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LA SINDROME DI DOWN METODOLOGIE DI INTERVENTO MUSSINI KATIA EDUCATRICE PROFESSIONALE.

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Presentazione sul tema: "LA SINDROME DI DOWN METODOLOGIE DI INTERVENTO MUSSINI KATIA EDUCATRICE PROFESSIONALE."— Transcript della presentazione:

1 LA SINDROME DI DOWN METODOLOGIE DI INTERVENTO MUSSINI KATIA EDUCATRICE PROFESSIONALE

2 LA MODIFICABILITA’ NEGLI UOMINI E’ SEMPRE POSSIBILE INDIPENDENTEMENTE DALL’ETA’, DALLA GRAVITA’ DI UNA PATOLOGIA, DAL PUNTO DI PARTENZA. MODIFICABILITA’

3 MODELLO PASS Das e Naglieri (1996) PIANIFICAZIONEATTENZIONESIMULTANEITA’SUCCESSIONE

4 PROCESSO COGNITIVO ATTRAVERSO IL QUALE GLI INDIVIDUI DETERMINANO,SELEZIONANO E UTILIZZANO STRATEGIE E METODI PER RISOLVERE UN PROBLEMA. PIANIFICAZIONE

5 ATTENZIONE PROCESSO COGNITIVO ATTRAVERSO IL QUALE GLI INDIVIDUI SONO IN ALLERTA E PRESTANO INTERESSE AD UNO STIMOLO INIBENDO L’ATTENZIONE A STIMOLI DISTRATTORI

6 SIMULTANEITA’ ABILITA’ DEGLI INDIVIDUI DI CORRELARE ED INTEGRARE LE VARIE PARTI DELL’INFORMAZIONE, COORDINANDO GLI STIMOLI SEPARATI ALL’INTERNO DI UN TUTTO

7 SUCCESSIONE ABILITA’ DEGLI INDIVIDUI DI LAVORARE IN UNO SPECIFICO ORDINE SERIALE

8 AROUSALO ATTENZIONE GENERALIZZATA LIVELLO DI ATTIVAZIONE DI UN ORGANISMO PREDISPOSIZIONE A RICEVERE INPUT

9 AROUSAL IPERATTIVATAIPOATTIVATA SOGLIA RICEZIONE BASSA STIMOLI LIEVE E’ PERCEPITO COME SIGNIFICATIVO BOMBARDAMENTO AUTOSTIMOLAZIONI RICEZIONE MOLTO ALTA STIMOLI FORTI E SIGNIFICATIVI NON ENTRANO NEL SISTEMA DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE

10 ATTENZIONE SELETTIVA CAPACITA’ DI FOCALIZZARE L’ATTENZIONE SU UNO STIMOLO RILEVANTE DIFFICOLTA’ NEI PROCESSI INIBITORI DELLA RISPOSTA IRRILEVANTE

11 SHIFT ATTENTIVO CAPACITA’ DI ALTERNARE L’ATTENZIONE TRA DUE STIMOLI PRESENTATI CONTEMPORANEAMENTE(SIMULTANEITA’) DIFFICOLTA’ A SUPERARE LA DISTRAZIONE DI INFORMAZIONI IRRILEVANTI

12 INERZIA COGNITIVA TENDENZA A PERSEVERARE SU UN CERTO COMPORTAMENTO ANCHE QUANDO QUESTO NON E’ PIU’ ADATTIVO ALLA SITUAZIONE COMPORTAMENTI E PROCESSI COGNITIVI POSSONO ESSERE RIGIDI, STEREOTIPATI

13 ATTENZIONE SOSTENUTA ABILITA’ DI DIRIGERE E MANTENERE L’ATTIVITA’ COGNITIVA SU STIMOLI SPECIFICI PER POTER COMPLETARE QULASIASI ATTIVITA’ PIANIFICATA (PIANIFICAZIONE) QUALSIASI AZIONE IN SEQUENZA (SUCCESSIONE) E’ NECESSARIO USARE L’ATTENZIONE SOSTENUTA

14 SE SONO ACQUISITE ABILITA’ DI BASE MA NON SONO AUTOMATIZZATE, NON POSSO DEDICARE RISORSE ALL’APPRENDIMENTO DI UN’ ALTRA ABILITA’. SOLO QUANDO AVVIENE IL PASSAGGIO DA UN’ ATTENZIONE CONTROLLATA AD UN’ ATTENZIONE AUTOMATIZZATA POTRO’ ACQUISIRE NUOVI CONTENUTI. AUTOMATICITA’

15 LO SVILUPPO GLOBALE DELLA PERSONALITA’ BASTA UNA MINIMA ALTERAZIONE DI UNA DI ESSE PER PRODURRE UN CAMBIAMENTO ANCHE NELLE ALTRE..

16 SCHEMA GENERALE DI INTERVENTO INTERVENTI INDIVIDUALIFAMILIARISCOLASTICI STRUTTURALIPROFESSIONALI

17 STRUTTURALI PULIZIA DEL SETTING ORDINE DISPOSIZIONE BANCHI COSTANZA E PREVEDIBILITA’

18 OBIETTIVO: CREARE AMBIENTE PREVEDIBILE Le regole L’organizzazione della classe L’organizzazione dei tempi di lavoro L’organizzazione del materiale PREDISPORRE AMBIENTE FACILITANTE

19 PROFESSIONALI NON VERBALI VERBALI BUONA COMUNICAZIONE SGUARDOVOCEGESTOPOSTURAREGOLE

20 LE REGOLE

21 POSITIVE LE REGOLE CHIARE E CONCISE CONTESTO PIACEVOLE POCHE CONCRETE VISUALIZZABILI

22 CARTELLONI NON PARLATE TUTTI INSIEME NON SI CORRE NEI CORRIDOI NON SI PRENDONO LE COSE DEGLI ALTRI NON SI VA IN BAGNO DURANTE LA LEZIONE NON SI TENGONO TROPPI OGGETTI SUL BANCO NON SI DONDOLA SULLA SEDIA NON SI RISPONDE MALEDUCATAMENTE AI COMPAGNI USA IL CESTINO PER GETTARE LA CARTA E I RIFIUTI ALZA LA MANO PRIMA DI PARLARE TIENI IL BANCO IN ORDINE CAMMINA LENTAMENTE NEI CORRIDOI

23 LA GESTIONE DEL COMPORTAMENTO COMPORTAMENTI ADEGUATI COMPORTAMENTI INADEGUATI

24 IL RINFORZO

25 DINAMICISIMBOLICI IL RINFORZO IN BASE AL CONTENUTO PASAT COMMESTIBILISOCIALI

26 L’ESTINZIONE L’ESTINZIONE

27 DEFINIZIONE : UN COMPORTAMENTO NON RINFORZATO DIMINUISCE LENTAMENTE LA FREQUENZA DELLA SUA EMISSIONE

28 LA PUNIZIONE

29 DEFINIZIONE : QUALSIASI CONSEGUENZA CHE RIDUCA LA PROBABILITÀ CHE IN FUTURO SI RIPETA IL COMPORTAMENTO A CUI ESSA VIENE FATTA SEGUIRE SITUAZIONI SGRADEVOLI ELIMINAZIONE DI RICOMPENSE

30 TIME OUT

31 CONTENIMENTO FISICO

32 Tecniche che consentono di imparare senza commettere errori FADINGSHAPING n colore (uso h) n freccette direzionali (b/d) n mascherine della riga n disegno... TECNICHE DI DISCRIMINAZIONE SENZA ERRORI

33 FADING DEFINIZIONE : ATTENTUAZIONE DELL’AIUTO

34 SHAPING DEFINIZIONE : RINFORZARE OGNI APPROSSIMAZIONE SEMPRE PIÙ SIMILE AL COMPORTAMENTO CHE SI VUOLE RAGGIUNGERE PpppPa..PaPapà

35 stare seduto contatto oculare (in assenza mettersi un bollino sulla fronte) comprendere semplici consegne (dammi, fai, prendi, tocca, dimmi…) coordinazione oculo-motoria (stimolo sonoro e luminoso) PREREQUISITI DEI PREREQUISITI

36 AREA LETTURA

37 IL BAMBINO NON RIESCE A RICONOSCERE DEI SUONI ASSOCIATI ALLE LETTERE DELL’ALFABETO PASSARE DALL’IMMAGINE AL SUONO E VICEVERSA TRAINING lettere con disegno (es. P disegno pancia) CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA INTEGRAZIONE UDITIVA-VISIVA

38 TRAINING: presentare le lettere molto separate nel tempo FRECCETTE DIREZIONALI (b/d) Ogni volta che si incontra la lettera b si deve mettere una freccetta sotto la lettera . Quando è automatizzato si passa alla lettera d con la freccetta . Non bisogna presentare le due lettere contemporaneamente, ma una alla volta. ANALISI E MEMORIZZAZIONE VISIVA DELLE FORME

39 GESTIRE ORDINATAMENTE MOLTE FORME DIVERSE COMPLETARE LA PAROLA SENZA LEGGERLA MASCHERINE DELLA RIGA Si comincia con una maschera che lascia fuori una sola parola, poi si passa a più parole, poi ad una riga fino ad arrivare a tutto il testo. ANALISI SERIALE VISIVA COMPLETAMENTO COGNITIVO

40 TRAINING COLORE Enfatizzare con il colore la lettera, e man mano sbiadire. ESEMPIO: USO H ce ci: H enfatizzata con colore che viene fatto man mano sbiadire. OMISSIONI

41 DECODIFICA DECIFRATIVA DECODIFICA SEMANTICA LETTURA COMPRENSIONE DEL TESTO

42 DEC.DECIFRATIVADEC.SEMANTICA LEGGERE FRASE A RIPETERE FRASE A LEGGERE FRASE B LETTURA SCORRETTA (RILEGGERE ) RIPETERE FRASE B LEGGERE FRASE A e B RIPETERE FRASE A e B RIPETERE FRASE C LEGGERE FRASE C LEGGERE FARSE A, B e C RIPETERE INCIDERE PRESTAZIONE MIGLIORE

43 AREA SCRITTURA

44 VITA PERSONALE VITA FAMILIARE CONTESTO ALLARGATO CONTESTO SCOLASTICO DARE CONTESTO

45 PRIMA – DOPO – INFINE SE SONO PRESENTI GROSSE DIFFICOLTA’ INIZIARE CON “PRIMA-DOPO”, SOLO SUCCESSIVAMENTE INSERIRE “INFINE”. ARRIVARE A 5-6 UNITA’. ESEMPIO: Questa mattina prima ho fatto colazione, dopo mi sono lavato e infine mi sono vestito. TECNICA CONNETTIVI LINEARI

46 SE ………… ALLORA ESEMPIO: Se domani piove, allora non vado al parco CONNETTIVO LINEARE UTILIZZO DELLA LOGICA SEQUENZIALE DI TIPO CONDIZIONALE

47 PERCHE’ A CAUSA DI POICHE’ POICHE’ IN QUANTO IN QUANTO CONNETTIVI LINEARI CAUSALI

48 MI PIACEREBBE ……………… MA VORREI …………………………….. MA TUTTAVIASEBBENEPERO’ ….. DI CONSEGUENZA …….QUINDI CONNETTIVI NON LINEARI

49 QUANDO – DOVE – CHI – COSA – PERCHE’ TOGLIERE LO SCHEMA DAL FONDO ESEMPIO Oggi non vado a scuola perchè c’è sciopero. TECNICA 5 W

50 INTERCORRELARE I CONNETTIVI LINEARI E NON CON LE 5 W ESEMPIO: Ieri pomeriggio prima sono stato a casa perchè dovevo fare i compiti, dopo sono andato al parco a giocare con Davide. TECNICA COSTRUZIONE COMPLESSA

51 FOCUS POSTO SU UNA DIMENSIONE F/V 9+1: DETTARE 9 SILLABE CHE INIZIANO CON IL FOCUS (FA, FO, FU…), LA DECIMA SILLABA DETTATA INVECE INIZIA CON LA LETTERA DISTRATTORE (VA). FAR RIPETERE AD ALTA VOCE LA SILLABA PRIMA DI FARLA SCRIVERE. SE PER 5 GIRNI IL BAMBINO SCRIVE CORRETTAMENTE LA SEQUENZA DI ALMENO 30 SILLABE, PROCEDERE CON: 8+1, 7+1, 6+1……FINO AD ARRIVARE ALL’ARTENANZA 1+1. QUANDO E’ RAGGIUNTA L’ALTERNANZA TOTALE (1+1), SI RICOMINCIA DETTANDO LE PAROLE. TECNICA FOCUS

52 DARE LA DEFINIZIONE DEL VOCABOLO NUOVO (SPIEGARE SIGNIFICATO) E CHIEDERE DI INSERIRLO IN UNA FRASE. PRESENTARE AL MASSIMO 7 PAROLE ALLA VOLTA, SOLO QUANDO UNA PAROLA E’ AUTOMATIZZATA INSERIRNE UNA NUOVA. QUANDO E’ RAGGIUNTA L’AUTOMATIZZAZIONE, COMSEGNARE UN “DIPLOMA” E FAR UTILIZZARE LA PAROLA APPRESA DAL BAMBINO CON UNA TERZA PERSONA (GENERALIZZAZIONE) TECNICA AMPLIAMENTO VOCABOLARIO

53 Scuola media Milano ……………………… 12 gennaio ‘05 CONGRATULAZIONI MARCO Hai affrontato molto bene l’allenamento per diventare un Campione! Continua così e non ti fermare. La strada è ancora lunga e solo chi desidera con tutto il cuore realizzare il proprio sogno arriva fino in fondo! Il tuo allenatore Katia

54 RESPIRAZIONE CORRETTA DURANTE L’EMISSIONE DELLE PAROLE BALBUZIE

55 AREA LOGICO-MATEMATICA

56 3 LIVELLI: CORPO OGGETTO CONCRETO OGGETTO SIMBOLICO/ASTRATTO INIZIARE SEMPRE CON IL CONCETTO PIU’ GRANDE PREREQUISITI

57 DENTRO-FUORI, DAVANTI-DIETRO, SOPRA- SOTTO, IN ALTO-IN BASSO….. DISCRIMINAZIONI SPAZIALI DI BASE

58 TANTI-POCHI…… CONOSCENZA CONCETTI VERBALI QUANTIFICATORI VERBALI QUANTIFICATORI

59 TANTI-POCHI…… 3 LIVELLI: 3 LIVELLI: OGGETTO CONCRETO OGGETTO ASTRATTO (FOTO/IMMAGINE) OGGETTO SIMBOLICO (NUMERO) CONOSCENZA CONCETTI VERBALI QUANTIFICATORI VERBALI QUANTIFICATORI

60 SERIAZIONE

61 CORRISPONDENZA BIUNIVOCA ESEMPIO: QUALI ANIMALI HANNO 4 ZAMPE? IL CAVALLO HA 4 ZAMPE? INCLUSIONE IN CATEGORIE

62 Presentare il numero all’interno di un disegno (es. due-oca, quattro-vela…) TRAINING SULLA DISCRIMINAZIONE SENZA ERRORI PER L’ACQUISIZIONE DEL SIMBOLO NUMERICO

63 FAR RIPETERE SEQUENZA 0 – 5 / 5 – 0 0 – 10 / 0 – – 20 / 20 – 10 SERIE/RANDOM TRAINING RELATIVO AI MODELLI MENTALI PER CONTARE

64 STRATEGIA LINEARE Disegnare alcune palline e tra queste fare delle linee (orizzontali o verticali) fare contare facendo seguire l’ordine dato dalle palline. Sbiadire di volta in volta le linee fino a toglierle totalmente. NUMERI SCRITTI

65 Quando viene dimenticato un numero scrivere la serie dei numeri a grandezza normale, mentre il numero dimenticato bisogna scriverlo molto grande, enfatizzandolo. INTERFERENZE: 1 (1, 3, 1, 4, 1, 5, 1…) 2 (1, 2, 4, 1, 3, 6, 1…) 3 (1, 2, 5, 8, 1, 4, 7, 9, 1…) TRAINING SUI “SALTI” DEL NUMERO

66 DIRETTA: n° + due cartoncini con all’interno numeri di palline diverse, in uno il numero di palline corrisponde al numero corretto presentato, nell’altro cartoncino il numero delle palline deve essere diverso dal numero scritto sul cartoncino. INVERSA: un cartoncino con le palline + due cartoncini con i numeri (un numero rappresenta le palline del cartoncino, l’altro no). TRAINING SULLA CORRISPONDENZA BIUNIVOCA“QUANTITA’/NUMERO”

67 Ripetizione per velocizzare le abilità di base. TRAINING SULLA AUTOMATIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI

68 Utilizzare dei bastoncini dello stesso colore, preparare due colonne e presentare i bastoncini al bambino, che li posizionerà nella colonna corretta (quella delle unità). Quando nella colonna delle unità si raggiungono dieci bastoncini si mostra al bambino che legandoli insieme si forma una decina, che andrà messa nella colonna delle decine. Domande: Nelle unità cosa è rimasto? Quante unità ci vogliono per fare una decina? Dieci unità cosa fanno? PRIMA FASE: utilizzo dei materiali SECONDA FASE: utilizzo dei disegni Se il bambino ha difficoltà ripetere più volte la prima fase, altrimenti farla solo una volta. TRAINING SUL PASSAGGIO UNITA’/DECINE

69 DIRETTO: scrivere simbolo e chiedere significato INVERSO: scrivere significato e chiedere simbolo corrispondente. (almeno 5 significati, presentare un significato alla volta in caso di soggetti con ritardo, mentre per i soggetti normali si possono presentare tutti insieme). SIGNIFICATI: + aggiungere, mettere insieme, andare avanti, unire, aumentare. - togliere, andare indietro, diminuire, portare via, rubare. TRAINING SUL RANGE SEMANTICO

70 TRAINING DIAGRAMMI DI FLUSSO DEL PROBLEM SOLVING e DIAGRAMMA POST HOC Scrivere i passaggi su cartoncini, che poi verranno eliminati uno a uno a partire dal fondo: COMPRENDO IL TESTO PENSO INDIVIDUO I DATI DECIDO LE OPERAZIONI ESEGUO LE OPERAZIONI RISPONDO. POST HOC: Che cosa ho fatto? Perchè?

71 INTERVENTO A LIVELLO EMOTIVO-AFFETTIVO

72 ROLE-PLAY OPPORTUNITA’ DI IDENTIFICARSI CON RUOLI DIVERSI DA QUELLI SOLITAMENTI ASSUNTI E DI VIVERE L’ESPERIENZA ALTRUI ATTRAVERSO UNA RIELABORAZIONE EMPATICA DELLA SITUAZIONE

73 GESTIRE LE EMOZIONI OASI: ASCOLTO PULITO DISCRIMINAZIONE SEMANTICA DELLE EMOZIONI TERMOMETRO DELLE EMOZIONI FIABA TERAPEUTICA

74 L’OASI O ASCOLTO PULITO

75 LA DISCRIMINAZIONE SEMANTICA DELLE EMOZIONI FELICITÀ TRISTEZZAPAURA RABBIA

76 IL TERMOMETRO DELLE EMOZIONI CONSIDERARE LE DIVERSE TRAIETTORIE SEMANTICHE

77 LA FIABA TERAPEUTICA C’era una volta... Creazione dei due protagonisti Fiaba in cui uno raggiunge l’obiettivo Racconto alla classe Richiamo individuale


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