio sociale redatto annualmente a cura del tesoriere. Deleghe: ogni socio può rappresentare per delega, in sede di assemblea, non più di un altro socio. Le assemblee di sezione eleggono il responsabile di sezione e il rappresentante nel consiglio direttivo nazionale e si svolgono mensilmente presso la sede della sezione. Le sezioni hanno un bilancio economico autonomo e contribuiscono con una quota proporzionale al numero dei soci al bilancio della associazione a livello nazionale. Tutte le cariche associative sono svolte dai soci a titolo gratuito.

50 50 Art. 5 - Il consiglio direttivo, composto da almeno nove soci, ha il compito di porre in atto gli interventi necessari alla realizzazione delle finalità dell'organismo stesso. Nella sua prima riunione, dopo l'assemblea annuale, il consiglio direttivo elegge, fra i suoi membri, il presidente, il segretario, il tesoriere; fa parte di diritto un rappresentante per ogni sezione. Il consiglio direttivo determina il contributo annuale delle sezioni alla sede nazionale. Art. 6 - Si diventa membri effettivi dell'associazione mediante domanda scritta dell'interessato e ammissione da parte del consiglio direttivo, oltre al versamento di una quota annua di partecipazione. L'ammontare di detta quota viene deciso dal consiglio direttivo ogni anno. La qualità di socio si può perdere per: - dimissioni scritte; - morosità. Le attività dei soci nel G.A.V.C.I. sono esclusivamente a titolo gratuito. Art. 7 - Modifiche al presente statuto possono essere apportate soltanto dall'assemblea che delibera col voto favorevole di almeno due terzi dei presenti e purché questi rappresentino la metà più uno dei soci. Art. 8 - In caso di scioglimento dell'associazione, l'assemblea deciderà a maggioranza semplice di devolvere le attività esistenti ad associazioni o enti aventi finalità analoghe. Questo articolo può essere modificato solo con il consenso di tutti i soci.

51 51 Per concludere Una società con forte attivismo civico è il luogo migliore in cui vivere sia per i deboli che per i forti (Rubin)


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