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Le droghe2 Con il nome di droghe vengono indicate tutte quelle sostanze che assunte, portano ad assuefazione, alterazioni nell’organismo in genere e danni.

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2 Le droghe2 Con il nome di droghe vengono indicate tutte quelle sostanze che assunte, portano ad assuefazione, alterazioni nell’organismo in genere e danni psichici. Tra le sostanze che non sono propriamente droghe non bisogna dimenticare il tabacco per i danni che provoca il fumo nei polmoni e l’uso smodato dell’alcool.

3 Le droghe ALCOOL Per bevanda alcolica si intende una sostanza liquida che si ottiene per fermentazione di prodotti organici, come il vino o la birra, o per distillazione, come i superalcolici: rum, whisky ecc. L'alcol altera la capacità di concentrazione e di coordinazione motoria e abbassa i riflessi; tali condizioni sono sfavorevoli per chiunque provi a mettersi alla guida, costituendo un reale pericolo per sé stesso e per gli altri. Se poi si beve troppo e spesso, c'è il rischio di disturbi più seri che interessano: il Sistema Nervoso Centrale (atrofia muscolare, nevriti e gravi disturbi mentali), il fegato (cirrosi epatica) e l'apparato digerente (gastriti, enteriti e infiammazioni del pancreas). Col passare del tempo per raggiungere il livello d'ebbrezza desiderato si rischia di sviluppare una dipendenza fisica. L'intossicazione acuta da alcol (ubriachezza) provoca disturbi di diversa gravità: dal vomito fino al coma etilico, conseguenza estrema della depressione del sistema nervoso centrale che può provocare perfino la morte.

4 Le droghe4 GLI ALCALOIDI Con questo nome si designano numerose sostanze azotate di natura basica che si trovano in varie piante i cui fiori e frutti ne sono particolarmente ricchi. Sin dai tempi più remoti sono stati usati estratti grezzi di tali piante come farmaci, veleni, allucinogeni, coloranti, ecc. Oggi giorno si ricorre alla estrazione con opportuni solventi (etere, cloroformio, alcool, ecc.) e più raramente mediante distillazione in corrente di vapore. Molti alcaloidi hanno sapore amaro. Alcuni si decompongono all’aria diventando giallastri o rossastri. Molti sono otticamente attivi e nella maggior parte dei casi levogiri. Si suddividono in vari gruppi a seconda della loro costituzione e gli alcaloidi di ogni gruppo si suddividono ulteriormente a seconda della loro origine naturale.

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9 La cocaina viene rapidamente e facilmente assorbita da ciascuna delle vie abituali di somministrazione (nasale, orale, endovenosa o polmonare), grazie alla struttura della molecola che presenta due gruppi esterei i quali ne accrescono notevolmente la lipofilicità. Induce uno stato caratterizzato da un forte eccitamento, accompagnato spesso da allucinazioni e distorsioni uditive (per questo è anche nota come "roba sonante"); al termine subentra un senso di stanchezza e di spossatezza, ragion per cui spesso si ricorre a diversi runs consecutivi per essere sempre in condizioni di eccitamento o, peggio ancora, si cerca di attenuare la caduta (o "down") con iniezioni di eroina ("speed-ball"). Un uso prolungato e forti dosi determinano alterazioni del sistema nervoso centrale.

10 Le droghe10 E' un estratto semi-sintetico della foglia di Erithroxylon Coca, una pianta che cresce nella regione andina. La cocaina si presenta sotto forma di polvere inodore bianca (se estratta con la benzina) o rosa (se estratta con il gasolio) o in cristalli (free-base o crack). La cocaina può essere sniffata, fumata o iniettata; i tempi di salita e di discesa degli effetti dipendono dalla modalità di assunzione. La cocaina è quasi sempre tagliata e miscelata con altre sostante (additivi, solventi o scarti di lavorazione) e ciò può potenziare il rischio d'interazioni tra sostanze delle quali non si conosce la composizione. La cocaina ha quindi un'azione stimolante sul Sistema Nervoso Centrale e provoca oltre ad una immediata euforia, uno stato di indifferenza al dolore, alla fatica e allo stimolo della fame. L'utilizzo continuativo nel tempo provoca anedonia (difficoltà o impossibilità a provare piacere fisico e psicologico), allucinazioni, deliri, perdita del controllo dei propri impulsi e disorientamento.

11 Le droghe11 Finiti gli effetti ricercati la persona sperimenta uno stato depressivo, durante il quale molti consumatori riportano sensazioni di ansietà, svogliatezza, irritabilità, difficoltà a concentrarsi ed episodi di insonnia. I disturbi più frequenti nei consumatori abituali di cocaina sono a carico dell'apparato cardio-circolatorio (aritmie cardiache, problemi di contrazione di vasi sanguigni, ecc.) e un uso prolungato della sostanza può indurre disturbi del sonno, perdita dell'appetito, depressione, attacchi di panico, vissuti paranoici e in alcuni casi anche deliri e allucinazioni. La morte di solito può sopraggiungere per overdose o per colpo di calore.

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13 13 Sebbene le capsule del papavero possono contenere più dello 0,5% di alcaloidi, l'oppio rappresenta una forma molto più concentrata ed infatti più del 25% della sua massa è composto di alcaloidi. Nei molti (più di quaranta) alcaloidi identificati sono sei quelli che rappresentano la parte preponderante di questa miscela. Le effettive quantità di ognuno sono estremamente variabili: morfina 4-21%; codeina 0,8-2,5%; tebaina 0,5-2,0%; papaverina 0,5-2,5%; nocapina (narcotina) 4-8%; narceina 0,1-2. Un tipico campione commerciale di oppio può avere un contenuto di morfina del 12%. La morfina a dosi molto elevate ha azione convulsivante, induce anche uno stato di euforia e di indifferenza mentale, insieme però a vomito, stipsi. Conduce rapidamente all’assuefazione e il suo uso inconsiderato produce grave tossicità. L'effetto farmacologico della morfina, e di molte altre sostanze analoghe, é dovuto alla sua possibilità di sostituirsi alle endorfine nei meccanismi di controllo del dolore.

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15 15 codeina codeina Come analgesico, la codeina, possiede circa un decimo della potenza della morfina, è quasi sempre somministrata per via orale ed è un componente di molte preparazioni analgesiche grazie alla sua scarsa tendenza ad indurre dipendenza, anche se dà problemi gastrointestinali per poterne estendere l'uso ai lunghi periodi. La codeina possiede anche una notevole azione antitussiva, utile sia per alleviare sia per prevenire la tosse. Questa azione è dovuta ad una efficace depressione diretta sul centro della tosse, ottenendo un innalzamento della soglia che l'impulso nervoso che conduce alla tosse deve superare.

16 Le droghe16 EROINA, Un altro derivato della morfina è l’ EROINA, diacetil- derivato ai due ossidrili ( fenolico e alcolico). Si presenta sottoforma di polvere bianca inodore e solubile in acqua. Ha azione simile a quella della morfina nei confronti della quale è più attiva, più tossica, più euforizzante e dà più facilmente assuefazione.

17 Le droghe17 overdose L‘ overdose che può portare a morte per soffocamento causato dall'eccessivo rilassamento muscolare) è tra i rischi di ogni assunzione: dipende dalla quantità assunta e dal grado di purezza, infatti è quasi sempre tagliata con altre sostanze, a volte più pericolose dell'eroina stessa. L'abuso sempre più frequente di questa sostanza può creare dipendenza psicologica e fisica in poco tempo, l'organismo non riesce più a farne a meno, bisogna aumentare sempre più le dosi per sentire lo stesso effetto. In condizione di dipendenza fisica l'astinenza provoca sintomi dolorosi, così che invece di assumerla per stare bene o meglio, si è costretti ad assumerla per non stare male.

18 Le droghe18 L‘ EROINA è un derivato semisintetico dell'oppio che si presenta sotto forma di polvere granulosa bianca o marrone. Nata nella seconda metà dell'800, l'eroina, come la morfina (anch'essa derivata dall'oppio, ma con effetto sedativo più potente) è stata utilizzata come antidolorifico, anestetico, sedativo. L'eroina è uno dei più potenti oppiacei e si può fumare, sniffare o iniettare in vena. L'eroina è una sostanza che deprime il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, abbassando quindi pressione arteriosa, frequenza respiratoria e cardiaca. L'assunzione provoca, dopo una prima fase in cui possono manifestarsi nausea e vomito, uno stato di rilassamento intenso che può durare dalle 4 alle 6 ore, con sonnolenza, deficit della coordinazione motoria, dell'attenzione, stitichezza, inappetenza. Non si sentono più angosce né dolore, si vive in uno stato di benessere diffuso, finché dura l'effetto.

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22 Origini: Fu sintetizzato per la prima volta nel 1938 dal noto chimico svizzero Albert Hofmann, nel corso di alcuni suoi studi sugli alcaloidi. I derivati dell'acido lisergico (di cui l'LSD ne è la dietilammide), come ad esempio l'ergina, sembra che fossero utilizzati fin da tempi remotissimi in pratiche magiche, rituali e divinatorie, come nella Grecia classica all'interno della famosa cerimonia dei Misteri Eleusini. Modalità di assunzione: La sua assunzione avviene quasi essenzialmente per via orale. Effetti: Probabilmente è il più potente allucinogeno esistente. la persona può entrare in un grave stato di perdita del contatto con la realtà e non riuscire a valutare le situazioni di pericolo, perdere la facoltà di giudizio e di decisione razionale. La distorsione della realtà assume caratteristiche surreali. Non si conoscono oggi altre sostanze la cui attività sia così forte a dosaggi così bassi. In molti casi l'effetto dell'LSD può incutere paura ed attacchi di panico estremamente spiacevoli. Può provocare danni psicologici permanenti e irreversibili.

23 Le droghe23 ALLUCINOGENI Di particolare importanza sono i cosiddetti “ cannabinoidi ”, ossia sostanze che si estraggono dalla “cannabis sativa” o “ canapa indiana”, arbusto dalle foglie frastagliate che cresce nelle zone tropicali, ma anche in Calabria, Albania ecc. Il suo principio attivo più importante è il delta-tetra- idro-cannabinolo, presente soprattutto nelle inflorescenze alla sommità della pianta ( femmina). TETRAIDROCANNABINOLO Tale sostanza non si può considerare un alcaloide (poiché nella molecola manca l’azoto), bensì un fenolo avente un anello centrale piranico.

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25 La Cannabis è una delle sostanze più antiche. Oltre il THC all'interno della pianta sono presenti altri principi attivi: (Cannabigerolo, Cannabicromene, Cannabidiolo ecc.) e, dalla loro combinazione dipendono gli effetti. Inoltre, tali effetti sono spesso determinati dal luogo e dall'umore di chi assume. Alle iniziali sensazioni di rilassamento, leggera euforia, seguono fobie di isolamento, disturbi mentali, eccitamento maniacale e allucinazioni. Induce demotivazione verso le normali attività, tachicardia (è un vasodilatatore e cioè fa pompare più forte il cuore), nausea, e, a volte, veri e propri attacchi di panico o situazioni di paranoia rispetto alle persone e alle situazioni. Provoca inoltre grave decadimento della nutrizione. Nei casi meno gravi il sistema immunitario risulta fortemente debilitato. Negli episodi acuti oscuramento della coscienza e delirio.

26 Le droghe26 La Cannabis cresce bene nelle zone sub tropicali; Africa del nord, Asia sud orientale, Medio Oriente, America Latina, Giamaica, Hawai, California sono tra i maggiori produttori al mondo. La concentrazione dei diversi principi attivi o cannabinoidi, è maggiore nella resina delle infiorescenze femminili. Gli effetti psicoattivi prodotti possono variare in base alla concentrazione dei vari principi attivi ed alle loro sinergie.

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28 28 L'amfetamina è uno stimolante che agisce sul Sistema Nervoso Centrale. I suoi utilizzi erano legati inizialmente al campo bellico (per stimolare l'aggressività e non far sentire la paura ai soldati). L'amfetamina, oltre a dare dipendenza psicologica, dà una forte tolleranza (bisogno di aumentare le dosi); si trova sotto forma di pasticca, di capsule o in polvere. L'amfetamina dà una sensazione di potenza, non si ha sonno né fame. Dopo l'assunzione le pupille si dilatano, il battito cardiaco e la pressione sanguigna aumentano, si possono anche avvertire crampi e mascelle digrignanti. Il corpo (anche se la mente non lo avverte) è sottoposto ad un grande stress. Segue poi depressione, ansia, irritabilità oltre che un forte senso di stanchezza fisica.

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30 Viene anche chiamata crystal-METH ed è uno stimolante che induce euforia, ma che provoca effetti collaterali quali alterazioni della personalità che vanno dalla depressione ai comportamenti violenti, aumento della pressione sanguigna e danni cerebrali. Viene venduta in polvere, pastiglie o cristalli e può essere sniffata, ingerita, fumata o iniettata. La grande preoccupazione legata all'uso del crystal meth è, oltre a quello dei danni fisici che può causare ai consumatori (soprattutto se adolescenti), che possa dare origine a un sensibile aumento dei crimini violenti. A riprova di questo, una recente statistica dimostra che tra le persone arrestate nella sola Los Angeles per reati di questo genere il 40 per cento era costituito da consumatori di meta-amfetamine.

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33 33 Il principio attivo delle paste vendute come ecstasy dovrebbe essere MDMA: una molecola che combina una parte eccitante (tipo amfetamina) ed una allucinogena (tipo mescalina). Si può trovare in pasticche, capsule e in polvere. L'ecstasy agisce soprattutto sulla serotonina, una sostanza del nostro cervello che regola l'umore, il sonno e l'appetito. Se viene ingerita, l'effetto sale dopo 20/30 minuti e regge per 4/6 ore (ogni persona tuttavia reagisce diversamente). Si può ballare per ore senza sentire la stanchezza e la fame ma tutto ciò ha un costo: il cuore pompa di più e rischia di cedere, la pressione e la temperatura aumentano a dismisura (il termometro può arrivare a 42°). Un altro serio pericolo che si può correre è legato al fatto che non si sa mai cosa ci sia realmente dentro ogni gomma: può contenere sostanze nocive (tipo piombo) oppure può essere composta da sostanze assolutamente diverse dall'MDMA (DXM, PMA, Ketamina).

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37 37 L’olio di sassafrasso si ricava dalla radice di Sassafras albidum (albero della famiglia delle Lauracee) per distillazione in corrente di vapore. E’ un liquido incolore che si altera alla luce e all’aria, di odore e sapore aromatico, contenente circa l’80% di SAFROLO. Si impiega per profumare saponi, per aromatizzare bevande, in preparazioni farmacologiche come antisettico e disinfettante ecc. Varianti dell’AMFETAMINA stanno di fatto invadendo il mercato come aggiunte o come sostituti dell’ecstasy, e la vera ragione del loro fiorire sta proprio nel fatto che, data la lentezza con cui le varie legislazioni riescono a riconoscerle come stupefacenti, queste possono per un periodo abbastanza lungo essere prodotte e smerciate senza incorrere in sanzioni.

38 Le droghe38 Questi omologhi vanno distinti in due categorie: a) composti che possono considerarsi sostanzialmente equivalenti all’ecstasy anche se le loro cinetiche e le loro potenze certamente differiscono e anche se nulla o quasi è noto circa i loro possibili sinergismi con l’ecstasy stessa. Ad es. l’MDEA già citata. b) composti che potremmo meglio definire di “super–ecstasy” che, pur potendo sembrare a prima vista chimicamente molto simili all’ecstasy, in realtà (in quanto arricchiti di gruppi metossilici liposolubili e quindi ad alta penetrazione cerebrale), hanno una capacità allucinogena e una tossicità ben più elevata (sono stati descritti addirittura casi letali). Accanto alla ormai vecchia MDA cominciano ora a circolare sostanze che si possono considerare derivati della MESCALINA ( già citata).

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41 Nel corso della recente International Drug Enforcement Conference tenutasi a Montreal il capo della DEA (Drug Enforcement Administration) ha rivelato che il numero dei consumatori di deivati amfetamina ha superato quello di eroinomani e cocainomani sommati. Dalle conclusioni della Conferenza emerge che le droghe tradizionali, come marijuana, cocaina ed eroina, pur rimanendo ampiamente diffuse, si vedono raggiungere e talvolta superare dalle droghe chimiche. Hanno nomi fantasiosi, a fronte di composizioni chimiche complesse e pericolose. Si va dall'ice, molecola amfetamino-simile con cristalli analoghi a quelli del ghiaccio naturale, allo shaboo, eccitante a base di metil-amfetamina cloridrato (un grammo equivale a numerose dosi di cocaina) al glass, allo scoop, acido gamma idrossi-butirrico, al crystal, sostanza allucinogena derivata dalla fenilciclidina al batu, una nuova meta-amfetamina, alla cristallina, sostanza molto pericolosa che è una miscela di cocaina e atropina. È inoltre in aumento il fenomeno delle assunzioni multiple, vale a dire l'uso di uno o più stupefacenti per mitigare gli effetti di altre droghe assunte precedentemente. Cambiano infine i luoghi: non più solo in discoteca, nei concerti, ma più spesso a casa. In solitudine.

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43 Il PCP appartiene al gruppo delle fenciclidine, un gruppo di anestetici psichedelici ancor oggi utilizzati in medicina veterinaria. Nella forma più pura, il PCP (Fenile-Ciclidina-Piperidina) si presenta sotto forma di polvere cristallina bianca, ma si trova anche sotto forma liquida, spray, in pillole e capsule. Generalmente è assunto per via orale, ma può anche essere fumato, sniffato o vaporizzato. Detto anche Polvere degli Angeli, Lovelys (sigarette di PCP), Space base (PCP e Crack), Polvere Nera o Sunshine (PCP e eroina). A dosi ridotte, gli effetti possibili sono: assenza d'inibizione, iperattività, pesantezza degli arti, confusione, insensibilità al dolore, distorsione della realtà, allucinazioni, comportamento aggressivo (quest'ultimo effetto è molto controverso; infatti, le opinioni in merito sono molto varie). Le overdosi possono dar luogo a crampi, svenimenti e persino coma.. Mischiare PCP e alcool può essere letale a causa della paralisi dell'apparato respiratorio.

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45 45 Meccanismo d’azione degli Allucinogeni Oggi è noto che il meccanismo d’azione degli allucinogeni è legato alla loro interazione con i “mediatori chimici”, ossia con le sostanze chimiche che costituiscono il “mezzo” attraverso il quale si propagano gli impulsi fra le cellule nervose, a livello delle sinapsi, e le sostanze attive del S.N.C. : ( acetil-colina; adrenalina; noradrenalina ; istamina e serotonina ). Gli allucinogeni presentano, generalmente, marcate affinità strutturali con questi mediatori chimici (neurotrasmettitori), (essenzialmente con l’adrenalina, la serotonina e la dopamina) ed agiscono in due modi diversi: o imitandone il meccanismo d’azione ( per cui la produzione di tali sostanze diminuisce nel tempo), o bloccando l’enzima che la distrugge (MAO) (mono- ammino-ossidasi) e favorendone un accumulo nel tessuto nervoso (soprattutto nel cervello) che conduce a grave tossicità.

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