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La razza come mito 1. Montaigne: il relativismo culturale Lezioni d'Autore.

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Presentazione sul tema: "La razza come mito 1. Montaigne: il relativismo culturale Lezioni d'Autore."— Transcript della presentazione:

1 La razza come mito 1. Montaigne: il relativismo culturale Lezioni d'Autore

2 “Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi; sembra infatti che noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea delle opinioni e degli usi del paese in cui siamo. Ivi è sempre la perfetta religione, il perfetto governo, l’uso perfetto e compiuto di ogni cosa”. Montaigne, Dei Cannibali

3 Le grandi esplorazioni geografiche del Cinquecento  si definirono selvaggi molti popoli delle Americhe. Il colonialismo europeo riduce in schiavitù molte delle popolazioni indigene dell’America Centrale e dell’Africa perché considerate inferiori. La razza come fatto determinante dello sviluppo civile di una società. Il contesto storico

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5 Il concetto zoologico di razza: l’insieme d’individui appartenenti alla stessa specie e aventi una serie di caratteri comuni. Monogenismo: nella teologia cattolica  l’origine unica del genere umano  le razze avrebbero avuto origine da un unico ceppo originario; Poligenismo: sostiene l’ipotesi dell’esistenza di ceppi diversi. Monogenismo e poligenismo

6 Gli europei si considerano i depositari dell’unica civiltà e della religione universale. Fama di antropofagi  il termine ‘cannibale’ da Canibales, nome spagnolo dei Caraibi delle Piccole Antille. Gonzalo Hernández de Oviedo: “genti selvagge e bestiali, dedite a peccati […] abominevoli, quali cannibalismo e incesto”. Bartolomé de Las Casas, vescovo cattolico, denuncia il sistema di sfruttamento degli indios; la condizione dei “selvaggi primitivi” vicina alla perfezione di Adamo. Europei e popolazioni caraibiche

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8 Montaigne è il primo a evidenziare il pregiudizio eurocentrico attraverso il quale sono giudicati gli usi e costumi di questi popoli e ad argomentare in loro difesa  relativismo culturale. Il punto di vista di Montaigne ( )

9 Origine del concetto di ‘relativismo culturale’  movimento sofistico greco. Protagora: “l’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono per ciò che sono e di quelle che non sono per ciò che non sono”.  Non esiste una verità assoluta. Montaigne evidenzia la tendenza di ciascun popolo a proiettare sul diverso la propria immagine culturale, a dipingere come barbarie ciò che non è nei suoi usi. Il relativismo culturale

10 Sigmund Freud: il meccanismo della proiezione strumento di difesa  rende conto di alcune psicopatologie come la paranoia. Il carattere ‘normale’ del meccanismo, alla base di alcune manifestazioni psicologiche e delle rappresentazioni mitologiche ed antropologiche. La proiezione come difesa di origine arcaica e come meccanismo proprio di comuni forme di pensiero, come la superstizione. La valutazione della psicanalisi

11 All’assimilazione forzata, Montaigne oppone l’infinita varietà dei singoli popoli  il punto di vista dell’altro è diverso, non inferiore e per questo in grado di rivelarci il nostro grado di barbarie. Paragona lo stato degli indigeni all’arcadia/alla repubblica ideale platonica/alla mitica Atlantide. Ideale di mondo incontaminato, non deformato dalla società  amerindi ingenui e pacifici rispetto alla violenza e alla ferocia dei colonizzatori spagnoli e portoghesi. L’infinita varietà dell’umano

12 Dal confronto con il diverso si può valutare sé stessi. Jim Morrison muove dal proprio sentirsi diverso, strano, estraneo al proprio presente, ai valori, agli usi e costumi della società in cui vive;  per lui la gente è strana e lui è stravagante, eccentrico per gli altri. The Doors – People are strange

13 Se sei strano, la gente è strana. Il sentimento di alienazione di fronte: -alla consapevolezza della propria diversità - alla percezione che l’io si costruisce a partire dal comportamento degli altri nei propri confronti. The Doors – People are strange

14 People are strange when you’re a stranger Faces look ugly when you’re alone Women seem wicked when you’re unwanted Streets are uneven when you’re down When you’re strange Faces come out of the rain When you’re strange No one remembers your name When you’re strange People are strange – Il testo (inglese)

15 La gente è strana quando sei uno straniero. I volti ti guardano disgustati quando sei solo. Le donne sembrano malvagie quando non sei benvoluto. Le strade sono piene d’imprevisti quando sei giù. Quando sei strano, i volti vengono fuori dalla pioggia. Quando sei strano, nessuno ricorda il tuo nome. People are strange – Il testo (italiano)

16 FINE Lezioni d'Autore


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