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La costruzione della relazione educativa Il nesso emozione e cognizione.

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Presentazione sul tema: "La costruzione della relazione educativa Il nesso emozione e cognizione."— Transcript della presentazione:

1 La costruzione della relazione educativa Il nesso emozione e cognizione

2 La dimensione affettiva nel processo di formazione Da una prospettiva relazionale, che considera l’ interazione sociale a fondamento dell’apprendimento e dello sviluppo, la dimensione affettiva risulta essere parte integrante del processo di formazione

3 Chiamiamo queste espressioni esterne ’ affetti primari ‘ o affetti fondamentali ‘, in base alla natura primaria o differenziata degli stati emotivi a cui corrispondono. (Siegel 127) per sottolineare quanto l’affetto sia essenzialmente un segnale sociale, nel senso che l’espressione delle emozioni ha come scopo principale la comunicazione interpersonale

4 Le emozioni e la loro modulazione

5 Le emozioni non sono entità fisse: come fenomeni dinamici bisogna abituarsi ad intenderle come fluttuazioni

6 Le funzioni fondamentali delle emozioni Funzione biologica (regolativa) Funzione cognitiva Funzione sociale “Le emozioni, come ‘processi organizzativi e integrativi’ svolgono un ruolo centrale nel coordinare le attività della mente” (Siegel 235)

7 Emozioni Le emozioni costituiscono una sintesi fra specifici programmi genetici già precostituiti alla nascita e le esperienze culturali e soggettive compiute dall’individuo

8 La funzione biologica delle emozioni Le emozioni fanno parte dei dispositivi bioregolatori di cui siamo equipaggiati in modo da sopravvivere vale a dire Le emozioni dotano automaticamente gli organismi di comportamenti orientati alla sopravvivenza

9 La duplice funzione biologica La prima è la produzione di una reazione specifica alla situazione induttrice La seconda è la regolazione dello stato interno dell’organismo in modo da prepararlo alla reazione specifica.

10 L’induzione delle emozioni Nel corso dell’evoluzione, gli organismi hanno acquisito i mezzi per reagire a certi stimoli – specie a quelli potenzialmente utili o pericolosi per la sopravvivenza – attraverso la collezione di risposte che oggi chiamiamo emozioni.

11 Due tipi di circostanze Le emozioni si presentano quando l’organismo elabora certi oggetti o situazioni con uno dei suoi dispositivi sensoriali, quando la mente di un organismo evoca dalla memoria certi oggetti o situazioni e li rappresenta nel processo mentale

12 La meccanica dell’emozione Nell’elaborazione dell’ emozione succede che certe regioni del cervello inviano comandi ad altre regioni cerebrali e quasi ad ogni parte del corpo. I comandi viaggiano lungo due vie: Una è il flusso sanguigno L’altra è una via neuronale Il risultato di tali comandi chimici e neuronali coordinati è un cambiamento globale dell’organismo: Non solo gli organi che ricevono i comandi cambiano per effetto del comando, ma lo stesso cervello viene modificato e in modo altrettanto notevole

13 La regolazione delle emozioni La regolazione delle emozioni è un processo responsabile del monitoraggio, della valutazione e delle modificazioni delle reazioni emotive relativamente alla loro intensità e durata. La regolazione è processo necessario sia per dare flessibilità ai processi comportamentali, che le emozioni contribuiscono a motivare e a guidare, sia per consentire all’organismo di reagire con prontezza ed efficienza ai cambiamenti ambientali, mantenendo l’attivazione interna entro i limiti che ottimizzano la prestazione Thompson (1991)

14 La conoscenza dei meccanismi su cui si basa il funzionamento del cervello è fondamentale per comprendere quei fondamentali processi della mente che sono le emozioni

15 L’induzione delle emozioni Nel corso dell’evoluzione, gli organismi hanno acquisito i mezzi per reagire a certi stimoli – specie a quelli potenzialmente utili o pericolosi per la sopravvivenza – attraverso la collezione di risposte che oggi chiamiamo emozioni.

16 Influenza dello sviluppo e della cultura sul prodotto finale Bisogna tener conto di una notevole varietà di stimoli che possono indurre una emozione non solo ma bisogna tener conto anche del fatto che - quale che sia il grado di predisposizione biologica dell’apparato emotivo - lo sviluppo e la cultura hanno una grande influenza sul prodotto finale

17 gli induttori esterni all’apparato biologico Se è vero che l’apparato biologico, che produce le emozioni, è in larga misura predisposto, gli induttori non ne fanno parte, sono esterni all’apparato

18 Sistemi cerebrali legati alla produzione e al riconoscimento delle emozioni Non esiste un unico centro cerebrale per l’elaborazione delle emozioni, ma piuttosto un certo numero di sistemi distinti e connessi che separano le configurazioni emotive

19 elaborazione delle emozioni Il cervello infatti induce emozioni da un numero estremamente piccolo di siti cerebrali, per la maggior parte situati al disotto della corteccia cerebrale questi siti partecipano in misura diversa all’elaborazione delle emozioni

20 L’influenza dell’insieme dei comandi In altre parole, sia il cervello sia il corpo sono ampiamente e profondamente influenzati dall’ insieme dei comandi, sebbene l’origine di tali comandi sia circoscritta a un’area cerebrale relativamente piccola che reagisce a un particolare contenuto del processo mentale

21 Emozioni e sentimenti E’ attraverso i sentimenti – i quali sono diretti verso l’interno e privati – che le emozioni le quali sono dirette verso l’esterno e pubbliche iniziano ad avere effetto sulla mente.

22 Legame tra fenomeni cerebrali e processi mentali

23 “Le emozioni rappresentano le modalità fondamentali con cui la mente emerge dalle interazioni fra processi neurofisiologici e relazioni interpersonali” ( Siegel 130)

24 Il progresso delle Neuroscienze A partire dagli anni '80, il vertiginoso progresso delle neuroscienze ha portato conferme sperimentali sempre più numerose sul legame esistente tra fenomeni cerebrali e processi mentali

25 Base fisiologica dell’indagine sulla mente Acquista in tal modo una solida base fisiologica di riferimento l'indagine sulla mente e sulla coscienza. Mente e coscienza hanno cessato di essere considerate argomento di pura speculazione filosofica, per entrare a pieno titolo nel campo della ricerca scientifica.

26 La mente La mente può essere intesa come un’entità funzionale, percepita soggettivamente, che si basa su meccanismi fisici (strutture e funzioni cerebrali), ma che possiede processi complessi suoi propri (autoregolazione): governa l’intero organismo e le sue interazioni con l’ambiente (esperienza).

27 Rapporto mente -cervello La mente emerge dalle attività del cervello, le cui strutture e funzioni sono direttamente influenzate dalle esperienze interpersonali

28 Il cervello Il cervello è rinchiuso nella sua scatola cranica, comunica con l'esterno solo tramite le terminazioni sensoriali che ricevono gli stimoli visivi, sonori, olfattivi, tattili, li traducono in un codice specifico, trasmettono queste informazioni in codice a diverse regioni del cervello, le quali le traducono e le trasformano in percezioni. Così, ogni conoscenza, percettiva, ideale o teorica, è nello stesso tempo una traduzione e una ricostruzione

29 Lo sviluppo del cervello è “esperienza dipendente” I circuiti cerebrali si sviluppano con modalità che sono direttamente legate alla loro attivazione.Tutte le esperienze quotidiane possono contribuire a plasmare la strutture del nostro cervello, provocando l’attivazione di determinati circuiti, consolidando collegamenti preesistenti e inducendo la creazione di nuove sinapsi ( ciò che costituisce l’engramma di una esperienza). Al contrario l’assenza di esperienze può portare a fenomeni di morte cellulare “pruning”= processo di potatura. Sigel, pag.13

30 Il cervello come sistema Il cervello può essere considerato come un sistema vivente aperto e dinamico, un insieme integrato formato da componenti diverse che interagiscono fra loro secondo modalità definite (i geni) e variabili (le esperienze) per dare luogo alle proprietà caratteristiche del sistema nel suo complesso. Per poter sopravvivere un sistema deve essere aperto alle influenze dell’ambiente, e il cervello in questo senso non costituisce un’eccezione: è funzionalmente legato ad altri sistemi, ed in particolare ad altri cervelli. Siegel, pag. 16

31 Dice Siegel: “Le emozioni sono viste come flussi di energia, o stati di arousal e attivazione, che coinvolgono il cervello e altri sistemi dell’organismo, e che a livello della mente influenzano l’elaborazione delle informazioni attraverso processi di valutazione dei significati” (Siegel 156-7)

32 Distinzione in Emozioni primarie ovvero processi mentali rapidi e automatici per lo più inconsci Emozioni fondamentali (rabbia,paura, tristezza gioia) implicano l’esperienza interna della coscienza

33 Emozioni primarie In seguito a determinati stimoli, il cervello e altri sistemi dell’organismo entrano in uno stato di aumentata vigilanza associato al messaggio. Questa reazione attiva meccanismi cognitivi (attivazione = arousal ; valutazione = appraisal) Le emozioni primarie si riferiscono agli stati cerebrali generati dai fenomeni di attivazione Il processing emozionale prepara il cervello e il resto dell’organismo all’azione

34 Emozioni fondamentali (discrete o di base ) Le emozioni fondamentali a differenza delle emozioni primarie, spesso inconsce, si determinano quando la mente conferisce un significato ai suoi processi di attivazione e valutazione. Le emozioni fondamentali possono considerarsi stati della mente differenziati ovvero pattern di attivazione specifici

35 Il sistema cerebrale è influenzato dall’esperienza Le esperienze influenzano in maniera diretta la struttura del cervello attraverso la creazione, il mantenimento o il rafforzamento dei collegamenti neuronali

36 Il funzionamento neurale alla base delle funzione psichica Le odierne neuroscienze concepiscono il cervello come un sistema informatico, in continua evoluzione e costruzione, capace di automodificarsi sia nelle sue funzioni che nella sua stessa morfologia. (non ci sono impronte come sulle pellicole, ma solo codici, come nei calcolatori.)

37 Lo sviluppo neurale La posizione delle attuali neuroscienze è che lo sviluppo neurale e quindi quello psichico procede secondo apprendimenti: apprendimenti di funzioni che si verificano in epoca neonatale.

38 Apprendimento L’Apprendimento, da questa prospettiva, non è inteso in relazioni a contenuti, né viene inteso come una recezione passiva, bensì come apprendimento di funzioni. Queste determineranno il tipo di elaborazione attiva che avverrà per ogni successiva esperienza.

39 Apprendimento come mutamento L’apprendimento, in quanto mutamento delle modalità di funzionamento psichico, è un’acquisizione relativa ad una elaborazione attiva, è inconcepibile senza il riferimento alla formazione di un traccia mnestica.

40 Traccia mnestica La formazione di tracce mnestiche si origina già nel periodo della gestazione attraverso la comunicazione gestante/feto

41 La Memoria Quando parliamo di tracce, ci riferiamo alla memoria ovvero all’insieme dei processi che la mente utilizza per registrare le nostre esperienze,attraverso la creazione di rappresentazioni.

42 il concetto di traccia mnestica oggi diverso da quello di un tempo è da intendersi come iscrizione di una acquisizione funzionale. Le più importanti tracce sono quelle delle funzioni affettive che via via il sistema, elaborando l’esperienza, apprende

43 Genesi delle strutture di base della funzione psichica (la mente) Di conseguenza, gli studi più recenti e la ricerca in campo psicologico e pedagogico, mettono in evidenza come le caratteristiche determinanti la futura struttura psichica siano da ricercare nei primi due anni di vita.

44 Relazione tra emozioni e memoria Tra memoria ed emozioni esiste una relazione profonda : dall’ emozione dipende, infatti, il modo in cui vengono immagazzinati gli avvenimenti e le esperienze, così come la rievocazione di esse risente dello stato d'animo.

45 i caratteri psichici sono “appresi” Accanto all’ereditarietà genetico-biologica, oggi si è imposta la considerazione che i caratteri psichici siano in qualche modo “appresi” le condizioni socio-educative abbiano effetti determinanti nel modellare i caratteri psichici

46 Funzione cognitiva delle emozioni Lo sviluppo della Mente umana 1)Dal modello pulsionale al modello relazionale 2) Il ruolo delle esperienze individuali nello sviluppo della mente

47 Il modello protomentale un modello psicoanalitico dei processi cognitivi Oggi lo sviluppo della psicologia sperimentale e delle neuroscienze fornisce una visione della mente che non può più conciliarsi con la metapsicologia freudiana. (modello energetico-pulsionale) la teoria del protomentale vuole fornire una nuova metapsicologia, che spieghi il funzionamento mentale descritto dalla psicoanalisi in accordo con le attuali altre scienze della mente. Fulcro di questa nuova teoria sono la formazione, l'organizzazione e la costruzione delle tracce della memoria implicita, che si struttura a partire dall'epoca fetale e continuamente si trasforma nell'apprendere dalla progressiva esperienza lungo la vita dell'uomo.

48 La costruzione delle strutture mentali di base il modello energetico/pulsionale di Freud, mal si accorda con le scoperte relative all’importanza dell’esperienza primaria (neonatale e fetale) per la costruzione delle strutture mentali di base, e con l’attività che queste esplicano sin dall’inizio nei confronti della realtà esterna, attraverso la selezione, la lettura e l’elaborazione di ogni informazione sensoriale.

49 Il modello protomentale Il Modello protomentale considera l'originaria esperienza e il suo configurarsi come tale, il punto di partenza per una rappresentazione del mondo, e al tempo stesso è l'elemento che consente di parlare di psicoanalisi come teoria dell'apprendimento

50 Gli affetti come processi di tipo cognitivo Lo studio di Imbasciati, dunque, è finalizzato ad individuare le modalità con cui, attraverso meccanismi di introiezione e proiezione - concetti kleiniani - si possa giungere alla formazione di strutture cognitive (= strutture psichiche) secondo l'impostazione bioniana (= apprendere dall’esperienza)

51 Inconscio rappresentazionale A partire da Bion, e anche grazie allo sviluppo delle neuroscienze e alla crisi di una visione deterministica dei problemi in questione, l'inconscio si è andato sempre più delineando come un insieme di rappresentazioni (inconscio rappresentazionale lo denomina Imbasciati di contro all'inconscio pulsionale di Freud), rappresentazioni che si vanno configurando in relazione alla primaria esperienza di origine sensoriale, rappresentazioni che trasformano gli elementi sensibili in elementi psichici a costituire il mondo interno (= l'inconscio), condizione indispensabile al collegamento/corrispondenza con il mondo esterno di cui la conoscenza consiste

52 La rappresentazione di affetto Il modello protomentale – teorizzato a partire da una concezione rappresentazionale, anzicchè dinamica, dell'inconscio - permette di configurare la rappresentazione, all'origine del processo psichico, come rappresentazione di affetto (quest'ultimo non è una spinta interna - un endos innato di derivazione biologica) e, dunque, l'affetto come la forma primitiva della cognizione, in quanto condizione indispensabile al riconoscimento percettivo

53 Percezione come attività di lettura degli input sensoriali La percezione non è un processo automatico in senso biologico, ma corrisponde ad una serie di operazioni mentali le quali organizzano le afferenze in insiemi di molteplici e contemporanee sensorialità Questi insiemi possono essere letti, cioè possono avere un significato,sempre che vengano trattenuti in memoria.

54 riconoscimento percettivo Un tale processo di lettura (riconoscimento percettivo) - effetto della processazione di input sensoriali - non si applica solo ad input che provengono dall’esterno (mondo ambiente) ma anche ad input che provengono dall’interno (realtà interiore = affettività)

55 gli affetti in termini di apprendimenti Le processazioni che “mescolano” la lettura di input esterni con quella di prodotti interni possono costituire la chiave per comprendere gli affetti in termini di apprendimenti Apprendimenti che si costituiscono come strutture (modi) per i successivi apprendimenti dall’esperienza.

56 operazioni protomentali Questa costruzione di progressive strutture funzionali operative può essere descritta come progressione di “operazioni protomentali”

57 Condizione di possibilità della percezione Quanto alla lettura degli input esterni, è ormai scientificamente dimostrato che si costruisce originariamente sulla base dell’interazione con altri esseri umani, ovvero attraverso l’esperienza relazionale primaria

58 La modulazione materna La madre(il care - giver) modula fin dai primi giorni di vita un linguaggio(veicolato dai media fisici del neonato) che permette al neonato di costruire determinate strutture funzionali primarie: quelle sulle quali costruirà la sua singola modalità di strutturarsi e di funzionare.

59 funzionamento affettivo come base della cognizione Le funzioni della relazione primaria, studiate dalla psicoanalisi, possono essere descritte come funzioni di decodifica,da parte del sistema mente materno, dei significanti espressi dal neonato di comprensione dei relativi significati di restituzione di risposte “adeguate”

60 Risposte “leggibili”dal sistema mente La restituzione di risposte adeguate significa “leggibili”dal sistema mente del bambino e dunque “apprese” come nuovi significanti che, ritenuti in memoria, costituiranno la base per i futuri progressivi apprendimenti in termini di significati.

61 Funzione mentale perché neurologica La strutturazione di tali funzioni è mentale perché neurologica: sappiamo infatti che ogni acquisizione poggerà su corrispondenti strutture neurobiologiche,che vengono a costruirsi nel sistema nervoso centrale (il moltiplicarsi delle sinapsi ) ad ogni apprendimento.

62 lo sviluppo psichico La struttura morfologica neurale è conseguente al tipo di apprendimento: lo sviluppo, dal punto di vista neurologico e dunque psichico,non è determinato soltanto dal codice genetico,ma,assai più,dalla particolare elaborazione dell’esperienza.

63 Funzione sociale delle emozioni Le emozioni – primarie o fondamentali – sono i mezzi di comunicazione che ci permettono di percepire gli stati della mente degli altri. (Siegel 147) Uno ‘stato della mente ’ può esser definito come “ la creazione di un profilo di attivazione all’interno della rete neurale, che organizza le funzioni del cervello e quindi le esperienze delle mente.” (Siegel 121)

64 Uno stato emotivo interno che si rivela esternamente attraverso segnali non verbali – il tono della voce, l’espressione del viso, i movimenti del corpo - viene chiamato ‘ espressione affettiva ’ o semplicemente ‘ affetto ‘. l’espressione delle emozioni ha come scopo principale la comunicazione interpersonale.

65 Nel linguaggio comune non si distingue tra emozione e sentimento, adottandoli praticamente come sinonimi. Ci abitueremo ad operare invece una separazione intendendo per emozioni le componenti di un processo di attivazione esibite e rese pubbliche, e per sentimenti le componenti che restano invece private.

66 Le emozioni si manifestano attraverso un sistema complesso, vario e articolato di espressioni Si tratta di indizi alcune volte evidenti e espliciti, altre volte microscopici e impliciti

67 Lo stabilirsi di connessioni emozionali empatiche si basa sulla possibilità di esprimere, manifestare all’esterno i nostri stati interiori

68 Diversi movimenti del corpo - dalla mimica facciale ai gesti, alla voce, alla postura - partecipano in maniera sinergica alla manifestazione delle emozioni

69 Il legame tra le emozioni e le espressioni del volto ad esempio è stato considerato dominante in psicologia fino al termine degli anni ’80

70 La manifestazione delle emozioni è importante non solo per giungere a un’appropriata definizione di sé e degli altri, ma anche per costruire/alimentare/modificare i nostri legami interpersonali,attraverso un processo continuo di negoziazione e mediazione emotiva

71 E’ fondamentalmente attraverso ‘comunicazioni emotive ’ che le menti di due individui possono entrare in connessione. Durante le prime fasi della vita gli schemi di comunicazione interpersonale che si stabiliscono con le figure di attaccamento influenzeranno direttamente la maturazione delle strutture cerebrali Siegel

72 Attraverso l’espressione delle emozioni le nostre menti sono in grado di riconoscere i segnali non verbali che gli altri trasmettono e che rivelano i loro stati mentali.

73 La capacità di un individuo di recepire i segnali che gli vengono trasmessi e di riflettere sugli stati mentali di altre persone è un requisito essenziale per lo sviluppo di relazioni solide ed emotivamente coinvolgenti e rappresenta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana

74 Su tale capacità si basa infatti la possibilità di entrare in sintonia con gli altri e di ‘sentire’ e condividere i loro stati della mente, attraverso forme di comunicazioni verbali e non verbali.

75 Questa forma di comunicazione ci consente di percepire le intenzioni degli altri, gli elementi su cui si concentra la loro attenzione, il loro modo di valutare gli eventi, e quindi, di comprendere o di prevederne il comportamento

76 Queste forme di interazione interpersonale permettono lo stabilirsi di stati di sintonizzazione affettiva che favoriscono l’amplificazione di emozioni positive e la riduzione di emozioni negative

77 In termini di sviluppo, grazie a questa capacità di sintonizzazione empatica, i genitori possono percepire i bisogni dei propri figli, e di conseguenza agire in modo tale da rendere più elevate le loro possibilità di sopravvivenza.

78 Così come la possibilità di sintonizzarsi con gli stati della mente del genitore consente al bambino di amplificare i suoi stati emozionali positivi, di controllare quelli negativi e di sviluppare capacità di autoregolazione

79 Intendiamo per processi di autoregolazione i diversi meccanismi che la mente, in quanto sistema complesso, utilizza per coordinare e organizzare le sue attività. L’autoregolazione è strettamente legata alla modulazione delle emozioni ovvero alla regolazione dei flussi di energia e di informazioni attraverso la modulazione degli stati di attivazione e l’attribuzione dei significati alle rappresentazioni cognitive derivate dall’esperienza.


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