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IL FINOCCHIO CARATTERISTICHE IN CUCINA CURIOSITA USI FITOTERAPIA ORIGINI VALORI NUTRIZIONALI.

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Presentazione sul tema: "IL FINOCCHIO CARATTERISTICHE IN CUCINA CURIOSITA USI FITOTERAPIA ORIGINI VALORI NUTRIZIONALI."— Transcript della presentazione:

1 IL FINOCCHIO CARATTERISTICHE IN CUCINA CURIOSITA USI FITOTERAPIA ORIGINI VALORI NUTRIZIONALI

2 LE SUE CARATTERISTICHE Il finocchio è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae. Conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al 1500.Il finocchio è una pianta spontanea che può raggiungere i 2m.Possiede foglie che ricordano il fieno e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli.. HOME

3 LE ORIGINI Il finocchio (Foeniculum vulgare L.) è una ombrellifera originaria del bacino del Mediterraneo. Le forme selvatiche erano già conosciute all'epoca greco-romana ed in Italia si possono ancora trovare nei luoghi sassosi e soleggiati, specialmente lungo le coste. Le prime notizie sul finocchio, nella forma attualmente coltivata, furono riportate da alcuni scrittori italiani nel Cinquecento. HOME

4 IN CUCINA In cucina si possono usare tutte le parti del finocchio. Il grumolo bianco (erroneamente ritenuto un bulbo) del finocchio coltivato si può mangiare crudo nelle insalate oppure lessato e gratinato e si può aggiungere agli stufati. Si usano sia i fiori freschi o essiccati, sia in frutti o"diacheni", impropriamente chiamati "semi", che sono più o meno dolci, pepati o amari, a seconda della varietà, sia le foglie, sia i rametti più o meno grandi utilizzati nelle Marche per cucinare i bombe; le foglie si usano fresche e sminuzzate per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate e formaggi: nella "pasta con le sarde", nota ricetta siciliana, le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali. I fiori si usano per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale (in particolare la "porchetta" dell'Alto Lazio). I cosiddetti "semi" si usano soprattutto per aromatizzare tarallini (Puglia), ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. È in uso nelle regioni costiere del Tirreno, un "liquore di finocchietto", per il quale s'utilizzano i fiori freschi e/o i "semi" e le foglie. HOME

5 CURIOSITA’ L'espressione "lasciarsi infinocchiare" deriva dall'abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente. La comune distinzione tra finocchio femmina e finocchio maschio è solo formale: il primo è di forma allungata e il secondo tondeggiante. Il cosiddetto finocchio maschio, più apprezzato sotto l'aspetto merceologico perché meno fibroso e più carnoso, si ottiene grazie al concorso di fattori ambientali associati alla natura del terreno e alla sua sistemazione superficiale e ad un'adeguata tecnica colturale. Il finocchio appartiene alla famiglia delle ombrellifere, è carnoso, bianco ed è formato da foglie – chiamate guaine – che si avvolgono tra di loro. Era conosciuto ed usato già ai tempi dei Greci e dei Romani e per questo ha origini antiche. Questo ortaggio è ricco di acqua, contiene inoltre vitamina C e sali minerali – che si assimilano maggiormente se viene consumato crudo – calcio, fibre e acido folico. E’ privo di grassi e poco calorico e per questo è indicato nelle diete; è depurativo ed ottimo come digestivo grazie all’anetolo, il principio attivo a maggior concentrazione, che agisce appunto sull’apparato digerente e sull’intestino. Questa sostanza inoltre è utile per bloccare il processo fermentativo, svolge un’azione antisettica a livello dell’apparato digerente ed è un ottimo aiuto per riequilibrare la flora intestinale. Secondo un’antica tradizione il finocchio svolge anche una funzione galattogena, cioè favorisce anche la produzione di latte materno. L’Italia è uno dei maggiori produttori di finocchi, in particolar modo esso si coltiva in Puglia, Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Le varietà più diffuse sono il Gigante di Napoli, il Dolce di Firenze, il Grosso di Sicilia, il Finocchio di Parma, il Romanesco ed il Mantovano. Va fatta però una distinzione tra il finocchio coltivato e il finocchietto selvatico: quest’ultimo nasce spontaneo, di esso si utilizzano i frutti e i semi particolarmente aromatici e profumati e per questo è impiegato soprattutto come pianta aromatica; il finocchio coltivato invece è quello comune, dal sapore più dolce. Quest’ultimo viene distinto in maschio – rotondo, panciuto e croccante, viene consumato crudo – e femmina – allungato e slanciato, è quello più adatto alla cottura. Crudo è ottimo se consumato da solo (tagliato a spicchi), in pinzimonio oppure in aggiunta ad altri ortaggi nelle insalate; cotto, può essere gustato lesso, con olio e limone, saltato in padella o gratinato con formaggio e besciamella. Il finocchietto selvatico viene usato per dar sapore a minestre, insalate e pesce; viene particolarmente usato in Sicilia nella preparazione della pasta con le sarde. I semi di finocchietto selvatico invece sono usati per aromatizzare vino, pane, formaggio, salumi ma anche dolci. Al momento dell’acquisto è bene controllare che la parte esterna sia soda e compatta, senza ammaccature o macchie scure e che la parte superiore (gli steli con le “barbe”) siano freschi, con le foglioline di un colore verde brillante. Il finocchio si conserva in frigorifero, nei sacchetti di plastica bucherellati, per circa 10 giorni ma è preferibile consumarlo fresco, subito dopo l’acquisto, in quanto col tempo tende ad asciugarsi perdendo il suo sapore. Il finocchio viene usato anche in cosmesi: nelle creme è utile per la pelle affaticata e stanca, il decotto dei semi è usato come decongestionante per gli occhi mentre l’infuso viene utilizzato per bagni stimolanti. HOME

6 USI IN FITOTERAPIA Contiene: anetolo (da cui dipende il suo aroma), fencone,chetone anisico, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene e acido metilcavicolo. È emmenagogo, diuretico, carminativo, antiemetico, aromatico, antispasmodico, antiinfiammatorio, tonico epatico. È utilizzato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell'allattamento per ridurre le coliche d'aria nei bambini. È noto infatti che una tisana fatta con i semi di questa pianta sia molto efficace nel trattamento di gonfiori addominali da aerofagia. Inoltre combatte i processi fermentativi dell'intestino crasso, e quindi diminuisce il gas intestinale. Quindi può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile.A dosi elevate (concentrati nell'olio essenziale estratto dai semi), i principi attivi in esso contenuti possono avere effetti allucinogeni. HOME

7 VALORI NUTRIZIONALI CALORIE kcal 31 GRASSIg0.2 CARBOIDRATIg7.29 PROTEINEg1.24 FIBREg3.1 ACQUAg90.21 CENERIg1.05 HOME


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