La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

“La rete di scuole” LA BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PARTENOPEA DEL 1799: LA FIGURA DEL “LAZZARO” TRA STEREOTIPO E PREGIUDIZIO Prof. ssa Nafisio Patrizia.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "“La rete di scuole” LA BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PARTENOPEA DEL 1799: LA FIGURA DEL “LAZZARO” TRA STEREOTIPO E PREGIUDIZIO Prof. ssa Nafisio Patrizia."— Transcript della presentazione:

1 “La rete di scuole” LA BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PARTENOPEA DEL 1799: LA FIGURA DEL “LAZZARO” TRA STEREOTIPO E PREGIUDIZIO Prof. ssa Nafisio Patrizia

2 Competenza: Ascolta e comprende testi di vario tipo “diretti” e “trasmessi” dai media, riconoscendone la fonte, il tema, le informazioni e la loro gerarchia, l’intenzione dell’emittente. Titolo dell’esperienza didattica : La breve parentesi della Repubblica Partenopea del 1799: la figura del “lazzaro”, tra stereotipo e pregiudizio. Destinatari: Classe II C della Scuola Secondaria di I grado “De Sanctis”, I.C. “San Leone IX”

3 Attraverso l’ascolto di testi precostituiti, visione di filmati e ascolto di canti, ho proposto l’analisi e l’approfondimento degli eventi accaduti a Napoli nel 1799 e che videro la monarchia dei Borbone, sostenuta dall’azione dei lazzari, entrare in aperto conflitto con la borghesia intellettuale napoletana: gli allievi sono stati chiamati a comprenderne le dinamiche, gli intrecci e le eventuali ripercussioni sulla realtà meridionale di oggi. L’argomento scelto ha permesso, altresì, di consolidare l’apprendimento di argomenti trattati (quali l’Illuminismo, la Rivoluzione francese e Napoleone Bonaparte), di cogliere con facilità l’importanza degli ideali di libertà e democrazia, fondamentali per la creazione, nei discenti, di un senso civico maturo e consapevole, non fondato sullo stereotipo, anticamera della discriminazione e causa, nella maggior parte dei casi, di contrasti che sfociano, spesso e volentieri, in azione violente (un esempio fra tanti: striscioni e cori offensivi negli stadi). Ho perseguito, pertanto, le seguenti finalità : comprendere che la memoria del passato va recuperata in quanto tale, nella consapevolezza che il passato svolge un’importante funzione di comprensione e orientamento del presente; formare la coscienza civile, educando ai valori della democrazia, dello Stato, dell’Europa, della mondialità, del pluralismo e del rispetto delle differenze; cogliere i nessi tra fattori politici,economici, culturali e sociali, che determinano un fatto storico o ne conseguono; formare una coscienza storica e critica, cioè la capacità di leggere eventi e processi inquadrandoli nel contesto spazio-temporale e interpretandone i rapporti di causalità, interazione, continuità e frattura con la storia passata e successiva; Fornire un bagaglio di informazioni utili anche per lo studio di altre discipline come la letteratura, l’arte e la cittadinanza.

4

5

6

7

8

9 BRAIN-STORMING (tabella usata durante le attività) ILLUMINISMO Quando? Dove? Perché? Chi? Che cosa? RIVOLUZIONE FRANCESE Quando? Dove? Perché? Chi? Che cosa? NAPOLEONE BONAPARTE Quando? Dove? Perché? Chi? Che cosa? REPUBBLICA PARTERNOPEA - I LAZZARI Quando? Dove? Perché? Chi? Che cosa? STEREOTIPO-PREGIUDIZIO Quando? Dove? Perché? Chi? DISCRIMINAZIONE Quando? Dove? Perché? Chi? I FASE  Brain-storming, per un’iniziale verifica delle conoscenze pregresse degli allievi. Ho precostituito una tabella che ha funzionato,nel corso delle attività successive, come mappa concettuale, essa è stata usata come modello per la preparazione di questa attività ogni volta che si è ripetuta; è stata utilizzata come lista di controllo prima di rendere conto dell’attività; è stata usata in classe per la valutazione dei contributi dei compagni; ha funzionato come archivio dentro il quale sono stati collezionati, con il ripetersi dell’attività, correzione di errori, competenze, idee per migliorare i prodotti e potenziare la strategia per l’apprendimento.

10  Breve lezione frontale e presentazione del nuovo argomento da trattare (nascita e fine della Repubblica Partenopea e la storia dei lazzari), attraverso la lettura e l’ascolto di appunti proiettati sulla LIM e anche debitamente ciclostilati e distribuiti agli allievi, per facilitare la fruizione dell’argomento. Durante ogni ascolto abbiamo creato insieme un glossario, sempre consultabile attraverso la lavagna interattiva. Per verificare la comprensione, ho fatto ricorso all ’Idea Spinner [1], appresa durante le ore di corso del prof. Comoglio. Non essendo riuscita a reperire una trottola, l’ho fatta costruita artigianalmente da un amico, con il legno e un perno di ferro e, quando l’ho mostrata agli allievi, ho colto l’occasione per parlare loro dello “ strummolo ”, un antico gioco di strada napoletano, ormai caduto quasi completamente in disuso, che consiste in una trottola solitamente di legno, terminante in un chiodo di metallo, e in una funicella usata per lanciarla. [1]napoletanotrottola Tempo utilizzato: 2 ore. [1] [1] Idea Spinner : l’insegnante crea una trottola divisa in 4 quadranti, ognuno dei quali viene “etichettato” con una operazione come “Predire, spiegare, riassumere, valutare”. Dopo che viene presentato un nuovo contenuto, l’insegnante fa girare la trottola e chiede agli studenti di rispondere a una domanda in base alla posizione della trottola. Un’esperienza didattica nella Scuola Secondaria di primo grado Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo

11 Griglia di osservazione della tecnica “Idea Spinner” N° ALUNNIPREDIRESPIEGARE RIASSUMEREVALUTARE 1 Angelone Emanuele 2 Capasso Gabriele 3 Capasso Tobia 4 D’Addeo Antonio 5 De Pamphilis Miriam 6 De Paola Ernesto 7 Della Monica Cecilia 8 Di Notte Benedetta 9 Di Resta Roberta 10 Di Stasio Carola 11 Fasulo Marta 12 Franzone Marco 13 Morrone Aquino 14 Picierno Raffaella 15 Sportiello Matteo 16 Varone Emanuele Esito tecnica applicata

12 II FASE  Attività di pre-ascolto. Sono ricorsa a strategie di supporto, affinché gli allievi non restassero passivi: ho letto loro i titoli dei brani che hanno ascoltato e ho posto domande volte e prevedere quali informazioni avrebbero fornito i testi. In questa fase ho concordato con la classe una tabella per comparare ipotesi personali e informazioni dell’ascolto (essa è stata usata durante l’ascolto dell’intero brano). Nella colonna di sx sono stati indicati gli argomenti a cui si prevedeva ricorresse il saggista, nella colonna di centro ogni allievo, individualmente, ha sviluppato le sue ipotesi, le sue idee sul cosa, sul perché e sul come; nella colonna di dx – durante l’ascolto – sono state appuntate le informazioni. Sono state, infine, segnalate le coincidenze o meno con le previsioni. Tabella per comparare ipotesi personali e informazioni dell’ascolto Prevedo ciò che ascolteròIpotizzo come si evolverà la storiaConfronto tra le mie ipotesi e le informazioni reali dell’ascolto

13  Ascolto di brani tratti dal Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799 di V. Cuoco. Dopo aver effettuato un veloce brain-storming sugli argomenti trattati precedentemente (aggiornando sistematicamente la tabella precostituita), ho proposto agli allievi la pratica “ Pollici in su e pollici giù ”: mentre leggevo, cambiando il tono e l’espressione della voce (quando ritenevo fosse opportuno sottolineare il messaggio trasmesso dal testo) ho chiesto agli studenti di tenere le mani abbassate sul banco e di indicare se ciò che stavo leggendo era comprensibile per loro: mostrando il “pollice in su” indicavano di aver compreso, se non capivano mostravano “il pollice in giù”. Secondo il numero di studenti che hanno indicato una mancata comprensione, ho distinto gli allievi in due versanti, ho, poi, messo in coppia gli studenti e ho chiesto loro di discutere ulteriormente il concetto e di predisporre domande. Sono ricorsa, a questo punto, alla tecnica Dentro-fuori il cerchio [1]. Tempo utilizzato: 1 ora e 30 minuti. [1] [1] Dentro-fuori il cerchio : cerchi interni ed esterni di allievi con uno di fronte all’altro. All’interno di ogni coppia di studenti che stanno di fronte, uno studente pone al compagno le domande che hanno scritto. Poi il cerchio esterno si muove per creare una nuova coppia e l’attività viene ripetuta.

14 III FASE  Lettura ed ascolto di un articolo tratto dal “Monitore Napolitano”, debitamente proiettato sulla LIM, ascolto del Canto dei Sanfedisti, della traduzione all’impronta e del commento, ascolto dell’inno della Repubblica partenopea e dell’inno nazionale di Mameli (confronto fra i due inni, cogliendo analogie e differenze, attraverso un rapido brain-storming). Applicando la tecnica Teste numerate insieme [1], ho sottoposto quesiti agli allievi e le risposte sono state debitamente annotate in una griglia di osservazione-valutazione, predisposta all’inizio delle attività e puntualmente aggiornata. [1] Tempo utilizzato: 1 ora. [1] [1] Teste numerate insieme : ad ogni allievo viene assegnato un numero. La classe viene divisa in gruppi di lavoro. I membri di un gruppo lavorano insieme per concordare una risposta. L’insegnante sceglie a caso un numero. Lo studente con quel numero risponde per il gruppo.

15 IV FASE  Visione del film “ Il resto di niente ”, regia di Antonella de Lillo e tratto dall’omonimo libro di Enzo Striano sulla vita e l’esperienza rivoluzionaria di Eleonora Pimentel Fonseca. Per lavorare efficacemente sul materiale cinematografico mi sono garantita la possibilità di permanere in classe il tempo necessario e ho cercato di instaurare un clima ideale per la visione del film (aula opportunamente oscurata, silenzio assoluto, motivazione ad una buona recezione del video, ricorrendo all’uso di carta e penna, per appuntare nomi e situazioni resi ormai noti nelle attività precedenti). È seguita una breve discussione guidata, attraverso la quale ho colto l’occasione per spiegare dei punti del film che sono risultati poco chiari. Per verificare la comprensione, gli allievi sono stati invitati a completare una scheda. Tempo utilizzato: 3 ore.

16 V FASE  Partendo dallo stereotipo del “lazzaro” abbiamo letto e ascoltato articoli di giornale tratti direttamente dal web. Abbiamo analizzato immagini e situazioni, annotando nella nostra tabella (quella del brain- storming) diversi luoghi comuni. Molto interessante è risultato il momento in cui gli allievi hanno chiamato in causa loro stessi, recriminando ai rispettivi compagni atteggiamenti discriminatori, basati su pregiudizi (secchione, incapace, snob, adulatore, calcolatore…). Si è aperto un vivace dibattito che ha evidenziato l’eterogeneità del gruppo-classe. Senza rendersene conto, ciascuno di loro ha finalmente espresso chiaramente cosa pensava del rispettivo compagno. In questa fase ho funto da moderatore, guidando gli allievi alla riflessione. Alla conclusione del dibattito, gli alunni hanno ammesso che è stato bello lavorare con compagni con i quali non si sono mai rapportati, perché hanno scoperto delle sfaccettature di questi che mai avevano notato, per cui si sono ripromessi di conoscersi meglio, anche al di fuori delle mura scolastiche. Tempo utilizzato: 1 ora.

17 VI FASE  Somministrazione prova di competenza, strettamente correlata ai contenuti del mio percorso didattico. Tempo utilizzato: 1 ora. STRUMENTI Durante lo svolgimento delle attività didattiche mi sono avvalsa dei seguenti strumenti :  Appunti ciclostilati predisposti da me  Film  Sussidi audiovisivi ed iconografici  Fotocopie (articoli tratti dal Monitore Napoletano) SPAZI  Aula scolastica. ACCERTAMENTO DEGLI APPRENDIMENTI Sono state svolte attività in itinere durante le quali mi sono concentrata soprattutto sulle osservazioni di processo.

18

19

20 PROVA IN SITUAZIONE La professoressa di Storia, in seguito agli argomenti trattati in classe sulla Repubblica partenopea e sullo stereotipo del “lazzaro”, chiede agli allievi di trovare su internet articoli e proposte di libri che possono essere utili a comprendere meglio la figura del lazzaro nella società contemporanea, per redigere una relazione che metta in evidenza l’effetto negativo "dello stereotipo" nei rapporti sociali, poiché generatrice di pregiudizio e di discriminazione. Alcuni alunni trovano diverse fonti interessanti e le leggono alla classe.

21 Articolo di giornale tratto da La Repubblica.it pubblicato l’8 ottobre 2005 di Vittoria Fiorelli Recensione del libro “Masaniello, il re dei lazzari” (sottotitolo: storia di una rivoluzione tradita) “Masaniello e i suoi fratelli, la lunga storia dei lazzari” “L’ epopea dei lazzari si stempera in seguito nella narrazione degli anni della repressione della rivolta ad opera del viceré duca di Onante il cui rigore veniva completato dalla violenza cieca della terribile peste del 1656 che avrebbe decimato l’intera popolazione napoletana, ma che si è accanita in modo particolare su questa massa informe e cenciosa, senza protezione e via di scampo. Il segno della presenza dei popolani dal rosso berretto frigio riemerge nell’episodio della Repubblica napoletana del Una rivolta popolare raccontata come un fremito incontenibile, della quale gli umori della marmaglia oscillavano dal sostegno del re alla fanatica protezione della Santa Fede quando, influenzati da preti e predicatori, i lazzari diventarono strumento inconsapevole della repressione. (…) Il libro si chiude accompagnando i lazzari nella storia dell’Ottocento, attraverso il loro legame con i Borbone che si trasforma e trascolora in un rapporto ancestrale con la loro terra incarnata nella persona del re. E il riscatto finale di questa plebaglia è assegnato agli scugnizzi, ultima trasformazione dello stereotipo che ha accompagnato nei secoli il popolo di Napoli senza mai riuscire a liberarsi del tratto della violenza e del disordine che, oggi, è tutto ciò che resta nei vicoli di questa città.

22 da “Vedi Napoli e poi vivi” gennaio 2, 2014 di Giulio Pica “…lazzari, progenitori degli scugnizzi, costituivano l’elemento più turbolento della plebe cittadina, tanto da far coniare a Wolfgang Goethe la famosa definizione di Napoli come “un paradiso abitato da diavoli”. All’interno di questa enorme massa di sottoproletariato che non ebbe mai l’occasione di trasformarsi in proletariato industriale, iniziava a svilupparsi un’associazione criminale dedita al controllo delle attività legali ed illegali; nelle carceri borboniche degli inizi del XIX secolo i primi camorristi imponevano il pizzo anche sull’olio che gli altri detenuti usavano per illuminare il quadro della madonna posto in una stanza del carcere. L’avvento dell’Unità d’Italia non migliorò la situazione, anzi si può dire che le classi dirigenti del nuovo Stato italiano trovarono nella camorra un elemento utile a mantenere la pace sociale, nonché un antagonista da combattere in alcuni momenti ed un alleato con cui trattare in altri. Del resto, gli ultimi tragici eventi legati all’inquinamento della terra dei fuochi, dimostrano come industriali ed affaristi del Nord non abbiano avuto alcuno scrupolo ad allearsi con i camorristi per trasformare gran parte del Sud nella loro pattumiera. Al di là di questi aspetti negativi la cui ricostruzione storica richiederebbe pagine e pagine ancora, mi piacerebbe, invece, sottolineare ciò che questa città ha dato e continua a dare in termini di produzione culturale e di elaborazione musicale. A cominciare da Gian Battista Vico, passando per Cuoco, Filangieri, Mario Pagano, Eleonora Pimentel Fonseca, Matilde Serao, fino ad arrivare a quella vera e propria icona del pensiero filosofico contemporaneo che è stato Benedetto Croce….”.

23 “A vulimmo ferni?… sempre pizza, mandolino e … chiavica” di Marina Salvadore Rai, martedì 17 aprile, "Chi l'ha visto?". Quindicenne napoletano fuggito da casa cercasi. Gli occhioni della madonnella addolorata, introducono penosamente il morboso servizio televisivo, girato nella "fatiscente" periferia napoletana dal cui "malfamato" rione è scappato questo "meninho de rua". (…) Ancora non si sa se il ragazzino è scappato per finire nel giro degli spacciatori, dei "mariuoli", della prostituzione o in altro inferno non dissimile; non si sa se il ragazzino ha fatto una semplice "bravata": le immagini ci costringono su di un'unica pista possibile, lastricata di MISERIA, ARRETRATEZZA, INCIVILTA' quindi DELINQUENZA!.. Senz'altro, il povero ragazzino, voce narrante docet, è finito nei cunicoli della piramide fecciaiola del quartiere Gianturco; quartiere stranamente impenetrabile persino alle forze dell'ordine ma NON ai potenti mezzi di Mamma RAI che, anzi, a lungo vi sostano! (…) Matrigna Rai ha per l'ennesima volta pronunciato la sua sentenza su quella Napoli, su quel Meridione fetente d'Italia che occorre tenere nelle retrovie dello scibile umano; quel Sud che costituisce e dovrà SEMPRE costituire la cloaca massima d'Italia, perché alla classe dirigente italiana così necessita che sia. Stavolta, però, la Rai viene pubblicamente "sputtanata", quando il dirigente il Centro di Prima Accoglienza dei Minori di Napoli, telefona in diretta e riferisce alla "madonnella" che il "LAZZARO NAPOLITANO" è - dalla sera stessa in cui è scomparso - presso il medesimo Centro, colà accompagnatovi da due Guardie Municipali. La madonnella, addestrata solo alle CERTE sventure di Lazzari e Scugnizzi, irrecuperabili, ha un attimo di defaillance ed è costretta a sedersi per meglio cogliere la madornale stranezza di un Servizio Sociale che a Napoli ha funzionato, eccome! (…)

24 Da “Lezione di Legislazione minorile” del prof. Guida Gianluca “ (…) quelli sono gli anni in cui a Napoli imperversano i Lazzari. Compaiono per la prima volta accanto a Masaniello, per sostenere la rivolta del 1647; senza arte né parte, senza casa né mestiere rappresentano il ceto più insignificante della plebe. Esattamente così li descrive A. Dumas nelle cronache di quei giorni: > (Dumas, il Corricolo, Napoli Riccardo Riccardi editore, 1950). I lazzari hanno costruito all’interno della loro società una vera e propria gerarchia tanto che tra loro eleggono un capo ufficialmente riconosciuto anche a Corte. Il lazzarone viene descritto come uno che risponde solo a se stesso ed alla sua libertà. Indubbiamente il confine tra camorristi ed i lazzari spesso è molto sottile, tanto che una forte presenza della camorra tra i lazzari della città la si ritrova anche nelle pagine del romanzo di Mastriani a loro dedicato; anche il Del Balzo racconta: > (C. Del Balzo, Napoli ed i Napoletani, Milano fratelli Treves 1885). Tuttavia non si può dimenticare che alcuni lazzari idealisti hanno combattuto al fianco degli intellettuali ed alcuni dei loro capi sono stati impiccati come i martiri liberali. I guaglioni “scugnati” (espressione napoletana che vuol dire “senza denti”), altrimenti detti scugnizzi, come i lazzari prima diventano poi il simobolo della napoletanità. Vengono descritti di nobile cuore, intelligenti ed avvezzi alle privazioni ed alle sofferenze, pronti all’amore come all’odio (F. Mastriani, I Vermi, Napoli Luca Torre editore1994). Ragazzi completamente soli, spesso orfani, affollano i saloni dell’Annunziata dove l’unico ricordo felice può essere quel 25 marzo di ogni anno, giorno in cui vengono puliti e vestiti per poter essere esposti a chi cerca un figlio da adottare o una ragazza da sposare, da lì poi vanno ad affollare le strade della città. L’arte dell’arrangiarsi, che li caratterizza e che ha poeticamente riempito pagine di molti scrittori, nasconde una vita di stenti e di dolore. Ed è questa povertà che alimenta in quegli anni la devianza e popola gli stanzoni del Filangieri […].

25 1.I testi ascoltati sono  articoli di giornale  saggi storici  recensioni di libri 2. Chi sono gli autori dei testi ascoltati? ………………………………………………………………………………………. 3.I diversi testi presentano i lazzari nello stesso modo? ……………………………………………………………………………………………………………………… ………………………………… 4.In alcuni testi viene citata la Repubblica partenopea del Essa è nata grazie all’azione di  Lazzari  Patrioti giacobini  Sanfedisti 5.Definisci con una semplice frase chi erano i “lazzari” ……………………………………………………………………………………………………………………… ………………………………… 6.Definisci con una semplice frase chi erano i “giacobini” ……………………………………………………………………………………………………………………… ………………………………… 7.Definisci con una semplice frase chi erano i “sanfedisti” …………………………………………………………………………………………………………………….

26 8.Secondo i giornalisti, l’eredità dei lazzari è raccolta dagli scugnizzi: essi, oggi, rappresentano:  La parte della popolazione napoletana che vive nella piena legalità  Lo stereotipo di coloro i quali anelano a una vita scevra di ogni forma di sopruso e di violenza  Lo stereotipo di coloro i quali vivono all’insegna della violenza e del disordine 9.Il testo inerente la puntata di “Chi l’ha visto?” mette o no mette in evidenza uno stereotipo? Se sì, quale? Crea, secondo te, un pregiudizio? …………………………………………………………………………………………………………………………… …………………… Ritieni che sia giusto giudicare in base ad uno stereotipo? …………………………………………………………………………………………………………………………… …………………… 11. Il pregiudizio è l’anticamera di  Fratellanza  Discriminazione e razzismo  Solidarietà 12. Indica, ora, quale tipo di strategia di ascolto hai usato …………………………………………………………………………………………………………………………… ……………………………

27 14.Quali informazioni utili hai ascoltato e ritieni di poter usare per stendere la relazione commissionata dall’insegnante? Scrivile in un breve testo, usando un linguaggio formale. RUBRICA SPECIFICA OLISTICA livelliABC indicatoridescrittori Ricavare informazioni da un testo ascoltato Sa ricavare solo poche informazioni dal testo ascoltato. Le informazioni ricavate non sono tutte precise. Sa ricavare parte delle informazioni dal testo ascoltato. Le informazioni ricavate sono precise Sa ricavare tutte le informazioni dal testo ascoltato. Le informazioni ricavate sono precise Essere consapevole delle strategie di ascolto attivate Indica solo qualche fase della procedura utilizzata Indica le principali fasi della procedura utilizzata Indica con chiara consapevolezza le fasi della procedura utilizzata Esattezza e chiarezza delle informazioni Espone in modo disordinato e confuso le informazioni richieste Espone ordinatamente le informazioni richieste,utilizzando opportunamente gli indicatori temporali e servendosi di un linguaggio chiaro Espone con ordine e con precisione le informazioni, utilizzando opportunamente gli indicatori temporali e servendosi di un linguaggio chiaro e preciso Adeguatezza dello stile alla situazione comunicativa e scelta del lessico Il testo non risulta adattato al destinatario e alla situazione formale. Il testo utilizza un registro semplice e un linguaggio adatto al destinatario e alla situazione. Il testo utilizza un linguaggio formale e nel contempo ampio e vario adatto al destinatario e alla situazione. Strutturazione della fraseLe frasi sono spesso incomplete e non ben costruite. Le frasi sono brevi, ma complete. Le frasi sono complete, ben costruite e di varia lunghezza.

28


Scaricare ppt "“La rete di scuole” LA BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PARTENOPEA DEL 1799: LA FIGURA DEL “LAZZARO” TRA STEREOTIPO E PREGIUDIZIO Prof. ssa Nafisio Patrizia."

Presentazioni simili


Annunci Google