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RADIO LIBERA La nuova forma di protesta di Danilo Dolci con i suoi collaboratori, Franco Alasia e Pino Lombardo, in difesa dei poveri cristi della Sicilia.

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Presentazione sul tema: "RADIO LIBERA La nuova forma di protesta di Danilo Dolci con i suoi collaboratori, Franco Alasia e Pino Lombardo, in difesa dei poveri cristi della Sicilia."— Transcript della presentazione:

1 RADIO LIBERA La nuova forma di protesta di Danilo Dolci con i suoi collaboratori, Franco Alasia e Pino Lombardo, in difesa dei poveri cristi della Sicilia occidentale «Questa è la radio della nuova resistenza: abbiamo il diritto di parlare e di farci sentire, abbiamo il dovere di farci sentire, dobbiamo essere ascoltati. La voce di chi è più sofferente, la voce di chi è in pericolo, di chi sta per naufragare, deve essere intesa e raccolta attivamente, subito, da tutti». Danilo Dolci

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3 La radio dei poveri cristi Il 25 marzo 1970 è una data che segna un punto di non ritorno nella storia dell’informazione italiana: in quel giorno intorno alle circa, per la prima volta, il segnale radiofonico di “Radio Libera Partinico” rompe il Monopolio di stato sulle trasmissioni via etere con un forte messaggio di denuncia: a distanza di due anni dal terremoto del 1968 non una sola casa era stata ricostruita; il dominio mafioso e clientelare aveva attinto a piene mani dai soldi destinati alla ricostruzione della valle del Belìce. Chi tace è complice

4 Negli anni 70 c’era solo l’esperienza televisiva e radiofonica della Rai e nessuno poteva avere l’autorizzazione di trasmettere. Motivo principale della nascita di questa radio fu quello di far conoscere al mondo che dopo ben due anni dal terremoto che nel 1968 colpì la Sicilia occidentale, la ricostruzione era ferma, nonostante i tanti soldi stanziati. Nella trasmissione, che andò in onda nel 1970, fu elaborata una verifica meticolosa dello stato non solo dei lavori, ma anche dei progetti per la ricostruzione, nessuna voce prevedeva civili abitazioni per la gente siciliana solo baracche che costarono una somma sproporzionata. Baracche, dove si pativa il freddo d’inverno e il caldo d’estate, una situazione provvisoria che sembrava diventare definitiva.

5 Danilo Dolci raccolse tante testimonianze di personalità che erano solidali con il ridare dignità ai siciliani tra cui: Abbè Pierre, Thich Nhat Hanh, Kevin Seitz, Italo Calvino e tanti altri. Sono tutti interventi molto belli, ma uno colpisce più di altri è di Pierre Martin del Senegal che scrive: “ Nella nostra Africa sottosviluppata, considerata incapace di qualsiasi organizzazione, c’ è voluto meno tempo per ricostruire Agadir, con costruzioni moderne e antisismiche, di quanto ce ne vorrà per ricostruire alcune borgate della Sicilia”. Troviamo quindi una situazione davvero difficile nella Sicilia occidentale di quel periodo, raccontata in maniera puntuale da Radio Sicilia Libera. L’idea di una radio che raccontasse il punto di vista della povera gente è ancora oggi una chimera. Quest’avanguardia della comunicazione di Danilo Dolci, Pino Lombardo e Franco Alasia e del “ Centro Studi e Iniziative” ancor oggi ci insegna tanto.

6 Diceva Danilo Dolci nel messaggio di apertura delle trasmissioni: «Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, ascoltate: si sta compiendo un delitto, di enorme gravità, assurdo: si lascia spegnere un'intera popolazione. La popolazione delle Valli del Belice, dello Jato e del Carboi, la popolazione della Sicilia occidentale non vuole morire. Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, avvisate immediatamente i vostri amici, i vostri vicini: ascoltate la voce del povero cristo che non vuole morire, ascoltate la voce della gente che soffre assurdamente. Siciliani italiani, uomini di tutto il mondo, non possiamo lasciar compiere questo delitto: le baracche non reggono, non si può vivere nelle baracche, non si vive di sole baracche. Lo Stato italiano ha sprecato miliardi in ricoveri ammassati fuori tempo, confusamente: ma a quest'ora tutta la zona poteva essere già ricostruita, con case vere, strade, scuole, ospedali. Le mani capaci ci sono, ci sono gli uomini con la volontà di lavorare, ci sono le menti aperte a trasformare i lager della zona terremotata in una nuova città, viva nella campagna con i servizi necessari, per garantire una nuova vita...». Clicca per ascoltare l'audio originale

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8 «La radio clandestina di Partinico - scrisse il giorno dopo, il 27 marzo 1970, il Giornale di Sicilia - ha trasmesso per sole ventisette ore. Stasera verso le 22, l'avventura di Franco Alasia e Pino Lombardo, i due collaboratori di Danilo Dolci che si erano barricati dentro i locali del “Centro studi ed iniziative” della cittadina palermitana per trasmettere un lungo programma registrato in precedenza, si è conclusa in pochi minuti con un'azione a sorpresa di polizia e carabinieri».

9 Dolci e i suoi collaboratori iniziano la loro rivoluzione dal basso, con poche persone, con pochi mezzi, con poche risorse economiche e con un tempo limitato. Ma questo non è importante. Ciò che importa è che l’utilizzo sociale della tecnologia abbia potuto avere inizio, che le energie di un intero paese siano state messe in atto, che le persone non abbiano avuto paura e che, infine, il loro grido d’aiuto si sia fatto sentire. Nel 1977 la Corte Costituzionale ha infatti riconosciuto la legittimità delle radio libere. La Costituzione Italiana è stata applicata.

10 Il materiale utilizzato dal Centro Studi e Iniziative per le trasmissioni di Radio Libera Partinico è composto da una serie di documenti audio e testimonianze raccolte su nastri preregistrati, che andarono in onda a ciclo continuo fino alla chiusura dell’emittente da parte delle forze di polizia. In particolare, la programmazione comprendeva: la voce della gente della Valle del Belice, di Jato e di Carboi; commenti sulla mancata ricostruzione della diga sul fiume Jato, sulle inadempienze e sulle responsabilità; il poema Il limone lunare, con musiche per flauto dolce di Alessandro Scarlatti; alcuni messaggi di solidarietà provenienti da tutto il mondo e una canzone popolare con versi di Ignazio Buttitta. Le testimonianze della popolazione terremotata e abbandonata colpiscono per la loro semplicità e durezza. Una tra tutte quella di un anziano che, con la voce commossa, affida il suo messaggio a Radio Libera dicendo: «abbiamo bisogno di cura, perché dentro queste baracche stiamo perdendo la salute. Abbiamo bisogno di aiuto, perché il vero terremoto comincia ora». "Radio libera: piacciono i fichi dimezzati al sole lucidi a condensare il proprio umore - fin che non giunge il nero brulicare delle avide mosche e dei mosconi". (Danilo Dolci, da Il Limone lunare. Poema per la radio dei poveri cristi)

11 FONTI UTILIZZATE: https://www.youtube.com/watch?v=p_HgW1ZSQCU

12 Progettato, creato e revisionato da: Alessandro Palazzolo Oriana Palazzolo Gaetano Cannarella Fabio Salemme Claudia Badalamenti


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